Supporto Trendline XAUUSD mantiene la struttura rialzista.Ciao a tutti, ecco la mia opinione sull'attuale setup XAUUSD.
Analisi di Mercato
L'oro sta negoziando in una struttura costruttiva mentre l'incertezza del mercato continua ad aumentare. Sebbene aprile sia spesso visto come un mese di supporto per le azioni, il contesto attuale sta diventando più fragile mentre gli investitori affrontano tre principali pressioni: rischi di inflazione legati all'aumento dei prezzi dell'energia, aspettative più deboli per i tagli ai tassi d'interesse e preoccupazioni che gli utili aziendali potrebbero non essere sufficientemente forti da sostenere completamente l'appetito per il rischio. Allo stesso tempo, la tensione geopolitica in Medio Oriente sta aggiungendo un ulteriore strato di instabilità, che potrebbe continuare a sostenere la domanda di beni rifugio come l'oro.
Dal grafico, XAUUSD si sta ancora muovendo all'interno di un canale ascendente, e il dettaglio più importante in questo momento è che il prezzo continua a reagire sopra il supporto della trendline ascendente. Il recente ritracciamento non ha danneggiato la struttura di recupero più ampia. Invece, sembra più un ritracciamento controllato all'interno di una formazione rialzista in corso.
Il primo livello chiave è l'area di resistenza a 4681. Questo è il punto di rottura che deve essere superato per confermare che i compratori stanno riguadagnando slancio. Se il prezzo riesce a superare e mantenere sopra quella zona, i prossimi obiettivi al rialzo si trovano intorno a 4800, poi 4850, mentre l'obiettivo rialzista più ampio rimane vicino all'area di resistenza Fibonacci a 4975.
D'altra parte, la trendline ascendente resta il filtro tecnico chiave. Finché il prezzo rispetta questo supporto, la visione rialzista rimane valida. Se l'oro scende di nuovo sotto la trendline e perde l'area 4599, il mercato potrebbe passare a una correzione più profonda e lo scenario di acquisto si indebolirebbe.
Livelli Chiave da Monitorare
Conferma di acquisto: sopra 4681
Supporto trendline: ancora in piedi
Invalida del rialzo: sotto 4599
Obiettivi al rialzo: 4800, 4850
Obiettivo principale rialzista: 4975
Il Mio Scenario e Strategia
La mia visione preferita rimane rialzista mentre l'oro rimane sopra la trendline ascendente. Il setup più chiaro sarebbe una rottura confermata sopra 4681, perché ciò suggerirebbe che la correzione si è già stabilizzata e il mercato è pronto a continuare a salire.
Se i compratori mantengono il controllo sopra quel livello, XAUUSD potrebbe estendersi verso 4800 per primo, seguito da 4850. Se il momentum rialzista continua a crescere, il percorso al rialzo più ampio potrebbe rimanere aperto verso la zona di resistenza Fibonacci a 4975.
Tuttavia, se il prezzo scivola di nuovo sotto la trendline e perde 4599, il setup di acquisto non sembrerebbe più attraente a breve termine, e il mercato potrebbe muoversi verso un ritracciamento più profondo prima di formare una nuova base di recupero.
Questo è il setup che sto osservando per ora. Grazie per aver letto, e gestite sempre il vostro rischio con attenzione.
Fibonacci
Petrolio: Spike rialzista da crisi Iran, prezzo verso 110 $La tenuta sopra la resistenza 105–106 USD determinerà se lo spike geopolitico da Iran diventa nuovo trend impulsivo o semplice picco di panico da ricopertura.
La seduta del 2 aprile 2026 consegna al mercato petrolifero una delle sessioni più esplosive dell'anno: il WTI spot (PEPPERSTONE:SPOTCRUDE) guadagna oltre il +10%, schizzando da un'apertura in area 99,13 USD fino a un massimo intraday di 109,85 USD, segnando il range giornaliero più ampio dell'intero ciclo recente (97,94 – 109,85 USD).
Il catalizzatore è duplice: da un lato i nuovi dazi generalizzati dell'amministrazione Trump ("Liberation Day") hanno alimentato incertezza globale, dall'altro — e in modo ancora più diretto — le dichiarazioni di Trump che ha ribadito l'intenzione di continuare a colpire l'Iran militarmente, riaccendendo il premio geopolitico sull'oro nero e spingendo il mercato a prezzare un rischio concreto di interruzione dei flussi dallo Stretto di Hormuz.
L'headline di Reuters recita "oil leaps back towards $110 as Trump vows to keep hitting Iran", mentre Dow Jones Newswires cita analisti che vedono Brent intorno a 100 USD come scenario base e WTI che "could easily top $110 again in the near term".
Contesto attuale: dove si trova il prezzo
WTI Cash (or Spot) Contract PEPPERSTONE:SPOTCRUDE quota oggi 109,61 USD, con un guadagno di +10,28 USD (+10,35%). Il range intraday è 97,942 – 109,852 USD: lo spike di apertura ha immediatamente portato il prezzo oltre la soglia psicologica dei 100 USD per poi proseguire in trend rialzista continuo per tutta la mattina, senza significative correzioni. Il prezzo si trova ora in prossimità dei massimi di giornata, in zona di ipercomprato di breve ma con momentum direzionale ancora forte.
Il futures continuo NYMEX:CL1! quota 109,18 USD (+9,06 / +9,05%), confermando perfetta convergenza con lo spot Pepperstone. Il range 52 settimane è 54,98 – 119,48 USD, il che posiziona il prezzo attuale nella parte alta del range annuale, sotto il massimo storico di periodo a 119,48 USD che diventa il riferimento di lungo termine per valutare l'estensione del rialzo.
Tecnicamente, il prezzo si trova ora sopra tutte le medie mobili senza eccezione alcuna: l'intera struttura delle moving average da breve a lungo periodo è allineata al rialzo e in segnale Buy, con il prezzo che le ha superate con forza nell'apertura mattutina.
Struttura di fondo: trend rialzista accelerato dal premio geopolitico
Su orizzonte plurimensile il trend era già impostato al rialzo ben prima dell'evento odierno: la performance YTD è +90,14% e quella su 12 mesi è +53,31%, a testimonianza di un ciclo bullish potente iniziato dai minimi di periodo e alimentato sia dalla ripresa della domanda globale che dalle tensioni in Medio Oriente. Il prezzo aveva già costruito nei mesi precedenti una struttura di minimi e massimi crescenti, con una serie di rotture rialziste di resistenze successive.
L'evento di oggi — le dichiarazioni di Trump sull'Iran — ha agito come acceleratore su un trend già strutturalmente rialzista: non si tratta di un'inversione ma di un'estensione impulsiva. La EMA 200 daily a 69,21 USD e la SMA 200 a 65,95 USD sono ormai lontanissime dal prezzo corrente, confermando la solidità del trend di fondo. La Hull MA(9) a 105,94 USD e l'EMA10 a 99,21 USD, entrambe sotto il prezzo attuale, rappresentano rispettivamente il primo e secondo supporto dinamico sul ritracciamento.
Il rischio geopolitico Iran aggiunge un premio strutturale che potrebbe restare nel prezzo fino a una de-escalation diplomatica: lo Stretto di Hormuz è crocevia di circa il 20% del petrolio mondiale e qualsiasi interruzione — reale o percepita — è sufficiente a mantenere il WTI in zona 105–115 USD.
La logica della nuova fascia 100–110 USD
La fascia 100–110 USD è il nuovo laboratorio tra compratori e venditori: rappresenta la zona in cui si decide se il mercato consolida il premio geopolitico costruendo una base per un ulteriore allungo verso 115–119 USD (massimi 52 settimane), o se il premio geopolitico si sgonfia in assenza di escalation concreta portando il prezzo in pullback verso 96–92 USD.
• Resistenza immediata 109,85–110 USD: Massimo intraday del 2 aprile a 109,85 USD e soglia psicologica tonda di 110 USD. Zona di prima pressione da parte di chi vuole realizzare i profitti dello spike. La Camarilla R1 a 105,99 USD è già stata superata con decisione, il che trasforma quel livello in supporto dinamico.
• Resistenza secondaria 115–119,48 USD: La Camarilla R2 a 110,60 USD è il prossimo obiettivo tecnico; oltre quel livello il mercato si apre verso 115 USD area e poi verso il massimo 52 settimane a 119,48 USD, che rappresenta il target di lungo periodo in caso di escalation prolungata del conflitto Iran.
• Supporto primario 105–106 USD: La Camarilla R1 (ora support dopo il break) a 105,99 USD coincide con la Hull MA(9) a 105,94 USD. Zona critica: un ritorno su quest'area senza rottura al ribasso confermerebbe la solidità del breakout rialzista e offrirebbe punti di ingresso long tattici verso 109–110 USD.
• Supporto secondario 99–96 USD: La fascia 99–96 USD ospita l'EMA10 (99,21), il VWMA20 (94,06) e il Pivot Point Camarilla (P) a 96,69 USD. In caso di sgonfiamento rapido del premio geopolitico (notizie di cessate il fuoco o de-escalation diplomatica), questa zona diventa il target di ricaduta immediata, con il mercato che rientrerebbe nel range pre-spike.
• Supporto strutturale 92–87 USD: La Camarilla S2 a 92,16 e S3 a 87,55 USD rappresentano i supporti di medio periodo che in condizioni normali — senza rischio Iran — sarebbero le aree di domanda più significative. Solo un cedimento di 87,55 rimetterebbe in discussione il trend rialzista plurimensile.
Struttura tecnica: trend, momentum e livelli chiave
Il quadro delle medie mobili su daily (NYMEX:CL1!) è di un rialzo corale senza precedenti nella struttura attuale: 14 medie mobili su 15 in segnale Buy, 1 Neutro (Ichimoku Base Line a 91,54), 0 Sell. Il prezzo (109,18 USD sul futures) si trova sopra EMA10 (99,21), EMA20 (93,67), EMA30 (88,86), EMA50 (81,96), EMA100 (73,71), EMA200 (69,21), SMA10 (97,67), SMA20 (95,41), SMA30 (86,86), SMA50 (77,46), SMA100 (68,02), SMA200 (65,95), VWMA20 (94,06), Hull MA (105,94) — struttura rialzista al 100%. Il Summary complessivo daily è: 0 Sell, 10 Neutral, 16 Buy — Strong Buy.
Gli oscillatori sono in zona rialzista-neutro: RSI(14) a 69,69 (Neutro, ma prossimo alla soglia di ipercomprato a 70), MACD a +7,39 (Buy), Awesome Oscillator a +17,39 (Neutro), ADX a 55,16 — valore molto elevato che indica una tendenza direzionale forte e confermata. Il Momentum(10) a +13,61 è in Buy, il MACD in Buy: entrambi confermano che l'impulso rialzista è reale e non solo un picco di liquidità. L'RSI vicino a 70 segnala attenzione: un ulteriore allungo oltre 72–75 metterebbe il mercato in territorio di ipercomprato con rischio di pullback tecnico.
Mappa livelli aggiornata: sopra 110,60 (Cam R2) il mercato testa 115 USD e poi i massimi storici di periodo a 119,48 USD; la zona 105,99–105,94 (Cam R1/Hull MA) funge da primo supporto dinamico post-breakout; sotto 99–96 USD il premio geopolitico si sgonfia e il mercato rientra nel range pre-crisi verso 92–87 USD; l'ADX a 55 conferma che il trend è direzionale e forte, sfavorendo strategie contrarian nel brevissimo.
Scenari operativi sulla fascia 100–110 USD
• Scenario di continuazione rialzista / estensione geopolitica: Se le dichiarazioni di Trump sull'Iran vengono confermate da azioni concrete (nuovi attacchi, sanzioni petrolifere aggiuntive, rischio Hormuz), il WTI può consolidare sopra 105 USD e puntare verso la Camarilla R2 a 110,60 come prima tappa, con target successivi a 115 USD e al massimo 52 settimane a 119,48 USD. In questo scenario l'RSI supererebbe la soglia di 70 entrando in ipercomprato ma mantenendo il trend, con ADX in ulteriore espansione sopra 60. Le medie mobili continuerebbero ad agire da supporto dinamico crescente.
• Scenario di pullback tecnico / de-escalation: Se nei prossimi giorni emergono segnali di de-escalation diplomatica (mediazione internazionale, apertura a negoziati, smentita di attacchi imminenti), il premio geopolitico si sgonfia rapidamente e il WTI può ritracciare verso 105–99 USD in prima battuta, con la zona 99–96 USD (EMA10 / Pivot P Camarilla) come obiettivo di normalizzazione. Un ritorno stabile sotto 96 USD riporterebbe il mercato nel range pre-crisi 87–96 USD (Cam S2–S3), ma non comprometterebbe il trend rialzista di medio periodo, ancora validato dall'intera struttura delle medie mobili.
La fascia 100–110 USD diventa il nuovo pivot di mercato: il WTI ora dipende quasi interamente dalla variabile geopolitica Iran — ogni headline sul conflitto muoverà il prezzo con volatilità elevata. La capacità del mercato di mantenere chiusure daily sopra 105 USD sarà il segnale discriminante tra consolidamento del premio geopolitico e semplice spike da panico destinato a rientrare.
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Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
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Il Golden Pocket: il "punto magico" di Fibonacci nel tradingCiao, cari trader! 😎
Se il mercato crypto avesse una zona VIP, il Golden Pocket avrebbe una prenotazione fissa. È quella zona sfuggente, quasi mistica, del ritracciamento di Fibonacci dove il prezzo spesso decide il proprio destino. Assisteremo a una ripresa eroica... o esaurirà completamente la spinta?
