NZDUSD H1: Il canale ascendente apre la strada al rimbalzoIl NZDUSD sta mostrando un cambiamento positivo dopo la precedente serie di forti cali. Il prezzo è uscito dalla zona di consolidamento (Consolidation Range) e si sta ora muovendo all'interno di un canale ascendente (Ascending Channel), segnale che i compratori stanno gradualmente prendendo il controllo del rimbalzo a breve termine.
L'aspetto degno di nota è che il prezzo continua a mantenere una struttura di minimi crescenti all'interno del canale rialzista. Se il NZDUSD rimarrà al di sopra dell'area 0.5680 – 0.5690, il movimento al rialzo potrebbe estendersi verso la zona 0.5740 – 0.5760 nel prossimo futuro.
Piano di Trading:
Punto di ingresso (Entry): Priorità ai contratti di acquisto (BUY) in caso di correzione verso l'area 0.5680 – 0.5690, con la presenza di un segnale di conferma rialzista.
Target di profitto (Take Profit): 0.5740 – 0.5760.
Annullamento dello scenario (Invalidation): Se il NZDUSD chiude una candela H1 sotto quota 0.5670, la struttura rialzista a breve termine si indebolirà.
Questo articolo è solo a scopo informativo. Fai sempre trading in base alla tua analisi personale.
Canale parallelo
Short CL da 76Scorte in forte build = pressione ribassista
• Due settimane consecutive con build molto forti (+8,5 mln e poi +16 mln bbl) indicano mercato fisicamente ben rifornito
• Questo è tipico di fasi in cui il rialzo dei prezzi è più geopolitico/psicologico che guidato dalla scarsità: in assenza di nuovi shock, tende a rientrare.
2. Scorte prodotti molto sopra media = premio rischio fragile
• Alcuni prodotti (es. propano/propylene) sono ~46% sopra la media a 5 anni; anche le commercial inventories totali sono in aumento deciso.
• Quando le scorte di prodotti sono alte, le raffinerie non hanno urgenza di spingere i prezzi della materia prima.
il war premium trova facilmente venditori sopra.
3. Utilizzo raffinerie non tirato all’88,6% con input in calo (15,7 mln) indica che il sistema non sta correndo al massimo per soddisfare una domanda esplosiva.
• Questo è coerente con domanda “ok ma non euforica”, quindi il supporto strutturale ai prezzi è limitato.
4. Domanda in crescita ma non basta a compensare il surplus
•Total products supplied +5,4% y/y è positivo, ma va letto insieme ai build di scorte: significa che l’offerta sta comunque superando la domanda nel breve.
• In questo contesto, la narrativa di surplus EIA Energy (build medi globali previsti ~3,1 mln b/g nel 2026) resta dominante: scenario di medio termine più favorevole a correzioni che a un bull market sostenuto.
Set up tecnico sfruttare la volatilità di breve per un costrutto di short area 72-77 principale take profit 62-52
Analisi Tecnica GBP/USD (1H)Analisi Tecnica GBP/USD (1H)
Analisi della struttura di mercato secondo gli Smart Money Concepts (SMC)
1. Contesto di mercato
Nel timeframe a 1 ora, GBP/USD si trova in una fase di recupero di breve termine dopo un forte impulso ribassista. Il prezzo si muove all’interno di un range definito tra una zona di supporto (domanda) e una zona di resistenza (offerta) superiore.
Il grafico evidenzia elementi chiave degli Smart Money Concepts:
CHoCH (Change of Character – Cambio di carattere)
BOS (Break of Structure – Rottura della struttura)
FVG (Fair Value Gap – Squilibrio di mercato)
POI (Point of Interest – Punto di interesse)
Zone ben definite di supporto e resistenza
2. Analisi della struttura
🔹 Fase ribassista iniziale
Un CHoCH ha segnalato il passaggio da una struttura rialzista a ribassista.
È seguito un forte movimento impulsivo verso il basso con la creazione di un nuovo minimo.
Il flusso degli ordini è diventato chiaramente ribassista.
🔹 Accumulazione e reazione sulla domanda
Il prezzo ha raggiunto una zona di supporto chiave (~1,3440–1,3460).
I molteplici rifiuti indicano una probabile presenza di acquisti istituzionali.
Questa area rappresenta una zona importante di liquidità.
🔹 Rottura rialzista della struttura (BOS)
Un BOS rialzista ha confermato un cambiamento della dinamica nel breve termine.
L’impulso rialzista ha lasciato un FVG, evidenziando uno squilibrio.
Il POI si trova nell’area di “discount” dell’attuale range.
3. Posizione attuale del prezzo
Il mercato:
Sta correggendo da un massimo locale recente (~1,3580).
Si sta avvicinando nuovamente alla zona di supporto indicata come “Entry”.
Potrebbe completare un ritracciamento prima di una possibile continuazione rialzista.
Si tratta di un classico scenario di pullback verso la domanda prima di una ripresa.
4. Scenario operativo
🟢 Scenario rialzista (probabilità maggiore secondo la struttura)
Ritracciamento verso la zona di supporto.
Conferma tramite:
Candele di rifiuto rialzista
BOS su timeframe inferiori
Sweep di liquidità sotto il supporto
Target:
Zona di resistenza (~1,3640–1,3660)
Rapporto rischio/rendimento interessante se l’ingresso avviene nella zona di domanda.
🔴 Invalidazione ribassista
Rottura netta e chiusura sotto la zona di supporto.
In tal caso si riattiverebbe la continuazione ribassista.
5. Prospettiva istituzionale e della liquidità
Massimi vicini sotto la resistenza suggeriscono presenza di liquidità buy-side.
Un movimento rialzista potrebbe mirare a catturare tale liquidità.
L’attuale struttura suggerisce più una fase di accumulazione che di distribuzione.
6. Conclusione professionale
La struttura su 1H mostra:
Transizione da flusso ribassista a rialzista.
Rottura di struttura che conferma forza nel breve termine.
Ritracciamento verso una zona di domanda con potenziale di continuazione.
Obiettivo chiaro nell’area di resistenza.
Bias: Rialzista nel breve termine verso 1,3640–1,3660 finché il supporto regge.
Indice del Dollaro Statunitense (DXY) – Analisi Tecnica 1HIndice del Dollaro Statunitense (DXY) – Analisi Tecnica 1H
Timeframe: Grafico a 1 ora
Panoramica della struttura di mercato
Il DXY quota attualmente intorno a 96,83, dopo un chiaro rifiuto dalla principale area di resistenza situata tra 97,80 e 98,00. La struttura del prezzo è passata da un contesto rialzista a una fase ribassista nel breve termine dopo:
Un doppio rifiuto nella zona di resistenza principale
Un falso breakout confermato sopra la precedente resistenza (~97,20)
Un Change of Character (CHoCH) che segnala un cambiamento di momentum
La struttura più ampia mostra una fase di distribuzione sui massimi e un calo controllato verso un supporto chiave.
Zone tecniche chiave
🔵 Resistenza principale: 97,75 – 98,00
Forte zona di offerta
Rifiuti multipli
Probabile distribuzione istituzionale
Rimane valida fino a una rottura chiara con accettazione sostenuta sopra l’area
🔵 Resistenza intermedia: ~97,20
Precedente livello di breakout ora diventato resistenza
Rifiuto netto dopo il retest
Ora agisce come obiettivo rialzista di breve termine
🟢 Supporto principale: 96,30 – 96,50
Zona di domanda su timeframe superiore
Recente reazione rialzista (lunga ombra inferiore + rimbalzo impulsivo)
Attualmente difende la parte bassa
Prospettiva Smart Money Concepts (SMC)
Si è formato un FVG (Fair Value Gap) durante il precedente impulso rialzista, successivamente mitigato.
Si è verificato un Break of Structure (BOS) al ribasso dopo il rifiuto in resistenza.
Il CHoCH conferma un tentativo rialzista di breve termine dopo la reazione sul supporto.
Probabili aree di liquidità:
Sotto 96,30 (liquidità lato vendite)
Sopra 97,20 (liquidità lato acquisti)
Il mercato sembra trovarsi in una fase di compressione in range tra 96,40 e 97,20 prima di una possibile espansione.
Comportamento attuale del prezzo
Il prezzo sta consolidando sopra il supporto principale dopo un forte rimbalzo. La struttura suggerisce:
Accumulo di breve termine vicino al supporto
Possibile sweep di liquidità verso 96,40 prima di un’espansione
I pattern di compressione spesso precedono un movimento impulsivo
Il momentum è neutrale o leggermente rialzista sui timeframe inferiori dopo la difesa del supporto.
Scenari operativi
🟢 Scenario rialzista (preferito sopra 96,30)
Possibile discesa verso 96,40–96,50 (caccia alla liquidità)
Conferma rialzista su timeframe inferiore
Target 1: 97,00
Target 2: 97,20 (massimo del range / resistenza)
Target esteso: 97,75 (resistenza principale)
Invalidazione: Rottura decisa e chiusura sostenuta sotto 96,30.
