XAUUSD: Supporto trendline mantiene il bullish.Ciao a tutti, ecco la mia visione sull'attuale configurazione XAUUSD.
Analisi di Mercato
L'oro sta mostrando una struttura intraday costruttiva, con il prezzo che si riprende gradualmente dopo aver difeso il supporto della trendline ascendente. Sul grafico, il mercato si sta ora comprimendo tra una linea di resistenza discendente e una linea di supporto ascendente, creando una struttura di restringimento che spesso porta a una rottura direzionale.
Ciò che rende questa configurazione più interessante è che il prezzo continua a rispettare la trendline ascendente da sotto, il che significa che i compratori stanno ancora difendendo la struttura a breve termine. Finché questa trendline rimane intatta, lo scenario rialzista rimane favorito.
Al momento, XAUUSD si sta avvicinando al limite superiore di questa zona di compressione vicino a 4533. Questo è il primo livello che deve essere recuperato chiaramente. Se il prezzo rompe al di sopra della linea di resistenza discendente e conferma la rottura con candele stabili al di sopra di essa, l'oro potrebbe aprire la strada verso la zona di liquidità buy-side a 4603.
Al di sopra di ciò, il prossimo obiettivo principale al rialzo si trova intorno a 4694, che è segnato sul grafico come una forte area di liquidità e anche l'obiettivo rialzista principale per questa configurazione. In altre parole, la struttura attuale suggerisce che se il supporto della trendline tiene e la resistenza cede, l'oro potrebbe continuare a estendersi più in alto verso le prossime zone di liquidità.
Al downside, la trendline ascendente rimane la guida tecnica chiave. Se il prezzo perde questo supporto, allora la continuazione rialzista si indebolirebbe, e il mercato potrebbe ruotare di nuovo verso 4405 o addirittura 4354 per una correzione più profonda.
Aree Chiave di Prezzo da Monitorare
Zona di prezzo attuale: intorno a 4533
Supporto della trendline: ancora in piedi
Area di conferma della rottura: sopra la linea di resistenza discendente
Primo obiettivo al rialzo: 4603
Obiettivo rialzista principale: 4694
Supporto sottostante se la trendline fallisce: 4405
Conferma ribassista più profonda: 4354
Il Mio Scenario & Strategia
Il mio scenario preferito è rimanere rialzista mentre il prezzo continua a rispettare la trendline ascendente. Una rottura confermata sopra la resistenza discendente rafforzerebbe la struttura di recupero e aprirebbe spazio per un movimento verso 4603 per primo, seguito da 4694 se il momentum continua a costruirsi.
La cosa più importante qui è la conferma. Non mi concentrerei solo sul prezzo che tocca la resistenza, ma piuttosto su se l'oro può rompere e mantenere sopra l'area di compressione della trendline con una chiara reazione rialzista. Quello sarebbe il segnale che i compratori sono pronti a spingere il mercato più in alto.
Tuttavia, se il prezzo non riesce a mantenere la trendline ascendente e scivola di nuovo al di sotto di essa, la configurazione rialzista perderebbe forza, e potrebbe seguire un pullback più profondo verso 4405 o 4354 prima che il mercato tenti un altro recupero.
Questa è la configurazione che sto osservando per ora. Grazie per aver letto, e gestite sempre il vostro rischio con attenzione.
Idee della community
Commodities Spaccatura Netta Tra Venti di Guerra e Corsa al CashUn saluto a tutti i trader, diamo un’occhiata a cosa è successo questa settimana sulle materie prime, perché il quadro è speculare a quello che stiamo vedendo sull'azionario: una confusione totale e una spaccatura netta tra i vari comparti.
1. Energia: L'unico vero rifugio (per forza di cose)
Mentre il Nasdaq soffre, l'energia vola. Non è una questione di fondamentali economici, ma di pura geopolitica. Con il caos in Medio Oriente e lo stretto di Hormuz parzialmente bloccato, il petrolio ha fatto la voce grossa.
Petrolio (Brent): Siamo stabilmente sopra i 90$, con fiammate che hanno sfiorato i 100$ a inizio settimana. Finché c'è il rischio Iran, qui non si scende.
Gas Naturale (TTF): Resta alto, con un pavimento creato dalle tensioni internazionali. Ogni ritracciamento viene prontamente riassorbito.
2. Metalli Preziosi: La strana ritirata dell'Oro
Qui viene il bello. In una settimana così critica, l'Oro avrebbe dovuto volare, e invece?
Oro: Lo troviamo in affanno intorno ai 4.500$. Sembra che il mercato, invece di rifugiarsi nel metallo giallo, stia correndo verso il Dollaro. Quando l'incertezza sui tassi è così alta, il "Cash is King" vince su tutto.
Argento: Un disastro. Ha preso batoste anche del -5% in un solo giorno. Paga la sua doppia faccia: non viene usato come rifugio e la domanda industriale cala se le borse temono la recessione.
Platino e Palladio: Male anche loro, con il platino sotto i 1.900$, schiacciato dalla crisi del settore auto.
3. Metalli Industriali e il caso Alluminio
Rame: Nervoso, con il supporto psicologico a 5.5$/lb che sta scricchiolando sotto il peso delle scorte in aumento.
Alluminio: L'unica eccezione positiva nei metalli, ma solo perché i flussi da Qatar e Bahrain sono bloccati dal conflitto.
Gemini ha detto
Ecco una versione del testo scritta con il tuo stile: diretto, tecnico e con quel tocco di scetticismo che serve per leggere tra le righe del mercato.
Commodities: Spaccatura Netta. Tra Venti di Guerra e Corsa al Cash
Ragazzi, diamo un’occhiata a cosa è successo questa settimana sulle materie prime, perché il quadro è speculare a quello che stiamo vedendo sull'azionario: una confusione totale e una spaccatura netta tra i vari comparti.
1. Energia: L'unico vero rifugio (per forza di cose)
Mentre il Nasdaq soffre, l'energia vola. Non è una questione di fondamentali economici, ma di pura geopolitica. Con il caos in Medio Oriente e lo stretto di Hormuz parzialmente bloccato, il petrolio ha fatto la voce grossa.
Petrolio (Brent): Siamo stabilmente sopra i 90$, con fiammate che hanno sfiorato i 100$ a inizio settimana. Finché c'è il rischio Iran, qui non si scende.
Gas Naturale (TTF): Resta alto, con un pavimento creato dalle tensioni internazionali. Ogni ritracciamento viene prontamente riassorbito.
2. Metalli Preziosi: La strana ritirata dell'Oro
Qui viene il bello. In una settimana così critica, l'Oro avrebbe dovuto volare, e invece?
Oro: Lo troviamo in affanno intorno ai 4.500$. Sembra che il mercato, invece di rifugiarsi nel metallo giallo, stia correndo verso il Dollaro. Quando l'incertezza sui tassi è così alta, il "Cash is King" vince su tutto.
Argento: Un disastro. Ha preso batoste anche del -5% in un solo giorno. Paga la sua doppia faccia: non viene usato come rifugio e la domanda industriale cala se le borse temono la recessione.
Platino e Palladio: Male anche loro, con il platino sotto i 1.900$, schiacciato dalla crisi del settore auto.
3. Metalli Industriali e il caso Alluminio
Rame: Nervoso, con il supporto psicologico a 5.5$/lb che sta scricchiolando sotto il peso delle scorte in aumento.
Alluminio: L'unica eccezione positiva nei metalli, ma solo perché i flussi da Qatar e Bahrain sono bloccati dal conflitto.
In conclusione: La situazione è chiara. Se le azioni scendono e l'oro non sale, significa che i grandi fondi stanno vendendo tutto per coprire i margini (le famose margin call) o perché terrorizzati dai tassi. Siamo in una fase di liquidazione pura.
Settimana prossima sarà decisiva: o l'oro reagisce e riprende il suo ruolo di porto sicuro, o vuol dire che il mercato si sta preparando a uno sciacquone ancora più profondo.
Come sempre un saluto con un grande abbraccio.
Grazie ciao Mauro
Vi cito le mie tre regole che coltivo costantemente:
Pazienza, disciplina ed avere sempre un piano.
Continuare a vendere allo scoperto l'oro ai livelli elevati
Martedì, seguendo il nostro segnale di trading pubblicato sulla community di TradingView, avevamo pianificato di vendere allo scoperto l'oro nella zona di resistenza 4440-4450. Abbiamo chiuso la nostra posizione short nella zona 4440-4442 come previsto, realizzando un profitto a 4350-4360. Questa singola operazione, basata sul segnale di trading pubblicato sulla community di TradingView, ha generato un profitto di oltre 800 PIPS.
Analisi del mercato dell'oro
I. Logica macroeconomica
L'oro ha recentemente registrato un movimento a "V profonda", che riflette la sua duplice natura nell'attuale contesto macroeconomico. Quando il mercato si concentra sulla domanda diretta di beni rifugio derivante dalle tensioni geopolitiche, i prezzi dell'oro aumentano. Tuttavia, quando l'attenzione si sposta sulla logica "inflazione-aumento dei tassi" innescata da tali conflitti, l'oro subisce pressioni a causa delle aspettative di tassi di interesse più elevati. L'andamento del mercato di lunedì è stato un classico esempio di quest'ultima dinamica. In particolare, un singolo post di Trump sui social media è stato sufficiente a invalidare istantaneamente le previsioni tecniche e fondamentali, evidenziando l'elevata sensibilità del mercato al flusso di notizie e l'incertezza del futuro.
