Il future Russell 2000 è in una correzione ordinata dal massimo di inizio agosto, vicino a 3.080. Da lì il prezzo ha costruito una sequenza di massimi e minimi decrescenti fino ai 2.822 attuali. Nel canale di regressione il bordo superiore passa appena sotto 3.080 e quello inferiore intorno a 2.790. Il prezzo si trova quindi nella parte bassa della struttura, a una trentina di punti dalla banda inferiore, che non è stata ancora violata in chiusura. La retta di regressione cade a 2.939,3, circa 117 punti sopra il prezzo. La curva di regressione ha una pendenza nettamente discendente e dalla cima di agosto ha ceduto oltre 140 punti. Il valore equo stimato quindi si sta deteriorando in modo continuo e non si tratta di un semplice ritracciamento. Il bias di fondo resta ribassista finché la curva non smette di scendere.
I pivot Fibonacci dicono dove si gioca la partita nel breve. Il prezzo è sopra S1 a 2.805,4, che nelle ultime sedute ha funzionato da supporto: la lunga ombra inferiore con minimo intorno a 2.780 mostra un assorbimento reale della pressione venditrice. Sopra il prezzo c’è il pivot centrale a 2.870,9, esattamente l’area da cui è partito il rifiuto di inizio ottobre. Più in alto R1 a 2.936,4 si sovrappone quasi perfettamente alla retta di regressione a 2.939,3. Questa confluenza rende l’area 2.935-2.940 il vero tetto di un eventuale rimbalzo. Sotto S1 i riferimenti sono S2 a 2.765 e S3 a 2.699,5.
Passando agli oscillatori, il Momentum a 10 periodi segna -37,2. È negativo ma piatto da settembre, quindi la spinta ribassista non sta accelerando: le gambe discendenti perdono impulso senza che si sia ancora visto un vero recupero. Lo Stocastico 9,6,3 ha %K a 42,27 sopra %D a 39,31 ed è risalito dalla zona di ipervenduto. È un segnale di incrocio rialzista, ma ormai a metà scala e dentro un trend discendente, quindi dice che c’è spazio per un rimbalzo senza garantire un’inversione. L’ATR a 14 periodi è a 39,9, vicino ai minimi dell’anno e molto lontano dai valori di primavera, vicini a 70. La volatilità è compressa: un’escursione giornaliera media di una quarantina di punti rende il pivot centrale, a circa 48 punti dal prezzo, un obiettivo raggiungibile in una o due sedute. Il volume dell’ultima candela, 154,12 mila contratti, è inferiore a quello delle sedute di discesa di settembre. Il rimbalzo avviene quindi su partecipazione leggera, un elemento che non conferma e che va tenuto presente.
Lo scenario rialzista prevede la tenuta di S1 e del minimo a 2.780. Con prezzo sopra 2.805 il primo obiettivo è il pivot a 2.870,9, poi l’area 2.935-2.940 dove convergono R1 e retta. L’invalidazione è sotto 2.780: una chiusura giornaliera al di sotto rende il rimbalzo un semplice respiro e riporta i riferimenti su S2 a 2.765. Il rapporto rischio/rendimento verso il pivot è modesto, circa 1,2 a 1 con stop sotto 2.780. Cresce solo se si punta all’area 2.935.
Lo scenario ribassista oggi è meno pulito, perché entrare short a 2.822 significa vendere a ridosso di un supporto appena difeso e di una banda inferiore intatta. Diventa interessante solo su un nuovo rifiuto tra 2.870 e 2.900, con stop sopra 2.900 e primo obiettivo ancorato a S1 a 2.805, poi S2 a 2.765. Lì il trend, la curva discendente e il volume debole del rimbalzo giocano tutti a favore.
Tra le due direzioni, a questi prezzi ha più probabilità di riuscita il long tattico, a patto di accontentarsi del rimbalzo verso 2.870. Il prezzo sta sul supporto, lo Stocastico è girato al rialzo, il Momentum ha smesso di peggiorare e la volatilità bassa rende l’obiettivo vicino. Ha però un respiro corto, perché va contro il trend dominante e il volume non lo conferma. Lo short ha l’impostazione migliore sul piano strutturale, ma è un’operazione da aspettare: la probabilità sale solo dopo un rigetto in area 2.870-2.900. Se il prezzo si ferma tra 2.780 e 2.870, il consolidamento laterale è l’esito più coerente.
