Borse mondiali senza slancio, ma consolidano massimi storici.
La prospettiva di riapertura totale di Hormutz resta dubbia, il petrolio risale.
L’intelligenza artificiale spinge gli utili delle big tech, ma anche le capex.
USA: la prospettiva inflazionistica resta incerta, e con essa le mosse della FED.
Mercati in pausa, ma Hormuz torna a scaldare petrolio e inflazione. Le Borse europee hanno aperto la settimana di Ferragosto ieri, 10 agosto, con una seduta interlocutoria, dopo i recenti rialzi.
L’attenzione degli investitori resta infatti saldamente ancorata al Medio Oriente, dove le prospettive di una soluzione per lo Stretto di Hormuz appaiono ancora tutt’altro che definite. Iran e Oman sarebbero nelle fasi finali dei negoziati per individuare nuove rotte marittime, ma le tensioni tra Teheran e Washington stanno tornando a complicare il quadro.
In Europa, Milano ha chiuso a -0,1%, mentre Parigi ha guadagnato lo 0,1%, così come Francoforte, e Amsterdam +0,2%. Più deboli Madrid, -0,2%, e Londra, -0,3%.
Una pausa fisiologica, sembrerebbe dunque, dopo la brillante performance delle ultime settimane, ma con gli investitori che continuano a guardare con attenzione soprattutto all’evoluzione geopolitica e alle sue ricadute sui prezzi dell’energia.
Il tema è tornato infatti prepotentemente sul mercato petrolifero. Le nuove incertezze sulla riapertura di Hormuz hanno alimentato un nuovo rally del greggio: ieri il petrolio ha guadagnato circa il 5%, portandosi sopra 82,5 dollari al barile, e questa mattina la pressione rialzista prosegue.
Il Brent torna così a puntare verso i 90 dollari, scambiando a 89,2 dollari, mentre il WTI sale a 83,5 dollari (entrambi +1,5% circa ). In rialzo anche il gas europeo, con il contratto del TTF Amsterdam a 61,2 euro per megawattora (+0,7%).
Il ritorno dell’energia al centro della scena riporta inevitabilmente anche l’inflazione tra le principali preoccupazioni degli investitori.
La seduta di domani, mercoledì 12 agosto, sarà quindi particolarmente importante, poichè saranno pubblicati i dati sull’inflazione americana di luglio.
Il dato assume un peso ancora maggiore dopo il deludente rapporto sul mercato del lavoro statunitense, che ha contribuito ad alimentare le aspettative di tassi invariati da parte della Fed.
Ed è proprio l’inflazione il prossimo vero banco di prova per i mercati. Gli investitori cercheranno nei dati sui prezzi al consumo indicazioni utili per valutare la traiettoria della politica monetaria americana e capire se la Fed potrà permettersi di mantenere una posizione attendista sui tassi.
Wall Street guarda a petrolio e AI. Anche Wall Street ha chiuso ieri in territorio negativo, penalizzata dalle incertezze su Hormuz e dal nuovo rialzo del petrolio. Il Dow Jones ha ceduto -0,11%, il Nasdaq ha perso -0,32%, mentre l’S&P500 è arretrato -0,06%.
Tra i titoli sotto pressione spicca Intel, che ha perso il 3% dopo aver annunciato un’emissione di azioni ordinarie da 15 miliardi di dollari.
Il comparto tecnologico rimane comunque sotto i riflettori per ragioni opposte. Nvidia ha annunciato una partnership con alcuni dei maggiori gruppi finanziari globali per sviluppare piattaforme dedicate al finanziamento della capacità di calcolo.
L’obiettivo è mobilitare oltre 500 miliardi di dollari di capitale di terzi destinato alle infrastrutture per l’intelligenza artificiale. Un progetto che conferma quanto la costruzione dell’infrastruttura necessaria all’AI stia diventando un tema sempre più rilevante anche per il sistema finanziario.
Oro più tonico, ma in bilico sopra i 4.300 dollari. Anche il mercato dei metalli preziosi riflette il complesso equilibrio tra geopolitica, inflazione e aspettative sui tassi.
