Wall Street interrompe la serie negativa: rendimenti in calo e Dell trascinano il rimbalzo
Dopo tre sedute consecutive di ribasso, Wall Street è finalmente riuscita a reagire.
Il petrolio rimane sopra i 90 dollari al barile e le tensioni inflazionistiche non sono certamente scomparse, ma il leggero arretramento dei rendimenti obbligazionari è stato sufficiente per restituire ossigeno al mercato azionario.
Il Dow Jones ha guidato il recupero con un rialzo dello 0,56%, circa 295 punti, chiudendo a 53.061,95. L’S&P 500 è salito dello 0,46% a 7.666,60, mentre il NASDAQ ha guadagnato lo 0,45%, circa 118 punti, terminando la seduta a 26.217,83.
Per tutti e tre gli indici si tratta della prima seduta positiva del mese di settembre.
Il petrolio resta alto, ma la pressione si attenua
WTI e Brent continuano a mantenersi sopra quota 90 dollari, ma il movimento di ieri è stato decisamente più contenuto rispetto all’impennata superiore al 5% registrata nella seduta precedente.
L’aumento è rimasto infatti inferiore all’1%.
Questo è importante perché, dopo l’improvviso ritorno delle tensioni geopolitiche, il mercato temeva che una nuova accelerazione del petrolio potesse innescare una spirale particolarmente negativa:
energia più cara → inflazione più persistente → Fed più restrittiva → rendimenti più elevati → pressione sulle valutazioni azionarie.
Ieri questa dinamica si è almeno temporaneamente stabilizzata.
I rendimenti obbligazionari hanno leggermente ripiegato e il mercato azionario ne ha immediatamente beneficiato.
È un’altra dimostrazione di quanto, in questa fase, il costo del capitale sia diventato una delle variabili più importanti per Wall Street.
Dell esplode: +15,8% dopo risultati straordinari
Il vero protagonista della giornata è stato però Dell Technologies.
Le azioni sono balzate del 15,8%, dopo una trimestrale che ha ulteriormente rafforzato il ruolo della società all’interno dell’ecosistema dell’intelligenza artificiale.
Dell ha superato nettamente le aspettative su ricavi e utili, ma il dato che considero più interessante riguarda il portafoglio ordini dei server AI:
95 miliardi di dollari.
È un numero che racconta molto bene la trasformazione dell’azienda.
Dell non è più semplicemente il produttore di PC che molti investitori continuano ad avere in mente.
Sta diventando sempre più una società infrastrutturale fondamentale per l’espansione dei data center e della capacità di calcolo legata all’intelligenza artificiale.
Ed è proprio questo cambiamento che, secondo me, il mercato sta iniziando a riconoscere.
Una conferma importante delle mie selezioni
Per chi segue Marco Bernasconi Trading, questa seduta ha anche un significato particolare.
Dell era già stata segnalata come Titolo del Giorno ed era stata inserita anche nella selezione TOP 5 per settembre.
Vedere il titolo salire quasi del 16% dopo risultati così forti rappresenta una conferma interessante del metodo che cerco di applicare ogni giorno: individuare aziende in cui fondamentali, crescita degli utili, revisioni delle aspettative e prezzo possano ancora offrire un rapporto favorevole.
Non significa naturalmente che ogni selezione debba produrre movimenti di questa dimensione.
Ma è proprio questo che cerco: provare a individuare le società prima che il mercato ne riconosca pienamente il potenziale.
Snowflake potrebbe essere il prossimo titolo da osservare
Dopo la chiusura dei mercati, un’altra società ha attirato immediatamente l’attenzione.
Snowflake è salita di circa il 22% nell’after-hours dopo risultati del secondo trimestre decisamente superiori alle aspettative.
La società ha registrato una sorpresa positiva sugli utili vicina al 38%, mentre i ricavi sono aumentati del 35%, raggiungendo quasi 1,6 miliardi di dollari.
Anche le prospettive sui ricavi sono risultate incoraggianti.
È un movimento interessante perché Snowflake opera in un’area centrale della nuova infrastruttura digitale: cloud, dati e utilizzo dell’intelligenza artificiale su grandi quantità di informazioni aziendali.
Ancora una volta, quindi, vediamo come il tema AI si stia progressivamente allargando ben oltre i produttori di semiconduttori.
Broadcom supera le stime, ma il mercato resta esigente
Anche Broadcom ha pubblicato risultati superiori alle aspettative sia sul fronte dei ricavi sia su quello degli utili.
La reazione iniziale è stata però negativa.
Le previsioni per il trimestre in corso non sono risultate sufficientemente aggressive rispetto alle aspettative già molto elevate incorporate nel titolo.
