Intesa Sanpaolo chiude la settimana con un ribasso del 4,68%, in un range tra 6,082 e 5,735, e completa la terza settimana consecutiva di vendite dopo il top di agosto. Il titolo aveva toccato i massimi poco sotto 7 euro, rimanendo per circa due mesi compresso tra 6,70 e 6,90 senza riuscire ad allungare: una distribuzione ordinata che a fine settembre si è risolta con una serie di candele ampie verso il basso. In poche settimane il prezzo ha restituito quasi un euro e oggi si trova in linea con dove quotava tra dicembre 2025 e gennaio 2026, quando l’area 5,90-6,10 aveva fatto da tetto prima della discesa di marzo.
La retta di regressione passa a 6,496, circa l’11% sopra il prezzo, e mantiene un’inclinazione rialzista netta. Il dato più rilevante è la posizione del prezzo nel canale: il minimo della settimana a 5,735 ha bucato per un soffio la banda inferiore, che transita in area 5,80, e la chiusura è tornata a ridosso di quella linea. È la terza volta in diciotto mesi che il titolo arriva a toccare il bordo basso del canale: ad aprile 2025 con l’ombra fino a 3,70 e a marzo 2026 con il minimo in area 4,80, ed entrambe le volte la banda ha prodotto un recupero ampio. La curva di regressione continua a salire senza flessioni, anche dopo la discesa delle ultime settimane: la stima di valore equo resta in crescita e il trend di fondo, per ora, non è compromesso.
I pivot annuali di Fibonacci mostrano invece il danno di breve. R2 a 6,650 è il livello che il prezzo aveva superato in estate senza consolidare sopra, mentre R1 a 6,095 è stato perso questa settimana con una candela che ha aperto appena sotto e non ha più riconquistato la soglia. R1 diventa ora la resistenza da recuperare, e coincide con la vecchia area di congestione di inizio anno. Sotto, il pivot centrale a 5,198 è il primo riferimento strutturale, una cinquantina di centesimi più in basso, sopra i minimi di marzo.
Il Momentum a 10 periodi è a -1,057, sceso in verticale e tornato sui livelli di marzo, quando il titolo aveva toccato il minimo dell’anno: la spinta ribassista è intensa. Lo Stocastico 9,6,3 ha la %K a 28,58 e la %D a 40,61, in caduta dall’ipercomprato estivo e non ancora in ipervenduto: l’oscillatore lascia spazio ad altra debolezza prima di segnalare esaurimento. L’ATR a 14 periodi è a 0,2956 e ha ripreso a salire, tornando vicino ai valori più alti dell’anno: la volatilità si espande insieme alla discesa, segno che il movimento ha ancora energia. I volumi della settimana, 234 milioni di pezzi, sono nella media recente, senza il picco che indicherebbe una capitolazione. Sul grafico è segnata a breve la trimestrale, un elemento che può amplificare il movimento in entrambe le direzioni.
Sul piano operativo il long ha una probabilità leggermente maggiore di riuscita, perché la struttura di fondo è rialzista e il prezzo si trova sulla banda inferiore di un canale che ha già respinto due affondi, ma serve una conferma che questa settimana non è ancora arrivata. Il segnale d’ingresso sarebbe una chiusura settimanale sopra 6,10, che riporterebbe il prezzo sopra R1, con obiettivo la retta di regressione a 6,50 e, oltre, R2 a 6,65; stop sotto 5,70. Lo short diventa valido con una chiusura settimanale sotto 5,70, che porterebbe il titolo stabilmente fuori dal canale per la prima volta da oltre due anni e aprirebbe la strada verso il pivot centrale a 5,20, primo obiettivo, con i minimi di marzo come estensione; stop sopra 6,10. Considerati il Momentum ancora in discesa e lo Stocastico non esausto, l’esito più probabile nelle prossime settimane è un consolidamento laterale tra 5,70 e 6,10, in attesa della trimestrale. Il canale ha retto finora ogni test, ma la velocità di questa discesa è maggiore delle precedenti: la banda inferiore è il livello che decide, e va rispettata senza eccezioni.
