NVIDIA supera le attese e riaccende l’AI: Wall Street ora guarda alla Fed
Wall Street ha chiuso la seduta di ieri con movimenti molto contenuti, in una giornata dominata dall’attesa per due appuntamenti fondamentali: il nuovo dato sull’inflazione PCE e, soprattutto, i risultati trimestrali di NVIDIA pubblicati dopo la chiusura.
Il Dow Jones ha interrotto una serie positiva di tre sedute, cedendo lo 0,21% a 53.463,88 punti. Il NASDAQ ha perso appena lo 0,08%, chiudendo a 26.130,20 punti, mentre l’S&P 500 è rimasto praticamente invariato con un calo dello 0,02% a 7.675,70 punti.
Più che una vera seduta negativa, quella di ieri è sembrata quindi una giornata di attesa.
E durante la notte è arrivata la risposta che Wall Street aspettava.
Il PCE non cambia realmente lo scenario
Il nuovo rapporto sull’inflazione non ha prodotto grandi sorprese.
L’indice PCE generale è aumentato dello 0,2% su base mensile e del 3,7% su base annua, in entrambi i casi appena 0,1 punti percentuali sopra le attese.
Il dato core, probabilmente ancora più importante per la Federal Reserve, è cresciuto dello 0,2% mensile e del 3,3% annuale, perfettamente in linea con le previsioni.
Il messaggio è abbastanza chiaro: l’inflazione non sta accelerando in maniera preoccupante, ma allo stesso tempo continua a mostrare pochi progressi verso l’obiettivo del 2% della Fed.
Questo rende ancora più interessante il prossimo appuntamento di Jackson Hole, dove il presidente della Federal Reserve Kevin Warsh avrà l’opportunità di fornire indicazioni sulla futura politica monetaria.
Ma ieri Wall Street aveva un altro pensiero.
NVIDIA: ancora una volta numeri impressionanti
Dopo otto sedute negative nelle ultime nove, NVIDIA arrivava alla trimestrale con una pressione considerevole.
E ancora una volta i numeri hanno dimostrato la straordinaria dimensione raggiunta dall’azienda.
NVIDIA ha pubblicato risultati superiori alle aspettative, con una sorpresa positiva sugli utili superiore al 6% e ricavi pari a 96,2 miliardi di dollari, in crescita del 106% rispetto allo scorso anno.
Ma probabilmente il dato più importante è arrivato dalle prospettive.
Per il trimestre in corso NVIDIA prevede ricavi intorno ai 108 miliardi di dollari, con una variazione possibile del 2%.
Il mercato si aspettava circa 102 miliardi.
Significa che, nonostante le dimensioni ormai gigantesche dell’azienda, NVIDIA continua a indicare una traiettoria di crescita superiore alle aspettative.
La prima reazione negativa racconta molto del mercato
C’è però un dettaglio particolarmente interessante.
Immediatamente dopo la pubblicazione dei risultati, NVIDIA è inizialmente scesa.
Potrebbe sembrare paradossale di fronte a numeri di questa portata, ma è esattamente ciò di cui abbiamo parlato nelle analisi degli ultimi giorni.
Quando le aspettative sono eccezionali, battere le stime non è necessariamente sufficiente.
Il mercato aveva bisogno di tempo per analizzare non soltanto EPS e fatturato, ma anche guidance, margini e soprattutto le indicazioni fornite dal CEO Jensen Huang sul futuro della domanda legata all’intelligenza artificiale.
Successivamente il sentiment è cambiato.
Al momento della stesura di questa analisi, NVIDIA è in rialzo di circa il 4% nelle contrattazioni successive alla chiusura.
Se questo movimento verrà confermato durante la seduta regolare, potrebbe rappresentare un segnale importante non soltanto per NVIDIA, ma per l’intero ecosistema dell’AI.
Il vero messaggio riguarda l’intelligenza artificiale
È questo, secondo me, il dato più importante della trimestrale.
NVIDIA non è più soltanto un produttore di semiconduttori.
È diventata una sorta di termometro degli investimenti mondiali nell’intelligenza artificiale.
Quando un’azienda di queste dimensioni continua a registrare una crescita dei ricavi superiore al 100% e contemporaneamente presenta una guidance migliore delle aspettative, significa che la domanda sottostante continua a essere eccezionalmente forte.
Naturalmente rimangono interrogativi importanti.
Il mercato continuerà a chiedersi quanto siano sostenibili gli enormi investimenti degli hyperscaler, quale ritorno economico produrranno e per quanto tempo potranno continuare questi ritmi di spesa.
Ma i numeri pubblicati da NVIDIA sembrano indicare che, almeno per il momento, il ciclo degli investimenti nell’AI non mostra segnali evidenti di esaurimento.