🔴 Scenario ribassista
Se 96,30 viene rotto in modo deciso:
Movimento verso 96,00–95,80
Continuazione della struttura ribassista di breve termine
Correzione più ampia all’interno della distribuzione su timeframe superiore
Conclusione
Il DXY sta operando all’interno di un range definito tra 96,30 (supporto) e 97,20 (resistenza) dopo il rifiuto della principale zona di offerta vicino a 98,00.
La struttura attuale favorisce un ritracciamento rialzista di breve termine verso 97,20, a condizione che il supporto continui a reggere. Tuttavia, il contesto più ampio riflette ancora una distribuzione vicino alla resistenza principale, il che significa che i rialzi potrebbero rimanere correttivi finché l’area 97,75–98,00 non verrà riconquistata in modo sostenuto.
Dichiarazione di non responsabilità
Questa analisi è fornita esclusivamente a scopo educativo e non costituisce consulenza finanziaria, di investimento o di trading. Le informazioni presentate si basano su analisi tecnica e interpretazione della struttura di mercato al momento della redazione. I mercati finanziari comportano rischi e le performance passate non garantiscono risultati futuri. Effettuare sempre le proprie ricerche e consultare un consulente finanziario autorizzato prima di prendere decisioni di investimento o trading
Software Shock: Panico AI e segnali di rimbalzo per ETF WCLDIl settore software ha appena vissuto una delle correzioni più violente degli ultimi anni: circa 2.000 miliardi di dollari di market cap evaporati in pochi giorni a inizio febbraio.
Il timore che ha acceso la miccia è chiaro: l’Intelligenza Artificiale non più come acceleratore del software, ma come possibile sostituto di parte dei servizi digitali tradizionali.
L’ETF EURONEXT:WCLD (WisdomTree Cloud Computing) è stato tra i più colpiti, con ribassi superiori al 20% in poche sedute. Non sorprende: è fortemente esposto a società SaaS pure, spesso mid-cap ad alta crescita, quindi più sensibili a shock di sentiment e compressione dei multipli.
Secondo una recente nota di JP Morgan, il sentiment sul software appare eccessivamente negativo.
Il dato più significativo arriva dal RSI dell’indice S&P 500 Software, precipitato a 18.
Per dare un contesto: un valore sotto 20 non si vedeva dal 1990.
Storicamente, letture così estreme hanno coinciso con fasi di ipervenduto marcato e, in molti casi, con rimbalzi tecnici rilevanti nelle settimane successive.
Questo non significa che il minimo sia già definitivo, ma indica che il mercato potrebbe aver sovra-reagito nel breve.
FOCUS ETF: WCLD – WisdomTree Cloud Computing
Caratteristiche principali: Esposizione concentrata su aziende cloud e SaaS
È uno strumento interessante per chi vuole puntare esclusivamente sui servizi digitali, evitando hardware e semiconduttori.
ANALISI TECNICA
Time frame weekly
Il movimento correttivo appare strutturato in un ABC, con:
Onda C ≈ 61,8% di onda A
Proiezione conclusa del 100% del canale discendente durato circa 7 mesi.
Il canale ribassista infatti è stato rotto al ribasso con completamento della proiezione tecnica, elemento che spesso coincide con l’esaurimento della spinta correttiva.
Il prezzo si è fermato in area 22,50 euro, zona già in passato teatro di importanti reazioni.
Il principale livello volumetrico (POC) resta superiore, in area 27–28 euro, che rappresenta la prima area di equilibrio da riconquistare in caso di rimbalzo strutturato.
Dopo una discesa così rapida e verticale, un movimento di mean reversion non sarebbe statisticamente anomalo.
Time frame DAILY
Il MACD è in fase di possibile incrocio rialzista, segnale preliminare di attenuazione della pressione ribassista.
CONCLUSIONE
Il settore software è passato in poche sedute dall’euforia alla capitolazione.
RSI estremamente compresso, stagionalità favorevole e completamento di strutture tecniche correttive suggeriscono che il rischio/rendimento stia gradualmente migliorando, almeno in ottica di rimbalzo tecnico.
La vera discriminante sarà la capacità del prezzo di difendere l’area 22,50 euro e costruire una base sopra i minimi recenti.
Disclaimer: Questa analisi ha scopo puramente informativo e non costituisce consulenza finanziaria. Il settore software rimane ad alta volatilità.
DMDR – Dow Market Divergence Ratio (DJI/DJT)📊 DMDR – Dow Market Divergence Ratio (DJI/DJT)
Timeframe: 1W
Data: 6 Ottobre 2025
Analista: Illyrian_Trader
Struttura: Analisi Strutturale – Price Structure
1️⃣ Direzione Primaria
Il DMDR mantiene una direzione rialzista primaria dal Q3 2023, indicando una forza relativa crescente dei settori industriali rispetto ai trasporti.
Questo è un segnale classico di fase matura di ciclo economico, in cui la componente produttiva sovraperforma quella logistica.
La sequenza di Higher Highs e Higher Lows conferma una struttura coerente, ma con momentum in rallentamento dopo il massimo locale a 3.04.
2️⃣ Struttura Geometrica
Il ratio si muove in un canale ascendente regolare, delimitato da una trendline inferiore di lungo periodo (base strutturale) e una superiore che contiene i massimi ciclici.
Le zone di equilibrio a 2.80 e 2.50 restano i pivot tecnici di riferimento.
La Ichimoku Cloud agisce da supporto dinamico attorno a 2.85–2.90, confermando la fase di retest strutturale post breakout.
3️⃣ Nodi Strutturali
3.00–3.05: resistenza ciclica principale (massimo del ciclo industriale).
2.80: pivot strategico, ex-resistenza divenuta supporto chiave.
2.50: livello cardine del canale medio-lungo, equilibrio del rapporto economico.
Questi nodi definiscono la mappa decisionale del DMDR e le soglie tra fasi di espansione e contrazione macro.
4️⃣ Dinamica Interna
La struttura mostra oscillazioni regolari con armonia ciclica di circa 20–24 settimane.
Il pattern proiettato indica un possibile massimo ciclico secondario tra Q1 e Q2 2026 in area 3.20–3.25, seguito da una fase di inversione correttiva.
Il rapporto prezzo-tempo rimane coerente con una fase di maturazione del ciclo e possibile divergenza intermarket in formazione.
5️⃣Confluenze
Canale + Ichimoku: doppio sostegno rialzista coerente.
Zona 2.80: confluenza tra supporto dinamico, pivot statico e nodo ciclico.
6️⃣ Sintesi Strutturale
Il DMDR si trova in una fase di consolidamento ciclico avanzato, all’interno di un trend primario ancora rialzista.
Il comportamento del ratio riflette la latenza del ciclo economico USA: gli Industrial mantengono la forza, ma la componente dei Trasporti non conferma pienamente. Un’inversione sotto 2.80 rappresenterebbe l’attivazione della divergenza di Dow e l’inizio di una fase di transizione macroeconomica.
📈 Scenario Logico
Primario: prosecuzione nel canale verso 3.20–3.25 → massimo ciclico entro H1 2026.
Alternativo: rottura sotto 2.80 → target 2.50 → divergenza strutturale e conferma di inversione.
PayPalIl prezzo del titolo PayPal è prossimo alle basi dei due canali ribassisti che transitano a circa 41$, primo ingresso long con stop loss sotto i 40$.
DISCLAIMER:
Tali informazioni/strumenti non costituiscono in alcun modo sollecitazione al pubblico risparmio o consulenza operativa su strumenti finanziari, devono essere considerate semplice elemento di studio, di approfondimento e di informazione.
Si declina ogni responsabilità per le eventuali conseguenze negative che dovessero scaturire da un'operatività fondata sull'osservanza delle suddette indicazioni.
WTI – Dalla Polvere alla Spinta, il Fondo si Trasforma in Forza📊Analisi tecnica:
Il petrolio WTI si trova in una fase ciclica cruciale: dopo mesi di correzione e una discesa ordinata all’interno di un canale ribassista, il prezzo sta ora testando la zona di supporto strutturale tra 60$ e 58$ .
Quest’area rappresenta una memoria di mercato importante, coincidente con i minimi di marzo e con la proiezione ciclica del ciclo intermedio.
La perdita di momentum ribassista e la formazione di una struttura di accumulazione suggeriscono la possibilità di un’inversione rialzista nelle prossime settimane.
Un breakout sopra 60.80$ confermerebbe il cambio di direzione, con potenziali estensioni verso le resistenze superiori e la trendline discendente principale.
🎯 Setup operativo:
Ingresso Long: area 58.00$
Stop Loss: 56.00$
Target 1: 62.60$ → +7.93%
Target 2: 66.00$ → +13.79%
Target 3: 70.00$ → +20.69%
📈 R/R medio: da 1:2.3 a 1:6.0 in base al target raggiunto
📘 Conclusione:
Il WTI è in una zona chiave dove tecnica e struttura convergono:
se il prezzo riuscirà a rompere la parte alta del canale, potremmo assistere all’inizio di un nuovo swing rialzista.
Finché l’area 60–58$ regge, la logica rimane long. 🚀
EURUSD: in Bilico tra FED, Resistenze e Volatilità
Punti Chiave sull’Andamento del Cambio EurUsd
Il cambio EUR/USD si colloca intorno a 1,1640–1,1645 al 9 dicembre 2025, confermando una tendenza ascendente moderata nelle ultime settimane.
