🦅 ORO – Analisi settimanale 5–9 ottobre 2026
La settimana in sintesi
L'oro chiude la settimana a −3,30%. Il future di dicembre (GCZ2026) termina venerdì a 4.172,1, lo spot intorno a 4.140. È la seconda settimana consecutiva in calo.
Il punto chiave: l'oro non riesce più a sfruttare i dati favorevoli.
Mercoledì: Core PCE (inflazione) sotto le attese, l'oro sale fino a 4.251, poi viene rivenduto.
Venerdì: NFP molto debole, l'oro sale fino a circa 4.227, poi chiude in rosso.
Quando un mercato non sale sulle buone notizie, chi compra non c'è.
Macro: i dati della settimana
Lavoro debole:
NFP 29K contro 89K attesi, precedente rivisto a 133K.
Disoccupazione al 4,2%.
Salari +0,1% sul mese, 3,0% sull'anno (minimo dal 2021).
Crescita e prezzi forti:
PIL finale 2,2% contro 1,5% atteso.
Chicago PMI 58,8 contro 51,2.
ISM Prezzi 77,9 contro 72,9.
ADP 90K, sopra le attese.
Sussidi bassi a 197K.
Inflazione PCE sotto le attese: headline 3,4% contro 3,7%, core 3,0% contro 3,3%.
Il quadro è misto: il lavoro rallenta, ma economia e pressione sui prezzi restano alte.
La Fed: cosa si aspetta il mercato
Oggi i tassi USA sono al 3,75–4,00%. Il 28 ottobre c'è la prossima riunione della Fed.
Cosa si aspetta oggi il mercato (CME FedWatch):
78% di probabilità che la Fed lasci i tassi fermi.
22% di probabilità che li alzi di 0,25%.
Come è cambiata l'attesa nell'ultimo mese:
Un mese fa (3 settembre): il mercato sperava addirittura in un taglio (37% di probabilità).
Una settimana fa (25 settembre): l'attesa si era ribaltata, il mercato dava per probabile un rialzo (64%).
Oggi: il rialzo di ottobre è sceso al 22%. A farlo scendere è stato il dato sull'inflazione PCE di mercoledì, uscito più basso delle attese. Il NFP debole di venerdì ha cambiato poco, perché il mercato aveva già corretto.
Cosa conta per l'oro: il rialzo di ottobre è meno probabile, ma il mercato si aspetta comunque un rialzo di 0,25% entro dicembre. Un mese fa si parlava di tagli, oggi di rialzi: è uno dei motivi per cui l'oro non riesce a salire.
Bussola: rendimenti e dollaro
US10Y: 5,27%, +10,6 punti base nella settimana, ai massimi dal 2007.
US30Y: 5,62%, ai massimi da 24 anni.
Rendimento reale DFII10: 2,88%, contro 2,35% di un mese fa.
TIP: 104,12, −0,41% nella settimana, sui minimi.
DXY: 101,92, +0,88% nella settimana, ai massimi del 2026.
Venerdì i rendimenti sono scesi all'uscita del NFP e poi sono risaliti in chiusura. Finché i rendimenti reali salgono, ogni rimbalzo dell'oro viene venduto.
Compass: 15 minuti, 1 ora e giornaliero FLAT. Settimanale SHORT, mensile SHORT.
Tecnica (future GCZ2026, giornaliero)
Il gap di fine novembre 2025 è stato riempito. La base del gap era intorno a 4.155 e il minimo di venerdì è 4.153,8. Il "conto aperto" lasciato a novembre è chiuso: da qui il mercato deve dimostrare se questa zona fa da supporto.
Profilo mensile: il prezzo chiude sotto il VAL mensile (4.182,3), con il POC mensile e il VAH (4.222,3) sopra. La prima resistenza è la fascia 4.182–4.222.
Volume Profile dal range di giugno: POC intorno a 4.395, area di valore circa 4.128–4.580.
Il prezzo è dentro il range, ma attaccato al fondo.
4.128 è il livello chiave della settimana.
Trendline e medie: la trendline rialzista dai minimi di luglio è stata rotta al ribasso, e le EMA giornaliere sono tutte sopra il prezzo.