Salesforce sorprende Wall Street
NVIDIA ha inevitabilmente monopolizzato l’attenzione, ma non è stata l’unica protagonista della serata.
Salesforce ha pubblicato una trimestrale positiva e ha aumentato le previsioni di fatturato per l’intero anno a un intervallo compreso tra 46,1 e 46,4 miliardi di dollari.
La società ha inoltre annunciato una nuova partnership con Anthropic, denominata Claudeforce, destinata a integrare le capacità di Claude con la piattaforma aziendale Salesforce.
La risposta degli investitori è stata molto forte: Salesforce è salita di oltre il 12% nelle contrattazioni after-hours.
È un altro segnale interessante.
L’intelligenza artificiale non sta più influenzando soltanto i produttori di chip. Sta progressivamente entrando nei modelli di business delle grandi società software e nelle applicazioni aziendali.
La stagione degli utili non è ancora finita
NVIDIA viene spesso considerata simbolicamente la conclusione della stagione degli utili, ma il calendario resta ancora ricco.
Oggi arriveranno altri risultati importanti, tra cui quelli di Marvell, particolarmente interessanti dopo la trimestrale di NVIDIA.
Sul fronte retail sono invece attesi Dollar General, Dollar Tree, Ulta Beauty, Burlington Stores e Best Buy.
Il settore arriva all’appuntamento dopo il fortissimo movimento di Abercrombie & Fitch, salita di oltre il 35% dopo risultati particolarmente positivi.
Il mio punto di vista
Credo che la seduta di ieri e ciò che è accaduto successivamente rappresentino perfettamente il momento che stiamo vivendo.
Il PCE ci dice che l’inflazione rimane un problema, ma non sta peggiorando significativamente.
NVIDIA ci dice invece che la crescita dell’intelligenza artificiale continua, almeno per ora, a essere straordinariamente forte.
Sono due informazioni molto importanti perché agiscono sulle due variabili che considero centrali per il mercato: crescita degli utili e costo del capitale.
Il primo elemento continua a essere favorevole.
Sul secondo rimangono ancora molti interrogativi.
Per questo Jackson Hole assume adesso ancora maggiore importanza. Dopo aver ricevuto nuove informazioni sull’inflazione e una conferma della forza degli investimenti nell’AI, il mercato vuole capire quale sarà la risposta della Federal Reserve.
In questa fase continuo quindi a vedere un mercato potenzialmente favorevole, ma molto più selettivo rispetto al passato.
E questa selettività, per chi analizza le singole aziende, può creare opportunità interessanti.
L’opinione di Marco Bernasconi
C’è un passaggio della trimestrale di NVIDIA che considero particolarmente significativo.
Non è il +106% dei ricavi.
Non è nemmeno la sorpresa positiva sugli utili.
È la previsione di 108 miliardi di dollari di fatturato nel prossimo trimestre, contro aspettative intorno ai 102 miliardi.
Perché?
Perché guardare indietro ci dice quanto è stata forte NVIDIA. Guardare la guidance ci aiuta invece a capire quanto potrebbe continuare a esserlo.
Ed è questo che interessa realmente a un investitore.
Da mesi ci chiediamo se gli enormi investimenti nell’intelligenza artificiale siano sostenibili. Continueremo a farcelo, perché prima o poi anche questo ciclo attraverserà una fase di normalizzazione.
Ma credo che sarebbe un errore anticipare quella normalizzazione semplicemente perché i numeri ci sembrano ormai troppo grandi.
Il mercato non funziona così.
Finché la domanda cresce, gli utili aumentano e le aziende continuano a migliorare le prospettive, il trend fondamentale merita rispetto.
Allo stesso tempo, la prima reazione negativa di NVIDIA dopo i risultati ci ricorda qualcosa di altrettanto importante: il prezzo pagato conta sempre.
Una società straordinaria può diventare un investimento mediocre se acquistata incorporando aspettative impossibili. E un’azienda meno celebrata può diventare un investimento molto interessante quando il mercato sottovaluta ciò che potrebbe produrre nei prossimi anni.
Per questo oggi non voglio limitarmi a dire che NVIDIA ha pubblicato una grande trimestrale.
La domanda che mi interessa è un’altra:
dove si trova adesso l’opportunità?
I numeri di NVIDIA confermano che il grande ecosistema dell’intelligenza artificiale continua a crescere. Salesforce ci mostra contemporaneamente come questa trasformazione stia iniziando a propagarsi dal puro hardware alle applicazioni, al software e ai processi aziendali.
È proprio all’interno di trasformazioni di questa portata che preferisco cercare aziende nelle quali crescita, fondamentali, aspettative e prezzo non siano ancora perfettamente allineati dal mercato.