Tuttavia, la dinamica appare fragile: i segnali di ipercomprato e la presenza di pattern candlestick ribassisti suggeriscono che il mercato potrebbe entrare in una fase di consolidamento. L’analisi tecnica evidenzia un quadro misto, con il prezzo sopra la media mobile a 50 giorni ma con un RSI neutrale, segnalando che la spinta rialzista non è pienamente sostenuta.
La fotografia del mercato mostra un cambio EUR/USD stabile, con quotazioni bid a 1,1640 e ask a 1,1645. La resilienza sopra quota 1,163 nelle prime sessioni di trading riflette una domanda ancora presente sull’euro, ma i range intraday stretti segnalano cautela tra gli operatori. Questo comportamento è tipico delle fasi di attesa: i trader preferiscono non esporsi eccessivamente prima di eventi chiave, come la riunione del FOMC e i dati macro USA ed Eurozona.
Considerazioni Macroeconomiche: Una Settimana Cruciale
Il calendario macroeconomico di questa settimana è particolarmente denso e potrebbe imprimere direzionalità al cambio. La riunione del FOMC (9–10 dicembre) rappresenta il momento clou: un mantenimento dei tassi al 4.00% con tono hawkish rafforzerebbe il dollaro, mentre segnali dovish potrebbero indebolirlo. A ciò si aggiungono i dati USA – dalle aperture di lavoro JOLTS alle vendite al dettaglio – che, se superiori alle attese, potrebbero consolidare la forza del dollaro.
Sul fronte europeo, il discorso della presidente Lagarde e il CPI core dell’Eurozona (atteso al 2.6% YoY) potrebbero invece sostenere l’euro, soprattutto se l’inflazione si confermasse persistente. In questo scenario, la BCE sarebbe costretta a mantenere una postura restrittiva, alimentando aspettative di ulteriori rialzi o di un prolungamento della politica monetaria restrittiva.
Analisi Tecnica del Cambio EUR/USD
Il recente rally da quota 1,1513 di fine novembre ha riportato fiducia sull’euro, ma i segnali tecnici invitano alla prudenza.
I candlestick ribassisti degli ultimi giorni rafforzano l’idea di un mercato che sta testando i limiti della sua spinta. La sequenza di shooting star e doji suggerisce una possibile formazione di top, soprattutto in prossimità della resistenza a 1,1650.
La regressione lineare conferma un trend ascendente modesto, ma non dominante.
Questo significa che il cambio è vulnerabile a shock esterni, come sorprese nei dati macro o dichiarazioni inattese da parte delle banche centrali. Storicamente, dicembre tende a favorire l’euro grazie a fattori stagionali, ma le specificità del 2025 rendono il quadro meno prevedibile.
Il cambio EUR/USD si trova in una fase di equilibrio delicato. Da un lato, il momentum rialzista di breve termine sostiene l’euro; dall’altro, i segnali tecnici ribassisti e gli eventi macro imminenti potrebbero ribaltare la situazione. La resistenza a 1,1650 e il supporto a 1,1620 diventano livelli chiave: un breakout o un rifiuto su queste soglie determinerà la direzione del mercato.
In sintesi, la settimana si preannuncia ad alta volatilità, con rischi e opportunità bilanciati. La capacità degli operatori di interpretare correttamente i segnali provenienti da Fed e BCE sarà decisiva per comprendere se il rally dell’euro potrà proseguire o se, invece, lascerà spazio a una nuova fase di debolezza.
L’analisi tecnica del cambio EUR/USD al 9 dicembre 2025 evidenzia un quadro complesso, caratterizzato da segnali contrastanti che meritano un approfondimento dettagliato.
Struttura delle Medie Mobili:
Il prezzo si colloca sopra la media mobile esponenziale a 50 giorni (1,1647), elemento che conferma un momentum rialzista di breve periodo. Questo posizionamento suggerisce che, almeno nel breve, gli acquirenti mantengono il controllo del mercato. Tuttavia, la vicinanza alla resistenza statica di 1,1650 limita l’upside: un livello psicologico e tecnico che ha già mostrato capacità di respingere i tentativi di rottura. La media mobile a 200 giorni (1,1629), recuperata dopo la rottura di fine novembre, segnala un trend di lungo termine neutrale-rialzista. La sua posizione appena sotto i prezzi attuali indica che il mercato si muove in una zona di equilibrio: sopra la 200 giorni il bias tende a rafforzarsi, ma la distanza ridotta implica vulnerabilità a eventuali correzioni. Infine, la EMA a 20 giorni (1,1577) rafforza il bias ascendente nel brevissimo termine, fungendo da supporto dinamico.
Indicatori di Momentum:
L’RSI a 14 periodi, intorno a 51, si colloca in territorio neutrale. Questo livello non segnala eccessi né di acquisto né di vendita, ma invita alla cautela: il mercato potrebbe trovarsi in una fase di transizione, con possibilità di consolidamento. Storicamente, valori vicini a 50 precedono spesso movimenti laterali o correzioni, soprattutto quando coincidono con resistenze tecniche rilevanti.
Regressione Lineare e Trend:
L’applicazione della regressione lineare sugli ultimi 20 giorni di trading mostra un pendio positivo di circa 0.0004, confermando un trend ascendente moderato. Tuttavia, il coefficiente di determinazione (R² = 0.24) evidenzia che solo una parte limitata della variazione dei prezzi è spiegata dal tempo. In altre parole, il trend rialzista esiste ma non è dominante: la volatilità e i fattori esogeni (dati macro, dichiarazioni istituzionali) giocano un ruolo determinante. Questo rende il movimento attuale più fragile e suscettibile a inversioni improvvise.
Pattern Candlestick e Psicologia del Mercato:
Le ultime sessioni giornaliere hanno mostrato configurazioni candlestick ribassiste, come shooting star e doji. Questi pattern, soprattutto se formati in prossimità di resistenze chiave, rappresentano segnali di indecisione e di potenziale inversione. Lo shooting star dell’8 dicembre, con un rifiuto evidente sopra 1,1670, indica pressione di vendita e difficoltà nel superare le resistenze. Il doji del 7 dicembre rafforza l’idea di un mercato esitante, incapace di consolidare il rally. La sequenza di queste candele, dopo il recupero da 1,1513 di fine novembre, suggerisce che il mercato stia testando i limiti della sua spinta rialzista.
Scenari Tecnici Previsionali
Scenario Rialzista (Breakout sopra 1,1650)
Condizioni: superamento deciso della resistenza con volumi in aumento.
Target: estensione verso 1,1680–1,1700.
Driver: inflazione Eurozona persistente, tono restrittivo della BCE, eventuali segnali dovish dalla Fed.
Scenario Neutrale/Consolidamento (Range 1,1620–1,1650)
Condizioni: RSI neutrale e assenza di catalizzatori forti.
Target: oscillazioni laterali con supporto a 1,1620 e resistenza a 1,1650.
Driver: dati macro misti, equilibrio tra Fed e BCE.
Scenario Ribassista (Rottura sotto 1,1620)
Condizioni: conferma di pressione ribassista e forza del dollaro.
Target: ritorno verso 1,1580–1,1550.
Driver: dati USA superiori alle attese, tono hawkish del FOMC, indebolimento della fiducia sull’euro.
Considerazioni finali
Il cambio EUR/USD si trova in una fase di equilibrio delicato, con tre scenari tecnici ben delineati. La resistenza a 1,1650 e il supporto a 1,1620 diventano livelli chiave: un breakout o una rottura determineranno la direzione del mercato. La settimana si preannuncia ad alta volatilità, con rischi e opportunità bilanciati. La capacità degli operatori di interpretare correttamente i segnali provenienti da Fed e BCE sarà decisiva per comprendere se il rally dell’euro potrà proseguire o se, invece, lascerà spazio a una nuova fase di debolezza.
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Le 2 Vere Resistenze Che Bloccano l'Inversione1. La Trappola delle 2 Resistenze Principali
La Price Action di EURUSD è controllata da due barriere fondamentali che definiscono il Bias Ribassista strutturale:
R1: Resistenza Statica (1.1481): Questo livello orizzontale è il Tetto Statico Finale (Major Static Resistance). La sua funzione storica è cruciale: il prezzo deve stabilmente chiudere sopra R1 per invalidare il controllo ribassista.
R2: Resistenza Dinamica (Canale Crescente): Questa resistenza deriva dalla linea di supporto rotta del Canale Primario (il trend di più lungo periodo). R2 è considerata la Resistenza Dinamica Strutturale più forte sul grafico.
2. Perché il Trend è Ancora Ribassista
Il trend è considerato ribassista (Bearish) perché il prezzo è intrappolato tra le Resistenza R1 e R2.
Dominanza di R2: La Resistenza Dinamica R2 (Canale Crescente) è la dominante. Il rigetto (rejection) da R2 confermerebbe che il grande trend rialzista storico è terminato, rafforzando la visione ribassista.
