Il Grande Inganno dell'Oro: Lezione dalla Guerra in IranIl 28 febbraio 2026 i mercati hanno vissuto un momento che sembrava uscito da un manuale. I missili hanno cominciato a sorvolare il cielo iraniano, il petrolio ha superato i 100 dollari al barile e le borse mondiali hanno accelerato al ribasso. Gli investitori di tutto il mondo hanno fatto l'unica cosa che sembrava logica: comprare oro. Il riflesso è stato immediato e razionale. Il metallo giallo, che aveva già toccato 5.602 dollari l'oncia il 29 gennaio, ha risposto positivamente, superando quota 5.400 dollari nel giro di pochi giorni. Il copione sembrava scritto: guerra in Medio Oriente, petrolio in rialzo, incertezza globale, oro verso nuovi massimi. Poi il copione è stato strappato.
Nelle settimane successive, nonostante la guerra non accennasse a diminuire di intensità, l'oro ha smesso di salire. Prima ha ristagnato, poi ha ceduto piano piano, e infine è crollato. Dal picco di gennaio fino al minimo di circa 4.100 dollari toccato a fine marzo, il metallo ha perso quasi il 25%. Chi aveva comprato oro come copertura contro la guerra si è ritrovato con perdite significative proprio nel momento in cui si aspettava protezione.
Per capire cosa è successo bisogna distinguere due tipi di crisi: quelle che generano paura per il futuro e quelle che generano problemi nell'immediato. Quando gli investitori temono il futuro — recessioni, crisi di sistema, default sovrani — l'oro brilla. Ma la guerra in Iran ha innescato un meccanismo diverso, più insidioso: ha fatto esplodere il prezzo del petrolio, e il petrolio caro significa inflazione. E l'inflazione cambia il calcolo della Federal Reserve. La catena logica è semplice ma devastante per il metallo giallo: il petrolio sopra 100 dollari spinge le aspettative di inflazione al rialzo, i mercati iniziano a prezzare meno tagli dei tassi Fed o addirittura nuovi rialzi, i rendimenti reali dei Treasury salgono, il dollaro si rafforza, e l'oro — che non genera reddito — perde attrattività rispetto a un T-bill che rende il 5%. Quello che sembrava uno shock geopolitico si è trasformato in uno shock inflazionistico, e l'oro ha reagito di conseguenza: cedendo.
C'è poi un'equazione che chi opera sui metalli preziosi non può ignorare: oro e dollaro si muovono in direzioni opposte. Le crisi petrolifere, paradossalmente, tendono a rafforzare il dollaro — il petrolio viene scambiato in biglietti verdi, i paesi importatori ne hanno bisogno in quantità crescenti, e la valuta americana consolida il suo ruolo di rifugio assoluto nelle fasi di massima tensione. Il risultato è stato un DXY in rialzo proprio mentre le bombe cadevano sull'Iran, esattamente il contrario di quello che serve all'oro per performare. Rendimenti reali alti e dollaro forte sono, combinati, il contesto più avverso possibile per un asset che non genera cash flow. In questo scenario, non c'è tensione geopolitica che tenga.
A questo si è aggiunto un secondo fattore, spesso sottovalutato. Nel 2025, l'oro aveva messo a segno uno dei migliori rally degli ultimi decenni: oltre il 65% in dodici mesi, gonfiando posizioni a leva enormi su futures ed ETF auriferi. Quando i mercati azionari sono crollati con l'inizio della guerra, le margin call si sono moltiplicate. Gli investitori avevano bisogno di liquidità in tempi rapidi, e l'oro — essendo un asset estremamente liquido — è diventato la fonte più immediata di cassa. Non perché fosse considerato un cattivo investimento: semplicemente perché era la cosa più facile da vendere. Quello che i mercati hanno prodotto non è stata la classica flight to quality, ma una corsa alla liquidità pura. In quello scenario, l'oro non è il porto sicuro — è il bancomat.
Il comportamento visto durante la guerra in Iran non è anomalo: è perfettamente in linea con ogni conflitto degli ultimi decenni. Durante la guerra Russia-Ucraina nel 2022, l'oro è salito di circa il 15% nelle prime settimane, poi ha ceduto tra il 15 e il 18% non appena la Fed ha iniziato ad alzare i tassi in risposta all'inflazione scatenata dal conflitto. Stesso schema durante la Guerra del Golfo e la Guerra in Iraq: rialzi iniziali tra il 17 e il 19%, seguiti da correzioni significative con il progredire del conflitto e la ricalibrazione delle aspettative macro. Il pattern si ripete sempre uguale: spike immediato da panico, normalizzazione, poi dominanza delle variabili macro. L'oro protegge dal "giorno uno" della guerra, non dalla recessione che la guerra può generare.
Tutto questo non significa che l'oro sia un asset da abbandonare. Significa che va compreso per quello che è davvero. L'oro è una copertura contro la perdita di potere d'acquisto nel lungo periodo, contro la de-dollarizzazione e contro il deterioramento strutturale delle finanze pubbliche globali — non una polizza assicurativa automatica da attivare alla prima notizia di guerra. Le banche centrali mondiali continuano ad accumularlo nelle loro riserve, e grandi case come UBS, Deutsche Bank e Société Générale mantengono target tra i 6.000 e i 6.200 dollari l'oncia entro fine 2026. I fondamentali strutturali non sono cambiati. Ma il trader che usa l'oro come rifugio tattico deve capire che la protezione funziona solo quando i rendimenti reali scendono e il dollaro si indebolisce. Quando accade il contrario — come è successo durante la guerra in Iran — l'oro non solo non protegge: può amplificare le perdite. Monitorare il DXY e i Treasury reali a 10 anni è, per chi opera su XAUUSD, altrettanto fondamentale quanto seguire il prezzo del metallo stesso.
Idee della community
Avviso Bitcoin: la correzione prepara il prossimo rialzoBitcoin si muove all’interno di un canale ascendente chiaramente definito. Dopo aver raggiunto il limite superiore, il prezzo ha effettuato una correzione significativa verso il limite inferiore del canale — ma ciò che conta davvero è la reazione in quest’area. Invece di continuare a scendere, il prezzo è stato respinto con decisione, lasciando una candela con ombra che indica l’ingresso degli acquirenti.
Se il momentum rialzista continua, il prezzo potrebbe tornare a testare il limite superiore del canale. Nel contesto attuale, questo scenario rimane valido e, con un aumento del momentum, è possibile una rottura con ulteriore estensione al rialzo.
Tuttavia, il rischio non va ignorato: se il prezzo chiude chiaramente al di sotto del limite inferiore del canale, la struttura rialzista verrebbe compromessa. In tal caso, il mercato potrebbe entrare in una correzione più profonda nel breve termine.
E se avessimo già visto il minimo?Diciamocelo chiaro: i mercati azionari sono cinici davanti alla guerra.
Anzi, se ne fregano proprio!
Se prendiamo la stagionalità storica dell'indice S&P 500 nei maggiori eventi geopolitici dal 1939 ad oggi notiamo che dopo 30/40 giorni dal conflitto, il mercato segna già nuovi massimi.
Ovviamente ci sono casi peggiori ma in media funziona così.
E oggi cosa sta succedendo?
S&P 500 ha segnato un minimo intorno al 23esimo giorno di guerra (un po' in ritardo rispetto alla media storica) a -8.69%.
Da lì è rimbalzato violentemente recuperando un 8.55% dai minimi del 30 marzo.
Prendendo per buona l'analisi storica, dovremmo aver già toccato il minimo di questo evento geopolitico.
E voi cosa ne pensate? L'indice americano tornerà a salire?
Non solo Nvidia: Intel e la nuova spinta del comparto TechUn saluto a tutti i trader, questa settimana il mercato americano ha ritrovato il suo motore principale: il settore Tech. Ma se Nvidia e i soliti giganti hanno spinto gli indici, la vera sorpresa – e probabilmente la miglior performance del comparto – è stata Intel (INTC).
Il movimento di Intel è stato incredibile. Mentre i competitor consolidavano o crescevano con moderazione, INTC ha letteralmente rotto gli indugi. Ecco i punti chiave che ho osservato:
Ritorno alla leadership: Intel non è più solo la "vecchia gloria" in cerca di identità. Con l'accelerazione su Gaudi 3 e l'operazione strategica sulla Fab 34 in Irlanda, ha dimostrato di avere di nuovo il controllo della propria roadmap finanziaria e tecnologica.
Performance a confronto: In una settimana dove NVDA, AMD e TSM hanno marciato bene, Intel ha staccato tutti con un rally che sfiora il +20%. È il segnale che il mercato sta premiando la "storia di recupero" (recovery play) più di ogni altra cosa.
Il traino dei Big: Non dimentichiamoci di Google (GOOGL) e Meta, che hanno dato quella solidità necessaria per mantenere il Nasdaq sopra i livelli critici, confermando che i flussi di capitale stanno tornando prepotentemente sui titoli a crescita garantita.
Il mio take:
Siamo davanti a una rotazione settoriale interna al tech. Se Nvidia rimane il re dell'AI, Intel sta dimostrando di poter essere il predatore che nessuno si aspettava più. Ora la sfida è confermare questi volumi nella prossima ottava: se il breakout tiene, abbiamo spazio per correre ancora.
Come sempre un saluto con un grande abbraccio.
Grazie ciao Mauro
Vi cito le mie tre regole che coltivo costantemente:
Pazienza, disciplina ed avere sempre un piano.
