Il prezzo del petrolio Brent punta di nuovo a 100 Us$: paura per l’inflazione.
Mercato obbligazionario in tensione: molto alti i rendimenti Govies EU e UK.
Mercato del lavoro USA forte ad agosto: taglio tassi FED sempre più lontano.
Goldman sachs avverte: utili 2027 delle azioni europee potrebbero rallentare.
I mercati iniziano la nuova settimana ancora avvolti dall’incertezza. Geopolitica, petrolio e politica monetaria continuano a dettare il ritmo, mentre il Brent resta sopra i 95 dollari/barile e le nuove tensioni tra Stati Uniti e Iran alimentano il rischio di una nuova fiammata dell’energia.
La scorsa settimana si è chiusa con Borse europee contrastate, nonostante un dato sul mercato del lavoro statunitense decisamente più robusto delle attese. I nuovi occupati non agricoli sono aumentati di 162 mila unità, contro le circa 53 mila previste: un risultato che rafforza l’ipotesi di una Fed meno accomodante e riporta sul tavolo un possibile rialzo dei tassi già nella riunione di settembre.
La reazione dei mercati azionari europei è stata limitata: Cac40 di Parigi -0,09%, Dax30 di Francoforte +0,18%, Ftse100 di Londra sulla parità, e poi Madrid, con l’Ibex +0,22%, mentre Milano ha ceduto -0,28%. A Wall Street, l’S&P500 ha perso -0,38%, il Dow Jones -0,51% e il Nasdaq100 -0,29%.
Il mercato del lavoro americano, quindi, non è ancora abbastanza debole da togliere spazio alla Fed. Al contrario, la sua solidità consente alla banca centrale di mantenere un atteggiamento restrittivo per contrastare l’inflazione.
L’aumento dei rendimenti ha penalizzato soprattutto i titoli più sensibili al costo del denaro: Microsoft, Tesla e Mastercard hanno perso quasi l’1%. In controtendenza i semiconduttori: Lam Research, Applied Materials e Sandisk hanno guadagnato quasi il 3%, Marvell, Micron, Intel e Nvidia sono salite circa +1%, sostenute dall’ottimismo sul nuovo modello GPT di OpenAI.
Secondo Goldman Sachs, le azioni europee possono continuare a salire, ma a un ritmo più contenuto. La banca ha alzato il target dello STOXX Europe600 a 695 punti, oggi è attorno 650, in un contesto che vede il 2026 finora sostenuto da utili solidi: la crescita attesa è stata rivista dal 10% al 15%, soprattutto grazie all’energia.
Il quadro potrebbe però cambiare radicalmente nel 2027, quando la crescita degli utili dovrebbe scendere sotto il +10%, con l’esaurirsi del contributo dell’energia e l’aumento dei costi destinato a comprimere i margini.
Tuttavia tecnologia, difesa e industriali conservano venti strutturali favorevoli. E l’Europa continua a offrire valutazioni più interessanti rispetto a Wall Street: il rendimento da free cash flow è al 5,3%, contro meno del 2% per i dieci maggiori titoli americani.
Il petrolio resta il vero rischio: sul fronte geopolitico, Donald Trump ha sostenuto che eventuali nuovi attacchi contro l’Iran sarebbero probabilmente di breve durata, ribadendo inoltre il controllo americano sullo Stretto di Hormuz.
Le tensioni hanno comunque spinto il petrolio oltre i 95 dollari/barile, riaccendendo il timore di una nuova ondata inflazionistica.
Neppure l’annunciato accordo che attribuisce agli Stati Uniti il controllo delle immense riserve petrolifere del Venezuela ha finora modificato significativamente le quotazioni.
Gli effetti sui fondamentali, secondo alcuni esperti, potrebbero infatti richiedere anni, mentre resta il rischio di destabilizzazione del governo di Caracas e quello che un futuro presidente americano possa modificare o cancellare l’accordo.