Ruolo Secondario: Il Canale Secondario (Decrescente) funge solo da guida attuale del movimento. La sua rottura è necessaria, ma non sufficiente, per battere le due vere Resistenze strutturali (R1 e R2).
In Sintesi:
L'inversione di tendenza è interamente condizionata dal superamento definitivo e stabile di entrambe le Resistenza R1 e R2. Fino a quando questo non accade, la pressione ribassista strutturale mantiene il controllo del mercato.
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NVIDIA: il boom dell’IA frena,180$ livello decisivo per il trend📉 NVIDIA ( NASDAQ:NVDA ) – Il boom dell’intelligenza artificiale ha subito una brusca frenata venerdì, con il titolo che ha esteso le pesanti perdite settimanali. Le azioni sono scese fino a 179 $, portando il calo complessivo della settimana a circa -15% dai massimi recenti.
Il movimento riflette i timori crescenti sulla sostenibilità delle valutazioni elevate dei titoli legati all’IA, in rapporto agli utili futuri.
Dal punto di vista tecnico, considero l’area 180 $ un supporto cruciale: una chiusura sotto i minimi settimanali potrebbe aprire spazio a una correzione più profonda, con possibile estensione verso l’area volumetrica 150 $, che coincide con il 50% di ritracciamento dell’ultimo forte impulso rialzista partito dai minimi di aprile, ben visivile su TF weekly.
Al contrario, un rimbalzo da 180 $ potrebbe dare origine a una nuova gamba rialzista. Il POC a 180 $ sta attualmente mostrando la propria forza come livello di sostegno nel breve periodo.
La rottura del canale rialzista su timeframe daily e una chiusura sotto l’EMA 50 aumenterebbero la probabilità di una prosecuzione del movimento correttivo. Inoltre, la presenza di numerosi piccoli gap sul grafico indebolisce ulteriormente la struttura tecnica, potenzialmente attirando i prezzi verso il basso.
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SPX500USD ES1! L'SP500 rientra nel canale rialzista. E ora?Eccoci ancora sul canale con il terzo contributo della giornata, con un aggiornamento tecnico sull'SP500.
Analizziamo insieme il sell-off di settimana scorsa e vediamo insieme cosa può indicare la reazione in chiusura di mercato di venerdì 7 Novembre
Grazie e buon week end a tutti!
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Ottobre è davvero il mese della svolta per Bitcoin?Bitcoin: Cosa Succede?
Bitcoin è sceso significativamente rispetto al suo massimo storico (ATH) in area $126.000.
Il prezzo attuale è indicato intorno a $107.000. Abbiamo linea di tendenza discendente, un livello di supporto che è stato testato e alcuni ritracciamenti di Fibonacci (es. 50%, 61,8%) che mostrano zone di possibile rimbalzo.
Nel frattempo, le ultime notizie mostrano che Bitcoin è rimasto in un canale laterale, sopra il supporto ma senza rompere verso l’alto un livello chiave.
Quali sono i catalizzatori dietro questo movimento?
Ci sono diversi fattori che stanno influenzando il prezzo di Bitcoin in questo periodo. Ecco i principali:
- Aspettative sul taglio dei tassi d’interesse della Federal Reserve (Fed)
Il mercato sembrerebbe credere quasi con certezza che la Fed taglierà i tassi di 25 punti base verso fine ottobre/novembre 2025.
Un taglio dei tassi è considerato storicamente favorevole agli asset “risk on” (tra cui Bitcoin), perché rende meno costoso prendere rischi e può indebolire il dollaro.
Attenzione: se il mercato già “prezza” il taglio e questo non arriva o viene interpretato come un segnale di debolezza economica, può scattare l’effetto opposto.
- Deleveraging e liquidazioni
Prima del rimbalzo (o della stabilizzazione attuale), Bitcoin e molte altre crypto sono passate attraverso una fase di “pulizia” (delevereging) delle posizioni molto rischiose o fortemente indebitate.
In pratica: troppe posizioni con leva finanziaria, un piccolo movimento inaspettato e parte del mercato è stata costretta a uscire, questo potrebbe aver amplificato la discesa. Quindi, in un certo senso, parte del rischio è già stato espulso dal sistema.
- Cambio di asset-allocation: oro vs crypto
Un segnale interessante è il movimento di capitale che sembra uscire dall’oro e muoversi verso Bitcoin. L’oro ha avuto un brutto momento, mentre Bitcoin – pur non esplodendo – mostra maggiore tenuta.
Questo tipo di “rotazione” potrebbe segnalare che alcuni investitori cominciano a vedere le crypto come una valida alternativa agli asset tradizionali di protezione.
Analisi Tecnica
Dal grafico emergono sicuramente alcuni punti da sottolineare:
Bitcoin ha perso la spinta verso nuovi massimi dopo l’ATH di $126.000.
Il prezzo è ora in un canale laterale / discendente, con una possibile zona di supporto attorno ai $104.000/$107.000.
I ritracciamenti di Fibonacci sul grafico (es. 50%, 61,8% dal rebound precedente) possono fungere da “prime aree” dove il prezzo potrebbe trovare supporto o provare un rimbalzo.
La rottura (al rialzo) della linea di tendenza discendente o della zona di resistenza (es. $117.000) potrebbe essere un segnale tecnico positivo per un nuovo impulso.
Al contrario, se il supporto venisse rotto potrebbe seguire una discesa più pronunciata.
Quindi siamo in un momento di attesa: non è esploso nessuno dei due scenari, e il mercato sembra in pausa in attesa di un catalizzatore.
Ricordiamo sempre che questo non e' un consiglio finanziario, tenere sempre d'occhio il rischio specialmente in situazioni di volatilità.
Per chi non vuole perdersi nei tecnicismi, ecco cosa tenere d’occhio:
- Supporto chiave : se Bitcoin scende sotto $104.000/$100.000 con decisione, potrebbe essere un segnale che la fase laterale si rompe al ribasso.
- Resistenza chiave : se Bitcoin rompe verso l’alto oltre $115.000/$117.000 con buon volume, potrebbe essere l’inizio di un nuovo trend rialzista.
- Catalizzatori macro : come la decisione della Fed sui tassi, notizie regolamentari (che riguardano crypto), o grandi spostamenti di capitale verso o da Bitcoin.
- Volatilità / Volume : quando il mercato si muove con decisione (+ volume) anziché lentamente, si attiva maggiore attenzione, può essere preludio a un “breakout”.
In conclusione
In parole semplici: Bitcoin è in una fase cruciale di “pausa” dopo un rally importante e un ATH recente. Il prezzo non è esploso né al rialzo né al ribasso. Sta “respirando” mentre il mercato attende segnali forti.
Da una parte, ci sono condizioni potenzialmente favorevoli (taglio tassi, rotazione dagli asset tradizionali), dall’altra l’incertezza macroeconomica e la memoria delle recenti liquidazioni pesanti suggeriscono cautela.
E' un momento per guardare e monitorare più che correre. Capire bene dove possiamo staccarci (supporto) o spiccare il volo (resistenza) prima di cominciare a vedere un direzione chiara.
Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
Perché il dollaro non brilla di luce propria?In queste settimane di shutdown negli Stati Uniti, i mercati stanno vivendo una sorta di sospensione: i flussi macroeconomici si sono interrotti, le statistiche ufficiali mancano, eppure il dollaro continua a reggere.
Secondo Goldman Sachs, questa calma apparente nasconde un equilibrio fragile. Senza nuovi dati americani da interpretare, gli investitori hanno spostato lo sguardo all’estero, dove le tensioni politiche in Giappone, Francia e Regno Unito mantengono alta la volatilità e spingono molti operatori a rifugiarsi nel biglietto verde.
In altre parole, il dollaro non brilla di luce propria: semplicemente, gli altri sembrano messi peggio.
USD: L’assenza che fa bene
Nonostante la mancanza di numeri, il dollaro resta il punto di riferimento.
Il ragionamento dei mercati è semplice: se le acque si agitano altrove, conviene restare ancorati alla valuta più liquida e difensiva del mondo.
I rischi fiscali in Europa e in Asia, insieme all’incertezza politica, hanno riportato il flusso di capitali verso gli Stati Uniti, anche se la macchina federale è temporaneamente ferma.
Eppure, Goldman Sachs invita a non farsi illusioni: questo effetto “rifugio” potrebbe durare poco.
Lo shutdown non è solo un fastidio burocratico, rischia di frenare l’attività economica americana, mentre alcuni segnali di raffreddamento del mercato del lavoro cominciano già a emergere.
La banca prevede che, nel corso del 2026, il dollaro possa iniziare un lento indebolimento. A pesare saranno il ritorno delle tensioni commerciali globali, l’incertezza fiscale e una possibile normalizzazione dei differenziali di tasso.
Per ora, tuttavia, la forza del biglietto verde racconta un paradosso: nel silenzio dei dati, il mercato ascolta solo le paure degli altri.
JPY: Yen in difesa, ma pronto a sorprendere
In Asia, lo yen giapponese continua a muoversi in territorio fragile.
La Bank of Japan ha abbassato le aspettative di un rialzo dei tassi a ottobre, raffreddando le speranze di chi sognava una svolta monetaria dopo anni di ultra-stimoli.
