S&P 500 | ANALISI CICLICA — 9 SETTEMBRE 2026L’S&P 500 presenta oggi una configurazione interessante ma meno pulita rispetto a una piena sincronizzazione rialzista.
STRUTTURA ATTUALE
M5 — breve periodo: FLAT, sotto Kumo
M15 — struttura intermedia: ATTIVO, dentro Kumo
H1 — struttura principale: ATTIVO, sopra Kumo
Sincronizzazione modello: PARZIALE 2/3
Struttura attuale: MISTA 1/3
Prezzo rilevato dal framework: circa 7.649.
L’ultimo evento è stato un EXIT M5, quindi la componente più rapida ha perso la propria conferma.
Allo stesso tempo, il modulo H1 rimane attivo dall’ingresso in area 7.558,25, con una performance attuale di circa +1,20%.
Il quadro è quindi diviso: la struttura principale resta costruttiva, ma il breve periodo sta mostrando debolezza.
SCENARIO PRINCIPALE
Il primo elemento da osservare è il comportamento del prezzo rispetto alla Kumo M5.
La fascia M5 è attualmente compresa tra circa 7.690 e 7.747.
Un recupero sopra 7.690 riporterebbe il prezzo all’interno della struttura di breve periodo; per tornare invece pienamente sopra la Kumo M5 servirebbe un recupero oltre 7.747.
Il passaggio successivo sarebbe il recupero completo della struttura M15.
La Kumo M15 si estende fino a circa 7.784: un ritorno sopra questa soglia migliorerebbe sensibilmente la lettura multi-timeframe e potrebbe ricostruire una configurazione molto più vicina alla sincronizzazione completa.
SCENARIO ALTERNATIVO
Sul lato opposto, l’H1 rimane il vero pilastro della configurazione attuale.
La parte superiore della Kumo H1 si trova intorno a 7.408,5, quindi il prezzo resta ancora nettamente sopra la struttura principale.
Questo significa che la debolezza M5, da sola, non invalida ancora il quadro di fondo.
Il rischio aumenterebbe se anche il M15 perdesse la propria posizione attiva e il prezzo iniziasse ad avvicinarsi progressivamente alla struttura H1.
In quel caso il framework passerebbe da una situazione 2/3 attiva a una lettura molto più fragile.
COSA MONITORIAMO OGGI
• eventuale recupero di 7.690
• ritorno sopra la Kumo M5 in area 7.747
• possibile uscita dalla Kumo M15 sopra 7.784
• tenuta del modulo H1
• evoluzione dell’ingresso H1, attualmente a circa +1,20%
• rischio di passaggio da sincronizzazione 2/3 a 1/3
Il punto centrale dell’analisi è questo:
l’S&P 500 mantiene ancora una struttura principale rialzista, ma i timeframe inferiori non stanno confermando pienamente il movimento.
Il framework rimane quindi costruttivo sul lungo orizzonte, ma neutrale nel breve, in attesa di capire se M5 e M15 torneranno a riallinearsi con H1 oppure se il deterioramento proseguirà.
Metodo. Struttura. Sincronizzazione.
Analisi a scopo informativo e di ricerca. Non costituisce una raccomandazione di investimento.
Idee della community
WisdomTree - Tactical Daily Update - 09.09.2026La BCE verso un rialzo dei tassi di 25 bps in contrasto all’inflazione.
USA e IRAN “sparano”: Hormutz resta semi-bloccato, Brent a 100 US$/barile.
Yen ai massimi dell’anno: Bessent plaude all’azione USA sul cambio.
Incerte le mosse FED la prossima settimana: domani il CPI di agosto.
Ieri, 8 settembre, le Borse europee hanno chiuso poco mosse, in attesa di indicazioni più nette dalla macroeconomia e, soprattutto, dalle banche centrali. Ma sotto la superficie la tensione è aumentata, soprattutto sul fronte energetico.
Il protagonista resta il petrolio. Il Brent è salito dell’1,5%, mentre il WTI ha raggiunto i massimi da maggio, a 94,7 dollari/barile. Il greggio del Mare del Nord si avvicina così alla soglia psicologica dei 100 dollari, incorporando un crescente premio per il rischio geopolitico legato all’escalation nello Stretto di Hormuz.
Secondo il Comando Centrale statunitense, l’esercito USA ha distrutto cinque petroliere iraniane che trasportavano greggio, dopo i tentativi di colpire una nave da guerra americana con missili balistici. Teheran ha reagito lanciando missili contro la Giordania e avvertendo le navi nel Golfo Persico. Le autorità iraniane hanno inoltre invitato gli equipaggi delle petroliere nei pressi dei porti di Kuwait e Bahrain ad abbandonare immediatamente le imbarcazioni, considerate potenziali obiettivi.
Una situazione che si inserisce in un quadro già deteriorato dagli attacchi dei militanti Houthi, sostenuti dall’Iran, contro impianti energetici nel sud dell’Arabia Saudita, che hanno costretto diversi siti a interrompere le operazioni. Teheran ha inoltre segnalato una nuova zona di esclusione nel Golfo e un possibile accordo sul trasporto marittimo con l’Oman. Sullo sfondo, però, resta anche la domanda: i forti acquisti cinesi stanno infatti contribuendo a comprimere l’offerta disponibile sul mercato.