La retta di regressione passa a 6,496, circa l’11% sopra il prezzo, e mantiene un’inclinazione rialzista netta. Il dato più rilevante è la posizione del prezzo nel canale: il minimo della settimana a 5,735 ha bucato per un soffio la banda inferiore, che transita in area 5,80, e la chiusura è tornata a ridosso di quella linea. È la terza volta in diciotto mesi che il titolo arriva a toccare il bordo basso del canale: ad aprile 2025 con l’ombra fino a 3,70 e a marzo 2026 con il minimo in area 4,80, ed entrambe le volte la banda ha prodotto un recupero ampio. La curva di regressione continua a salire senza flessioni, anche dopo la discesa delle ultime settimane: la stima di valore equo resta in crescita e il trend di fondo, per ora, non è compromesso.
I pivot annuali di Fibonacci mostrano invece il danno di breve. R2 a 6,650 è il livello che il prezzo aveva superato in estate senza consolidare sopra, mentre R1 a 6,095 è stato perso questa settimana con una candela che ha aperto appena sotto e non ha più riconquistato la soglia. R1 diventa ora la resistenza da recuperare, e coincide con la vecchia area di congestione di inizio anno. Sotto, il pivot centrale a 5,198 è il primo riferimento strutturale, una cinquantina di centesimi più in basso, sopra i minimi di marzo.
Il Momentum a 10 periodi è a -1,057, sceso in verticale e tornato sui livelli di marzo, quando il titolo aveva toccato il minimo dell’anno: la spinta ribassista è intensa. Lo Stocastico 9,6,3 ha la %K a 28,58 e la %D a 40,61, in caduta dall’ipercomprato estivo e non ancora in ipervenduto: l’oscillatore lascia spazio ad altra debolezza prima di segnalare esaurimento. L’ATR a 14 periodi è a 0,2956 e ha ripreso a salire, tornando vicino ai valori più alti dell’anno: la volatilità si espande insieme alla discesa, segno che il movimento ha ancora energia. I volumi della settimana, 234 milioni di pezzi, sono nella media recente, senza il picco che indicherebbe una capitolazione. Sul grafico è segnata a breve la trimestrale, un elemento che può amplificare il movimento in entrambe le direzioni.
Sul piano operativo il long ha una probabilità leggermente maggiore di riuscita, perché la struttura di fondo è rialzista e il prezzo si trova sulla banda inferiore di un canale che ha già respinto due affondi, ma serve una conferma che questa settimana non è ancora arrivata. Il segnale d’ingresso sarebbe una chiusura settimanale sopra 6,10, che riporterebbe il prezzo sopra R1, con obiettivo la retta di regressione a 6,50 e, oltre, R2 a 6,65; stop sotto 5,70. Lo short diventa valido con una chiusura settimanale sotto 5,70, che porterebbe il titolo stabilmente fuori dal canale per la prima volta da oltre due anni e aprirebbe la strada verso il pivot centrale a 5,20, primo obiettivo, con i minimi di marzo come estensione; stop sopra 6,10. Considerati il Momentum ancora in discesa e lo Stocastico non esausto, l’esito più probabile nelle prossime settimane è un consolidamento laterale tra 5,70 e 6,10, in attesa della trimestrale. Il canale ha retto finora ogni test, ma la velocità di questa discesa è maggiore delle precedenti: la banda inferiore è il livello che decide, e va rispettata senza eccezioni.
Giuseppe M. Pelle
Feragatname
Bilgiler ve yayınlar, TradingView tarafından sağlanan veya onaylanan finansal, yatırım, alım satım veya diğer türden tavsiye veya öneriler anlamına gelmez ve teşkil etmez. Kullanım Koşulları bölümünde daha fazlasını okuyun.
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