Negli ultimi giorni Bank of America ha lanciato un avvertimento che non passa inosservato: la sterlina britannica potrebbe trovarsi in una fase delicata e fragile.
La banca ha infatti rivisto al ribasso le proprie previsioni sulla valuta del Regno Unito, puntando il dito contro due fattori principali: l’aumento dei premi a termine e le incertezze che ruotano attorno al bilancio nazionale atteso per il 26 novembre.
Il messaggio di fondo è chiaro: i mercati obbligazionari, scossi da vendite consistenti, hanno messo in evidenza quello che BofA definisce il vero problema della sterlina. I premi a termine una misura della pressione che gli investitori percepiscono sui titoli a lungo termine sono saliti ai livelli più alti da diversi anni, mentre la volatilità della coppia GBP/USD cresce man mano che si avvicina la presentazione della legge di bilancio.
Ciò che preoccupa maggiormente non è soltanto la pressione attuale, ma il fatto che tutto questo movimento negativo non sia stato innescato da notizie specifiche. Non ci sono stati nuovi dati o annunci scioccanti. La sterlina, semplicemente, si è indebolita in un contesto di turbolenza dei mercati, rivelando quanto sia vulnerabile agli scossoni che arrivano dal mondo dei titoli di Stato.
Un altro segnale poco incoraggiante è arrivato dal rapporto tra la valuta e i rendimenti obbligazionari. Normalmente, sterlina forte e rendimenti in crescita vanno di pari passo. Eppure, nelle ultime settimane, la correlazione si è ribaltata: ora l’indice ponderato per il commercio della sterlina e i rendimenti dei Gilt a dieci anni si muovono in direzioni opposte. Una dinamica che rappresenta un freno importante per la moneta britannica, soprattutto se si considera che questo avviene nonostante i dati economici del Regno Unito abbiano mostrato qualche segnale positivo.
Alla luce di tutto ciò, le proiezioni vedono l’euro dovrebbe rafforzarsi rispetto alla sterlina, con EUR/GBP stimato a 0,86 entro la fine del 2025, in rialzo rispetto al precedente obiettivo di 0,83. Anche per il cambio GBP/USD le aspettative si sono ridotte: a fine 2025 il target passa da 1,45 a 1,40, e a fine 2026 da 1,58 a 1,51.
In altre parole, la sterlina appare destinata a un cammino meno brillante di quanto si pensasse fino a poco tempo fa.
Il vero punto di svolta, secondo BofA, sarà la presentazione del bilancio di novembre, definito senza mezzi termini come l’evento dell’anno per la valuta. In sostanza, molto dipenderà dalle scelte fiscali del governo. Se ci saranno sorprese, la sterlina rischia scossoni significativi. Per ora, la banca non si aspetta che l’esecutivo vada contro la propria regola fiscale.
I mercati hanno accolto positivamente i segnali di disciplina da parte del Cancelliere Rachel Reeves, che ha parlato chiaramente di contenimento della spesa e rigore nei conti pubblici.
In questo scenario, una combinazione di tagli e aumenti delle tasse potrebbe essere la strada più supportabile per gli investitori. Certo, una stretta fiscale ha l’effetto collaterale di frenare la crescita, ma paradossalmente, vista la correlazione inversa tra sterlina e rendimenti, questo potrebbe persino giocare a favore della valuta.
Guardando oltre il 2026, BofA mantiene un cauto ottimismo: un rialzo ulteriore, anche se limitato, della sterlina contro l’euro è considerato possibile, grazie a una crescita globale più robusta e a un contesto di inflazione più contenuta.
In poche parole, il messaggio è chiaro: la sterlina vive una fase in cui è più vulnerabile agli umori dei mercati. Molto dipenderà dalle prossime mosse del governo, che si giocherà a novembre una partita cruciale non solo sui conti pubblici, ma anche sulla fiducia degli investitori e, in definitiva, sul futuro della moneta britannica.
Andando a vedere anche dal punto di vista tecnico i grafici, possiamo notare come al momento EURGBP si attesti intorno ai 0.867. Possiamo notare dal grafico come la zona a 0.86400 sia stata abbastanza forte da portare il prezzo a creare un nuovo massimo. Zona di particolare interesse sarà 0.87400 in quanto ha portato ad un minimo importante. Motivo per cui nel caso il prezzo dovesse arrivare in zona, sarà importante monitorarlo.