Successivamente le azioni hanno recuperato terreno e, al momento della stesura dell’analisi, risultavano leggermente positive nelle contrattazioni successive alla chiusura.
È una dinamica che stiamo osservando sempre più spesso.
Non basta più battere le attese.
Quando il mercato ha già incorporato una crescita eccezionale, pretende risultati ancora migliori.
Ed è proprio per questo che la selezione dei titoli diventa sempre più importante.
Gli utili restano il principale sostegno del mercato
La stagione del secondo trimestre è ormai sostanzialmente conclusa, anche se una piccola parte delle società dell’S&P 500 deve ancora pubblicare i risultati.
L’attenzione comincia quindi a spostarsi sul terzo trimestre.
Le aspettative rimangono estremamente positive.
Per il terzo trimestre del 2026 si prevede una crescita complessiva degli utili dell’S&P 500 del 23% su base annua, accompagnata da un incremento dei ricavi dell’11,1%.
La cosa che considero particolarmente interessante è che la crescita appare sempre più generalizzata.
Non riguarda più soltanto NVIDIA, Microsoft, Amazon o poche altre grandi società tecnologiche.
Se questa espansione degli utili dovesse continuare a diffondersi, rappresenterebbe uno dei fattori più importanti a sostegno del mercato nei prossimi mesi.
Il mercato del lavoro continua però a mostrare segnali di rallentamento
Sul fronte macroeconomico, il dato ADP ha aggiunto un nuovo elemento di cautela.
Il settore privato americano ha creato soltanto 38.000 posti di lavoro, contro aspettative di circa 47.000.
Il dato arriva dopo un rapporto sulle offerte di lavoro poco brillante e dopo il sorprendente calo di 23.000 posti di lavoro registrato nel precedente rapporto sui Non-Farm Payrolls.
Non abbiamo ancora elementi sufficienti per parlare di un deterioramento grave del mercato del lavoro.
Ma la direzione merita attenzione.
Venerdì arriverà il dato più importante della settimana: i nuovi Non-Farm Payrolls, per i quali il mercato si aspetta un incremento superiore a 50.000 occupati.
Il risultato potrebbe avere un impatto diretto sulle aspettative relative alla prossima decisione della Federal Reserve.
Il mio punto di vista
La seduta di ieri è stata positiva, ma non credo sia il caso di interpretarla come il segnale che tutti i problemi di settembre siano già scomparsi.
Il petrolio rimane elevato.
I rendimenti continuano a essere una variabile critica.
Il mercato del lavoro mostra alcuni segnali di rallentamento.
E la Federal Reserve continua a essere un’incognita importante.
Ma contemporaneamente continuiamo a vedere aziende pubblicare risultati eccezionali.
Dell +15,8%. Snowflake +22% nell’after-hours. Broadcom sopra le stime.
Questo è esattamente il tipo di mercato che considero più interessante per chi seleziona singole società.
Gli indici possono essere incerti.
I fondamentali delle aziende migliori, invece, possono continuare a migliorare.
Per questo non credo che la domanda da porsi oggi sia semplicemente:
“Il mercato salirà o scenderà questa settimana?”
La domanda più interessante è:
“Quali aziende stanno continuando a migliorare mentre il mercato generale rimane incerto?”
È lì che preferisco concentrare il mio lavoro.
L’opinione di Marco Bernasconi
Dell ci offre oggi una lezione molto importante.
Durante le fasi di volatilità gli investitori tendono spesso a concentrarsi esclusivamente sugli indici.
NASDAQ -1%. S&P -0,7%. Rendimenti in rialzo. Petrolio sopra 90 dollari.
Sono dati importanti.
Ma mentre tutti guardavano il quadro macroeconomico, Dell continuava a costruire un portafoglio ordini AI da 95 miliardi di dollari.
Questo è il punto.
Il mercato può essere nervoso.
Le aziende, però, continuano a lavorare.
Ed è proprio questa distanza tra il rumore del mercato e l’evoluzione reale dei fondamentali che può creare opportunità.
Non voglio ignorare petrolio, inflazione o Fed.
Ma non voglio nemmeno permettere che questi elementi mi impediscano di vedere aziende che stanno migliorando rapidamente.
Per questo la mia strategia rimane selettiva.
Meno attenzione al rumore quotidiano. Più attenzione a utili, ordini, crescita, revisioni delle stime e valutazioni.
Se il mercato di settembre dovesse continuare a essere volatile, credo che proprio questa volatilità possa aiutarci.
Può creare prezzi migliori.
Può separare le aziende realmente forti da quelle sostenute soltanto dall’entusiasmo.
E può offrire nuovi punti d’ingresso.
Ed è da qui che passo, ancora una volta, dall’analisi generale del mercato alla selezione concreta delle opportunità.
