Crisi USA Iran lontana dalla soluzione, ma almeno non si spara.
Bei numeri di 1’ trimestre per Tesla, ma Elon Musk usa toni prudenti.
Wall Street ottimista: nuovi record per S&P500 e Nasdaq. Seoul brilla in Asia.
Petrolio ancora in tensione: Hormutz chiuso è fonte di mega disallocazione!
Le Borse europee hanno trascorso la seduta del 22 aprile come il pubblico di un thriller geopolitico: all’inizio qualche applauso di sollievo, poi il silenzio inquieto di chi teme che il colpo di scena peggiore debba ancora arrivare.
In apertura i mercati avevano accolto con favore la decisione di Trump di prorogare di due settimane il cessate il fuoco con l’Iran. Una tregua temporanea che, almeno nelle intenzioni, avrebbe dovuto raffreddare le tensioni energetiche globali.
A riportare nervosismo sono state le nuove tensioni nello Stretto di Hormuz, dopo il sequestro da parte iraniana di due navi commerciali straniere. Come se non bastasse, secondo fonti marittime e della sicurezza, gli Stati Uniti avrebbero intercettato almeno tre petroliere iraniane nelle acque vicine a India, Malesia e Sri Lanka. Traduzione per i mercati: il petrolio potrebbe continuare a trasformarsi nel protagonista indesiderato del 2026.
Così, l’Europa ha chiuso senza entusiasmo. Milano si è fermata attorno alla parità, Francoforte ha ceduto -0,16%, Londra +0,09%, mentre Parigi ha perso -0,31%. Non un crollo, certo, ma abbastanza per confermare che gli investitori continuano a muoversi con prudenza e delicatezza.
A Wall Street, invece, l’umore resta sorprendentemente tonico: Dow Jones +0,7%, S&P500 +1,0% e Nasdaq +1,6%. Ancora più impressionanti le performance cumulative: +11,5% nell’ultimo mese e oltre +41% nell’ultimo anno per il listino tecnologico.
Sotto i riflettori è rimasta Tesla, che ha inaugurato la stagione delle trimestrali delle Big Seven. I conti sono stati migliori delle attese: utile di 41 centesimi/azione contro i 36 previsti, ricavi pari a 22,39 miliardi di dollari rispetto ai 22,28 stimati dagli analisti.
Eppure il titolo ha perso quota nell’afterhours. Perché? Perché nei mercati contemporanei non basta fare bene: bisogna anche promettere meraviglie futuristiche con convinzione quasi religiosa.
Peccato che durante la conference call, Musk abbia scelto invece la cautela: ha ammesso di non sapere quale sarà il ritmo produttivo del robot Optimus nel 2026, ha adottato un approccio “prudente” sulla guida autonoma e sui robotaxi e ha persino avvertito che questi business “non saranno particolarmente significativi” quest’anno.
In pratica, il profeta dell’ottimismo tecnologico ha avuto un raro momento di realismo. E Wall Street, che ama molte cose ma non la moderazione, ha reagito male.
Tesla resta comunque un gigante: market cap di US$ 1.454 miliardi: uttavia il valore è circa il 25% sotto il record storico e il titolo perde il 13% da inizio anno. Non sorprende quindi che inizi a circolare un’ipotesi fino a poco tempo fa impensabile: Tesla potrebbe uscire dal club delle Big Seven per lasciare spazio a Broadcom, salita a una capitalizzazione di circa 2.000 miliardi grazie all’irresistibile febbre dell’intelligenza artificiale.
Il prossimo test per i giganti tech arriverà il 29 aprile, quando pubblicheranno i risultati Alphabet, Amazon, Meta e Microsof. E considerando il clima di mercato, basterà una virgola fuori posto nelle guidance per trasformare l’entusiasmo in psicodramma collettivo.
Sul fronte macroeconomico, l’Italia continua a vivere nella sua tradizionale terra di mezzo: abbastanza disciplinata da evitare il panico sul suo debito pubblico, ma non abbastanza da conquistare piena fiducia europea. Il rapporto deficit/Pil per il 2025 è stato confermato al -3,1%, quindi appena sopra quella soglia del 3% che avrebbe potuto favorire l’uscita anticipata dalla procedura per deficit eccessivo.
Il ministro delle finanze Giorgetti prevede un deficit al 2,9% nel 2026, 2,8% nel 2027 e 2,5% nel 2028. Quanto alla crescita, il Pil italiano è atteso allo 0,6% nel 2026 e nel 2027, con lieve miglioramento allo 0,8% nel 2028, non esattamente ritmi di crescita da tigre asiatica...