II. Mercato attuale
L'oro è balzato a 4.510 dollari prima di ritracciare durante la sessione statunitense, chiudendo intorno ai 4.360 dollari. Sebbene il sentiment di mercato si sia temporaneamente calmato, sia il dollaro USA che i prezzi del petrolio rimangono a livelli elevati, mantenendo l'oro sotto pressione. Finché la questione energetica non sarà completamente risolta, sarà difficile per l'oro entrare in una normale fase di rally da bene rifugio. Nel breve termine, qualsiasi allentamento delle tensioni geopolitiche probabilmente si tradurrà, nella migliore delle ipotesi, in scambi laterali.
III. Analisi tecnica
Sul grafico giornaliero, sebbene l'oro abbia rimbalzato formando una lunga ombra inferiore (candela a martello), non ha chiuso in territorio positivo e le Bande di Bollinger non si sono ancora contratte. Pertanto, è ancora troppo presto per confermare i 4.100 dollari come minimo. Le prospettive dipenderanno dagli ulteriori sviluppi geopolitici.
Sul grafico H4, l'oro ha confermato un massimo di breve termine a 4.510 dollari durante il rimbalzo. Le Bande di Bollinger si stanno espandendo e le medie mobili puntano al ribasso, indicando una persistente debolezza. L'attuale ritracciamento è considerato normale per un aggiustamento di medio termine.
Salvo sorprese significative, si prevede che l'oro rimanga sotto pressione al di sotto del livello di 4.500 dollari, con un ulteriore potenziale ribassista. Il prossimo supporto da monitorare è a 4.200 dollari e non si può escludere un ritest del minimo di 4.100 dollari.
IV. Strategia di trading
Per il trading intraday, l'area compresa tra 4.450 e 4.440 dollari può essere monitorata per una potenziale entrata short in caso di rimbalzo, con uno stop-loss di 10-15 dollari e un target di 4.350-4.300 dollari.
Al ribasso, la zona tra 4.200 e 4.210 dollari è considerata un'area di supporto. Se il trend regge, si può considerare una posizione long, con uno stop-loss di 10-15 dollari e un target di 4.300-4.400 dollari.
Ringrazio la community di TradingView. In qualità di analista senior degli investimenti, questo permette a un maggior numero di trader e investitori di visualizzare le mie analisi di strategia di trading. Attualmente mi sto concentrando sul trading dell'oro. Se apprezzate le mie analisi, vi prego di lasciare un "mi piace" e di condividerle con altri trader che potrebbero averne bisogno. Ci impegniamo per un trading preciso, studiando a fondo i grafici, i fattori macroeconomici e il sentiment di mercato per costruire strategie di trading ad alta probabilità di successo. Qui troverete piani di trading strutturati, framework di gestione del rischio e analisi in tempo reale.
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oggi venerdi, il tipico giorno rialzista no?
Gold chiude la giornata di ieri ancora negativa rompendo il minimo precedente, rimango setting ribassista ancora.
attenderò poi chiusura mensile ed NFP di venerdi prossimo per magari valutare altro.
NEWS UPDATE MACRO:
L’oro rimane in una chiara struttura ribassista, ma il fattore principale non è più solo macro: è l’incertezza in Medio Oriente che sta influenzando direttamente le aspettative di inflazione e i rendimenti.
Il mercato sta prezzando una combinazione pericolosa: inflazione guidata dalla guerra + ritardo nei tagli della Fed, fattori strutturalmente negativi per l’oro nonostante una domanda occasionale da bene rifugio.
Punti chiave:
L’oro è in trend ribassista (massimi e minimi decrescenti).
La curva dei rendimenti resta elevata e leggermente più ripida → tassi ancora restrittivi.
Il conflitto in Medio Oriente continua a generare inflazione tramite il petrolio, non solo flussi risk-off.
Reazione dei mercati: equity volatile, rendimenti rigidi, dollaro forte.
Le notizie diplomatiche stanno rallentando l’escalation, ma non risolvono l’incertezza.
Dagli ultimi sviluppi:
Il petrolio resta elevato (oltre i $107 intraday recentemente)
I mercati reagiscono al rischio inflazione legato ai costi energetici
Avviso OECD: l’inflazione negli USA potrebbe salire verso ~4,2% a causa del conflitto
Trump ha esteso di nuovo la scadenza per i negoziati con l’Iran, ma allo stesso tempo sta schierando truppe, segnale chiaro di possibile escalation nel weekend.
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primo cambio h4 avvenuto sul fornitore dati oanda ieri .
è un primo segnale di cedimento.
ma non sufficente.
e voi che fornitore dati usate? avete notato differenze con altri?
al momento vorrei mantenermi ribassista fino a rallentamenti daily e magari aspettando al chiusura settimanale mensile tanto non ho fretta.
quindi per ora valuto ancora short, ma state molto attenti a trump che si diverte a fare giochetti.
UPDATE NEWS :
Sembra che il Presidente Trump fosse confuso riguardo ai colloqui.
Ieri abbiamo visto che anche il Presidente degli Stati Uniti può diffondere informazioni false.
Non vedo piu un mercato pulito.
Siamo passati da:
• guidato dai dati (tassi,nfp.ipc)
A
• guidato dagli eventi (guerra / petrolio / diplomazia)
Questo cambia parecchie cose.
L’oro ora reagisce a:
• notizie su Iran / USA / Israele
• spike del prezzo del petrolio
• rischi sullo Stretto di Hormuz
• escalation o de-escalation geopolitica
Quindi il meccanismo attuale è:
Escalation in Medio Oriente → petrolio sale → aspettative inflazione salgono → rendimenti salgono → oro sotto pressione.
meglio spostarsi magari su asset piu semplici e meno volatili sul forex.
per il momento.
bisogna essere anche intelligenti e avere un ottima gestione del rischio perchè sono queste situazioni che rovinano
mi raccomando, non è obbligatorio tradare xau.
se avete richieste di altri asset sul forex o altro , scrivetemi nei commenti che ve le porto.
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Perché stare alla larga dal FTSE STAR in questa fase di mercatoOggi voglio analizzare il segmento STAR di Borsa Italiana FTSE:ITSTAR .
Le società STAR rappresentano le PMI italiane quotate, aziende solide, con governance moderna e visibilità sui mercati, ma che restano più piccole delle blue chip del segmento MTA.
Negli ultimi mesi lo STAR ha mostrato debolezza relativa rispetto al listino principale, con circa −20% da gennaio ad oggi e minimi attuali a verso i 42 mila punti. I motivi principali sono:
- Rotazione dei capitali verso large cap e titoli difensivi;
- Sensibilità delle mid‑cap italiane ai tassi elevati e alla liquidità.
- Movimenti amplificato dal recente conflitto USA-IRAN
Le società STAR mantengono buona qualità strutturale, ma hanno maggiore leva operativa e crescita ciclica, quindi soffrono in fasi di risk‑off.
Il contesto geopolitico attuale suggerisce una possibile crescita dei tassi nel 2026, scenario che potrebbe pesare ulteriormente sul segmento STAR. Allo stesso tempo, le modifiche negli indici principali, tra promozioni e uscite di titoli, aumentano la volatilità del segmento.
ANALISI GRAFICA
Sul grafico weekly del FTSE Italia STAR Index si nota che la recente salita dei prezzi si è fermata esattamente al 50% di ritracciamento di Fibonacci (circa 52.123 punti), confermando la pressione sulla resistenza di medio periodo.
Osservando i minimi storici degli ultimi anni, l’area tra 39.000 e 40.000 punti rappresenta il livello dove i prezzi hanno storicamente trovato supporto e registrato diversi rimbalzi: questa potrebbe costituire la prima area di contenimento rilevante nel caso di ulteriori pressioni ribassiste.
Death Cross su TF Daily (EMA 50 che incrocia al ribasso EMA 200) conferma e consolida la fase ribassista.
📈 Analisi tecnica aggiuntiva – RSI 9 periodi:
Su timeframe weekly, un RSI a 9 periodi evidenzia i momenti di ipervenduto che in passato hanno coinciso con buoni punti di ingresso a Settembre 2022, Ottobre 2023 e Marzo 2025.
Tuttavia, va monitorata la possibilità di falsi segnali: nel 2020, ad esempio, si era verificata una divergenza rialzista con RSI in ipervenduto, ma i prezzi avevano continuato a scendere di un ulteriore 15% prima di trovare supporto. Questo ricorda di non affidarsi esclusivamente all’RSI, ma di combinare il segnale con i supporti storici e i livelli di Fibonacci.
Allo stato attuale vediamo già che l'RSI è entrato in ipervenduto, ma non ha ancora raggiunto il livello grafico di supporto.
RSI 9 periodi può aiutare a individuare aree di ipervenduto, ma va sempre confermato da supporti storici e Fibonacci, per evitare falsi segnali come nel 2022.
Contesto di mercato:
💡 Sintesi operativa:
Breve periodo: debolezza e volatilità elevata;
Supporto storico tra 39.000‑40.000 punti, possibile area di rimbalzo;
Resistenza attuale confermata dal 50% di Fibonacci sul recente rally;
Trend di medio periodo negativo almeno fino a quando lo shock energetico e le tensioni geo politiche non rientrino e favorire nuove fasi di risk on.
