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I flussi di Bitcoin ETF negli USA salgono a 74,6 milioni mentre slittano i tagli Fed

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I flussi di Bitcoin ETF negli USA tornano positivi: il 4 novembre 2026 entrano 74,6 milioni di dollari, dopo tre sedute di deflussi. Ma i tagli dei tassi della Fed si allontanano.

Punti chiave

  • Dopo tre sedute di uscite per circa 1,16 miliardi di dollari, gli ETF su Bitcoin americani hanno chiuso il 4 novembre in positivo.
  • FBTC di Fidelity ha raccolto 236,7 milioni di dollari, mentre IBIT di BlackRock ne ha ceduti 201,2 milioni.
  • Goldman Sachs sposta i tagli attesi a dicembre 2026 e marzo 2027.
  • Bank of America porta i suoi tagli attesi per il 2026 al terzo trimestre del 2027.

Fidelity guida la ripresa dei flussi di Bitcoin ETF negli USA

A trainare il rientro dei capitali è stato il fondo di Fidelity. Il 4 novembre l’FBTC ha attirato circa 236,7 milioni di dollari, secondo i dati di Farside Investors.

Gli altri segni positivi sono più piccoli: BITB di Bitwise ha ricevuto 15,2 milioni di dollari e ARKB di ARK Invest ne ha aggiunti 19,9 milioni.

Il Wise Origin Bitcoin Fund di Fidelity ha come attività sottostante Bitcoin, non contratti futures. L’afflusso racconta quindi la domanda dei clienti per un fondo legato direttamente alla criptovaluta.

Nella stessa giornata l’IBIT di BlackRock ha preso la direzione opposta, perdendo 201,2 milioni di dollari. È la quarta seduta consecutiva di uscite per il fondo, con deflussi cumulati a 935 milioni.

Le uscite nelle sedute precedenti erano state di 643,2 milioni il 30 ottobre, 398,6 milioni il 2 novembre e 115,6 milioni il 3 novembre. Il ritorno dei flussi di Bitcoin ETF negli USA non ha quindi compensato i circa 1,16 miliardi usciti in quei giorni.

Bitcoin torna sopra gli 81.000 dollari dopo il minimo di sette settimane

Il rimbalzo di prezzo c’è stato, ma è fragile. Il 5 novembre Bitcoin è risalito sopra 81.000 dollari, dopo essere sceso vicino a 75.600 dollari il 3 novembre, nel periodo delle elezioni.

Quel calo aveva portato la criptovaluta al minimo da sette settimane. Nel corso della mattinata il livello sopra gli 81.000 dollari non ha tenuto: le rilevazioni successive collocano Bitcoin di nuovo vicino a 80.000 dollari, comunque sopra il minimo toccato durante le elezioni.

Goldman Sachs e Bank of America rimandano i tagli della Fed

Le due banche hanno spostato in avanti il calendario dei tagli. Goldman Sachs prevede ora riduzioni dei tassi della Federal Reserve a dicembre 2026 e a marzo 2027, con uno slittamento di un trimestre per entrambe. La banca ha citato un’inflazione persistente e un mercato del lavoro ancora resistente.

La revisione riflette il timore che i prezzi dell’energia possano tenere l’inflazione core dei consumi personali (PCE) vicina al 3% per il resto dell’anno. L’economista di Goldman Sachs David Mericle ha osservato che un taglio entro fine anno richiederebbe probabilmente dati più morbidi sull’inflazione e un ulteriore indebolimento del lavoro.

Bank of America ha scelto un calendario ancora più lontano: ha tolto i tagli attesi per il 2026 e li ha spostati al terzo trimestre del 2027.

Acquisti in ripresa, ma con tassi più alti più a lungo

Il ritorno degli acquisti arriva mentre il quadro sui tassi diventa meno favorevole. Tassi più alti possono ridurre la liquidità disponibile per gli asset rischiosi come Bitcoin, mentre costi di finanziamento in calo e una liquidità migliore tendono a favorirlo.

I dati del 4 novembre mostrano investimenti netti in rientro nonostante le previsioni di allentamento rimandato. Intanto le uscite da IBIT sono proseguite per la quarta seduta di fila. Goldman Sachs riconosce anche che un’economia forte potrebbe portare la Fed a rinunciare a ulteriori tagli.

La banca ha lasciato invariato l’intervallo finale previsto per i tassi, tra il 3% e il 3,25%.

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