Il mercato obbligazionario, sorprendentemente, non si scompone. Il rendimento del BTP decennale si è mosso tra il 3,76% e il 3,78%, con spread contro il Bund tedesco sceso a 74 punti base.
Negli Stati Uniti il rendimento del Treasury decennale è salito al 4,32%, con un aumento di 4 punti base. Il segretario al Tesoro ha rivelato che diversi alleati petroliferi del Golfo Persico avrebbero chiesto supporto finanziario a Washington per contenere le turbolenze legate alla guerra con l’Iran.
Nel frattempo la Germania prepara una svolta energetica pragmatica: da settembre partiranno le gare d’appalto per nuove centrali a gas, operative entro il 2031. Dopo aver spento il nucleare tre anni fa e mentre si avvia a eliminare il carbone, Berlino ha scoperto una verità piuttosto banale: vento e sole sono splendidi, anche se nelle giornate sbagliate non sempre bastano.
Sul mercato valutario l’euro/dollaro è rimasto stabile a 1,175. L’oro ha chiuso a 4.760 dollari/oncia (+1,0%), mentre il petrolio WTI è salito +2,2% a 92,8 dollari/barile.
Oggi, 23 aprile, i mercati asiatici azionari confermano il clima prudente. Il Brent è tornato sopra 104,4 dollari/barile, mentre i future di Wall Street cedono -0,5% dopo i nuovi record storici di S&P500 e Nasdaq.
Il Nikkei225 ha perso -1% dopo aver superato in mattinata quota 60mila punti. Il CSI300 cinese arretra -0,6%, l’Hang Seng -1%, l’S&P/ASX 200 australiano -0,8% e il Nifty50 indiano -0,7%. In controtendenza il KOSPI coreano (+0,3%), sostenuto dai produttori di chip e dagli ottimi risultati di SK Hinix.
L’oro vale 4.710 dollari/oncia (-0,7%), l’argento 76,50 (-2%), mentre il Bitcoin si assesta a 78.000 dollari dopo il rally del +3,6% di mercoledì.
Informazioni importanti
Comunicazioni emesse all’interno dello Spazio economico europeo (“SEE”): Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree Ireland Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Central Bank of Ireland.
Comunicazioni emesse in giurisdizioni non appartenenti al SEE: Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree UK Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority del Regno Unito.
Per fare riferimento a WisdomTree Ireland Limited e a WisdomTree UK Limited si utilizza per entrambe la denominazione “WisdomTree” (come applicabile). La nostra politica sui conflitti d’interesse e il nostro inventario sono disponibili su richiesta.
Solo per clienti professionali. Le informazioni contenute nel presente documento sono fornite a titolo meramente informativo e non costituiscono né un’offerta di vendita né una sollecitazione di un’offerta di acquisto di titoli o azioni. Il presente documento non deve essere utilizzato come base per una qualsiasi decisione d’investimento. Gli investimenti possono aumentare o diminuire di valore e si può perdere una parte o la totalità dell’importo investito. Le performance passate non sono necessariamente indicative di performance future. Qualsiasi decisione d’investimento deve essere basata sulle informazioni contenute nel Prospetto informativo di riferimento e deve essere presa dopo aver richiesto il parere di un consulente d’investimento, fiscale e legale indipendente.
Il presente documento non è, e in nessun caso deve essere interpretato come, una pubblicità o qualsiasi altro strumento di promozione di un’offerta pubblica di azioni o titoli negli Stati Uniti o in qualsiasi provincia o territorio degli Stati Uniti. Né il presente documento né alcuna copia dello stesso devono essere acquisiti, trasmessi o distribuiti (direttamente o indirettamente) negli Stati Uniti.
Il presente documento può contenere commenti indipendenti sul mercato redatti da WisdomTree sulla base delle informazioni disponibili al pubblico. Benché WisdomTree si adoperi per garantire l’esattezza del contenuto del presente documento, WisdomTree non garantisce né assicura la sua esattezza o correttezza. Qualsiasi terzo fornitore di dati di cui ci si avvalga per reperire le informazioni contenute nel presente documento non rilascia alcuna garanzia o dichiarazione di sorta in relazione ai suddetti dati. Laddove WisdomTree abbia espresso dei pareri relativamente al prodotto o all’attività di mercato, si ricorda che tali pareri possono cambiare. Né WisdomTree, né alcuna consociata, né alcuno dei rispettivi funzionari, amministratori, partner o dipendenti, accetta alcuna responsabilità per qualsiasi perdita, diretta o indiretta, derivante dall’utilizzo del presente documento o del suo contenuto.
