Trump torna ad un approccio più morbido verso la Cina.
Wall Street recupera sul finale, mette da parte la paura le banche regionali.
Debito pubblico italiano promosso da DBRS e dal FMI.
La crescita cinese resta forte, avvicina il target del +5,0%.
Le borse globali hanno chiuso una settimana turbolenta, zavorrate da tensioni commerciali Usa-Cina, stress nel sistema bancario americano e shutdown federale ormai alla terza settimana.
Il presidente Donald Trump, dopo aver minacciato nuovi dazi al 100% contro la Cina, ha definito la misura “non sostenibile” ma “necessaria”, auspicando un “accordo giusto” con Pechino. Le parole del presidente hanno contribuito ad allentare le tensioni e a migliorare il sentiment nella giornata di lunedì, quando tutte le borse asiatiche hanno aperto in rialzo.
Il comparto bancario statunitense è rimasto al centro dell’attenzione dopo i fallimenti di due istituti legati al settore automobilistico e l’impennata dei crediti deteriorati in Zions, Jefferies e Western Alliance, i cui titoli hanno registrato forti ribassi. Le preoccupazioni sulla qualità del credito hanno riacceso i timori di una crisi sistemica simile a quella del 2023, costringendo la Fed a monitorare da vicino il settore.
In Europa i listini hanno faticato: Francoforte -1,75%, Milano -1,45%, Londra -0,90%, Parigi -0,18%. Nonostante lo stress bancario, Wall Street ha recuperato terreno a fine settimana: Dow Jones, S&P500 e Nasdaq hanno chiuso in rialzo di +0,5%, grazie ai segnali di distensione tra Washington e Pechino.
Bloomberg riporta che la Casa Bianca è pronta ad alleggerire il peso dei dazi sull’industria automobilistica, con una proroga di cinque anni all’accordo che consente di ridurre le tariffe su componenti importati. Una misura che rappresenterebbe una vittoria per le case automobilistiche statunitensi, alle prese con i costi elevati di acciaio e alluminio.
In Asia, la Cina ha registrato nel terzo trimestre una crescita del +4,8%, in lieve rallentamento rispetto al +5,2% del trimestre precedente, ma sopra le attese (+4,7%). Il CSI 300 è salito dello 0,7%, mentre a Hong Kong l’Hang Seng ha guadagnato +2,4%, spinto da Alibaba (+5%) e Semiconductor Manufacturing (+4%).
In Giappone, il Nikkei ha toccato un nuovo record storico (+3%), sostenuto dalle aspettative che Sanae Takaichi, favorevole a una politica fiscale espansiva, diventi premier. Record anche a Seoul, dove il Kospi avanza dell’1,5%, portando il progresso da inizio anno a +47%.
Il Fondo Monetario Internazionale ha elogiato l’Italia per la “sovra-performance sul deficit”, stimando un rapporto deficit/Pil del 3,3% nel 2025, inferiore alle attese. Dbrs Morningstar ha inoltre alzato il rating sovrano dell’Italia ad “A basso” con outlook stabile, citando il miglioramento del sistema bancario e dei conti esterni.
Più cauta la visione macroeconomica del FMI sull’Europa: il continente “si avvia verso una crescita mediocre nel medio termine”, penalizzato da dazi e incertezza politica. L’istituzione prevede che tali fattori possano sottrarre 0,5 punti percentuali di crescita tra il 2026 e il 2027, mentre le spese per difesa e infrastrutture offriranno solo un parziale contrappeso.
Senza riforme strutturali, l’FMI avverte che il debito europeo medio potrebbe salire fino al 155% del Pil nei prossimi 15 anni.
Dal 52° incontro dell’IMFC a Washington, la presidente Christine Lagarde ha ribadito che la Bce seguirà un approccio “dipendente dai dati” e “riunione per riunione”, senza impegnarsi in anticipo su un percorso di tassi. L’obiettivo resta un’inflazione stabile al 2% nel medio termine.