Prima di approfondire, chiariamo subito una cosa: nel trading, il Golden Pocket non è una bacchetta magica. Di per sé, è solo un intervallo matematico. Se usato senza la conferma di altri indicatori, dell'analisi dei volumi o del contesto macroeconomico, rischia di trascinarti dritto in una trappola. I trader professionisti e gli algoritmi lo considerano semplicemente uno strumento all'interno di una CASSETTA DEGLI ATTREZZI molto più ampia.
Cos'è il Golden Pocket nel trading?
In termini tecnici, il Golden Pocket si riferisce a una sezione specifica della scala dei ritracciamenti di Fibonacci, solitamente compresa tra il 61,8% e il 65%. Questi numeri non sono casuali. Il valore del 61,8% deriva dalla sequenza di Fibonacci, un rapporto che si ritrova nell'architettura della natura — dalle spirali delle conchiglie alle galassie, fino ai petali dei fiori — e che riecheggia in modo quasi inquietante nei mercati finanziari. Questo piccolo intervallo tra lo 0.618 e lo 0.65 è ciò che i trader chiamano Fibonacci Golden Pocket o livelli fib del Golden Pocket.
La logica è questa: quando un asset è in trend rialzista ma inizia a ritracciare, spesso recupera una parte di quel movimento prima di proseguire. Il Golden Pocket del ritracciamento fib tende a essere l'ultima zona significativa in cui gli acquirenti intervengono prima che il momentum svanisca del tutto. In un trend ribassista funziona allo stesso modo ma all'inverso: il prezzo che rimbalza verso il Golden Pocket trova spesso venditori pronti a spingerlo di nuovo verso il basso.
Perché è così importante? Il comportamento del mercato è, in parte, un riflesso della psicologia umana. Molti trader — dai retail alle istituzioni — osservano questi livelli, rendendo le reazioni in questa zona più probabili. Aggiungi gli algoritmi programmati per agire su determinati rapporti di Fibonacci e otterrai un concentrato di attività che può trasformare il Golden Pocket in un vero campo di battaglia.
Ma, ed ecco di nuovo l'avvertimento, un ritracciamento nel Golden Pocket da solo non garantisce un'inversione. Senza la confluenza di altri strumenti (trendline, medie mobili, picchi di volume, oscillatori di momentum), rimane semplicemente una potenziale zona di reazione.
Perché il Golden Pocket funziona (a volte)
Il concetto di trading del Golden Pocket prospera sulla ripetizione. In anni di storia dei grafici in tutti i mercati — azioni, forex, crypto — questa piccola zona di Fibonacci è stata testata ripetutamente. Spesso coincide con aree di precedente supporto/resistenza o con zone di liquidità dove attendono grandi ordini.
Pensala così: se il prezzo fosse un corridore e il mercato una pista, il Golden Pocket sarebbe il punto in cui il corridore rallenta per decidere se tentare un altro giro o lasciare la pista. A volte scatta in avanti, a volte crolla, ma la decisione avviene spesso lì.
Nelle crypto, questa zona è particolarmente osservata a causa della volatilità del mercato. Bitcoin, Ethereum e le altre major hanno mostrato innumerevoli reazioni in questo punto, alimentando il ciclo. I trader ci credono perché ha funzionato in passato e, proprio perché i trader ci credono, funziona di nuovo... finché non smette di farlo. Questo è il punto critico: NON FUNZIONA SEMPRE. Considerarlo come una verità assoluta è uno dei modi più rapidi per farsi "stoppare" (prendere lo stop-loss). I trader esperti si chiedono sempre: cos'altro conferma questa zona?
Un esempio reale su Bitcoin
Torniamo a settembre 2021. Bitcoin era salito dal minimo di luglio di circa 29.000$ al massimo di inizio settembre vicino a 52.900$. A quel punto è iniziata una correzione.
Tracciando un ritracciamento di Fibonacci da quel minimo di luglio al massimo di settembre, il pullback è atterrato quasi perfettamente nel range del Golden Pocket tra 42.800$ e 41.900$. Sul grafico, non si trattava solo di una zona numerica casuale: coincideva con una precedente area di consolidamento e un evidente livello di liquidità.
La reazione del mercato? Il prezzo ha rispettato la zona, ha lateralizzato per alcune sessioni e poi è rimbalzato per testare nuovamente l'area dei 52.000 $. Tuttavia, ecco il colpo di scena: non ha rotto i nuovi massimi. A novembre, il rally è fallito e BTC è entrato in una correzione più profonda.
Questo singolo esempio ti dice tutto ciò che devi sapere: il Golden Pocket può essere un punto di reazione, ma non una garanzia di inversione del trend. Chi lo ha combinato con la divergenza dei volumi, il sentiment macro e le medie mobili ha visto i segnali di allarme in tempo. Chi non l'ha fatto... ha imparato una lezione dolorosa.
Conclusione
Il Golden Pocket di Fibonacci è uno di quei concetti grafici che rimangono impressi nella mente dei trader perché è elegante e, a volte, incredibilmente accurato. Riflette come l'azione del prezzo possa rispecchiare i rapporti naturali presenti nel mondo che ci circonda.
Ma i mercati non sono vincolati solo dalla matematica: sono guidati dalla liquidità, dal sentiment e dalle forze macroeconomiche. Il Golden Pocket nel trading funziona al meglio quando fa parte di una confluenza: combinalo con altri indicatori tecnici, l'analisi del volume profile o i livelli orizzontali chiave.
Da solo? È solo un bel numero. Nelle mani giuste, e con le dovute conferme, è una zona in cui la storia ha dimostrato che al mercato piace prendere decisioni.
NASDAQ 100: Dove siamo? Si rimbalza o no?Contesto attuale: dove si trova il prezzo
Il Nasdaq 100 (cash/futures, riferimento per il CFD Pepperstone NAS100) oscilla attualmente nella fascia intermedia del range 24.000–25.800 punti, dopo un rimbalzo dalla zona di demand 24.000–24.200 che nelle ultime settimane ha più volte attirato acquisti in ottica di medio periodo.
Ci troviamo quindi in una parte ancora correttiva del grafico: il prezzo è risalito dai minimi ma non ha ancora riconquistato in modo stabile l’area di distribuzione precedente posta tra 25.800 e 26.200 punti, che ora agisce da resistenza di medio periodo e zona di presa di profitto sui rimbalzi. I volumi si sono mostrati generalmente più intensi durante le sessioni di sell‑off, con spike significativi sulle giornate di notizie hawkish dalla Federal Reserve, mentre le sedute di recupero hanno evidenziato scambi più contenuti, coerenti con un mercato guidato da ricoperture e aggiustamenti di posizione piuttosto che da nuovo denaro convinto sul comparto tech.
Tecnicamente, la violazione ribassista del supporto intermedio 25.500–25.400 nelle scorse settimane ha trasformato tale fascia in resistenza dinamica: ogni ritorno dei prezzi verso 25.500–25.800 tende per ora a trovare vendite e nuove aperture di posizioni short, con le medie mobili veloci H4 e daily che scendono dall’alto e respingono i tentativi di break out. Finché le chiusure giornaliere rimarranno sotto 25.800–26.000, il Nasdaq 100 manterrà un bias correttivo di breve periodo, lasciando aperto lo scenario di ulteriori fasi di consolidamento laterale o di storno più profondo qualora tornasse pressione sui tassi reali o un rafforzamento del dollaro penalizzasse nuovamente la componente growth dell’indice.
Struttura di fondo: bull market di lungo, correzione in corso
Su orizzonte plurimensile la struttura resta quella di un bull market ben definito: nell’ultimo anno il Nasdaq 100 ha aggiornato i massimi storici oltre 26.000 punti, sostenuto da utili solidi delle big tech e da aspettative di progressivi tagli dei tassi verso il 2027, sebbene in un contesto di politica monetaria ancora restrittiva. Il movimento ribassista di marzo, caratterizzato da sedute con perdite intraday anche superiori all’1–2% e da violente fasi di risk‑off sugli asset più growth‑sensibili, appare al momento come una normalizzazione di un rally molto esteso più che l’avvio di un bear market strutturale, soprattutto finché l’indice continuerà a difendere i principali supporti statici e dinamici di lungo periodo.
L’attuale fase può essere letta come “downtrend correttivo dentro bull market”: dai top in area 26.000–26.200 si osservano massimi e minimi decrescenti su base daily, la rottura del supporto intermedio 25.500–25.400 e un test ripetuto della successiva zona di domanda 24.200–24.000, che coincide con un’area più volte segnalata dagli operatori come livello di ricomposizione degli acquisti di medio periodo. Solo una discesa decisa sotto 24.000, accompagnata da aumento marcato dei volumi in vendita e deterioramento degli indicatori di breadth, inizierebbe a mettere in discussione la narrativa di lungo periodo fondata su crescita degli utili tech e progressiva discesa attesa dei tassi nominali nella seconda parte del ciclo.
La logica della nuova fascia 24.000–25.800 punti
La fascia 24.000–25.800 rappresenta il nuovo laboratorio tra compratori e venditori sul Nasdaq 100: è all’interno di questo corridoio che il mercato sta costruendo la prossima gamba direzionale, decidendo se formare una base per un ritorno stabile sopra 26.000 o completare una correzione più profonda verso supporti di grado superiore.
Supporto primario 24.200–24.000 punti: qui si concentrano i minimi di panico più recenti e un’area di demand che ha generato diversi rimbalzi tecnici, spesso utilizzata per strategie tattiche di buy‑the‑dip con stop stretti sotto 24.000 e primi obiettivi di recupero verso 25.000–25.400 punti. In caso di tenuta, questa zona può continuare ad alimentare reazioni rapide, soprattutto se accompagnate da un RSI giornaliero che risale dall’area 30–40 verso 45–50, segnalando una normalizzazione del momentum ribassista.
• Supporto secondario 23.500–23.200 punti: un’eventuale rottura netta di 24.000 aprirebbe spazio verso questa “deep correction zone”, che corrisponde a un ritracciamento più profondo del rally 2025‑inizio 2026 e a precedenti aree di consolidamento osservate nei mesi passati. In questo intervallo transitano anche importanti livelli statici di lungo periodo e, su diverse piattaforme, proiezioni di Fibonacci calcolate sull’intero impulso rialzista dell’ultimo anno.
• Resistenza immediata 25.500–25.800 punti: si conferma come prima fascia di offerta rilevante per chi cerca ingressi short su rimbalzi, con target iniziali a 25.000 e 24.200 punti. La valenza psicologica di 26.000 rimane centrale: solo una chiusura daily solida sopra 25.800–26.000, accompagnata da volumi in aumento e un RSI stabilmente sopra 50–55, ridurrebbe la pressione ribassista di breve e aprirebbe spazio verso estensioni 26.500–27.000 punti.
Struttura tecnica: trend, momentum e livelli chiave
Le medie mobili daily evidenziano una struttura più debole rispetto alla fase rialzista precedente: il prezzo del Nasdaq 100 si colloca al di sotto delle principali SMA di medio periodo, con le medie veloci che hanno incrociato dall’alto e stanno funzionando da resistenza dinamica sui rimbalzi verso 25.500–25.800. Sul quadro H4 l’azione dei prezzi mostra caratteristiche tipiche di una correzione in downtrend, con brevi fasi di congestione laterale alternate a nuove accelerazioni ribassiste e pullback tecnici sui livelli rotti (prima 25.800, poi 25.400) che rappresentano aree di decisione per l’operatività intraday.
Gli oscillatori giornalieri, con RSI 14 rientrato in zona neutra 40–50 dopo le letture di ipercomprato di inizio anno, suggeriscono un momentum intermedio che lascia spazio a entrambe le direzioni: ulteriori fasi di debolezza in caso di riattivazione del risk‑off oppure rimbalzi di normalizzazione se i dati macro dovessero sorprendere in senso favorevole alla crescita. Mappa livelli: sopra 25.800–26.000 l’indice rientra nell’area dei massimi storici e solo un break robusto di 26.500 punti invaliderebbe gli scenari correttivi aprendo obiettivi potenziali verso 27.000–27.500; sotto 24.200–24.000 aumentano invece le probabilità di accelerazione verso 23.500–23.200 e, in estensione, verso 22.800–22.500 in caso di prolungata fase di avversione al rischio a livello globale.
Scenari operativi sulla fascia 24.000–25.800 punti
• Scenario di rimbalzo correttivo / recupero rialzista
Se il supporto 24.200–24.000 continuerà a reggere e il prezzo riuscirà a riconquistare in chiusura daily l’area 25.500–25.800, il mercato potrebbe normalizzare il sell‑off di marzo con un movimento di ritorno verso 26.000–26.500, zona in cui si collocano le resistenze successive e i massimi storici. In questo quadro la fase recente verrebbe letta come una “shake‑out” dentro bull market, con RSI atteso stabilizzarsi sopra 50–55 e medie mobili veloci pronte a un nuovo incrocio rialzista, restituendo momentum ai compratori e riattivando la narrativa di trend rialzista lineare.
• Scenario di continuazione ribassista / normalizzazione profonda
Un cedimento stabile della fascia 24.200–24.000, con più chiusure giornaliere sotto 24.000 e volumi in progressivo aumento, confermerebbe la rottura del supporto intermedio e favorirebbe una discesa verso 23.500–23.200 come primo target, con possibile estensione verso 22.800–22.500 se il sentiment restasse dominato da Fed hawkish, dollaro forte e prese di profitto diffuse sulle posizioni long accumulate nel rally dell’ultimo anno. In tale scenario la struttura di bull market di lungo periodo rimarrebbe ancora formalmente intatta, ma verrebbe completata una correzione di grado superiore prima che il mercato possa tentare nuove gambe rialziste sopra 26.000–26.500 punti.