A complicare le cose, il nuovo ministro delle finanze ha evocato una sorta di “Abenomics 2.0”, una versione aggiornata delle politiche espansive che hanno segnato un’epoca.
Il messaggio è chiaro: niente fretta nel normalizzare i tassi, e più spazio alla spesa pubblica.
Per Goldman Sachs, un primo rialzo potrebbe arrivare potenzialmente solo tra dicembre e gennaio 2026, ma fino ad allora lo yen rimane una delle migliori coperture in caso di recessione globale.
Nonostante la debolezza nominale, molti gestori continuano a considerarlo un paracadute prezioso: quando il rischio aumenta, Tokyo diventa di nuovo una destinazione sicura.
GBP: Sterlina fragile e senza bussola
Nel Regno Unito, la sterlina sembra aver perso la bussola.
L’inflazione è finalmente in calo, ma questa buona notizia è anche un’arma a doppio taglio: più i prezzi rallentano, più cresce la probabilità che la Bank of England tagli i tassi.
Il risultato? Una valuta in affanno, scivolata ai minimi dell’anno contro euro e franco svizzero.
Anche il cosiddetto “premio fiscale” britannico, quel margine extra legato alle politiche di spesa pubblica, si è ridotto. E con i dati macroeconomici in continuo indebolimento, la sterlina appare sempre più vulnerabile.
Goldman Sachs mantiene una visione ribassista, ma prudente.
Preferisce scommettere su un calo del pound contro euro o valute scandinave, evitando il confronto diretto con il dollaro, che continua a godere della fiducia degli investitori globali.
In fondo, nel clima attuale, la fragilità della sterlina racconta un Regno Unito sospeso tra il desiderio di crescita e la paura di una stagnazione prolungata.
CAD: Debolezza strutturale, ma utile come funding
Anche il dollaro canadese non se la passa meglio.
La Bank of Canada sembra pronta a un nuovo taglio dei tassi di 25 punti base, segnale che l’economia domestica resta sotto pressione.
Con consumi in rallentamento, investimenti in calo e tensioni commerciali crescenti con gli Stati Uniti, il CAD si è trasformato da valuta “energetica” a moneta di funding: utile per finanziare posizioni più redditizie altrove, ma poco attraente di per sé.
Per ora, il destino del dollaro canadese sembra legato a doppio filo al prezzo del petrolio e all’andamento dell’economia americana. E finché Washington rimane in silenzio, anche Ottawa sembra condannata a seguire.
Vi ricordiamo che questa si tratta di un’analisi informativa in cui non viene fornito alcun consiglio finanziario.
In sintesi, il mercato FX sta vivendo una fase di equilibrio instabile.
Il dollaro resta forte, ma più per le debolezze altrui che per i propri meriti.
Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
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UNICREDIT: il ribasso è occasione d'acquisto?Unicredit ha pubblicato risultati del 3° trimestre 2025 sopra le attese: utile netto +9% YoY, Cost/Income al 37%, rischio di credito minimo (CoR 10 bps) e CET1 pro-forma al 14,6%, a conferma di una struttura patrimoniale solida anche dopo gli investimenti in Alpha Bank e Commerzbank.
💸 Sul fronte ritorni, la banca distribuirà nel 2025 € 9,5 mld totali tra dividendi e buyback, pari a un yield complessivo intorno al 10% .
📈 Strategicamente, Orcel prosegue con crescita organica e focus su efficienza, lasciando aperta la porta a M&A selettivo. Il nuovo piano triennale (febbraio 2026) dovrebbe rivedere al rialzo le stime di utile e ricavi.
🎯 Valutazioni
Equita e Goldman Sachs confermano Buy, con target tra € 70–71,5 (potenziale +20+25% dai livelli attuali).
📊 Analisi tecnica
Il titolo si muove in un canale discendente in cui troviamo il POC volumetrico in area €57, che coincide con la zona di massimo scambio e possibile base di accumulo.
Qui troviamo anche l'EMA 200 daily e poco sotto l'EMA 50 weekly.
Una chiusura di settimana sotto l'EMA 50 weekly determinerebbe il cambio di trend di medio periodo.
€58 e €54 corrispondono rispettivamente ai livelli di ritracciamento Fibonacci del 38,2% e 50% del movimento rialzista partito da marzo, rendendo la fascia una zona tecnica di interesse.
🧭 Conclusione
Il ribasso attuale appare più legato a prese di profitto che a un deterioramento dei fondamentali.
L’area 55–57 € rappresenta una zona di accumulo interessante, da valutare però in base al proprio orizzonte temporale e profilo di rischio:
-- Rendimento complessivo (dividendi + buyback) intorno al 10% annuo
-- Potenziale di rivalutazione stimato dagli analisti tra +20% e +25%
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La Fed riuscirà a bilanciare crescita e inflazione?ANALISI MACROECONOMICA:
Negli ultimi mesi, i dati economici americani hanno confermato una tendenza che molti osservatori della Federal Reserve avevano già intuito: il mercato del lavoro sta gradualmente perdendo forza, mentre l’inflazione si sta muovendo sempre più vicino all’obiettivo del 2% fissato dal FOMC (Federal Open Market Committee).
Secondo il governatore della Fed Christopher Waller, l’attuale livello dei tassi di interesse sta frenando in modo moderato la domanda complessiva e l’attività economica. Per questo, ritiene che sia arrivato il momento di un nuovo allentamento della politica monetaria, ovvero di un ulteriore taglio dei tassi d’interesse.
Durante un intervento al Council on Foreign Relations di New York, Waller ha spiegato che la sua posizione si basa su un’analisi attenta degli ultimi dati disponibili. Tuttavia, ha sottolineato che lo shutdown del governo federale ha rallentato la pubblicazione di statistiche economiche cruciali, rendendo più difficile per la Fed valutare con precisione lo stato dell’economia.
Per esempio, il Dipartimento del Lavoro ha dovuto richiamare parte del personale per poter pubblicare in tempo il rapporto sull’inflazione dei prezzi al consumo previsto per il 24 ottobre, un dato che sarà determinante per orientare la decisione di politica monetaria del FOMC nella riunione del 29 ottobre.
Per Waller, il punto critico ora è il mercato del lavoro. I dati mostrano che i salari stanno crescendo a un ritmo più lento e che il numero di nuovi posti di lavoro si sta riducendo, segnale che l’economia potrebbe già trovarsi in una fase di rallentamento.
Anche se una minore offerta di lavoratori spiega in parte la riduzione dei nuovi impieghi, Waller ritiene difficile credere che la creazione di posti sia già arrivata a zero o, peggio, in territorio negativo. Tuttavia, il quadro complessivo è abbastanza fragile da giustificare un intervento preventivo della Fed.
In sintesi, Waller propone che il FOMC riduca i tassi di interesse di altri 25 punti base nella riunione di fine ottobre. E se le condizioni dovessero peggiorare ulteriormente con un mercato del lavoro in continuo indebolimento e un’inflazione sotto controllo, secondo lui, la Fed dovrebbe spingersi oltre e portare il tasso verso un livello più neutrale, inferiore di circa 1-1,25 punti percentuali rispetto a quello attuale.
Secondo Waller la priorità ora è evitare che il rallentamento dell’occupazione si trasformi in una vera e propria contrazione economica. La Fed deve restare pronta ad agire con decisione, ma anche con cautela, per sostenere la crescita senza riaccendere le pressioni inflazionistiche.
Osservando il grafico in H4 di EURUSD, la coppia mostra una fase di correzione dopo un deciso rimbalzo dai minimi precedenti. Il prezzo attuale, intorno a 1,1669, si trova in una zona intermedia tra la recente resistenza di breve termine e l’area di domanda (supporto) compresa tra 1,1530 e 1,1558, evidenziata in verde nel grafico.
Quest’area ha già dimostrato in passato di attrarre forti volumi di acquisto, generando inversioni significative. Finché il prezzo rimane sopra questo blocco di supporto, il sentiment di medio periodo resta neutro-positivo, con potenziale per un nuovo tentativo di rialzo verso 1,1750–1,1780. Tuttavia, una chiusura decisa sotto 1,1530 aprirebbe spazio a un’estensione ribassista fino a 1,1470–1,1420, invalidando lo scenario di rimbalzo.
Sul piano macro, l’euro resta sotto pressione per le aspettative di ulteriori tagli dei tassi da parte della Fed, che stanno rafforzando il dollaro. Tuttavia, segnali di rallentamento dell’economia USA potrebbero invertire questo trend nel breve.
In sintesi, EUR/USD è in una fase di consolidamento: il supporto 1,1530–1,1560 resta il livello chiave da monitorare per capire se i compratori riusciranno a difendere il trend rialzista iniziato a inizio mese.