Il petrolio Brent resta debole a 61,10 dollari, zavorrato dalle dichiarazioni di Trump che ha annunciato la volontà dell’India di interrompere l’acquisto di greggio russo, minacciando nuovi dazi “enormi” in caso contrario.
L’oro, dopo aver toccato un nuovo massimo storico a 4.379 dollari, si è assestato a 4.250 dollari, mantenendo un guadagno del +62% da inizio anno. Il recente raffreddamento è legato ai segnali distensivi sul fronte commerciale e al consolidamento del dollaro.
Sul Forex, l’euro/dollaro (1,1655) resta stabile dopo una settimana di consolidamento. I mercati prezzano al 100% un taglio Fed da 25 pb, ma l’attenzione è tutta sulla forward guidance: ulteriori tagli a dicembre potrebbero indebolire il biglietto verde, mentre un tono più cauto lo rafforzerebbe.
Il Bitcoin è sceso a 105.250 dollari (-2,5%), minimo da luglio, travolto dall’avversione al rischio e da liquidazioni per circa 20 miliardi di dollari. Ciononostante, l’interesse istituzionale resta elevato: secondo CoinShares, l’esposizione degli investitori agli ETF Bitcoin è più che raddoppiata a 33,4 miliardi di dollari nel secondo trimestre 2025 (+57% sul periodo precedente).
Il boom dell’intelligenza artificiale continua a trainare il settore tecnologico. In due anni, le azioni dei semiconduttori hanno messo a segno un +253%, contro il +56% dell’S&P500, secondo Bernstein.
La crescita è supportata dai fondamentali: le stime di ricavi per il 2025 sono in aumento del +45%, e Nvidia resta il leader assoluto con margini superiori del 36% alle attese. Anche Super Micro, Broadcom e Vertiv hanno beneficiato di revisioni positive, mentre gli analisti notano come il comparto stia assumendo una valenza strutturale più che ciclica.
Nel mercato dei titoli di Stato europei, il BTP decennale ha chiuso la terza settimana consecutiva di rialzo, con rendimento al 3,37%, nuovi minimi da dicembre 2024. La revisione positiva del rating da parte di Dbrs e la stabilità politica percepita hanno sostenuto la domanda di titoli italiani.
Informazioni importanti
Comunicazioni emesse all’interno dello Spazio economico europeo (“SEE”): Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree Ireland Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Central Bank of Ireland.
Comunicazioni emesse in giurisdizioni non appartenenti al SEE: Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree UK Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority del Regno Unito.
Per fare riferimento a WisdomTree Ireland Limited e a WisdomTree UK Limited si utilizza per entrambe la denominazione “WisdomTree” (come applicabile). La nostra politica sui conflitti d’interesse e il nostro inventario sono disponibili su richiesta.
Solo per clienti professionali. Le informazioni contenute nel presente documento sono fornite a titolo meramente informativo e non costituiscono né un’offerta di vendita né una sollecitazione di un’offerta di acquisto di titoli o azioni. Il presente documento non deve essere utilizzato come base per una qualsiasi decisione d’investimento. Gli investimenti possono aumentare o diminuire di valore e si può perdere una parte o la totalità dell’importo investito. Le performance passate non sono necessariamente indicative di performance future. Qualsiasi decisione d’investimento deve essere basata sulle informazioni contenute nel Prospetto informativo di riferimento e deve essere presa dopo aver richiesto il parere di un consulente d’investimento, fiscale e legale indipendente.
Il presente documento non è, e in nessun caso deve essere interpretato come, una pubblicità o qualsiasi altro strumento di promozione di un’offerta pubblica di azioni o titoli negli Stati Uniti o in qualsiasi provincia o territorio degli Stati Uniti. Né il presente documento né alcuna copia dello stesso devono essere acquisiti, trasmessi o distribuiti (direttamente o indirettamente) negli Stati Uniti.