La fascia 24.000–25.800 si configura quindi come nuovo pivot di mercato sul Nasdaq 100 CFD Pepperstone: qui si decide se l’attuale fase sarà archiviata come semplice storno da eccesso di rialzo oppure evolverà in un ciclo correttivo più profondo, con la capacità dell’indice di difendere 24.200–24.000 e di riportare l’RSI stabilmente sopra 50 che sarà cruciale per ristabilire una narrativa costruttiva sull’indice tech USA.
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EUR/USD: Scontro tra titani, il dollaro tenta il rafforzamentoEURUSD: rimbalzo tecnico in downtrend sotto 1,16
Dopo il massimo di inizio anno in area 1,20, la coppia EURUSD ha avviato una fase ribassista graduale, accelerata nelle ultime settimane dal clima di avversione al rischio e dalla ricerca di dollaro come bene rifugio sullo sfondo delle tensioni geopolitiche e dei prezzi energetici in salita. Il cambio è sceso fin sotto 1,15, con minimi recenti in area 1,1460–1,1485, livelli che coincidono con obiettivi ribassisti segnalati da diverse analisi tecniche e con un supporto statico di breve periodo. La struttura di breve è quella di massimi e minimi decrescenti, con spike ribassisti seguiti da rimbalzi rapidi ma incapaci finora di riportare i prezzi sopra la fascia 1,16–1,17 dove transitano le principali medie mobili daily e un’area di offerta consolidata.
Contesto attuale: dove si trova il prezzo
In queste ore EURUSD viene scambiato in area 1,1460–1,1500, cioè sui minimi delle ultime settimane e vicino ai target ribassisti indicati da varie analisi intraday e multiday.
Ci troviamo nella parte bassa di un range correttivo più ampio 1,1410–1,1630: il prezzo ha rotto al ribasso una precedente figura di consolidamento (flag o canale discendente) e sta ora testando una fascia di supporto che, se persa, aprirebbe spazio verso estensioni in area 1,13. Il contesto macro vede un dollaro supportato dalla ricerca di sicurezza e da aspettative di politica monetaria USA relativamente più restrittiva rispetto alla BCE, che al meeting di marzo ha mantenuto un atteggiamento prudente in modalità “wait & see”.
Tecnicamente, il cambio si muove sotto le principali medie mobili esponenziali a 50 e 100 giorni, che hanno incrociato al ribasso e confermano la prevalenza di un trend discendente. Sul daily il break sotto un precedente pattern di flag rialzista ha validato una configurazione di continuazione ribassista, con gli analisti che guardano ora ai minimi di marzo in area 1,1410–1,1412 come prossimo livello di interesse in caso di ulteriori vendite. Fintanto che le chiusure giornaliere resteranno sotto 1,1600, la pressione rimarrà orientata al ribasso e i rimbalzi saranno letti come occasioni di ricopertura o di nuovo posizionamento short, più che come inversioni strutturali.
Struttura di fondo: laterale‑ribassista dentro grande range
Su orizzonte plurimensile, EURUSD si muove all’interno di un ampio range strutturale che ha visto massimi 2026 in area 1,20–1,21 e diversi tentativi falliti di consolidamento sopra 1,17, zona dove passano le medie mobili di lungo periodo. La discesa da 1,2090 circa verso i livelli attuali ha finora le caratteristiche di una normalizzazione dentro un quadro più ampio di lateralità, ma l’angolo discendente delle medie e il posizionamento degli indicatori trend‑following suggeriscono una bias leggermente ribassista finché non verrà riconquistata la fascia 1,16–1,17 in modo stabile.
L’impostazione di fondo può essere letta come “downtrend di medio dentro range di lungo”: dal massimo annuale la sequenza di massimi decrescenti è chiara, mentre la tenuta o meno dei supporti 1,1465–1,1410 deciderà se questa gamba rimarrà una correzione ordinata o evolverà in un movimento più profondo verso area 1,13–1,12. Solo un ritorno deciso sopra 1,1635–1,1700, con chiusure daily sopra queste resistenze e un contestuale cambio di tono sui differenziali di tasso attesi fra Fed ed ECB, rimetterebbe sul tavolo scenari di recupero strutturale dell’euro contro dollaro.
La nuova fascia 1,1410–1,1635: zona pivot
La zona 1,1410–1,1635 rappresenta il laboratorio chiave fra compratori e venditori nel breve‑medio periodo. Al suo interno si collocano livelli tecnici e psicologici che il mercato sta usando come riferimento per decidere se la debolezza recente rimarrà un semplice storno o se si trasformerà in un’inversione più duratura del trend di fondo.
• Supporto primario 1,1485–1,1460: coincide con i minimi recenti e con un target ribassista già raggiunto, messo in evidenza sia da analisi intraday sia da report giornalieri; qui si sono concentrati i primi tentativi di rimbalzo dopo le ultime vendite. In caso di tenuta, questa fascia può sostenere recuperi tecnici verso la zona 1,1515–1,1550, dove transitano pivot di breve e prime resistenze intraday.
• Supporto secondario 1,1412–1,1410: una violazione confermata di 1,1460 aprirebbe spazio verso questo livello, identificato come “next important support” da diversi analisti e coincidente con il minimo mensile di marzo. Una rottura netta di 1,1410 incrementerebbe le probabilità di estensione verso 1,13 e, in scenari di risk‑off più accentuati, verso i supporti successivi segnalati nell’area 1,1205–1,0985.
• Resistenza immediata 1,1550–1,1600: è la prima fascia di offerta significativa sui rimbalzi, sede delle medie mobili di breve e di precedenti massimi relativi; finché EURUSD rimane sotto 1,16, il bias di fondo resta orientato al ribasso. Più in alto, un cluster di resistenze fra 1,1635 e 1,1720 combina massimi di periodo, upper band di Bollinger e zone di Fibonacci, configurandosi come barriera chiave per qualsiasi tentativo di inversione strutturale.
Struttura tecnica: trend, momentum e livelli chiave
Le medie mobili principali (EMA 50 e 100, SMA 200) sono tutte impostate in modalità “sell”, con un chiaro allineamento ribassista che conferma la natura correttiva‑discendente dell’attuale fase. Sul grafico H4 il cambio si mantiene sotto la EMA 50 intorno a 1,1540–1,1550, con il Parabolic SAR e le bande di Bollinger che offrono resistenze dinamiche e incorniciano il prezzo nella metà inferiore del range, coerentemente con un mercato ancora guidato dai venditori.
Gli oscillatori mostrano un momentum indebolito ma non ancora in ipervenduto estremo: RSI su timeframe daily e H4 oscilla in area 30–40, con letture che parlano di pressione ribassista stabile ma lasciano spazio sia a ulteriori scivolamenti sia a rimbalzi tecnici di normalizzazione. Mappa livelli: sopra 1,1600 la coppia inizierebbe a neutralizzare il quadro ribassista di breve, con conferma soltanto su break di 1,1635–1,1700; sotto 1,1410 aumentano le probabilità di estensione verso 1,1300 e, in scenari più estremi, verso 1,1205–1,0985 come ipotesi di completamento di una correzione di grado superiore.
Scenari operativi sulla fascia 1,1410–1,1635
• Scenario di rimbalzo correttivo / recupero dell’euro
Se il supporto 1,1485–1,1460 continuerà a reggere e il prezzo riuscirà a riportarsi sopra 1,1550–1,1600 in chiusura daily, il mercato potrebbe innescare un rimbalzo più ampio verso 1,1635–1,1700, dove si concentrano le prime resistenze strutturali e diverse medie di medio periodo. In questo caso la fase ribassista di marzo verrebbe letta come “shake‑out” dentro grande range, con RSI atteso risalire stabilmente sopra 50 e segnali di allentamento della domanda di dollaro sul fronte macro‑geopolitico.
• Scenario di continuazione ribassista / normalizzazione profonda
Un cedimento stabile della fascia 1,1485–1,1460, con chiusure giornaliere sotto 1,1460 e incremento dei volumi di vendita, confermerebbe la prosecuzione del downtrend e favorirebbe una discesa verso 1,1410 come primo target, con possibile estensione verso 1,1300 qualora il sentiment rimanesse dominato da dollaro forte, dati USA resilienti e atteggiamento prudente della BCE. In questo quadro la struttura di grande range di lungo periodo resterebbe ancora intatta, ma verrebbe completata una correzione più ampia prima di poter valutare nuove gambe rialziste oltre 1,17–1,18.
La fascia 1,1410–1,1635 diventa quindi il nuovo pivot di mercato su EURUSD: è qui che si decide se l’attuale fase verrà archiviata come una correzione da eccesso di rialzo del dollaro o evolverà in un ciclo ribassista più profondo per l’euro, con la capacità del cambio di difendere 1,1460–1,1410 e di riportare l’RSI sopra 50 che sarà cruciale per ristabilire una narrativa costruttiva sulla moneta unica.
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XAUUSD H2: Oro si ricostruisce per un rimbalzo forteXAUUSD H2: L'oro si ricostruisce dal supporto mentre la pressione geopolitica mantiene vivo il rischio rialzista
L'oro sta iniziando a recuperare da una base di supporto importante, e la struttura attuale suggerisce che i compratori stanno tentando di ricostruire momentum dopo il recente ribasso. Con l'aumento della tensione politica e la fiducia nella stabilità monetaria tradizionale sotto nuova pressione, l'oro sta di nuovo attirando un'attenzione rialzista più forte.
Contesto fondamentale
Il tono macro sta diventando più favorevole per l'oro.
L'aumento della tensione geopolitica sta aumentando la domanda difensiva in tutto il mercato, e questo naturalmente mantiene l'oro in evidenza come asset protettivo. Allo stesso tempo, le nuove discussioni su un nuovo framework monetario statunitense legato in modo più diretto all'autorità presidenziale aggiungono un ulteriore strato di incertezza sulla credibilità a lungo termine del sistema. Anche se questa idea è ancora solo parte di una conversazione politica più ampia, è sufficiente a rafforzare la narrazione di mercato secondo cui l'oro potrebbe riacquistare importanza come riserva di valore.
Questo è importante perché l'oro tende a performare bene quando il rischio politico aumenta e la fiducia nella direzione della politica diventa meno stabile. Ciò non garantisce una ripresa lineare, ma migliora chiaramente il contesto per un recupero rialzista più forte.
Struttura tecnica su H2
Struttura generale
Sul grafico H2, XAUUSD rimane all'interno di un tentativo di recupero più ampio dopo aver reagito dalla forte zona di supporto vicino a 4353. Il prezzo ha già mostrato un rimbalzo dalla base inferiore e ora sta cercando di mantenersi sopra la zona di acquisto 4455–4460, che è la prima area importante che sostiene l'attuale gamba di recupero.
La struttura è ancora in modalità ricostruzione, ma fintanto che il prezzo rimane sopra la base di supporto vicina, i compratori hanno ancora spazio per spingere l'oro più in alto nei livelli di resistenza sopra.
4455–4460: zona di acquisto a breve termine
Questa area è la zona di supporto immediata per il movimento attuale.
Finché l'oro continua a mantenersi sopra 4455–4460, il rimbalzo rimane valido a breve termine. Questa zona funge da prima piattaforma per i compratori ed è la base che mantiene vivo il momentum rialzista.
Se il prezzo perde di nuovo questa zona, il recupero diventa più debole e il mercato potrebbe tornare a testare un supporto più profondo.
4635: ritracciamento di acquisto FVG
Il prossimo livello chiave al rialzo è intorno a 4635.
Questa zona funge da prima area di ritracciamento significativa e potrebbe diventare il prossimo punto di controllo per la continuazione rialzista. Se i compratori riescono a riportare il prezzo in questa regione e a mantenerlo, la struttura di recupero diventa molto più convincente.
4760: zona di scalping in vendita
Sopra, 4760 è la prossima resistenza da tenere d'occhio.
Questa area è probabile che attiri una reazione perché si trova all'interno della banda di offerta sovrastante più vicina. Se il prezzo raggiunge questa regione, il mercato deciderà se l'attuale recupero è abbastanza forte per continuare, o se i venditori sono pronti a rallentare di nuovo il movimento.
4900 e 5100: zone di resistenza psicologica
Più in alto, il grafico mostra due grandi cluster di resistenza intorno a 4900 e 5100.
Questi sono le barriere psicologiche maggiori sul grafico. Se l'oro costruisce abbastanza momentum dai livelli attuali, quelle zone diventano i prossimi obiettivi al rialzo. Sono anche le aree in cui potrebbe tornare una resistenza più forte, specialmente se il movimento diventa eccessivo nel breve termine.
4353: forte supporto
Al ribasso, 4353 rimane il livello di supporto chiave.
Questa è la linea più forte che i compratori devono proteggere. Finché l'oro rimane sopra questa base, lo scenario del rimbalzo attuale rimane valido. Una rottura netta al di sotto indebolirebbe la struttura rialzista e ritarderebbe le prospettive di recupero.
Cosa suggerisce il flusso degli ordini
Il flusso degli ordini suggerisce che i compratori stanno cercando di riacquistare controllo dal supporto, mentre i venditori stanno gradualmente perdendo momentum dopo l'ultimo declino.
Quindi per ora:
i compratori stanno difendendo la zona 4455–4460
il mercato sta cercando di costruire una gamba di recupero più alta dalla base di supporto 4353
e la prossima conferma arriva solo se il prezzo inizia a riconquistare 4635 e poi 4760
Questo mantiene la struttura a breve termine costruttiva, con margine per un rimbalzo più forte se il momentum continua a migliorare.
