Preoccupa la situazione delle scorte di gas in Europa

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L'Europa arriva alla fine dell'estate con scorte di gas insufficienti.

La distribuzione è molto disomogenea.
L'Italia è intorno all'83%, mentre la Germania, che ospita i siti più grandi del continente, è poco sopra la metà. Scorte basse anche in Olanda e Belgio, hub che riforniscono i mercati vicini.
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La situazione è sicuramente da ricondurre alla guerra in Iran e alla chiusura dello Stretto di Hormuz.
Le forniture dal Golfo Persico restano quasi ferme e le metaniere attraversano Hormuz molto meno delle petroliere.
Anche in caso di riapertura, il Qatar avrebbe bisogno di circa 12 settimane per ripristinare la produzione.
La ricostituzione delle scorte a livelli adeguati a questo punto dell'anno appare quindi molto difficile per l'Europa.

Oggi il future europeo sul gas si trova al livello più alto da inizio 2023.
Questo spiega in parte anche l'andamento molto pesante dei bond europei nell'ultimo periodo.

Questa situazione insieme ad un PPI più alto delle attese probabilmente spingeranno la BCE ad alzare ancora i tassi nella prossima riunione.
Il problema è che tassi più alti non fanno scendere il prezzo del petrolio e del gas, mentre danneggiano gli investimenti. Quindi un altro rialzo potrebbe starci visto che ora i tassi ufficiali non sono a un livello particolarmente restrittivo, ma poi è forse consigliabile una pausa.

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