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WisdomTree - Tactical Daily Update - 12.12.2025

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Boom dell’argento, ma anche il prezzo dell’oro torna a correre.
Movimento laterale delle Borse, ma lo S&P500 segna il 37’ record 2025.
BCE verso un ritocco all’insù dei tassi nel 2026: un’ipotesi che si fà strada.
Cautela nelle dichiarazioni di Oracle; ri-affiorano timori per valutazioni AI.


La seduta dell’11 dicembre si è chiusa con mercati azionari sottotono, mentre gli investitori metabolizzavano la decisione della Federal Reserve di tagliare i tassi di 25 punti base, in linea con le attese. A colpire non è stato tanto il movimento sui Fed Funds quanto il messaggio di Jerome Powell, accompagnato dalla nuova dot plot del FOMC: nel 2026 ci potrebbe essere un solo ulteriore taglio da -0,25%, uno scenario decisamente più cauto rispetto alle speranze del mercato.
L’attenzione degli operatori si è concentrata anche su Oracle, protagonista, la sera prima, di un tonfo del -12% nell’after hours dopo la pubblicazione di utili inferiori alle stime. Il dato, oltre a penalizzare il titolo, ha riacceso le preoccupazioni sull’intero comparto legato all’intelligenza artificiale, che negli ultimi mesi aveva beneficiato di aspettative altissime.
Sul mercato valutario, il dollaro USA ha mostrato un’inaspettata debolezza: nelle ultime due sedute ha perso oltre l’1%, scivolando sui minimi da inizio ottobre. Un movimento controintuitivo, se si considera il tono prudente di Powell che, teoricamente, avrebbe dovuto sostenere il biglietto verde.
La FED ha ribadito che eventuali nuovi tagli saranno “rari e di modesta entità”, a meno che inflazione e mercato del lavoro non convergano più chiaramente verso l’obiettivo del 2%. Powell, inoltre, ha evitato di fornire qualsiasi tempistica sul passo successivo, aumentando l’incertezza.
In Europa, la seduta era partita debole ma si è conclusa in territorio positivo: Parigi +0,79%, Francoforte +0,79%, Londra +0,47%. Bene anche il Sud Europa, con Milano +0,54% e Madrid +0,81%.
A Wall Street, invece, la chiusura è stata incerta: i listini hanno oscillato dopo il taglio dei tassi e soprattutto dopo l’indicazione di una sola riduzione nel 2026. Ma lo S&P500, grazie al recupero nel finale, ha comunque segnato un nuovo record storico: il 37° massimo del 2025.
Con il capitolo Fed ormai archiviato per quest’anno, gli occhi si spostano sulla Banca Centrale Europea, attesa all’ultima riunione del 2025. Le aspettative degli operatori stanno convergendo verso un possibile aumento dei tassi nel 2026, una narrativa che ha preso forza dopo il messaggio restrittivo della BCE: la fase dei tagli è considerata conclusa.
L’economia europea nel terzo trimestre è infatti cresciuta dello 0,3%, più del previsto, mentre l’inflazione continua a mostrare una certa rigidità. Uno scenario che torna a favorire il settore finanziario europeo.

Dal fronte macro tedesco arrivano però segnali meno incoraggianti: l’istituto IFO ha tagliato le previsioni di crescita della Germania. Per il 2026 stima ora un’espansione dello 0,8%, mentre per il 2025 prevede un’anemica crescita dello 0,1%. Secondo l’istituto, l’economia tedesca sta affrontando “un adattamento lento e costoso” legato alla trasformazione industriale, ostacolata da “barriere burocratiche” e da un’infrastruttura ormai inadeguata.
Sul fronte geopolitico, gli investitori continuano a seguire i colloqui di pace tra Russia e Ucraina, coi leader di Gran Bretagna, Francia e Germania che hanno discusso col presidente Usa Trump le nuove iniziative diplomatiche.
Per il mercato petrolifero, l’EIA ha rivisto al rialzo le previsioni di crescita della domanda globale nel 2026, mentre l’OPEC ha confermato le stime per il 2025-2026. Gli analisti segnalano un trend privo di direzione chiara. Nonostante la minore produzione dell’Opec+, l’EIA prevede comunque un ampio eccesso di offerta.
Nella mattinata del 12 dicembre, il recupero finale del Nasdaq (da -1,6% a -0,25%) ha riportato ottimismo sulle borse dell’Asia-Pacifico: l’indice MSCI Asia Pacific è salito dello 0,9%, segnando i massimi dell’ultimo mese. Le borse europee, alle 10:00 CET, avanzano mediamente del +0,6%.
A Tokyo il Nikkei mette a segno un brillante +1,4%. Riflettori su SoftBank, che valuta nuove acquisizioni, tra cui quella dell’operatore di data center Switch Inc., mossa che conferma la volontà del fondatore Masayoshi Son di cavalcare la corsa dell’intelligenza artificiale.
Hong Kong fa ancora meglio, con l’Hang Seng +1,8%, mentre il CSI300 di Shanghai e Shenzhen avanza dello 0,7%. Da Pechino arrivano segnali di continuità nel supporto economico, ma senza un aumento degli stimoli nel 2025.
A Mumbai, il BSE Sensex guadagna lo 0,5%, mentre la rupia indiana tocca un nuovo minimo storico contro euro e dollaro, sullo sfondo delle tensioni commerciali globali. Bene anche il Kospi coreano (+1,4%), sostenuto da un mercato immobiliare che continua a scaldarsi: i prezzi degli appartamenti a Seoul sono saliti per la 45ª settimana consecutiva, nonostante le misure restrittive del governo.
Sul mercato dei metalli preziosi torna protagonista l’argento: 4.289 $/oncia per l’oro, ma è il metallo bianco a brillare davvero, salendo a 63,6 $/oz e segnando un nuovo massimo storico. L’argento registra un impressionante +120% nel 2025, superando l’oro che comunque mette a segno +63%. A sostenerlo sono sia le prospettive di minore offerta nel 2026 sia la sua crescente percezione come bene rifugio, oltre alla recente designazione come “minerale critico” da parte degli Stati Uniti.
Il quadro obbligazionario rimane tranquillo: il Treasury decennale risale al 4,15% (da 4,12%), mentre il BTP decennale riparte da 3,53%, con lo spread verso Bund tedesco a 68 punti base, minimo degli ultimi quindici anni.

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