Guardo il monitor e poi guardo fuori dalla finestra. Il Dow Jones Industrial Average — l'indice per definizione a vocazione industriale, quello che dovrebbe riflettere più di ogni altro l'economia reale fatta di fabbriche, logistica e consumi fisici — è di nuovo in zona massimi storici, con il futures E-Mini che nella sessione odierna tocca area 49.700 prima di cedere l'1% in chiusura. Nel frattempo l'Agenzia Internazionale dell'Energia stima che i costi medi dell'elettricità industriale in Europa siano ancora il doppio rispetto ai livelli pre-2021, e la geopolitica ha smesso da tempo di essere rumore di fondo per diventare una variabile strutturale che ridisegna le rotte commerciali ogni settimana. Le due cose coesistono. Me le tengo in testa insieme e cerco di trovare un filo logico che le connetta.
Non ci riesco del tutto. Ma ci ho lavorato abbastanza da capire dove stava l'errore.
Per anni ho usato un framework analitico calibrato su un'economia industriale classica: costi di produzione in salita, margini compressi, multipli che si contraggono. Guardando il Dow — un paniere che include colossi come Caterpillar, Boeing, 3M, aziende che il costo dell'energia lo sentono davvero sul conto economico — mi aspettavo una lettura più aderente a quel modello. Invece il mercato continua a prezzare aspettative future, non costi presenti, e le aspettative incorporano una resilienza dei margini che i dati macro che leggo ogni giorno faticano a supportare. Il mercato non è irrazionale. Sta leggendo variabili che il mio modello sottopesa. Questo è un problema mio, non del mercato.
Detto questo, rimane un dato strutturale difficile da ignorare. Guardando il grafico daily dell'E-Mini Dow, la struttura tecnica racconta una storia più cauta di quanto il livello assoluto dei prezzi lasci intuire: il massimo recente in area 52.000 ha generato una sequenza di lower high progressivi, la regressione lineare di lungo periodo è chiaramente discendente, e il prezzo attuale — intorno a 44.300 dopo la chiusura di oggi — si trova in una zona di compressione tra il pivot a 47.020 e i supporti S1/S2 rispettivamente a 45.349 e 44.317. L'RSI a 62 non segnala ipercomprato estremo, ma il Momentum sta rallentando e l'ATR a 716 punti indica una volatilità giornaliera che rende qualunque posizione di swing notturna un esercizio ad alto rischio di slippage.
Quindi lo dico chiaramente: su questi livelli, con questo contesto, non ho un vantaggio analitico sufficiente per costruire posizioni di swing trading di giorni con un rapporto rischio/rendimento accettabile.
Per cui piuttosto che sbattere la testa ripetutamente contro un muro preferisco continuare a fare analisi, ma limitare la mia operatività sull'azionario.
Non ci riesco del tutto. Ma ci ho lavorato abbastanza da capire dove stava l'errore.
Per anni ho usato un framework analitico calibrato su un'economia industriale classica: costi di produzione in salita, margini compressi, multipli che si contraggono. Guardando il Dow — un paniere che include colossi come Caterpillar, Boeing, 3M, aziende che il costo dell'energia lo sentono davvero sul conto economico — mi aspettavo una lettura più aderente a quel modello. Invece il mercato continua a prezzare aspettative future, non costi presenti, e le aspettative incorporano una resilienza dei margini che i dati macro che leggo ogni giorno faticano a supportare. Il mercato non è irrazionale. Sta leggendo variabili che il mio modello sottopesa. Questo è un problema mio, non del mercato.
Detto questo, rimane un dato strutturale difficile da ignorare. Guardando il grafico daily dell'E-Mini Dow, la struttura tecnica racconta una storia più cauta di quanto il livello assoluto dei prezzi lasci intuire: il massimo recente in area 52.000 ha generato una sequenza di lower high progressivi, la regressione lineare di lungo periodo è chiaramente discendente, e il prezzo attuale — intorno a 44.300 dopo la chiusura di oggi — si trova in una zona di compressione tra il pivot a 47.020 e i supporti S1/S2 rispettivamente a 45.349 e 44.317. L'RSI a 62 non segnala ipercomprato estremo, ma il Momentum sta rallentando e l'ATR a 716 punti indica una volatilità giornaliera che rende qualunque posizione di swing notturna un esercizio ad alto rischio di slippage.
Quindi lo dico chiaramente: su questi livelli, con questo contesto, non ho un vantaggio analitico sufficiente per costruire posizioni di swing trading di giorni con un rapporto rischio/rendimento accettabile.
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Giuseppe M. Pelle
Declinazione di responsabilità
Le informazioni e le pubblicazioni non sono intese come, e non costituiscono, consulenza o raccomandazioni finanziarie, di investimento, di trading o di altro tipo fornite o approvate da TradingView. Per ulteriori informazioni, consultare i Termini di utilizzo.
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