Portafogli globali in fase di rimodulazione, in vista del 2026.
Rotazioni settoriali, ma anche «performance lock-in», a Wall Street.
Bitcoin: aria pesante per le cryptos, ma cresce la fase di legittimazione.
Attesa spasmodica per la trimestrale di Nvidia, termometro di tutta la tech.
La nuova settimana si è aperta ieri, 17 novembre, con un’Europa prudente e un’Asia subito in territorio negativo: Giappone e Cina archiviano la prima seduta settimanale in rosso, zavorrati dal riaccendersi delle tensioni diplomatiche tra Tokyo e Pechino.
Sul fronte occidentale, i mercati europei restano appesantiti dalle incertezze che circondano l’economia statunitense e Wal Street: la presunta “bolla AI”, la traiettoria non scontata della Federal Reserve e, non ultima, gli effetti della piena riapertura delle attività governative americane dopo uno shutdown durato 43 giorni, temporaneamente disinnescato il 12 novembre da un accordo-ponte valido fino a gennaio.
La settimana si preannuncia densa almeno su tre fronti. Primo: mercoledì arriveranno i verbali dell’ultima riunione della Fed, un test cruciale per misurare l'umore dei policymaker dopo settimane di volatilità tech. Secondo: venerdì sarà il giorno dei Pmi flash di novembre, la prima lettura sincronizzata dello stato della congiuntura globale dopo la pausa forzata dello shutdown americano. Terzo: sempre venerdì, in serata, arriverà il verdetto di Moody’s sull’Italia, un appuntamento osservato con particolare attenzione da mercati e istituzioni europee.
Intanto, da Bruxelles è arrivato un parziale raggio di sole macroeconomico. La Commissione Ue ha rivisto al rialzo le stime di crescita per quest’anno: dal +0,9% all’ +1,3%. Per il 2026, però, la traiettoria viene limata: dall’1,4% atteso in primavera si scende all’1,2%. “L’economia dell’Ue ha superato le aspettative nei primi nove mesi dell’anno. Guardando avanti, la crescita proseguirà ma a un ritmo moderato”, ha spiegato il commissario Valdis Dombrovskis.
Sul fronte dei mercati, ieri è stata una seduta di correzioni diffuse. Francoforte -1,20%, Parigi -0,63%, Londra -0,24%, Milano -0,52%. A distinguersi è stata la galassia della difesa a Parigi, dopo l’“accordo storico” tra Francia e Ucraina: Dassault Aviation ha brillato con un +8%, trainando anche Thales, Safran e Airbus.
Oltreoceano, Wall Street ha inaugurato la settimana con una seduta debole e chiusura sui minimi: Dow Jones -1,2%, Nasdaq -0,8%, S&P500 -0,9%. Il mercato continua a interrogarsi sulla sostenibilità dei multipli legati all’intelligenza artificiale e sui possibili eccessi accumulati da inizio anno.
Un catalizzatore ulteriore potrebbe arrivare mercoledì con la trimestrale di Nvidia, sotto i riflettori dopo la scelta del fondo del miliardario Peter Thiel di liquidare la propria intera partecipazione nel terzo trimestre. L’operazione, emersa da documenti regolamentari, ha alimentato nuove discussioni sui rischi di una bolla speculativa AI.
Insomma, sembra materializzarsi uno scenario in cui da metà ottobre a fine anno si osserva un fisiologico processo di riequilibrio dei portafogli, con una rotazione verso settori finora trascurati e con valutazioni più ragionevoli.
Il mondo crypto ha contribuito al clima di risk-off: Bitcoin è scivolato sotto i 95.000 dollari, tornando sui livelli di fine aprile.
Un movimento che ha riportato al centro la sua storica volatilità e che coincide con una fase di debolezza dei titoli tech e un rinnovato interesse per i settori difensivi, in particolare la sanità.
Curioso, nello stesso contesto, il primo acquisto di criptovalute da parte della banca centrale ceca: un portafoglio sperimentale da 1 milione di dollari, costituito principalmente da Bitcoin, stablecoin in dollari e depositi tokenizzati. L’investimento, effettuato tramite una borsa regolamentata internazionale, resterà però fuori dalle riserve ufficiali e non verrà incrementato nel prossimo futuro.