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nuova settimana per gold,
situazione usa iran e hormuz non buona. sempre un disastro.
ogni giorno cambi di rotta e casualmente sempre nei weekend,
attenzione
al momento io opero prevalentemente di price action e news.
il mio setting è cosi ora:
W : SHORT
D : LONG
H4: LONG
i dati cpi di venerdi sono risultati sotto le attese. non buono. possiamo aspettarci che la fed tenga i tassi stabili per molto piu tempo?
e l'inflazione? se peggiora potrebbe arrivare ad alzarli e questo non sarà bello per gold.
al momento mi aspetto che possa ancora scendere gold e cercare punti piu liquidi sotto.
ma non ho la struttura per shortarlo al momento. quindi aspetto candela di oggi LUNEDI molto importante e quando si allineeranno i miei tf principali seguirò short. tanto come sapete io opero swing quindi non ho fretta di entrare.
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InimmaginabileSocietà che negli anni passati ha avuto qualche problema legale per aver facilitato i ricoveri è stata punita dal mercato con un ribasso “mostruoso”
Il fatturato ed i ricavi tuttavia continuano a salire e i volumi pazzeschi mostrano l’interesse sul titolo
Settimana scorsa il breakout confermato ha attivato il nuovo target a 27,5$ e ho subito colto l’occasione per iniziare ad accumulare con l’ottica di un rialzo (devastante) sul medio - lungo termine che potrebbe facilmente andare a triplicare la quotazione attuale
Seguiranno aggiornamenti su timeframe più bassi
Chiedo come sempre di mettere un like se le idee sono di gradimento
Eventuali commenti sono sempre ben accetti
Buon weekend
Scenario interessante per HerbalifeDopo un periodo di forti cali, iniziato a fine 2021 e protrattosi fino agli inizi del 2025, Herbalife ha mostrato un ritorno di interesse. Nel grafico mensile, con volumi verticali e orizzontali, bande di Bollinger ed un oscillatore, si osserva un lieve ma significativo ritorno degli acquisti, accompagnato da una formazione volumetrica che si sviluppa al di sotto dei prezzi attuali.
La salita degli ultimi mesi è stata molto interessante: dai minimi di novembre, con apertura in area 8,10 dollari, il titolo è arrivato fino a un massimo di periodo in area 20,40 dollari, prima di avviare un fisiologico ritracciamento.
Come si nota, i prezzi hanno superato ampiamente la banda superiore mensile di Bollinger e, allo stesso tempo, l’oscillatore in basso ha fornito un segnale di vendita; nonostante ciò, lo spunto rialzista ha interrotto almeno nel breve e nel medio il trend ribassista di fondo e ha creato le premesse, anche grazie al POC dei volumi orizzontali, per un possibile scenario più costruttivo.
Un eventuale ritracciamento verso area 13–12,5 dollari potrebbe essere salutare per scaricare un po’ di eccesso e provare poi un nuovo allungo, con primo target in area 20 dollari e successivamente verso 24 dollari. Al contrario, una discesa sotto gli 8 dollari andrebbe a invalidare i progressi recenti e a riaprire lo scenario di debolezza.
La normalizzazione dello Stretto di Hormuz sarà lungaLe operazioni militari lanciate dagli Stati Uniti e da Israele contro l’Iran sabato 28 febbraio hanno avuto un forte impatto sui mercati finanziari internazionali attraverso i vincoli di offerta di petrolio, gas naturale e fertilizzante urea, che normalmente transitano attraverso lo Stretto di Hormuz.
Questi dati sono ormai ben noti a tutti e la narrativa dominante tende a ritenere che la futura riapertura dello stretto (poiché, siatene certi, questa crisi finirà come tutte le crisi geopolitiche del passato) segnerà la fine immediata delle pressioni macroeconomiche.
La situazione è più complessa, poiché non basta premere un pulsante (on/off) per riavviare il sistema di produzione di petrolio e gas nel e attorno al Golfo Persico. Attualmente, circa il 50% della capacità produttiva energetica è fermo nella regione e i flussi di esportazione sono solo al 30% dei volumi precedenti al 28 febbraio.
Ricordiamo i fattori fondamentali principali:
• Il 25% delle esportazioni mondiali di petrolio greggio passa attraverso lo Stretto di Hormuz
• Il 20% delle esportazioni mondiali di gas naturale liquefatto
• Il 35% delle esportazioni mondiali di fertilizzante urea
• La maggior parte di queste esportazioni è destinata all’Asia (80%), il cuore della crescita economica globale
La riapertura dello Stretto di Hormuz sarà certamente un’ottima notizia geopolitica e macroeconomica. Rappresenterà il primo passo verso un ritorno alla situazione precedente al 28 febbraio, ma il processo di normalizzazione non richiederà solo pochi giorni. Saranno necessarie diverse settimane per una completa normalizzazione di:
• L’intero sistema produttivo di petrolio e gas del Golfo Persico, talvolta con diverse settimane per riavviare impianti completamente fermati
• Diverse settimane per riorganizzare e ripristinare il trasporto marittimo tramite
superpetroliere, come indicato dall’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO) con sede a Londra
• Durante questo periodo, le scorte globali continueranno a diminuire e dovranno essere ricostituite
• Dopo diverse settimane, il sistema globale di produzione e trasporto dell’energia tornerà operativo, ma resterà un premio per il rischio geopolitico e costi assicurativi significativamente più elevati per le petroliere rispetto al periodo precedente al 28 febbraio
La tabella seguente mostra i vincoli attuali e futuri sull’offerta di petrolio, gas e urea.
Sarà quindi necessario del tempo, probabilmente diverse settimane, affinché i prezzi del petrolio e del gas si normalizzino sui mercati finanziari, e ci sarà un impatto rialzista sui tassi di inflazione nominale a livello globale. La reazione complessiva delle principali banche centrali è ancora incerta, ma è importante ricordare che il primo giorno della riapertura dello Stretto di Hormuz non segnerà la fine immediata della crisi economica.
L’infografica seguente mostra la navigazione delle petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz (fonte: MarineTraffic).
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WisdomTree - Tactical Daily Update - 10.02.2026Borse globali in cerca di stabilità, sale ancora Wall Street.
Israele accoglie proposta Usa di cercare un accordo col governo libanese.
Prezzo del petrolio fatica a scendere, ma siamo a -15% dai massimi recenti.
Bitcoin in recupero, oltre 72 mila Dollari. Bond mkt più tranquillo.
Le Borse europee archiviano la seduta con il segno meno, mentre la tregua tra Stati Uniti e Iran mostra crepe evidenti sotto il peso degli attacchi israeliani in Libano. Il quadro geopolitico resta il vero regista dei mercati: secondo la Nbc, il presidente Usa Trump avrebbe chiesto al premier israeliano Netanyahu di ridurre l’intensità delle operazioni militari, nel tentativo di non compromettere i negoziati.
Sul fronte azionario, il bilancio europeo di ieri è disomogeneo: Francoforte -1,14%, Parigi -0,22%, Londra -0,05%, mentre Milano ha guadagnato +0,50%.
A Wall Street, è prevalso un cauto ottimismo alimentato dalla prospettiva di nuovi colloqui tra Israele e Libano, previsti la prossima settimana a Washington: Dow Jones +0,58%, Nasdaq +0,83%, S&P500 +0,62%, segno che gli investitori continuano ad aggrapparsi a ogni spiraglio negoziale, anche quando il contesto resta fragile.
Il nodo cruciale resta lo Stretto di Hormuz, il cui traffico continua a essere limitato, mantenendo alta la tensione sui mercati energetici. Teheran accusa Stati Uniti e Israele di aver violato il cessate il fuoco e insiste affinché il Libano venga incluso in un eventuale accordo di pace.
Israele, dal canto suo, punta su un doppio binario: negoziare separatamente con Beirut, continuando però le operazioni militari sul territorio libanese anche dopo la tregua con l’Iran. Una strategia che complica ulteriormente il quadro.
Sul fronte diplomatico, si moltiplicano segnali contrastanti: mentre si parla di un possibile incontro tra delegati statunitensi e iraniani in Pakistan, Teheran smentisce che la propria delegazione sia già in viaggio verso Islamabad. Tradotto: la diplomazia si muove, ma senza una direzione chiaramente definita.
Nel frattempo, il petrolio riflette questa incertezza. Stamattina i prezzi salgono dell’1%, ma il bilancio settimanale resta pesante, con un calo complessivo del -11%. Il mercato oscilla tra due poli opposti: da un lato il rischio geopolitico, dall’altro la speranza di una normalizzazione che riporti flussi regolari attraverso Hormuz.
Un possibile punto di svolta arriva da Israele: Netanyahu ha dichiarato di aver autorizzato negoziati diretti con il Libano “il prima possibile”, aprendo a un confronto focalizzato sul disarmo di Hezbollah e sulla costruzione di relazioni più stabili tra i due Paesi. Un’apertura significativa, accompagnata dall’apprezzamento per la proposta libanese di smilitarizzare Beirut.
Passando ai fondamentali economici, i dati macro americani pubblicati ieri restano in secondo piano, anche perché in parte riferiti a febbraio, quindi precedenti all’escalation del conflitto. Le richieste di disoccupazione ricorrenti scendono a 1,79 milioni dai precedenti 1,83, battendo le attese e segnando i minimi degli ultimi due anni. Sul fronte inflazione, il Pce di febbraio cresce del 2,8%, in linea con le previsioni, mentre la componente core si attesta al 3%, in calo rispetto al 3,1% precedente.
L’attenzione si sposta ora sul dato CPI di marzo, atteso oggi: le stime indicano un possibile balzo dell’inflazione annua al +3,4% dal +2,4%, spinta dall’aumento dei prezzi energetici legati alla guerra. Uno scenario che rafforzerebbe la posizione restrittiva della Fed sui tassi.