Questa si tratta di una semplice analisi informativa e non si tratta di alcun consiglio finanziario. Tradare CFD può comportare la perdita di denaro
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Wall Street ignora i dati deboli: ottimismo o illusione? ANALISI MACROECONOMICA
La settimana appena trascorsa è stata densa di segnali contrastanti sui due lati dell’Atlantico. Negli Stati Uniti, il clima sui mercati è apparso quasi paradossale: da un lato i dati sul lavoro hanno mostrato un inatteso calo di occupazione nel settore privato a settembre l’ADP ha registrato una perdita di 32.000 posti e lo shutdown del governo federale ha congelato l’uscita di altri dati importanti, alimentando l’incertezza.
Dall’altro, Wall Street ha continuato a macinare record, sostenuta dalla convinzione crescente che la Federal Reserve sarà costretta a tagliare i tassi prima del previsto. I rendimenti dei Treasury sono scesi sensibilmente e il dollaro si è indebolito, segnale che il mercato sta scommettendo su una Fed più morbida nei prossimi mesi.
Questa dinamica, però, non è priva di rischi. Se la debolezza del mercato del lavoro dovesse proseguire mentre l’inflazione rimane ostinata, lo scenario di “stagflazione” tornerebbe a essere più di un’ipotesi teorica. Per ora gli investitori sembrano guardare al bicchiere mezzo pieno, privilegiando la narrativa dei tagli dei tassi e la solidità di alcuni risultati aziendali. Ma la sensazione è che basti un dato macro deludente in più per rimettere in discussione questo equilibrio.
In Europa, il quadro è apparso più stabile. La Banca Centrale Europea ha lasciato i tassi invariati al 2% e Christine Lagarde ha ribadito che ogni decisione sarà presa riunione per riunione. I dati macro dell’eurozona, sorprendentemente, continuano a mostrare una tenuta migliore del previsto, con l’inflazione vicina al 2% e una domanda interna che, pur moderata, non collassa.
L’euro ne ha approfittato, rafforzandosi leggermente contro il dollaro anche per via dell’incertezza politica americana.
Il Regno Unito ha vissuto una settimana positiva sui mercati: il FTSE 100 ha toccato nuovi massimi grazie soprattutto al comparto farmaceutico, mentre la Bank of England ha confermato la sua fiducia nel rientro dell’inflazione verso il target del 2% e nella stabilità dei tassi per il prossimo futuro.
Nel complesso, questi ultimi sette giorni hanno raccontato una storia di mercati che, almeno per ora, preferiscono guardare oltre i dati deludenti e puntare sulla prospettiva di politiche monetarie più accomodanti, pur sapendo che la realtà economica potrebbe presentare il conto nelle prossime settimane.
Per quanto riguarda le notizie più importanti della settimana, le uniche di certa rilevanza riguardano Martedi 7 Ottobre in cui ci sarà il discorso da parte della Presidente della BCE Lagarde, mentre per quanto riguarda Mercoledi 8 Ottobre verranno rilasciati i verbali di riunione della FOMC e che quindi potrebbe portare volatilità sui mercati soprattutto per quanto riguarda il dollaro americano.
Giovedi 9 Ottobre avremo invece il discorso del presidente della FED Powell e il rilascio del dato sulle richieste iniziali di sussidi di disoccupazione per quanto riguarda gli Stati Uniti. Venerdi 10 Ottobre avremo il rilascio del dato più atteso del mese, ovvero le buste paga del settore non agricolo (NFP) che porterà importante volatilità sui mercati, oltre al rilascio del dato sui tassi di disoccupazione sempre riguardo agli Stati Uniti.
ANALISI TECNICA
Per quanto riguarda l’analisi tecnica, questa settimana andremo ad analizzare GBPUSD.
Particolarmente interessante notare come il prezzo abbia perfettamente reagito a 1.37000 ed abbia avuto un ritorno dei venditori che ha portato il prezzo all’attuale 1.34800.
Cosa ci si può aspettare nei giorni successivi?
Possiamo vedere come 1.35000 abbia provocato due rigetti e quindi la non accettazione al di sopra di questo prezzo, facendo pensare che gli operatori abbiano volontà di proseguire la discesa. Inoltre il prezzo si trova proprio in corrispondenza del POC, zona in cui c’è stato il più ampio scambio di volumi.
Con il nostro pattern ABCDE potremmo potenzialmente trovarci dinanzi ad una tale ipotesi di discesa del prezzo, che potrebbe raggiungere nuovamente 1.32500. Zona che nel caso in cui il prezzo dovesse arrivare sarà particolarmente interessante da monitorare, anche per via del fatto che ci siano dei doppi minimi creati e che possa far pensare alla volontà di voler andare a pescare degli ordini al di sotto di quella zona.
Vedremo cosa succederà nei prossimi giorni anche in virtù del fatto che avremo gli NFP che sicuramente faranno da catalizzatore di determinati movimenti. Data l’elevata volatilità sarà importante gestire il rischio delle proprie operazioni.
Ricordiamo che tradare CFD può comportare il rischio della perdita di denaro sui mercati. Inoltre questa si tratta di una semplice analisi informativa che non si tratta di alcun consiglio finanziario.
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Risk-on globale: occasione d’oro o illusione di breve?Wall Street ha accolto con entusiasmo l’ultima decisione della Federal Reserve: un taglio dei tassi di interesse di 25 punti base. Anche se il percorso futuro della politica monetaria rimane avvolto da incertezza, i futures hanno reagito positivamente, spingendo in alto gli indici americani.
L’S&P 500 ha guadagnato lo 0,5%, mentre il Nasdaq 100 ancora una volta protagonista ha segnato un progresso dello 0,7%.
La decisione della Fed ha portato il tasso dei fondi della FED in un range compreso tra il 4% e il 4,25%. Non è stato un taglio clamoroso, ma è stato sufficiente per riaccendere l’appetito per il rischio e rinnovare la fiducia degli investitori. Sullo sfondo, resta la prospettiva di ulteriori due riduzioni entro la fine dell’anno, anche se con la prudenza tipica di un contesto economico fragile.
Mentre a New York si festeggia, altri mercati hanno reagito in modo più cauto. Il petrolio ha registrato un calo, riflettendo i timori legati alla domanda globale, mentre i titoli di Stato neozelandesi hanno beneficiato di flussi positivi in ingresso, segnale che parte degli investitori continua a cercare porti sicuri in questa fase di transizione.
In Asia, il comparto tecnologico ha trovato nuova linfa: i produttori cinesi di semiconduttori hanno visto un forte rialzo, confermando come l’intero settore tech stia beneficiando di questa fase di risk-on.
Il momento più atteso è stato, come sempre, la conferenza di Jerome Powell. Il presidente della Federal Reserve ha ammesso che il mercato del lavoro americano mostra chiari segnali di debolezza. Per la prima volta da molto tempo, ha evitato di definirlo “molto solido”.
Al contrario, ha parlato di rallentamento della domanda e di un ritmo di creazione di posti di lavoro insufficiente a garantire stabilità all’occupazione.
Powell ha dovuto affrontare anche pressioni politiche non indifferenti. Donald Trump, da tempo favorevole a un approccio più aggressivo, ha spinto per tagli più consistenti. Ma la Fed ha voluto riaffermare la propria indipendenza: nessun regalo alla politica, nessuna scorciatoia. Powell ha ribadito la necessità di un approccio cauto, ricordando che il rischio inflazione resta sul tavolo e che eventuali dazi o shock esterni potrebbero alimentarlo ulteriormente.
Questo atteggiamento prudente ha avuto un effetto interessante: i rendimenti dei Treasury sono risaliti, segnalando che i mercati obbligazionari non si aspettano un ciclo di tagli rapidi e senza freni.
Nonostante i toni cauti, gli indici hanno scelto di guardare al bicchiere mezzo pieno. È stato premiato ancora una volta il settore tecnologico, con il Nasdaq 100 (NAS100 su Pepperstone) che ha toccato nuovi massimi storici. Con un guadagno annuo del +16,29%, l’indice americano si conferma il migliore performer tra i principali listini mondiali. La spinta è arrivata dai grandi investimenti in conto capitale e dai risultati brillanti delle big tech, che continuano a trainare l’intero comparto.
Dal punto di vista tecnico, l’indice aveva inizialmente toccato un’area di supporto a 24.234 punti. Da lì è partito un rimbalzo deciso, che ha proiettato i prezzi oltre quota 24.600. Un movimento che dimostra ancora una volta come gli investitori abbiano scelto di credere nel risk-on, preferendo puntare su settori ciclici e innovativi, piuttosto che nascondersi dietro la prudenza.
La Fed, però, ha lanciato un messaggio chiaro: l’euforia non deve trasformarsi in illusione. Powell ha sottolineato che la traiettoria dei tassi sarà guidata dai dati, non dalle pressioni esterne.
Un modo per raffreddare i mercati e ricordare a tutti che la banca centrale non ha alcuna intenzione di intraprendere un percorso di allentamento aggressivo.
In sintesi, la strategia di Powell ha pagato: mantenere la calma, evitare allarmismi e, allo stesso tempo, rassicurare i mercati che la Fed è pronta ad agire se le condizioni economiche lo richiederanno. La partita resta aperta, e i prossimi dati macro saranno decisivi per capire se i tagli continueranno al ritmo attuale o se la banca centrale preferirà mettere in pausa il ciclo.
