Petrolio WTI, un hammer settimanale per tornare verso 100

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Sul grafico settimanale il WTI conserva la struttura rialzista partita dai minimi di fine giugno, in area 67 dollari.

Da allora i minimi sono crescenti, 67, poi 73 a luglio e ora 86, e lo sono anche i massimi, da area 92 a luglio fino a 103 a settembre.

La correzione dai massimi di settembre si è fermata sul supporto orizzontale in area 85-86, il livello che in primavera aveva separato le fasi di forza da quelle di debolezza.

La settimana del 5 ottobre ha chiuso con un hammer: lunga ombra inferiore e corpo piccolo nella parte alta della candela. I compratori hanno riassorbito in pochi giorni la discesa sotto 87.

Il quadro fondamentale spiega la tenuta. I 100 milioni di barili di riserve annunciati dal G7 e la conferma delle quote OPEC+ per novembre sono già nei prezzi. Venerdì il Brent è sceso di oltre l'1% dopo che Trump ha escluso attacchi all'Iran prima delle elezioni di metà mandato, restando però sopra 100 dollari. Il premio geopolitico si è ridotto, ma non è scomparso.

L'operazione possibile è un acquisto sulla rottura del massimo dell'hammer, in area 93, preferibilmente con una chiusura giornaliera sopra quel livello. Lo stop andrebbe sotto il minimo dell'hammer e il supporto, in area 85.

Il primo obiettivo è area 101, poco sotto il massimo di settembre. Il superamento di 103 aggiungerebbe un nuovo massimo crescente e confermerebbe la prosecuzione del trend.

Lo scenario alternativo è una chiusura settimanale sotto 85: interromperebbe la sequenza di minimi crescenti e riaprirebbe spazio verso area 73. I rischi principali sono un accordo tra Stati Uniti e Iran e l'inflazione USA di domani, che può riportare in alto rendimenti e dollaro.

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