La Federal Reserve guidata da Kevin Warsh ha mantenuto invariata la propria politica monetaria nell'ultima riunione di luglio. Dei 12 membri del FOMC, 9 hanno votato a favore del mantenimento dello status quo, mentre 3 hanno sostenuto un aumento dei tassi di interesse a causa del rialzo dell'inflazione complessiva, alimentato dall'aumento del prezzo del petrolio.
La maggioranza ha tuttavia scelto di mantenere invariata la politica monetaria perché, al momento, l'inflazione di fondo rimane stabile (Trimmed Mean PCE e Core PCE), mentre il Core CPI ha persino registrato un calo nel mese di giugno. Tuttavia, finché la situazione geopolitica resterà complessa e il prezzo del petrolio non tornerà stabilmente al di sotto della fascia compresa tra 70 e 75 dollari, continuerà a sussistere il rischio di ulteriori pressioni inflazionistiche.
Il dibattito rimane quindi completamente aperto sulla decisione che la Federal Reserve adotterà nella riunione di politica monetaria di mercoledì 16 settembre. Prima delle elezioni di medio termine statunitensi (Midterm Elections) di martedì 3 novembre, si terrà inoltre un'altra riunione di politica monetaria mercoledì 28 ottobre.
Il 16 settembre e il 28 ottobre rappresentano quindi le due date chiave caratterizzate da un elevato livello di incertezza per il prossimo autunno. La Federal Reserve sarà in grado di mantenere invariato il proprio orientamento oppure sarà costretta ad aumentare il tasso sui federal funds per preservare la propria credibilità nella lotta contro l'inflazione?
La risposta a questa domanda dipenderà dai prossimi dati macroeconomici statunitensi, in particolare da quelli relativi all'inflazione e al mercato del lavoro.
Tra tutti gli indicatori che saranno pubblicati entro il 16 settembre, i più importanti saranno quelli relativi all'inflazione di fondo, ossia il Core PCE e il Core CPI. Se entrambi gli indicatori resteranno sotto controllo, stabili o addirittura mostreranno un lieve rallentamento, la Federal Reserve potrà mantenere invariata la propria politica monetaria.
Il grafico seguente mostra il tasso dei federal funds negli Stati Uniti, il bilancio della Federal Reserve e la probabilità implicita di una futura decisione della Fed secondo il CME FedWatch Tool. Allo stato attuale, lo scenario prevalente rimane quello di un rialzo dei tassi nella riunione del 16 settembre.

Al contrario, una nuova accelerazione del Core PCE o del Core CPI rappresenterebbe un segnale preoccupante per i membri del FOMC. In tale scenario, la banca centrale potrebbe ritenere che le pressioni inflazionistiche non siano più limitate esclusivamente al settore energetico, ma stiano iniziando a diffondersi nell'intera economia statunitense. I mercati finanziari rivedrebbero rapidamente le proprie aspettative sui tassi di interesse, con un potenziale rafforzamento del dollaro statunitense e un rialzo dei rendimenti dei Treasury.
Anche il mercato del lavoro rappresenterà un fattore determinante. Finché la creazione di nuovi posti di lavoro resterà solida, il tasso di disoccupazione rimarrà vicino ai minimi e la crescita dei salari continuerà a essere sostenuta, la Federal Reserve disporrà di un margine sufficiente per mantenere un orientamento restrittivo, se necessario. Al contrario, segnali più evidenti di rallentamento del mercato del lavoro rafforzerebbero le argomentazioni dei membri più accomodanti del FOMC.
Le prossime settimane saranno quindi decisive. Le pubblicazioni del CPI, del PPI, del PCE e dei dati sull'occupazione orienteranno le aspettative dei mercati finanziari e determineranno se la Federal Reserve potrà davvero continuare a essere "data dependent" oppure se sarà costretta a riprendere il proprio ciclo di restrizione monetaria già nella riunione del 16 settembre.
La tabella seguente presenta i principali indicatori macroeconomici che influenzeranno la decisione di politica monetaria della Federal Reserve di mercoledì 16 settembre.

DISCLAIMER GENERALE:
Questo contenuto è destinato a persone che hanno familiarità con i mercati finanziari e gli strumenti di investimento, ed è fornito a scopo puramente informativo. L’idea presentata (inclusi commenti di mercato, dati e osservazioni) non rappresenta un prodotto del dipartimento di ricerca di Swissquote o delle sue affiliate. Questo materiale ha lo scopo di evidenziare le dinamiche di mercato e non costituisce consulenza in materia di investimenti, legale o fiscale. Se sei un investitore al dettaglio o non hai esperienza nel trading di prodotti finanziari complessi, è consigliabile consultare un consulente autorizzato prima di prendere decisioni finanziarie.
Questo contenuto non è destinato a manipolare il mercato né a promuovere comportamenti finanziari specifici.
Swissquote non fornisce alcuna garanzia circa la qualità, completezza, accuratezza o non violazione di tale contenuto. Le opinioni espresse sono quelle del consulente e sono fornite esclusivamente a scopo educativo. Qualsiasi informazione relativa a prodotti o mercati non deve essere interpretata come raccomandazione di una strategia o operazione di investimento. Le performance passate non garantiscono risultati futuri.
Swissquote e i suoi dipendenti e rappresentanti non potranno in alcun caso essere ritenuti responsabili per danni o perdite derivanti direttamente o indirettamente da decisioni prese sulla base di questo contenuto.
L’uso di marchi di terze parti è a scopo informativo e non implica approvazione da parte di Swissquote né che il titolare del marchio abbia autorizzato Swissquote a promuovere i propri prodotti o servizi.
Swissquote è il marchio commerciale che rappresenta le attività di: Swissquote Bank Ltd (Svizzera) regolata da FINMA, Swissquote Capital Markets Limited regolata da CySEC (Cipro), Swissquote Bank Europe SA (Lussemburgo) regolata dalla CSSF, Swissquote Ltd (Regno Unito) regolata dalla FCA, Swissquote Financial Services (Malta) Ltd regolata dalla MFSA, Swissquote MEA Ltd (UAE) regolata dalla DFSA, Swissquote Pte Ltd (Singapore) regolata dalla MAS, Swissquote Asia Limited (Hong Kong) autorizzata dalla SFC e Swissquote South Africa (Pty) Ltd supervisionata dalla FSCA.
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Gli asset digitali non sono regolamentati nella maggior parte dei paesi e potrebbero non essere soggetti a norme di protezione dei consumatori. In quanto investimenti altamente volatili e speculativi, non sono adatti a investitori con bassa tolleranza al rischio. Assicurati di comprendere ogni asset digitale prima di operare.
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This content is written by Vincent Ganne for Swissquote.
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