Il presente documento può contenere dichiarazioni previsionali, comprese dichiarazioni riguardanti le attuali aspettative o convinzioni in relazione alla performance di determinate classi di attività e/o settori. Le dichiarazioni previsionali sono soggette a determinati rischi, incertezze e ipotesi. Non vi è alcuna garanzia che tali dichiarazioni siano esatte, e i risultati effettivi possano discostarsi significativamente da quelli previsti in dette dichiarazioni. WisdomTree raccomanda vivamente di non fare indebito affidamento sulle summenzionate dichiarazioni previsionali.
I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
Bei numeri di 1’ trimestre per Tesla, ma Elon Musk usa toni prudenti.
Wall Street ottimista: nuovi record per S&P500 e Nasdaq. Seoul brilla in Asia.
Petrolio ancora in tensione: Hormutz chiuso è fonte di mega disallocazione!
Le Borse europee hanno trascorso la seduta del 22 aprile come il pubblico di un thriller geopolitico: all’inizio qualche applauso di sollievo, poi il silenzio inquieto di chi teme che il colpo di scena peggiore debba ancora arrivare.
In apertura i mercati avevano accolto con favore la decisione di Trump di prorogare di due settimane il cessate il fuoco con l’Iran. Una tregua temporanea che, almeno nelle intenzioni, avrebbe dovuto raffreddare le tensioni energetiche globali.
A riportare nervosismo sono state le nuove tensioni nello Stretto di Hormuz, dopo il sequestro da parte iraniana di due navi commerciali straniere. Come se non bastasse, secondo fonti marittime e della sicurezza, gli Stati Uniti avrebbero intercettato almeno tre petroliere iraniane nelle acque vicine a India, Malesia e Sri Lanka. Traduzione per i mercati: il petrolio potrebbe continuare a trasformarsi nel protagonista indesiderato del 2026.
Così, l’Europa ha chiuso senza entusiasmo. Milano si è fermata attorno alla parità, Francoforte ha ceduto -0,16%, Londra +0,09%, mentre Parigi ha perso -0,31%. Non un crollo, certo, ma abbastanza per confermare che gli investitori continuano a muoversi con prudenza e delicatezza.
A Wall Street, invece, l’umore resta sorprendentemente tonico: Dow Jones +0,7%, S&P500 +1,0% e Nasdaq +1,6%. Ancora più impressionanti le performance cumulative: +11,5% nell’ultimo mese e oltre +41% nell’ultimo anno per il listino tecnologico.
Sotto i riflettori è rimasta Tesla, che ha inaugurato la stagione delle trimestrali delle Big Seven. I conti sono stati migliori delle attese: utile di 41 centesimi/azione contro i 36 previsti, ricavi pari a 22,39 miliardi di dollari rispetto ai 22,28 stimati dagli analisti.
Eppure il titolo ha perso quota nell’afterhours. Perché? Perché nei mercati contemporanei non basta fare bene: bisogna anche promettere meraviglie futuristiche con convinzione quasi religiosa.
Peccato che durante la conference call, Musk abbia scelto invece la cautela: ha ammesso di non sapere quale sarà il ritmo produttivo del robot Optimus nel 2026, ha adottato un approccio “prudente” sulla guida autonoma e sui robotaxi e ha persino avvertito che questi business “non saranno particolarmente significativi” quest’anno.
In pratica, il profeta dell’ottimismo tecnologico ha avuto un raro momento di realismo. E Wall Street, che ama molte cose ma non la moderazione, ha reagito male.
Tesla resta comunque un gigante: market cap di US$ 1.454 miliardi: uttavia il valore è circa il 25% sotto il record storico e il titolo perde il 13% da inizio anno. Non sorprende quindi che inizi a circolare un’ipotesi fino a poco tempo fa impensabile: Tesla potrebbe uscire dal club delle Big Seven per lasciare spazio a Broadcom, salita a una capitalizzazione di circa 2.000 miliardi grazie all’irresistibile febbre dell’intelligenza artificiale.
Il prossimo test per i giganti tech arriverà il 29 aprile, quando pubblicheranno i risultati Alphabet, Amazon, Meta e Microsof. E considerando il clima di mercato, basterà una virgola fuori posto nelle guidance per trasformare l’entusiasmo in psicodramma collettivo.