Scenari di trading
Scenario 1: il recupero continua più in alto
Se l'oro rimane sopra 4455–4460 e la pressione di acquisto rimane stabile, il prezzo potrebbe continuare a recuperare verso le zone di resistenza più alte.
Ingresso: intorno a 4455–4460 su conferma rialzista
SL: sotto 4353
TP1: 4635
TP2: 4760
TP3: 4900
Scenario 2: Ritracciamento prima della continuazione
Se il prezzo reagisce sotto 4635 o 4760, il mercato potrebbe produrre un ritracciamento temporaneo prima di provare a recuperare di nuovo.
Ingresso: dopo un ritracciamento nel supporto con reazione rialzista
SL: sotto il minimo locale
TP1: 4635
TP2: 4760
Scenario 3: Rottura sotto il supporto
Se l'oro non riesce a mantenersi sopra 4455–4460 e poi perde 4353, la struttura di recupero si indebolirebbe significativamente.
Ingresso: sotto 4353 su rottura confermata
SL: sopra il supporto rotto
TP: supporto inferiore a seconda del momentum
Livelli chiave da tenere d'occhio
4455–4460 → zona di acquisto immediata
4635 → ritracciamento di acquisto FVG
4760 → prima resistenza maggiore
4900 → resistenza psicologica
5100 → resistenza psicologica maggiore
4353 → forte base di supporto
Conclusione
L'oro si sta ricostruendo da una zona di supporto importante, e il contesto più ampio sta diventando più favorevole mentre la tensione geopolitica aumenta e la fiducia nella stabilità monetaria affronta nuova pressione. Da una prospettiva tecnica, i compratori stanno cercando di mantenere il mercato sopra 4455–4460, mentre 4353 rimane il supporto chiave che mantiene viva la struttura di recupero.
La visione di Lana: l'oro ha ancora margine per recuperare più in alto, e se i compratori riconquistano prima 4635, il mercato potrebbe estendersi verso 4760 e potenzialmente zone di resistenza più alte dopo.
Palo Alto Network su EMA 200 weekly e 61,8% di FibonacciL’analisi di Citrini Research circolata negli ultimi mesi è diventata molto discussa tra investitori istituzionali perché propone una lettura molto radicale dell’impatto dell’AI sui mercati. La logica di fondo della ricerca è che l’AI creerà vincitori molto concentrati e molti perdenti.
Concentriamoci sui vincitori: aziende che forniscono l’infrastruttura fisica dell’AI (chip, data center, energia, rete, sicurezza).
Secondo il loro scenario, se l’AI sostituisce rapidamente lavoro qualificato potrebbe perfino ridurre il reddito disponibile e quindi la domanda nell’economia tradizionale.
Ed ora vengo all’analisi in oggetto: viene spesso citato Palo Alto Networks.
Chi è Palo Alto Network NASDAQ:PANW ?
Palo Alto Networks è una delle principali aziende globali di cybersecurity. Fornisce software e piattaforme per proteggere reti aziendali, cloud e dispositivi da attacchi informatici tramite firewall avanzati, sicurezza cloud e sistemi di rilevamento delle minacce basati su AI. I suoi clienti includono grandi aziende, banche e governi in oltre 150 paesi.
Il ragionamento su Palo Alto Networks è abbastanza semplice:
• l’AI aumenta superficie di attacco cyber
• le aziende implementano più automazione e più cloud
• la cybersecurity diventa spesa obbligatoria
Struttura del trend
Il movimento principale partito nel 2023 è fortemente rialzista, con sequenza di massimi e minimi crescenti fino al top in area 224 $.
La correzione attuale è quindi, per ora, una fase di ritracciamento dentro un trend primario ancora rialzista.
Il prezzo è sceso velocemente fino a testare la EMA 200 weekly (linea rossa), che storicamente su questo titolo ha funzionato come supporto dinamico di lungo periodo. L’ultima volta che il titolo ha fatto chiusura sotto è avvenuta nel marzo 2020, in pieno COVID.
Il primo rimbalzo è già avvenuto proprio su quell’area, ma non sta reggendo.
Zona tecnica chiave 120 $ dove passa il ritracciamento 61,8% di Fibonacci e un importantissimo POC volumetrico praticamente nella stessa area.
Quando POC e 61,8% coincidono si crea spesso una zona di accumulazione istituzionale molto forte e che attrae i prezzi.
Monitoriamo dunque quest’area anche in ottica ipotetica di fine onda A ribassista ed avvio onda B.
La seconda area volumetrica importante coincide come vediamo con il 78,6% di ritracciamento FIB ed in corrispondenza di un altro picco volumetrico.
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NASDAQ 100: rimbalzo fragile sotto resistenza chiaveIl rimbalzo di queste sedute deciderà se il sell‑off di marzo evolve in un nuovo impulso rialzista o resta un semplice pullback dentro una correzione più ampia.
Dopo la forte correzione di inizio marzo, legata anche alla fase di “wait & see” delle banche centrali e alla volatilità su tech e tassi, il Nasdaq 100 ha rotto con decisione i massimi storici in area 25.800–26.000 punti e si è riportato in un range più basso, con minimi recenti nell’area 24.200–24.000 e massimi di rimbalzo che per ora faticano a superare 25.500–26.000 punti. La struttura di breve è quella di un recupero tecnico entro un trend correttivo: spike ribassisti seguiti da rimbalzi rapidi, ma con massimi decrescenti rispetto ai top assoluti e prese di profitto in prossimità delle prime resistenze dinamiche sulle medie mobili daily. In questo contesto gli oscillatori mostrano una normalizzazione da ipercomprato, con RSI giornaliero tornato dalla zona sopra 70 verso valori intermedi, segnalando un momentum ancora fragile e sensibile alle notizie macro e alla guidance sui tassi.
Contesto attuale: dove si trova il prezzo
Il Nasdaq 100 (cash/futures, riferimento per il CFD Pepperstone NAS100) oscilla in queste ore nell’area 25.000–25.300 punti, dopo un rimbalzo dai minimi di panico in zona 24.200–24.000 visti la scorsa settimana. Siamo nella parte medio‑alta del nuovo range correttivo 24.000–25.500, con il prezzo che ha recuperato sopra i minimi ma resta sotto la precedente area di distribuzione 25.800–26.200, che ora agisce da resistenza di medio periodo. I volumi si sono mostrati elevati sulle giornate di sell‑off e più contenuti nelle sedute di recupero, coerentemente con un mercato ancora dominato da prese di profitto e riposizionamento su tech dopo il rally degli ultimi 12 mesi.
Tecnicamente, la rottura del supporto intermedio 25.500–25.400 ha trasformato quella fascia in resistenza dinamica: ogni ritorno verso 25.500–25.800 viene per ora venduto, con le medie mobili veloci H4 e daily che scendono dall’alto e respingono i tentativi di break out. Finché le chiusure giornaliere rimangono al di sotto di 25.800–26.000, il Nasdaq 100 mantiene un bias correttivo di breve, con spazio aperto a nuove fasi di consolidamento o storno profondo qualora riaumentasse la pressione sui tassi reali USA.
Struttura di fondo: bull market di lungo, correzione in corso
Su orizzonte plurimensile il trend di fondo dell’indice resta impostato al rialzo: nell’ultimo anno il Nasdaq 100 ha segnato nuovi massimi storici oltre quota 26.000, sostenuto da utili solidi del comparto big tech e da aspettative di tagli Fed più in là nel 2026, pur dentro una cornice di politica monetaria ancora restrittiva. Il movimento ribassista di marzo, con perdite intraday superiori all’1–2% su alcune sedute e violente fasi di risk‑off, appare finora come una normalizzazione di un rally molto esteso più che come l’avvio di un bear market strutturale.
L’attuale fase può essere letta come “downtrend correttivo dentro bull market”: massimi e minimi decrescenti dai top in area 26.000–26.200, rottura di un supporto intermedio a 25.500–25.400 e test in corso della successiva zona di domanda a 24.200–24.000, evidenziata da più analisi come area di ricomposizione degli acquisti di medio periodo. Solo una discesa ben sotto 24.000, con incremento deciso di volumi in vendita, comincerebbe a mettere in discussione la narrativa di lungo periodo dominata da crescita degli utili tech e da aspettative di tassi in discesa a partire dal 2027.
La logica della nuova fascia 24.000–25.800 punti
La fascia 24.000–25.800 è il nuovo laboratorio tra compratori e venditori sul Nasdaq 100: è qui che si decide se il mercato costruirà una base per un ritorno stabile sopra 26.000 o se completerà una correzione più profonda verso supporti di grado superiore.
• Supporto primario 24.200–24.000 punti: qui si collocano i minimi di panico più recenti e un’area di demand evidenziata anche da diverse idee operative su indici tech, spesso indicata come prima zona tattica per strategie buy‑the‑dip con stop stretti sotto 24.000 e obiettivi di rimbalzo verso 25.000–25.400. In caso di tenuta, questa fascia può alimentare rimbalzi tecnici rapidi, specie se accompagnati da un RSI giornaliero che risale da area 30–40 verso 45–50.
• Supporto secondario 23.500–23.200 punti: un’eventuale rottura decisa di 24.000 aprirebbe spazio verso questa “deep correction zone”, che coinciderebbe con un ritracciamento più profondo del rally 2025–inizio 2026 e con vecchie aree di consolidamento viste nei mesi precedenti. Qui passano supporti statici di lungo periodo e, su alcune piattaforme, livelli chiave di Fibonacci sull’intero impulso rialzista dell’ultimo anno.
• Resistenza immediata 25.500–25.800 punti: è la prima fascia di offerta forte per chi cerca ingressi short su rimbalzi, con target iniziali 25.000 e 24.200. La componente psicologica della zona 26.000 resta centrale: solo una chiusura daily robusta sopra 25.800–26.000, accompagnata da volumi in aumento, ridurrebbe la pressione ribassista di breve e aprirebbe spazio verso estensioni 26.500–27.000 punti.
Struttura tecnica: trend, momentum e livelli chiave
Le medie mobili daily mostrano una struttura più debole rispetto alla fase rialzista precedente: il prezzo del Nasdaq 100 si trova attualmente sotto le principali SMA di medio periodo, con le medie veloci che hanno incrociato dall’alto e operano da resistenza dinamica sui rimbalzi verso 25.500–25.800. Sul quadro H4 le ultime candele disegnano una sequenza tipica di correzione in downtrend: brevi congestioni laterali alternate a nuove accelerazioni verso il basso, con pullback tecnici sui livelli rotti (25.400, poi 25.800) che rappresentano punti di decisione per chi opera in intraday.
Gli oscillatori giornalieri, con RSI 14 tornato in zona neutra 40–50 dopo le letture di ipercomprato di inizio anno, suggeriscono un momentum meno euforico e spazio sia per ulteriore debolezza sia per rimbalzi di normalizzazione. Mappa livelli: sopra 25.800–26.000 l’indice rientra nella fascia di massimi storici, e solo un break solido di 26.500 invaliderebbe gli scenari di correzione aprendo spazio verso proiezioni 27.000–27.500; sotto 24.200–24.000 aumentano le probabilità di accelerazione verso 23.500–23.200 e, in estensione, verso la zona 22.800–22.500 in caso di risk‑off globale prolungato.
Scenari operativi sulla fascia 24.000–25.800 punti
• Scenario di rimbalzo correttivo / recupero rialzista
Se il supporto 24.200–24.000 tiene e il prezzo riesce a riconquistare in chiusura daily l’area 25.500–25.800, il mercato potrebbe normalizzare il sell‑off con un movimento verso 26.000–26.500, dove transitano le resistenze successive e i massimi storici. In questo caso la correzione di marzo verrebbe letta come una “shake‑out” dentro bull market, con RSI che dovrebbe stabilizzarsi sopra 50–55 per restituire momentum ai compratori e riattivare la narrativa di trend rialzista lineare.
• Scenario di continuazione ribassista / normalizzazione profonda
Un cedimento stabile della fascia 24.200–24.000, con chiusure giornaliere sotto 24.000 e volumi in aumento, confermerebbe la rottura del supporto intermedio e favorirebbe una discesa verso 23.500–23.200 come primo target, con possibile estensione verso 22.800–22.500 se il sentiment restasse dominato da Fed hawkish, dollaro forte e presa di profitto sulle posizioni long accumulate nei mesi precedenti. In questo quadro la struttura di bull market di lungo periodo resterebbe ancora intatta, ma si completerebbe una correzione di grado superiore prima di poter valutare nuove gambe rialziste sopra 26.000–26.500.
La fascia 24.000–25.800 diventa quindi il nuovo pivot di mercato sul Nasdaq 100 CFD Pepperstone: qui si decide se l’attuale fase è un semplice storno da eccesso di rialzo o l’avvio di un ciclo correttivo più profondo, con la capacità del mercato di difendere 24.200–24.000 e riportare l’RSI sopra 50 che sarà cruciale per ristabilire una narrativa costruttiva sull’indice tech USA.
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Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
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Perché stare alla larga dal FTSE STAR in questa fase di mercatoOggi voglio analizzare il segmento STAR di Borsa Italiana FTSE:ITSTAR .
Le società STAR rappresentano le PMI italiane quotate, aziende solide, con governance moderna e visibilità sui mercati, ma che restano più piccole delle blue chip del segmento MTA.
Negli ultimi mesi lo STAR ha mostrato debolezza relativa rispetto al listino principale, con circa −20% da gennaio ad oggi e minimi attuali a verso i 42 mila punti. I motivi principali sono:
- Rotazione dei capitali verso large cap e titoli difensivi;
- Sensibilità delle mid‑cap italiane ai tassi elevati e alla liquidità.