Asia: Giappone sempre più “falco”
Oggi 7 settembre, l’avvio della settimana asiatica è stato più debole. Il Nikkei ha ceduto -0,3%, dopo essere stato a +0,5%, mentre lo yen si è rafforzato a 157,5 per dollaro. A Hong Kong l’Hang Seng ha perso -0,3%, il CSI300 -0,2% e il Taiex -0,5%. Positivi invece il Kospi +1,2%, il Sensex +0,3% e l’ASX 200 +0,5%.
La vera sorpresa arriva dal Giappone. Il membro della BOJ Hajime Takata ha indicato la necessità di procedere più rapidamente con i rialzi dei tassi per contrastare le pressioni inflazionistiche. Il rendimento del governativo decennale è sceso al 2,95%, dopo aver toccato ieri il 3%, massimo dal 1997.
In Cina, intanto, l'attività economica ha accelerato: il PMI composito RatingDog China General Composite è salito a 52,1 in agosto dal 50,8 di luglio, grazie al miglioramento di manifattura e servizi.
Il messaggio più importante arriva però dal mercato obbligazionario. Il Treasury decennale americano rende il 4,78%, vicino ai massimi degli ultimi tre anni.
Secondo FedWatch del CME, la probabilità di un rialzo dei tassi questo mese è salita al 62%, dal 37% di una settimana fa. John Williams, presidente della Fed di New York, ha sottolineato che l’aumento dei rendimenti di lungo periodo riflette la solidità dell’economia.
In Europa, il BTP decennale italianorende 4,24%, il Bund tedesco 3,37% e il Gilt britannico 5,23%, massimo dal 2007.
Sul fronte dei metalli industriali spicca il calo del rame, dopo una chiusura record a Londra la scorsa settimana, è sceso ai minimi di oltre una settimana: un’occasione di acquisto? I fondamentali paiono assai robusto, con domanda in solida crescita e offerta in affanno.
Morale: i mercati stanno entrando in una fase in cui l’inflazione torna a essere il vero arbitro degli asset rischiosi. Petrolio, posti di lavoro e rendimenti obbligazionari stanno restringendo gli spazi per una politica monetaria accomodante.
E se la Fed dovesse davvero tornare ad alzare i tassi, il 2026 potrebbe trasformarsi da anno di espansione degli utili a un test severo per gli elevati multipli valutativi attuali.
Informazioni importanti
Comunicazioni emesse all’interno dello Spazio economico europeo (“SEE”): Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree Ireland Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Central Bank of Ireland.
Comunicazioni emesse in giurisdizioni non appartenenti al SEE: Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree UK Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority del Regno Unito.
Per fare riferimento a WisdomTree Ireland Limited e a WisdomTree UK Limited si utilizza per entrambe la denominazione “WisdomTree” (come applicabile). La nostra politica sui conflitti d’interesse e il nostro inventario sono disponibili su richiesta.
Solo per clienti professionali. Le informazioni contenute nel presente documento sono fornite a titolo meramente informativo e non costituiscono né un’offerta di vendita né una sollecitazione di un’offerta di acquisto di titoli o azioni. Il presente documento non deve essere utilizzato come base per una qualsiasi decisione d’investimento. Gli investimenti possono aumentare o diminuire di valore e si può perdere una parte o la totalità dell’importo investito. Le performance passate non sono necessariamente indicative di performance future. Qualsiasi decisione d’investimento deve essere basata sulle informazioni contenute nel Prospetto informativo di riferimento e deve essere presa dopo aver richiesto il parere di un consulente d’investimento, fiscale e legale indipendente.
Il presente documento non è, e in nessun caso deve essere interpretato come, una pubblicità o qualsiasi altro strumento di promozione di un’offerta pubblica di azioni o titoli negli Stati Uniti o in qualsiasi provincia o territorio degli Stati Uniti. Né il presente documento né alcuna copia dello stesso devono essere acquisiti, trasmessi o distribuiti (direttamente o indirettamente) negli Stati Uniti.