Per ora, Wall Street ha scelto di festeggiare. L’equity corre, il dollaro ritrova forza e il settore tecnologico guida ancora una volta la carica. Ma dietro l’euforia, resta la consapevolezza che i prossimi mesi saranno un test cruciale per la credibilità della Fed e per l’equilibrio di un mercato del lavoro che, dopo anni di resilienza, inizia a mostrare le prime vere crepe
Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
Rally o correzione in vista: cosa ci dicono i metalli preziosi?ANALISI MACROECONOMICA:
L’oro (XAUUSD su Pepperstone) continua la sua corsa senza rallentare. Dopo aver testato i supporti a 3.650 dollari, il metallo giallo si è rapidamente riportato verso i massimi storici in area 3.736 dollari.
Un movimento che conferma l’appeal dell’oro come bene rifugio in questa fase di mercato. Le motivazioni dietro a questo rally sono molteplici: da un lato i timori che l’inflazione possa restare più alta del previsto, dall’altro la ricerca di protezione da parte degli investitori in un contesto azionario che comincia a mostrare segnali di stanchezza.
A questo si aggiunge il fattore Cina: Pechino ha introdotto nuove misure per facilitare l’ingresso di oro nel Paese, garantendo così un flusso costante di domanda che contribuisce a sostenere i prezzi. Non a caso anche gli altri metalli stanno beneficiando di questo slancio: l’argento, ad esempio, ha registrato un +2,35% nella seduta odierna.
Per ora non emergono segnali tecnici o macroeconomici in grado di incrinare la solidità di questo trend.
Gli operatori guardano con attenzione alle prossime dichiarazioni dei membri della Federal Reserve, considerate cruciali per comprendere meglio il percorso futuro dei tassi di interesse. In Europa l’attenzione si concentrerà sulla stima flash del sentiment dei consumatori e sui PMI preliminari, indicatori utili per valutare la solidità della ripresa nel terzo trimestre. Negli Stati Uniti invece focus sui dati di produzione e sulle vendite immobiliari, variabili che potrebbero dare indicazioni chiare sulla salute dell’economia.
L’azionario europeo appare fragile: esclusa la Spagna, che mostra maggiore resilienza, gli altri listini del Vecchio Continente continuano a soffrire. Diversa la situazione oltreoceano: negli USA i mercati hanno smentito la storica debolezza stagionale di settembre, ma l’avvicinamento ai massimi storici aumenta il rischio di prese di profitto.
Sul fronte valutario il dollaro americano si rafforza a 97,70, segnale di un clima incerto e di una preferenza per la valuta rifugio. Interessante la divergenza tra le valute oceaniche: i grandi speculatori continuano a puntare sull’AUD mentre abbandonano l’NZD.
Il rally dell’oro non è solo una reazione momentanea ma riflette una crescente diffidenza verso gli asset più rischiosi e un ritorno a strumenti percepiti come sicuri. Se la Fed adotterà un approccio più cauto sui tassi, l’oro potrebbe trovare ulteriori motivi per consolidarsi sopra i massimi storici.
Da un punto di vista del calendario economico, questa settimana sarà particolarmente interessante in quanto avremo diverse news che porteranno volatilità sui mercati. A partire dalla giornata odierna avremo l’Indice dei direttori degli acquisti del settore manifatturiero e del settore terziario degli Stati Uniti e inoltre è previsto un discorso del presidente Donald Trump.
Nella giornata di domani Mercoledi 24 Settembre, avremo un dato che riguarda la Germania, ovvero l’indice IFO che riguarda la fiducia delle aziende tedesche; mentre nel pomeriggio avremo il dato sulla vendita delle nuove abitazioni negli Stati Uniti. Giornata di particolare interesse sarà Giovedi 25 in cui avremo in mattinata la decisione sul tasso di interesse della Svizzera seguito dalla conferenza della BNS.
Nel pomeriggio avremo volatilità sui mercati in quanto ci sarà il PIL degli Stati Uniti, dato previsto stabile mentre sono previste in aumento le richieste dei sussidi di disoccupazione. Per concludere, Venerdi 26 avremo in mattinata il discorso della Presidente della BCE Lagarde e nel pomeriggio dato USA sugli Indici prezzi di spesa principali.
ANALISI TECNICA:
Per quanto riguarda l’analisi tecnica, questo inizio di settimana andiamo ad analizzare l’argento (XAGUSD su Pepperstone) che come l’oro, sta continuando ad avere nuovi massimi storici. Possiamo notare come il prezzo sia passato da 41$ a 44$.
Al momento ci troviamo in un punto in cui questo asset non ha mai toccato tali prezzi, quindi sarà molto importante attendere e vedere quello che il prezzo può fornirci per poter effettuare un’entrata.
Motivo per cui sarà importante ricevere conferme anche in base alla nostra strategia.
Nel caso in cui il prezzo dovesse scendere, potremmo vedere una possibile ripresa della rottura a 43$, che corrisponde anche alla banda centrale del VWAP Ancorato.
Inoltre con il Fixed Range Volume Profile, possiamo vedere come la zona in corrispondenza della banda media, sia con bassi volumi e quindi zona che potrebbe fungere da calamita.
In questi momenti, è molto importante calcolare il rischio dei propri trade.
Inoltre è importante ricordare che tradare CFD può comportare la perdita di denaro sui mercati.
Questa si tratta di un’analisi puramente informativa e non fornisce alcun consiglio finanziario.
Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
Stellantis: rottura del canale, occhio alla shooting star!Stellantis MIL:STLAM
Il settore automotive si trova nuovamente ad affrontare una sfida globale per la sopravvivenza, complice la crescente pressione competitiva proveniente dalla Cina. In questo contesto, Stellantis potrebbe rappresentare un’opportunità interessante come trade di breve/medio periodo, più che come investimento da “buy and hold”.
L’arrivo del nuovo CEO Filosa e l’evoluzione della strategia commerciale — con il lancio di modelli chiave soprattutto per i brand Ram, Jeep e Dodge nel mercato americano — dovrebbero favorire un recupero delle quote di mercato (oggi al 7% contro il 12% di cinque anni fa) e una progressiva crescita della redditività. Le valutazioni fondamentali restano quindi incoraggianti (rating accumulate, target price a 9,5 €), con potenziali effetti positivi già dal quarto trimestre.
📉 Analisi tecnica
Il titolo ha disegnato da maggio 2025 un canale ribassista ben definito, che ha condotto i prezzi a ritestare l’area dei minimi precedenti in zona 7,48 €. Nelle ultime sedute si è assistito ad una rottura al rialzo del canale, segnale potenzialmente positivo per una fase di recupero.
La giornata di venerdì, tuttavia, ha evidenziato un comportamento incerto: dopo un massimo intraday a 8,81 € (+5% circa), il titolo ha chiuso con un guadagno limitato (+0,56%), disegnando una candela shooting star sui minimi di seduta.
👉 Livelli chiave da monitorare
Supporto forte: 7,60 €
POC: area 8,30 circa
Resistenza cruciale: 8,65 € (chiusura giornaliera sopra questo livello darebbe conferma del cambio di trend di breve termine).
Se i prezzi dovessero violare al ribasso i minimi di venerdì, si aprirebbe spazio per ulteriori discese di breve. Viceversa, un consolidamento sopra 8,65 € aumenterebbe le probabilità di una prosecuzione del recupero verso target più ambiziosi.
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LYFT Contributo tecnico in risposta a un utenteBuon venerdì 19 Settembre 2025 e bentornati sul canale con un video di analisi tecnica che parte da un grafico a candele settimanali, per poi passare a quelle giornaliere, sul titolo Lyft.
Con la speranza di aver fatto cosa gradita e utile da un punto di vista formativo e tecnico, auguro all'intera Community di Trading View un buon week end
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Russell 2000 nuovo protagonista di Wall Street?Negli ultimi giorni, i riflettori dei mercati finanziari si sono spostati in modo sorprendente. Per la prima volta da tempo, non è stata l’inflazione a catalizzare l’attenzione, bensì il mercato del lavoro.
Un segnale importante: gli investitori, solitamente ossessionati dai dati sui prezzi al consumo, hanno guardato oltre l’ultimo dato sull’IPC. Sebbene l’inflazione abbia registrato un lieve aumento su base annua, in linea con le aspettative, non ha generato particolare preoccupazione. Il messaggio che ne deriva è chiaro: l’inflazione, almeno per ora, appare sotto controllo.
Il vero campanello d’allarme arriva invece dalle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione, aumentate di 27.000 unità fino a quota 263.000. Non si tratta solo di un incremento numerico: è il livello più alto dal lontano ottobre 2021. In un contesto in cui la Federal Reserve monitora con attenzione ogni segnale di raffreddamento dell’economia, questo dato non può essere sottovalutato.
A complicare il quadro ci sono le incertezze legate alla qualità stessa delle rilevazioni sull’inflazione. Il Bureau of Labor Statistics (BLS) ha infatti ammesso difficoltà crescenti nel reperire dati completi e affidabili, tanto da ricorrere con maggiore frequenza a sistemi di imputazione statistica. In altre parole, una parte dei numeri diffusi potrebbe basarsi su stime e interpolazioni più che su dati concreti. Un dettaglio che contribuisce a rendere il quadro complessivo più opaco.