Ed è proprio la Cina a offrire un altro segnale interessante. Ad agosto l’inflazione al consumo è accelerata per la prima volta da aprile, salendo allo 0,8% annuo dallo 0,5% di luglio, in linea con le attese. Ancora più significativo il dato sui prezzi alla produzione, rimbalzati al 3,8% dal 3,5%, oltre il 3,6% previsto. Anche il CPI core è salito all’1%, per la prima volta in quattro mesi, mentre l’energia ha contribuito per 0,28 punti percentuali all’aumento dell’inflazione.
Sul fronte europeo, la Germania ha registrato a luglio un aumento del surplus commerciale, mentre in Francia è cresciuto il deficit delle partite correnti. Dal Giappone è invece arrivata una sorpresa positiva: la stima finale del PIL del secondo trimestre è stata rivista a +0,4% t/t, contro il +0,3% della prima rilevazione, grazie a una contrazione meno intensa degli investimenti privati.
Il vero appuntamento, tuttavia, è con la BCE. Domani è atteso un rialzo dei tassi, con il deposito che potrebbe passare al 2,5%, decisione che rifletterebbe una crescita dell’Eurozona ancora resiliente, pari a +0,4% nel secondo trimestre, ma anche un’inflazione headline salita al 3,3% ad agosto proprio per effetto dell’energia.
La BCE dovrebbe quindi mantenere un approccio rigorosamente “data dependent”, evitando indicazioni vincolanti sulle prossime mosse. Interessante anche il quadro salariale: l’indice della BCE indica una crescita dei salari negoziati del 2,3% nel 2026, dopo il 3,2% del 2025.
Le nuove proiezioni potrebbero inoltre vedere una crescita più forte nel 2026 e 2027 rispetto alle stime di giugno, mentre l’inflazione core dovrebbe rimanere al 2,5% in entrambi gli anni, per convergere verso il 2% nel 2028. I rischi per l’inflazione restano orientati al rialzo, quelli sulla crescita appaiono invece più equilibrati.
Negli Stati Uniti l’inflazione potrebbe aver raggiunto il picco nel secondo trimestre e la Fed potrebbe mantenere i tassi invariati più a lungo. Il mercato, però, continua a prezzare circa due rialzi e mezzo. Una divergenza che potrebbe sostenere la parte breve e intermedia della curva Treasury e favorire un suo irripidimento.
Sul mercato europeo dei titoli di Stato, intanto, la pressione rimane elevata. Lo spread BTP-Bund è a 81 punti base, mentre il rendimento del BTP decennale si colloca al 4,17%.
L’azionario europeo, “flat” nella seduta di ieri, continua comunque a giovarsi della spinta combinata di AI e biofarmaceutico. Gli utili per azione attesi per il 2026 sono ora stimati in crescita del 18%, mentre l’MSCI Europe ad agosto ha goduto delle revisioni al rialzo degli utili.
Oggi, 9 settembre, l’Asia Pacifico ha mostrato maggiore vivacità nonostante la chiusura negativa di Wall Street. L’MSCI Asia Pacific è salito +0,5%, mentre in Europa le Borse, inizialmente deboli, hanno accelerato al ribasso fino a circa -0,7% medio alle 12.00 CET.
In Giappone Nikkei a -0,2%, mentre lo yen è salito ai massimi da febbraio, a 153,4 per dollaro. A catalizzare l’attenzione sono state le dichiarazioni del Segretario al Tesoro americano Scott Bessent, che ha rivendicato una posizione di forza nei confronti degli operatori e della stessa autorità giapponese, lasciando intendere che Washington dispone di informazioni privilegiate sulle possibili mosse di Tokyo e della Bank of Japan.
Ma è ancora una volta il comparto tecnologico a mostrare la maggiore capacità di reazione. Il Kospi è balzato dell’1,7%, sostenuto dal +1,3% del Philadelphia Semiconductor Index. Le novità sull’intelligenza artificiale arrivate da Qualcomm e OpenAI rafforzano un messaggio chiaro: la domanda di infrastrutture e tecnologia AI resta solida e, almeno per ora, sembra avere una forza sufficiente per rendere meno determinante persino la direzione dei tassi Fed.
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DAX | ANALISI CICLICA — 9 SETTEMBRE 2026Il DAX si presenta oggi con una configurazione più debole rispetto alle ultime letture complete.
Il TCT Trinity DAX Framework mostra infatti una struttura ancora sostenuta dal ciclo principale, ma senza più la conferma dei timeframe inferiori.
STRUTTURA ATTUALE
LONG D1: attivo
MID H4 SIGNAL: flat
SHORT H1 SIGNAL: flat
ST PHASE: wait
Sincronizzazione: SOLO LONG
Model Exposure: 2 / 0 / 0
L’ultimo evento registrato dal monitor è MID SIGNAL EXIT.
Questo significa che il DAX mantiene ancora attiva la struttura principale di lungo ciclo, ma ha perso la conferma intermedia. In altre parole, il framework non è più in sincronizzazione completa: al momento resta solo il LONG D1.
LIVELLI DEL MODELLO
Ingresso LONG: 25.370
Performance da ingresso: +0,99%
LONG STOP: 25.321
Il prezzo resta quindi ancora sopra il punto di ingresso e sopra lo stop di struttura del modulo LONG, ma con un margine che va monitorato con attenzione.