I pivot Fibonacci dicono dove si gioca la partita nel breve. Il prezzo è sopra S1 a 2.805,4, che nelle ultime sedute ha funzionato da supporto: la lunga ombra inferiore con minimo intorno a 2.780 mostra un assorbimento reale della pressione venditrice. Sopra il prezzo c’è il pivot centrale a 2.870,9, esattamente l’area da cui è partito il rifiuto di inizio ottobre. Più in alto R1 a 2.936,4 si sovrappone quasi perfettamente alla retta di regressione a 2.939,3. Questa confluenza rende l’area 2.935-2.940 il vero tetto di un eventuale rimbalzo. Sotto S1 i riferimenti sono S2 a 2.765 e S3 a 2.699,5.
Passando agli oscillatori, il Momentum a 10 periodi segna -37,2. È negativo ma piatto da settembre, quindi la spinta ribassista non sta accelerando: le gambe discendenti perdono impulso senza che si sia ancora visto un vero recupero. Lo Stocastico 9,6,3 ha %K a 42,27 sopra %D a 39,31 ed è risalito dalla zona di ipervenduto. È un segnale di incrocio rialzista, ma ormai a metà scala e dentro un trend discendente, quindi dice che c’è spazio per un rimbalzo senza garantire un’inversione. L’ATR a 14 periodi è a 39,9, vicino ai minimi dell’anno e molto lontano dai valori di primavera, vicini a 70. La volatilità è compressa: un’escursione giornaliera media di una quarantina di punti rende il pivot centrale, a circa 48 punti dal prezzo, un obiettivo raggiungibile in una o due sedute. Il volume dell’ultima candela, 154,12 mila contratti, è inferiore a quello delle sedute di discesa di settembre. Il rimbalzo avviene quindi su partecipazione leggera, un elemento che non conferma e che va tenuto presente.
Lo scenario rialzista prevede la tenuta di S1 e del minimo a 2.780. Con prezzo sopra 2.805 il primo obiettivo è il pivot a 2.870,9, poi l’area 2.935-2.940 dove convergono R1 e retta. L’invalidazione è sotto 2.780: una chiusura giornaliera al di sotto rende il rimbalzo un semplice respiro e riporta i riferimenti su S2 a 2.765. Il rapporto rischio/rendimento verso il pivot è modesto, circa 1,2 a 1 con stop sotto 2.780. Cresce solo se si punta all’area 2.935.
Lo scenario ribassista oggi è meno pulito, perché entrare short a 2.822 significa vendere a ridosso di un supporto appena difeso e di una banda inferiore intatta. Diventa interessante solo su un nuovo rifiuto tra 2.870 e 2.900, con stop sopra 2.900 e primo obiettivo ancorato a S1 a 2.805, poi S2 a 2.765. Lì il trend, la curva discendente e il volume debole del rimbalzo giocano tutti a favore.
Tra le due direzioni, a questi prezzi ha più probabilità di riuscita il long tattico, a patto di accontentarsi del rimbalzo verso 2.870. Il prezzo sta sul supporto, lo Stocastico è girato al rialzo, il Momentum ha smesso di peggiorare e la volatilità bassa rende l’obiettivo vicino. Ha però un respiro corto, perché va contro il trend dominante e il volume non lo conferma. Lo short ha l’impostazione migliore sul piano strutturale, ma è un’operazione da aspettare: la probabilità sale solo dopo un rigetto in area 2.870-2.900. Se il prezzo si ferma tra 2.780 e 2.870, il consolidamento laterale è l’esito più coerente.
Giuseppe M. Pelle
免責事項
これらの情報および投稿は、TradingViewが提供または承認する金融、投資、取引、またはその他の種類の助言もしくは推奨であることを意図したものではなく、またこれらに該当するものでもありません。詳細は利用規約をご覧ください。
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