Nonostante tutto, Wall Street si avvicina alla stagione delle trimestrali in grande salute I principali indici, S&P500, Dow Jones, Nasdaq e Russell2000, restano a una distanza contenuta, tra -2,5% e -5,1% dai massimi storici.
Come da copione, saranno le banche ad aprire le danze: Goldman Sachs il 13 aprile, seguita il 14 aprile da JPMorgan, Wells Fargo, Citigroup e BlackRock. Il 15 aprile toccherà a Bank of America e Morgan Stanley. Subito dopo entreranno in scena i big tech: Netflix il 16 aprile, Tesla il 22, Alphabet e Microsoft il 29, Meta e Apple il 30, Amazon il 1° maggio, Nvidia il 20 maggio. Attenzione anche al comparto energetico, con Chevron ed Exxon attese ai conti il 1° maggio.
Le previsioni restano incoraggianti: secondo FactSet, gli utili dell’S&P500 dovrebbero crescere del +13,2% nel primo trimestre 2026, rispetto al +12,8% stimato a fine 2025, segnando il sesto trimestre consecutivo di crescita a doppia cifra.
Intanto, i mercati asiatici si muovono in territorio positivo, pur con il fiato corto. Il Kospi +1,75%, Nikkei 225 +1,8%, Hang Seng +0,6%, Taiex +1,5%, Nifty 50 +1%, mentre l’S&P/ASX 200 perde -0,3%. Il CSI 300 cinese guadagna +1,2%, sostenuto anche da segnali di ripresa dei prezzi: inflazione al consumo a +1% annuo e prezzi alla produzione in crescita per la prima volta in oltre tre anni.
Tra le materie prime, l’oro resta stabile a 4.760 dollari l’oncia, l’argento a 76,0 dollari, con il metallo giallo in rialzo per la terza seduta consecutiva e per la terza settimana (+1,9%). Il dollaro si avvia verso la peggior settimana da fine gennaio (-1,5%).
Capitolo criptovalute: il Bitcoin supera i 72mila dollari per la prima volta in un mese. Secondo il Financial Times, il transito nello Stretto di Hormuz potrebbe essere pagato in Bitcoin, con un costo di 1 dollaro per barile e un potenziale giro d’affari stimato da JPMorgan in 90 miliardi di dollari.
Sul mercato obbligazionario, il Treasury decennale rende 4,28%, il BTP italiano 3,75%, con il future sul decennale nazionale in rialzo di oltre +2% in poche settimane, evento che non si verificava dal luglio 2024. In questo contesto, la direttrice del FMI Kristalina Georgieva avverte: un’ulteriore escalation energetica potrebbe richiedere interventi rapidi delle banche centrali.
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Il Nasdaq è sottovalutato?Il Nasdaq è ritornato al centro della scena dopo sole 7 sedute di rialzi consecutivi.
La serie più lunga da settembre 2025.
L'indice infatti è risalito del 14% dai minimi di fine marzo, riconquistando le media a 50, 100 e 200 periodi.
E' anche ritornato sopra i livello pre-conflitto.
Ma cosa è cambiato rispetto a prima?
Il paradosso delle valutazioni
La prima cosa che salta subito all'occhio è che rispetto al periodo pre-conflitto le valutazioni sono decisamente più generose.
Il PE forward del Nasdaq è passato da 28 a 21.
Si tratta dei minimi del 2025 (Liberation Day), 2022 (shock inflazione e tassi) e 2020 (Covid).
Ogni volta che il multiplo ha toccato questi livelli negli ultimi 5 anni, è seguito un rimbalzo significativo.
Ma il dato più eloquente viene dal rapporto PEG (PE diviso per il CAGR degli EPS a 3 anni).
Il PEG del settore tecnologico americano è crollato a 0.6x, il livello più basso dal periodo post crisi 2008 o 2000.
Un PEG a tali livelli implica, per definizione, che il mercato sta pagando una frazione della crescita degli utili, o alternativamente, che sta scontando un crollo degli utili futuri che gli analisti non vedono ancora.
Almeno sul piano delle metriche storiche il settore tecnologico è in una situazione in cui c'è un valore relativo significativo, a patto naturalmente che gli utili reggano.
Per questo sarà importante seguire attentamente la trimestrale che inizierà a breve.
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🌞 BUON GIORNO A TUTTI🌞
Oggi ancora giornata di attesa per me, abbiamo ultimatum di trump, domani abbiamo la fomc e venerdi cpi.
settimana delicata.
situazione price action macro disallineata.
W- short
D- long
h4-short
per il momento resto attento e in attesa.
🧠 Situazione macro:
Guerra / geopolitica (driver principale)
Tensione USA–Iran altissima
Possibili attacchi / chiusura Hormuz
ultimatum trump
🧠 Dollaro + tassi
Dati lavoro USA forti → niente tagli Fed
Yield alti = pressione su gold
🧠Inflazione (evento chiave)
CPI in arrivo (10 aprile)
Atteso forte aumento
👉 Se inflazione alta:
Fed hawkish → probabile gold giù
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6 aprile 2026 - Analisi in tempo reale dell'oro6 aprile 2026 - Analisi in tempo reale dell'oro
1️⃣ Dati sui Non-Farm Payrolls – L'impatto negativo è stato scontato dal mercato, ma non ancora pienamente riflesso.
La probabilità di un taglio dei tassi da parte della Fed a giugno è crollata dal 20% al 2%, causando un'impennata del dollaro e dei rendimenti dei titoli del Tesoro statunitensi.
Problema chiave: a causa della festività del Venerdì Santo, questo importante fattore negativo non è ancora stato pienamente incorporato nel prezzo di mercato.
A quattro ore dall'apertura della sessione di trading asiatica, la reazione del mercato a questa notizia negativa rappresenta la variabile più importante per lunedì.
Due possibilità:
Apertura in ribasso: riflette direttamente l'impatto negativo dei dati sui Non-Farm Payrolls, testando i livelli di supporto a 4600 o addirittura 4550.
Apertura piatta/in leggero ribasso seguita da stabilizzazione: indica che il mercato ritiene che l'impatto negativo sia già stato scontato, con un forte supporto nell'area 4550-4600.
2️⃣ Situazione geopolitica – Il rifiuto dell'Iran di incontrare gli Stati Uniti a Islamabad genera una combinazione di fattori negativi: domanda di beni rifugio (positiva) e aspettative di rialzi dei tassi di interesse (negativa).
Attualmente, il mercato si trova in una tipica fase di "divergenza".
Analisi tecnica
Livelli di resistenza:
4680-4700-4720: Livelli di supporto chiave per i ribassisti
4750-4780
4800
Livelli di supporto:
4640-4650: Area di supporto sul grafico orario
4600: Livello psicologico/forte supporto
4550-4560: Grafico settimanale
Come mostrato nel grafico: il limite inferiore del canale rialzista all'interno dell'intervallo $4550-$4600 non è stato ancora rotto.
La struttura rialzista di medio termine rimane intatta.
Strategia principale:
"Osservare l'andamento dei prezzi in apertura, cercare supporto durante i ritracciamenti e non fare supposizioni su trend unidirezionali": i dati sui non-farm payrolls saranno inevitabilmente negativi, ma non è ancora chiaro come il mercato li interpreterà.
Nei primi 15-30 minuti dopo l'apertura, osservare attentamente e operare il meno possibile, lasciare che il mercato "si esprima" e prestare attenzione alla reazione del supporto nella fascia $4550-$4600.
Attendere un ritracciamento per andare long (preferibile).
Condizioni di ingresso: Un ritracciamento verso l'area 4600-4630 dopo l'apertura del mercato, con un segnale di stabilizzazione a 15 minuti.
Livello di stop-loss: Sotto 4580.
Primo obiettivo: 4680-4700.
Secondo obiettivo: 4750.
Non operare nei primi 15 minuti dall'apertura del mercato: lascia che il mercato assimili gli ordini overnight ed evita di farti ingannare dalla "falsa volatilità".
Non scommettere sui gap direzionali: notizie negative dai dati sui salari non agricoli e avversione al rischio geopolitico coesistono; esistono logiche sia rialziste che ribassiste, e la probabilità di scommettere con successo su un gap direzionale è molto bassa.
Presta attenzione alla sessione di trading asiatica: dalle 6:00 alle 10:00 è il periodo con la minore liquidità e la volatilità potrebbe amplificarsi.
Lunedì: la sessione di trading asiatica sarà influenzata negativamente per la prima volta dai dati sui salari non agricoli, che determineranno l'andamento dell'apertura settimanale.
Da lunedì a mercoledì: gli sviluppi in Medio Oriente e i progressi nei negoziati per il cessate il fuoco influenzeranno il premio per i beni rifugio.
Mercoledì: pubblicazione dei dati sull'inflazione (CPI) di marzo negli Stati Uniti. Se l'inflazione supera le aspettative → aumentano le aspettative di rialzo dei tassi di interesse → pressione sui prezzi dell'oro; Se l'inflazione è inferiore alle aspettative → aumentano le aspettative di un taglio dei tassi di interesse → i prezzi dell'oro rimbalzano.
Tendenza generale di questa settimana: la continua forza del dollaro USA eserciterà una pressione al ribasso sui prezzi dell'oro.
Previsione principale: questa settimana i prezzi dell'oro potrebbero mostrare un andamento "prima in calo, poi in rialzo". All'inizio della settimana, il mercato assorbirà l'impatto negativo dei dati sui salari non agricoli, testando il livello di supporto di 4600-4550; l'andamento nella seconda metà della settimana dipenderà dai dati sull'inflazione (CPI): se i dati saranno deboli, i prezzi dell'oro potrebbero tornare sopra quota 4700; se i dati saranno positivi, i prezzi dell'oro potrebbero ritestare quota 4550.