Il presente documento può contenere commenti indipendenti sul mercato redatti da WisdomTree sulla base delle informazioni disponibili al pubblico. Benché WisdomTree si adoperi per garantire l’esattezza del contenuto del presente documento, WisdomTree non garantisce né assicura la sua esattezza o correttezza. Qualsiasi terzo fornitore di dati di cui ci si avvalga per reperire le informazioni contenute nel presente documento non rilascia alcuna garanzia o dichiarazione di sorta in relazione ai suddetti dati. Laddove WisdomTree abbia espresso dei pareri relativamente al prodotto o all’attività di mercato, si ricorda che tali pareri possono cambiare. Né WisdomTree, né alcuna consociata, né alcuno dei rispettivi funzionari, amministratori, partner o dipendenti, accetta alcuna responsabilità per qualsiasi perdita, diretta o indiretta, derivante dall’utilizzo del presente documento o del suo contenuto.
Il presente documento può contenere dichiarazioni previsionali, comprese dichiarazioni riguardanti le attuali aspettative o convinzioni in relazione alla performance di determinate classi di attività e/o settori. Le dichiarazioni previsionali sono soggette a determinati rischi, incertezze e ipotesi. Non vi è alcuna garanzia che tali dichiarazioni siano esatte, e i risultati effettivi possano discostarsi significativamente da quelli previsti in dette dichiarazioni. WisdomTree raccomanda vivamente di non fare indebito affidamento sulle summenzionate dichiarazioni previsionali.
I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
Wall Street recupera sul finale, mette da parte la paura le banche regionali.
Debito pubblico italiano promosso da DBRS e dal FMI.
La crescita cinese resta forte, avvicina il target del +5,0%.
Le borse globali hanno chiuso una settimana turbolenta, zavorrate da tensioni commerciali Usa-Cina, stress nel sistema bancario americano e shutdown federale ormai alla terza settimana.
Il presidente Donald Trump, dopo aver minacciato nuovi dazi al 100% contro la Cina, ha definito la misura “non sostenibile” ma “necessaria”, auspicando un “accordo giusto” con Pechino. Le parole del presidente hanno contribuito ad allentare le tensioni e a migliorare il sentiment nella giornata di lunedì, quando tutte le borse asiatiche hanno aperto in rialzo.
Il comparto bancario statunitense è rimasto al centro dell’attenzione dopo i fallimenti di due istituti legati al settore automobilistico e l’impennata dei crediti deteriorati in Zions, Jefferies e Western Alliance, i cui titoli hanno registrato forti ribassi. Le preoccupazioni sulla qualità del credito hanno riacceso i timori di una crisi sistemica simile a quella del 2023, costringendo la Fed a monitorare da vicino il settore.
In Europa i listini hanno faticato: Francoforte -1,75%, Milano -1,45%, Londra -0,90%, Parigi -0,18%. Nonostante lo stress bancario, Wall Street ha recuperato terreno a fine settimana: Dow Jones, S&P500 e Nasdaq hanno chiuso in rialzo di +0,5%, grazie ai segnali di distensione tra Washington e Pechino.
Bloomberg riporta che la Casa Bianca è pronta ad alleggerire il peso dei dazi sull’industria automobilistica, con una proroga di cinque anni all’accordo che consente di ridurre le tariffe su componenti importati. Una misura che rappresenterebbe una vittoria per le case automobilistiche statunitensi, alle prese con i costi elevati di acciaio e alluminio.
In Asia, la Cina ha registrato nel terzo trimestre una crescita del +4,8%, in lieve rallentamento rispetto al +5,2% del trimestre precedente, ma sopra le attese (+4,7%). Il CSI 300 è salito dello 0,7%, mentre a Hong Kong l’Hang Seng ha guadagnato +2,4%, spinto da Alibaba (+5%) e Semiconductor Manufacturing (+4%).
In Giappone, il Nikkei ha toccato un nuovo record storico (+3%), sostenuto dalle aspettative che Sanae Takaichi, favorevole a una politica fiscale espansiva, diventi premier. Record anche a Seoul, dove il Kospi avanza dell’1,5%, portando il progresso da inizio anno a +47%.