WisdomTree - Tactical Daily Update - 20.03.2026Netanyahu pensa che guerra durerà poco, Trump esclude truppe in Iran.
La tensione ed i prezzi di oil e gas restano elevati.
Borse azionarie e obbligazioni soffrono il rispristino della cautela sui mercati.
Banche centrali immobili, ma la narrativa include rischi di inflazione.
L’escalation in Medio Oriente torna a dettare legge sui mercati globali, riaccendendo volatilità e timori inflazionistici. L’attacco di mercoledì al gigantesco giacimento iraniano di South Pars, seguito dalla ritorsione di Teheran contro infrastrutture energetiche nei Paesi del Golfo, ha immediatamente riacceso la corsa di petrolio e gas. Un riflesso quasi automatico: energia su, rischio su, mercati giù.
Le Borse hanno reagito senza esitazioni. L’Asia ha aperto in rosso, trascinando poi l’Europa in una seduta pesante: il 19 marzo Parigi ha ceduto -2,0%, Londra e Milano -2,3%, Francoforte -2,8%, Madrid -2,4%. Anche Wall Street ha mostrato nervosismo, con il Dow Jones a -0,4% (nuovo minimo del 2026), mentre S&P500 e Nasdaq hanno perso -0,3%. A pesare è il ritorno di uno spettro che i mercati speravano archiviato: l’inflazione alimentata dall’energia.
Sul fronte politico, i segnali restano contrastanti. Da un lato, il premier israeliano Benjamin Netanyahu prova a rassicurare, sostenendo che il conflitto con l’Iran “finirà molto prima di quanto si pensi”. Dall’altro, Donald Trump esclude l’invio di truppe ma difende un piano di spesa da Us$ 200 miliardi per la guerra, cifra che potrebbe incontrare l’opposizione del Congresso. Tradotto: la visibilità resta bassa.
Intanto, le conseguenze economiche si fanno già tangibili. Il ministro dell’Economia italiano Giancarlo Giorgetti ha sintetizzato il quadro con lucidità: guerre significano sfiducia, paura e chiusura, con effetti immediati su prezzi energetici e inflazione, oltre a un ritorno delle tensioni sullo spread dei Givies e quindi sui conti pubblici.
Il nodo energetico si complica ulteriormente col possibile ricorso alla forza maggiore da parte di QatarEnergy sui contratti di fornitura di GNL (fino a cinque anni) destinati a Italia, Belgio, Corea e Cina. Gli attacchi iraniani hanno compromesso il 17% della capacità di export di GNL del Qatar, con una perdita stimata di Us$ 20 miliardi annui. Un colpo che minaccia direttamente le catene di approvvigionamento tra Europa e Asia.
Anche i tentativi di stabilizzazione faticano a produrre effetti duraturi. L’impegno di Stati Uniti e Israele a non colpire ulteriori infrastrutture petrolifere iraniane avrebbe dovuto raffreddare i prezzi, ma oggi, 20 marzo, il greggio resta vicino ai massimi recenti, segnalando tensioni ancora elevate. Sul tavolo anche l’ipotesi, avanzata dal Segretario al Tesoro Scott Bessent, di rimuovere le sanzioni sul petrolio iraniano già in transito.
mergenza, l’Agenzia Internazionale per l’Energia prepara un rilascio coordinato fino a 400 milioni di barili dalle riserve strategiche, con Giappone, Canada e Corea del Sud tra i principali contributori. Una misura potente sulla carta, ma che rischia di avere effetti limitati se la crisi dovesse protrarsi.
In Asia, il quadro è misto. L’indice MSCI Asia Pacific si avvia verso la prima settimana positiva dopo due negative, con volumi ridotti per la chiusura del mercato giapponese. L’Hang Seng di Hong Kong perde -0,6% (ma -4,8% da inizio mese), zavorrato anche da Alibaba (-5% post trimestrale). Più tonico il CSI300 cinese (+1%, ma -1,8% nel mese), mentre lo yuan si apprezza sul dollaro.
Pechino mantiene un orientamento monetario accomodante, ritenendo gestibili le pressioni inflazionistiche da petrolio, una posizione che contrasta con le crescenti preoccupazioni in Occidente. In Australia, l’ASX200 scende d-0,7% (-8,4% da inizio mese), con il rendimento del decennale al 5%, massimo da quindici anni. L’India resiste meglio (Sensex +1%, ma -7% nel mese), mentre la Corea ha chiuso a +0,4% (-7,4% da inizio mese).
Dal lato corporate, spicca la mossa di Samsung Electronics, che annuncia investimenti per oltre 110.000 miliardi di won (circa Us$ 73,5 miliardi) in semiconduttori e intelligenza artificiale. Un segnale chiaro: anche in un contesto instabile, la corsa tecnologica non rallenta.
Sul fronte dei metalli preziosi, l’oro (4.710 dollari/oncia) e l’argento (74,0) rimbalzano dai minimi di sei settimane toccati ieri, ma il comportamento recente racconta una dinamica diversa dal solito. In queste tre settimane di guerra, i metalli preziosi sono passati da beni rifugio a fonti di liquidità, venduti per rafforzare le posizioni in dollari, con l’oro che si avvia a chiudere la peggior settimana degli ultimi 6 anni.
Le banche centrali restano prudenti. BCE, Federal Reserve e Bank of England hanno lasciato invariati i tassi, con Francoforte ferma al 2%: il messaggio è chiaro: rischi inflazionistici al rialzo e crescita al ribasso. Il mercato sconta fino a 2 rialzi da 0,25% entro fine anno, con possibile primo intervento già a giugno. Nel frattempo, l’euro rimbalza fino a 1,155 contro dollaro.
Sul mercato valutario, le view divergono. Goldman Sachs prevede un indebolimento strutturale del dollaro, ma ammette che la forza attuale potrebbe durare finché la crisi energetica non mostrerà segnali di inversione, ipotizzata entro fine aprile con una normalizzazione dei flussi nello Stretto di Hormuz. JP Morgan Asset Management è più netta: meglio ridurre l’esposizione al Dollaro.
Infine, i bond riflettono il rischio generalizzato. Il Treasury decennale USA rende 4,25%, con prezzi serali in recupero grazie al temporaneo calo dell’energia. Il BTP decennale italiano rende 3,82%, incorporando aspettative di una BCE più restrittiva. Il messaggio è inequivocabile: oggi, più della crescita debole, è il ritorno dell’inflazione a preoccupare i mercati.
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I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
è stato bello finche è duratoho bisogno del tuo sostegno.
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oro ha subito un crollo di ormai 4 mila pips mentre il mercato ha rivalutato in modo aggressivo le nuove proiezioni della Fed.
Non è stata una normale reazione post-FOMC.
Il punto chiave:
la Fed ha alzato le previsioni di inflazione mantenendo però una politica restrittiva. Questo rafforza lo scenario tassi alti più a lungo.
Risultato: forte liquidazione sull’oro.
Inflazione attesa più alta + politica aggressiva = pressione sui tassi reali → oro giù.
Come vedi, l’oro è ancora molto alto per via dei fondamentali degli ultimi 4-5 anni. Quindi c’è spazio per scendere.
Ma la direzione dipende sempre dal ciclo economico e dalla politica monetaria.
Ora la situazione è peggiorata in Medio Oriente.
Durante la notte, infrastrutture LNG importanti in Qatar sono state danneggiate o distrutte.
Gli USA stanno muovendo truppe sul terreno.
Possibile escalation della guerra.
Il gas è salito del 30% e il petrolio ha toccato i 114$ mentre gli attacchi scuotono i mercati.
Trump minaccia un attacco massiccio al giacimento di gas iraniano se Teheran continua a colpire le strutture del Qatar.
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STLAM A questo punto aspetto un ultimo, decisivo supporto...Buon lunedì 16 Marzo 2026 e bentornati sul canale di nuovo con Stellantis.
Vista la price action degli ultimi 3-4 giorni lo scenario tecnico e le aspettative per i prossimi giorni sono a mio parere molto chiare e direi - per quello che ritengo personalmente - inequivocabili.
Buona visione e grazie per la vostra attenzione
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EUR/USD: Analisi intraday 15′⚡ EUR/USD: CONFIGURAZIONE INTRADAY SU TIME FRAME 15 MINUTI.
Oggi cambio prospettiva per gli amanti dell'intraday. Analisi su time frame 15 minuti con i livelli chiave tracciati per le prossime sedute. Stesso metodo, stessa precisione, time frame diverso.
📍 STATO ATTUALE - EUR/USD (Grafico 15' - Agg. 17 Mar):
Prezzo attuale : 1.14971
Situazione : Il prezzo si mantiene in un range ristretto, con volatilità in calo. Fase di compressione che precede un movimento direzionale.
🔍 LIVELLI CHIAVE CONFIGURAZIONE (Time frame 15′):
Livello Ruolo Note
1.1477 Supporto immediato Primo livello da monitorare
1.1453 Supporto intermedio Area di potenziale accumulazione
1.1444 Supporto strutturale Livello chiave intraday
1.1418 Supporto profondo Ultimo baluardo prima di nuovi minimi
Resistenza attuale : Area 1.1500-1.1510
📊 ANALISI TECNICA INTRADAY:
Il prezzo sta comprimendo in un range sempre più stretto, segnale di imminente breakout. I volumi sono in calo, tipico delle fasi di compressione.