SCENARIO PRINCIPALE
Finché il DAX rimane sopra l’area 25.321, la struttura principale del modello resta formalmente attiva.
Questo è il dato più importante della seduta: nonostante la pressione ribassista recente e l’uscita del segnale MID H4, il ciclo LONG D1 non è ancora stato invalidato.
Per migliorare il quadro, però, non basta la semplice tenuta del LONG.
Servirebbe il progressivo rientro dei segnali inferiori:
SHORT H1 di nuovo attivo → recupero del MID H4 → ritorno verso una sincronizzazione più pulita
Solo in quel caso il quadro tornerebbe davvero costruttivo dal punto di vista multi-timeframe.
SCENARIO ALTERNATIVO
Il rischio attuale è che la perdita delle conferme inferiori sia il primo passo verso un deterioramento più profondo.
Se il prezzo dovesse scendere sotto 25.321, verrebbe meno anche il supporto operativo del modulo LONG D1.
A quel punto la lettura del framework cambierebbe in modo sostanziale, perché verrebbe meno anche l’unica componente attualmente attiva.
In sintesi: oggi il mercato non è ancora strutturalmente compromesso, ma si trova in una fase di vulnerabilità crescente.
COSA MONITORIAMO OGGI
• tenuta dell’area 25.321, che coincide con il LONG STOP
• eventuale riattivazione del SHORT H1
• possibilità di recupero del MID H4 dopo l’ultimo exit
• evoluzione della posizione LONG D1, ancora positiva di circa +0,99%
• rischio di passaggio da SOLO LONG a una struttura completamente scarica
Il punto centrale, oggi, è questo:
il DAX mantiene ancora attivo il ciclo principale, ma non ha più la conferma dei cicli inferiori.
Per questo motivo la lettura resta più prudente rispetto ai giorni in cui il framework era in sincronizzazione completa. La struttura non è ancora compromessa, ma richiede disciplina: sopra il LONG STOP il quadro resta aperto, sotto quel livello cambierebbe in modo netto.
Metodo. Struttura. Sincronizzazione.
Analisi a scopo informativo e di ricerca. Non costituisce una raccomandazione di investimento.
Il Rifiuto della Trendline Mantiene i Venditori al Controllo
Fundamental Analysis
L’oro rimane prudente dopo che i solidi dati sul mercato del lavoro statunitense hanno portato le aspettative di un rialzo dei tassi della Fed a settembre intorno al 60%. Il petrolio vicino ai 100 $ sta aumentando il rischio inflazionistico, mentre un dollaro più debole offre un certo supporto. I mercati ora si concentrano sul PPI di giovedì e sul CPI di venerdì.
Technical Analysis
Su H1, l’oro ha respinto la trendline discendente e la 4.435–4.442 Liquidity Zone, per poi tornare verso 4.400.
La struttura rimane bearish al di sotto di questa resistenza dopo il recente CHoCH. Anche il Volume Profile mostra una forte attività intorno alla parte superiore dell’area 4.430, rendendo particolarmente importante qualsiasi rimbalzo.
La prossima Downside Liquidity si trova vicino a 4.380, seguita dalla 4.365 SSL.
Important Key Levels
4.485–4.495 — BSL / Major Resistance
4.435–4.442 — Liquidity / Trendline Resistance
4.380 — Liquidity
4.365 — SSL
Trading Scenario
La priorità rimane short in caso di un debole rimbalzo verso 4.435–4.442, seguito da una conferma bearish.
Target: 4.380 inizialmente, poi 4.365 SSL.
Invalidation: accettazione H1 al di sopra della Liquidity Zone e della trendline discendente.
Overall View
Il bias H1 rimane bearish al di sotto della trendline. Invece di inseguire l’attuale movimento ribassista, il setup più pulito è attendere un rimbalzo e seguire la prossima onda bearish.
L’oro ritesterà prima 4.440 oppure andrà direttamente a prendere la liquidità a 4.380? 📉🎯
Banca Ifis e' in fase di accumulazione? Primo tgt +16,5%Buongiorno,
Il crollo del 36,9% registrato da Banca Ifis a fine giugno 2026 è stato innescato da un taglio della guidance sugli utili e da accantonamenti straordinari legati a un'ispezione di Bankitalia, uniti alla decisione di dismettere lo storico business dei crediti deteriorati (NPL). Nonostante la contrazione dell'utile netto semestrale e la decisione sui dividendi 2026 posticipata a fine anno, il management ha confermato l'obiettivo di sinergie e una solida base patrimoniale, mentre gli analisti mantengono un approccio prudente con un target price medio intorno ai 16 euro.
Il grafico mostra il violento crollo di fine giugno che ha generato una forte inefficienza volumetrica ( fair value gap ) e la successiva struttura laterale sui minimi.
Ora il prezzo sta consolidando sotto la resistenza locale, architettando il Sign of Strength (SOS): il tentativo di rottura decisiva del range per entrare in Fase D.
L'analisi dei volumi e della struttura grafica delinea un piano operativo ben definito, basato sulla conferma della forza dei compratori: La conferma definitiva dell'accumulazione avverrà con la rottura della resistenza orizzontale a 15,20 - 15,40 euro. Il setup ideale prevede una chiusura daily sopra questo livello, seguita da un ritracciamento con volumi decrescenti che testi la vecchia resistenza come nuovo supporto.