Marco Bernasconi Trading
Dopo tre sedute consecutive di ribasso, Wall Street è finalmente riuscita a reagire.
Il petrolio rimane sopra i 90 dollari al barile e le tensioni inflazionistiche non sono certamente scomparse, ma il leggero arretramento dei rendimenti obbligazionari è stato sufficiente per restituire ossigeno al mercato azionario.
Il Dow Jones ha guidato il recupero con un rialzo dello 0,56%, circa 295 punti, chiudendo a 53.061,95. L’S&P 500 è salito dello 0,46% a 7.666,60, mentre il NASDAQ ha guadagnato lo 0,45%, circa 118 punti, terminando la seduta a 26.217,83.
Per tutti e tre gli indici si tratta della prima seduta positiva del mese di settembre.
Il petrolio resta alto, ma la pressione si attenua
WTI e Brent continuano a mantenersi sopra quota 90 dollari, ma il movimento di ieri è stato decisamente più contenuto rispetto all’impennata superiore al 5% registrata nella seduta precedente.
L’aumento è rimasto infatti inferiore all’1%.
Questo è importante perché, dopo l’improvviso ritorno delle tensioni geopolitiche, il mercato temeva che una nuova accelerazione del petrolio potesse innescare una spirale particolarmente negativa:
energia più cara → inflazione più persistente → Fed più restrittiva → rendimenti più elevati → pressione sulle valutazioni azionarie.
Ieri questa dinamica si è almeno temporaneamente stabilizzata.
I rendimenti obbligazionari hanno leggermente ripiegato e il mercato azionario ne ha immediatamente beneficiato.
È un’altra dimostrazione di quanto, in questa fase, il costo del capitale sia diventato una delle variabili più importanti per Wall Street.
Dell esplode: +15,8% dopo risultati straordinari
Il vero protagonista della giornata è stato però Dell Technologies.
Le azioni sono balzate del 15,8%, dopo una trimestrale che ha ulteriormente rafforzato il ruolo della società all’interno dell’ecosistema dell’intelligenza artificiale.
Dell ha superato nettamente le aspettative su ricavi e utili, ma il dato che considero più interessante riguarda il portafoglio ordini dei server AI:
95 miliardi di dollari.
È un numero che racconta molto bene la trasformazione dell’azienda.
Dell non è più semplicemente il produttore di PC che molti investitori continuano ad avere in mente.
Sta diventando sempre più una società infrastrutturale fondamentale per l’espansione dei data center e della capacità di calcolo legata all’intelligenza artificiale.
Ed è proprio questo cambiamento che, secondo me, il mercato sta iniziando a riconoscere.
Una conferma importante delle mie selezioni
Per chi segue Marco Bernasconi Trading, questa seduta ha anche un significato particolare.
Dell era già stata segnalata come Titolo del Giorno ed era stata inserita anche nella selezione TOP 5 per settembre.
Vedere il titolo salire quasi del 16% dopo risultati così forti rappresenta una conferma interessante del metodo che cerco di applicare ogni giorno: individuare aziende in cui fondamentali, crescita degli utili, revisioni delle aspettative e prezzo possano ancora offrire un rapporto favorevole.
Non significa naturalmente che ogni selezione debba produrre movimenti di questa dimensione.
Ma è proprio questo che cerco: provare a individuare le società prima che il mercato ne riconosca pienamente il potenziale.
Snowflake potrebbe essere il prossimo titolo da osservare
Dopo la chiusura dei mercati, un’altra società ha attirato immediatamente l’attenzione.
Snowflake è salita di circa il 22% nell’after-hours dopo risultati del secondo trimestre decisamente superiori alle aspettative.
La società ha registrato una sorpresa positiva sugli utili vicina al 38%, mentre i ricavi sono aumentati del 35%, raggiungendo quasi 1,6 miliardi di dollari.
Anche le prospettive sui ricavi sono risultate incoraggianti.
È un movimento interessante perché Snowflake opera in un’area centrale della nuova infrastruttura digitale: cloud, dati e utilizzo dell’intelligenza artificiale su grandi quantità di informazioni aziendali.
Ancora una volta, quindi, vediamo come il tema AI si stia progressivamente allargando ben oltre i produttori di semiconduttori.
Broadcom supera le stime, ma il mercato resta esigente
Anche Broadcom ha pubblicato risultati superiori alle aspettative sia sul fronte dei ricavi sia su quello degli utili.
La reazione iniziale è stata però negativa.
Le previsioni per il trimestre in corso non sono risultate sufficientemente aggressive rispetto alle aspettative già molto elevate incorporate nel titolo.
Successivamente le azioni hanno recuperato terreno e, al momento della stesura dell’analisi, risultavano leggermente positive nelle contrattazioni successive alla chiusura.