L'RSI su 14 periodi è a 48, in zona neutra, senza divergenze significative.
⚠️ SCENARI OPERATIVI INTRADAY:
Scenario rialzista:
Rottura di 1.1500-1.1510 con volume. Primo target 1.1520, poi 1.1535. Stop sotto 1.1490.
Scenario ribassista:
Rottura di 1.1477 con convinzione. Primo target 1.1453, poi 1.1444 e 1.1418. Stop sopra 1.1495.
Scenario laterale:
Permanenza nel range 1.1477-1.1510. Nessuna azione, attendere breakout.
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📚 DIDATTICA OPERATIVA: LA COMPRESSIONE INTRADAY.
Quando il prezzo si comprime su time frame ridotti, si prepara a un movimento direzionale. La compressione è tanto più significativa quanto più i livelli si restringono.
I livelli tracciati rappresentano aree in cui il prezzo ha già mostrato reazioni nelle sedute precedenti. La loro rottura con volume darà la direzione del prossimo movimento.
Su intraday, la gestione del rischio è fondamentale: stop loss stretti e posizioni ridotte rispetto al solito.
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👉 ANALISI INTRADAY PER CHI VUOLE IL BREVE. LIVELLI: 1.1477, 1.1453, 1.1444, 1.1418.
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🌞 BUON GIORNO A TUTTI🌞
Gold Penetra, sempre piu sotto.
L’oro sta scambiando sotto pressione vicino al supporto di 5.000, mentre i mercati si posizionano in vista di una settimana cruciale con le decisioni delle principali banche centrali globali.
La Federal Reserve, la European Central Bank e la Bank of England si riuniranno tutte questa settimana. Nel frattempo i timori di inflazione legati al petrolio, causati dal conflitto in Medio Oriente, stanno cambiando le aspettative sui tassi.
Il cambiamento macro principale è che i mercati stanno iniziando a prezzare meno tagli dei tassi nel 2026, a causa dell’aumento dei prezzi delle materie prime e del ritorno delle preoccupazioni sull’inflazione.
come da outlook continuo a valutare posizionamenti a ribasso, nel attesa di mercoledi e delle parole di powell, ora non cè nulla di valito per tantare long,
nulla da aggiungere al momento.
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SentinelOne: dai minimi storici tenta la riscossaSentinelOne NYSE:S è una società tecnologica statunitense che sviluppa software di cybersecurity basato su intelligenza artificiale per proteggere computer, server, cloud e reti aziendali da attacchi informatici.
L’azienda opera principalmente nel settore della endpoint security, cioè la protezione dei dispositivi utilizzati nelle organizzazioni (PC, laptop, server, macchine virtuali, container cloud). Il suo software monitora continuamente il comportamento dei sistemi e utilizza algoritmi di machine learning per individuare attività sospette o malware anche quando non sono ancora conosciuti.
Una delle caratteristiche distintive della tecnologia di SentinelOne è la forte automazione: molte attività di difesa vengono gestite direttamente dal software senza l’intervento umano, riducendo i tempi di risposta agli incidenti informatici.
Quadro grafico
Sul time frame weekly il titolo mostra una struttura correttiva ABC secondo Elliott con proporzioni quasi da manuale, dove onda A risulta sostanzialmente equivalente a onda C. Il movimento ribassista è stato molto violento: dai massimi del 2021 il prezzo è sceso progressivamente fino agli attuali 14 USD.
Dal punto di vista degli indicatori, il MACD ha appena incrociato al rialzo, mantenendo una divergenza rialzista costruita durante la fase di discesa. Questo elemento suggerisce un possibile esaurimento della pressione ribassista, anche se servono ancora conferme sul prezzo.
Attualmente le quotazioni si trovano all’interno del POC volumetrico in area 15 USD. Solo una rottura convincente e il successivo mantenimento sopra questo livello potrebbero aprire la strada a una ripresa dei corsi azionari nel medio periodo.
Ho applicato anche il Countdown di DeMark sul time frame weekly.
Come noto, al raggiungimento della 13ª candela il modello segnala spesso condizioni favorevoli a inversioni di medio termine. In questo caso il conteggio si è completato nella settimana di inizio febbraio, con il prezzo che ha poi lateralizzato per alcune settimane prima del tentativo di inversione che stiamo osservando ora (per il momento da considerare ancora di breve periodo).
Scendendo nel dettaglio sul time frame daily, il primo vero ostacolo tecnico è rappresentato dalla EMA 200 (rossa) situata a 16,45 USD, circa +15% rispetto ai livelli attuali. Il titolo ha recentemente segnato un minimo storico a 12,24 USD, da cui sta provando a costruire un rimbalzo.
Per dare maggiore credibilità allo scenario di recupero sarà fondamentale osservare un ritorno di forza accompagnato da volumi in crescita, condizione necessaria per sostenere un movimento rialzista più strutturato.
Le analisi pubblicate hanno finalità esclusivamente informativa e didattica e non costituiscono in alcun modo consulenza finanziaria né sollecitazione all’investimento.
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🌞 BUON GIORNO A TUTTI🌞
Dopo una giornata faticosa, Gold ha raggiunto la zona di interesse per cercare posizionamenti long.
Al momento siamo di nuovo allineati long su tutti i timeframe fino al daily.
L’idea resta la stessa: continuare a cercare long, ma da livelli il più bassi possibile per chi non fosse gia dentro dalla zona segnata ieri.
Sempre con attenzione alle zone di liquidità, open daily e alle solite dinamiche che vi spiego da anni.
So che la situazione legata a petrolio e inflazione potrebbe interferire con il movimento long su Gold, ma per ora non anticipo nulla.
Non sono un indovino, reagisco al mercato.
Se dovesse arrivare un bel sell-off nelle zone basse del range H1 che ho segnato, allora ne riparleremo e rivaluteremo il contesto.
Intanto oggi alle 13:30 ci sono i sussidi di disoccupazione USA.
Quindi:
si aspetta con pazienza, e poi con calma e sangue freddo si valuta la situazione.
🔑vi lascio con alcuni update news su petrolio e trump:
🔑La recente volatilità dell’oro non è stata causata principalmente dal dato CPI, ma da un rapido cambiamento del sentiment sul rischio geopolitico legato all’escalation in Medio Oriente.
Il prezzo del petrolio è salito rapidamente e le aspettative di inflazione sono aumentate. Questo ha fatto salire i rendimenti dei Treasury e rafforzare il dollaro, mettendo pressione sull’oro nonostante il suo ruolo di bene rifugio.
In altre parole, in questo momento i mercati stanno prezzando le implicazioni inflazionistiche della guerra, più che la guerra stessa.
Escalation in Medio Oriente che spinge il petrolio
Il principale catalizzatore macro è stata l’escalation del conflitto in Medio Oriente, che ha fatto salire bruscamente il prezzo del petrolio.
Questo crea una dinamica molto chiara:
Guerra → Petrolio in aumento → Aspettative di inflazione più alte → Rendimenti obbligazionari più alti
E quando i rendimenti salgono, normalmente l’oro tende a soffrire.
I mercati in questo momento reagiscono alle notizie. È molto probabile che il presidente Donald Trump faccia una conferenza stampa d’emergenza o risponda militarmente contro Iran per le mine navali e le navi colpite.
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Stretto di Hormuz, un “chokepoint” marittimo sistemico?L’economia mondiale si trova di fronte a un rischio sistemico legato al conflitto in Medio Oriente, alla restrizione dell’offerta di petrolio e gas causata dalla chiusura dello stretto di Hormuz e più in generale alla perturbazione del traffico marittimo?
In questa prospettiva, il mercato azionario è minacciato da un grande crollo o almeno da un mercato ribassista simile al bear market del 2022?
In realtà, la vera questione riguarda la natura sistemica o meno della minaccia economica legata al conflitto geopolitico entrato in una fase militare sabato 28 febbraio 2026, che si aggiunge alla guerra in Ucraina in corso dal 24 febbraio 2022.
Che cos’è il rischio “sistemico”?
Il rischio sistemico è la possibilità che un evento negativo che colpisce un’istituzione, un mercato o un attore importante inneschi una reazione a catena capace di destabilizzare l’intero sistema economico o finanziario. Il rischio sistemico è quindi il rischio che uno shock isolato provochi un effetto domino che minaccia la stabilità di un intero sistema.
Caratteristiche del rischio sistemico
1. Interconnessione: gli attori sono collegati tra loro.
2. Effetto domino: il fallimento di un attore si propaga.
3. Perdita generalizzata di fiducia: i mercati o le istituzioni smettono di funzionare normalmente.
4. Impatto macroeconomico: l’intera economia può essere colpita.
Nel caso attuale, la chiusura dello stretto di Hormuz rappresenta l’evento negativo, il “paziente zero” del rischio di contagio macroeconomico. Questo stretto ha davvero una dimensione sistemica?