L'Obiettivo: Il primo target naturale è posizionato a 17,50 euro. il prezzo potrebbe muoversi verso questo obiettivo in modo molto rapido (effetto "calamita").
Gestione del Rischio e Invalidazione: Lo scenario rialzista rimane valido finché il prezzo si mantiene sopra il supporto statico a 14,50 euro.
Andremo analizzando le varie fasi a seconda di come si muovera' il prezzo, sempre che sia interssante per qualcuno ;)
Il supporto tiene mentre la resistenza resta sotto osservazioneL’oro (XAUUSD) sta reagendo attualmente da un’importante zona di supporto/domanda tra 4388 e 4398. Il prezzo ha recentemente rimbalzato da questa area e si trova intorno a 4391.
Livelli importanti:
Supporto / Domanda: 4388–4398
Zona chiave inferiore: circa 4367
Resistenza / Offerta: 4495–4509
Finché il prezzo rimane sopra la zona di supporto, è possibile monitorare un movimento verso 4420 → 4460 → 4500.
Una rottura al di sotto di 4367 indebolirebbe questo scenario e potrebbe riportare l’attenzione verso livelli inferiori.
Questa idea si basa sulla struttura dei prezzi e sulle zone evidenziate nel grafico. La reazione del prezzo su questi livelli sarà importante per valutare il prossimo movimento.
il prezzo si avvicina a una importante zona di resistenzaXAUUSD mostra una fase di recupero dopo la reazione dalla zona di supporto inferiore. Il prezzo si sta ora avvicinando all’area 4.395–4.422, evidenziata sul grafico come una resistenza importante.
Il prezzo rimane al di sotto della linea dinamica verde discendente e della media mobile rossa, mantenendo una struttura di breve periodo prudente.
Finché l’area 4.395–4.422 non viene superata in modo sostenuto, le zone 4.360–4.340 e successivamente 4.305–4.291 rimangono livelli importanti da osservare.
Un movimento stabile sopra 4.422 potrebbe invece riportare l’attenzione verso la zona successiva di 4.450–4.460.
Livelli importanti:
🔴 Resistenza: 4.395–4.422
🔴 Resistenza superiore: 4.450–4.460
🟢 Supporto: 4.360–4.340
🟢 Supporto principale: 4.305–4.291
Inversione di tendenza Technogym in corsoPossibile ripartenza verso l'obiettivo dei 16 dollari, sostenuta da un'evidente fase di accumulazione. La struttura mostra un forte assorbimento dei volumi tra Preliminary Support e Secondary Test, culminato in uno Spring con una candela hammer ad alta dimensionalità volumetrica. Stop Loss sotto il minimo dell'hammer più o meno 12.
I prezzi dell'oro si sono temporaneamente stabilizzati.Livelli chiave:
Resistenza: 4425, 4442
Supporto: 4380, 4365
Acquisto: 4385/4370
L'oro spot è attualmente scambiato vicino a 4.400 $. Dopo un calo complessivo di circa il 2,6% in tre sessioni di contrattazione consecutive, il metallo ha registrato un rimbalzo grazie all'indebolimento del dollaro USA. Il mercato è attualmente guidato non solo dalle dinamiche legate ai "beni rifugio", ma dall'interazione di quattro fattori che influenzano i metalli preziosi: prezzi dell'energia, aspettative di inflazione, andamento dei tassi di interesse e tasso di cambio del dollaro USA. I dati statunitensi su PPI (giovedì) e CPI (venerdì) di questa settimana forniranno un indicatore diretto delle tendenze inflazionistiche e determineranno se la Federal Reserve alzerà i tassi o li manterrà invariati la prossima settimana. L'oro si è stabilizzato vicino all'area di supporto di confluenza tra 4.345 $ e 4.340 $, che probabilmente fungerà da punto di svolta chiave. Gli indicatori tecnici suggeriscono che lo slancio rialzista rimane fragile; è probabile che si incontri una resistenza immediata vicino al livello di ritracciamento di Fibonacci del 38,2%, a 4.423 $. Tuttavia, un'ulteriore rottura al rialzo porterebbe a testare la resistenza situata al livello di ritracciamento del 23,6%, vicino a 4.457 $.
NEXI Aggiornamento
Sorvegliata speciale. Dopo il golden cross mi aspetterei un pullback dei prezzi sulla media 55 (blu) oppure sulla 200 (rossa) che sarebbero i punti di ingresso ideali.
Lato cicli ci sono le condizioni necessarie e sufficienti per avere chiuso il secondo T+3. Le due ipotesi ora per andare a completare il ciclo T+3i che ha anche un vincolo sequenziale sono la gialla e la azzurra.
Xauusd domani IPPCiao, sono Maicol, un trader italiano.
Studio Gold dal 2019.
Il mio approccio è swing e intraday
Ho bisogno del tuo supporto.
Lascia un like e seguimi.
Per te è una piccola cosa, ma per il mio lavoro conta tanto.
Leggi bene la descrizione per capire il piano operativo.
Non soffermarti solo sul grafico. Grazie.