Quale logica dominerà l'apertura: l'impatto negativo dei dati sui salari non agricoli o l'avversione al rischio geopolitico? Nessuno può prevederlo.
Ma quello che possiamo fare è: non fare supposizioni, non scommettere, non aspettare, ma aspettare che il mercato apra, lasciare che il mercato reagisca preventivamente e poi reagire di conseguenza. Se non volete subire passivamente perdite in mercati volatili, sentitevi liberi di seguirmi. Posso monitorare il mercato per voi; la responsabilità delle operazioni spetta a voi. Ci vediamo all'apertura dei mercati.
La Liquidità nel Forex Non Esiste (te lo spiego)Tutto quello che ti hanno raccontato sulla liquidità nel forex è sbagliato (o quasi, e ora te lo spiego).
No, gli istituzionali non vedono i tuoi stop-loss , Ma questo non significa che tu sia al sicuro.
Dirò una cosa che farà discutere: la liquidità nel forex non funziona come te l'hanno venduta.
Nessun istituzionale ha un monitor con il tuo nome e il tuo stop-loss evidenziato in rosso.
Non esiste un grande order book centralizzato.
Non c'è qualcuno che dice "andiamo a prendere gli stop di Martina".
Eppure — e qui sta il paradosso — quelle spike che prendono gli stop e poi mandano il prezzo nella direzione "giusta" le vediamo tutti, ogni giorno.
Quindi come funziona davvero?
Il Forex È Decentralizzato. Punto.
Partiamo dalla base strutturale: il forex non ha un mercato centrale come quello azionario. Esistono decine di liquidity provider, banche, istituzioni — ognuno con il proprio flusso di ordini, ognuno con la propria visione parziale del mercato.
Quando senti frasi del tipo "gli istituzionali vedono i tuoi stop e vengono a prenderteli", stai ascoltando qualcuno che non ha mai aperto un testo di microstruttura dei mercati.
Nessuno vede il tuo stop-loss specifico.
Ma allora perché quella dinamica si ripete quasi meccanicamente?
Perché non serve vedere il tuo stop per sapere dove si trovano gli stop della massa.
I Pattern Sono Comportamento Umano, Non Magia Nera
Gli stop-loss si accumulano sempre negli stessi punti.
Non è una coincidenza: è psicologia collettiva.
👉🏼 Sopra un massimo troppo pulito
👉🏼 Sotto un minimo evidente
👉🏼 Vicino a livelli tondi (1.1000, 1.2500…)
👉🏼 Dopo candele impulsive
👉🏼 Su doppi minimi "da manuale"
👉🏼 Su figure tecniche classiche, quelle che insegnano in tutti i corsi
Questo è comportamento umano ripetibile e statisticamente prevedibile.
Non servono informazioni privilegiate per saperlo — serve esperienza, statistica, e una comprensione solida della psicologia delle masse.
Le istituzioni non guardano i tuoi ordini. Guardano dove è probabile che la massa li metta.
Chi Sono Davvero i "Big"?
C'è molta confusione su questo punto, e vale la pena chiarirlo una volta per tutte:
I "big" non sono i cattivi di un film che vogliono fregarti lo stop.
Sono entità che muovono il mercato per ragioni strutturali : market maker, prime broker, banche d'investimento, hedge fund.
Soggetti che operano con volumi nell'ordine di decine o centinaia di milioni per singola posizione.
E questo crea un problema pratico molto concreto: non possono entrare a caso. Hanno bisogno di liquidità per eseguire i loro ordini senza spostare il prezzo in modo devastante.
Chi fornisce quella liquidità?
La massa.
I suoi stop-loss, i suoi breakout entries, i suoi pending order posizionati nei punti ovvi.
Ecco perché quei punti diventano rilevanti — non per "manipolazione", ma per logica di esecuzione.
Come Operano Davvero le Istituzioni
Un hedge fund che deve comprare 500 milioni di euro-dollaro non preme "BUY" come farebbe un retail. Farebbe esplodere il prezzo in pochi secondi.
Operano attraverso tre meccanismi principali:
1. Minimizzazione dell'impatto sul prezzo — Entrano a blocchi, in modo graduale, nei punti di maggiore liquidità disponibile.
2. Algoritmi di esecuzione — TWAP, VWAP, ordini iceberg: sistemi che spezzano gli ordini, li distribuiscono nel tempo, cercano zone di volume dove "nascondersi" per fare fill progressivi senza farsi notare.
3. Sfruttamento dei punti di liquidità della massa — Quando sopra un massimo si concentrano stop-loss dei retail, breakout trader e pending order, quel livello genera un'esplosione momentanea di volume. Perfetta per assorbire una parte del loro ordine in modo efficiente.
Lo scopo non è farti perdere. Lo scopo è eseguire meglio.
Cosa Succede Tecnicamente Durante una "Presa di Liquidità"
Quando il prezzo tocca un livello chiave — sopra un massimo, sotto un minimo — trova sempre la stessa composizione di ordini:
👉🏼 Stop-loss che diventano ordini a mercato
👉🏼 Buy stop e sell stop (breakout entries)
👉🏼 Pending order dei trader più "classici"
Quegli stop che scattano diventano liquidità fresca disponibile sul mercato.
Ed è esattamente quella liquidità che i big player cercano per entrare con size rilevanti, limitando lo slippage.
Quindi sì: il prezzo "pulisce" quel livello.
Non per fregarti, ma perché è il punto più efficiente per eseguire ordini grandi.
Cosa NON È la Liquidità
Facciamo chiarezza anche su questo:
Non è manipolazione personale.
Non è un algoritmo che dice "prendiamo gli stop dei retail".
Non è una mano invisibile che ti "caccia" dal trade.
Non è la mitologia SMC che gira su TikTok.
È price efficiency. Il mercato si muove dove ci sono ordini. Fine.
Come Puoi Usare Tutto Questo
La buona notizia: una volta capito il meccanismo, puoi smettere di subirlo e iniziare a ragionarci sopra.
Non devi indovinare cosa faranno gli istituzionali.
Devi capire come ragiona la massa, e aspettare che il mercato la pulisca prima di entrare.
Nella pratica:
👉🏼 Non posizionare lo stop-loss sui massimi o minimi evidenti — sono i primi a essere testati
👉🏼 Lascia più spazio, ma studia attentamente il rapporto rischio/rendimento
👉🏼 Rivedi il punto d'entrata: spesso un'entrata leggermente ritardata — dopo la presa di liquidità — è più solida di una entrata "perfetta" su un livello ovvio
👉🏼 Diffida dei breakout puliti su livelli troppo conosciuti: sono terreno fertile per falsi segnali
In Conclusione
Le prese di liquidità nel forex esistono, ma non per i motivi che ti raccontano.
Non c'è un villain che vuole rovinarti il trade.
C'è un mercato che funziona per efficienza, probabilità e pattern comportamentali ripetuti.
Capire questo non ti renderà infallibile, ma ti darà una prospettiva molto più onesta — e operativamente utile — di quello che succede davvero quando quella spike ti porta fuori dal mercato un tick prima del tuo target.
Fase correttiva su un punto criticoIl grafico giornaliero di Poste Italiane SpA presenta una struttura tecnica che richiede una lettura particolarmente attenta, perché la correzione in corso si innesta su un ciclo rialzista di lungo respiro che non può essere ignorato ai fini operativi. La curva di regressione lineare aveva mantenuto una pendenza positiva per tutta la fase ascendente che ha accompagnato il titolo dai livelli di area 12–13 EUR del 2024 fino ai massimi di 23 EUR raggiunti nell'autunno del 2025. La svolta strutturale è recente: il bias è diventato negativo soltanto in prossimità del picco, con la mediana del canale attualmente a 12,991 — ben al di sopra della chiusura odierna a 19,795 EUR — e il prezzo che si trova in prossimità della banda inferiore del canale, in una condizione di ipervenduto statistico che merita attenzione per le sue implicazioni operative.
La sequenza dei livelli Fibonacci trimestrali racconta la dinamica correttiva con precisione. Dal pivot a 21,040, che aveva rappresentato per alcune settimane il baricentro dell'oscillazione post-picco, il cedimento si è propagato attraverso S1 (20,290), portando la quotazione a testare con forza S2 (19,825): la chiusura odierna a 19,795 si colloca sostanzialmente sul livello, in una zona di confluenza tecnica di prima importanza. L'ultimo presidio Fibonacci disponibile è S3 a 19,075, distante poco meno di settantacinque centesimi — un margine esiguo che trasforma ogni seduta in un test implicito della tenuta strutturale del titolo.
Gli oscillatori forniscono una lettura sfumata che non si presta a conclusioni univoche. Il Momentum a dieci periodi, con valore corrente a -1,3850, è negativo e segnala pressione venditrice attiva, ma la sua entità contenuta indica una correzione controllata piuttosto che una capitolazione in corso. L'RSI a quattordici periodi si attesta a 28,19, in territorio di ipervenduto conclamato: la lettura acquisisce qui una rilevanza segnaletica superiore rispetto a titoli in trend ribassista primario, poiché il titolo ha alle spalle una storia strutturale rialzista solida e il livello coincide con un supporto Fibonacci di peso. Nei mercati con memoria direzionale positiva, queste confluenze generano rimbalzi tecnici più affidabili. L'ATR a 0,6006 EUR indica una volatilità giornaliera moderata — circa tre punti percentuali sul prezzo corrente — che consente una calibrazione degli stop meno aggressiva rispetto a strumenti ad alta capitalizzazione o alta volatilità. I volumi mostrano un'espansione significativa nelle sessioni di vendita più recenti, confermando partecipazione istituzionale nel movimento correttivo, senza tuttavia raggiungere i picchi parossistici che caratterizzano le fasi di capitolazione definitiva.