- Movimenti amplificato dal recente conflitto USA-IRAN
Le società STAR mantengono buona qualità strutturale, ma hanno maggiore leva operativa e crescita ciclica, quindi soffrono in fasi di risk‑off.
Il contesto geopolitico attuale suggerisce una possibile crescita dei tassi nel 2026, scenario che potrebbe pesare ulteriormente sul segmento STAR. Allo stesso tempo, le modifiche negli indici principali, tra promozioni e uscite di titoli, aumentano la volatilità del segmento.
ANALISI GRAFICA
Sul grafico weekly del FTSE Italia STAR Index si nota che la recente salita dei prezzi si è fermata esattamente al 50% di ritracciamento di Fibonacci (circa 52.123 punti), confermando la pressione sulla resistenza di medio periodo.
Osservando i minimi storici degli ultimi anni, l’area tra 39.000 e 40.000 punti rappresenta il livello dove i prezzi hanno storicamente trovato supporto e registrato diversi rimbalzi: questa potrebbe costituire la prima area di contenimento rilevante nel caso di ulteriori pressioni ribassiste.
Death Cross su TF Daily (EMA 50 che incrocia al ribasso EMA 200) conferma e consolida la fase ribassista.
📈 Analisi tecnica aggiuntiva – RSI 9 periodi:
Su timeframe weekly, un RSI a 9 periodi evidenzia i momenti di ipervenduto che in passato hanno coinciso con buoni punti di ingresso a Settembre 2022, Ottobre 2023 e Marzo 2025.
Tuttavia, va monitorata la possibilità di falsi segnali: nel 2020, ad esempio, si era verificata una divergenza rialzista con RSI in ipervenduto, ma i prezzi avevano continuato a scendere di un ulteriore 15% prima di trovare supporto. Questo ricorda di non affidarsi esclusivamente all’RSI, ma di combinare il segnale con i supporti storici e i livelli di Fibonacci.
Allo stato attuale vediamo già che l'RSI è entrato in ipervenduto, ma non ha ancora raggiunto il livello grafico di supporto.
RSI 9 periodi può aiutare a individuare aree di ipervenduto, ma va sempre confermato da supporti storici e Fibonacci, per evitare falsi segnali come nel 2022.
Contesto di mercato:
💡 Sintesi operativa:
Breve periodo: debolezza e volatilità elevata;
Supporto storico tra 39.000‑40.000 punti, possibile area di rimbalzo;
Resistenza attuale confermata dal 50% di Fibonacci sul recente rally;
Trend di medio periodo negativo almeno fino a quando lo shock energetico e le tensioni geo politiche non rientrino e favorire nuove fasi di risk on.
Oro XAUUSD: Sell OFF e resistenza a 4.800
Il breakout di questa fascia deciderà se il rimbalzo post sell‑off diventa nuova gamba rialzista o semplice pullback correttivo.
Dopo il violentissimo scarico di metà marzo (“candle tipo Black Wednesday”) che ha rotto di slancio la soglia psicologica dei 5.000 USD, l’oro si è stabilizzato in un range più basso, con minimi in area 4.780–4.720 USD e massimi di rimbalzo che per ora faticano a superare 4.950–5.000 USD. La dinamica delle ultime sedute è quella di un recupero tecnico dentro un trend correttivo: spike ribassisti seguiti da rimbalzi a V, ma massimi decrescenti e chiusure giornaliere spesso sotto 5.000 USD, in coerenza con un RSI daily vicino a 30–35, quindi zona neutro‑ribassista dopo l’ipercomprato di inizio anno.
Contesto attuale: dove si trova il prezzo
Gold XAUUSD (spot/CFD) oggi oscilla indicativamente tra 4.830 e 4.860 USD, dopo la caduta sotto i 5.000 USD di ieri; i dati storici mostrano chiusure recenti nell’area 4.836–4.867 USD, con volumi elevati sul breakdown e più contenuti sul rimbalzo. Siamo nella parte medio‑alta del nuovo range 4.780–4.900 USD, cioè sopra i minimi di panico ma ancora ben sotto la precedente fascia di distribuzione 5.100–5.300 USD, che ora agisce come forte resistenza di medio periodo.
Tecnicamente, la rottura del supporto 5.000–4.980 USD ha trasformato quella zona in resistenza dinamica, con medie mobili veloci H4 e daily che ora pendono dall’alto e respingono i tentativi di recupero; ogni ritorno verso 4.980–5.000 USD viene per ora venduto, in linea con scenari di analisi che vedono la prima resistenza forte proprio in quell’area.
Struttura di fondo: rialzo di lungo, correzione di breve
Su orizzonte plurimensile il trend di fondo resta impostato al rialzo: nei mesi precedenti l’oro ha segnato nuovi massimi storici sopra 5.500 USD e ancorato il supporto strutturale sul livello psicologico 5.000 USD, con politiche monetarie restrittive ma forte domanda di copertura da parte di banche centrali e investitori istituzionali. La correzione di marzo, con perdita intraday di circa il 4% in una singola sessione, è finora un movimento di violenta normalizzazione dentro un super‑ciclo bullish, ma ha incrinato la narrativa di trend lineare e aperto spazio a fasi di volatilità più ampia.
L’attuale fase può essere letta come “downtrend correttivo dentro bull market”: massimi e minimi decrescenti da area 5.500–5.600 USD, rottura di un importante supporto intermedio a 4.886–4.900 USD e test in corso della successiva zona di domanda a 4.780–4.720 USD, indicata da diverse analisi come Target Zone/area di possibile reazione dei compratori di medio periodo.
La logica della nuova fascia 4.780–5.000 USD
La fascia 4.780–5.000 USD è il nuovo laboratorio tra compratori e venditori: rappresenta la zona in cui si decide se il mercato costruisce una base per tentare un recupero verso 5.100–5.300 o se prosegue la gamba correttiva verso 4.600–4.500 USD.
• Supporto primario 4.780–4.720 USD:
Qui passa la Target Zone inferiore individuata da più desk come area di test nel breve, con minimi recenti che hanno cominciato a comparire in questa fascia e prime reazioni di ricopertura short; è zona tipica per strategie buy‑the‑dip tattiche, con stop stretti sotto 4.720 in ottica di rimbalzo tecnico verso 4.900–4.950 USD.
• Supporto secondario 4.600–4.580 USD:
In caso di rottura decisa della Target Zone 4.780–4.720, alcune analisi fissano come obiettivo successivo la cosiddetta “Gold Zone” 4.603–4.586 USD, area che coinciderebbe con un ritracciamento più profondo del rally 2025–inizio 2026 e con supporti statici di più lungo periodo.
• Resistenza immediata 4.900–5.000 USD:
È la prima fascia di offerta forte: resistenza A a 5.000–4.982 per chi cerca ingressi short su rimbalzi, con target iniziali 4.902 e 4.803; la componente psicologica della soglia 5.000 resta centrale, perché una chiusura giornaliera stabile di nuovo sopra questo livello ridurrebbe la pressione ribassista e aprirebbe spazio verso 5.050–5.125 USD.
Struttura tecnica: trend, momentum e livelli chiave
Le medie mobili daily ora descrivono una struttura più debole rispetto alla fase che avevi analizzato in precedenza: il prezzo si trova sotto le principali SMA, con le medie veloci che hanno incrociato dall’alto e agiscono da resistenza dinamica su eventuali rimbalzi verso area 4.950–5.000, coerentemente con un bias ribassista di breve. Sul quadro H4 le ultime candele disegnano un classico movimento di correzione dentro un downtrend: piccole congestioni orizzontali alternate a nuove accelerazioni verso il basso, con eventuali pullback tecnici verso i livelli rotti (4.886, poi 4.955–5.000) che offrono punti di decisione per chi opera in intraday.
Gli oscillatori giornalieri (RSI 14 intorno a 30–31, in area “sell” secondo alcune piattaforme) indicano una condizione di mercato ipervenduta o prossima, che può favorire rimbalzi tecnici ma non segnala ancora una vera inversione: manca finora una divergenza rialzista strutturata rispetto ai minimi di prezzo. Mappa livelli: sopra 5.000–5.050 USD il mercato rientra nella fascia di resistenza a 5.000–4.982, e solo un break solido di 5.125 annullerebbe gli scenari di ulteriore debolezza aprendo spazio verso 5.445–5.500 USD; sotto 4.780–4.720 USD aumentano le probabilità di accelerazione verso 4.603–4.586 e, in estensione, verso 4.505–4.500 USD.
Scenari operativi sulla fascia 4.780–5.000 USD
• Scenario di rimbalzo correttivo / recupero rialzista
Se il supporto 4.780–4.720 USD tiene e il prezzo riesce a riconquistare in chiusura daily la zona 4.900–5.000 USD, si potrebbe aprire un movimento di normalizzazione verso 5.050–5.125 USD, dove passano successive resistenze e vecchi livelli chiave menzionati anche da analisi precedenti. In questo scenario il mercato trasformerebbe il crollo recente in una “shake‑out” dentro bull market, con RSI che dovrebbe risalire stabilmente sopra 40–45 per restituire momentum ai compratori.
• Scenario di continuazione ribassista / normalizzazione profonda
Un cedimento stabile della fascia 4.780–4.720, con chiusure daily sotto 4.780 e volumi in aumento, confermerebbe la rottura del supporto intermedio e favorirebbe una discesa verso 4.603–4.586 come primo target, con possibile estensione verso 4.505–4.500 USD se il sentiment restasse dominato da Fed hawkish, dollaro forte e presa di profitto su posizioni lunghe accumulate nei mesi precedenti. In questo quadro la narrativa di bull market di lungo resterebbe intatta, ma si completerebbe una correzione di grado superiore prima di valutare nuove gamba rialziste sopra 5.100–5.300.
La fascia 4.780–5.000 USD diventa quindi il nuovo pivot di mercato: decide se la fase attuale è un semplice storno da eccesso di rialzo o l’avvio di un ciclo correttivo più profondo, in cui la capacità del mercato di difendere zona 4.780–4.720 e di riportare l’RSI sopra 40–45 sarà decisiva per ristabilire una narrativa costruttiva sul metallo giallo.
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Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
Oro XAUUSD: consolidamento alla soglia chiave dei 5.000 $Struttura di mercato e contesto macro
L’oro si muove all’interno di un bull market strutturale di lungo periodo, con prezzi che rimangono stabilmente sopra la soglia psicologica dei 5.000 $ per oncia e in forte guadagno su base annua (oltre il 60–70% rispetto a un anno fa).
Le ultime sedute evidenzino giornate di consolidamento più che di direzionalità, con volatilità contenuta dopo l’ampia correzione partita dai massimi storici di inizio anno.
I dati mostrano per XAUUSD in data 17 marzo 2026 un’apertura in area 5.012–5.013 $, un massimo intraday vicino a 5.043 $, un minimo in area 4.998 $ e una chiusura indicativa sui 5.015 $, per una variazione giornaliera nell’ordine dello 0,05%.
Durante la seduta europea il prezzo lavora prevalentemente nel corridoio 5.020–5.040 $, confermando il ruolo dei 5.000 $ come baricentro tecnico e psicologico dopo la correzione dai massimi di inizio mese in area 5.200–5.250 $.
Sul daily l’oro oscilla attorno al “watermark” dei 5.000 $, vero campo di battaglia tra compratori e venditori dopo il violento impulso rialzista e la successiva fase correttiva.
Negli ultimi giorni si registra un pattern di massimi decrescenti e la rottura della trendline rialzista che aveva sostenuto il rally di febbraio, con una struttura di breve periodo più debole sui timeframe orari ma ancora inserita in un ampio canale rialzista di lungo termine.
Analisi Tecnica
Medie mobili, supply zone e momentum RSI
A livello intraday il prezzo si colloca al di sotto della media mobile a 200 periodi (area 5.100–5.110 $), elemento che conferma una pressione correttiva di breve nonostante il trend primario resti rialzista. In prossimità di 5.060–5.070 $ è presente una zona di offerta/supply zone di breve periodo, che coincide con una resistenza dinamica (MA 50 su alcuni timeframe intraday) e funge da prima area tattica di vendita; l’RSI su H1–H4 resta in area neutra 49–50, con momentum leggermente inclinato al ribasso dopo il break del canale rialzista.
Supporti chiave: 5.000 $ e area 4.900–4.700 $
Sul fronte dei supporti, i 5.000 $ rappresentano la “linea nella sabbia” intraday: una chiusura decisa e confermata al di sotto di questo livello aprirebbe spazio verso l’obiettivo correttivo in area 4.908 $, individuato come principale supporto strutturale daily. Sotto 4.908 $ diverse analisi collocano un importante cluster di domanda tra 4.900 e 4.850 $, estendibile verso 4.800–4.700 $ in caso di ulteriore pressione ribassista e condizioni macro meno favorevoli, area dove il mercato diverrebbe rapidamente ipervenduto e potenzialmente pronto a un nuovo ciclo di accumulazione.
Resistenze e livelli di invalidazione dei Supporti
Sul lato delle resistenze la prima fascia critica è 5.060–5.070 $, supply di breve e zona dove molti trader valutano prese di profitto su eventuali rimbalzi da 5.000–5.020 $. Un recupero stabile di 5.100–5.120 $ in chiusura daily comincerebbe a indebolire la narrativa correttiva, mentre l’area 5.150–5.200 $ resta collegata ai massimi di inizio mese e alla parte alta del range di consolidamento 4.850–5.400 $ che incornicia l’oro da settimane.