🌞 BUONGIORNO A TUTTI🌞
ci vediamo oggi ore 14:30
GOLD si trova di nuovo sulla zona di rotazione importante zona 4340 4300
dopo averla ritoccata e sweppato minmim daily per ben due volte,.
ora sembra che si stia riallineando al daily weekly long,.
mi piacerebbe iniziare a prendere in considerazione dei long su schematica appena finisce di completarla,
attenzione ai livelli short segnati, sono molto bassi e non mi aspetterei che tenessero il prezzo.
quindi monitoriamo come ci arriva e cosa ci combina al suo interno.
target 4600? non da escludere.
domani IPP news importante.
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perdervi nulla!
📬 Per qualsiasi dubbio o domanda, scrivetemi: sarò felice di rispondervi.
🔍Promemoria🔍
Evito di operare durante le sessioni asiatica e londinese, focalizzandomi sulle notizie delle 14:30, e sull'apertura di New York ore 15:30.
Nel frattempo, vi auguro una buona giornata.
-BUON TRADING
-GESTITE IL RISCHIO
-BE PATIENCE
Fed sotto i riflettori, petrolio verso 100 dollariGRANDE ATTESA PER LA FED
Nella seduta di ieri, 8 settembre 2026, Wall Street ha chiuso prevalentemente in territorio negativo, appesantita dall'impennata dei prezzi dell'energia e dai rinnovati timori di una stretta monetaria da parte della Federal Reserve.
Il Dow Jones ha terminato la giornata in calo dello 0,87%, mentre l'S&P 500 ha registrato una flessione più contenuta, pari allo 0,12%.
Il Nasdaq è invece andato controcorrente, chiudendo in lieve rialzo dello 0,08%, grazie alla tenuta di alcuni comparti tecnologici.
Ad alimentare la tensione è stato il rally del petrolio, con il Brent ormai a ridosso dei 100 dollari al barile, mentre il gas naturale ha toccato i massimi degli ultimi tre anni.
A causa delle pressioni sui prezzi delle materie prime, gli investitori temono ora che la Fed possa tornare ad alzare i tassi d'interesse. Le probabilità di un rialzo sono salite al 60%, in attesa dei dati sull'inflazione in uscita tra giovedì e venerdì, con particolare attenzione agli indici PPI e CPI.
VALUTE
Stabilità sui principali cambi valutari, ad eccezione dello yen giapponese, che continua a mantenersi forte e in fase rialzista rispetto alle altre valute.
Sulla divisa nipponica convergono attualmente flussi provenienti sia dalla BoJ, che continua a ventilare possibili interventi sul mercato, sia dagli investitori istituzionali giapponesi, che stanno vendendo Treasury statunitensi per acquistare titoli di Stato domestici.
Una dinamica incoraggiata anche dal Governo di Tokyo, con l'obiettivo di stabilizzare il tasso di cambio in un contesto in cui il rialzo dei tassi appare sempre più probabile.
Nel frattempo, Eur/Usd continua a puntare verso il test di area 1,1650, mentre il Cable si mantiene a ridosso della resistenza compresa tra 1,3560 e 1,3570.
Il dollaro resta quindi sotto pressione. Va tuttavia sottolineato che, almeno per il momento, le principali valute concorrenti non sono ancora riuscite a superare livelli tecnici particolarmente significativi.
Le valute oceaniche si mantengono stabili, con Aud/Usd non lontano dalla resistenza chiave di 0,7270. Il Nzd/Usd fatica invece a riportarsi sopra l'area compresa tra 0,5880 e 0,5890.
Tra i cross regionali, Aud/Nzd si conferma forte a quota 1,2350, mentre Usd/Cad resta debole in prossimità del supporto di 1,3760.
BRENT VICINO A 100 DOLLARI
Mercoledì il petrolio Brent ha superato i 99 dollari al barile, raggiungendo il livello più alto degli ultimi sette settimane e avvicinandosi alla soglia psicologica dei 100 dollari.
A sostenere il rialzo sono state le crescenti tensioni geopolitiche, dopo che gli Stati Uniti hanno colpito diverse petroliere iraniane nei pressi dell'isola di Kharg, uno dei principali hub per l'esportazione di greggio del Paese.
Gli attacchi hanno alimentato i timori di ulteriori interruzioni delle forniture globali di petrolio.
Secondo fonti statunitensi, l'operazione sarebbe stata una risposta a un tentativo di attacco missilistico contro una nave da guerra americana.
Teheran ha reagito lanciando missili balistici verso la Giordania e avvertendo le navi presenti nel Golfo Persico, invitando gli equipaggi delle petroliere in prossimità dei porti del Kuwait e del Bahrein ad abbandonare immediatamente le proprie imbarcazioni.
Nel frattempo, la maggiore domanda cinese di greggio sta sostenendo i prezzi delle forniture provenienti da Africa, Canada e America Latina, poiché le difficoltà di transito nello Stretto di Hormuz stanno costringendo molte raffinerie a ricercare fonti alternative.
Le diplomazie continuano intanto a lavorare dietro le quinte, ma al momento non emergono risultati concreti in grado di favorire una de-escalation.
GOLD
Complice la sostanziale stabilità del mercato valutario, l'oro si è mantenuto intorno ai 4.350 dollari l'oncia dopo due sedute consecutive di ribasso.