Lo scenario operativo si articola su due condizioni mutualmente esclusive. Lo scenario long si attiva con una chiusura giornaliera convincente sopra S1 (20,290), preferibilmente accompagnata da una stabilizzazione dell'RSI sopra 30 e da un'inversione del momentum: il target primario è il pivot a 21,040, il target secondario R1 a 21,790, con stop tecnico collocato a circa un ATR sotto il minimo recente in area 19,20. Lo scenario short si attiva invece sulla rottura e chiusura netta sotto S2 (19,825), con target primario S3 a 19,075 e target secondario nell'area 18,50–18,70 individuabile per continuità della banda inferiore del canale; stop tecnico sopra 20,290.
La confluenza tra RSI in ipervenduto conclamato, momentum negativo ma non estremo, prezzo in appoggio su S2 e storia strutturale rialzista di lungo periodo rende questo uno dei casi analitici più equilibrati del momento. Lo scenario short mantiene la probabilità strutturale superiore finché S2 non regge con convinzione, ma la qualità tecnica di un eventuale rimbalzo da questa zona sarebbe sensibilmente più elevata rispetto a strumenti privi di memoria rialzista. In questa fase, attendere la conferma direzionale vale più di qualsiasi anticipazione.
S&P 500 — Elliott Wave Structural Analysis# 🌀 S&P 500 — Elliott Wave Structural Analysis | 4H
1. STRUTTURA E LOGICA 📊
Grado e Gerarchia
Il chart presenta una lettura multi-grado di rara densità strutturale. Al grado Super Cycle (V), il rally da agosto 2024 a fine ottobre 2024 rappresenta la conclusione di una sequenza impulsiva che ha visto la convergenza simultanea di cinque gradi concentrici:
🔹 Minore 5 → 🔸 Intermedia (5) → 🔶 Primaria ⑤ → 🟠 Cycle V → 🔴 Super Cycle (V)
Questa sovrapposizione di terminazioni sul massimo di area **7.002** non è un dettaglio analitico secondario — è il segnale strutturale più potente dell'intera lettura. Quando cinque gradi di onda chiudono simultaneamente sullo stesso pivot, il mercato esaurisce energia impulsiva accumulata su orizzonti temporali multipli. Statisticamente, questi eventi precedono correzioni profonde, articolate e temporalmente estese, proporzionali al grado della struttura terminata.
La struttura correttiva sviluppata da novembre 2024 ad oggi si articola in una sequenza A-B-C di grado Intermedio, con:
- ✅ Onda **(A)** completata in area 6.540 — dicembre 2024
- ✅ Onda **(B)** completata sul massimo 7.002 — febbraio 2026
- 🔄 Onda **(C)** attualmente n sviluppo
Struttura Interna dell'Onda (C) 🔬
L'onda (C), per regola Elliott, è impulsiva. Il sub-conteggio interno di grado Minore mostra:
| Sub-Onda | Status | Area Chiave |
| 1️⃣ Minore 1 | ✅ Completata | 6.800 → 6.597 |
| 2️⃣ Minore 2 | ✅ Completata | Ritracciamento 0.618 → 6.547 |
| 3️⃣ Minore 3 | ✅ Completata | Estensione → 6.319 |
| 4️⃣ Minore 4 | 🔄 In corso | Rimbalzo verso 6.447–6.597 |
| 5️⃣ Minore 5 | ⏳ Proiettata | Target cluster → 6.090–6.198 |
Principio di Alternanza ⚖️
| Coppia | Carattere Onda Pari | Carattere Onda Dispari | Alternanza |
| Minore 2 vs 4 di (C) | Sharp, rapida, profonda (0.618) | Laterale/piatta, meno profonda | ✅ Confermata |
| (A) vs (B) Intermedio | Sharp, direzionale, veloce | Irregular Flat complessa e lenta | ✅ Confermata |
L'onda (B) si è sviluppata come irregular flat — con la gamba C della (B) che ha superato il top della gamba A, raccogliendo liquidità sopra 7.000 prima di invertire. Pattern che per definizione amplifica la forza dell'onda (C) successiva. 🎯
2. FIBONACCI E PROIEZIONI 📐
Estensioni Onda (C) rispetto ad (A)
| Livello Fib | Valore Proiettato | Lettura Strutturale |
| 1 (A=C) | 6.198 | Parità classica — primo target naturale |
| 1.272 | 6.090 | Estensione moderata — 4.618 esterno |
| 1.618 | 5.980 | Estensione piena — scenario alternativo |
| 2.618 | 5.800 | Estensione estrema — scenario di coda |
Fibonacci Interno — Sub-Struttura Minore di (C)
| Onda | Misura | Livello Chiave |
| 2️⃣ Minore 2 | 0.618 ritrac. di 1 | 6.547 ✅ |
| 3️⃣ Minore 3 | 1.618 est. di 1 | 6.319 ✅ |
| 4️⃣ Minore 4 | 0.382 ritrac. di 3 | 6.447 🔄 |
| 4️⃣ Minore 4 cap | 0.618 ritrac. di 3 | 6.597 — limite strutturale |
| 5️⃣ Minore 5 | 0.618–1.000 di 1 | 6.090 – 6.198 |
🎯 Cluster di Confluenza Primario — Area 6.090–6.198
Questa zona concentra la maggiore densità di misurazione Fibonacci dell'intera struttura:
| Misurazione | Risultato |
| 1 × onda (A) Intermedia | 6.198 |
| 3.618 × Minore 1 di (C) | 6.178 |
| 4.618 extension dal Super Cycle top | 6.090 |
| Supporto strutturale storico (A) dic. 2024 | 6.100 area |
Quattro misurazioni convergenti. Non un livello — una zona di assorbimento strutturale di altissima rilevanza. 🔴
🛡️ Cluster Secondario — Cap Onda 4 Corrente
| Livello | Valore | Ruolo |
| 0.382 di Minore 3 | 6.447 | Ritracciamento minimo atteso |
| 0.500 di Minore 3 | 6.500 | Equilibrio centrale |
| 0.618 di Minore 3 | 6.59 | Limite massimo strutturale onda 4 |
3. CONTESTO STRUTTURALE 🏗️
Fase di Mercato
Il mercato si trova in una correzione distributiva post-top multi-grado — la più significativa per struttura dall'avvio del Super Cycle. La chiusura simultanea di Super Cycle (V) + Cycle V + Primaria ⑤ + Intermedia (5) + Minore 5 sul massimo 7.002 non lascia ambiguità interpretative: il mercato ha completato un ciclo espansivo di lunghissimo periodo e sta ora eseguendo la ricalibrazione correttiva proporzionale. 📉
La dinamica dell'onda (B) — irregular flat di quasi 4 mesi — ha costruito una compressione di volatilità prolungata, accumulando pressione direzionale che si è poi scaricata con l'avvio dell'onda (C). Questa sequenza — compressione distributiva → espansione ribassista — è il pattern Wyckoff di Upthrust After Distribution (UTAD) trascritto in linguaggio Elliott.
Simmetria Temporale ⏱️
| Onda | Durata Stimata | Finestra Temporale |
| (A) Intermedia | 6-7 settimane | Ott–Dic 2025 |
| (B) Intermedia | 10-12 settimane | Dic 2025–Feb 2026 |
| (C) Intermedia (proiettata) | 6-8 settimane | Mar–Mag 2026 |
La simmetria (A)↔(C) colloca il completamento della struttura correttiva in area aprile–maggio 2026 — perfettamente allineato con l'asse temporale proiettato sul chart. ✅
4. INVALIDAZIONE 🚫
🔴 Invalidazione Primaria — Chiusura 4H sopra 7.002,28
Sopra il massimo assoluto, l'intera tesi ABC Intermedia collassa. Strutturalmente, significherebbe che la terminazione multi-grado (Super Cycle V + Cycle V + Primaria ⑤) non era reale, e che il mercato è ancora impegnato in un'estensione di grado superiore. Scenario a bassissima probabilità, ma l'unico che invalida tutto.
🟠 Invalidazione Intermedia — Chiusura 4H sopra 6.597
Invalida il conteggio dell'onda Minore 4 di (C) come ritracciamento standard. Sopra questo livello, la Minore 3 andrebbe riclassificata o la struttura interna di (C) richiederebbe una forma correttiva complessa (triangolo, double flat) per l'onda 4 — allungando i tempi ma non necessariamente il target finale.
5. SINTESI 📉
🟥 Scenario Primario — Alta Probabilità
Il mercato ha completato cinque gradi di onda concentrici sul massimo 7.002 — evento strutturale eccezionale che segna la fine di un Super Cycle espansivo. La correzione ABC di grado Intermedio è in fase terminale: l'onda (C) impulsiva sta eseguendo la sua ultima gamba ribassista (Minore 5) verso il cluster di confluenza Fibonacci 6.090–6.198, target naturale e matematicamente giustificato dalla struttura. Il completamento di questa zona creerebbe le condizioni per l'avvio di una nuova sequenza impulsiva rialzista, proporzionale all'entità della correzione.
🟨 Scenario Alternativo — Probabilità Media
L'onda Minore 5 di (C) sviluppa un estensione verso il cluster Fibonacci 1.618 di (A), proiettando il target finale in area 5.980–6.050. Questo scenario è supportato dal contesto macro — pressione sul debito US, re-pricing del risk-off ciclico — e si attiverebbe qualora la Minore 5 mostrasse momentum espansivo anomalo nella sua struttura interna.
| ⚙️ Parametro | 🟥 Scenario Primario | 🟨 Scenario Alternativo |
|---|---|---|
| 🎯 Target Minore 5 / (C) | 6.090 – 6.198 | 5.980 – 6.050 |
| ⏱️ Timing stimato | Aprile – Maggio 2026 | Maggio – Giugno 2026 |
| 🚫 Invalidazione | Chiusura 4H > 6.597 | Chiusura 4H > 6.597 |
| ✅ Trigger conferma | Break < 6.319 | Break < 6.090 |
| 🔄 Struttura post-target | Nuovo impulso rialzista Intermedio | Nuovo impulso rialzista esteso
| 🧠 Catalizzatore macro | Risk-off moderato | Fed pivot + debt ceiling stress |
📌 Analisi prodotta a scopo didattico e informativo. Nessun consiglio operativo implicito o esplicito.