Sotto: zona domanda 3.900–4.060, dove passano i minimi del range da giugno a luglio. Il minimo del grafico è 3.901,3.
Sopra: 4.400 resta il livello da rompere, coincide con il POC del range.
Attenzione: il Volume Profile cambia molto a seconda di dove lo ancori. Ancorato da metà aprile, il prezzo risulta già fuori dall'area di valore (limite basso circa 4.210). Il POC intorno a 4.395 è l'unico livello che resta uguale in tutte le versioni: è il più solido.
COT al 29 settembre
Non-Commercial (grandi speculatori): long 249.736 (−4.246), short 31.104 (+2.975). Net 218.632, long all'88,9%. È la seconda settimana consecutiva di riduzione dei long.
Commercial: hanno ricoperto 10.563 short. Chi copre il rischio vende meno oro a termine, ed è un appoggio sui prezzi bassi.
Open interest: 406.456 (−6.344). Escono posizioni, non ne entrano di nuove.
Treasury 10 anni: gli speculatori aumentano gli short (+166K), cioè scommettono su rendimenti ancora più alti.
Il posizionamento resta molto long ma in calo: c'è meno carburante per salire.
Scenari per la settimana
Tenuta di 4.128–4.155 (gap riempito + fondo del range): rimbalzo verso 4.182–4.222. Per tornare costruttivi serve una chiusura sopra 4.222. Obiettivo successivo il POC intorno a 4.395, solo con TIP in salita e DXY sotto 101,4.
Chiusura giornaliera sotto 4.128: uscita dal range di giugno. Obiettivo nella zona domanda 3.900–4.060, dove mi aspetto compratori di lungo periodo.
Laterale tra 4.128 e 4.222 in attesa dei verbali Fed: probabile a inizio settimana.
Calendario della settimana (orari italiani)
Domenica 4: riunione OPEC-JMMC, da seguire per il petrolio.
Lunedì 5: ISM Servizi alle 16:00 (atteso 55,1, precedente 55,4). La Cina è chiusa per la Golden Week fino a mercoledì.
Martedì 6: bilancia commerciale USA alle 14:30, Bowman (Fed) alle 16:45, Ueda (Banca del Giappone) alle 08:35.
Mercoledì 7:
Asta dei Treasury a 10 anni alle 19:01 (precedente 4,83%).
Verbali del FOMC alle 20:00: l'evento della settimana.
Credito al consumo alle 21:00.
Giovedì 8: sussidi di disoccupazione alle 14:30 (attesi 200K, precedente 197K), asta dei Treasury a 30 anni alle 19:01 (precedente 5,31%), Musalem (Fed) alle 19:40.
Venerdì 9: fiducia dei consumatori UoM preliminare alle 16:00 (attesa 47,6, precedente 48,1), con le aspettative di inflazione (precedente 4,6%). Collins (Fed) alle 22:00.
Settimana successiva: CPI mercoledì 14, PPI e vendite al dettaglio giovedì 15.
Bias finale: comandano i rendimenti
Finché i rendimenti USA restano così alti, tutto il resto conta poco. Dati deboli, Fed meno aggressiva, gap riempito, COT ancora long: l'abbiamo visto mercoledì e venerdì, ogni rimbalzo viene rivenduto. Il motivo è semplice: l'oro non paga interessi. Con un Treasury a 10 anni che rende il 5,27% e un rendimento reale (al netto dell'inflazione) al 2,88%, tenere oro costa caro, e i grandi capitali preferiscono i titoli di Stato.
Perché i rendimenti sono così alti
Petrolio. Le tensioni in Medio Oriente e i problemi su Hormuz e Mar Rosso hanno portato il Brent sopra i 100 dollari. Il petrolio caro fa salire trasporti, produzione e cibo, quindi l'inflazione.
Inflazione ancora alta. La Fed prevede per il 2026 un PCE al 3,7% e un core al 3,4%, lontanissimi dall'obiettivo del 2%.