Il metallo prezioso continua a risentire dell'aumento del prezzo del petrolio, che ha riacceso i timori inflazionistici e rafforzato le aspettative di nuovi rialzi dei tassi d'interesse.
Gli investitori si preparano inoltre alla pubblicazione dei principali dati sull'inflazione statunitense, che potrebbero fornire indicazioni importanti sulle prossime mosse della Federal Reserve.
Sebbene l'oro sia tradizionalmente considerato una copertura contro l'inflazione, tassi d'interesse più elevati tendono a ridurne l'attrattiva, aumentando il rendimento relativo degli strumenti finanziari alternativi.
Nel mese di agosto, tuttavia, il metallo giallo aveva registrato una performance particolarmente positiva, sostenuta dall'aumento della domanda di copertura e dei flussi d'investimento, oltre che dai continui acquisti delle banche centrali, con la Cina tra i principali protagonisti.
Saverio Berlinzani , analista ActivTrades
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Circles Analysis ENI 2026/09/09 (Italia)La tendenza di medio periodo del titolo Eni permane impostata al rialzo. La chiusura della seduta dell’8 settembre 2026 si attesta a € 23,50.
La quotazione si trova in prossimità della resistenza orbitale, rappresentata dall’orbita di equilibrio rialzista individuata in area € 24,02. La sua violazione e, soprattutto, la successiva conferma delle quotazioni al di sopra di tale livello costituirebbero un significativo segnale di forza, potenzialmente in grado di favorire l’avvio di una nuova fase ascendente.
In questo scenario, il superamento confermato di € 24,02 potrebbe riattivare le correnti rialziste e favorire la prosecuzione del movimento ascendente, con obiettivo potenziale in area € 27,54. Qualora il movimento si sviluppasse in linea con le attuali proiezioni dell’Analisi Orbitale (Circles Analysis), il raggiungimento di tale livello potrebbe verificarsi entro il 6 novembre 2026.
Sul fronte opposto, qualora le quotazioni non riuscissero a superare stabilmente € 24,02, la permanenza al di sotto della resistenza potrebbe progressivamente indebolire l’attuale impostazione rialzista di medio periodo. In tale eventualità, potrebbe verificarsi una fase di instabilizzazione del quadro tecnico, seguita da un possibile movimento discendente.
Pertanto, € 24,02 rappresenta attualmente il principale livello tecnico di riferimento. Una sua violazione, accompagnata da una conferma delle quotazioni al di sopra di tale soglia, rafforzerebbe significativamente l’impostazione rialzista e aumenterebbe la probabilità di sviluppo del movimento verso l’area obiettivo di € 27,54.
Al contrario, la mancata violazione della resistenza e la conseguente permanenza delle quotazioni al di sotto di € 24,02 aumenterebbero progressivamente le probabilità di un deterioramento dell’attuale movimento rialzista di medio periodo, favorendo l’ipotesi di una successiva fase correttiva.
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Il presente report rappresenta un’analisi tecnica basata sul metodo dell’Analisi Orbitale (Circles Analysis), elaborata a fini esclusivamente informativi e didattici. Non costituisce in alcun modo consulenza finanziaria personalizzata, raccomandazione di investimento, invito all’investimento, né sollecitazione all’acquisto o alla vendita di strumenti finanziari.
Le operazioni su strumenti finanziari, e in particolare quelle effettuate mediante strumenti derivati, possono comportare rischi elevati e determinare la perdita, anche integrale, del capitale investito. Le valutazioni e le proiezioni contenute nel presente report rappresentano esclusivamente ipotesi derivanti dall’applicazione del metodo di analisi adottato e non costituiscono garanzia di risultati futuri.
L’oro mostra una possibile continuazione rialzistaL’oro si trova attualmente nell’area di 4.400, dopo aver reagito dalla zona di supporto inferiore intorno a 4.290–4.305. Successivamente, il prezzo ha mostrato una fase di recupero seguita da un consolidamento vicino all’area evidenziata sul grafico.
La zona principale da osservare è 4.400–4.415. Se il prezzo riesce a mantenere quest’area e a sviluppare un movimento sostenuto sopra la resistenza vicina, la successiva area importante potrebbe trovarsi intorno a 4.555–4.575.
La proiezione mostrata sul grafico indica successivamente una possibile area obiettivo intorno a 4.599. L’area 4.340–4.360 rappresenta invece una zona importante di invalidazione dello scenario mostrato.
Livelli importanti:
Area di ingresso: 4.400–4.415
Supporto: 4.290–4.305
Area di invalidazione: 4.340–4.360
Area di resistenza superiore: 4.555–4.575
Obiettivo proiettato: ~4.599
Oro 1H – Zone chiave e reazione del prezzoL’oro viene scambiato attualmente intorno a 4.402, al di sotto della zona 4.419–4.435.
🟪 Zona superiore: 4.419–4.435 – in precedenza ha funzionato come supporto e ora rappresenta un’area importante da osservare.
🟢 Il prezzo rimane sotto questa zona dopo una reazione negativa.
📈 Le ultime candele mostrano un recupero di breve periodo dall’area 4.350–4.360.
🟪 Zona inferiore: 4.294–4.310 – altra area importante dove il prezzo ha mostrato forti reazioni in precedenza.