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Guerra: il calo dell’oro è un’opportunità?L’oro è l’asset preferito sui mercati finanziari per proteggersi dal rischio geopolitico. Tuttavia, il dato è chiaro: oro e argento sono scesi nettamente dall’inizio delle operazioni militari di sabato 28 febbraio. L’oro ha perso il suo status di bene rifugio? Naturalmente no. Allora perché è sceso e conviene tornare a comprare? Vincent Ganne spiega tutto.
L’oro è tradizionalmente considerato il bene rifugio per eccellenza nei periodi di tensione geopolitica. Tuttavia, dall’inizio delle operazioni militari del 28 febbraio, la situazione è sorprendente: l’oro, come l’argento, ha registrato un calo significativo sui mercati finanziari. Questa reazione può sembrare contraddittoria, ma non mette in discussione il suo status fondamentale di bene rifugio.
Il grafico seguente mostra la performance di tutte le classi di attivi dall’inizio delle operazioni militari del 28 febbraio. Oro e argento sono scesi fortemente.
In realtà, questa correzione si spiega principalmente con la dinamica di mercato precedente al conflitto. Per diversi mesi, l’oro era in una forte fase rialzista, alimentata da una significativa speculazione, fino a raggiungere importanti obiettivi tecnici. Il mercato era quindi surriscaldato, rendendo inevitabile una fase di consolidamento.
I dati seguenti mostrano che l’oro è l’asset finanziario preferito in caso di stress geopolitico. Tuttavia, è sceso nettamente nell’ultimo mese perché, anche se il fattore geopolitico resta attivo, altri fondamentali rialzisti si sono indeboliti.
L’inizio del conflitto non ha rilanciato il rialzo, ma ha provocato un arresto temporaneo di diversi motori fondamentali: tassi di interesse, dollaro statunitense, flussi verso ETF sull’oro e domanda fisica da parte di paesi come Cina e India. Finché questi fattori resteranno deboli, l’oro potrebbe continuare a muoversi in una fase di stabilizzazione o consolidamento.
In questo contesto, il mercato dovrà attendere la riattivazione di questi fattori per consentire all’oro di costruire un minimo solido prima di riprendere una tendenza rialzista duratura. Pertanto, il calo attuale, pur potendo sembrare preoccupante nel breve termine, rappresenta in realtà una correzione sana.
La tabella seguente riassume i motori fondamentali rialzisti che non funzionano più e che sono attualmente più forti del fattore geopolitico.
Questa fase di ribasso può quindi essere interpretata come un’opportunità di investimento, a condizione di adottare un approccio disciplinato e attendere segnali tecnici chiari, in particolare intorno a livelli chiave come la media mobile a 200 giorni.
Infine, l’argento presenta un potenziale ancora più interessante. Sostenuto da una forte domanda industriale (intelligenza artificiale, energia solare, veicoli elettrici) e da un deficit strutturale tra domanda e offerta, offre solide prospettive rialziste nel medio-lungo periodo. Tuttavia, attenzione al supporto principale situato a 50 $.
Il grafico seguente mostra le candele giapponesi giornaliere del prezzo dell’oro e evidenzia una zona di supporto tecnica tra 3.400 $ e la media mobile a 200 giorni, ovvero tra 3.400 $ e 4.000 $.
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XAUUSD: Supporto trendline mantiene il bullish.Ciao a tutti, ecco la mia visione sull'attuale configurazione XAUUSD.
Analisi di Mercato
L'oro sta mostrando una struttura intraday costruttiva, con il prezzo che si riprende gradualmente dopo aver difeso il supporto della trendline ascendente. Sul grafico, il mercato si sta ora comprimendo tra una linea di resistenza discendente e una linea di supporto ascendente, creando una struttura di restringimento che spesso porta a una rottura direzionale.
Ciò che rende questa configurazione più interessante è che il prezzo continua a rispettare la trendline ascendente da sotto, il che significa che i compratori stanno ancora difendendo la struttura a breve termine. Finché questa trendline rimane intatta, lo scenario rialzista rimane favorito.
Al momento, XAUUSD si sta avvicinando al limite superiore di questa zona di compressione vicino a 4533. Questo è il primo livello che deve essere recuperato chiaramente. Se il prezzo rompe al di sopra della linea di resistenza discendente e conferma la rottura con candele stabili al di sopra di essa, l'oro potrebbe aprire la strada verso la zona di liquidità buy-side a 4603.
Al di sopra di ciò, il prossimo obiettivo principale al rialzo si trova intorno a 4694, che è segnato sul grafico come una forte area di liquidità e anche l'obiettivo rialzista principale per questa configurazione. In altre parole, la struttura attuale suggerisce che se il supporto della trendline tiene e la resistenza cede, l'oro potrebbe continuare a estendersi più in alto verso le prossime zone di liquidità.
Al downside, la trendline ascendente rimane la guida tecnica chiave. Se il prezzo perde questo supporto, allora la continuazione rialzista si indebolirebbe, e il mercato potrebbe ruotare di nuovo verso 4405 o addirittura 4354 per una correzione più profonda.
Aree Chiave di Prezzo da Monitorare
Zona di prezzo attuale: intorno a 4533
Supporto della trendline: ancora in piedi
Area di conferma della rottura: sopra la linea di resistenza discendente
Primo obiettivo al rialzo: 4603
Obiettivo rialzista principale: 4694
Supporto sottostante se la trendline fallisce: 4405
Conferma ribassista più profonda: 4354
Il Mio Scenario & Strategia
Il mio scenario preferito è rimanere rialzista mentre il prezzo continua a rispettare la trendline ascendente. Una rottura confermata sopra la resistenza discendente rafforzerebbe la struttura di recupero e aprirebbe spazio per un movimento verso 4603 per primo, seguito da 4694 se il momentum continua a costruirsi.
La cosa più importante qui è la conferma. Non mi concentrerei solo sul prezzo che tocca la resistenza, ma piuttosto su se l'oro può rompere e mantenere sopra l'area di compressione della trendline con una chiara reazione rialzista. Quello sarebbe il segnale che i compratori sono pronti a spingere il mercato più in alto.
Tuttavia, se il prezzo non riesce a mantenere la trendline ascendente e scivola di nuovo al di sotto di essa, la configurazione rialzista perderebbe forza, e potrebbe seguire un pullback più profondo verso 4405 o 4354 prima che il mercato tenti un altro recupero.
Questa è la configurazione che sto osservando per ora. Grazie per aver letto, e gestite sempre il vostro rischio con attenzione.
Commodities Spaccatura Netta Tra Venti di Guerra e Corsa al CashUn saluto a tutti i trader, diamo un’occhiata a cosa è successo questa settimana sulle materie prime, perché il quadro è speculare a quello che stiamo vedendo sull'azionario: una confusione totale e una spaccatura netta tra i vari comparti.
1. Energia: L'unico vero rifugio (per forza di cose)
Mentre il Nasdaq soffre, l'energia vola. Non è una questione di fondamentali economici, ma di pura geopolitica. Con il caos in Medio Oriente e lo stretto di Hormuz parzialmente bloccato, il petrolio ha fatto la voce grossa.
Petrolio (Brent): Siamo stabilmente sopra i 90$, con fiammate che hanno sfiorato i 100$ a inizio settimana. Finché c'è il rischio Iran, qui non si scende.
Gas Naturale (TTF): Resta alto, con un pavimento creato dalle tensioni internazionali. Ogni ritracciamento viene prontamente riassorbito.
2. Metalli Preziosi: La strana ritirata dell'Oro
Qui viene il bello. In una settimana così critica, l'Oro avrebbe dovuto volare, e invece?
Oro: Lo troviamo in affanno intorno ai 4.500$. Sembra che il mercato, invece di rifugiarsi nel metallo giallo, stia correndo verso il Dollaro. Quando l'incertezza sui tassi è così alta, il "Cash is King" vince su tutto.
Argento: Un disastro. Ha preso batoste anche del -5% in un solo giorno. Paga la sua doppia faccia: non viene usato come rifugio e la domanda industriale cala se le borse temono la recessione.
Platino e Palladio: Male anche loro, con il platino sotto i 1.900$, schiacciato dalla crisi del settore auto.
3. Metalli Industriali e il caso Alluminio
Rame: Nervoso, con il supporto psicologico a 5.5$/lb che sta scricchiolando sotto il peso delle scorte in aumento.
Alluminio: L'unica eccezione positiva nei metalli, ma solo perché i flussi da Qatar e Bahrain sono bloccati dal conflitto.
Gemini ha detto
Ecco una versione del testo scritta con il tuo stile: diretto, tecnico e con quel tocco di scetticismo che serve per leggere tra le righe del mercato.
Commodities: Spaccatura Netta. Tra Venti di Guerra e Corsa al Cash
Ragazzi, diamo un’occhiata a cosa è successo questa settimana sulle materie prime, perché il quadro è speculare a quello che stiamo vedendo sull'azionario: una confusione totale e una spaccatura netta tra i vari comparti.