Fed che alza i tassi. Rialzo a settembre al 3,75–4,00% e almeno un altro rialzo segnalato entro fine anno. Il mercato ha capito che di tagli non se ne parla presto.
Debito e deficit USA. Il debito federale ha superato i 40.000 miliardi di dollari, il deficit 2026 è stimato a 1.900 miliardi (5,8% del PIL) e gli interessi pagati superano i 1.000 miliardi l'anno. Più debito significa più titoli da vendere, e per trovare compratori servono rendimenti più alti.
Vendite sui titoli di Stato in tutto il mondo. Il rendimento del Giappone a 10 anni ha superato il 3% per la prima volta dal 1996. È un movimento globale, non solo americano.
Cosa monitorare questa settimana
US10Y. Il primo segnale di sollievo è una chiusura sotto 5,16%, il minimo toccato dopo il NFP. Se rompe i massimi a 5,34%, pressione ulteriore sull'oro.
DFII10 e TIP. Rendimento reale sotto 2,8% e TIP in salita: è il segnale vero per l'oro.
Aste dei Treasury: 10 anni mercoledì, 30 anni giovedì, alle 19:01. Una domanda debole significa rendimenti su e oro giù. Una domanda forte è il primo segnale di sollievo.
Verbali del FOMC, mercoledì alle 20:00. Diranno quanto la Fed è davvero decisa sul prossimo rialzo.
Petrolio. Brent stabilmente sotto i 100 dollari toglierebbe benzina all'inflazione e quindi ai rendimenti.
CPI di mercoledì 14 ottobre, la settimana successiva: il prossimo grande test.
In sintesi
Breve termine: ribassista. Compass settimanale SHORT, rendimenti reali in salita, prezzo sotto i livelli mensili.
Medio-lungo termine: il quadro di fondo dell'oro non cambia (inflazione, debito, instabilità globale). Paradossalmente sono le stesse cause che oggi tengono alti i rendimenti. La zona 3.900–4.060 è dove guardare per accumulare.
La svolta arriverà quando i rendimenti gireranno. Prima di allora, i rimbalzi sono occasioni da gestire con prudenza, non inversioni.
Questa analisi è un'opinione personale e non costituisce consulenza finanziaria.
Aquile Reali Nate per volare, nate per osare · Be Stable. Be Strong. 🦅
La settimana in sintesi
L'oro chiude la settimana a −3,30%. Il future di dicembre (GCZ2026) termina venerdì a 4.172,1, lo spot intorno a 4.140. È la seconda settimana consecutiva in calo.
Il punto chiave: l'oro non riesce più a sfruttare i dati favorevoli.
Mercoledì: Core PCE (inflazione) sotto le attese, l'oro sale fino a 4.251, poi viene rivenduto.
Venerdì: NFP molto debole, l'oro sale fino a circa 4.227, poi chiude in rosso.
Quando un mercato non sale sulle buone notizie, chi compra non c'è.
Macro: i dati della settimana
Lavoro debole:
NFP 29K contro 89K attesi, precedente rivisto a 133K.
Disoccupazione al 4,2%.
Salari +0,1% sul mese, 3,0% sull'anno (minimo dal 2021).
Crescita e prezzi forti:
PIL finale 2,2% contro 1,5% atteso.
Chicago PMI 58,8 contro 51,2.
ISM Prezzi 77,9 contro 72,9.
ADP 90K, sopra le attese.
Sussidi bassi a 197K.
Inflazione PCE sotto le attese: headline 3,4% contro 3,7%, core 3,0% contro 3,3%.
Il quadro è misto: il lavoro rallenta, ma economia e pressione sui prezzi restano alte.
La Fed: cosa si aspetta il mercato
Oggi i tassi USA sono al 3,75–4,00%. Il 28 ottobre c'è la prossima riunione della Fed.
Cosa si aspetta oggi il mercato (CME FedWatch):
78% di probabilità che la Fed lasci i tassi fermi.
22% di probabilità che li alzi di 0,25%.
Come è cambiata l'attesa nell'ultimo mese:
Un mese fa (3 settembre): il mercato sperava addirittura in un taglio (37% di probabilità).