Il Fondo Monetario Internazionale ha elogiato l’Italia per la “sovra-performance sul deficit”, stimando un rapporto deficit/Pil del 3,3% nel 2025, inferiore alle attese. Dbrs Morningstar ha inoltre alzato il rating sovrano dell’Italia ad “A basso” con outlook stabile, citando il miglioramento del sistema bancario e dei conti esterni.
Più cauta la visione macroeconomica del FMI sull’Europa: il continente “si avvia verso una crescita mediocre nel medio termine”, penalizzato da dazi e incertezza politica. L’istituzione prevede che tali fattori possano sottrarre 0,5 punti percentuali di crescita tra il 2026 e il 2027, mentre le spese per difesa e infrastrutture offriranno solo un parziale contrappeso.
Senza riforme strutturali, l’FMI avverte che il debito europeo medio potrebbe salire fino al 155% del Pil nei prossimi 15 anni.
Dal 52° incontro dell’IMFC a Washington, la presidente Christine Lagarde ha ribadito che la Bce seguirà un approccio “dipendente dai dati” e “riunione per riunione”, senza impegnarsi in anticipo su un percorso di tassi. L’obiettivo resta un’inflazione stabile al 2% nel medio termine.
Il petrolio Brent resta debole a 61,10 dollari, zavorrato dalle dichiarazioni di Trump che ha annunciato la volontà dell’India di interrompere l’acquisto di greggio russo, minacciando nuovi dazi “enormi” in caso contrario.
L’oro, dopo aver toccato un nuovo massimo storico a 4.379 dollari, si è assestato a 4.250 dollari, mantenendo un guadagno del +62% da inizio anno. Il recente raffreddamento è legato ai segnali distensivi sul fronte commerciale e al consolidamento del dollaro.
Sul Forex, l’euro/dollaro (1,1655) resta stabile dopo una settimana di consolidamento. I mercati prezzano al 100% un taglio Fed da 25 pb, ma l’attenzione è tutta sulla forward guidance: ulteriori tagli a dicembre potrebbero indebolire il biglietto verde, mentre un tono più cauto lo rafforzerebbe.
Il Bitcoin è sceso a 105.250 dollari (-2,5%), minimo da luglio, travolto dall’avversione al rischio e da liquidazioni per circa 20 miliardi di dollari. Ciononostante, l’interesse istituzionale resta elevato: secondo CoinShares, l’esposizione degli investitori agli ETF Bitcoin è più che raddoppiata a 33,4 miliardi di dollari nel secondo trimestre 2025 (+57% sul periodo precedente).
Il boom dell’intelligenza artificiale continua a trainare il settore tecnologico. In due anni, le azioni dei semiconduttori hanno messo a segno un +253%, contro il +56% dell’S&P500, secondo Bernstein.
La crescita è supportata dai fondamentali: le stime di ricavi per il 2025 sono in aumento del +45%, e Nvidia resta il leader assoluto con margini superiori del 36% alle attese. Anche Super Micro, Broadcom e Vertiv hanno beneficiato di revisioni positive, mentre gli analisti notano come il comparto stia assumendo una valenza strutturale più che ciclica.
Nel mercato dei titoli di Stato europei, il BTP decennale ha chiuso la terza settimana consecutiva di rialzo, con rendimento al 3,37%, nuovi minimi da dicembre 2024. La revisione positiva del rating da parte di Dbrs e la stabilità politica percepita hanno sostenuto la domanda di titoli italiani.
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Comunicazioni emesse all’interno dello Spazio economico europeo (“SEE”): Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree Ireland Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Central Bank of Ireland.
Comunicazioni emesse in giurisdizioni non appartenenti al SEE: Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree UK Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority del Regno Unito.
Per fare riferimento a WisdomTree Ireland Limited e a WisdomTree UK Limited si utilizza per entrambe la denominazione “WisdomTree” (come applicabile). La nostra politica sui conflitti d’interesse e il nostro inventario sono disponibili su richiesta.
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