Se il prezzo torna nella zona superiore, sarà importante osservare la reazione delle candele.
Un movimento sostenuto sopra la zona superiore potrebbe modificare la struttura attuale, mentre una nuova reazione negativa potrebbe riportare l’attenzione verso la zona inferiore.
28. È il punto più basso del Fear & Greed Index da mesi. Eppure28. È il punto più basso del Fear & Greed Index da mesi. Eppure gli istituzionali sono net long da 4 settimane consecutive.
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📉 SITUAZIONE ATTUALE
BTC si muove in un range compresso, con un'asta ribassista seguita da un rimbalzo debole e volumi in espansione. Il prezzo è scivolato sotto due cluster on-chain chiave, rendendo la tenuta della zona 76.000-77.000 critica per la struttura di breve.
🧠 LA DIVERGENZA
Retail in paura, posizionamento ancora fragile sui social e sui minimi pluriennali. I top trader, però, restano net long, e l'Hodler Net Position Change è tornato positivo dopo un mese di vendite. Classicamente, un setup contrarian di questo tipo pende per il lato long, ma non è mai così semplice.
🗺️ LIVELLI DA MONITORARE
🔴 Resistenze:
• 80.000-80.400 psicologico + rifiuto multiplo
• 82.200-82.500 trigger di breakout secondo gli analisti
🟢 Supporti:
• 76.250-77.300 cluster on-chain + swing low
• 74.500-75.500 pavimento della congestione estiva
⚠️ IL PUNTO
La leva è sbilanciata sotto il prezzo più che sopra. Questo significa che il percorso di minor resistenza, nel breve, potrebbe passare prima da una caccia agli stop e poi da uno short squeeze. Ma è proprio nei dettagli di come si gestisce questo tipo di asimmetria che si vede la differenza tra un'idea e un protocollo.
Non rincorro i prezzi, aspetto che arrivino ai miei livelli.
Disciplina prima di tutto. 🧘♂️
Circles Analysis OXY 2026/09/09 (U.S.A.)La tendenza di lungo periodo del titolo Occidental Petroleum Corporation permane impostata al rialzo. La chiusura della seduta dell’8 settembre 2026 si attesta a $ 60,65.
L’area di resistenza orbitale, rappresentata dall’orbita di equilibrio rialzista individuata a $ 62,15, assume particolare rilevanza ai fini dell’evoluzione del quadro tecnico.
La permanenza delle quotazioni al di sotto di tale livello potrebbe determinare un progressivo deterioramento dell’attuale impostazione positiva, mentre una sua decisa rottura, accompagnata da una successiva conferma, potrebbe innescare un’ulteriore accelerazione del movimento rialzista.
In tale eventualità, il primo obiettivo del movimento rialzista sarebbe individuabile in area $ 70,05, livello il cui raggiungimento, sulla base dell’attuale configurazione temporale, potrebbe verificarsi entro il 13 novembre 2026.
Il livello di $ 62,15 rappresenta pertanto il principale spartiacque tecnico per l’evoluzione del titolo:
Sopra $ 62,15: aumenterebbero le probabilità di una prosecuzione del trend rialzista di lungo periodo, con possibile estensione del movimento verso l’obiettivo di $ 70,05.
Sotto $ 62,15: aumenterebbero le probabilità dell’avvio di una fase correttiva, soprattutto qualora la mancata rottura della resistenza fosse accompagnata da segnali di debolezza.
In conclusione, pur permanendo rialzista la tendenza di lungo periodo, la rilevanza dell’area di resistenza orbitale rende particolarmente importante monitorare il comportamento delle quotazioni in prossimità di $ 62,15.
La rottura e la successiva conferma sopra tale livello manterrebbero prevalente lo scenario rialzista e rafforzerebbero l’ipotesi di un’estensione del movimento verso $ 70,05. Viceversa, l’incapacità di superare la resistenza, accompagnata da una successiva perdita dei principali supporti, potrebbe rappresentare il primo concreto segnale di deterioramento del quadro tecnico e di possibile avvio di una fase correttiva di più ampia portata.
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Le operazioni su strumenti derivati comportano rischi elevati e possono determinare la perdita, anche integrale, del capitale investito.
BTCUSD al bivio — Il supporto riaprirà la strada verso 82.000?Partiamo dalla struttura generale. BTCUSD continua a muoversi all’interno di un canale ascendente ben definito. Il limite inferiore ha attirato più volte l’interesse dei compratori, mentre quello superiore ha favorito continue prese di profitto. Il prezzo è in fase di correzione, ma la struttura non è ancora stata violata.
L’attuale discesa è iniziata dopo il rifiuto di BTC vicino alla parte alta del canale. Il prezzo è sceso sotto la linea mediana e potrebbe tornare verso il limite inferiore per trovare nuova domanda. È probabilmente qui che si deciderà la prossima direzione.
Se la pressione di vendita si attenua e il prezzo rimbalza con decisione dal limite inferiore, considererò questa discesa una correzione all’interno del trend rialzista. In quel caso, 82.000 tornerà al centro dell’attenzione, vicino alla parte alta del canale.
Non comprerò solo perché il prezzo tocca la trendline. Voglio vedere una risposta convinta da parte degli acquirenti. Una chiusura netta sotto il limite inferiore romperebbe la struttura e mi costringerebbe a rivalutare lo scenario.