Senza dubbio, ogni trader deve avere le proprie conferme di entrata. Inoltre questa si tratta di una semplice analisi informativa e non si tratta di alcun consiglio finanziario. Inoltre, fare trading con i CFD può comportare la perdita di denaro.
Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
La banca ha infatti rivisto al ribasso le proprie previsioni sulla valuta del Regno Unito, puntando il dito contro due fattori principali: l’aumento dei premi a termine e le incertezze che ruotano attorno al bilancio nazionale atteso per il 26 novembre.
Il messaggio di fondo è chiaro: i mercati obbligazionari, scossi da vendite consistenti, hanno messo in evidenza quello che BofA definisce il vero problema della sterlina. I premi a termine una misura della pressione che gli investitori percepiscono sui titoli a lungo termine sono saliti ai livelli più alti da diversi anni, mentre la volatilità della coppia GBP/USD cresce man mano che si avvicina la presentazione della legge di bilancio.
Ciò che preoccupa maggiormente non è soltanto la pressione attuale, ma il fatto che tutto questo movimento negativo non sia stato innescato da notizie specifiche. Non ci sono stati nuovi dati o annunci scioccanti. La sterlina, semplicemente, si è indebolita in un contesto di turbolenza dei mercati, rivelando quanto sia vulnerabile agli scossoni che arrivano dal mondo dei titoli di Stato.
Un altro segnale poco incoraggiante è arrivato dal rapporto tra la valuta e i rendimenti obbligazionari. Normalmente, sterlina forte e rendimenti in crescita vanno di pari passo. Eppure, nelle ultime settimane, la correlazione si è ribaltata: ora l’indice ponderato per il commercio della sterlina e i rendimenti dei Gilt a dieci anni si muovono in direzioni opposte. Una dinamica che rappresenta un freno importante per la moneta britannica, soprattutto se si considera che questo avviene nonostante i dati economici del Regno Unito abbiano mostrato qualche segnale positivo.
Alla luce di tutto ciò, le proiezioni vedono l’euro dovrebbe rafforzarsi rispetto alla sterlina, con EUR/GBP stimato a 0,86 entro la fine del 2025, in rialzo rispetto al precedente obiettivo di 0,83. Anche per il cambio GBP/USD le aspettative si sono ridotte: a fine 2025 il target passa da 1,45 a 1,40, e a fine 2026 da 1,58 a 1,51.
In altre parole, la sterlina appare destinata a un cammino meno brillante di quanto si pensasse fino a poco tempo fa.
Il vero punto di svolta, secondo BofA, sarà la presentazione del bilancio di novembre, definito senza mezzi termini come l’evento dell’anno per la valuta. In sostanza, molto dipenderà dalle scelte fiscali del governo. Se ci saranno sorprese, la sterlina rischia scossoni significativi. Per ora, la banca non si aspetta che l’esecutivo vada contro la propria regola fiscale.
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In questo scenario, una combinazione di tagli e aumenti delle tasse potrebbe essere la strada più supportabile per gli investitori. Certo, una stretta fiscale ha l’effetto collaterale di frenare la crescita, ma paradossalmente, vista la correlazione inversa tra sterlina e rendimenti, questo potrebbe persino giocare a favore della valuta.
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Andando a vedere anche dal punto di vista tecnico i grafici, possiamo notare come al momento EURGBP si attesti intorno ai 0.867. Possiamo notare dal grafico come la zona a 0.86400 sia stata abbastanza forte da portare il prezzo a creare un nuovo massimo. Zona di particolare interesse sarà 0.87400 in quanto ha portato ad un minimo importante. Motivo per cui nel caso il prezzo dovesse arrivare in zona, sarà importante monitorarlo.
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Declinazione di responsabilità
Le informazioni e le pubblicazioni non sono intese come, e non costituiscono, consulenza o raccomandazioni finanziarie, di investimento, di trading o di altro tipo fornite o approvate da TradingView. Per ulteriori informazioni, consultare i Termini di utilizzo.
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