Nella seduta di oggi, 18 novembre, l’Asia continua a muoversi con il freno tirato. I listini scendono sulla scia della peggior performance mensile recente di Wall Street e i future americani ed europei indicano un ulteriore calo intorno al -0,6% alle 11:00 CET.
Nel dettaglio, nell’area della Greater China: Hang Seng -1,3%, CSI 300 -0,7%, Taiex -1,7%. I dati macro cinesi di ottobre mostrano vendite al dettaglio in aumento del 2,9% annuo, mentre la produzione industriale cresce del 4,9%, rallentando rispetto al +6,5% di settembre.
In Giappone il Nikkei perde il 1,8% in un clima reso più pesante dalla crisi diplomatica con la Cina: Pechino ha convocato l’ambasciatore giapponese chiedendo alla premier Sanae Takaichi di ritrattare le sue parole su un possibile coinvolgimento militare nipponico in caso di emergenza a Taiwan.
A Seoul, il Kospi -3,8%, pur restando brillante su base annua grazie a un rendimento superiore al +50%: a ottobre gli investitori stranieri hanno acquistato titoli sudcoreani per il sesto mese consecutivo.
Sul mercato delle materie prime, il WTI resta poco sotto i 60 dollari/barile, dopo un modesto rimbalzo del +0,5% la scorsa settimana, complice l’attacco di droni ucraini a un deposito di Novorossijsk sul Mar Nero.
L’oro, a 4.034 dollari/oncia, ripiega oggi di oltre -1% dopo aver messo a segno un +4,5% la scorsa settimana, la prima in recupero dopo tre settimane negative, supportata dalle attese di un possibile taglio dei tassi Fed a dicembre.
Più tranquillo il mondo obbligazionario: i rendimenti decennali restano stabili. Treasury 4,10%, Bund 2,68%, BTP 3,42%. Lo spread BTP-Bund consolida intorno a 73 punti base, sui livelli più bassi dal 2010.
Informazioni importanti
Comunicazioni emesse all’interno dello Spazio economico europeo (“SEE”): Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree Ireland Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Central Bank of Ireland.
Comunicazioni emesse in giurisdizioni non appartenenti al SEE: Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree UK Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority del Regno Unito.
Per fare riferimento a WisdomTree Ireland Limited e a WisdomTree UK Limited si utilizza per entrambe la denominazione “WisdomTree” (come applicabile). La nostra politica sui conflitti d’interesse e il nostro inventario sono disponibili su richiesta.
Solo per clienti professionali. Le informazioni contenute nel presente documento sono fornite a titolo meramente informativo e non costituiscono né un’offerta di vendita né una sollecitazione di un’offerta di acquisto di titoli o azioni. Il presente documento non deve essere utilizzato come base per una qualsiasi decisione d’investimento. Gli investimenti possono aumentare o diminuire di valore e si può perdere una parte o la totalità dell’importo investito. Le performance passate non sono necessariamente indicative di performance future. Qualsiasi decisione d’investimento deve essere basata sulle informazioni contenute nel Prospetto informativo di riferimento e deve essere presa dopo aver richiesto il parere di un consulente d’investimento, fiscale e legale indipendente.
Il presente documento non è, e in nessun caso deve essere interpretato come, una pubblicità o qualsiasi altro strumento di promozione di un’offerta pubblica di azioni o titoli negli Stati Uniti o in qualsiasi provincia o territorio degli Stati Uniti. Né il presente documento né alcuna copia dello stesso devono essere acquisiti, trasmessi o distribuiti (direttamente o indirettamente) negli Stati Uniti.