Sul fronte macroeconomico, l’Italia continua a vivere nella sua tradizionale terra di mezzo: abbastanza disciplinata da evitare il panico sul suo debito pubblico, ma non abbastanza da conquistare piena fiducia europea. Il rapporto deficit/Pil per il 2025 è stato confermato al -3,1%, quindi appena sopra quella soglia del 3% che avrebbe potuto favorire l’uscita anticipata dalla procedura per deficit eccessivo.
Il ministro delle finanze Giorgetti prevede un deficit al 2,9% nel 2026, 2,8% nel 2027 e 2,5% nel 2028. Quanto alla crescita, il Pil italiano è atteso allo 0,6% nel 2026 e nel 2027, con lieve miglioramento allo 0,8% nel 2028, non esattamente ritmi di crescita da tigre asiatica...
Il mercato obbligazionario, sorprendentemente, non si scompone. Il rendimento del BTP decennale si è mosso tra il 3,76% e il 3,78%, con spread contro il Bund tedesco sceso a 74 punti base.
Negli Stati Uniti il rendimento del Treasury decennale è salito al 4,32%, con un aumento di 4 punti base. Il segretario al Tesoro ha rivelato che diversi alleati petroliferi del Golfo Persico avrebbero chiesto supporto finanziario a Washington per contenere le turbolenze legate alla guerra con l’Iran.
Nel frattempo la Germania prepara una svolta energetica pragmatica: da settembre partiranno le gare d’appalto per nuove centrali a gas, operative entro il 2031. Dopo aver spento il nucleare tre anni fa e mentre si avvia a eliminare il carbone, Berlino ha scoperto una verità piuttosto banale: vento e sole sono splendidi, anche se nelle giornate sbagliate non sempre bastano.
Sul mercato valutario l’euro/dollaro è rimasto stabile a 1,175. L’oro ha chiuso a 4.760 dollari/oncia (+1,0%), mentre il petrolio WTI è salito +2,2% a 92,8 dollari/barile.
Oggi, 23 aprile, i mercati asiatici azionari confermano il clima prudente. Il Brent è tornato sopra 104,4 dollari/barile, mentre i future di Wall Street cedono -0,5% dopo i nuovi record storici di S&P500 e Nasdaq.
Il Nikkei225 ha perso -1% dopo aver superato in mattinata quota 60mila punti. Il CSI300 cinese arretra -0,6%, l’Hang Seng -1%, l’S&P/ASX 200 australiano -0,8% e il Nifty50 indiano -0,7%. In controtendenza il KOSPI coreano (+0,3%), sostenuto dai produttori di chip e dagli ottimi risultati di SK Hinix.
L’oro vale 4.710 dollari/oncia (-0,7%), l’argento 76,50 (-2%), mentre il Bitcoin si assesta a 78.000 dollari dopo il rally del +3,6% di mercoledì.
Informazioni importanti
Comunicazioni emesse all’interno dello Spazio economico europeo (“SEE”): Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree Ireland Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Central Bank of Ireland.
Comunicazioni emesse in giurisdizioni non appartenenti al SEE: Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree UK Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority del Regno Unito.
Per fare riferimento a WisdomTree Ireland Limited e a WisdomTree UK Limited si utilizza per entrambe la denominazione “WisdomTree” (come applicabile). La nostra politica sui conflitti d’interesse e il nostro inventario sono disponibili su richiesta.
Solo per clienti professionali. Le informazioni contenute nel presente documento sono fornite a titolo meramente informativo e non costituiscono né un’offerta di vendita né una sollecitazione di un’offerta di acquisto di titoli o azioni. Il presente documento non deve essere utilizzato come base per una qualsiasi decisione d’investimento. Gli investimenti possono aumentare o diminuire di valore e si può perdere una parte o la totalità dell’importo investito. Le performance passate non sono necessariamente indicative di performance future. Qualsiasi decisione d’investimento deve essere basata sulle informazioni contenute nel Prospetto informativo di riferimento e deve essere presa dopo aver richiesto il parere di un consulente d’investimento, fiscale e legale indipendente.
Il presente documento non è, e in nessun caso deve essere interpretato come, una pubblicità o qualsiasi altro strumento di promozione di un’offerta pubblica di azioni o titoli negli Stati Uniti o in qualsiasi provincia o territorio degli Stati Uniti. Né il presente documento né alcuna copia dello stesso devono essere acquisiti, trasmessi o distribuiti (direttamente o indirettamente) negli Stati Uniti.
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I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
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