Scenario e Sintesi
Nel caso di continuazione rialzista dentro il bull market di fondo, il mercato dovrà difendere con decisione il supporto 5.000 $, mantenendo i minimi sopra 4.998–4.990 e costruendo un recupero progressivo verso il pivot intraday di 5.020 e la fascia di resistenza 5.060–5.070 $.
Un breakout confermato di quest’area, con chiusure sopra 5.070–5.100 e ritorno dei prezzi sopra la 200-period MA intraday, riaprirebbe spazio verso 5.150 e 5.200 $, con potenziale estensione verso 5.300 e oltre se il contesto macro (tassi, dollaro, geopolitica) tornasse pienamente favorevole all’oro.
Nello scenario alternativo di normalizzazione/correzione, una rottura pulita del livello 5.000 con stabilizzazione del prezzo sotto 4.998–4.990, accompagnata da candele ribassiste estese e aumento dei volumi, proietterebbe l’oro verso il primo target tecnico in area 4.908 $.
Un eventuale cedimento anche di 4.908 $ aprirebbe la strada ai blocchi di domanda 4.900–4.850 e successivamente 4.800–4.700, zone dove la condizione tecnica diverrebbe marcatamente ipervenduta e funzionale a preparare una nuova gamba di accumulazione nel quadro rialzista di lungo termine.
Il quadro complessivo è quello di un oro ancora inserito in una tendenza rialzista strutturale, sostenuta da acquisti istituzionali e da un contesto macro-incerto, ma impegnato nel brevissimo in una fase di correzione e riequilibrio attorno alla grande soglia psicologica dei 5.000 $.
La prossima gamba di movimento si giocherà su questo livello: difesa e ripartenza verso 5.060–5.150–5.200 in ottica continuazione del bull market, oppure cedimento e ricerca di nuovo equilibrio nella fascia 4.900–4.850–4.800 in caso di accelerazione ribassista.
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Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
Rimbalzo oro ha ancora margineXAUUSD sta cercando di riprendersi da una base di supporto chiave.
L'oro si mantiene saldo dopo il recente sell-off, mentre il prezzo inizia a reagire da un'area di supporto forte vicino alla zona di 5.000. Il mercato sta ancora digerendo un contesto macroeconomico in cui il miglioramento delle tensioni in Medio Oriente ha ridotto parte del premio per i beni rifugio, mentre le aspettative sui tagli dei tassi da parte della Fed rimangono meno aggressive. Questa combinazione ha limitato il potenziale rialzista dell'oro, ma non è stata sufficiente per rompere completamente il pavimento di supporto attuale.
A questo stadio, il mercato non sta più solo reagendo ai titoli. Sta reagendo alla struttura.
Struttura Tecnica
Da un punto di vista tecnico, l'oro sta cercando di stabilizzarsi dopo essere sceso in una regione di supporto ben definita. Il grafico mostra il prezzo che preme contro il limite inferiore della struttura recente mentre inizia a costruire un rimbalzo dalla linea di tendenza e dalla base di domanda vicina.
L'attuale configurazione è chiara:
il prezzo si mantiene sopra la zona di supporto forte vicino a 5.000
il primo livello di recupero si trova intorno a 5.071
sopra a questo, il prossimo obiettivo rialzista si trova vicino a 5.104
se il momento migliora, la zona di vendita più alta intorno a 5.176 diventa il prossimo test chiave
Questo significa che il mercato è ancora sotto una pressione più ampia, ma l'azione dei prezzi a breve termine sta iniziando a favorire un movimento di recupero dal supporto piuttosto che una rottura immediata.
Zone di Prezzo Chiave
Supporto Forte: 5.000
Questa è la base principale che sostiene il mercato per ora. Finché l'oro rimane sopra questa regione, la struttura del rimbalzo rimane valida.
Prima Zona di Recupero: 5.071
Questo è il primo livello che gli acquirenti devono riprendere. Una spinta in quest'area confermerebbe che il rimbalzo attuale sta guadagnando slancio.
Seconda Resistenza: 5.104
Questa è l'ulteriore importante area di resistenza al rialzo. Se il prezzo supera questa zona, la struttura di recupero diventa più forte.
Zona di Vendita Maggiore: 5.176
Questa è la principale barriera al rialzo nel grafico. Si allinea con l'area di vendita superiore e rimane la chiave di resistenza che i venditori potrebbero difendere.
Scenari di Mercato
Scenario 1 – Mantenere sopra 5.000 e estendersi più in alto
Questo è lo scenario di recupero.
Se gli acquirenti continuano a difendere la base di supporto attuale, l'oro potrebbe ruotare più in alto verso 5.071, poi 5.104, con 5.176 come prossimo grande test al rialzo. Ciò suggerirebbe che la debolezza recente era più un ri-test di supporto che l'inizio di una nuova espansione ribassista.
Scenario 2 – Rimbalzo fallisce sotto 5.104 o 5.176
Anche se l'oro rimbalza, la resistenza conta ancora.
Se il prezzo si muove più in alto ma viene respinto intorno a 5.104 o 5.176, il mercato potrebbe rimanere intrappolato in una fase correttiva piuttosto che passare a una piena inversione rialzista. In tal caso, gli acquirenti avrebbero comunque bisogno di una conferma più forte prima di reclamare il controllo.
Scenario 3 – Perdere 5.000 e invalidare il recupero
Questa è l'invalidazione ribassista.
Se l'oro torna a scendere sotto l'attuale zona di supporto con un chiaro accettamento al ribasso, la visione del rimbalzo si indebolisce significativamente. Ciò suggerirebbe che il supporto è fallito e che i venditori stanno riacquistando il controllo della struttura a breve termine.
Inserimento di Mercato
L'oro sta cercando di riprendersi, ma questo è ancora un mercato che ha bisogno di conferma.
L'area di supporto sta svolgendo il suo lavoro per ora, e questo dà agli acquirenti spazio per spingere il prezzo più in alto a breve termine. Ma affinché il rimbalzo diventi significativo, il mercato deve riprendere le aree di resistenza più alte una per una. Fino a quando ciò non accade, questo rimane un tentativo di recupero all'interno di una struttura cauto, non un'inversione confermata della tendenza.
Dalla mia prospettiva, il grafico ora favorisce uno scenario di rimbalzo mentre il prezzo si mantiene sopra 5.000. Se quel supporto resta intatto, l'oro ha spazio per ruotare di nuovo su 5.071, 5.104, e possibilmente 5.176.
Per ora, il messaggio è semplice: il supporto si mantiene, e finché ciò rimane vero, l'oro ha ancora spazio per recuperare.
Ecco una versione più breve da pubblicare rapidamente se ne hai bisogno:
Rimbalzo dell'Oro Ha Ancora Spazio
XAUUSD sta cercando di riprendersi da una base di supporto chiave.
L'oro si mantiene sopra la zona di supporto di 5.000, e questo mantiene vivo lo scenario di recupero nel breve termine. Finché quest'area rimane protetta, il prezzo potrebbe rimbalzare verso 5.071, poi 5.104, con 5.176 come prossimo grande test al rialzo.
La struttura più ampia è ancora cauta, ma la reazione attuale suggerisce che gli acquirenti stanno difendendo il supporto piuttosto che rinunciare completamente al controllo.
Per ora, la visione rimane semplice: mantenere sopra 5.000, e l'oro ha ancora spazio per recuperare.
EUR/USD sotto pressione: la guerra entra nei mercatiLa coppia EUR/USD ha esteso la correzione fino all’area 1,1440, segnando i livelli più bassi degli ultimi mesi, mentre il dollaro ha recuperato forza su base ampia. Il movimento non va letto soltanto come “forza del biglietto verde”, ma come combinazione di tre fattori: domanda di beni rifugio, rialzo del premio energetico globale e riprezzamento del sentiero dei tassi a favore degli Stati Uniti. Dall’inizio della guerra tra USA-Israele e Iran, il 28 febbraio, il mercato ha ricominciato a comprare dollari come valuta di liquidità e protezione in una fase di shock geopolitico ad alta intensità.
Il vero acceleratore macro è il canale petrolio. Il Brent ha chiuso sopra i 103 dollari e il WTI vicino ai 96 dollari, dopo aver toccato in settimana punte molto più alte, mentre il rischio sullo Stretto di Hormuz continua a comprimere l’offerta effettiva e a gonfiare il premio di rischio su energia, trasporti e assicurazioni marittime. Rispetto al testo originario, però, è più corretto parlare di traffico gravemente compromesso e non di blocco lineare e totale: Teheran ha minacciato di mantenere lo Stretto chiuso, ma alcune navi di paesi non ostili sono comunque transitate. Per l’Eurozona, grande importatrice netta di energia, questo resta un terms-of-trade shock più pesante che per gli Stati Uniti, che oggi hanno una maggiore autosufficienza energetica relativa.
Da qui nasce la pressione sull’euro. Se il petrolio resta alto, l’Europa importa più inflazione e vede peggiorare il proprio saldo energetico proprio mentre la crescita resta fragile. Gli Stati Uniti, invece, pur non essendo immuni allo shock, beneficiano di un dollaro rifugio, di un mercato dei Treasury che resta il più profondo al mondo e di una struttura energetica meno vulnerabile. In termini di mercato valutario, questo significa che il cross si muove meno sulla narrativa “Europa debole vs America forte” e molto di più sulla narrativa “liquidità USD + shock energetico = euro sotto pressione”.
Sul fronte delle banche centrali, il quadro va aggiornato con precisione. La Fed arriva alla riunione del 17-18 marzo con il tasso sui Fed funds al 3,50%-3,75%, mentre la BCE si presenta al meeting del 18-19 marzo con il tasso sui depositi al 2,00%. Il mercato ha rinviato più avanti il primo taglio pienamente prezzato della Fed, almeno verso settembre, mentre per la BCE il consenso prevalente tra gli economisti resta quello di tassi fermi nel 2026, anche se i derivati hanno temporaneamente incorporato il rischio di rialzi nel caso in cui lo shock petrolifero si trasformi in inflazione persistente. Quindi il punto tecnico non è che “tutte le banche centrali dovranno alzare i tassi”, ma che il mercato sta riducendo lo spazio per i tagli e sta riaprendo il vantaggio relativo del dollaro sul piano dei rendimenti.
Anche i dati macro giustificano cautela. Negli Stati Uniti, il PCE di gennaio è sceso al 2,8%, ma il core PCE è salito al 3,1%, segnale che l’inflazione di fondo resta troppo elevata per consentire alla Fed di ignorare eventuali effetti di secondo impatto del caro-energia. Nell’Eurozona, invece, il flash HICP di febbraio è al 1,9%, in rialzo da 1,7% di gennaio ma ancora sotto il 2%; quindi il dato corretto non è 2,4% come nel testo originario. Intanto la crescita dell’area euro nel quarto trimestre 2025 è stata rivista a +0,2% trimestrale, e la produzione industriale di gennaio ha mostrato nuova debolezza. In sintesi: l’Europa rischia più degli USA una combinazione di inflazione importata + crescita anemica, cioè il mix più sfavorevole per l’euro.
Va aggiunto un ultimo punto: anche l’economia americana non sta correndo senza attriti. Il PIL USA del quarto trimestre 2025 è stato rivisto al +0,7% annualizzato, ben sotto la stima iniziale. Tuttavia, nella prima fase di uno shock geopolitico, il mercato non premia necessariamente l’economia con i dati migliori: premia la valuta più liquida, la più facilmente finanziabile e quella percepita come porto sicuro. Per questo l’EUR/USD può restare debole anche con un quadro macro statunitense non brillante.
Implicazioni sulla street economy
Questa non è solo una storia da desk istituzionale. Nella street economy significa carburante più caro, costi logistici più alti, margini compressi per chi consegna, produce, importa o vende beni a bassa rotazione. Significa pressione su bar, negozi, artigiani, autotrasporto, e-commerce, ristorazione, piccoli importatori: ogni centesimo di euro debole e ogni dollaro in più sul greggio entra nei prezzi finali o erode la marginalità.
Ma c’è anche una lettura motivazionale, concreta, da economia vera: nelle fasi di stress non resiste chi fa la previsione più rumorosa, resiste chi protegge la cassa, gira più veloce il magazzino, rinegozia i tempi di pagamento, taglia gli sprechi e difende il proprio pricing power su ciò che il cliente considera indispensabile. La strada soffre per prima, ma spesso è anche la prima ad adattarsi. Chi resta lucido, leggero e disciplinato può trasformare una fase di volatilità in un vantaggio competitivo.
In questo quadro, il bias di breve resta negativo per EUR/USD finché il mercato continuerà a prezzare petrolio elevato, Fed prudente e BCE costretta sulla difensiva. Un recupero strutturale dell’euro richiederebbe una combinazione diversa: de-escalation credibile in Medio Oriente, rientro del premio energetico e ritorno a una narrativa di tagli Fed più visibili rispetto alla BCE.
ANALISI TECNICA SUL CROSS VALUTARIO
Daily chart
Sul timeframe giornaliero, l’EUR/USD presenta una configurazione tecnica marcatamente ribassista. Il cambio quota al di sotto della EMA a 21 giorni, posta a 1,16647, dopo che quest’ultima ha effettuato un incrocio ribassista con la SMA a 51 giorni a 1,17135. La struttura di debolezza coinvolge anche la SMA a 100 giorni a 1,16966 e sta iniziando a estendersi verso la SMA a 200 giorni in area 1,16734, pur mantenendo quest’ultima ancora una pendenza positiva di fondo.