Il presente documento può contenere commenti indipendenti sul mercato redatti da WisdomTree sulla base delle informazioni disponibili al pubblico. Benché WisdomTree si adoperi per garantire l’esattezza del contenuto del presente documento, WisdomTree non garantisce né assicura la sua esattezza o correttezza. Qualsiasi terzo fornitore di dati di cui ci si avvalga per reperire le informazioni contenute nel presente documento non rilascia alcuna garanzia o dichiarazione di sorta in relazione ai suddetti dati. Laddove WisdomTree abbia espresso dei pareri relativamente al prodotto o all’attività di mercato, si ricorda che tali pareri possono cambiare. Né WisdomTree, né alcuna consociata, né alcuno dei rispettivi funzionari, amministratori, partner o dipendenti, accetta alcuna responsabilità per qualsiasi perdita, diretta o indiretta, derivante dall’utilizzo del presente documento o del suo contenuto.
Il presente documento può contenere dichiarazioni previsionali, comprese dichiarazioni riguardanti le attuali aspettative o convinzioni in relazione alla performance di determinate classi di attività e/o settori. Le dichiarazioni previsionali sono soggette a determinati rischi, incertezze e ipotesi. Non vi è alcuna garanzia che tali dichiarazioni siano esatte, e i risultati effettivi possano discostarsi significativamente da quelli previsti in dette dichiarazioni. WisdomTree raccomanda vivamente di non fare indebito affidamento sulle summenzionate dichiarazioni previsionali.
I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
Rotazioni settoriali, ma anche «performance lock-in», a Wall Street.
Bitcoin: aria pesante per le cryptos, ma cresce la fase di legittimazione.
Attesa spasmodica per la trimestrale di Nvidia, termometro di tutta la tech.
La nuova settimana si è aperta ieri, 17 novembre, con un’Europa prudente e un’Asia subito in territorio negativo: Giappone e Cina archiviano la prima seduta settimanale in rosso, zavorrati dal riaccendersi delle tensioni diplomatiche tra Tokyo e Pechino.
Sul fronte occidentale, i mercati europei restano appesantiti dalle incertezze che circondano l’economia statunitense e Wal Street: la presunta “bolla AI”, la traiettoria non scontata della Federal Reserve e, non ultima, gli effetti della piena riapertura delle attività governative americane dopo uno shutdown durato 43 giorni, temporaneamente disinnescato il 12 novembre da un accordo-ponte valido fino a gennaio.
La settimana si preannuncia densa almeno su tre fronti. Primo: mercoledì arriveranno i verbali dell’ultima riunione della Fed, un test cruciale per misurare l'umore dei policymaker dopo settimane di volatilità tech. Secondo: venerdì sarà il giorno dei Pmi flash di novembre, la prima lettura sincronizzata dello stato della congiuntura globale dopo la pausa forzata dello shutdown americano. Terzo: sempre venerdì, in serata, arriverà il verdetto di Moody’s sull’Italia, un appuntamento osservato con particolare attenzione da mercati e istituzioni europee.
Intanto, da Bruxelles è arrivato un parziale raggio di sole macroeconomico. La Commissione Ue ha rivisto al rialzo le stime di crescita per quest’anno: dal +0,9% all’ +1,3%. Per il 2026, però, la traiettoria viene limata: dall’1,4% atteso in primavera si scende all’1,2%. “L’economia dell’Ue ha superato le aspettative nei primi nove mesi dell’anno. Guardando avanti, la crescita proseguirà ma a un ritmo moderato”, ha spiegato il commissario Valdis Dombrovskis.
Sul fronte dei mercati, ieri è stata una seduta di correzioni diffuse. Francoforte -1,20%, Parigi -0,63%, Londra -0,24%, Milano -0,52%. A distinguersi è stata la galassia della difesa a Parigi, dopo l’“accordo storico” tra Francia e Ucraina: Dassault Aviation ha brillato con un +8%, trainando anche Thales, Safran e Airbus.
Oltreoceano, Wall Street ha inaugurato la settimana con una seduta debole e chiusura sui minimi: Dow Jones -1,2%, Nasdaq -0,8%, S&P500 -0,9%. Il mercato continua a interrogarsi sulla sostenibilità dei multipli legati all’intelligenza artificiale e sui possibili eccessi accumulati da inizio anno.
