Questa settimana l’argento ha provato inizialmente ad attaccare i massimi della settimana precedente, senza però riuscire a proseguire il movimento. Il successivo rientro all’interno della vecchia Value Area ha riportato il prezzo fino al POC, dove è arrivata una prima reazione e si è formato un minimo che, almeno per il momento, sembra voler tenere. La lettura volumetrica ci permette di comprendere cosa sia accaduto in quell’area, ma lo stesso movimento poteva essere individuato anche attraverso la semplice osservazione del grafico, a condizione di sapere in anticipo dove concentrare l’attenzione.
Il rettangolo celeste indicato come “area di pullback” era stato infatti individuato già durante la settimana precedente attraverso l’analisi congiunta di Price Action e volumi, identificandolo come una possibile zona di ritorno dalla quale il mercato avrebbe potuto costruire una nuova accelerazione verso i massimi. Anche senza utilizzare il Volume Profile, tuttavia, l’importanza di questa zona risultava evidente per il ruolo svolto nella costruzione del micro trend sui timeframe inferiori.
Una volta raggiunta l’area individuata, possiamo scendere di timeframe per osservare se il movimento ribassista stia effettivamente iniziando a perdere forza. Sul grafico H1, la linea arancione identificata con la scritta “rottura” coincide con il precedente massimo rilevante costruito durante la discesa e rappresenta quindi il livello che il prezzo deve rompere per interrompere la sequenza di massimi e minimi decrescenti. Una chiusura H1 sopra la linea arancione, accompagnata dalla tenuta del minimo appena costruito, rappresenterebbe il primo segnale concreto di inversione del movimento osservato su questo timeframe e potrebbe anticipare la conclusione del pullback visibile sull’H4, riportando inizialmente il prezzo verso 66 dollari e, in caso di prosecuzione, nuovamente verso area 68.
L’utilità di lavorare su più timeframe non consiste nel cercare continuamente nuovi segnali, ma nel partire da una struttura più ampia, individuare preventivamente una zona di interesse e soltanto dopo utilizzare un grafico più veloce per intercettare un’eventuale inversione. Anche i target devono rimanere coerenti con l’orizzonte temporale sul quale nasce il segnale, evitando di utilizzare una piccola inversione su H1 per giustificare automaticamente obiettivi appartenenti a strutture molto più ampie.
Individuare l’area e attendere che sia il prezzo a parlare permette di evitare molte anticipazioni inutili, perché spesso non serve prevedere ciò che farà il mercato, ma aspettare che sia la sua stessa struttura a indicarci quando qualcosa sta realmente cambiando.
Il rettangolo celeste indicato come “area di pullback” era stato infatti individuato già durante la settimana precedente attraverso l’analisi congiunta di Price Action e volumi, identificandolo come una possibile zona di ritorno dalla quale il mercato avrebbe potuto costruire una nuova accelerazione verso i massimi. Anche senza utilizzare il Volume Profile, tuttavia, l’importanza di questa zona risultava evidente per il ruolo svolto nella costruzione del micro trend sui timeframe inferiori.
Una volta raggiunta l’area individuata, possiamo scendere di timeframe per osservare se il movimento ribassista stia effettivamente iniziando a perdere forza. Sul grafico H1, la linea arancione identificata con la scritta “rottura” coincide con il precedente massimo rilevante costruito durante la discesa e rappresenta quindi il livello che il prezzo deve rompere per interrompere la sequenza di massimi e minimi decrescenti. Una chiusura H1 sopra la linea arancione, accompagnata dalla tenuta del minimo appena costruito, rappresenterebbe il primo segnale concreto di inversione del movimento osservato su questo timeframe e potrebbe anticipare la conclusione del pullback visibile sull’H4, riportando inizialmente il prezzo verso 66 dollari e, in caso di prosecuzione, nuovamente verso area 68.
L’utilità di lavorare su più timeframe non consiste nel cercare continuamente nuovi segnali, ma nel partire da una struttura più ampia, individuare preventivamente una zona di interesse e soltanto dopo utilizzare un grafico più veloce per intercettare un’eventuale inversione. Anche i target devono rimanere coerenti con l’orizzonte temporale sul quale nasce il segnale, evitando di utilizzare una piccola inversione su H1 per giustificare automaticamente obiettivi appartenenti a strutture molto più ampie.
Individuare l’area e attendere che sia il prezzo a parlare permette di evitare molte anticipazioni inutili, perché spesso non serve prevedere ciò che farà il mercato, ma aspettare che sia la sua stessa struttura a indicarci quando qualcosa sta realmente cambiando.
免責事項
これらの情報および投稿は、TradingViewが提供または承認する金融、投資、取引、またはその他の種類の助言もしくは推奨であることを意図したものではなく、またこれらに該当するものでもありません。詳細は利用規約をご覧ください。
免責事項
これらの情報および投稿は、TradingViewが提供または承認する金融、投資、取引、またはその他の種類の助言もしくは推奨であることを意図したものではなく、またこれらに該当するものでもありません。詳細は利用規約をご覧ください。