È una dinamica che stiamo osservando sempre più spesso.
Non basta più battere le attese.
Quando il mercato ha già incorporato una crescita eccezionale, pretende risultati ancora migliori.
Ed è proprio per questo che la selezione dei titoli diventa sempre più importante.
Gli utili restano il principale sostegno del mercato
La stagione del secondo trimestre è ormai sostanzialmente conclusa, anche se una piccola parte delle società dell’S&P 500 deve ancora pubblicare i risultati.
L’attenzione comincia quindi a spostarsi sul terzo trimestre.
Le aspettative rimangono estremamente positive.
Per il terzo trimestre del 2026 si prevede una crescita complessiva degli utili dell’S&P 500 del 23% su base annua, accompagnata da un incremento dei ricavi dell’11,1%.
La cosa che considero particolarmente interessante è che la crescita appare sempre più generalizzata.
Non riguarda più soltanto NVIDIA, Microsoft, Amazon o poche altre grandi società tecnologiche.
Se questa espansione degli utili dovesse continuare a diffondersi, rappresenterebbe uno dei fattori più importanti a sostegno del mercato nei prossimi mesi.
Il mercato del lavoro continua però a mostrare segnali di rallentamento
Sul fronte macroeconomico, il dato ADP ha aggiunto un nuovo elemento di cautela.
Il settore privato americano ha creato soltanto 38.000 posti di lavoro, contro aspettative di circa 47.000.
Il dato arriva dopo un rapporto sulle offerte di lavoro poco brillante e dopo il sorprendente calo di 23.000 posti di lavoro registrato nel precedente rapporto sui Non-Farm Payrolls.
Non abbiamo ancora elementi sufficienti per parlare di un deterioramento grave del mercato del lavoro.
Ma la direzione merita attenzione.
Venerdì arriverà il dato più importante della settimana: i nuovi Non-Farm Payrolls, per i quali il mercato si aspetta un incremento superiore a 50.000 occupati.
Il risultato potrebbe avere un impatto diretto sulle aspettative relative alla prossima decisione della Federal Reserve.
Il mio punto di vista
La seduta di ieri è stata positiva, ma non credo sia il caso di interpretarla come il segnale che tutti i problemi di settembre siano già scomparsi.
Il petrolio rimane elevato.
I rendimenti continuano a essere una variabile critica.
Il mercato del lavoro mostra alcuni segnali di rallentamento.
E la Federal Reserve continua a essere un’incognita importante.
Ma contemporaneamente continuiamo a vedere aziende pubblicare risultati eccezionali.
Dell +15,8%. Snowflake +22% nell’after-hours. Broadcom sopra le stime.
Questo è esattamente il tipo di mercato che considero più interessante per chi seleziona singole società.
Gli indici possono essere incerti.
I fondamentali delle aziende migliori, invece, possono continuare a migliorare.
Per questo non credo che la domanda da porsi oggi sia semplicemente:
“Il mercato salirà o scenderà questa settimana?”
La domanda più interessante è:
“Quali aziende stanno continuando a migliorare mentre il mercato generale rimane incerto?”
È lì che preferisco concentrare il mio lavoro.
L’opinione di Marco Bernasconi
Dell ci offre oggi una lezione molto importante.
Durante le fasi di volatilità gli investitori tendono spesso a concentrarsi esclusivamente sugli indici.
NASDAQ -1%. S&P -0,7%. Rendimenti in rialzo. Petrolio sopra 90 dollari.
Sono dati importanti.
Ma mentre tutti guardavano il quadro macroeconomico, Dell continuava a costruire un portafoglio ordini AI da 95 miliardi di dollari.
Questo è il punto.
Il mercato può essere nervoso.
Le aziende, però, continuano a lavorare.
Ed è proprio questa distanza tra il rumore del mercato e l’evoluzione reale dei fondamentali che può creare opportunità.
Non voglio ignorare petrolio, inflazione o Fed.
Ma non voglio nemmeno permettere che questi elementi mi impediscano di vedere aziende che stanno migliorando rapidamente.
Per questo la mia strategia rimane selettiva.
Meno attenzione al rumore quotidiano. Più attenzione a utili, ordini, crescita, revisioni delle stime e valutazioni.
Se il mercato di settembre dovesse continuare a essere volatile, credo che proprio questa volatilità possa aiutarci.
Può creare prezzi migliori.
Può separare le aziende realmente forti da quelle sostenute soltanto dall’entusiasmo.
E può offrire nuovi punti d’ingresso.
Ed è da qui che passo, ancora una volta, dall’analisi generale del mercato alla selezione concreta delle opportunità.
Marco Bernasconi Trading
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