Buongiorno a tutti.
La notizia del giorno, e non solo, è l'hack subito da Binance, il mostro che ognuno di noi ludopatici ha maledetto almeno una volta nella vita. Bene, è capitato qualcosa di enorme: si parla di miliardi rubati e di metà congelata, un altro dato inquietante. Le cripto non erano decentralizzate?
Ma lasciamo perdere le lotte idealistiche e andiamo ai grafici, l'unica cosa che non mente mai e, se lo fa, si può sempre notarlo. La correzione continua; non c'è nulla di catastrofico. Una volta, un evento di tale portata avrebbe causato un crash di almeno -30% in un giorno, ma qui siamo ormai entrati nell'alta finanza: ci sono i fondi necessari per assorbire questi eventi. Inoltre, i compratori hanno la possibilità di sfruttare questo ribasso per riempirsi, mentre i classici vitelli strillano all'apocalisse, alle AI che hackerano tutto e qualsivoglia scusa per non vedere che era già messo in conto. Il mercato sconta tutto e questa pesantezza che bloccava il prezzo era già conosciuta da giorni, se non da settimane. Il momento giusto per far uscire le notizie era evidentemente questo; una volta riassorbito tutto, sempre a scanso di cigni neri o nuovi eventi ancora non scontati, potremmo aver visto il minimo della correzione o comunque lo vedremo in questo contesto, un hack è perfetto quando si vuole liquidare in massa. Perché penso questo? Perché i livelli di supporto e resistenza non sono messi lì a caso: non sono solo teorie, ma prezzi in cui avviene qualcosa di definibile come cambiamento di rapporto tra compratori e venditori. Poco importa come ci si arriva.
La notizia del giorno, e non solo, è l'hack subito da Binance, il mostro che ognuno di noi ludopatici ha maledetto almeno una volta nella vita. Bene, è capitato qualcosa di enorme: si parla di miliardi rubati e di metà congelata, un altro dato inquietante. Le cripto non erano decentralizzate?
Ma lasciamo perdere le lotte idealistiche e andiamo ai grafici, l'unica cosa che non mente mai e, se lo fa, si può sempre notarlo. La correzione continua; non c'è nulla di catastrofico. Una volta, un evento di tale portata avrebbe causato un crash di almeno -30% in un giorno, ma qui siamo ormai entrati nell'alta finanza: ci sono i fondi necessari per assorbire questi eventi. Inoltre, i compratori hanno la possibilità di sfruttare questo ribasso per riempirsi, mentre i classici vitelli strillano all'apocalisse, alle AI che hackerano tutto e qualsivoglia scusa per non vedere che era già messo in conto. Il mercato sconta tutto e questa pesantezza che bloccava il prezzo era già conosciuta da giorni, se non da settimane. Il momento giusto per far uscire le notizie era evidentemente questo; una volta riassorbito tutto, sempre a scanso di cigni neri o nuovi eventi ancora non scontati, potremmo aver visto il minimo della correzione o comunque lo vedremo in questo contesto, un hack è perfetto quando si vuole liquidare in massa. Perché penso questo? Perché i livelli di supporto e resistenza non sono messi lì a caso: non sono solo teorie, ma prezzi in cui avviene qualcosa di definibile come cambiamento di rapporto tra compratori e venditori. Poco importa come ci si arriva.
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