Ecco le principali cifre da tenere a mente su ciò che rappresenta realmente:
• 15% dell’approvvigionamento mondiale di petrolio
• 20% dell’approvvigionamento mondiale di GNL
• 30% dell’approvvigionamento mondiale di metanolo
• 15% dell’approvvigionamento mondiale di petrolchimica
• 10% dell’approvvigionamento mondiale di alluminio
• 25% dell’approvvigionamento mondiale di fertilizzanti azotati
• Lo stretto di Hormuz è uno dei 10 passaggi decisivi del commercio mondiale: non è l’unico, ma è il più importante.
Queste cifre hanno una dimensione sistemica?
A prima vista, queste proporzioni possono sembrare relativamente limitate per alcuni settori. Il 15% del petrolio mondiale non rappresenta la maggioranza dell’offerta globale. Tuttavia, la dimensione sistemica non si misura solo in termini di volume assoluto ma soprattutto nella capacità di sostituzione nel breve termine. Nel caso dello stretto di Hormuz, i margini di adattamento sono particolarmente ridotti. Le infrastrutture alternative — oleodotti terrestri o rotte marittime alternative — possono assorbire solo una parte limitata dei flussi attuali.
Inoltre, questi flussi energetici alimentano direttamente le grandi economie asiatiche, in particolare Cina, India, Giappone e Corea del Sud. Una perturbazione duratura del traffico provocherebbe quindi immediatamente tensioni sui prezzi dell’energia e successivamente un aumento dei costi di produzione industriale e logistica su scala mondiale.
La tabella seguente mostra le materie prime che transitano attraverso lo stretto di Hormuz e il cui blocco potrebbe provocare un rimbalzo dell’inflazione se il conflitto dovesse prolungarsi nel tempo.
Il meccanismo di contagio sarebbe quindi classico: forte aumento dei prezzi del petrolio e del gas, accelerazione dell’inflazione, irrigidimento delle condizioni finanziarie e rallentamento dell’attività economica. I mercati finanziari, molto sensibili a queste variabili macroeconomiche, potrebbero reagire con una forte correzione, in particolare nei settori ciclici e industriali.
Tuttavia, qualificare automaticamente questo rischio come sistemico sarebbe eccessivo. Il sistema energetico mondiale dispone oggi di diversi ammortizzatori: capacità produttive eccedenti di alcuni produttori, riserve strategiche detenute dalle grandi economie e una maggiore diversificazione delle fonti di approvvigionamento dopo i recenti shock energetici.
In altre parole, lo stretto di Hormuz rappresenta indubbiamente un chokepoint importante del commercio mondiale, ma la sua chiusura diventerebbe veramente sistemica solo se la perturbazione si prolungasse nel tempo e fosse accompagnata da altri shock simultanei.
La tabella seguente mostra i dieci passaggi decisivi per i flussi del commercio internazionale. Hormuz è il più importante, ma altri nove lo sono anch’essi e rimangono pienamente aperti.
DISCLAIMER GENERALE:
Questo contenuto è destinato a persone che hanno familiarità con i mercati finanziari e gli strumenti di investimento, ed è fornito a scopo puramente informativo. L’idea presentata (inclusi commenti di mercato, dati e osservazioni) non rappresenta un prodotto del dipartimento di ricerca di Swissquote o delle sue affiliate. Questo materiale ha lo scopo di evidenziare le dinamiche di mercato e non costituisce consulenza in materia di investimenti, legale o fiscale. Se sei un investitore al dettaglio o non hai esperienza nel trading di prodotti finanziari complessi, è consigliabile consultare un consulente autorizzato prima di prendere decisioni finanziarie.
Questo contenuto non è destinato a manipolare il mercato né a promuovere comportamenti finanziari specifici.
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I prodotti e i servizi Swissquote sono destinati esclusivamente a chi può riceverli secondo la legge locale.
Tutti gli investimenti comportano un certo grado di rischio. Il rischio di perdita nel trading o nel possesso di strumenti finanziari può essere significativo. Il valore degli strumenti finanziari, comprese azioni, obbligazioni, criptovalute e altri asset, può aumentare o diminuire. C’è un rischio importante di perdita finanziaria quando si acquistano, vendono, detengono, si fa staking o si investe in tali strumenti. SQBE non fornisce raccomandazioni specifiche su investimenti, transazioni o strategie.
I CFD sono strumenti complessi e comportano un rischio elevato di perdere denaro rapidamente a causa della leva finanziaria. La maggior parte dei conti al dettaglio perde capitale quando fa trading con i CFD. Dovresti valutare se comprendi il funzionamento dei CFD e se puoi permetterti di correre tale rischio.
Gli asset digitali non sono regolamentati nella maggior parte dei paesi e potrebbero non essere soggetti a norme di protezione dei consumatori. In quanto investimenti altamente volatili e speculativi, non sono adatti a investitori con bassa tolleranza al rischio. Assicurati di comprendere ogni asset digitale prima di operare.
Le criptovalute non sono considerate valuta legale in alcune giurisdizioni e sono soggette a incertezze normative.
L’uso di sistemi basati su Internet può comportare rischi elevati, tra cui frodi, attacchi informatici, interruzioni di rete e comunicazione, furti di identità e phishing legati agli asset digitali.
Lo vedremo ai livelli superiori Il titolo si trova attualmente in una fase critica di consolidamento dopo un lungo trend ribassista iniziato nel 2022-2023.
Prezzo Attuale (Marzo 2026): 1,458 GBX (+2,29% nell'ultima sessione).
Market Structure: Il grafico mostra una serie di Break of Structure (BOS) ribassisti storici, ma recentemente è apparso un Change of Character (CHoCH) rialzista locale. Il prezzo sta formando una base sopra il "Weak Low" identificato.
Zone di Supporto e Resistenza:
Supporto Chiave: 1,176 GBX (Area di accumulazione identificata graficamente).
Resistenza Immediata: 1,60 - 1,80 GBX (Zone di liquidità storica e vecchi BOS).
Resistenza Strong: 5,00 - 8,00 GBX (Livelli pre-crollo del 2022).
⚙️ Indicatori Tecnici (Timeframe Weekly)
L'analisi degli oscillatori indica una divergenza rialzista in formazione:
RSI (Relative Strength Index): Attualmente a 45,85. È in fase di risalita dalla zona di ipervenduto, suggerendo che la pressione di vendita si sta esaurendo.
MACD: Si registra una chiara convergenza rialzista. Sebbene il valore sia ancora negativo (-0,0058), la linea del segnale sta tagliando verso l'alto, indicando un'inversione di momentum.
Stocastico: Posizionato a 25,64. È uscito recentemente dalla zona di "oversold" (sotto 20), segnale tipico di inizio di un nuovo ciclo rialzista.
Volume: Il volume di scambio è di circa 13,89 milioni. Si nota un calo del volume durante le discese, segno che non c'è più panico tra i venditori.
🤝 Partnership e Scenario Geopolitico 2026
Il 2026 rappresenta un anno di svolta operativa per Chariot Limited:
Partnership Chiave: Chariot ha stretto accordi significativi in Marocco (licenza Lixus e Anchois) e ha lanciato la sussidiaria Chariot Green Hydrogen Morocco per lo sviluppo dell'idrogeno verde. Collabora inoltre con l'Università UM6P e Oort Energy per la tecnologia degli elettrolizzatori.
Finanziamenti: A Febbraio 2026 ha raccolto circa 20 milioni di USD tramite un collocamento di azioni per finanziare lo sviluppo degli asset in Africa (Marocco, Mauritania, Sud Africa).
Impatto Conflitti: Le tensioni in Medio Oriente e nello Stretto di Hormuz stanno causando volatilità nei prezzi del gas e del petrolio. Essendo Chariot un produttore in Africa focalizzato sul mercato europeo e locale (Marocco), potrebbe beneficiare dell'aumento dei prezzi energetici e della necessità dell'Europa di diversificare le fonti lontano dal Golfo Persico.
Take profit 1: 10£
Take profit 2: 18£
Take profit 3: 26£
⚠️ Disclaimer Professionale
Nota Legale: Questa analisi è basata esclusivamente sui dati tecnici visibili nel grafico fornito al 9 marzo 2026.Non costituisce consulenza finanziaria. Si raccomanda prudenza assoluta
livelli operativi MES - time frame 15m, operativo M5 - 09/03/26Prezzo al momento dell’analisi respinto da un’importante area di supporto tra 6.600 e 6.580, dopo apertura in gap e continuazione short nella prima parte della sessione asiatica. Al momento il prezzo si muove sopra il VWAP, segnale di attenzione e prudenza , anche se i target restano piuttosto stretti sia nello scenario long che in quello short.
Scenario short
Lo scenario short tornerebbe interessante con la violazione di 6.651,75, livello volumetrico di lungo periodo, con primo target a 6.600, poco prima dell’ingresso nell’area supportiva.
La rottura di 6.561,50 aprirebbe poi spazio verso 6.521 come TP2 short.
Sotto 6.500 si entrerebbe invece in una possibile estensione ribassista con TP3 a 6.450 e ulteriore prosecuzione verso 6.400. In questa zona siamo in presenza di un’area volumetrica povera di volumi, quindi il prezzo potrebbe muoversi con maggiore velocità.
Scenario long
Lo scenario long prenderebbe forza con breakout di 6.683,25, con TP1 a 6.715,25, livello che coincide con il minimo della giornata di venerdì.
Se il prezzo riuscisse poi a stazionare sopra quest’area, il movimento potrebbe estendersi verso 6.751,50 come TP2 long.
