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WisdomTree - Tactical Daily Update - 13.10.2025

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Si riaccende la tensione commerciale tra Usa e Cina. Wall Street ne risente.
Petrolio sempre più depresso: offerta abbondante e domanda debole.
Ne approfittano oro e argento, a nuovi massimi assoluti.
Borse asiatiche «perturbate», ma pronte a nuove prove di forza.


Tensioni USA-Cina: nuova stretta su terre rare e guerra dei dazi
Le relazioni commerciali tra Stati Uniti e Cina sono nuovamente sotto pressione. Pechino ha deciso una stretta significativa sull'export di terre rare, accompagnata da tasse portuali speciali rivolte in particolare alle navi americane. Una mossa che ha alimentato la tensione con Washington, facendo riesplodere la guerra dei dazi.
Il nodo delle terre rare
La Cina, leader mondiale nella produzione e nell’esportazione di terre rare (una famiglia di 17 elementi fondamentali per l’industria tecnologica e militare), ha registrato un calo del 30,9% nelle esportazioni a settembre, con solo 4.000 tonnellate esportate: il dato più basso da febbraio. I dettagli sulle tipologie di elementi ridotti o sui paesi coinvolti non sono stati divulgati. I dati, forniti dall’Amministrazione Generale delle Dogane della Cina, sono aggregati, lasciando incertezza sugli impatti specifici.
Trump riaccende la guerra commerciale
La risposta americana non si è fatta attendere. Donald Trump, in un messaggio su Truth Social, ha definito i cinesi "ostili" e ha annunciato nuovi dazi “massicci” sulle merci cinesi. Contestualmente, ha annullato l’incontro con Xi Jinping previsto per novembre durante il summit APEC. Le sue parole:
“Stanno diventando molto ostili. Vogliono controllare ogni elemento produttivo legato alle terre rare e ad altri settori, anche se non li producono loro.”
A bordo dell’Air Force One, Trump ha però lasciato intravedere spiragli di distensione:
“Penso che andrà tutto bene con la Cina. Mi aspetto un accordo nelle prossime settimane.”
Mercati globali in subbuglio
L’inasprimento delle tensioni ha avuto un immediato impatto sui mercati finanziari:
• Wall Street ha chiuso in forte ribasso:
o Dow Jones: -1,9%
o S&P500: -2,7%
o Nasdaq: -3,6%
• In Italia, Piazza Affari ha registrato un calo dell’1,74%, con gravi perdite per:
o Tenaris: -5,22%
o Leonardo: -4,65%
o Cucinelli: -4,49%
• Il VIX, indice della volatilità Usa, è balzato del +31% (da 16,4 a 21,66), segnalando un’impennata dell’incertezza. Un simile incremento si era visto solo ad aprile, proprio in concomitanza con l’avvio delle ostilità commerciali.
Petrolio e oro: due reazioni opposte
• Il prezzo del petrolio WTI ha subito un tonfo del -4%, scendendo a 59 dollari al barile, complice sia l’incertezza commerciale che le previsioni sull’aumento dell’offerta:
o L’EIA americana ha alzato le stime di produzione per il 2025 a 13,53 milioni di barili al giorno, un record storico.
o L’OPEC+, intanto, ha deciso un lieve aumento della produzione: +137.000 barili/giorno da novembre.


In controtendenza, l’oro ha toccato un nuovo record storico: 4.056 USD/oncia, grazie alla fuga degli investitori verso beni rifugio. Il metallo prezioso è reduce da otto settimane consecutive di rialzi.
Criptovalute e mercati asiatici
Il mondo crypto non è rimasto immune:
• Bitcoin ha vissuto giornate di estrema volatilità, passando da 126.000 USD a un minimo di 105.000 USD dopo le dichiarazioni di Trump.
• Nella mattina del 13 ottobre, la quotazione si è stabilizzata a 114.800 USD.
Nonostante la turbolenza, gli analisti mantengono fiducia nei fondamentali di lungo periodo: adozione istituzionale, sviluppo della blockchain e applicazioni concrete.
Nel frattempo, le Borse asiatiche hanno reagito negativamente:
• Cina:
o CSI 300: -1,5%
o Hang Seng: -3%
o Xiaomi: -7%
o In rialzo invece le aziende tech legate ai chip:
 SMIC: +5%
 Hygon Information: +3,5%
 Cambricon: +2,2%
• Giappone: mercato chiuso per la Giornata della Salute e dello Sport. Sul fronte politico, la coalizione di governo si è sgretolata.
• Corea del Sud: Borsa di Seul -1,5%, lo won in calo rispetto al dollaro.
• India: BSE Sensex -0,4% in apertura.
Obbligazionario: ritorno ai Treasury
L’incertezza ha spinto gli investitori verso i titoli di Stato Usa, nonostante lo shutdown in corso:
• Il rendimento del Treasury decennale è sceso da 4,13% a 4,03%, segnando i minimi annuali.
• Il prezzo è salito dello 0,4% nella settimana.
In Eurozona:
• Il BTP decennale italiano ha guadagnato +0,5%, rendimento al 3,46%: miglior settimana da maggio.
• L’OAT francese ha chiuso al 4,48%.
Crisi politica in Francia e tensioni geopolitiche
La Francia ha annunciato un nuovo governo sotto la guida del Premier Sébastien Lecornu. Nessuna discontinuità: confermati Roland Lescure (Ministro delle Finanze) e Gérald Darmanin (Ministro della Giustizia), in un contesto politico sempre più instabile.
Nel frattempo, Trump ha rivendicato il merito per la tregua tra Israele e Hamas, annunciata mentre si dirigeva verso il summit di Sharm El Sheik, con circa 20 capi di Stato attesi.
Conclusioni
Il 13 ottobre, giorno in cui gli Stati Uniti celebrano il Columbus Day / Indigenous Peoples' Day, i future di Wall Street hanno virato in positivo (+1,3%), segno che i mercati, seppur scossi, cercano segnali di stabilità.
Tuttavia, tra minacce di nuovi dazi, controlli sulle terre rare, e turbolenze geopolitiche, il contesto globale rimane fortemente instabile e polarizzato. Le prossime settimane saranno decisive per capire se prevarrà la conciliazione diplomatica o se si andrà verso una nuovo escalation commerciale e finanziaria.

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