Indici USA - Cambio di leadership verso Nasdaq e Technology

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L’analisi comparata di S&P 500, Dow Jones e Nasdaq 100 sta iniziando a mostrare una divergenza particolarmente interessante, soprattutto considerando quale indice abbia guidato il mercato negli ultimi mesi e quale, invece, stia mostrando maggiore forza proprio durante l’attuale fase correttiva.

Partiamo da una premessa importante. Tra giugno e agosto è stato soprattutto il Dow Jones a sostenere il mercato americano. Dal 1° giugno fino al massimo registrato il 6 agosto, l’indice ha guadagnato circa l’8,6%, contro un rialzo vicino al 3% dell’S&P 500. Il Nasdaq 100, nello stesso periodo e fino al massimo del 14 agosto, aveva invece perso circa l’1,5%. La leadership era quindi evidente e il Dow aveva anche anticipato l’attuale correzione, registrando il proprio massimo circa dieci giorni prima dell’S&P 500.

Da quei massimi la situazione ha iniziato però a cambiare. L’S&P 500 ha costruito una sequenza di minimi decrescenti il 24 agosto, il 1° settembre e infine il 10 settembre, confermando una struttura ribassista intermedia. Il breakdown dell’ultimo minimo ha però mostrato immediatamente una prima anomalia, perché nella seduta successiva il prezzo è stato completamente riacquistato e ha chiuso nuovamente sopra il livello precedentemente perso. La struttura rimane quindi correttiva, ma il mercato non è riuscito per ora ad accettare prezzi inferiori.

Più debole appare invece il Dow Jones. Dopo il minimo del 20 agosto, il tentativo di rottura dei primi di settembre era stato respinto e aveva generato un forte recupero verso i massimi precedenti. La nuova gamba ribassista ha però portato il 9 settembre alla rottura effettiva del minimo precedente, confermando anche qui un trend intermedio al ribasso. A differenza dell’S&P 500, il rimbalzo di venerdì non è riuscito a recuperare il livello perso, che ha anzi respinto il prezzo dall’alto. È un dettaglio importante perché proprio l’indice che aveva guidato il mercato nei mesi precedenti sta ora mostrando una maggiore difficoltà nel recuperare.

Il comportamento del Nasdaq 100 è invece differente. Dopo essere stato l’indice più debole durante l’estate, non è riuscito a costruire nuovi massimi da giugno e ha subito una forte flessione tra giugno e fine luglio. Durante l’attuale correzione degli indici, però, questa debolezza relativa sembra essersi arrestata.

Il Nasdaq ha segnato un minimo il 25 agosto, mentre quello dei primi di settembre è stato rapidamente riacquistato. Ancora più interessante è quanto accaduto il 10 settembre, quando, mentre S&P 500 e Dow Jones rompevano i rispettivi minimi precedenti, il Nasdaq è riuscito a mantenerli, costruendo un minimo sensibilmente superiore a quello del 2 settembre. Non abbiamo ancora una struttura rialzista, ma abbiamo una prima evidente divergenza di price action. L’indice che nei mesi estivi aveva sottoperformato sta iniziando a mostrare maggiore capacità di assorbire le vendite proprio mentre gli altri due indici sviluppano strutture correttive più evidenti.

A rafforzare questa lettura arriva il COT Report. Sull’S&P 500 gli Asset Manager hanno aumentato le posizioni short, pur mantenendo un’esposizione complessiva fortemente orientata al rialzo. Sul Nasdaq, invece, la dinamica è opposta, con chiusure di posizioni short accompagnate dall’apertura di nuovi long. Price action e posizionamento iniziano quindi a raccontare una storia simile e suggeriscono un possibile ritorno dei capitali verso il comparto Technology.

Un’ulteriore conferma arriva dal SOX, l’indice dei semiconduttori. Dopo aver perso circa il 26% tra giugno e i minimi di fine luglio, dai primi di settembre il settore ha recuperato circa l’8%, mentre S&P 500 e Dow Jones continuavano a scendere e il Nasdaq rimaneva sostanzialmente laterale. Il fatto che proprio i semiconduttori, uno dei comparti maggiormente legati al tema dell’Intelligenza Artificiale, abbiano iniziato a sovraperformare il mercato rappresenta un altro possibile segnale di rotazione.

Ancora più interessante è quanto osservato sui Dark Pool. Il 4 settembre, su un ETF 3x long che replica il settore dei semiconduttori, è stato registrato il volume più elevato dell’intera storia dello strumento, pari a circa 422 milioni di dollari. L’ingresso è avvenuto proprio nella parte bassa del movimento sviluppato da giugno, rendendo il dato particolarmente significativo in combinazione con il recupero successivo del SOX.

Un segnale simile è arrivato anche sul QQQ, dove è stato registrato un Rank 1 superiore ai 2 miliardi di dollari. Venerdì il prezzo è riuscito inoltre a riportarsi in chiusura sopra il livello sul quale era stato registrato questo importante ingresso di liquidità. Presi singolarmente questi dati non sarebbero sufficienti per decretare un cambio di leadership, ma diventano molto più interessanti quando vengono inseriti all’interno della divergenza che stiamo osservando tra i tre indici.

Il quadro che emerge è quindi quello di un possibile passaggio di testimone dal Dow Jones al Nasdaq 100. Il Dow, dopo aver guidato il mercato durante l’estate, sta mostrando una struttura più debole, mentre il Nasdaq, reduce da mesi di sottoperformance, sta iniziando a tenere meglio proprio durante la correzione. A questo si aggiungono il miglioramento dei posizionamenti degli Asset Manager, la forza relativa dei semiconduttori e importanti ingressi di liquidità su strumenti legati al Nasdaq e al SOX.

La conferma dovrà però arrivare dal prezzo. Sul future continuous del Nasdaq 100 l’area dei 29.800 punti rappresenta il livello chiave. Una rottura confermata, seguita dalla capacità di mantenere il prezzo sopra questa zona nelle sedute successive, rafforzerebbe sensibilmente l’ipotesi che sia stato costruito un minimo e che il Nasdaq stia tornando progressivamente a prendere la leadership del mercato americano. Se questa lettura fosse corretta, la forza del Technology e dei semiconduttori potrebbe quindi anticipare anche la conclusione del pullback degli altri principali indici.

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