WisdomTree - Tactical Daily Update - 29.05.2026

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I mercato fiutano la soluzioni crisi USAIRAN: Wall Street a nuovi massimi.
Prezzo del petrolio a -20 % dai massimi: attenuati i rischi di inflazione a maggio.
Dato PCE (inflazione Usa) a 3,8% ad aprile, un filo sotto le attese.
Tech regina a maggio: fort rialzi per Nasdaq, ma anche Kospi, Taiex, Nikkei.


Maggio si avvia alla chiusura come uno dei più sorprendenti degli ultimi anni per i mercati finanziari globali. E lo fa ribaltando uno dei mantra più celebri di Wall Street: “Sell in May and go away”. Quest’anno maggio è stato il mese dei record.
Sul fronte geopolitico, i mercati hanno vissuto nuove ore di forte tensione dopo gli attacchi reciproci condotti da Stati Uniti e Iran nella notte del 28 maggio. Nonostante questo, il cessate il fuoco continua formalmente a reggere.
Secondo indiscrezioni raccolte da Reuters, Washington e Teheran avrebbero persino raggiunto un’intesa preliminare per prorogare la tregua e riaprire il transito nello Stretto di Hormuz, anche se l’accordo non sarebbe ancora stato ufficialmente approvato da Donald Trump né confermato definitivamente dai media iraniani.
Il mercato, tuttavia, sembra aver già scelto la propria narrativa: la percezione prevalente è che il peggio sia alle spalle e che un accordo sia vicino. Una convinzione che continua a sostenere l’appetito per il rischio.
Le Borse europee hanno chiuso la seduta del 28 maggio in lieve calo, frenate da dati macroeconomici statunitensi sostanzialmente contrastanti. Milano ha rappresentato l’eccezione positiva, +0,5%. A Wall Street, invece, tre nuovi record storici: Nasdaq +0,9%, S&P500 +0,6%, Dow Jones +0,1%.
A trainare il rally continua a essere soprattutto il tema dominante del 2026: Intelligenza Artificiale e semiconduttori. L’indice SOX dei chipmakers ha guadagnato oltre +20% solo a maggio, portando il rialzo da inizio anno a +80%. Effetto domino immediato sui listini più esposti alla tecnologia: Nasdaq100 +9% mensile, Kospi +22%, Taiex taiwanese +13% e Nikkei +10%.
Anche i grandi indici globali hanno aggiornato i massimi storici: MSCI World, MSCI ACWI, MSCI Asia-Pacific e MSCI Emerging Markets, con performance mensili comprese tra +4% e +8%.
Nelle ultime ore, tuttavia, la spinta rialzista americana ha mostrato qualche segnale di stanchezza. A pesare sono stati il fallimento del test di lancio del razzo Blue Origin e soprattutto le indiscrezioni sulla possibile revisione della valutazione di SpaceX: la base dell’IPO sarebbe stata ridotta a 1.800 miliardi di dollari rispetto ai 2.000 ipotizzati solo un mese fa.

Sul fronte macroeconomico, l’inflazione statunitense accelera moderatamente, ma senza ancora consentire alla Federal Reserve di abbassare la guardia. L’indice PCE di maggio è salito +0,4% mensile, meno del +0,5% atteso, mentre il dato annuale si è attestato al 3,8%. La componente core ha registrato un incremento dello 0,2% mensile e 3,3% annuo.

Contemporaneamente, il PIL americano del primo trimestre è stato rivisto al ribasso: +1,6% contro +2% inizialmente stimato. Numeri che confermano un’economia ancora resiliente ma decisamente meno brillante rispetto alla seconda metà del 2025.
In questo contesto, il nuovo presidente della Fed, Kevin Warsh, si trova davanti a un equilibrio delicato: rallentamento economico da una parte, inflazione ancora elevata dall’altra.
Anche la BCE deve muoversi con estrema cautela. Dalle minute della riunione di aprile emerge chiaramente il dilemma affrontato dai governatori: contrastare lo shock energetico con ulteriori strette monetarie rischierebbe infatti di aggravare il rallentamento della crescita. Da qui la decisione unanime di mantenere invariati i tassi, rinviando eventuali mosse alla riunione di giugno.
Nel frattempo, l’economia italiana mostra segnali misti sul commercio estero. Ad aprile l’avanzo commerciale con i Paesi extra-UE è salito a 3,846 miliardi di euro, rispetto ai 2,320 miliardi dello stesso mese del 2025. Tuttavia, su base congiunturale, l’export è sceso del -2,8%, mentre l’import è aumentato del +1,3%.
A pesare sulle esportazioni sono stati soprattutto i beni strumentali (-6,4%), i beni intermedi (-2,5%) e i beni di consumo non durevoli (-2,4%). In forte crescita invece energia (+19,6%) e beni durevoli (+3,7%).
Questa mattina le Borse asiatiche proseguono il movimento rialzista: Nikkei +2,4%, Kospi +3%, Taiex +2,7%, Hang Seng +1%, CSI300 +0,3%. A sostenere il sentiment sono ancora una volta le speranze di un’estensione della tregua tra Stati Uniti e Iran per almeno un paio di mesi.
Sul fronte commodities, il petrolio continua a correggere violentemente. Brent 92,5 dollari/barile, in calo -1,4%: si avvia a chiudere maggio con un crollo del -19%, la peggiore performance mensile dai tempi della pandemia del marzo 2020.
Resta invece forte il rame, vero termometro dell’economia globale e della corsa alla transizione energetica. Il metallo rosso guadagna circa +4% nel mese, vicino a 13.700 dollari/tonnellata, dopo aver superato temporaneamente i 14.000. Il mercato guarda con attenzione alla possibile introduzione di nuovi dazi americani sulle importazioni di rame raffinato, attesa in giugno.
Infine, il mercato obbligazionario continua a offrire segnali divergenti. Il Treasury decennale americano chiude il quarto mese negativo degli ultimi cinque (-0,7% a maggio), penalizzato dalle aspettative di nuovi rialzi Fed. Il BTP decennale italiano, invece, registra un rialzo mensile di circa +1,5%, recuperando parte del violento -5% di marzo, giovandosi anche della ritrovata stabilità politica italiana.
Ma la vera sorpresa arriva dal Regno Unito: il Gilt benchmark ha guadagnato +2,4% nel mese, grazie al ridimensionamento dei timori di crisi politica. Gli investitori hanno evidentemente concluso che un rendimento superiore al 5% sul decennale britannico, oggi al 4,83%, fosse troppo interessante per essere ignorato.

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