1. Energia: L'unico vero rifugio (per forza di cose)
Mentre il Nasdaq soffre, l'energia vola. Non è una questione di fondamentali economici, ma di pura geopolitica. Con il caos in Medio Oriente e lo stretto di Hormuz parzialmente bloccato, il petrolio ha fatto la voce grossa.
Petrolio (Brent): Siamo stabilmente sopra i 90$, con fiammate che hanno sfiorato i 100$ a inizio settimana. Finché c'è il rischio Iran, qui non si scende.
Gas Naturale (TTF): Resta alto, con un pavimento creato dalle tensioni internazionali. Ogni ritracciamento viene prontamente riassorbito.
2. Metalli Preziosi: La strana ritirata dell'Oro
Qui viene il bello. In una settimana così critica, l'Oro avrebbe dovuto volare, e invece?
Oro: Lo troviamo in affanno intorno ai 4.500$. Sembra che il mercato, invece di rifugiarsi nel metallo giallo, stia correndo verso il Dollaro. Quando l'incertezza sui tassi è così alta, il "Cash is King" vince su tutto.
Argento: Un disastro. Ha preso batoste anche del -5% in un solo giorno. Paga la sua doppia faccia: non viene usato come rifugio e la domanda industriale cala se le borse temono la recessione.
Platino e Palladio: Male anche loro, con il platino sotto i 1.900$, schiacciato dalla crisi del settore auto.
3. Metalli Industriali e il caso Alluminio
Rame: Nervoso, con il supporto psicologico a 5.5$/lb che sta scricchiolando sotto il peso delle scorte in aumento.
Alluminio: L'unica eccezione positiva nei metalli, ma solo perché i flussi da Qatar e Bahrain sono bloccati dal conflitto.
In conclusione: La situazione è chiara. Se le azioni scendono e l'oro non sale, significa che i grandi fondi stanno vendendo tutto per coprire i margini (le famose margin call) o perché terrorizzati dai tassi. Siamo in una fase di liquidazione pura.
Settimana prossima sarà decisiva: o l'oro reagisce e riprende il suo ruolo di porto sicuro, o vuol dire che il mercato si sta preparando a uno sciacquone ancora più profondo.
Come sempre un saluto con un grande abbraccio.
Grazie ciao Mauro
Vi cito le mie tre regole che coltivo costantemente:
Pazienza, disciplina ed avere sempre un piano.
Continuare a vendere allo scoperto l'oro ai livelli elevati
Martedì, seguendo il nostro segnale di trading pubblicato sulla community di TradingView, avevamo pianificato di vendere allo scoperto l'oro nella zona di resistenza 4440-4450. Abbiamo chiuso la nostra posizione short nella zona 4440-4442 come previsto, realizzando un profitto a 4350-4360. Questa singola operazione, basata sul segnale di trading pubblicato sulla community di TradingView, ha generato un profitto di oltre 800 PIPS.
Analisi del mercato dell'oro
I. Logica macroeconomica
L'oro ha recentemente registrato un movimento a "V profonda", che riflette la sua duplice natura nell'attuale contesto macroeconomico. Quando il mercato si concentra sulla domanda diretta di beni rifugio derivante dalle tensioni geopolitiche, i prezzi dell'oro aumentano. Tuttavia, quando l'attenzione si sposta sulla logica "inflazione-aumento dei tassi" innescata da tali conflitti, l'oro subisce pressioni a causa delle aspettative di tassi di interesse più elevati. L'andamento del mercato di lunedì è stato un classico esempio di quest'ultima dinamica. In particolare, un singolo post di Trump sui social media è stato sufficiente a invalidare istantaneamente le previsioni tecniche e fondamentali, evidenziando l'elevata sensibilità del mercato al flusso di notizie e l'incertezza del futuro.
II. Mercato attuale
L'oro è balzato a 4.510 dollari prima di ritracciare durante la sessione statunitense, chiudendo intorno ai 4.360 dollari. Sebbene il sentiment di mercato si sia temporaneamente calmato, sia il dollaro USA che i prezzi del petrolio rimangono a livelli elevati, mantenendo l'oro sotto pressione. Finché la questione energetica non sarà completamente risolta, sarà difficile per l'oro entrare in una normale fase di rally da bene rifugio. Nel breve termine, qualsiasi allentamento delle tensioni geopolitiche probabilmente si tradurrà, nella migliore delle ipotesi, in scambi laterali.
III. Analisi tecnica
Sul grafico giornaliero, sebbene l'oro abbia rimbalzato formando una lunga ombra inferiore (candela a martello), non ha chiuso in territorio positivo e le Bande di Bollinger non si sono ancora contratte. Pertanto, è ancora troppo presto per confermare i 4.100 dollari come minimo. Le prospettive dipenderanno dagli ulteriori sviluppi geopolitici.
Sul grafico H4, l'oro ha confermato un massimo di breve termine a 4.510 dollari durante il rimbalzo. Le Bande di Bollinger si stanno espandendo e le medie mobili puntano al ribasso, indicando una persistente debolezza. L'attuale ritracciamento è considerato normale per un aggiustamento di medio termine.
Salvo sorprese significative, si prevede che l'oro rimanga sotto pressione al di sotto del livello di 4.500 dollari, con un ulteriore potenziale ribassista. Il prossimo supporto da monitorare è a 4.200 dollari e non si può escludere un ritest del minimo di 4.100 dollari.
IV. Strategia di trading
Per il trading intraday, l'area compresa tra 4.450 e 4.440 dollari può essere monitorata per una potenziale entrata short in caso di rimbalzo, con uno stop-loss di 10-15 dollari e un target di 4.350-4.300 dollari.
Al ribasso, la zona tra 4.200 e 4.210 dollari è considerata un'area di supporto. Se il trend regge, si può considerare una posizione long, con uno stop-loss di 10-15 dollari e un target di 4.300-4.400 dollari.
Ringrazio la community di TradingView. In qualità di analista senior degli investimenti, questo permette a un maggior numero di trader e investitori di visualizzare le mie analisi di strategia di trading. Attualmente mi sto concentrando sul trading dell'oro. Se apprezzate le mie analisi, vi prego di lasciare un "mi piace" e di condividerle con altri trader che potrebbero averne bisogno. Ci impegniamo per un trading preciso, studiando a fondo i grafici, i fattori macroeconomici e il sentiment di mercato per costruire strategie di trading ad alta probabilità di successo. Qui troverete piani di trading strutturati, framework di gestione del rischio e analisi in tempo reale.
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oggi venerdi, il tipico giorno rialzista no?
Gold chiude la giornata di ieri ancora negativa rompendo il minimo precedente, rimango setting ribassista ancora.
attenderò poi chiusura mensile ed NFP di venerdi prossimo per magari valutare altro.
NEWS UPDATE MACRO:
L’oro rimane in una chiara struttura ribassista, ma il fattore principale non è più solo macro: è l’incertezza in Medio Oriente che sta influenzando direttamente le aspettative di inflazione e i rendimenti.
Il mercato sta prezzando una combinazione pericolosa: inflazione guidata dalla guerra + ritardo nei tagli della Fed, fattori strutturalmente negativi per l’oro nonostante una domanda occasionale da bene rifugio.
Punti chiave:
L’oro è in trend ribassista (massimi e minimi decrescenti).
La curva dei rendimenti resta elevata e leggermente più ripida → tassi ancora restrittivi.
Il conflitto in Medio Oriente continua a generare inflazione tramite il petrolio, non solo flussi risk-off.
Reazione dei mercati: equity volatile, rendimenti rigidi, dollaro forte.
Le notizie diplomatiche stanno rallentando l’escalation, ma non risolvono l’incertezza.
Dagli ultimi sviluppi:
Il petrolio resta elevato (oltre i $107 intraday recentemente)
I mercati reagiscono al rischio inflazione legato ai costi energetici
Avviso OECD: l’inflazione negli USA potrebbe salire verso ~4,2% a causa del conflitto
Trump ha esteso di nuovo la scadenza per i negoziati con l’Iran, ma allo stesso tempo sta schierando truppe, segnale chiaro di possibile escalation nel weekend.
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Evito di operare durante le sessioni asiatica e londinese, focalizzandomi sulle notizie delle 14:30, e sull'apertura di New York ore 15:30.
Nel frattempo, vi auguro una buona giornata.
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primo cambio h4 avvenuto sul fornitore dati oanda ieri .
è un primo segnale di cedimento.
ma non sufficente.
e voi che fornitore dati usate? avete notato differenze con altri?
al momento vorrei mantenermi ribassista fino a rallentamenti daily e magari aspettando al chiusura settimanale mensile tanto non ho fretta.
quindi per ora valuto ancora short, ma state molto attenti a trump che si diverte a fare giochetti.
UPDATE NEWS :
Sembra che il Presidente Trump fosse confuso riguardo ai colloqui.
Ieri abbiamo visto che anche il Presidente degli Stati Uniti può diffondere informazioni false.
Non vedo piu un mercato pulito.
Siamo passati da:
• guidato dai dati (tassi,nfp.ipc)
A
• guidato dagli eventi (guerra / petrolio / diplomazia)
Questo cambia parecchie cose.
L’oro ora reagisce a:
• notizie su Iran / USA / Israele
• spike del prezzo del petrolio
• rischi sullo Stretto di Hormuz
• escalation o de-escalation geopolitica
Quindi il meccanismo attuale è:
Escalation in Medio Oriente → petrolio sale → aspettative inflazione salgono → rendimenti salgono → oro sotto pressione.
meglio spostarsi magari su asset piu semplici e meno volatili sul forex.
per il momento.
bisogna essere anche intelligenti e avere un ottima gestione del rischio perchè sono queste situazioni che rovinano
mi raccomando, non è obbligatorio tradare xau.
se avete richieste di altri asset sul forex o altro , scrivetemi nei commenti che ve le porto.
