Per gran parte del 2026 la Corea è stata il trade più affollato del mondo.
Il KOSPI ha guadagnato oltre 120% da inizio anno al suo massimo, il miglior risultato tra i 92 principali benchmark azionari a livello mondiale.
Quel guadagno ora però si è ridotto a circa 69% che rimane ancora, va detto, il primo mercato azionario del 2026... Ma qualcosa è cambiato...
La struttura del rialzo era ed è fragile: concentrata su pochissimi nomi, alimentata da leva estrema attraverso certificati ed ETF a leva e sostenuta dall'ipotesi che l'esplosione della domanda di AI avrebbe premiato senza discriminazione i produttori di chip.
Dopo le ultime due sedute, infatti, il KOSPI è entrato in bear market tecnico: la distanza dal massimo storico di giugno è oltre -20%.
La fragilità si è manifestata nel modo più didattico possibile.
Samsung
005930 ha comunicato in settimana un aumento dell'utile trimestrale di 19 volte (!!!). Nonostante questo, il titolo è sceso al livello più basso degli ultimi 3 mesi, rompendo un'importante supporto.
Quando risultati eccezionali di questo calibro non muovono i prezzi, il mercato ci sta dicendo una cosa chiara: il prezzo scontava qualcosa di ancora più eccezionale. La barra delle attese si è spostata oltre la capacità degli utili di raggiungerla.
La sorpresa sul mercato coreano non è tanto una sorpresa. Negli ultimi 2 mesi i flussi esteri hanno abbandonato il KOSPI in modo continuativo.
E gli acquirenti? Ci sono ancora?
Ovvio che sì. Ma a comprare sono rimasti quasi esclusivamente i trader retail domestici, una categoria storicamente attratta dal momentum e strutturalmente pro-ciclica.
Il risultato è un mercato dove il venditore è paziente e istituzionale (magari un fondo pensione estero) mentre il compratore è impaziente e a leva (probabilmente un trader retail).
La conseguenza è una volatilità implicita anomala: l'indice di volatilità del KOSPI si è avvicinato alla tripla cifra, un livello che nei mercati sviluppati si osserva solo in condizioni di crisi sistemica.
E dove vanno a finire questi flussi?
Sul mercato cinese, a quanto pare...
Per la prima volta da mesi l'indice Hang Seng è salito mentre la Corea è scesa, confermando la sua correlazione negativa con il KOSPI.
Il settore AI cinese ad oggi rappresenta un'ottima opportunità di investimento ma bisogna fare attenzione a quale comparto. Nel prossimo articolo tratteremo meglio questo argomento.
Il KOSPI ha guadagnato oltre 120% da inizio anno al suo massimo, il miglior risultato tra i 92 principali benchmark azionari a livello mondiale.
Quel guadagno ora però si è ridotto a circa 69% che rimane ancora, va detto, il primo mercato azionario del 2026... Ma qualcosa è cambiato...
La struttura del rialzo era ed è fragile: concentrata su pochissimi nomi, alimentata da leva estrema attraverso certificati ed ETF a leva e sostenuta dall'ipotesi che l'esplosione della domanda di AI avrebbe premiato senza discriminazione i produttori di chip.
Dopo le ultime due sedute, infatti, il KOSPI è entrato in bear market tecnico: la distanza dal massimo storico di giugno è oltre -20%.
La fragilità si è manifestata nel modo più didattico possibile.
Samsung
Quando risultati eccezionali di questo calibro non muovono i prezzi, il mercato ci sta dicendo una cosa chiara: il prezzo scontava qualcosa di ancora più eccezionale. La barra delle attese si è spostata oltre la capacità degli utili di raggiungerla.
La sorpresa sul mercato coreano non è tanto una sorpresa. Negli ultimi 2 mesi i flussi esteri hanno abbandonato il KOSPI in modo continuativo.
- Oltre 100 miliardi di dollari di titoli locali da inizio anno sono stati venduti dai fondi globali.
- Le vendite di ieri estende una serie di outflow giornaliero ininterrotto di due mesi (!!!)
E gli acquirenti? Ci sono ancora?
Ovvio che sì. Ma a comprare sono rimasti quasi esclusivamente i trader retail domestici, una categoria storicamente attratta dal momentum e strutturalmente pro-ciclica.
Il risultato è un mercato dove il venditore è paziente e istituzionale (magari un fondo pensione estero) mentre il compratore è impaziente e a leva (probabilmente un trader retail).
La conseguenza è una volatilità implicita anomala: l'indice di volatilità del KOSPI si è avvicinato alla tripla cifra, un livello che nei mercati sviluppati si osserva solo in condizioni di crisi sistemica.
E dove vanno a finire questi flussi?
Sul mercato cinese, a quanto pare...
Per la prima volta da mesi l'indice Hang Seng è salito mentre la Corea è scesa, confermando la sua correlazione negativa con il KOSPI.
Il settore AI cinese ad oggi rappresenta un'ottima opportunità di investimento ma bisogna fare attenzione a quale comparto. Nel prossimo articolo tratteremo meglio questo argomento.
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