Il dollaro non sembra avere, almeno per ora, né la voglia né forse la capacità di comportarsi come un vero bene rifugio.
Nelle fasi di incertezza dovrebbe rafforzarsi visto che è il rifugio globale per eccellenza.
Sul grafico giornaliero i prezzi hanno rotto al ribasso un’area tecnica importante, scendendo sotto la zona di supporto in area 1,16.
La rottura è stata accompagnata da volumi elevati, elemento che normalmente confermerebbe la forza del movimento.
Tuttavia, immediatamente dopo il breakout, il mercato ha reagito con un recupero rapido, riportandosi sopra il livello violato.
Questo comportamento ha tutte le caratteristiche di una falsa rottura (fake breakout) che cattura liquidità sotto 1,16 per poi rientrare velocemente nel range precedente.
Quando accade con volumi importanti, spesso segnala che la pressione ribassista potrebbe non essere così robusta come sembra.
Un ulteriore indizio arriva dall’azionario americano.
La relativa tenuta dell’S&P 500 lascia intendere che il mercato non sta tremando di paura.
Se l’avversione al rischio fosse reale, il dollaro dovrebbe rafforzarsi con maggiore decisione.
Per questo motivo, oggi, sembra quasi recitare la parte del rifugio, senza però convincere fino in fondo.
Più che forza strutturale, quella del dollaro potrebbe essere soltanto una temporanea illusione di stabilità.
Naturalmente il mercato potrebbe velocemente contraddire tutto, ne ha facoltà.
Nelle fasi di incertezza dovrebbe rafforzarsi visto che è il rifugio globale per eccellenza.
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Dopo aver provato diverse piattaforme, ho scelto le charts di Capital.Com per le mie analisi: affidabilità, precisione ed un'interfaccia davvero intuitiva
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