Nonostante ciò, il punto centrale rimane la salute del mercato del lavoro. È proprio questo il tema che la FED non potrà più ignorare. Gli ultimi sviluppi aprono la strada a un possibile taglio dei tassi di interesse di 25 punti base già nella prossima riunione di settembre. Non si parla ancora di interventi più drastici, come tagli da 50 punti base, che al momento sarebbero difficili da giustificare. Ma cresce la convinzione che la banca centrale americana possa effettuare complessivamente tre riduzioni dei tassi nel corso del 2025, per un totale di 75 punti base.
I mercati finanziari hanno reagito con entusiasmo a questa prospettiva. I rendimenti obbligazionari sono scesi ulteriormente, liberando spazio per il mercato azionario che ha aggiornato ancora una volta i propri massimi storici. In particolare, ne hanno beneficiato le società più sensibili ai costi di finanziamento: piccole e medie imprese, spesso più esposte a prestiti variabili.
Non sorprende quindi che il Russell 2000 (US2000 su Pepperstone) si stia imponendo come il vero protagonista di questa fase, con un rialzo dell’8,18% da inizio agosto, contro il +2,82% del Nasdaq e il +3,59% dell’S&P 500.
Tecnicamente, l’indice delle small cap si muove in un canale ascendente ben definito. La trendline di supporto, tracciata dai minimi di inizio agosto, è stata rispettata più volte, confermando la solidità della struttura rialzista. Resta ora da capire quale sarà l’orientamento ufficiale della FED dopo la riunione di metà settembre, elemento cruciale per determinare i futuri costi di finanziamento delle imprese.
Allargando lo sguardo all’Europa, la situazione è decisamente meno rosea. Dal Regno Unito sono arrivati dati macroeconomici deludenti: il PIL e la produzione industriale hanno sorpreso negativamente, con quest’ultima scesa dell’1,3% su base mensile, rispetto a un precedente +0,5%.
È la fotografia di una congiuntura fragile, caratterizzata da crescita anemica e inflazione ancora elevata. Uno scenario che riporta alla mente la temuta parola “stagflazione” e mette la Bank of England in una posizione scomoda, con margini di manovra sempre più stretti.
Per quanto riguarda la view a lungo termine, è prematuro parlare di allarme rosso per il mercato del lavoro americano.
La FED ha spesso dichiarato di poter tollerare livelli di disoccupazione più elevati senza perdere di vista il proprio obiettivo di stabilità. Per questo, credo che il percorso di tagli sarà graduale, step by step, e non orientato a “riparare” danni immediati, ma piuttosto a riportare i tassi verso il cosiddetto livello neutrale. La FED vorrà mantenere qualche cartuccia di emergenza da sparare in caso di peggioramento della congiuntura.
Intanto, i mercati celebrano e l’euforia è palpabile e gli indici azionari corrono a rialzo. Ma proprio per questo, bisogna rimanere sempre cauti. Troppo entusiasmo rischia di accecare e rendere vulnerabili agli inevitabili contraccolpi.
Ricordiamo tutti le previsioni stagionali che dipingevano settembre come un mese nero per le Borse: al momento, la realtà ha smentito queste attese. Sui mercati non esistono certezze, solo probabilità in continua evoluzione. E per questo l’unica strategia vincente resta la capacità di osservare e adattarsi, senza lasciarsi trascinare né dall’euforia né dal panico collettivo.
Questa si tratta di una semplice analisi informativa che non fornisce alcun consiglio finanziario. Inoltre è importante ricordare che tradare CFD può comportare la perdita di denaro
Negli ultimi giorni, i riflettori dei mercati finanziari si sono spostati in modo sorprendente. Per la prima volta da tempo, non è stata l’inflazione a catalizzare l’attenzione, bensì il mercato del lavoro.
Un segnale importante: gli investitori, solitamente ossessionati dai dati sui prezzi al consumo, hanno guardato oltre l’ultimo dato sull’IPC. Sebbene l’inflazione abbia registrato un lieve aumento su base annua, in linea con le aspettative, non ha generato particolare preoccupazione. Il messaggio che ne deriva è chiaro: l’inflazione, almeno per ora, appare sotto controllo.
Il vero campanello d’allarme arriva invece dalle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione, aumentate di 27.000 unità fino a quota 263.000. Non si tratta solo di un incremento numerico: è il livello più alto dal lontano ottobre 2021. In un contesto in cui la Federal Reserve monitora con attenzione ogni segnale di raffreddamento dell’economia, questo dato non può essere sottovalutato.
A complicare il quadro ci sono le incertezze legate alla qualità stessa delle rilevazioni sull’inflazione. Il Bureau of Labor Statistics (BLS) ha infatti ammesso difficoltà crescenti nel reperire dati completi e affidabili, tanto da ricorrere con maggiore frequenza a sistemi di imputazione statistica. In altre parole, una parte dei numeri diffusi potrebbe basarsi su stime e interpolazioni più che su dati concreti. Un dettaglio che contribuisce a rendere il quadro complessivo più opaco.
Nonostante ciò, il punto centrale rimane la salute del mercato del lavoro. È proprio questo il tema che la FED non potrà più ignorare. Gli ultimi sviluppi aprono la strada a un possibile taglio dei tassi di interesse di 25 punti base già nella prossima riunione di settembre. Non si parla ancora di interventi più drastici, come tagli da 50 punti base, che al momento sarebbero difficili da giustificare. Ma cresce la convinzione che la banca centrale americana possa effettuare complessivamente tre riduzioni dei tassi nel corso del 2025, per un totale di 75 punti base.
I mercati finanziari hanno reagito con entusiasmo a questa prospettiva.
I rendimenti obbligazionari sono scesi ulteriormente, liberando spazio per il mercato azionario che ha aggiornato ancora una volta i propri massimi storici. In particolare, ne hanno beneficiato le società più sensibili ai costi di finanziamento: piccole e medie imprese, spesso più esposte a prestiti variabili.
Non sorprende quindi che il Russell 2000 (US2000 su Pepperstone) si stia imponendo come il vero protagonista di questa fase, con un rialzo dell’8,18% da inizio agosto, contro il +2,82% del Nasdaq e il +3,59% dell’S&P 500.
Tecnicamente, l’indice delle small cap si muove in un canale ascendente ben definito. La trendline di supporto, tracciata dai minimi di inizio agosto, è stata rispettata più volte, confermando la solidità della struttura rialzista. Resta ora da capire quale sarà l’orientamento ufficiale della FED dopo la riunione di metà settembre, elemento cruciale per determinare i futuri costi di finanziamento delle imprese.
Allargando lo sguardo all’Europa, la situazione è decisamente meno rosea. Dal Regno Unito sono arrivati dati macroeconomici deludenti: il PIL e la produzione industriale hanno sorpreso negativamente, con quest’ultima scesa dell’1,3% su base mensile, rispetto a un precedente +0,5%.
È la fotografia di una congiuntura fragile, caratterizzata da crescita anemica e inflazione ancora elevata. Uno scenario che riporta alla mente la temuta parola “stagflazione” e mette la Bank of England in una posizione scomoda, con margini di manovra sempre più stretti.
Per quanto riguarda la view a lungo termine, è prematuro parlare di allarme rosso per il mercato del lavoro americano. La FED ha spesso dichiarato di poter tollerare livelli di disoccupazione più elevati senza perdere di vista il proprio obiettivo di stabilità. Per questo, credo che il percorso di tagli sarà graduale, step by step, e non orientato a “riparare” danni immediati, ma piuttosto a riportare i tassi verso il cosiddetto livello neutrale.
La FED vorrà mantenere qualche cartuccia di emergenza da sparare in caso di peggioramento della congiuntura.
Intanto, i mercati celebrano e l’euforia è palpabile e gli indici azionari corrono a rialzo. Ma proprio per questo, bisogna rimanere sempre cauti. Troppo entusiasmo rischia di accecare e rendere vulnerabili agli inevitabili contraccolpi. Ricordiamo tutti le previsioni stagionali che dipingevano settembre come un mese nero per le Borse: al momento, la realtà ha smentito queste attese.
Sui mercati non esistono certezze, solo probabilità in continua evoluzione. E per questo l’unica strategia vincente resta la capacità di osservare e adattarsi, senza lasciarsi trascinare né dall’euforia né dal panico collettivo.
Questa si tratta di una semplice analisi informativa che non fornisce alcun consiglio finanziario. Inoltre è importante ricordare che tradare CFD può comportare la perdita di denaro
Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
ERG Siamo arrivati al target del nostro cuneo discendente!Buon giovedi 28 Agosto 2025 e bentornati sul canale con Erg.
Dopo un'attesa di un paio di mesi su un titolo a beta/volatilità molto bassa, ci siamo tolti una bella soddisfazione e siamo finalmente arrivati al target prefissato.
Andiamo a fare un de-briefing dell'operazione e a ripercorrerne gli step più importanti.
Grazie a tutti per l'attenzione e vi auguro una buona giornata






