Il breakout di 6.751,50 aprirebbe quindi spazio verso 6.780 come TP3, con possibile prosecuzione verso 6.820 e 6.854, che coincide con il massimo di venerdì.
In sintesi, il mercato sta provando un recupero tecnico dopo una fase iniziale di forte debolezza, ma resta in un contesto delicato e con livelli abbastanza ravvicinati. Sopra VWAP il quadro intraday migliora, ma serviranno conferme precise sui livelli indicati per dare continuità al rimbalzo.
Un tesoro in fondo al mareIdea non per tutti, il titolo è in caduta libera dopo anni di ricerca e sviluppo
Il prodotto Aquanaut ora è completo e stanno arrivando i primi acquirenti... potrebbe esserci una imminente esplosione rialzista
Qualche info
Nauticus Robotics sta attirando forti investimenti, incluso un accordo fino a 50 milioni di dollari per creare un hub di robotica autonoma negli Emirati Arabi Uniti, accelerando la crescita internazionale dell’azienda. Allo stesso tempo, la sua tecnologia — in particolare il robot autonomo Aquanaut® e la piattaforma software ToolKITT — offre un vantaggio competitivo significativo grazie alla riduzione dei costi operativi e alla capacità di operare in acque ultra-profonde, con prospettive di ricavi in aumento già dal 2025.
Il 2025 ha mostrato segnali concreti di crescita: più clienti, più diversificazione e una pipeline in espansione, insieme agli effetti positivi dell’acquisizione di SeaTrepid, che ha ampliato rapidamente capacità operative e potenziale di fatturato. Il mercato della robotica subacquea è in espansione e Nauticus sta beneficiando della crescente domanda di soluzioni autonome nei settori energia ed eolico offshore, con reazioni positive anche da parte del mercato azionario.
Analisi
Il prezzo ha formato negli ultimi giorni un secondo minimo sui 0,69$ che al momento sembra il supporto da cui partire in direzione della resistenza azzurra
Attualmente sto solo monitorando il titolo che ha già tutte le carte in regola per un rapido raddoppio
Seguiranno aggiornamenti
Perché il 90% dei trader fallisce?Il grande Jesse Livermore disse: TRADA QUELLO CHE VEDI E NON QUELLO CHE PENSI.
Se vi piace il mio metodo, lasciate un like e seguite il profilo, è molto importante per me, grazie!
In questi giorni di altissima volatilità dovuta agli accadimenti che ben conosciamo, mi piace osservare i movimenti saliscendi (anche con notevoli escursioni di prezzo) su qualsiasi asset: questi sono i contesti in cui gli stop hunters sguazzano...
Come ho suggerito nella precedente analisi, lo riscrivo: IN QUESTE SITUAZIONI DI ESTREMA VOLATILITA' FATE SEMPRE MOLTA ATTENZIONE NEL PRENDERE POSIZIONI, SOPRATUTTO SE UTILIZZATE STOP LOSS ABBASTANZA STRETTI, I MOVIMENTI SONO SEMPRE MOLTO REPENTINI.
NON FATE OPERAZIONI A CASO O ALTAMENTE SPECULATIVE SOLO PERCHE' USA HA ATTACCATO IRAN, DANDO PER SCONTATO CHE I MERCATI PRENDANO UNA DETERMINATA DIREZIONE...
Oggi pubblicherò un altro passo del mitico Livermore.
Per quale motivo la maggior parte dei trader fallisce? Cosa sbaglia il 90% dei trader con il rischio e i profitti.
Perché il trading è fatto per il 90% dalla psicologia e il 10% dalla tecnica.
La Verità Brutale del Mercato.
La maggior parte dei trader non fallisce per mancanza di informazioni, ma perché non riesce a gestire la verità. La verità è brutale, silenziosa e indifferente a quanto pensi di sapere.
Non importa quale libro tu abbia letto, quale strategia abbia copiato o quale indicatore tu abbia caricato: se non riesci a controllare le tue azioni quando il mercato ti mette alla prova, verrai eliminato come tutti gli altri. Il mercato non ascolta te, ascolta solo il prezzo e l'azione.
Il Ciclo del Fallimento e l'Illusione della Fortuna.
Livermore osserva che i modelli si ripetono all'infinito: gli uomini entrano nel mercato con emozione ed escono con rimorso. Inseguono il rumore, ignorano la logica e si rifiutano di accettare ciò che hanno davanti agli occhi.
Ogni trader inizia con eccitazione. Apre la prima posizione, ottiene una piccola vincita e si sente invincibile. Sembra troppo facile. Ma quel primo profitto non è una lezione, è una trappola. Premia la casualità mascherandola da competenza. Il momento più pericoloso nella vita di un trader è quando la fortuna iniziale viene scambiata per talento. L'eccessiva sicurezza invita all'imprudenza.
Lezione dalla Realtà: Dai "Bucket Shops" ai Veri Mercati.
Livermore racconta la sua esperienza: quando vinceva nei "bucket shops" (agenzie di scommesse sui prezzi), pensava di aver dominato il mercato. Ma quando passò ai veri mercati azionari, la realtà lo colpì duramente. L'esecuzione era più lenta, gli spread più ampi e il suo vantaggio svanì. Il suo capitale scomparve non perché la strategia fosse sbagliata, ma perché non capiva che i mercati puniscono l'arroganza senza esitazione. Chi sopravvive oltre il primo anno non è il più intelligente, ma il più disciplinato.
L'Errore Fatale: La Speranza contro la Logica.
L'errore più costoso non è sbagliare l'entrata, ma mantenere una posizione in perdita sperando che torni indietro. Quel silenzioso atto di aspettare "ancora un po'" cancella più trader di qualsiasi grafico. Invece di chiudere, il trader osserva il prezzo andargli contro e inizia a razionalizzare. Cerca notizie, cambia l'intervallo temporale del grafico, ma nel profondo sa di aver torto. La speranza sostituisce la logica. Chiudere la posizione significherebbe ammettere il fallimento, e molti preferiscono perdere soldi piuttosto che ammettere di aver sbagliato.
"Una piccola perdita è un trade; una grande perdita è un errore. La differenza tra i due è il tempo".
Il Sistema contro il Gioco d'Azzardo.
Molti trader non hanno un sistema; seguono sensazioni, voci e opinioni. Questo non è trading, è tirare a indovinare. Senza un sistema, ogni decisione diventa emotiva. Senza regole, non puoi nemmeno misurare il successo o il fallimento. Senza un sistema, non sei un trader, sei un giocatore d'azzardo con una buona postura. Un sistema deve dirti quando entrare, quanto rischiare, dove mettere lo stop e quando uscire.
I Nemici Interni: Paura e Avidità.
Le emozioni sono distruttori silenziosi.
La Paura: Si manifesta quando il trade ti va contro. Ti congela la mano quando dovresti agire, convincendoti ad aspettare un miracolo.
L'Avidità: Arriva durante le vincite. Vuoi di più, il piano svanisce, la disciplina si ammorbidisce e finisci per inseguire un movimento già concluso o uscire troppo presto per paura di perdere il piccolo guadagno.
La disciplina non è essere "freddi", è avere chiarezza: la forza di seguire le regole quando l'istinto urla il contrario.
La Gestione del Rischio e la Pazienza.
Un errore comune è pensare che una taglia (size) maggiore porti profitti maggiori. Il rischio non si misura in quanto hai ragione, ma in quanto puoi avere torto e quanto velocemente puoi fermare il danno. Livermore non entrava mai con la massima taglia subito; testava il mercato, aspettava conferme e aumentava l'esposizione solo se il mercato gli dava ragione.
L'overtrading è una malattia: molti confondono l'attività con la produttività. Il mercato non ti paga per fare tanto, ti paga per fare bene. Saper stare con "le mani sotto le cosce" e non fare nulla finché non appare il setup perfetto è la dote dei trader maturi.
Imparare dalle Perdite e l'Indipendenza.
Una perdita non è un fallimento, è un dato. È un rapporto che ti dice se il tuo sistema è solido. Molti trader seppelliscono i propri errori, cambiano narrativa e passano oltre senza capire, ripetendo lo stesso errore nel trade successivo.
Inoltre, non bisogna mai operare su consigli o "soffiate" altrui. Se agisci in base alle convinzioni di qualcun altro, sei già esposto. Il mercato non premia la convinzione presa in prestito. Bisogna fidarsi solo del "nastro" (l'andamento dei prezzi), perché esso mostra l'intenzione e la forza senza bisogno di titoli di giornale.
La Regola d'Oro: Taglia le perdite, lascia correre i profitti.
Tutti conoscono questa regola, ma pochi la seguono perché le emozioni interferiscono. La paura ti fa tagliare i profitti troppo presto; la speranza ti fa tenere i perdenti troppo a lungo. Se riesci a padroneggiare solo questo comportamento, ti separi dal 90% dei trader che falliscono.
Conclusione.
Il vantaggio (edge) non è mai nascosto o segreto; è semplicemente difficile da seguire. Il mercato non è il tuo nemico: le tue abitudini lo sono. Se correggi le tue abitudini, il mercato diventa uno specchio che restituisce struttura, pazienza e controllo.
VOI COSA NE PENSATE? SCRIVELO NEI COMMENTI!
