Sul grafico settimanale il titolo si muove da nove mesi dentro un ampio range che il canale di regressione non ha saputo trasformare in trend rialzista. Il massimo di ottobre 2025, in area 264, ha toccato la banda alta del canale. A gennaio la perdita di quel livello ha innescato un’accelerazione al ribasso fino ai minimi di febbraio e marzo, intorno a 188, poi difesi due volte. Il rimbalzo successivo ha portato il prezzo fino a luglio, dove il massimo a circa 266 si è fermato su R1 a 266,12, poco sotto la banda alta, che ora corre in area 270. Il doppio massimo tra 264 e 266 è la struttura dominante, e da lì il titolo ha perso circa 70 punti, il 26%. La retta di regressione è a 235,58 e quasi coincide con il pivot centrale a 232,72, formando una fascia di resistenza 233-236. La perdita di questa fascia tra agosto e settembre ha aperto la gamba ribassista attuale, e oggi dista circa 30 punti, il 13% e quasi due ATR, dalla chiusura. La curva di regressione ha il picco in area 254 a inizio anno ed è in pendenza negativa: il bias di fondo resta ribassista. Il prezzo però poggia su un supporto strutturale ampio, formato da S1 a 199,32, dalla banda inferiore del canale a circa 194,5 e dai minimi di inizio anno a 188. L’ultima candela ha spinto il minimo a 196,30, sotto S1 ma circa due dollari sopra la banda, per poi chiudere sopra S1. È il secondo test ravvicinato di quest’area, dopo il minimo attorno a 199 di due settimane fa.
Gli oscillatori sono su valori estremi. Lo Stocastico 9,6,3 è a 10,66 per %K e 9,47 per %D, in ipervenduto profondo e al livello più basso dalla primavera 2024. Il Momentum a 10 periodi è a -41,22, ancora in discesa ma poco sopra i minimi di inizio anno, quindi la pressione ribassista non ha ancora raggiunto l’estensione di febbraio. L’ATR a 16,59 resta su un plateau elevato dall’inizio del 2026: il range settimanale tipico è di circa 17 dollari, l’8% del prezzo, e gli stop devono tenerne conto. Il volume, 15,47 milioni, è il più alto delle ultime settimane pur restando inferiore ai picchi di gennaio e luglio. La candela di venerdì, con minimo a 196,30 e chiusura a metà del range, mostra un assorbimento parziale degli acquisti sul supporto, non ancora un’inversione.
Nel breve ha più probabilità di riuscita il long di rimbalzo dello short, pur restando un’operazione contro il bias della curva. L’ipervenduto estremo e la confluenza di S1, banda inferiore e minimi di inizio anno rendono sfavorevole il rapporto rischio/rendimento di una vendita a questi prezzi. Il long si imposta in area 196-200 con stop sotto 187, sotto i minimi di febbraio e marzo. Il primo obiettivo è 220-225, zona dei massimi di settembre, poi la fascia 232,72-235,58 dove coincidono pivot centrale e retta di regressione, che è anche il limite realistico del rimbalzo prima di rivedere il bias. Lo short diventa lo scenario preferibile solo con una chiusura settimanale sotto 194, cioè sotto la banda inferiore, con stop sopra 203. Il primo obiettivo è S2 a 178,69, con sosta intermedia ai minimi di inizio anno in area 188. Una chiusura settimanale sopra 236 invaliderebbe l’impianto ribassista e riporterebbe in gioco R1 a 266,12. In assenza di rotture, l’esito più coerente con gli ultimi nove mesi è un consolidamento laterale tra 188 e 235, da considerare valido finché non arriva una chiusura settimanale fuori da quel range.
Gli oscillatori sono su valori estremi. Lo Stocastico 9,6,3 è a 10,66 per %K e 9,47 per %D, in ipervenduto profondo e al livello più basso dalla primavera 2024. Il Momentum a 10 periodi è a -41,22, ancora in discesa ma poco sopra i minimi di inizio anno, quindi la pressione ribassista non ha ancora raggiunto l’estensione di febbraio. L’ATR a 16,59 resta su un plateau elevato dall’inizio del 2026: il range settimanale tipico è di circa 17 dollari, l’8% del prezzo, e gli stop devono tenerne conto. Il volume, 15,47 milioni, è il più alto delle ultime settimane pur restando inferiore ai picchi di gennaio e luglio. La candela di venerdì, con minimo a 196,30 e chiusura a metà del range, mostra un assorbimento parziale degli acquisti sul supporto, non ancora un’inversione.
Nel breve ha più probabilità di riuscita il long di rimbalzo dello short, pur restando un’operazione contro il bias della curva. L’ipervenduto estremo e la confluenza di S1, banda inferiore e minimi di inizio anno rendono sfavorevole il rapporto rischio/rendimento di una vendita a questi prezzi. Il long si imposta in area 196-200 con stop sotto 187, sotto i minimi di febbraio e marzo. Il primo obiettivo è 220-225, zona dei massimi di settembre, poi la fascia 232,72-235,58 dove coincidono pivot centrale e retta di regressione, che è anche il limite realistico del rimbalzo prima di rivedere il bias. Lo short diventa lo scenario preferibile solo con una chiusura settimanale sotto 194, cioè sotto la banda inferiore, con stop sopra 203. Il primo obiettivo è S2 a 178,69, con sosta intermedia ai minimi di inizio anno in area 188. Una chiusura settimanale sopra 236 invaliderebbe l’impianto ribassista e riporterebbe in gioco R1 a 266,12. In assenza di rotture, l’esito più coerente con gli ultimi nove mesi è un consolidamento laterale tra 188 e 235, da considerare valido finché non arriva una chiusura settimanale fuori da quel range.
Giuseppe M. Pelle
Отказ от ответственности
Информация и публикации не предназначены для предоставления и не являются финансовыми, инвестиционными, торговыми или другими видами советов или рекомендаций, предоставленных или одобренных TradingView. Подробнее читайте в Условиях использования.
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