Il prezzo dell’oro, dopo un guadagno settimanale vicino al 6% nella settimana passata, ieri ha superato con decisione i 4.300 dollari/oncia, avvicinandosi alla soglia dei 4.400 dollari, considerata fondamentale per confermare l’inversione della tendenza del metallo.
Il miglioramento del sentiment sulle prospettive di Hormuz ha inizialmente favorito un calo delle aspettative di inflazione, offrendo sollievo ai mercati obbligazionari sia europei sia americani.
Anche argento e platino si sono mossi nella stessa direzione dell’oro. Questa mattina, tuttavia, il “gold” ritraccia -0,6%, a 4.370 dollari, dopo aver raggiunto i massimi da due mesi.
Sul reddito fisso, ieri lo spread BTp italiano - Bund tedesco ha chiuso a 78 punti base, contro i 77 punti di venerdì. Il rendimento del BTp decennale benchmark è salito al 3,96%, dal 3,89% precedente, in una seduta caratterizzata da rialzi generalizzati dei rendimenti dell’Eurozona.
Questa mattina i mercati asiatici procedono invece in ordine sparso, con Tokyo chiusa per festività. Il Kospi coreano guadagna l’1,25%, mentre lo Shanghai Composite perde -0,13% e l’Hang Seng di Hong Kong arretra -0,77%.
Sul fronte valutario, l’euro/dollaro segna 1,1538, da 1,1547 della chiusura precedente. L’euro/yen sale a 183,8, da 183,5, mentre il dollaro/yen passa a 159,3, da 158,9.
Il quadro, dunque, resta sospeso tra due forze contrapposte: da un lato la speranza di una soluzione per Hormuz, dall’altro il rischio che nuove tensioni tra Stati Uniti e Iran mantengano elevati petrolio e inflazione. Con i mercati già concentrati sui dati americani di domani, la partita tra geopolitica, energia e Fed è destinata a rimanere il principale driver dell’estate finanziaria.
Informazioni importanti
Comunicazioni emesse all’interno dello Spazio economico europeo (“SEE”): Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree Ireland Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Central Bank of Ireland.
Comunicazioni emesse in giurisdizioni non appartenenti al SEE: Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree UK Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority del Regno Unito.
Per fare riferimento a WisdomTree Ireland Limited e a WisdomTree UK Limited si utilizza per entrambe la denominazione “WisdomTree” (come applicabile). La nostra politica sui conflitti d’interesse e il nostro inventario sono disponibili su richiesta.
Solo per clienti professionali. Le informazioni contenute nel presente documento sono fornite a titolo meramente informativo e non costituiscono né un’offerta di vendita né una sollecitazione di un’offerta di acquisto di titoli o azioni. Il presente documento non deve essere utilizzato come base per una qualsiasi decisione d’investimento. Gli investimenti possono aumentare o diminuire di valore e si può perdere una parte o la totalità dell’importo investito. Le performance passate non sono necessariamente indicative di performance future. Qualsiasi decisione d’investimento deve essere basata sulle informazioni contenute nel Prospetto informativo di riferimento e deve essere presa dopo aver richiesto il parere di un consulente d’investimento, fiscale e legale indipendente.
Il presente documento non è, e in nessun caso deve essere interpretato come, una pubblicità o qualsiasi altro strumento di promozione di un’offerta pubblica di azioni o titoli negli Stati Uniti o in qualsiasi provincia o territorio degli Stati Uniti. Né il presente documento né alcuna copia dello stesso devono essere acquisiti, trasmessi o distribuiti (direttamente o indirettamente) negli Stati Uniti.
