WisdomTree - Tactical Daily Update - 27.02.2026

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Borse Europee e asiatiche a nuovi massimi, ancora incerta Wall Street.
Nvidia: il mercato non premia i numeri trimestrali eccellenti, Nasdaq ne soffre.
Prosegue invece il momento eccellente della tech asiatica, Kospi alle stelle.
Ancora in calo i rendimenti dei Govies europei, specie quelli del Sud..


La giornata del 26 febbraio ha offerto l’ennesima dimostrazione di quanto il mercato resti nervosamente dipendente dal ciclo dell’intelligenza artificiale. Dopo la pubblicazione dei risultati, Nvidia ha lasciato sul terreno oltre -5%, trascinando al ribasso il Nasdaq, nonostante numeri superiori alle attese e una guidance sui ricavi ancora più ambiziosa, scommettendo apertamente sulla spesa elevata delle Big Tech in AI.
Wall Street ha chiuso in rosso, con i semiconduttori principale zavorra: l’indice SOX ha perso -3,2%, l’S&P500 -0,5% e il Nasdaq -1,2%. Il paradosso è evidente: risultati sopra le aspettative non bastano più quando le valutazioni incorporano scenari quasi perfetti.
Sullo sfondo restano le tensioni geopolitiche. I nuovi dazi imposti dal presidente Donald Trump continuano a pesare sul sentiment, così come i delicati colloqui sul nucleare tra Stati Uniti e Iran. Il vicepresidente J.D. Vance, in un’intervista al Washington Post, ha escluso “qualsiasi possibilità” di un coinvolgimento americano in una guerra lunga anni. Non ha però chiarito quale sarà la decisione finale di Trump, ventilando due opzioni: attacchi militari “per garantire che l’Iran non ottenga un’arma nucleare” oppure una soluzione diplomatica.
In Europa, il clima è stato più costruttivo. Le Borse hanno chiuso in rialzo, sostenute da una nuova tornata di trimestrali e dal sollievo indiretto arrivato dai conti Nvidia, pur senza dissipare del tutto i dubbi sull’AI. Parigi +0,7%, Londra e Francoforte +0,4%, Madrid +0,1%, Milano +0,5%.
Sul fronte macro USA, le richieste iniziali di sussidio di disoccupazione sono salite a 212 mila, in aumento di 4 mila rispetto alle 208 mila della settimana precedente. Il dato resta inferiore alle 215 mila attese dagli economisti, confermando un mercato del lavoro ancora solido.
Nel reddito fisso europeo spicca il calo del rendimento del BTP decennale benchmark italiano al 3,30%, minimo degli ultimi 14 mesi.
Il debito sovrano del Sud Europa beneficia della disciplina fiscale e delle prospettive di ulteriori miglioramenti dei rating, con compressione degli spread rispetto ai Bund. Spagna, Portogallo e Grecia mantengono slancio fino al 2026, anche con la scadenza dei fondi UE post-pandemia. La Spagna si distingue per crescita occupazionale, bassi costi energetici e maggiore diversificazione dei servizi non turistici.

Anche la Germania appare avviata alla ripresa, con effetti positivi sull’eurozona e sulle economie interconnesse dell’Europa centrale e orientale, inclusa l’Italia. Gli analisti prevedono una crescita dell’area euro dell’1,2% nel 2026, in un contesto di inflazione moderata e mercato del lavoro resiliente.
Infine, buon momento anche per i Treasury USA: il rendimento del decennale è sceso sotto il 4,00%, ai minimi degli ultimi tre mesi, segnale di una rinnovata prudenza sull’azionario e di una ricerca di protezione che, per ora, bilancia l’euforia tecnologica.
In Asia, il 27 febbraio, l’indice MSCI Asia Pacific è salito +0,2%, avviandosi a chiudere il miglior febbraio della sua storia, con un progresso vicino al +7%. È la fotografia di una rotazione persistente del capitale globale verso i tecnologici della regione.
A Tokyo, Nikkei +0,2%, con febbraio a +10,3%. Lo yen si è attestato a 155,6 contro dollaro, in indebolimento, -0,5% nel mese. Il CSI300 di Shanghai e Shenzhen ha perso lo -0,4%, mentre l’Hang Seng di Hong Kong ha guadagnato +0,9%. Il bilancio mensile è lievemente negativo: -0,3% per il CSI300 e -2% per l’Hang Seng, anche per effetto valutario, con lo yuan reduce da dieci sedute consecutive di apprezzamento sul dollaro.
A Seul, il Kospi ha chiuso in calo nella seduta, ma il bilancio di febbraio è clamoroso: +20%. È l’indice con la migliore performance al mondo quest’anno, dopo un rialzo del 49% dall’inizio dell’anno.
Il boom dell’AI ha però un effetto collaterale. Secondo IDC, il mercato globale degli smartphone è destinato a contrarsi di circa -13% nel 2026, una delle peggiori flessioni degli ultimi anni. La causa non è la domanda finale, bensì una carenza senza precedenti di chip di memoria, DRAM e NAND, prodotti soprattutto in Corea da Samsung e Hynix. La forte richiesta di memoria per le infrastrutture di intelligenza artificiale ha drenato le scorte destinate ai dispositivi consumer.
Sul fronte energetico, a Ginevra Iran e Stati Uniti sono tornati a discutere sul nucleare. Il ministro degli Esteri omanita ha parlato di “apertura senza precedenti a idee e soluzioni nuove e creative”. Il greggio ha reagito indebolendosi: il Brent è sceso a 70,6 Us$/barile, riflettendo i presunti progressi negoziali.
Il rame si avvia al secondo rialzo settimanale consecutivo, sostenuto dalla riduzione delle tariffe doganali statunitensi e dal ritorno degli investitori cinesi dopo il Capodanno lunare. Il metallo industriale è sulla strada di un guadagno settimanale vicino al +3% a 6,12 Us$/libbra.
Oro e argento restano ben comprati, con volatilità in calo. Bank of America Global Research ritiene che l’incertezza sul cambio di leadership alla Federal Reserve possa spingere nuovi flussi verso l’oro, con prezzi potenzialmente a 6.000 dollari l’oncia nei prossimi 12 mesi. Sull’argento il quadro è “più complicato”: possibile debolezza nel breve, ma spazio per un ritorno sopra i 100 dollari l’oncia.

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