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Buterin chiede più sicurezza degli exchange crypto dopo il furto da 6,3 miliardi

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Vitalik Buterin chiede agli exchange di puntare sulla sopravvivenza, non sulla concorrenza, per i prossimi due anni. Per lui la sicurezza degli exchange crypto passa sempre più dai sistemi centralizzati, non dagli smart contract.

Buterin, cofondatore di Ethereum, ha parlato dopo la violazione subita da Binance il 29 ottobre. Sono stati rubati circa 6,3 miliardi di dollari in criptovalute, attraverso un’infrastruttura di wallet compromessa.

Punti chiave

  • Buterin propone agli exchange due anni di concentrazione sulla difesa.
  • Secondo lui gli attacchi colpiscono sempre più spesso interfacce e sistemi centralizzati.
  • Dopo la violazione di Binance, le autorità sudcoreane hanno chiesto agli exchange salvaguardie più rigide.
  • La roadmap Lean Ethereum unisce intelligenza artificiale, prove crittografiche e verifica formale.

Buterin: la sicurezza degli exchange crypto passa dalla “bunker mode”

Buterin propone una linea difensiva di due anni: proteggere le operazioni esistenti e i fondi dei clienti prima di ogni altra cosa. Il messaggio vale per gli exchange e per le istituzioni finanziarie.

Lo ha spiegato in un’intervista a Moneycontrol, rilasciata mentre era in India per Devcon 8. Ha chiamato questa postura “bunker mode”.

«Quello che stiamo vedendo è che sempre più persone si rendono conto che la loro responsabilità principale per i prossimi due anni non è vincere, ma sopravvivere», ha detto.

Il consiglio riguarda anche chi detiene crypto in proprio: usare wallet multisignature e guardare con più attenzione alle protezioni che custodiscono i propri asset. Per gli exchange, Buterin si aspetta una diffusione maggiore di sistemi on-chain con una protezione crittografica più forte per le transazioni. Come esempio di infrastruttura che va in quella direzione cita Binance Smart Chain.

Il furto da Binance mette a nudo le debolezze dei wallet

Il caso Binance ha colpito l’infrastruttura dei wallet, non uno smart contract. Il 29 ottobre sono stati sottratti circa 6,3 miliardi di dollari in criptovalute su più blockchain, e gli investigatori hanno ricostruito trasferimenti non autorizzati su dieci reti.

Secondo Binance, tutto parte da finti colloqui di lavoro, malware e sistemi dei dipendenti compromessi. Gli aggressori avrebbero ottenuto credenziali che permettevano di manomettere l’infrastruttura usata dall’exchange per firmare le transazioni dei wallet.

Buterin vede in questo episodio una tendenza più ampia. Negli ultimi 18 mesi, dice, gli exploit degli smart contract sono diventati meno frequenti, mentre i grandi incidenti hanno riguardato interfacce utente e componenti centralizzate.

In pratica, la sua lettura sposta il baricentro dal codice sulla blockchain ai sistemi che lo circondano. È lì che, secondo Buterin, si gioca oggi la sicurezza degli exchange crypto.

Diversi furti di grande entità, compreso quello di Binance, sono stati collegati a gruppi di hacker nordcoreani. Buterin avverte che perdite di questo tipo, se continuano, potrebbero spingere i regolatori a rendere più severi i requisiti per exchange e custodi.

La Corea del Sud chiede controlli più stretti

Dopo il caso Binance, le autorità di regolamentazione sudcoreane hanno chiesto agli exchange locali di rafforzare le protezioni. Le richieste riguardano il cold storage, le approvazioni dei prelievi e i controlli sugli accessi interni.

Le misure toccano tre punti: la custodia degli asset, l’autorizzazione delle transazioni e l’accesso dei dipendenti. L’avvertimento più ampio di Buterin va nella stessa direzione: violazioni ripetute, soprattutto se legate a hacker nordcoreani, potrebbero portare requisiti di sicurezza più severi per chi gestisce asset digitali.

Lean Ethereum: sviluppo più rapido con la verifica formale

La roadmap Lean Ethereum punta su intelligenza artificiale, prove a conoscenza zero (zero-knowledge) e verifica formale. L’obiettivo, ha spiegato Buterin, è migliorare le prestazioni della blockchain senza sacrificare sicurezza e decentralizzazione.

Secondo lui l’IA ha accorciato in modo sostanziale i tempi per sviluppare e verificare infrastrutture complesse. Con gli standard di cinque anni fa, stima, il lavoro ancora da fare sulla roadmap avrebbe richiesto 20 anni. Si aspetta che lo sviluppo assistito dall’IA acceleri il percorso, con la verifica formale a controllare che codice e algoritmi si comportino come previsto.

Layer 2 specializzati e applicazioni aziendali

Ethereum intende affidarsi a una crittografia conservativa basata su hash per la blockchain di base. Le reti Layer 2, invece, dovrebbero offrire funzioni che vanno oltre la semplice scalabilità delle transazioni.

Buterin indica come ambiti promettenti la finanza decentralizzata ad alte prestazioni e la privacy, citando Lighter e Aztec. Vede una possibile categoria anche nei sistemi aziendali, per verificare registri di filiera, sanità e manifattura senza rivelare informazioni sensibili.

Asset tokenizzati con le restrizioni di sempre

Buterin sottolinea la crescita degli asset reali tokenizzati su Ethereum negli ultimi 18 mesi. A suo avviso la finanza su blockchain potrebbe ridurre il numero di intermediari in grado di bloccare l’accesso ai fondi.

Riconosce però che le applicazioni della finanza tradizionale continueranno a prevedere controlli d’identità e limiti sugli utenti ammessi.

Contenuto realizzato con l’assistenza dell’intelligenza artificiale e con revisione editoriale umana.