La violazione al ribasso della precedente fase di consolidamento risulta confermata dalla dinamica del Momentum, che mostra una marcata inclinazione negativa al di sotto della propria linea mediana, segnalando la persistenza della pressione venditrice. Parallelamente, il Relative Strength Index (RSI) si mantiene in flessione in area 26, in prossimità della soglia di ipervenduto ma senza evidenze tecniche di stabilizzazione o divergenze rialziste tali da anticipare un minimo significativo.
Anche il quadro Ichimoku conferma un’impostazione negativa nel breve termine. Nella più recente sessione, la price action si è ulteriormente allontanata dalla Tenkan-sen, mantenendosi nettamente al di sotto della Kumo. La nuvola sta progressivamente assumendo una configurazione pienamente ribassista, con Senkou Span A e Senkou Span B entrambe orientate verso il basso. A ulteriore conferma, la Chikou Span ha oltrepassato al ribasso sia la price action sia la Kumo, lasciando attualmente uno spazio tecnico privo di resistenze dinamiche immediate.
Weekly chart
Sul timeframe settimanale, l’EUR/USD registra la seconda settimana consecutiva di flessione, consolidando un’impostazione chiaramente ribassista di breve-medio periodo. Il cross è sceso al di sotto della media mobile a 21 settimane, situata a 1,16796, trasformando tale area in una prima resistenza dinamica. Nonostante ciò, il prezzo resta ancora ampiamente al di sopra delle medie mobili a 100 e 200 settimane, entrambe in crescita, elemento che suggerisce come il trend primario rimanga costruttivo, sebbene con un evidente indebolimento della spinta rialzista.
Dal punto di vista degli oscillatori, il Momentum settimanale è scivolato in territorio negativo, mentre l’RSI è arretrato verso quota 40, indicando un progressivo trasferimento del controllo del mercato in favore dei venditori.
L’analisi dei ritracciamenti di Fibonacci, calcolati dai minimi di gennaio 2025 ai massimi del 26 gennaio 2026, evidenzia come il prezzo non abbia ancora raggiunto il livello di ritracciamento 0,382. Tuttavia, il quadro tecnico è peggiorato sensibilmente sul fronte Ichimoku: nell’ultima sessione settimanale il cambio ha violato la Kumo al ribasso, contestualmente a un crossing ribassista della Senkou Span A, mentre la Chikou Span ha rotto la linea dei prezzi e si sta avvicinando a un potenziale incrocio con la Kijun-sen, rafforzando il segnale di deterioramento strutturale.
COT Report EUR FX e DXY – Lettura del 10 marzo 2026
I non-commercial riducono l’esposizione rialzista sull’euro, ma il dollaro non mostra ancora un vero riposizionamento strutturale
Punti chiave
Il COT del 10 marzo 2026 segnala un chiaro ridimensionamento del posizionamento speculativo long su EUR FX, pur in presenza di una struttura che resta ancora positiva in termini netti. La correzione coinvolge soprattutto la componente non-commercial, ossia il segmento più rappresentativo del sentiment speculativo.
Sul DXY, al contrario, non emerge ancora un segnale speculare di rafforzamento del dollaro. I non-commercial restano infatti net short, elemento che suggerisce come il mercato non abbia ancora avviato una ricostruzione convinta di posizioni rialziste sul biglietto verde.
Nel complesso, la lettura congiunta dei due contratti appare più coerente con una fase di de-risking sull’euro che con l’avvio di un nuovo trend strutturalmente favorevole al dollaro.
EUR FX
Posizionamento non-commercial al 10 marzo 2026
Long: 265.686
Short: 160.542
Spreading: 59.178
Net position: +105.144
Open Interest: 969.374
Rispetto alla rilevazione precedente, il saldo netto dei non-commercial si riduce da circa +136.498 a +105.144, con una contrazione pari a 31.354 contratti.
La dinamica settimanale evidenzia:
forte riduzione dei long lordi;
lieve incremento degli short;
aumento delle posizioni in spreading.
Il quadro segnala una perdita di intensità del posizionamento rialzista sull’euro. La struttura resta ancora net long, ma il movimento delle ultime letture evidenzia un alleggerimento dell’esposizione speculativa e una minore convinzione direzionale. Non si osserva ancora una vera inversione ribassista, ma il momentum del trade long EUR appare in indebolimento.
DXY / US Dollar Index
Posizionamento non-commercial al 10 marzo 2026
Long: 16.384
Short: 22.266
Spreading: 3.005
Net position: -5.882
Open Interest: 32.012
La settimana precedente il saldo netto risultava intorno a -4.989. La nuova lettura mostra quindi un peggioramento di circa 893 contratti, mantenendo i non-commercial in territorio net short.
Il dato conferma che il mercato speculativo non ha ancora assunto una view costruttiva sul dollaro. Pur in presenza di movimenti interni alle posizioni, manca una vera ricopertura degli short tale da validare una rotazione strutturale pro-USD. Il segnale che proviene dal DXY resta quindi ancora debole sotto il profilo del sentiment.
Lettura incrociata EUR FX / DXY
L’analisi congiunta dei due contratti fornisce il messaggio più rilevante della settimana. Il posizionamento sull’euro si sta alleggerendo in modo visibile, ma questo indebolimento non si traduce ancora in un contestuale rafforzamento del dollaro.
In un autentico cambio di regime favorevole al biglietto verde, ci si attenderebbe:
una riduzione marcata del net long EUR;
una chiara ricopertura del net short DXY.
Nel report del 10 marzo compare con evidenza soltanto il primo elemento. Il secondo resta assente. Ne deriva che il mercato sta principalmente riducendo l’esposizione sull’euro, senza aver ancora costruito una narrativa speculativa pienamente rialzista sul dollaro.
Conclusione operativa
Il COT del 10 marzo 2026 deve essere interpretato come un segnale di raffreddamento del long EUR, più che come l’inizio di una fase strutturalmente rialzista per il dollaro.
Implicazioni principali
l’euro conserva ancora una struttura speculativa positiva, ma meno solida rispetto alle settimane precedenti;
il dollaro non mostra ancora un riposizionamento coerente e convincente da parte dei non-commercial;
il mercato si trova quindi in una fase di transizione, in cui prevale la riduzione del rischio sull’euro.
Bias di breve periodo
Il segnale è moderatamente negativo per EUR, ma solo debolmente costruttivo per USD.
Per validare un vero cambio di trend, sarà necessario osservare nelle prossime letture:
ulteriore compressione del net long su EUR FX;
contestuale e più marcata riduzione del net short sul DXY.
Fino a quel momento, la lettura più corretta resta quella di de-risking tattico, non di inversione strutturale.
Oro XAUUSD: nuovo livello di supporti e resistenze 5.125–5.260
[Oro XAUUSD: la nuova fascia chiave è 5.125–5.260 USD. Chi controlla questa zona decide la prossima gamba del movimento
Oro XAUUSD ha una nuova fascia chiave a 5.125–5.260 USD, che decide la prossima gamba del movimento. La vecchia fascia 5.000–5.125 USD è passata da accumulazione post-correzione a supporto strutturale di medio periodo, con baricentro operativo ora sopra 5.165 USD. Qui si testa la tenuta dell'ultima gamba rialzista dai minimi di febbraio 2026 (intorno a 4.400 USD), decidendo se proseguire verso 5.300–5.400 USD o correggere più in profondità verso 5.000 USD.
Dopo il recupero da inizio marzo 2026 (affondi a 5.125 USD), l'oro ha superato resistenze a 5.165–5.200 USD, testando massimi intraday a 5.191 USD. Il rimbalzo si è trasformato in consolidamento alto: candele daily con range compressi ma inclinati al rialzo, minimi crescenti e prese di profitto ordinate sulle resistenze immediate, in linea con il canale di regressione ascendente dai minimi di ottobre 2025.
Contesto: dove si trova il prezzo
Gold XAUUSD (CFD Pepperstone) quota oggi in area 5.165–5.190 USD, dopo apertura a 5.182 USD e massimi intraday a 5.191 USD; prezzo attuale ~5.176 USD nella parte media del range 5.125–5.260 USD. Qui persiste equilibrio dinamico: compratori difendono pivot SMA daily a 5.165 USD, venditori pressano a 5.240–5.260 USD, con ombra inferiore significativa sul minimo di sessione (5.125 USD).
Struttura di fondo nettamente rialzista: +20% da inizio 2026 da sotto 4.500 USD, con picco storico a 5.598 USD a gennaio; ultimo mese misto (-1-2% net), coerente con consolidamento post-riaccelerazione inizio anno e mean reversion nel canale ascendente; baricentro tecnico sopra ex-resistenze, favorevole ai compratori.
La logica della fascia 5.125–5.260
La fascia 5.125–5.260 USD è un laboratorio tra compratori e venditori su livelli precisi.
Supporto primario (5.125–5.165 USD): Pivot di breve con cluster tecnici (minimo sessione, SMA daily a 5.165, ritracciamenti Fib H4/daily); zona buy-the-dip, ricoperture short, ingressi su tenuta sopra 5.125 USD.
Resistenza vendita (5.240–5.260 USD): Pressione regolare da profitti compratori (da sotto 5.165 USD) e tentativi short; target rialzisti 5.280–5.300 USD, tecnica/psicologica (Fib 0.7 e resistenza triangolo).
Tecnicamente, range indica trend rialzista di fondo con indecisione breve: difesa decisa a 5.125–5.165 USD (ombra inferiore candela corrente), ma no chiusura daily stabile sopra 5.260 USD. Finché intatta, consolidamento alto in bull market tra pausa pre-impulso e timore pullback a 5.000–4.900 USD.
Struttura tecnica: trend, momentum e livelli chiave
Le medie mobili daily restano impostate in modo rialzista: prezzo galleggia sopra la SMA (5.165 USD, +11 punti), con fascio di medie veloci come supporto dinamico; i supporti di lungo restano a 4.900–4.600 USD (banda inferiore canale regressione). Sul quadro H4–daily le ultime sedute mostrano compressione dopo il rally a 5.191 USD, con massimi tra 5.240–5.260 e minimi in risalita da 5.125 USD, configurando un cuneo/triangolo discendente neutro.
Gli oscillatori giornalieri (RSI ~55, sopra 50 ma sotto sua MA a 56.75) si sono raffreddati dall’ipercomprato e ora sono in zona neutra-bullish, con divergenza basista da massimi gennaio; il momentum complessivo è “Neutro-rialzista”, coerente con un mercato in equilibrio rialzista pronto a un’estensione direzionale su breakout dei livelli chiave. Mappa livelli: sopra 5.260–5.300 USD il mercato entra nella resistenza 5.300–5.350 USD, e una chiusura daily solida sopra 5.241 (Fib 0.7) aprirebbe spazio verso 5.400–5.598 USD; sotto 5.125–5.165 USD il prezzo può accelerare verso 5.002 (Fib 0.5) e 4.776 USD (Fib 0.3), con estensioni a 4.600 USD.
Scenari:
1) continuazione rialzista se il supporto 5.125–5.165 tiene e il prezzo rompe in chiusura 5.260 (rottura triangolo), con obiettivi 5.300–5.400, poi 5.500–5.598 e, sul super-ciclo, area 6.000 USD;
2) normalizzazione/correzione se il cedimento stabile sotto 5.165 USD (sotto SMA), con candele ribassiste e volumi in aumento, spinge il mercato a cercare equilibrio verso 5.002–4.900 e, sotto 4.776, verso i supporti primari 4.600 USD.
La fascia 5.125–5.260 USD è quindi zona di verifica della narrativa: bull market che consolida in alto o correzione di grado superiore in costruzione; dopo un ciclo rialzista eccezionale, sell-off gennaio e congestione sopra 5.165, la struttura tecnica resta complessa e potenzialmente esplosiva, e la chiave è valutare se il mercato saprà difendere i supporti 5.125–5.165 nelle prossime sedute, con RSI needing >60 per momentum rialzista.
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Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
Oro XAUUSD: battaglia sulla fascia 5.090–5.260 USDOro XAUUSD: la nuova fascia chiave è 5.090–5.260 USD. Chi controlla questa zona decide la prossima gamba del movimento
Oro XAUUSD ha una nuova fascia chiave a 5.090–5.260 USD, che decide la prossima gamba del movimento. La vecchia fascia 4.900–5.050 USD è passata da accumulazione post-sell-off a supporto strutturale di medio periodo, con baricentro operativo ora sopra 5.100 USD. Qui si testa la tenuta dell'ultima gamba rialzista dai minimi 4.400–4.650 USD, decidendo se proseguire verso 5.350–5.500 USD o correggere più in profondità.
Dopo il recupero impulsivo da inizio febbraio 2026 (affondi a 4.400–4.450 USD), l'oro ha superato resistenze a 4.900–5.000 USD e 5.100 USD, testando massimi recenti a 5.250–5.280 USD. Il rimbalzo si è trasformato in consolidamento alto: candele daily con range compressi ma inclinati al rialzo, minimi crescenti e prese di profitto ordinate sulle resistenze immediate.
Contesto: dove si trova il prezzo
Gold XAUUSD (CFD Pepperstone) quota oggi in area 5.160–5.200 USD, dopo apertura a 5.165 USD e massimi intraday a 5.190–5.200 USD; prezzo attuale ~5.186 USD nella parte alta del range 5.090–5.260 USD. Qui persiste equilibrio dinamico: compratori difendono pivot 5.100 USD, venditori pressano a 5.240–5.260 USD.
Struttura di fondo nettamente rialzista: +80% in un anno da sotto 3.000–3.500 USD, con picco oltre 5.500 USD prima della prima correzione significativa. Ultimo mese moderatamente positivo (+0,1–0,5%), coerente con consolidamento post-riaccelerazione inizio anno; baricentro tecnico sopra ex-resistenze, favorevole ai compratori.
