Mentre l'S&P 500 si mantiene vicino ai suoi massimi storici, questa settimana la Federal Reserve annuncerà una nuova decisione di politica monetaria e i principali colossi tecnologici statunitensi pubblicheranno i loro risultati trimestrali.
La scorsa settimana vi ho mostrato il segnale tecnico da monitorare con la massima attenzione per evitare che il settore dei semiconduttori entri in una fase di profonda correzione. Il grafico seguente vi rimanda a questa analisi.

Un buon analista di mercato deve, prima di tutto, seguire il trend, e il trend di fondo dell'S&P 500 rimane rialzista. Di conseguenza, ogni fase di correzione di breve termine (che può durare alcune sedute o, al massimo, qualche settimana) rappresenta un'opportunità per aprire nuove posizioni o rafforzare quelle esistenti nella direzione della tendenza principale.
Tuttavia, come accade in ogni ciclo di lungo periodo, arriva un momento in cui iniziano a comparire segnali tecnici di allerta. Questi segnali possono fornire un'indicazione precoce di una possibile inversione del mercato nel medio termine.
Tra gli indicatori più importanti da monitorare vi è la percentuale di liquidità detenuta dai gestori istituzionali. In termini semplici, i gestori patrimoniali allocano i loro portafogli tra liquidità, azioni e obbligazioni.
Storicamente, ogni volta che la quota di liquidità è scesa sotto il 4%, ciò ha rappresentato un segnale di forte ipercomprato del mercato azionario.
È esattamente ciò che emerge dall'ultima indagine mensile di Bank of America condotta tra i principali gestori di fondi internazionali: il livello medio di liquidità è sceso ad appena il 3,6% degli asset in gestione, rispetto al 4,1% del mese precedente. Un livello così basso non si registrava dal 2021.
In pratica, questo significa che gli investitori istituzionali sono già fortemente esposti al mercato azionario. Quando le riserve di liquidità diventano così ridotte, la loro capacità di sostenere una nuova ondata di acquisti diminuisce sensibilmente, mentre anche una lieve delusione può innescare prese di profitto.
La storia dimostra tuttavia che una discesa sotto la soglia del 4% non coincide automaticamente con il massimo del mercato. Questo segnale indica soprattutto che l'ottimismo degli investitori ha raggiunto livelli estremi e che il rapporto rischio/rendimento sta gradualmente peggiorando. Sia nel 2000 sia nel 2021, questo indicatore ha preceduto una fase di performance più deboli dei mercati, ma con un ritardo di diverse settimane o addirittura di alcuni mesi.
Non si tratta quindi di un segnale di vendita immediato, bensì di un invito a rafforzare la disciplina nella gestione del rischio. Nei prossimi giorni, la reazione del mercato alla decisione della Fed e ai risultati dei giganti della tecnologia sarà determinante. Se le buone notizie non saranno più sufficienti a spingere gli indici azionari verso nuovi rialzi, allora questo livello eccezionalmente basso di liquidità potrebbe trasformarsi in un segnale di allerta da non sottovalutare.
Il grafico seguente illustra l'evoluzione della quota di liquidità detenuta dai gestori istituzionali. I dati provengono dalla BofA Fund Manager Survey (FMS). Attualmente la liquidità rappresenta il 3,6% del totale degli asset istituzionali in gestione. Un livello inferiore al 4% è considerato una zona di allerta per il mercato azionario.

DISCLAIMER GENERALE:
Questo contenuto è destinato a persone che hanno familiarità con i mercati finanziari e gli strumenti di investimento, ed è fornito a scopo puramente informativo. L’idea presentata (inclusi commenti di mercato, dati e osservazioni) non rappresenta un prodotto del dipartimento di ricerca di Swissquote o delle sue affiliate. Questo materiale ha lo scopo di evidenziare le dinamiche di mercato e non costituisce consulenza in materia di investimenti, legale o fiscale. Se sei un investitore al dettaglio o non hai esperienza nel trading di prodotti finanziari complessi, è consigliabile consultare un consulente autorizzato prima di prendere decisioni finanziarie.
Questo contenuto non è destinato a manipolare il mercato né a promuovere comportamenti finanziari specifici.
Swissquote non fornisce alcuna garanzia circa la qualità, completezza, accuratezza o non violazione di tale contenuto. Le opinioni espresse sono quelle del consulente e sono fornite esclusivamente a scopo educativo. Qualsiasi informazione relativa a prodotti o mercati non deve essere interpretata come raccomandazione di una strategia o operazione di investimento. Le performance passate non garantiscono risultati futuri.
Swissquote e i suoi dipendenti e rappresentanti non potranno in alcun caso essere ritenuti responsabili per danni o perdite derivanti direttamente o indirettamente da decisioni prese sulla base di questo contenuto.
L’uso di marchi di terze parti è a scopo informativo e non implica approvazione da parte di Swissquote né che il titolare del marchio abbia autorizzato Swissquote a promuovere i propri prodotti o servizi.
Swissquote è il marchio commerciale che rappresenta le attività di: Swissquote Bank Ltd (Svizzera) regolata da FINMA, Swissquote Capital Markets Limited regolata da CySEC (Cipro), Swissquote Bank Europe SA (Lussemburgo) regolata dalla CSSF, Swissquote Ltd (Regno Unito) regolata dalla FCA, Swissquote Financial Services (Malta) Ltd regolata dalla MFSA, Swissquote MEA Ltd (UAE) regolata dalla DFSA, Swissquote Pte Ltd (Singapore) regolata dalla MAS, Swissquote Asia Limited (Hong Kong) autorizzata dalla SFC e Swissquote South Africa (Pty) Ltd supervisionata dalla FSCA.
I prodotti e i servizi Swissquote sono destinati esclusivamente a chi può riceverli secondo la legge locale.
Tutti gli investimenti comportano un certo grado di rischio. Il rischio di perdita nel trading o nel possesso di strumenti finanziari può essere significativo. Il valore degli strumenti finanziari, comprese azioni, obbligazioni, criptovalute e altri asset, può aumentare o diminuire. C’è un rischio importante di perdita finanziaria quando si acquistano, vendono, detengono, si fa staking o si investe in tali strumenti. SQBE non fornisce raccomandazioni specifiche su investimenti, transazioni o strategie.
I CFD sono strumenti complessi e comportano un rischio elevato di perdere denaro rapidamente a causa della leva finanziaria. La maggior parte dei conti al dettaglio perde capitale quando fa trading con i CFD. Dovresti valutare se comprendi il funzionamento dei CFD e se puoi permetterti di correre tale rischio.
Gli asset digitali non sono regolamentati nella maggior parte dei paesi e potrebbero non essere soggetti a norme di protezione dei consumatori. In quanto investimenti altamente volatili e speculativi, non sono adatti a investitori con bassa tolleranza al rischio. Assicurati di comprendere ogni asset digitale prima di operare.
Le criptovalute non sono considerate valuta legale in alcune giurisdizioni e sono soggette a incertezze normative.
L’uso di sistemi basati su Internet può comportare rischi elevati, tra cui frodi, attacchi informatici, interruzioni di rete e comunicazione, furti di identità e phishing legati agli asset digitali.
La scorsa settimana vi ho mostrato il segnale tecnico da monitorare con la massima attenzione per evitare che il settore dei semiconduttori entri in una fase di profonda correzione. Il grafico seguente vi rimanda a questa analisi.