Un catalizzatore ulteriore potrebbe arrivare mercoledì con la trimestrale di Nvidia, sotto i riflettori dopo la scelta del fondo del miliardario Peter Thiel di liquidare la propria intera partecipazione nel terzo trimestre. L’operazione, emersa da documenti regolamentari, ha alimentato nuove discussioni sui rischi di una bolla speculativa AI.
Insomma, sembra materializzarsi uno scenario in cui da metà ottobre a fine anno si osserva un fisiologico processo di riequilibrio dei portafogli, con una rotazione verso settori finora trascurati e con valutazioni più ragionevoli.
Il mondo crypto ha contribuito al clima di risk-off: Bitcoin è scivolato sotto i 95.000 dollari, tornando sui livelli di fine aprile.
Un movimento che ha riportato al centro la sua storica volatilità e che coincide con una fase di debolezza dei titoli tech e un rinnovato interesse per i settori difensivi, in particolare la sanità.
Curioso, nello stesso contesto, il primo acquisto di criptovalute da parte della banca centrale ceca: un portafoglio sperimentale da 1 milione di dollari, costituito principalmente da Bitcoin, stablecoin in dollari e depositi tokenizzati. L’investimento, effettuato tramite una borsa regolamentata internazionale, resterà però fuori dalle riserve ufficiali e non verrà incrementato nel prossimo futuro.
Nella seduta di oggi, 18 novembre, l’Asia continua a muoversi con il freno tirato. I listini scendono sulla scia della peggior performance mensile recente di Wall Street e i future americani ed europei indicano un ulteriore calo intorno al -0,6% alle 11:00 CET.
Nel dettaglio, nell’area della Greater China: Hang Seng -1,3%, CSI 300 -0,7%, Taiex -1,7%. I dati macro cinesi di ottobre mostrano vendite al dettaglio in aumento del 2,9% annuo, mentre la produzione industriale cresce del 4,9%, rallentando rispetto al +6,5% di settembre.
In Giappone il Nikkei perde il 1,8% in un clima reso più pesante dalla crisi diplomatica con la Cina: Pechino ha convocato l’ambasciatore giapponese chiedendo alla premier Sanae Takaichi di ritrattare le sue parole su un possibile coinvolgimento militare nipponico in caso di emergenza a Taiwan.
A Seoul, il Kospi -3,8%, pur restando brillante su base annua grazie a un rendimento superiore al +50%: a ottobre gli investitori stranieri hanno acquistato titoli sudcoreani per il sesto mese consecutivo.
Sul mercato delle materie prime, il WTI resta poco sotto i 60 dollari/barile, dopo un modesto rimbalzo del +0,5% la scorsa settimana, complice l’attacco di droni ucraini a un deposito di Novorossijsk sul Mar Nero.
L’oro, a 4.034 dollari/oncia, ripiega oggi di oltre -1% dopo aver messo a segno un +4,5% la scorsa settimana, la prima in recupero dopo tre settimane negative, supportata dalle attese di un possibile taglio dei tassi Fed a dicembre.
Più tranquillo il mondo obbligazionario: i rendimenti decennali restano stabili. Treasury 4,10%, Bund 2,68%, BTP 3,42%. Lo spread BTP-Bund consolida intorno a 73 punti base, sui livelli più bassi dal 2010.
Informazioni importanti
Comunicazioni emesse all’interno dello Spazio economico europeo (“SEE”): Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree Ireland Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Central Bank of Ireland.
Comunicazioni emesse in giurisdizioni non appartenenti al SEE: Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree UK Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority del Regno Unito.
Per fare riferimento a WisdomTree Ireland Limited e a WisdomTree UK Limited si utilizza per entrambe la denominazione “WisdomTree” (come applicabile). La nostra politica sui conflitti d’interesse e il nostro inventario sono disponibili su richiesta.
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Il presente documento non è, e in nessun caso deve essere interpretato come, una pubblicità o qualsiasi altro strumento di promozione di un’offerta pubblica di azioni o titoli negli Stati Uniti o in qualsiasi provincia o territorio degli Stati Uniti. Né il presente documento né alcuna copia dello stesso devono essere acquisiti, trasmessi o distribuiti (direttamente o indirettamente) negli Stati Uniti.
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