Il presente documento può contenere commenti indipendenti sul mercato redatti da WisdomTree sulla base delle informazioni disponibili al pubblico. Benché WisdomTree si adoperi per garantire l’esattezza del contenuto del presente documento, WisdomTree non garantisce né assicura la sua esattezza o correttezza. Qualsiasi terzo fornitore di dati di cui ci si avvalga per reperire le informazioni contenute nel presente documento non rilascia alcuna garanzia o dichiarazione di sorta in relazione ai suddetti dati. Laddove WisdomTree abbia espresso dei pareri relativamente al prodotto o all’attività di mercato, si ricorda che tali pareri possono cambiare. Né WisdomTree, né alcuna consociata, né alcuno dei rispettivi funzionari, amministratori, partner o dipendenti, accetta alcuna responsabilità per qualsiasi perdita, diretta o indiretta, derivante dall’utilizzo del presente documento o del suo contenuto.
Il presente documento può contenere dichiarazioni previsionali, comprese dichiarazioni riguardanti le attuali aspettative o convinzioni in relazione alla performance di determinate classi di attività e/o settori. Le dichiarazioni previsionali sono soggette a determinati rischi, incertezze e ipotesi. Non vi è alcuna garanzia che tali dichiarazioni siano esatte, e i risultati effettivi possano discostarsi significativamente da quelli previsti in dette dichiarazioni. WisdomTree raccomanda vivamente di non fare indebito affidamento sulle summenzionate dichiarazioni previsionali.
I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
Mercato obbligazionario in tensione: molto alti i rendimenti Govies EU e UK.
Mercato del lavoro USA forte ad agosto: taglio tassi FED sempre più lontano.
Goldman sachs avverte: utili 2027 delle azioni europee potrebbero rallentare.
I mercati iniziano la nuova settimana ancora avvolti dall’incertezza. Geopolitica, petrolio e politica monetaria continuano a dettare il ritmo, mentre il Brent resta sopra i 95 dollari/barile e le nuove tensioni tra Stati Uniti e Iran alimentano il rischio di una nuova fiammata dell’energia.
La scorsa settimana si è chiusa con Borse europee contrastate, nonostante un dato sul mercato del lavoro statunitense decisamente più robusto delle attese. I nuovi occupati non agricoli sono aumentati di 162 mila unità, contro le circa 53 mila previste: un risultato che rafforza l’ipotesi di una Fed meno accomodante e riporta sul tavolo un possibile rialzo dei tassi già nella riunione di settembre.
La reazione dei mercati azionari europei è stata limitata: Cac40 di Parigi -0,09%, Dax30 di Francoforte +0,18%, Ftse100 di Londra sulla parità, e poi Madrid, con l’Ibex +0,22%, mentre Milano ha ceduto -0,28%. A Wall Street, l’S&P500 ha perso -0,38%, il Dow Jones -0,51% e il Nasdaq100 -0,29%.
Il mercato del lavoro americano, quindi, non è ancora abbastanza debole da togliere spazio alla Fed. Al contrario, la sua solidità consente alla banca centrale di mantenere un atteggiamento restrittivo per contrastare l’inflazione.
L’aumento dei rendimenti ha penalizzato soprattutto i titoli più sensibili al costo del denaro: Microsoft, Tesla e Mastercard hanno perso quasi l’1%. In controtendenza i semiconduttori: Lam Research, Applied Materials e Sandisk hanno guadagnato quasi il 3%, Marvell, Micron, Intel e Nvidia sono salite circa +1%, sostenute dall’ottimismo sul nuovo modello GPT di OpenAI.
Secondo Goldman Sachs, le azioni europee possono continuare a salire, ma a un ritmo più contenuto. La banca ha alzato il target dello STOXX Europe600 a 695 punti, oggi è attorno 650, in un contesto che vede il 2026 finora sostenuto da utili solidi: la crescita attesa è stata rivista dal 10% al 15%, soprattutto grazie all’energia.
Il quadro potrebbe però cambiare radicalmente nel 2027, quando la crescita degli utili dovrebbe scendere sotto il +10%, con l’esaurirsi del contributo dell’energia e l’aumento dei costi destinato a comprimere i margini.
Tuttavia tecnologia, difesa e industriali conservano venti strutturali favorevoli. E l’Europa continua a offrire valutazioni più interessanti rispetto a Wall Street: il rendimento da free cash flow è al 5,3%, contro meno del 2% per i dieci maggiori titoli americani.