Marco Bernasconi
Le opinioni espresse rappresentano valutazioni personali dell’autore e hanno finalità esclusivamente informative. Non costituiscono una raccomandazione personalizzata di investimento né una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di strumenti finanziari.
Wall Street ha chiuso la seduta di ieri con movimenti molto contenuti, in una giornata dominata dall’attesa per due appuntamenti fondamentali: il nuovo dato sull’inflazione PCE e, soprattutto, i risultati trimestrali di NVIDIA pubblicati dopo la chiusura.
Il Dow Jones ha interrotto una serie positiva di tre sedute, cedendo lo 0,21% a 53.463,88 punti. Il NASDAQ ha perso appena lo 0,08%, chiudendo a 26.130,20 punti, mentre l’S&P 500 è rimasto praticamente invariato con un calo dello 0,02% a 7.675,70 punti.
Più che una vera seduta negativa, quella di ieri è sembrata quindi una giornata di attesa.
E durante la notte è arrivata la risposta che Wall Street aspettava.
Il PCE non cambia realmente lo scenario
Il nuovo rapporto sull’inflazione non ha prodotto grandi sorprese.
L’indice PCE generale è aumentato dello 0,2% su base mensile e del 3,7% su base annua, in entrambi i casi appena 0,1 punti percentuali sopra le attese.
Il dato core, probabilmente ancora più importante per la Federal Reserve, è cresciuto dello 0,2% mensile e del 3,3% annuale, perfettamente in linea con le previsioni.
Il messaggio è abbastanza chiaro: l’inflazione non sta accelerando in maniera preoccupante, ma allo stesso tempo continua a mostrare pochi progressi verso l’obiettivo del 2% della Fed.
Questo rende ancora più interessante il prossimo appuntamento di Jackson Hole, dove il presidente della Federal Reserve Kevin Warsh avrà l’opportunità di fornire indicazioni sulla futura politica monetaria.
Ma ieri Wall Street aveva un altro pensiero.
NVIDIA: ancora una volta numeri impressionanti
Dopo otto sedute negative nelle ultime nove, NVIDIA arrivava alla trimestrale con una pressione considerevole.
E ancora una volta i numeri hanno dimostrato la straordinaria dimensione raggiunta dall’azienda.
NVIDIA ha pubblicato risultati superiori alle aspettative, con una sorpresa positiva sugli utili superiore al 6% e ricavi pari a 96,2 miliardi di dollari, in crescita del 106% rispetto allo scorso anno.
Ma probabilmente il dato più importante è arrivato dalle prospettive.
Per il trimestre in corso NVIDIA prevede ricavi intorno ai 108 miliardi di dollari, con una variazione possibile del 2%.
Il mercato si aspettava circa 102 miliardi.
Significa che, nonostante le dimensioni ormai gigantesche dell’azienda, NVIDIA continua a indicare una traiettoria di crescita superiore alle aspettative.
La prima reazione negativa racconta molto del mercato
C’è però un dettaglio particolarmente interessante.
Immediatamente dopo la pubblicazione dei risultati, NVIDIA è inizialmente scesa.
Potrebbe sembrare paradossale di fronte a numeri di questa portata, ma è esattamente ciò di cui abbiamo parlato nelle analisi degli ultimi giorni.
Quando le aspettative sono eccezionali, battere le stime non è necessariamente sufficiente.
Il mercato aveva bisogno di tempo per analizzare non soltanto EPS e fatturato, ma anche guidance, margini e soprattutto le indicazioni fornite dal CEO Jensen Huang sul futuro della domanda legata all’intelligenza artificiale.
Successivamente il sentiment è cambiato.
Al momento della stesura di questa analisi, NVIDIA è in rialzo di circa il 4% nelle contrattazioni successive alla chiusura.
Se questo movimento verrà confermato durante la seduta regolare, potrebbe rappresentare un segnale importante non soltanto per NVIDIA, ma per l’intero ecosistema dell’AI.
Il vero messaggio riguarda l’intelligenza artificiale
È questo, secondo me, il dato più importante della trimestrale.
NVIDIA non è più soltanto un produttore di semiconduttori.
È diventata una sorta di termometro degli investimenti mondiali nell’intelligenza artificiale.
Quando un’azienda di queste dimensioni continua a registrare una crescita dei ricavi superiore al 100% e contemporaneamente presenta una guidance migliore delle aspettative, significa che la domanda sottostante continua a essere eccezionalmente forte.
Naturalmente rimangono interrogativi importanti.
Il mercato continuerà a chiedersi quanto siano sostenibili gli enormi investimenti degli hyperscaler, quale ritorno economico produrranno e per quanto tempo potranno continuare questi ritmi di spesa.
Ma i numeri pubblicati da NVIDIA sembrano indicare che, almeno per il momento, il ciclo degli investimenti nell’AI non mostra segnali evidenti di esaurimento.