A presto
Mind Primacy
Disclaimer: tutte le analisi esposte attraverso questo profilo non rappresentano consigli finanziari, ma la mia personale visione basata sulle strategie operative di trading che utilizzo.
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English
Hello everyone,
The great Jesse Livermore once said: TRADE WHAT YOU SEE, NOT WHAT YOU THINK.
If you appreciate my analysis method, please drop a like and follow my profile—it means a lot to me. Thank you!
In these days of extreme volatility driven by well-known global events, I am closely watching the "see-saw" price action across all assets. These high-excursion movements are the perfect environment for stop hunters to thrive.
As I suggested in my previous analysis: IN THESE VOLATILE SCENARIOS, ALWAYS EXERCISE EXTREME CAUTION. Sudden reversals are frequent, especially if you are using tight stop losses. Avoid random or highly speculative trades just because of the news regarding the US and Iran. Never assume the markets will move in a specific direction just because of a headline.
Today, I’m sharing another deep dive into the wisdom of the legendary Jesse Livermore.
Why Do Most Traders Fail? (The 90% Rule on Risk and Profits).
The reason is that trading is 90% psychological and only 10% technical.
The Brutal Truth of the Market.
Most traders don't fail due to a lack of information; they fail because they cannot handle the truth. The market is brutal, silent, and indifferent to what you "think" you know.
It doesn't matter which book you’ve read or which indicator you’ve loaded: if you cannot control your actions when the market tests you, you will be eliminated. The market only listens to Price Action.
The Cycle of Failure and the Illusion of Luck.
Patterns repeat endlessly: men enter the market with emotion and exit with regret. They chase noise and ignore logic.
Every trader starts with excitement. After a small win, they feel invincible. But that first profit is often a trap: it rewards randomness while masquerading as skill. The most dangerous moment is when early luck is mistaken for talent. Overconfidence invites recklessness.
Reality Check: From "Bucket Shops" to Real Markets.
Livermore often recounted how winning in "bucket shops" made him feel like a master. But real exchanges hit him hard with slower execution and wider spreads. His capital vanished not because of a bad strategy, but because of arrogance. Those who survive the first year aren't the smartest—they are the most disciplined.
The Fatal Error: Hope vs. Logic.
The costliest mistake isn't a bad entry; it’s holding a losing position, hoping it turns around. The act of waiting "just a little longer" wipes out more accounts than any chart ever could.
Hope replaces logic, and traders refuse to close positions because they don't want to admit failure.
"A small loss is a trade; a large loss is a mistake. The difference between the two is time."
System vs. Gambling.
Many traders lack a system; they follow "gut feelings" and rumors. This isn't trading—it's guessing. Without a system, you are just a gambler with good posture. A real system must define your entry, risk, stop loss, and exit.
Internal Enemies: Fear and Greed.
Fear: It freezes your hand when you should act, making you pray for a miracle.
Greed: It arrives during winning streaks. You want more, the plan fades, and you end up chasing a move that has already ended.
Discipline isn't about being "cold"; it’s about clarity—the strength to follow rules when your instincts scream otherwise.
Risk Management and Patience.
Overleveraging is a common trap. Risk isn't measured by how right you are, but by how much you can afford to be wrong. Livermore never started with a full-size position; he tested the water, waiting for the market to prove him right before adding more.
Overtrading is a disease. Confusing activity with productivity is a mistake. Mature traders know how to "sit on their hands" until the perfect setup appears.
Independence and Learning from Losses.
A loss is not a failure; it is data. It’s a report card on your discipline. Never trade based on "tips." If you act on someone else's conviction, you are already exposed. Trust only the Tape (the price action), as it reveals true intention without the need for headlines.
The Golden Rule.
Cut your losses short and let your profits run. Everyone knows this rule, but few follow it. Fear makes you cut profits too early; hope makes you hold losers too long. Master this one behavior, and you will separate yourself from the 90% who fail.
Conclusion.
The "edge" is never a secret; it’s simply difficult to follow. The market is not your enemy—your habits are. Fix your habits, and the market becomes a mirror reflecting structure, patience, and control.
What do you think about the current volatility? Let me know in the comments!
Mind Primacy
Risk-on sui mercati, dati USA solidi e petrolio in rallyIL MERCATO SCOMMETTE SUL RISK‑ON
Ieri gli indici azionari sono rimbalzati, sostenuti da Wall Street e dal settore tecnologico, grazie a un ritorno dell’appetito per il rischio. Ciò avviene nonostante le questioni geopolitiche restino tutt’altro che risolte.
I mercati sembrano ridimensionare le tensioni e la guerra, forse confidando in una conclusione relativamente rapida degli eventi. Inoltre, i dati macro statunitensi non mostrano finora segnali di impatto significativo dal conflitto in corso.
Tutti e tre gli indici americani hanno chiuso in territorio positivo, mentre le materie prime petrolifere hanno interrotto il loro recente rally. Il Segretario al Tesoro Bessent ha annunciato misure imminenti per contenere i prezzi del carburante, pur confermando che i dazi globali saranno aumentati.
Nel frattempo, una nave portacontainer è stata colpita nello Stretto di Hormuz, alimentando ulteriormente i timori sul valore effettivo delle garanzie assicurative e delle misure di protezione annunciate da Trump per il traffico marittimo della zona.
Sul fronte macro, i timori inflazionistici si sono lievemente attenuati grazie al rallentamento dell’indice dei prezzi dell’ISM Non‑Manufacturing PMI, nonostante il miglioramento dell’attività. Positivi anche i dati ADP, con un mercato del lavoro che resta resiliente. Tutto ciò riduce la probabilità di tagli dei tassi da parte della Fed nel breve termine.
VALUTE
Sul mercato dei cambi, l’euro ha registrato un parziale recupero, mentre il dollaro ha ceduto parte dei recenti guadagni senza però mostrare segni di debolezza strutturale. Questa mattina l’EUR/USD torna in area 1,1590, dopo aver testato più volte la fascia 1,1630–1,1640 senza riuscire a superarla.
Anche il cable ha corretto lievemente, pur mantenendosi debole con obiettivi verso 1,3150. Le valute oceaniche sono in correzione ma restano in trend rialzista, mentre lo yen rimane debole, con USD/JPY vicino a 157,50.
Il franco svizzero continua a rafforzarsi: EUR/CHF è tornato a 0,9060 nonostante l’intervento della SNB osservato ieri sui mercati.
L’ADP MIGLIORA
Le imprese private statunitensi hanno creato 63.000 posti di lavoro a febbraio 2026, il dato più alto da luglio. A gennaio la crescita era stata rivista al ribasso a +11.000. Il dato supera nettamente le previsioni di 50.000.
Le piccole imprese hanno creato 60.000 nuovi posti, le grandi aziende 10.000, mentre le società di medie dimensioni hanno registrato una perdita di 7.000 posti. La crescita salariale annua per i lavoratori rimasti in azienda è rimasta stabile al 4,5%.
Secondo il capo economista di ADP, si osserva un aumento delle assunzioni e una solidità degli incrementi salariali. Tuttavia, con la crescita concentrata in pochi settori, non emergono segnali di benefici retributivi più ampi dovuti ai cambi di lavoro.
PMI USA
L’indice PMI dei servizi ISM è salito a 56,1 a febbraio 2026, in aumento rispetto al 53,8 di gennaio e oltre le aspettative (53,5). Si tratta della crescita più rapida del settore dai livelli di agosto 2022.
L’espansione è stata trainata da un forte miglioramento dell’attività economica, ai massimi da settembre 2024. I nuovi ordini hanno segnato il più significativo aumento in 17 mesi, mentre la crescita dell’occupazione ha accelerato.
Il sottoindice dei prezzi è sceso a 63, minimo da marzo 2025 ma ancora sopra quota 60, segnale di pressioni inflazionistiche persistenti.
PETROLIO
I future sul WTI sono balzati di oltre il 3% giovedì, raggiungendo i 78 dollari al barile e avvicinandosi ai massimi da fine gennaio, mentre il conflitto in Medio Oriente continua a interrompere le forniture globali.
Il governo cinese ha ordinato alle principali raffinerie di sospendere le esportazioni di gasolio e benzina, a causa dell’aumento delle tensioni nel Golfo Persico.
Il rischio di un’ulteriore escalation in Iran e la persistente instabilità regionale mantengono alta la preoccupazione degli investitori, mentre il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz — uno snodo vitale per il petrolio globale — è stato pesantemente compromesso.
Gli sforzi politici per rassicurare i mercati, incluse proposte di assicurazioni dedicate alle navi e di scorte navali, non sono finora riusciti a calmare gli investitori, ancora timorosi di un conflitto lungo e destabilizzante.
Saverio Berlinzani , analista ActivTrades
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Non è ancora il momento Titolo dal potenziale enorme come principale provider di infrastrutture cloud in Cina
È tra quelli che mi ha dato i gain maggiori nello scorso anno essendo entrato in entrambe le occasioni al contatto del prezzo con la weekly sma50 (linea rossa) e uscito al tocco della resistenza superiore
Curioso che la stessa cosa avviene esattamente sul mercato di Honk Kong
Seguo preparandomi al terzo ingresso in attesa di un nuovo incontro con la sma50 e lascio correre il rialzo odierno che potrebbe avere vita breve
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🌞 BUON GIORNO A TUTTI🌞
situazione tecnica di gold, chiusure tutte positive e rialzo come da tempo ormai.
allineamenti strutturali tf maggiori long, ora ci troviamo sui massimi storici di open daily, senza contare la spike dei 5600.
h4 e h1 stanno a rialzo, i punti piu probabili dove mi posso aspettare una continuazione rialzista sono questi segnati,
come ben sapete oggi è lunedi e difficilmente mi posiziono.
ma cmq staremo a vedere come succede durante la giornata.