Il petrolio resta il vero rischio: sul fronte geopolitico, Donald Trump ha sostenuto che eventuali nuovi attacchi contro l’Iran sarebbero probabilmente di breve durata, ribadendo inoltre il controllo americano sullo Stretto di Hormuz.
Le tensioni hanno comunque spinto il petrolio oltre i 95 dollari/barile, riaccendendo il timore di una nuova ondata inflazionistica.
Neppure l’annunciato accordo che attribuisce agli Stati Uniti il controllo delle immense riserve petrolifere del Venezuela ha finora modificato significativamente le quotazioni.
Gli effetti sui fondamentali, secondo alcuni esperti, potrebbero infatti richiedere anni, mentre resta il rischio di destabilizzazione del governo di Caracas e quello che un futuro presidente americano possa modificare o cancellare l’accordo.
Asia: Giappone sempre più “falco”
Oggi 7 settembre, l’avvio della settimana asiatica è stato più debole. Il Nikkei ha ceduto -0,3%, dopo essere stato a +0,5%, mentre lo yen si è rafforzato a 157,5 per dollaro. A Hong Kong l’Hang Seng ha perso -0,3%, il CSI300 -0,2% e il Taiex -0,5%. Positivi invece il Kospi +1,2%, il Sensex +0,3% e l’ASX 200 +0,5%.
La vera sorpresa arriva dal Giappone. Il membro della BOJ Hajime Takata ha indicato la necessità di procedere più rapidamente con i rialzi dei tassi per contrastare le pressioni inflazionistiche. Il rendimento del governativo decennale è sceso al 2,95%, dopo aver toccato ieri il 3%, massimo dal 1997.
In Cina, intanto, l'attività economica ha accelerato: il PMI composito RatingDog China General Composite è salito a 52,1 in agosto dal 50,8 di luglio, grazie al miglioramento di manifattura e servizi.
Il messaggio più importante arriva però dal mercato obbligazionario. Il Treasury decennale americano rende il 4,78%, vicino ai massimi degli ultimi tre anni.
Secondo FedWatch del CME, la probabilità di un rialzo dei tassi questo mese è salita al 62%, dal 37% di una settimana fa. John Williams, presidente della Fed di New York, ha sottolineato che l’aumento dei rendimenti di lungo periodo riflette la solidità dell’economia.
In Europa, il BTP decennale italianorende 4,24%, il Bund tedesco 3,37% e il Gilt britannico 5,23%, massimo dal 2007.
Sul fronte dei metalli industriali spicca il calo del rame, dopo una chiusura record a Londra la scorsa settimana, è sceso ai minimi di oltre una settimana: un’occasione di acquisto? I fondamentali paiono assai robusto, con domanda in solida crescita e offerta in affanno.
Morale: i mercati stanno entrando in una fase in cui l’inflazione torna a essere il vero arbitro degli asset rischiosi. Petrolio, posti di lavoro e rendimenti obbligazionari stanno restringendo gli spazi per una politica monetaria accomodante.
E se la Fed dovesse davvero tornare ad alzare i tassi, il 2026 potrebbe trasformarsi da anno di espansione degli utili a un test severo per gli elevati multipli valutativi attuali.
Informazioni importanti
Comunicazioni emesse all’interno dello Spazio economico europeo (“SEE”): Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree Ireland Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Central Bank of Ireland.
Comunicazioni emesse in giurisdizioni non appartenenti al SEE: Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree UK Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority del Regno Unito.
Per fare riferimento a WisdomTree Ireland Limited e a WisdomTree UK Limited si utilizza per entrambe la denominazione “WisdomTree” (come applicabile). La nostra politica sui conflitti d’interesse e il nostro inventario sono disponibili su richiesta.
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Il presente documento non è, e in nessun caso deve essere interpretato come, una pubblicità o qualsiasi altro strumento di promozione di un’offerta pubblica di azioni o titoli negli Stati Uniti o in qualsiasi provincia o territorio degli Stati Uniti. Né il presente documento né alcuna copia dello stesso devono essere acquisiti, trasmessi o distribuiti (direttamente o indirettamente) negli Stati Uniti.
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I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
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