Salesforce sorprende Wall Street
NVIDIA ha inevitabilmente monopolizzato l’attenzione, ma non è stata l’unica protagonista della serata.
Salesforce ha pubblicato una trimestrale positiva e ha aumentato le previsioni di fatturato per l’intero anno a un intervallo compreso tra 46,1 e 46,4 miliardi di dollari.
La società ha inoltre annunciato una nuova partnership con Anthropic, denominata Claudeforce, destinata a integrare le capacità di Claude con la piattaforma aziendale Salesforce.
La risposta degli investitori è stata molto forte: Salesforce è salita di oltre il 12% nelle contrattazioni after-hours.
È un altro segnale interessante.
L’intelligenza artificiale non sta più influenzando soltanto i produttori di chip. Sta progressivamente entrando nei modelli di business delle grandi società software e nelle applicazioni aziendali.
La stagione degli utili non è ancora finita
NVIDIA viene spesso considerata simbolicamente la conclusione della stagione degli utili, ma il calendario resta ancora ricco.
Oggi arriveranno altri risultati importanti, tra cui quelli di Marvell, particolarmente interessanti dopo la trimestrale di NVIDIA.
Sul fronte retail sono invece attesi Dollar General, Dollar Tree, Ulta Beauty, Burlington Stores e Best Buy.
Il settore arriva all’appuntamento dopo il fortissimo movimento di Abercrombie & Fitch, salita di oltre il 35% dopo risultati particolarmente positivi.
Il mio punto di vista
Credo che la seduta di ieri e ciò che è accaduto successivamente rappresentino perfettamente il momento che stiamo vivendo.
Il PCE ci dice che l’inflazione rimane un problema, ma non sta peggiorando significativamente.
NVIDIA ci dice invece che la crescita dell’intelligenza artificiale continua, almeno per ora, a essere straordinariamente forte.
Sono due informazioni molto importanti perché agiscono sulle due variabili che considero centrali per il mercato: crescita degli utili e costo del capitale.
Il primo elemento continua a essere favorevole.
Sul secondo rimangono ancora molti interrogativi.
Per questo Jackson Hole assume adesso ancora maggiore importanza. Dopo aver ricevuto nuove informazioni sull’inflazione e una conferma della forza degli investimenti nell’AI, il mercato vuole capire quale sarà la risposta della Federal Reserve.
In questa fase continuo quindi a vedere un mercato potenzialmente favorevole, ma molto più selettivo rispetto al passato.
E questa selettività, per chi analizza le singole aziende, può creare opportunità interessanti.
L’opinione di Marco Bernasconi
C’è un passaggio della trimestrale di NVIDIA che considero particolarmente significativo.
Non è il +106% dei ricavi.
Non è nemmeno la sorpresa positiva sugli utili.
È la previsione di 108 miliardi di dollari di fatturato nel prossimo trimestre, contro aspettative intorno ai 102 miliardi.
Perché?
Perché guardare indietro ci dice quanto è stata forte NVIDIA. Guardare la guidance ci aiuta invece a capire quanto potrebbe continuare a esserlo.
Ed è questo che interessa realmente a un investitore.
Da mesi ci chiediamo se gli enormi investimenti nell’intelligenza artificiale siano sostenibili. Continueremo a farcelo, perché prima o poi anche questo ciclo attraverserà una fase di normalizzazione.
Ma credo che sarebbe un errore anticipare quella normalizzazione semplicemente perché i numeri ci sembrano ormai troppo grandi.
Il mercato non funziona così.
Finché la domanda cresce, gli utili aumentano e le aziende continuano a migliorare le prospettive, il trend fondamentale merita rispetto.
Allo stesso tempo, la prima reazione negativa di NVIDIA dopo i risultati ci ricorda qualcosa di altrettanto importante: il prezzo pagato conta sempre.
Una società straordinaria può diventare un investimento mediocre se acquistata incorporando aspettative impossibili. E un’azienda meno celebrata può diventare un investimento molto interessante quando il mercato sottovaluta ciò che potrebbe produrre nei prossimi anni.
Per questo oggi non voglio limitarmi a dire che NVIDIA ha pubblicato una grande trimestrale.
La domanda che mi interessa è un’altra:
dove si trova adesso l’opportunità?
I numeri di NVIDIA confermano che il grande ecosistema dell’intelligenza artificiale continua a crescere. Salesforce ci mostra contemporaneamente come questa trasformazione stia iniziando a propagarsi dal puro hardware alle applicazioni, al software e ai processi aziendali.
È proprio all’interno di trasformazioni di questa portata che preferisco cercare aziende nelle quali crescita, fondamentali, aspettative e prezzo non siano ancora perfettamente allineati dal mercato.
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