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Perché stare alla larga dal FTSE STAR in questa fase di mercatoOggi voglio analizzare il segmento STAR di Borsa Italiana FTSE:ITSTAR .
Le società STAR rappresentano le PMI italiane quotate, aziende solide, con governance moderna e visibilità sui mercati, ma che restano più piccole delle blue chip del segmento MTA.
Negli ultimi mesi lo STAR ha mostrato debolezza relativa rispetto al listino principale, con circa −20% da gennaio ad oggi e minimi attuali a verso i 42 mila punti. I motivi principali sono:
- Rotazione dei capitali verso large cap e titoli difensivi;
- Sensibilità delle mid‑cap italiane ai tassi elevati e alla liquidità.
- Movimenti amplificato dal recente conflitto USA-IRAN
Le società STAR mantengono buona qualità strutturale, ma hanno maggiore leva operativa e crescita ciclica, quindi soffrono in fasi di risk‑off.
Il contesto geopolitico attuale suggerisce una possibile crescita dei tassi nel 2026, scenario che potrebbe pesare ulteriormente sul segmento STAR. Allo stesso tempo, le modifiche negli indici principali, tra promozioni e uscite di titoli, aumentano la volatilità del segmento.
ANALISI GRAFICA
Sul grafico weekly del FTSE Italia STAR Index si nota che la recente salita dei prezzi si è fermata esattamente al 50% di ritracciamento di Fibonacci (circa 52.123 punti), confermando la pressione sulla resistenza di medio periodo.
Osservando i minimi storici degli ultimi anni, l’area tra 39.000 e 40.000 punti rappresenta il livello dove i prezzi hanno storicamente trovato supporto e registrato diversi rimbalzi: questa potrebbe costituire la prima area di contenimento rilevante nel caso di ulteriori pressioni ribassiste.
Death Cross su TF Daily (EMA 50 che incrocia al ribasso EMA 200) conferma e consolida la fase ribassista.
📈 Analisi tecnica aggiuntiva – RSI 9 periodi:
Su timeframe weekly, un RSI a 9 periodi evidenzia i momenti di ipervenduto che in passato hanno coinciso con buoni punti di ingresso a Settembre 2022, Ottobre 2023 e Marzo 2025.
Tuttavia, va monitorata la possibilità di falsi segnali: nel 2020, ad esempio, si era verificata una divergenza rialzista con RSI in ipervenduto, ma i prezzi avevano continuato a scendere di un ulteriore 15% prima di trovare supporto. Questo ricorda di non affidarsi esclusivamente all’RSI, ma di combinare il segnale con i supporti storici e i livelli di Fibonacci.
Allo stato attuale vediamo già che l'RSI è entrato in ipervenduto, ma non ha ancora raggiunto il livello grafico di supporto.
RSI 9 periodi può aiutare a individuare aree di ipervenduto, ma va sempre confermato da supporti storici e Fibonacci, per evitare falsi segnali come nel 2022.
Contesto di mercato:
💡 Sintesi operativa:
Breve periodo: debolezza e volatilità elevata;
Supporto storico tra 39.000‑40.000 punti, possibile area di rimbalzo;
Resistenza attuale confermata dal 50% di Fibonacci sul recente rally;
Trend di medio periodo negativo almeno fino a quando lo shock energetico e le tensioni geo politiche non rientrino e favorire nuove fasi di risk on.
WisdomTree - Tactical Daily Update - 20.03.2026Netanyahu pensa che guerra durerà poco, Trump esclude truppe in Iran.
La tensione ed i prezzi di oil e gas restano elevati.
Borse azionarie e obbligazioni soffrono il rispristino della cautela sui mercati.
Banche centrali immobili, ma la narrativa include rischi di inflazione.
L’escalation in Medio Oriente torna a dettare legge sui mercati globali, riaccendendo volatilità e timori inflazionistici. L’attacco di mercoledì al gigantesco giacimento iraniano di South Pars, seguito dalla ritorsione di Teheran contro infrastrutture energetiche nei Paesi del Golfo, ha immediatamente riacceso la corsa di petrolio e gas. Un riflesso quasi automatico: energia su, rischio su, mercati giù.
Le Borse hanno reagito senza esitazioni. L’Asia ha aperto in rosso, trascinando poi l’Europa in una seduta pesante: il 19 marzo Parigi ha ceduto -2,0%, Londra e Milano -2,3%, Francoforte -2,8%, Madrid -2,4%. Anche Wall Street ha mostrato nervosismo, con il Dow Jones a -0,4% (nuovo minimo del 2026), mentre S&P500 e Nasdaq hanno perso -0,3%. A pesare è il ritorno di uno spettro che i mercati speravano archiviato: l’inflazione alimentata dall’energia.
Sul fronte politico, i segnali restano contrastanti. Da un lato, il premier israeliano Benjamin Netanyahu prova a rassicurare, sostenendo che il conflitto con l’Iran “finirà molto prima di quanto si pensi”. Dall’altro, Donald Trump esclude l’invio di truppe ma difende un piano di spesa da Us$ 200 miliardi per la guerra, cifra che potrebbe incontrare l’opposizione del Congresso. Tradotto: la visibilità resta bassa.
Intanto, le conseguenze economiche si fanno già tangibili. Il ministro dell’Economia italiano Giancarlo Giorgetti ha sintetizzato il quadro con lucidità: guerre significano sfiducia, paura e chiusura, con effetti immediati su prezzi energetici e inflazione, oltre a un ritorno delle tensioni sullo spread dei Givies e quindi sui conti pubblici.
Il nodo energetico si complica ulteriormente col possibile ricorso alla forza maggiore da parte di QatarEnergy sui contratti di fornitura di GNL (fino a cinque anni) destinati a Italia, Belgio, Corea e Cina. Gli attacchi iraniani hanno compromesso il 17% della capacità di export di GNL del Qatar, con una perdita stimata di Us$ 20 miliardi annui. Un colpo che minaccia direttamente le catene di approvvigionamento tra Europa e Asia.
Anche i tentativi di stabilizzazione faticano a produrre effetti duraturi. L’impegno di Stati Uniti e Israele a non colpire ulteriori infrastrutture petrolifere iraniane avrebbe dovuto raffreddare i prezzi, ma oggi, 20 marzo, il greggio resta vicino ai massimi recenti, segnalando tensioni ancora elevate. Sul tavolo anche l’ipotesi, avanzata dal Segretario al Tesoro Scott Bessent, di rimuovere le sanzioni sul petrolio iraniano già in transito.
mergenza, l’Agenzia Internazionale per l’Energia prepara un rilascio coordinato fino a 400 milioni di barili dalle riserve strategiche, con Giappone, Canada e Corea del Sud tra i principali contributori. Una misura potente sulla carta, ma che rischia di avere effetti limitati se la crisi dovesse protrarsi.
In Asia, il quadro è misto. L’indice MSCI Asia Pacific si avvia verso la prima settimana positiva dopo due negative, con volumi ridotti per la chiusura del mercato giapponese. L’Hang Seng di Hong Kong perde -0,6% (ma -4,8% da inizio mese), zavorrato anche da Alibaba (-5% post trimestrale). Più tonico il CSI300 cinese (+1%, ma -1,8% nel mese), mentre lo yuan si apprezza sul dollaro.
Pechino mantiene un orientamento monetario accomodante, ritenendo gestibili le pressioni inflazionistiche da petrolio, una posizione che contrasta con le crescenti preoccupazioni in Occidente. In Australia, l’ASX200 scende d-0,7% (-8,4% da inizio mese), con il rendimento del decennale al 5%, massimo da quindici anni. L’India resiste meglio (Sensex +1%, ma -7% nel mese), mentre la Corea ha chiuso a +0,4% (-7,4% da inizio mese).
Dal lato corporate, spicca la mossa di Samsung Electronics, che annuncia investimenti per oltre 110.000 miliardi di won (circa Us$ 73,5 miliardi) in semiconduttori e intelligenza artificiale. Un segnale chiaro: anche in un contesto instabile, la corsa tecnologica non rallenta.
Sul fronte dei metalli preziosi, l’oro (4.710 dollari/oncia) e l’argento (74,0) rimbalzano dai minimi di sei settimane toccati ieri, ma il comportamento recente racconta una dinamica diversa dal solito. In queste tre settimane di guerra, i metalli preziosi sono passati da beni rifugio a fonti di liquidità, venduti per rafforzare le posizioni in dollari, con l’oro che si avvia a chiudere la peggior settimana degli ultimi 6 anni.
Le banche centrali restano prudenti. BCE, Federal Reserve e Bank of England hanno lasciato invariati i tassi, con Francoforte ferma al 2%: il messaggio è chiaro: rischi inflazionistici al rialzo e crescita al ribasso. Il mercato sconta fino a 2 rialzi da 0,25% entro fine anno, con possibile primo intervento già a giugno. Nel frattempo, l’euro rimbalza fino a 1,155 contro dollaro.
Sul mercato valutario, le view divergono. Goldman Sachs prevede un indebolimento strutturale del dollaro, ma ammette che la forza attuale potrebbe durare finché la crisi energetica non mostrerà segnali di inversione, ipotizzata entro fine aprile con una normalizzazione dei flussi nello Stretto di Hormuz. JP Morgan Asset Management è più netta: meglio ridurre l’esposizione al Dollaro.
Infine, i bond riflettono il rischio generalizzato. Il Treasury decennale USA rende 4,25%, con prezzi serali in recupero grazie al temporaneo calo dell’energia. Il BTP decennale italiano rende 3,82%, incorporando aspettative di una BCE più restrittiva. Il messaggio è inequivocabile: oggi, più della crescita debole, è il ritorno dell’inflazione a preoccupare i mercati.
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