📌Punti Chiave:📌
Shock geopolitico massiccio: Attacchi congiunti USA-Israele il 28 febbraio hanno portato all’uccisione della Guida Suprema iraniana Ayatollah Ali Khamenei, innescando una grave escalation regionale e immediate ritorsioni iraniane contro asset statunitensi nel Golfo.
Interruzione dello Stretto di Hormuz: I flussi di petrolio attraverso questo punto critico si sono fermati, con il rischio di uno shock globale da offerta in stile stagflazione, mentre il prezzo del greggio apre con forti gap rialzisti.
Sentiment estremo di avversione al rischio: Il capitale istituzionale globale sta eseguendo una fuga coordinata verso beni rifugio, liquidando in modo indiscriminato asset ad alto beta (tech e crypto sotto forte pressione).
Calendario economico oscurato: I dati macro ad alto impatto in uscita questa settimana, inclusi ISM e Non-Farm Payrolls, passano in secondo piano rispetto al conflitto militare in corso e alle tensioni energetiche.
📌Tempo di guerra 📌
Come indicato nei punti chiave, il quadro macroeconomico è cambiato completamente nel weekend. La decapitazione della leadership iraniana da parte di forze USA e israeliane, unita alle ritorsioni successive e al blocco critico dei flussi petroliferi nello Stretto di Hormuz, ha avviato uno shock stagflattivo da manuale. Ci sono molte somiglianze con gli shock inflazionistici degli anni ’70.
Lo scenario tipico è un posizionamento difensivo: le istituzioni cercano rifugio immediato in Dollaro USA, Oro e Treasury americani. Fondamentali e dati macro programmati diventano temporaneamente secondari finché l’estensione del conflitto in Medio Oriente non viene prezzata.
📌 Bias
🟢 Rialzista per via del Medio Oriente, ma massima attenzione ai pullback.
Invalidazione: Un cessate il fuoco diplomatico immediato e verificabile che riapra lo Stretto di Hormuz e provochi un crollo totale del premio geopolitico sul petrolio.
🔴ci vediamo oggi ore 15:00 in live per gli aggiornamenti non mancate.
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Come di consueto, ci vediamo in live alle 14:00 per seguire l’andamento del mercato in tempo reale.
🔍Promemoria🔍
Evito di operare durante le sessioni asiatica e londinese, focalizzandomi sulle notizie delle 14:30, e sull'apertura di New York ore 15:30.
Nel frattempo, vi auguro una buona giornata.
-BUON TRADING
-GESTITE IL RISCHIO
-BE PATIENCE
LongIl titolo sta attraversando una fase di capitolazione tecnica e profonda ristrutturazione fondamentale, a seguito del rilascio dei risultati del Q4 2025 che hanno scosso la fiducia degli investitori.
📈 Medie Mobili Esponenziali (EMA)
Le medie indicano una pressione venditrice schiacciante:
EMA 20 ($1.98): Agisce come resistenza immediata. Il prezzo è scivolato violentemente sotto questa soglia.
EMA 50 ($2.10): Rappresenta la resistenza strutturale di breve termine. Finché il titolo resta sotto i $2.10, ogni rimbalzo è da considerarsi puramente tecnico.
EMA 200 ($3.39): La distanza dalla media di lungo periodo è del -46%, indicando un titolo in fase di "distress". La tendenza primaria è fortemente negativa.
🔍 Indicatori di Momentum e Volumi
RSI (14 periodi): 35.41. L'indicatore si avvicina alla zona di ipervenduto (30), ma non mostra ancora divergenze rialziste. C'è spazio per un ulteriore calo prima di un supporto tecnico.
MACD (-0.04): In territorio negativo e al di sotto della Signal Line. L'istogramma è in espansione negativa, segnalando che il momentum ribassista sta accelerando.
Stocastico (9,6): 20.27. In zona di ipervenduto estremo. Suggerisce che le vendite sono state eccessive, ma in contesti di panico può rimanere "schiacciato" verso lo zero per giorni.
Volume: 2.81M di pezzi, significativamente sopra la media (1.24x). L'aumento dei volumi sulla discesa conferma una fuga degli investitori istituzionali.
⚖️ Fondamentali e "Caso Bilancio" 2026
Il 2026 è l'anno della "repositioning strategy" di Ready Capital:
Perdite nel Q4 2025: L'azienda ha riportato una perdita GAAP di $1.46 per azione, principalmente dovuta a rettifiche di valore sul portafoglio immobiliare commerciale (CRE) per circa $173 milioni.
Taglio del Dividendo: La società ha dichiarato un dividendo simbolico di $0.01 (Yield annualizzato ~2.4%), un drastico calo rispetto ai $0.30+ storici. Questo ha causato l'uscita forzata di molti fondi "Income".
Liquidity Plan: Ready Capital punta a generare $850 milioni in liquidità entro la fine del 2026 tramite la vendita di prestiti per far fronte a debiti in scadenza per $450 milioni.
🤝 Partnership e Target Price 2026
SBA Lending Pivot: La principale strategia (partnership de facto con il governo USA) è lo spostamento verso i prestiti SBA 7(a) e USDA, considerati a minor rischio capitale rispetto ai prestiti immobiliari tradizionali.
Partnership con Adani (India): Nuovi canali per il finanziamento di infrastrutture globali, sebbene i benefici si vedranno solo nel 2027.
Target Price 2026:
Target 1: $2.35 USD.
Target 2: $3.33 USD
Target 3: $8.79 USD
Target 4:11.80 USD
⚠️ Disclaimer Professionale
Non è una consulenza finanziaria. Ready Capital è attualmente un titolo ad altissimo rischio speculativo. La caduta del dividendo e del valore di libro suggeriscono cautela estrema. Opera con Stop Loss rigorosi.
Volumi da capogiro: il risveglio muscolare di DOVALUEMIL:DOV
DoValue mette a segno a fine seduta un +8% a 2,47 euro, con picco intraday a 2,57 euro (massimo intraday +12,5% toccando millimetricamente l'EMA 200 daily), registrando il movimento più ampio degli ultimi mesi.
Conti 2025: utile triplicato e FCF sopra le attese
Il rally è sostenuto dai risultati 2025:
• Utile netto triplicato a 25 milioni.
• Nuovo business a 14,5 miliardi di GBV, sopra la guidance (>12 miliardi).
• Free cash flow Q4 a 60 milioni, superiore alle stime.
• Leverage sceso a 2x.
Confermati anche i target 2026: ricavi lordi a 800 milioni ed EBITDA adjusted a 300 milioni leggermente sopra il consenso.
Il ritorno al dividendo è un ulteriore catalizzatore. Con payout tra il 50% e il 70% , il mercato si attende circa 0,09 euro per azione sul 2025 (yield ~4%), con possibile arrotondamento verso la fascia alta indicata dal management.
Il consenso indica target medio a 3,38 euro, con upside teorico intorno al 38%. I rating sono prevalentemente positivi (5 buy, 1 hold).
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ANALISI GRAFICA
Il movimento di venerdì non ha le caratteristiche del classico rimbalzo tecnico. L’estensione del prezzo è stata accompagnata da un’esplosione dei volumi che cambia la lettura del quadro: la reazione appare strutturata, coerente con fondamentali in miglioramento e con il ritorno alla remunerazione degli azionisti.
Dal punto di vista tecnico, l’area 2,25–2,30 euro diventa ora il primo vero livello di supporto di breve. È qui che il mercato ha costruito il nuovo equilibrio dopo la rottura del POC volumetrico a 2,25 euro, superato con decisione nell’accelerazione del 27 febbraio.
La struttura delle onde di Elliott, allo stato attuale, è didattica: ABC correttiva a zig zag, con onda B che ritraccia il 78,6% di A e onda C pari al 100% di A.
Una simmetria da manuale che rafforza l’idea di chiusura della fase correttiva e potenziale avvio di un nuovo impulso.
Il vero elemento di discontinuità restano i volumi: oltre 3 milioni di pezzi scambiati, circa 540 volte la media a 20 giorni. Non è semplice speculazione intraday, ma un ingresso di flussi che suggerisce un possibile cambio di passo sul titolo.
Operativamente, dopo una salita così verticale, preferisco attendere una fase di “riposo” delle candele: breve congestione, contrazione dei volumi e magari una struttura di riaccumulazione (ad esempio un engulfing rialzista su supporto) prima di ipotizzare una nuova gamba ascendente.
Primo target di breve : area 2,95 euro, coincidente con il lato superiore del canale ribassista che ha contenuto i prezzi negli ultimi mesi. La reazione su quel livello sarà determinante per capire se si tratta di semplice pull-back tecnico o dell’inizio di una vera inversione strutturale.
Disclaimer: Le considerazioni riportate hanno esclusivamente finalità informative e didattiche e non costituiscono consulenza finanziaria personalizzata.
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