Una settimana fa (25 settembre): l'attesa si era ribaltata, il mercato dava per probabile un rialzo (64%).
Oggi: il rialzo di ottobre è sceso al 22%. A farlo scendere è stato il dato sull'inflazione PCE di mercoledì, uscito più basso delle attese. Il NFP debole di venerdì ha cambiato poco, perché il mercato aveva già corretto.
Cosa conta per l'oro: il rialzo di ottobre è meno probabile, ma il mercato si aspetta comunque un rialzo di 0,25% entro dicembre. Un mese fa si parlava di tagli, oggi di rialzi: è uno dei motivi per cui l'oro non riesce a salire.
Bussola: rendimenti e dollaro
US10Y: 5,27%, +10,6 punti base nella settimana, ai massimi dal 2007.
US30Y: 5,62%, ai massimi da 24 anni.
Rendimento reale DFII10: 2,88%, contro 2,35% di un mese fa.
TIP: 104,12, −0,41% nella settimana, sui minimi.
DXY: 101,92, +0,88% nella settimana, ai massimi del 2026.
Venerdì i rendimenti sono scesi all'uscita del NFP e poi sono risaliti in chiusura. Finché i rendimenti reali salgono, ogni rimbalzo dell'oro viene venduto.
Compass: 15 minuti, 1 ora e giornaliero FLAT. Settimanale SHORT, mensile SHORT.
Tecnica (future GCZ2026, giornaliero)
Il gap di fine novembre 2025 è stato riempito. La base del gap era intorno a 4.155 e il minimo di venerdì è 4.153,8. Il "conto aperto" lasciato a novembre è chiuso: da qui il mercato deve dimostrare se questa zona fa da supporto.
Profilo mensile: il prezzo chiude sotto il VAL mensile (4.182,3), con il POC mensile e il VAH (4.222,3) sopra. La prima resistenza è la fascia 4.182–4.222.
Volume Profile dal range di giugno: POC intorno a 4.395, area di valore circa 4.128–4.580.
Il prezzo è dentro il range, ma attaccato al fondo.
4.128 è il livello chiave della settimana.
Trendline e medie: la trendline rialzista dai minimi di luglio è stata rotta al ribasso, e le EMA giornaliere sono tutte sopra il prezzo.
Sotto: zona domanda 3.900–4.060, dove passano i minimi del range da giugno a luglio. Il minimo del grafico è 3.901,3.
Sopra: 4.400 resta il livello da rompere, coincide con il POC del range.
Attenzione: il Volume Profile cambia molto a seconda di dove lo ancori. Ancorato da metà aprile, il prezzo risulta già fuori dall'area di valore (limite basso circa 4.210). Il POC intorno a 4.395 è l'unico livello che resta uguale in tutte le versioni: è il più solido.
COT al 29 settembre
Non-Commercial (grandi speculatori): long 249.736 (−4.246), short 31.104 (+2.975). Net 218.632, long all'88,9%. È la seconda settimana consecutiva di riduzione dei long.
Commercial: hanno ricoperto 10.563 short. Chi copre il rischio vende meno oro a termine, ed è un appoggio sui prezzi bassi.
Open interest: 406.456 (−6.344). Escono posizioni, non ne entrano di nuove.
Treasury 10 anni: gli speculatori aumentano gli short (+166K), cioè scommettono su rendimenti ancora più alti.
Il posizionamento resta molto long ma in calo: c'è meno carburante per salire.
Scenari per la settimana
Tenuta di 4.128–4.155 (gap riempito + fondo del range): rimbalzo verso 4.182–4.222. Per tornare costruttivi serve una chiusura sopra 4.222. Obiettivo successivo il POC intorno a 4.395, solo con TIP in salita e DXY sotto 101,4.
Chiusura giornaliera sotto 4.128: uscita dal range di giugno. Obiettivo nella zona domanda 3.900–4.060, dove mi aspetto compratori di lungo periodo.
Laterale tra 4.128 e 4.222 in attesa dei verbali Fed: probabile a inizio settimana.
Calendario della settimana (orari italiani)
Domenica 4: riunione OPEC-JMMC, da seguire per il petrolio.
