Microsoft, forse l'AI non basta più come tappa buchi

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Dopo una straordinaria corsa alimentata dall'entusiasmo per l'intelligenza artificiale, Microsoft inizia a mostrare segni di crisi d'identità.

Utilizzando la sola linea dei prezzi di chiusura, il quadro appare particolarmente pulito.

Il titolo ha violato la trendline rialzista che accompagnava il bull market iniziato nell'autunno del 2022, ha successivamente effettuato un retest.

Ma la convergenza in un punto di un'importante resistenza statica e di una dinamica si è rivelata dura da affrontare con il risultato che la demoralizzazione ha lasciato mano libera ai ribassisti che si sono affettati a confezionare un chiaro pullback.

È un comportamento che racconta in versione grafica i dubbi degli analisi sul modello di business SaaS (software as a service).

I nuovi massimi registrati nei mesi scorsi non sono stati accompagnati dalla RSI, che ha costruito una evidente divergenza ribassista, segnale di un momentum sempre meno convincente mentre i prezzi continuavano ad aggiornare i record.

Anche i volumi offrono uno spunto di riflessione.

L'accelerazione quasi parabolica delle quotazioni non è stata sostenuta da una partecipazione crescente del mercato.

Al contrario, durante buona parte della salita i volumi hanno continuato a contrarsi, suggerendo che il rally procedeva con un coinvolgimento via via più limitato degli operatori.

Non significa necessariamente che il trend fosse destinato a esaurirsi, ma certamente rappresentava una condizione di fragilità.

Sappiamo che queste divergenze, di prezzo e volumetriche, mai in assoluto sono motivo sufficiente per sposare un cambio di trend ma sono piuttosto un valido supporto a sostegno di una tesi che deve picchiare su altro, sul piano tecnico e/o fondamentale.

Il pullback sulla trendline violata ha poi rafforzato questo scenario. Il tentativo di recupero si è arrestato esattamente nell'area dove convergevano la vecchia linea di tendenza e una resistenza statica, trasformando un potenziale ritorno rialzista in una classica conferma della rottura.

Adesso l'attenzione si sposta sull'area dei 340 dollari, supporto ormai molto vicino.

Una sua tenuta potrebbe consentire al titolo di ricostruire una base da cui ripartire.

Al contrario, una violazione convincente aumenterebbe il rischio che la correzione in atto assuma una dimensione più ampia, sancendo almeno temporaneamente la fine della fase di forza che aveva caratterizzato Microsoft negli ultimi anni.

Con la benedizione dei ragionieri del trading che sono già ribassisti visto che i prezzi sono in calo dai massimi oltre il 20%, soglia che a loro parere trasforma una correzione in un cambio di trend.

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