Il presente documento può contenere commenti indipendenti sul mercato redatti da WisdomTree sulla base delle informazioni disponibili al pubblico. Benché WisdomTree si adoperi per garantire l’esattezza del contenuto del presente documento, WisdomTree non garantisce né assicura la sua esattezza o correttezza. Qualsiasi terzo fornitore di dati di cui ci si avvalga per reperire le informazioni contenute nel presente documento non rilascia alcuna garanzia o dichiarazione di sorta in relazione ai suddetti dati. Laddove WisdomTree abbia espresso dei pareri relativamente al prodotto o all’attività di mercato, si ricorda che tali pareri possono cambiare. Né WisdomTree, né alcuna consociata, né alcuno dei rispettivi funzionari, amministratori, partner o dipendenti, accetta alcuna responsabilità per qualsiasi perdita, diretta o indiretta, derivante dall’utilizzo del presente documento o del suo contenuto.
Il presente documento può contenere dichiarazioni previsionali, comprese dichiarazioni riguardanti le attuali aspettative o convinzioni in relazione alla performance di determinate classi di attività e/o settori. Le dichiarazioni previsionali sono soggette a determinati rischi, incertezze e ipotesi. Non vi è alcuna garanzia che tali dichiarazioni siano esatte, e i risultati effettivi possano discostarsi significativamente da quelli previsti in dette dichiarazioni. WisdomTree raccomanda vivamente di non fare indebito affidamento sulle summenzionate dichiarazioni previsionali.
I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
La prospettiva di riapertura totale di Hormutz resta dubbia, il petrolio risale.
L’intelligenza artificiale spinge gli utili delle big tech, ma anche le capex.
USA: la prospettiva inflazionistica resta incerta, e con essa le mosse della FED.
Mercati in pausa, ma Hormuz torna a scaldare petrolio e inflazione. Le Borse europee hanno aperto la settimana di Ferragosto ieri, 10 agosto, con una seduta interlocutoria, dopo i recenti rialzi.
L’attenzione degli investitori resta infatti saldamente ancorata al Medio Oriente, dove le prospettive di una soluzione per lo Stretto di Hormuz appaiono ancora tutt’altro che definite. Iran e Oman sarebbero nelle fasi finali dei negoziati per individuare nuove rotte marittime, ma le tensioni tra Teheran e Washington stanno tornando a complicare il quadro.
In Europa, Milano ha chiuso a -0,1%, mentre Parigi ha guadagnato lo 0,1%, così come Francoforte, e Amsterdam +0,2%. Più deboli Madrid, -0,2%, e Londra, -0,3%.
Una pausa fisiologica, sembrerebbe dunque, dopo la brillante performance delle ultime settimane, ma con gli investitori che continuano a guardare con attenzione soprattutto all’evoluzione geopolitica e alle sue ricadute sui prezzi dell’energia.
Il tema è tornato infatti prepotentemente sul mercato petrolifero. Le nuove incertezze sulla riapertura di Hormuz hanno alimentato un nuovo rally del greggio: ieri il petrolio ha guadagnato circa il 5%, portandosi sopra 82,5 dollari al barile, e questa mattina la pressione rialzista prosegue.
Il Brent torna così a puntare verso i 90 dollari, scambiando a 89,2 dollari, mentre il WTI sale a 83,5 dollari (entrambi +1,5% circa ). In rialzo anche il gas europeo, con il contratto del TTF Amsterdam a 61,2 euro per megawattora (+0,7%).
Il ritorno dell’energia al centro della scena riporta inevitabilmente anche l’inflazione tra le principali preoccupazioni degli investitori.
La seduta di domani, mercoledì 12 agosto, sarà quindi particolarmente importante, poichè saranno pubblicati i dati sull’inflazione americana di luglio.
Il dato assume un peso ancora maggiore dopo il deludente rapporto sul mercato del lavoro statunitense, che ha contribuito ad alimentare le aspettative di tassi invariati da parte della Fed.
Ed è proprio l’inflazione il prossimo vero banco di prova per i mercati. Gli investitori cercheranno nei dati sui prezzi al consumo indicazioni utili per valutare la traiettoria della politica monetaria americana e capire se la Fed potrà permettersi di mantenere una posizione attendista sui tassi.
Wall Street guarda a petrolio e AI. Anche Wall Street ha chiuso ieri in territorio negativo, penalizzata dalle incertezze su Hormuz e dal nuovo rialzo del petrolio. Il Dow Jones ha ceduto -0,11%, il Nasdaq ha perso -0,32%, mentre l’S&P500 è arretrato -0,06%.
