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L’S&P 500 non è caro secondo il P/E forward

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La stagione delle trimestrali del secondo trimestre 2026 inizierà a luglio 2026 e ancora una volta il settore tecnologico e quello dei semiconduttori sono molto attesi.

L’indice S&P 500 continua a muoversi vicino ai suoi massimi storici, e ti invito a consultare l’analisi seguente per comprendere il potenziale tecnico e fondamentale dell’S&P 500 fino alla fine dell’anno.
S&P 500: are 8,000 points a credible target by year-end?


Detto questo, all’inizio di luglio e in vista dei risultati trimestrali, si pone nuovamente una domanda: l’S&P 500 è troppo caro dal punto di vista delle valutazioni di mercato?
Il mercato azionario anticipa sempre il futuro, ed è per questo che il Price/Earnings forward (P/E forward) è il multiplo di valutazione più rilevante per stabilire se l’S&P 500 sia caro o ancora relativamente conveniente.

La buona notizia è che il P/E forward si trova attualmente sulla sua media degli ultimi cinque anni, quindi l’S&P 500 non è sopravvalutato rispetto agli utili attesi.
Ricordiamo cosa rappresenta il P/E forward.

Il P/E forward misura il rapporto tra il livello attuale dell’indice e gli utili per azione attesi nei prossimi dodici mesi. A differenza del P/E tradizionale, basato sugli utili passati, il P/E forward riflette le aspettative degli analisti e rappresenta quindi un eccellente indicatore della valutazione futura del mercato.

Il grafico seguente (fonte: FactSet) mostra l’evoluzione del P/E forward dell’S&P 500. Nonostante i nuovi massimi storici, l’S&P 500 non è caro rispetto agli utili attesi nei prossimi 12 mesi. Il P/E forward si trova infatti sulla sua media degli ultimi cinque anni ed è ben al di sotto del suo massimo di 23,5.
istantanea

Come mostra il grafico, il P/E forward dell’S&P 500 si aggira attualmente intorno a 20 volte gli utili attesi, un livello quasi identico alla media degli ultimi cinque anni. Rimane leggermente superiore alla media decennale, pari a circa 19 volte, ma questo scarto è limitato e non indica una sopravvalutazione eccessiva.

Questa lettura è ancora più importante considerando che le stime sugli utili delle società americane continuano a essere riviste al rialzo, in particolare nei settori legati all’intelligenza artificiale, alle infrastrutture digitali e ai semiconduttori. Se i risultati trimestrali confermeranno queste aspettative, la crescita degli utili potrà assorbire parte del recente aumento dei prezzi, mantenendo il P/E forward su livelli ragionevoli.

In altre parole, il mercato statunitense resta esigente, ma non è eccessivamente valutato rispetto alla crescita degli utili attesi. Le prossime settimane saranno quindi decisive: risultati migliori delle attese rafforzerebbero lo scenario di continuazione del trend rialzista dell’S&P 500 fino a fine anno, mentre eventuali delusioni sugli utili o sulle prospettive potrebbero portare a una fase di consolidamento, senza però mettere in discussione il trend di fondo finché le aspettative sugli utili resteranno solide.





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