Russell 2000 torna sulla linea che a gennaio lo aveva respinto

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Il Russell 2000 tratta circa il 10% sotto il massimo di agosto, mentre l'S&P 500 resta vicino ai record e il rapporto tra i due indici è sceso ai minimi da novembre 2025. Molti la leggono come una correzione sana.

Con il Treasury a 10 anni sopra il 5%, a mio giudizio è il segnale che le piccole società, più indebitate e più esposte al tasso variabile, sentono il costo del denaro prima delle grandi.

Il settimanale porta il discorso su una sola linea, in area 2.710-2.720. A gennaio ha respinto il prezzo, a maggio lo ha sostenuto due volte, la settimana scorsa ha fermato una candela nera che aveva bruciato la congestione di primavera intorno a 2.810. È il classico scambio di ruoli tra resistenza e supporto: finché regge, si costruisce sopra.

L'RSI settimanale, che tra maggio e settembre non aveva confermato i nuovi massimi del prezzo, è sceso verso 40 e resta sotto la sua media.

Una chiusura settimanale sotto 2.710 farebbe cadere la linea al terzo test e riporterebbe in gioco la candela di rottura di aprile, partita poco sotto 2.600: lì un'idea ribassista avrebbe il suo spazio. Un ritorno sopra 2.810, e poi sopra la base estiva a 2.910 rotta a settembre, direbbe invece che il pavimento ha fatto il suo lavoro.

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