Le quattro frasi chiave di Warsh a Jackson Hole. Prima: l'obiettivo di inflazione al 2% è fermo e inamovibile, senza alcun margine di trattativa. Seconda: l'economia americana è in piena occupazione, ma i dati sull'inflazione lo preoccupano sempre di più; l'inflazione è la sua sfida più grande. Terza, e la più importante: sulle prospettive dei tassi di interesse non ha detto nemmeno una parola, senza impegnarsi né a un aumento né a un mantenimento, fedele al suo stile di "non fornire orientamenti prospettici", lasciando che sia il mercato a decidere da solo quando la Fed interverrà. Quarta: ha sottolineato l'indipendenza della Federal Reserve, che non subirà pressioni politiche.
Il mercato ha dato subito la sua direzione. Il tono generale è stato hawkish (restrittivo), e questo significa che il mercato deve riprezzare un percorso di tassi più alto: i tassi reali salgono, il dollaro si rafforza e l'indice del dollaro è balzato di quasi 40 punti nel breve termine; l'oro spot è crollato di circa 40 dollari, arrivando a sfondare il livello di 4550.
Va però ricordato che questa pressione ha carattere di breve periodo, per tre motivi. Primo: Warsh ha evitato di pronunciarsi su un eventuale aumento a settembre, senza lanciare una minaccia concreta, quindi l'impatto hawkish reale è stato attenuato; il mercato sconta solo circa un terzo di probabilità di aumento a settembre, e poco più del 70% a dicembre. Secondo: l'oro aveva già guadagnato molto questo mese, con un rialzo accumulato di circa il 14% da agosto. Dopo un rally così ripido, di fronte a una notizia negativa è del tutto normale che i fondi incassino profitti e mettano al sicuro i guadagni sui massimi. Questo ribasso sembra più uno sfogo emotivo che un'inversione di tendenza. Terzo: il vero sostegno strutturale di questa corsa dell'oro sono gli acquisti delle banche centrali, gli afflussi negli ETF e le preoccupazioni per il disavanzo fiscale e la sostenibilità del debito degli Stati Uniti. Questi fondamentali non sono spariti per via di un solo discorso di Warsh.
Quindi, nel breve termine, l'oro ha un supporto chiaro nella zona dei 4550. Se lo mantiene, il prezzo oscillerà in un range alto digerendo il movimento; per risalire dovrà prima recuperare la zona di resistenza tra 4600 e 4614. Se invece scende sotto i 4550, si aprirebbe lo spazio per una correzione più profonda. A decidere davvero la prossima direzione sarà il rapporto sulle buste paga non agricole (NFP) degli Stati Uniti, in uscita la prossima settimana: se i dati saranno forti, vorrà dire che l'economia si sta surriscaldando e la probabilità di aumenti dei tassi sale, con l'oro ancora sotto pressione; se saranno deboli, raffredderanno le aspettative di rialzo e l'oro avrà la possibilità di tornare sopra i 4600 per puntare ai 4700.
🥇 Fornisco analisi di mercato obiettiva ogni giorno.
Il mercato ha dato subito la sua direzione. Il tono generale è stato hawkish (restrittivo), e questo significa che il mercato deve riprezzare un percorso di tassi più alto: i tassi reali salgono, il dollaro si rafforza e l'indice del dollaro è balzato di quasi 40 punti nel breve termine; l'oro spot è crollato di circa 40 dollari, arrivando a sfondare il livello di 4550.
Va però ricordato che questa pressione ha carattere di breve periodo, per tre motivi. Primo: Warsh ha evitato di pronunciarsi su un eventuale aumento a settembre, senza lanciare una minaccia concreta, quindi l'impatto hawkish reale è stato attenuato; il mercato sconta solo circa un terzo di probabilità di aumento a settembre, e poco più del 70% a dicembre. Secondo: l'oro aveva già guadagnato molto questo mese, con un rialzo accumulato di circa il 14% da agosto. Dopo un rally così ripido, di fronte a una notizia negativa è del tutto normale che i fondi incassino profitti e mettano al sicuro i guadagni sui massimi. Questo ribasso sembra più uno sfogo emotivo che un'inversione di tendenza. Terzo: il vero sostegno strutturale di questa corsa dell'oro sono gli acquisti delle banche centrali, gli afflussi negli ETF e le preoccupazioni per il disavanzo fiscale e la sostenibilità del debito degli Stati Uniti. Questi fondamentali non sono spariti per via di un solo discorso di Warsh.
Quindi, nel breve termine, l'oro ha un supporto chiaro nella zona dei 4550. Se lo mantiene, il prezzo oscillerà in un range alto digerendo il movimento; per risalire dovrà prima recuperare la zona di resistenza tra 4600 e 4614. Se invece scende sotto i 4550, si aprirebbe lo spazio per una correzione più profonda. A decidere davvero la prossima direzione sarà il rapporto sulle buste paga non agricole (NFP) degli Stati Uniti, in uscita la prossima settimana: se i dati saranno forti, vorrà dire che l'economia si sta surriscaldando e la probabilità di aumenti dei tassi sale, con l'oro ancora sotto pressione; se saranno deboli, raffredderanno le aspettative di rialzo e l'oro avrà la possibilità di tornare sopra i 4600 per puntare ai 4700.
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Le informazioni e le pubblicazioni non sono intese come, e non costituiscono, consulenza o raccomandazioni finanziarie, di investimento, di trading o di altro tipo fornite o approvate da TradingView. Per ulteriori informazioni, consultare i Termini di utilizzo.
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