La logica della fascia 5.090–5.260
La fascia 5.090–5.260 USD è un laboratorio tra compratori e venditori su livelli precisi.
Supporto primario (5.090–5.120 USD): Pivot di breve con cluster tecnici (analisi intraday, ritracciamenti H4/daily, medie veloci); zona buy-the-dip, ricoperture short, ingressi su tenuta sopra 5.090 USD.
Resistenza vendita (5.230–5.260 USD): Pressione regolare da profitti compratori (da sotto 5.000–5.100 USD) e tentativi short; target rialzisti 5.240–5.335 USD, tecnica/psicologica.
Tecnicamente, range indica trend rialzista di fondo con indecisione breve: difesa decisa a 5.090–5.120 USD, ma no chiusura daily stabile sopra 5.260–5.300 USD. Finché intatta, consolidamento alto in bull market tra pausa pre-impulso e timore pullback a 4.900–4.700 USD.
Struttura tecnica: trend, momentum e livelli chiave
Le medie mobili daily restano impostate in modo rialzista: prezzo sopra la 200 periodi (4.900–4.950 USD) e sopra il fascio di medie di breve appena sotto 5.100–5.150 USD, che funge da supporto dinamico; i supporti di lungo restano a 4.400–4.650 USD. Sul quadro H4–daily le ultime sedute mostrano compressione dopo il rally a 5.250 USD, con massimi tra 5.240–5.260 e minimi in risalita da 5.050 verso 5.100–5.120, configurando un cuneo rialzista/canale ascendente.
Gli oscillatori giornalieri si sono raffreddati dall’ipercomprato e ora sono in zona neutra-bullish; il momentum complessivo è “Neutro-bullish”, coerente con un mercato in equilibrio rialzista pronto a un’estensione direzionale su breakout dei livelli chiave. Mappa livelli: sopra 5.260–5.300 USD il mercato entra nella resistenza 5.300–5.350 USD, e una chiusura daily solida sopra 5.335 aprirebbe spazio verso 5.500–5.560 USD; sotto 5.090–5.050 USD il prezzo può accelerare verso 4.930–4.960 e 4.860–4.900 USD, con estensioni possibili a 4.700–4.650 e al cluster 4.400–4.450 USD.
Scenari: 1) continuazione rialzista se il supporto 5.090–5.120 tiene e il prezzo rompe in chiusura 5.260–5.300, con obiettivi 5.350–5.400, poi 5.500–5.560 e, sul super-ciclo, area 6.000 USD; 2) normalizzazione/correzione se il cedimento stabile sotto 5.090–5.050, con candele ribassiste e volumi in aumento, spinge il mercato a cercare equilibrio verso 4.930–4.900 e, sotto 4.860–4.850, verso i supporti primari 4.700 e 4.400–4.450 USD. La fascia 5.090–5.260 USD è quindi zona di verifica della narrativa: bull market che consolida in alto o correzione di grado superiore in costruzione; dopo un ciclo rialzista eccezionale, sell-off, recupero e congestione sopra 5.100, la struttura tecnica resta complessa e potenzialmente esplosiva, e la chiave è valutare se il mercato saprà difendere i supporti 5.090–5.100 nelle prossime sedute.
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Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
BTC gestione longDopo la realizzazione dell’idea precedente ho preso la maggior parte di profitto a 68.5k su BTC, ho intenzione di riaprire una posizione long nel box attuale con stop loss rigido a 64.6k. Negli ultimi giorni gli short più aggressivi sono stati assorbiti, con una dominanza rialzista di circa il 3.27%, quindi in caso di aumento dell’open interest mi aspetto possibili liquidazioni e picchi di volatilità attribuendo maggiore probabilità verso i 72-76
La situazione geopolitica resta tesa, con l’apertura dei rifugi a Be’er Sheva e il rischio di nuovi bombardamenti che potrebbe amplificare la volatilità nel weekend. Nonostante ciò rimango fedele alla mia strategia iniziale, monitorando con attenzione open interest e funding: finché il contesto tecnico regge, mantengo il bias rialzista ma con gestione del rischio molto rigida.
PROSPETTIVA E CONFIGURAZIONE SETTIMANALE (23-27.02.2026) XAUUSDSalve ragazzi 😊 questa la mia visione per la settimana prossima.
come vediamo l'oro ha qualcosa di grosso per noi per l'ultima settimana di Febbraio e non sarà bello digerirlo se non staremo attenti😬.
nel breve termine mi aspetto una salita fino almeno 5189/90 perché abbiamo della liquidita che il mercato vuole prendere più su.
Essendo nell'ultima settimana starei molto attento visto che febbrai ha mostrato negli precedenti dei forti movimenti ribassisti prima della salita.
Ci sono stati degli ottimi ritracciamenti che hanno permesso queste salita però se guardiamo non abbiamo tocca neanche una volta il secondo 50% che potrebbe essere un problema.
Per il momento stiamo attenti e aspettiamo di vedere cosa farà.
AVVERTENZA: Questo video esprime solo la mia opinione personale. Il trading sui mercati finanziari comporta rischi e non è adatto a tutti gli investitori. Prima di decidere di investire nel mercato valutario o in altri mercati finanziari, è necessario valutare attentamente i propri obiettivi di investimento, il livello di esperienza e la propensione al rischio. Non sono responsabile per eventuali perdite subite a causa del trading o di altro. Non consiglio alcuna operazione o azione specifica e qualsiasi operazione decidiate di effettuare è vostra.
Erg in rally: rottura della resistenza e nuovi targetForte rally per ERG che ha toccato un incremento intraday dell’8% per poi ritracciare e chiudere a +5%.
Sul grafico monthly abbiamo una panoramica di lungo periodo dal 2022, con il massimo storico a 36€ da dove è iniziato un downtrend durato tre anni culminato nel minimo di 18,37€ ad aprile 2025.
Da questo minimo è iniziata una fase di recupero costante, con una legup che ha porato ha segnare nelle ultime dieci candele mensili solo una chiusura rossa.
Nel grafico è evidenziato il canale ribassista che è stato brekkato al rialzo a settembre. Il rialzo si è poi bloccato sotto la resistenza vettoriale a 22,50€ per numerose settimane, fino all’allungo rialzista di ogg.
Ora Erg deve confermare la forza con il superamento della media mobile a 50 periodi mensile. Il passaggio successivo e un allungo verso le resistenze a 26€ e successivamente verso i 29€.
Sul lato corto il primo supporto passa a 21,35€ mentre il principale in area 20,30€.
EURUSD: rimbalzo esplosivo! Pronti al breakout?Euro resiliente, USD sotto pressione: EURUSD a un passo dalla maxi resistenza a 1,20
Euro resiliente, dollaro sotto pressione: l’EUR/USD consolida in area 1,19 dopo un poderoso rimbalzo dai minimi di inizio 2026 in zona 1,04–1,05, alimentato dal ciclo di tagli della Fed a fronte di una BCE ancora ferma su tassi ritenuti adeguati.
Il cambio arriva da mesi di apprezzamento strutturale dell’euro mentre il biglietto verde perde slancio, con il mercato che sta mettendo alla prova una delle zone di offerta più tecniche e affollate degli ultimi anni, 1,19–1,20, più volte indicata dagli analisti come obiettivo naturale del rialzo 2025–2026.
In questo contesto, il differenziale di rendimento resta a favore dell’area euro e mantiene un bias di fondo pro euro, ma l’area 1,19–1,20 rappresenta uno snodo chiave: una rottura pulita e confermata sopra 1,20 aprirebbe spazio a estensioni verso 1,22–1,25, mentre un rifiuto deciso della resistenza potrebbe innescare prese di profitto aggressive e un ritorno verso i supporti intermedi a 1,17–1,15, con swing rapidi e volatilità elevata in prossimità dei dati macro USA e delle comunicazioni delle banche centrali.
Momentum, price action e Fibonacci: trend forte ma zona “make or break”
L’RSI daily, dopo aver sfiorato l’ipercomprato nelle fasi più verticali del rialzo, è rientrato in area neutrale mentre il prezzo resta agganciato ai massimi, configurazione tipica di consolidazione in trend che lascia ancora margine a ulteriori estensioni.
La price action recente mostra candele con corpi medi e ombre superiori più lunghe in zona 1,19–1,20, segnale di prese di profitto e prime vendite contrarian, ma senza pattern di inversione “puliti” confermati da volumi estremi. Sul fronte Fibonacci, il rimbalzo ha recuperato oltre il 61,8% e il 78,6% del precedente swing discendente partito dall’area 1,20–1,21, trasformando un semplice pullback in un potenziale cambio di regime: solo un ritorno deciso sotto 1,17–1,16 rimetterebbe sul tavolo l’ipotesi di grande struttura correttiva piuttosto che di nuovo ciclo rialzista.
Sul timeframe giornaliero il quadro resta rialzista: prezzo sopra le principali medie mobili e sequenza di minimi crescenti dal cluster di 1,04–1,05, con correzioni poco profonde e velocemente riassorbite. Il primo supporto dinamico passa in area 1,17–1,18, ex zona di range e breakout; una discesa controllata fin qui rientrerebbe in un semplice pullback tecnico, mentre sotto 1,15 inizierebbe a incrinarsi la struttura di medio periodo.
Al rialzo, la resistenza chiave è la fascia 1,19–1,20: sopra questo muro il mercato aprirebbe spazio a 1,21–1,22 e, in estensione, verso i target di diverse case d’investimento che vedono il cambio spingersi gradualmente nella parte bassa della 1,20–1,25 nel corso del 2026.
La struttura delle ultime candele giornaliere mostra un equilibrio delicato tra compratori e venditori: corpi medi e shadow superiori più pronunciate sopra 1,19 segnalano prese di profitto e iniziali ordini contrarian in un contesto che resta comunque rialzista.
Non si osservano ancora pattern di esaurimento “da manuale” come shooting star con volumi estremi o doji in cluster, ma la compressione della volatilità intraday e l’allungamento delle ombre superiori indicano che l’offerta inizia a farsi sentire in prossimità di resistenza.
Sintesi tecnica: trend rialzista di breve medio, resistenze critiche e scenari
Dal punto di vista tecnico, la struttura di fondo resta quella di un uptrend partito da area 1,04, con prezzo ancora sopra le principali medie mobili giornaliere e settimanali, che offrono supporti dinamici nell’area 1,17–1,18 e più in basso verso 1,15.
L’RSI ha smaltito le fasi di ipercomprato ed è tornato su valori più neutri, segnalando un momentum ancora positivo ma meno “tirato”, compatibile con una fase di consolidamento ai massimi piuttosto che con un immediato strappo direzionale.
In termini di livelli, la zona 1,19–1,20 resta il principale ostacolo superiore, oltre il quale molti studi collocano possibili estensioni graduali verso 1,22–1,25 nel corso del 2026, mentre sul lato opposto i supporti cruciali vengono individuati prima nell’area 1,17–1,18 e poi attorno a 1,15, che viene spesso descritta come base strutturale del ciclo rialzista in atto.
L’evoluzione del cambio nei prossimi mesi dipenderà in larga parte da come mercato e banche centrali condurranno i tassi USA‑Area euro e da come i dati macro confermeranno o meno lo scenario di dollaro più debole e euro moderatamente favorito.
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Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
PALANTIR: risultati stellari..e si scende!Palantir Technologies ( NASDAQ:PLTR ) , società statunitense attiva nell’analisi dei big data e fornitore strategico del governo USA, ha chiuso il Q4 2025 con risultati strabilianti e nettamente superiori alle attese.
I ricavi negli Stati Uniti sono cresciuti del +93% a/a e del +22% t/t, raggiungendo 1,076 miliardi di dollari. A livello complessivo, i ricavi totali si attestano a 1,407 miliardi di dollari, in aumento del +70% su base annua e del +19% su base trimestrale.
I dati del trimestre hanno battuto le guidance del management su quasi tutte le principali metriche e rafforzato le prospettive di crescita: per il 2026 la società prevede un incremento dei ricavi del +61%, valore superiore di circa 15 punti percentuali rispetto al consensus di mercato.
Analisi tecnica – Weekly & Daily
Sul daily si conferma una struttura correttiva ABC a zig-zag. Attualmente il prezzo sembra aver completato onda 3 di onda C, con un’estensione pari a 1,618 di onda 1, all’interno di un canale discendente ben definito.
Particolarmente rilevante l’incremento dei volumi durante la fase di discesa, elemento che rafforza la validità del movimento ribassista e ne aumenta la probabilità di prosecuzione fino alla zona 120-125 USD.
In aggiunta, si osserva un death cross imminente tra EMA 50 ed EMA 200, ulteriore segnale di deterioramento del quadro tecnico di breve-medio periodo.
Time frame weekly
Sul grafico settimanale si evidenzia la rottura dell’EMA 50, avvenuta in concomitanza con il ritracciamento del 50% di Fibonacci dell’intero movimento rialzista.
Il primo supporto è individuabile in area 61,8% di ritracciamento, zona che coincide anche con l’importante area volumetrica sempre in zona 120-125 USD.
Tuttavia, la vera area chiave rimane molto più in basso: l’EMA 200 weekly in area 78–85 USD, livello che coincide con il POC più rilevante dell’intero profilo volumetrico.
La rottura dei supporti dinamici, unita a indicatori in oversold ma ancora coerenti con trend ribassista, suggerisce ancora debolezza.
In assenza di un recupero deciso sopra la EMA 20 daily accompagnato da volumi, lo scenario resta favorevole alla continuazione della pressione ribassista nel breve termine.






