Lunedì 5: ISM Servizi alle 16:00 (atteso 55,1, precedente 55,4). La Cina è chiusa per la Golden Week fino a mercoledì.
Martedì 6: bilancia commerciale USA alle 14:30, Bowman (Fed) alle 16:45, Ueda (Banca del Giappone) alle 08:35.
Mercoledì 7:
Asta dei Treasury a 10 anni alle 19:01 (precedente 4,83%).
Verbali del FOMC alle 20:00: l'evento della settimana.
Credito al consumo alle 21:00.
Giovedì 8: sussidi di disoccupazione alle 14:30 (attesi 200K, precedente 197K), asta dei Treasury a 30 anni alle 19:01 (precedente 5,31%), Musalem (Fed) alle 19:40.
Venerdì 9: fiducia dei consumatori UoM preliminare alle 16:00 (attesa 47,6, precedente 48,1), con le aspettative di inflazione (precedente 4,6%). Collins (Fed) alle 22:00.
Settimana successiva: CPI mercoledì 14, PPI e vendite al dettaglio giovedì 15.
Bias finale: comandano i rendimenti
Finché i rendimenti USA restano così alti, tutto il resto conta poco. Dati deboli, Fed meno aggressiva, gap riempito, COT ancora long: l'abbiamo visto mercoledì e venerdì, ogni rimbalzo viene rivenduto. Il motivo è semplice: l'oro non paga interessi. Con un Treasury a 10 anni che rende il 5,27% e un rendimento reale (al netto dell'inflazione) al 2,88%, tenere oro costa caro, e i grandi capitali preferiscono i titoli di Stato.
Perché i rendimenti sono così alti
Petrolio. Le tensioni in Medio Oriente e i problemi su Hormuz e Mar Rosso hanno portato il Brent sopra i 100 dollari. Il petrolio caro fa salire trasporti, produzione e cibo, quindi l'inflazione.
Inflazione ancora alta. La Fed prevede per il 2026 un PCE al 3,7% e un core al 3,4%, lontanissimi dall'obiettivo del 2%.
Fed che alza i tassi. Rialzo a settembre al 3,75–4,00% e almeno un altro rialzo segnalato entro fine anno. Il mercato ha capito che di tagli non se ne parla presto.
Debito e deficit USA. Il debito federale ha superato i 40.000 miliardi di dollari, il deficit 2026 è stimato a 1.900 miliardi (5,8% del PIL) e gli interessi pagati superano i 1.000 miliardi l'anno. Più debito significa più titoli da vendere, e per trovare compratori servono rendimenti più alti.
Vendite sui titoli di Stato in tutto il mondo. Il rendimento del Giappone a 10 anni ha superato il 3% per la prima volta dal 1996. È un movimento globale, non solo americano.
Cosa monitorare questa settimana
US10Y. Il primo segnale di sollievo è una chiusura sotto 5,16%, il minimo toccato dopo il NFP. Se rompe i massimi a 5,34%, pressione ulteriore sull'oro.
DFII10 e TIP. Rendimento reale sotto 2,8% e TIP in salita: è il segnale vero per l'oro.
Aste dei Treasury: 10 anni mercoledì, 30 anni giovedì, alle 19:01. Una domanda debole significa rendimenti su e oro giù. Una domanda forte è il primo segnale di sollievo.
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Petrolio. Brent stabilmente sotto i 100 dollari toglierebbe benzina all'inflazione e quindi ai rendimenti.
CPI di mercoledì 14 ottobre, la settimana successiva: il prossimo grande test.
In sintesi
Breve termine: ribassista. Compass settimanale SHORT, rendimenti reali in salita, prezzo sotto i livelli mensili.
Medio-lungo termine: il quadro di fondo dell'oro non cambia (inflazione, debito, instabilità globale). Paradossalmente sono le stesse cause che oggi tengono alti i rendimenti. La zona 3.900–4.060 è dove guardare per accumulare.
La svolta arriverà quando i rendimenti gireranno. Prima di allora, i rimbalzi sono occasioni da gestire con prudenza, non inversioni.
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