Nexi S.p.A.

Nexi, minimi crescenti ma il soffitto resiste

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Nexi è ancora dentro un canale discendente costruito dal 2023, ma nell’ultimo anno ha cambiato natura. Il minimo di marzo, vicino a 2,65 con un volume enorme che ha il sapore di una capitolazione, ha segnato il punto di svolta. Da lì il titolo ha recuperato fino a circa 4,30 tra aprile e maggio, è ripiegato verso 3,30 tra giugno e luglio e ha ripreso a salire fino a un massimo di circa 4,45 tra fine agosto e settembre. Il minimo di luglio è molto più alto di quello di marzo, e il massimo di settembre ha superato quello primaverile. È l’inizio di una sequenza di minimi crescenti dentro un canale ancora formalmente ribassista. Il prezzo ha superato verso l’alto la retta di regressione, ferma a 3,553, e oggi è circa 0,65 sopra, nella metà alta del canale e a poca distanza dalla banda superiore, che passa intorno a 4,60. La curva di regressione ha smesso di scendere, si è appiattita con una lieve inclinazione al rialzo e il suo bias ribassista del 2025 si è dissolto. Resta una struttura ancora da confermare: finché il prezzo non supera in modo netto la banda superiore, il canale discendente non è rotto.

I pivot Fibonacci mostrano che il prezzo si trova tra due aree decisive. Sopra c’è il pivot centrale a 4,531, che coincide quasi con la banda superiore del canale a 4,60. Questa sovrapposizione rende l’area 4,45-4,60 il vero soffitto, già respinta a settembre. Oltre si aprono R1 a 5,313, R2 a 5,797 e R3 a 6,580. Sotto il prezzo il primo supporto è S1 a 3,748, poi la retta di regressione a 3,553, S2 a 3,264 e S3 a 2,482. Il minimo di luglio, intorno a 3,30, coincide con S2 e conferma quell’area come base del rimbalzo.

Gli oscillatori sono meno costruttivi del prezzo. Il Momentum a 10 periodi segna -0,0380: appena negativo, in discesa dai valori positivi di primavera ed estate. La spinta si sta esaurendo vicino al soffitto. Lo Stocastico 9,6,3 ha %K a 38,68 sotto %D a 48,73, un incrocio ribassista partito da un massimo vicino a 80 a settembre, ora in discesa verso la metà della scala. Gli oscillatori hanno quindi spazio per scendere ancora senza toccare l’ipervenduto. L’ATR a 14 periodi è a 0,2643, vicino ai minimi dell’intero grafico, a conferma di una compressione di volatilità che di solito precede un movimento direzionale. Il volume dell’ultima settimana, 25,98 milioni, è tra i più bassi della fase di rimbalzo e molto lontano dal picco di marzo: la risalita è avvenuta con una partecipazione in calo costante, un segnale di cautela.

Lo scenario rialzista richiede una chiusura settimanale sopra 4,60, che supererebbe insieme massimo di settembre, pivot e banda superiore. Con prezzo sopra quel livello l’obiettivo è R1 a 5,313, circa 1,1 di distanza e oltre quattro volte l’ATR. Lo stop sta sotto 3,90. Da 4,204 il rapporto rischio/rendimento verso il pivot è circa 1 a 1, e supera 3 a 1 solo se si punta a R1 dopo la rottura. Il long anticipato, cioè prima della rottura, compra sotto un soffitto già respinto a settembre.

Lo scenario ribassista prevede un nuovo rigetto in area 4,45-4,60. Il primo obiettivo è ancorato al pivot S1 a 3,748, poi la retta a 3,553 e S2 a 3,264. Lo stop va sopra 4,60. Da 4,204 il rapporto verso S1 è di circa 1,1 a 1, mentre da 4,45 sale oltre 2 a 1. Un ritorno verso S1 non cambierebbe la lettura di fondo: resterebbe un ritracciamento sopra la retta e sopra il minimo di luglio.

Tra le due direzioni ha una probabilità leggermente maggiore lo short, nell’orizzonte delle prossime settimane e con target a 3,748. Il prezzo è sotto un soffitto già respinto, lo Stocastico ha incrociato al ribasso, il Momentum si sta spegnendo e il volume non sostiene il recupero. Va detto che la convinzione è moderata. La struttura di fondo è migliorata, il long ha un obiettivo più ampio se il soffitto cede, e il consolidamento laterale tra 3,75 e 4,45 è lo scenario più coerente con un ATR così compresso. Sopra 4,60 l’impostazione ribassista va abbandonata.

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