Un buon analista di mercato deve, prima di tutto, seguire il trend, e il trend di fondo dell'S&P 500 rimane rialzista. Di conseguenza, ogni fase di correzione di breve termine (che può durare alcune sedute o, al massimo, qualche settimana) rappresenta un'opportunità per aprire nuove posizioni o rafforzare quelle esistenti nella direzione della tendenza principale.
Tuttavia, come accade in ogni ciclo di lungo periodo, arriva un momento in cui iniziano a comparire segnali tecnici di allerta. Questi segnali possono fornire un'indicazione precoce di una possibile inversione del mercato nel medio termine.
Tra gli indicatori più importanti da monitorare vi è la percentuale di liquidità detenuta dai gestori istituzionali. In termini semplici, i gestori patrimoniali allocano i loro portafogli tra liquidità, azioni e obbligazioni.
Storicamente, ogni volta che la quota di liquidità è scesa sotto il 4%, ciò ha rappresentato un segnale di forte ipercomprato del mercato azionario.
È esattamente ciò che emerge dall'ultima indagine mensile di Bank of America condotta tra i principali gestori di fondi internazionali: il livello medio di liquidità è sceso ad appena il 3,6% degli asset in gestione, rispetto al 4,1% del mese precedente. Un livello così basso non si registrava dal 2021.
In pratica, questo significa che gli investitori istituzionali sono già fortemente esposti al mercato azionario. Quando le riserve di liquidità diventano così ridotte, la loro capacità di sostenere una nuova ondata di acquisti diminuisce sensibilmente, mentre anche una lieve delusione può innescare prese di profitto.
La storia dimostra tuttavia che una discesa sotto la soglia del 4% non coincide automaticamente con il massimo del mercato. Questo segnale indica soprattutto che l'ottimismo degli investitori ha raggiunto livelli estremi e che il rapporto rischio/rendimento sta gradualmente peggiorando. Sia nel 2000 sia nel 2021, questo indicatore ha preceduto una fase di performance più deboli dei mercati, ma con un ritardo di diverse settimane o addirittura di alcuni mesi.
Non si tratta quindi di un segnale di vendita immediato, bensì di un invito a rafforzare la disciplina nella gestione del rischio. Nei prossimi giorni, la reazione del mercato alla decisione della Fed e ai risultati dei giganti della tecnologia sarà determinante. Se le buone notizie non saranno più sufficienti a spingere gli indici azionari verso nuovi rialzi, allora questo livello eccezionalmente basso di liquidità potrebbe trasformarsi in un segnale di allerta da non sottovalutare.
Il grafico seguente illustra l'evoluzione della quota di liquidità detenuta dai gestori istituzionali. I dati provengono dalla BofA Fund Manager Survey (FMS). Attualmente la liquidità rappresenta il 3,6% del totale degli asset istituzionali in gestione. Un livello inferiore al 4% è considerato una zona di allerta per il mercato azionario.
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I CFD sono strumenti complessi e comportano un rischio elevato di perdere denaro rapidamente a causa della leva finanziaria. La maggior parte dei conti al dettaglio perde capitale quando fa trading con i CFD. Dovresti valutare se comprendi il funzionamento dei CFD e se puoi permetterti di correre tale rischio.
Gli asset digitali non sono regolamentati nella maggior parte dei paesi e potrebbero non essere soggetti a norme di protezione dei consumatori. In quanto investimenti altamente volatili e speculativi, non sono adatti a investitori con bassa tolleranza al rischio. Assicurati di comprendere ogni asset digitale prima di operare.
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This content is written by Vincent Ganne for Swissquote.
This content is intended for individuals who are familiar with financial markets and instruments and is for information purposes only and does not constitute investment, legal or tax advice.
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Informasi dan publikasi ini tidak dimaksudkan, dan bukan merupakan, saran atau rekomendasi keuangan, investasi, trading, atau jenis lainnya yang diberikan atau didukung oleh TradingView. Baca selengkapnya di Ketentuan Penggunaan.
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