Tra i titoli sotto pressione spicca Intel, che ha perso il 3% dopo aver annunciato un’emissione di azioni ordinarie da 15 miliardi di dollari.
Il comparto tecnologico rimane comunque sotto i riflettori per ragioni opposte. Nvidia ha annunciato una partnership con alcuni dei maggiori gruppi finanziari globali per sviluppare piattaforme dedicate al finanziamento della capacità di calcolo.
L’obiettivo è mobilitare oltre 500 miliardi di dollari di capitale di terzi destinato alle infrastrutture per l’intelligenza artificiale. Un progetto che conferma quanto la costruzione dell’infrastruttura necessaria all’AI stia diventando un tema sempre più rilevante anche per il sistema finanziario.
Oro più tonico, ma in bilico sopra i 4.300 dollari. Anche il mercato dei metalli preziosi riflette il complesso equilibrio tra geopolitica, inflazione e aspettative sui tassi.
Il prezzo dell’oro, dopo un guadagno settimanale vicino al 6% nella settimana passata, ieri ha superato con decisione i 4.300 dollari/oncia, avvicinandosi alla soglia dei 4.400 dollari, considerata fondamentale per confermare l’inversione della tendenza del metallo.
Il miglioramento del sentiment sulle prospettive di Hormuz ha inizialmente favorito un calo delle aspettative di inflazione, offrendo sollievo ai mercati obbligazionari sia europei sia americani.
Anche argento e platino si sono mossi nella stessa direzione dell’oro. Questa mattina, tuttavia, il “gold” ritraccia -0,6%, a 4.370 dollari, dopo aver raggiunto i massimi da due mesi.
Sul reddito fisso, ieri lo spread BTp italiano - Bund tedesco ha chiuso a 78 punti base, contro i 77 punti di venerdì. Il rendimento del BTp decennale benchmark è salito al 3,96%, dal 3,89% precedente, in una seduta caratterizzata da rialzi generalizzati dei rendimenti dell’Eurozona.
Questa mattina i mercati asiatici procedono invece in ordine sparso, con Tokyo chiusa per festività. Il Kospi coreano guadagna l’1,25%, mentre lo Shanghai Composite perde -0,13% e l’Hang Seng di Hong Kong arretra -0,77%.
Sul fronte valutario, l’euro/dollaro segna 1,1538, da 1,1547 della chiusura precedente. L’euro/yen sale a 183,8, da 183,5, mentre il dollaro/yen passa a 159,3, da 158,9.
Il quadro, dunque, resta sospeso tra due forze contrapposte: da un lato la speranza di una soluzione per Hormuz, dall’altro il rischio che nuove tensioni tra Stati Uniti e Iran mantengano elevati petrolio e inflazione. Con i mercati già concentrati sui dati americani di domani, la partita tra geopolitica, energia e Fed è destinata a rimanere il principale driver dell’estate finanziaria.
Informazioni importanti
Comunicazioni emesse all’interno dello Spazio economico europeo (“SEE”): Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree Ireland Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Central Bank of Ireland.
Comunicazioni emesse in giurisdizioni non appartenenti al SEE: Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree UK Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority del Regno Unito.
Per fare riferimento a WisdomTree Ireland Limited e a WisdomTree UK Limited si utilizza per entrambe la denominazione “WisdomTree” (come applicabile). La nostra politica sui conflitti d’interesse e il nostro inventario sono disponibili su richiesta.
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Il presente documento può contenere dichiarazioni previsionali, comprese dichiarazioni riguardanti le attuali aspettative o convinzioni in relazione alla performance di determinate classi di attività e/o settori. Le dichiarazioni previsionali sono soggette a determinati rischi, incertezze e ipotesi. Non vi è alcuna garanzia che tali dichiarazioni siano esatte, e i risultati effettivi possano discostarsi significativamente da quelli previsti in dette dichiarazioni. WisdomTree raccomanda vivamente di non fare indebito affidamento sulle summenzionate dichiarazioni previsionali.
I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
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