Fino ad allora, il trend rialzista mantiene il vantaggio. Il prezzo sta tornando in un’area in cui i compratori si sono già fatti sentire, e la prossima reazione potrebbe dirci molto.
Questa è la mia visione personale del mercato e non costituisce consulenza finanziaria.
Lo spread dei tassi Francia/Germania in allerta rossaMentre il rendimento del titolo di Stato francese a 10 anni ha raggiunto lo stesso livello del rendimento del titolo di Stato italiano a 10 anni, la questione della traiettoria del debito pubblico francese diventa sempre più importante. La questione è ancora più rilevante considerando che la Francia è la seconda economia della Zona Euro e una grande potenza mondiale.
Tra gli elementi preoccupanti del momento figurano un deficit di bilancio ancora nettamente superiore all’obiettivo europeo del 3%, un onere per interessi che rappresenta oltre il 13% del bilancio dello Stato e una quota predominante del debito detenuta da investitori esteri.
Un altro indicatore di allarme: lo spread tra i rendimenti dei titoli di Stato francesi e tedeschi a 10 anni è ora ai massimi dal 2012!
Il grafico qui sotto mostra lo spread dei rendimenti a lungo termine tra Francia e Germania.
Esaminiamo la situazione attuale del debito pubblico francese, gli elementi negativi, ma anche i fattori positivi che potrebbero consentire, nel tempo, un miglioramento strutturale della situazione.
Il primo punto da ricordare è l’entità del debito. Alla fine del primo trimestre del 2026, il debito pubblico francese ha raggiunto 3.536 miliardi di euro, pari al 117,5% del PIL. Questa dinamica è preoccupante perché il rapporto era pari al 98% alla fine del 2015. La Francia deve quindi stabilizzare i propri conti pubblici proprio mentre il costo del suo indebitamento aumenta.
L’onere per interessi sul debito rappresenta proprio uno dei principali rischi. Nel 2026 è previsto a 59,3 miliardi di euro, un importo ormai superiore agli stanziamenti destinati alla difesa nazionale. Soprattutto, questo onere dovrebbe continuare ad aumentare nei prossimi anni se i tassi di interesse resteranno elevati.
La tabella qui sotto presenta le principali caratteristiche del debito pubblico francese, tra cui il peso del servizio del debito sul bilancio complessivo dello Stato e la quota del debito pubblico detenuta da investitori esteri.
Il secondo rischio riguarda la fiducia degli investitori. Circa il 55,9% dei titoli di debito a lungo termine delle amministrazioni pubbliche francesi è detenuto da non residenti. Ciò significa che un deterioramento della percezione del rischio sovrano francese può tradursi rapidamente in rendimenti richiesti più elevati e quindi in uno spread maggiore rispetto alla Germania.
Tuttavia, non è tutto negativo. La Francia mantiene un’economia diversificata, un’ampia base fiscale, una durata media del debito relativamente lunga e beneficia dell’appartenenza alla Zona Euro. Soprattutto, una riduzione duratura del deficit di bilancio, accompagnata da un’accelerazione della crescita economica, potrebbe invertire progressivamente la traiettoria del debito.
Lo spread Francia/Germania deve quindi essere monitorato come un vero barometro della fiducia degli investitori. Una stabilizzazione rappresenterebbe un primo segnale positivo. Al contrario, un’ulteriore espansione dello spread indicherebbe che gli investitori stanno richiedendo un premio per il rischio sempre maggiore per finanziare la Francia. All’inizio di settembre, lo spread si aggira intorno ai 90 punti base, livelli vicini a quelli osservati durante precedenti fasi di forte tensione sul debito francese.
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Oro: Analisi di mercatoIl prezzo dell’oro è sceso ieri, rompendo la precedente struttura di forte rialzo. Il mercato è passato dalla precedente tendenza rialzista a una fase di consolidamento debole. Oggi nella sessione asiatica si è registrato un leggero rimbalzo, ma la spinta è modesta. Si tratta semplicemente di una correzione tecnica dopo la discesa. Al momento il mercato vede un evidente braccio di ferro tra compratori e venditori, senza una direzione unilaterale definita.
Il supporto chiave è compreso tra 4330 e 4340. Se questo livello regge, il mercato resterà in consolidamento correttivo. Una volta stabilizzato il prezzo in questa zona, è possibile aprire posizioni lunghe leggere per puntare a un rimbalzo. Una rottura efficace al di sotto di questa fascia aprirà maggiore spazio al ribasso, con obiettivo di testare il supporto a quota 4300.
La resistenza a breve termine si trova tra 4385 e 4400. Finché i rimbalzi non superano questo intervallo, tutte le risalite rappresentano opportunità per vendere allo scoperto. La resistenza più forte è a 4420. Solo una stabilizzazione sopra 4420 potrà riaprire la dinamica rialzista a breve termine.
Considerata la situazione laterale a breve termine, privilegia le vendite su rimbalzo e usa le posizioni lunghe in modo secondario. Evita di rincorrere rialzi o ribassi; opera con prudenza.
🥇 Fornisco ogni giorno un’analisi oggettiva del mercato.






















