ALGO Prezzo al minimo storico - Price at an ATL
Algorant ha siglato un nuovo minimo storico il 29 Luglio 2026, raggiungendo il prezzo di 0.07573$ come segnala CoinGecko, da quel momento il prezzo è in rialzo di circa il 30%, ma la cosa interessante è che si stanno accumulando grandi volumi nella zona di supporto, anche se il POC di tutta la struttura si trova ancora sopra al prezzo al valore di 0.1146$.
Merita attenzione però lo guarderò con molta prudenza, per il momento nessun segnale indica che il bottom potrebbe essere definitivo, ma, potrebbe meritare una piccolissima parte del mio stake dedicato alle altcoin, se il prezzo si riporta e da segnali di sostegno al supporto in area 0.07573$ - 0.0848$ con l'idea di incrementare se il prezzo viene accettato sopra il POC o se addirittura vuole rompere la zona di resistenza del range che si trova compresa tra 0.1423$ - 0.1485$, che il raggiungimento di questo livello segnerebbe un + 80% dalla zona di supporto, e circa un 50% da esattamente il livello attuale.
Superare i livelli già indicati per una costruzione rialzista non sarebbe semplice, ma se avvenisse... potrei considerare come target la zona 0.3133$ - 0.3382$ che segnerebbe + 230% e la zona 0.567$ - 0.6159$ che segnerebbe il 523% che è il massimo del 03 dicembre 2024,non stiamo quindi parlando di livelli folli da altcoin season, ma livelli molto più realistici secondo il mio pensiero. Sto pensando di accumulare quindi non metterò stop loss e non esporrò più dell' 1% del mio stake dedicato alle altcoin, almeno sino a quando non ci saranno chiari segnali di inversione.
Algorand set a new all-time low on July 29, 2026, hitting a price of $0.07573 according to CoinGecko. Since then the price has risen by around 30%, but what's interesting is that large volumes are accumulating in the support zone, even though the POC of the whole structure still sits above the price, at $0.1146.
It deserves attention, but I'll watch it very cautiously: for now nothing signals that the bottom is definitive, but it could deserve a very small part of my altcoin-dedicated stake if the price comes back and shows signs of holding the $0.07573–$0.0848 support area, with the idea of adding if the price is accepted above the POC, or even breaks the resistance zone between $0.1423–$0.1485; reaching that level alone would mark a +80% move from the support zone, and about +50% from the current level.
Breaking above the levels already mentioned to build a bullish structure wouldn't be easy, but if it happened... I could consider as targets the $0.3133–$0.3382 zone, marking +230%, and the $0.567–$0.6159 zone, marking +523%, which is the all-time high from December 3, 2024. So we're not talking about crazy altcoin-season levels, but much more realistic ones in my view. Since I'm thinking of accumulating, I won't set a stop loss and won't expose more than 1% of my altcoin-dedicated stake, at least until there are clear signs of reversal.
Idee della community
BTCUSDT H4 — Struttura ancora ribassistaIl prezzo di BTCUSDT continua a mostrare una struttura chiaramente debole sul timeframe H4. Dopo il rifiuto dalla zona superiore intorno agli 80.000–81.000, il mercato ha continuato a formare massimi e minimi decrescenti, confermando una pressione ribassista dominante.
La zona compresa tra circa 78.800 e 79.500 rappresenta ora una prima area importante di resistenza. Un eventuale ritorno del prezzo verso questa zona, soprattutto in corrispondenza dei livelli Fibonacci segnati sul grafico, potrebbe offrire una nuova reazione ribassista.
Finché il mercato rimane sotto il 50% del range e soprattutto sotto la zona dei 79.500–80.000, il bias rimane principalmente bearish. L’area attuale intorno ai 77.300 sta invece mostrando una fase di consolidamento: una rottura decisa dei minimi recenti potrebbe favorire una continuazione verso 76.500 e successivamente verso la zona dei 76.000.
Per invalidare questa lettura ribassista servirebbe invece una riconquista convincente delle resistenze superiori, con chiusure H4 sopra l’area 79.500–80.000.
Amplifon: 12,435 separa rimbalzo e inversioneLa geometria del canale di regressione descrive un ribasso ancora strutturalmente intatto. La retta di regressione transita a 7,893 e il prezzo si trova quasi quattro euro più in alto, cioè nella porzione superiore della banda, molto vicino al suo limite esterno: il rimbalzo degli ultimi mesi ha portato le quotazioni a ridosso della resistenza dinamica del canale discendente, che scende verso l'area 12,4-12,5. È la prima volta che accade da quando il trend ribassista è partito, a metà 2024. La curva di regressione conserva pendenza negativa, ma l'inclinazione si è ridotta in modo netto negli ultimi mesi e la curva sta chiaramente costruendo un minimo: il valore di equilibrio stimato ha smesso di scendere. Non è ancora un'inversione — sul settimanale la curva non ha invertito il segno — ma è la condizione che tipicamente la precede.
I pivot confermano dove passa la linea di demarcazione. S1 a 12,435 è l'unico riferimento immediato sopra il prezzo e coincide quasi perfettamente con il limite superiore del canale: il massimo di agosto a 12,63 lo ha superato di poco e non ha tenuto, il che qualifica quell'area come resistenza reale e non come semplice livello grafico. Sotto, S2 a 9,055 è il primo sostegno strutturale, circa due euro e mezzo più in basso, a ridosso dei minimi relativi di giugno. Il pivot centrale a 17,905 è lontanissimo e non ha alcuna rilevanza operativa nel breve, ma va tenuto a mente per una ragione: è quello il livello che segnerebbe un vero cambio di regime, e oggi dista oltre il 55%. Tutto ciò che sta sopra — R1 a 23,375, R2 a 26,755, R3 a 32,225 — appartiene a un'altra fase del titolo.
La lettura multi-anno spiega perché quella soglia di 12,4 conta tanto. Dal massimo del 2021 in area 47,76 il titolo ha percorso un ribasso in tre gambe: il 2022 fino a 25, il rimbalzo del 2023-2024 fino a 33, e poi la caduta iniziata a metà 2024 che ha accelerato due volte con altrettanti shock sugli utili. La prima nell'estate 2025, quando il profit warning sui conti semestrali ha prodotto una candela settimanale devastante; la seconda a marzo 2026, con i risultati 2025 sotto le attese — EBITDA rettificato in calo del 4,5%, margine sceso al 22,6%, nessuna guidance quantitativa per l'anno in corso — seguita a pochi giorni di distanza dall'annuncio dell'acquisizione di GN Hearing per 2,3 miliardi. Quella combinazione ha portato il prezzo a 7,65 euro sul volume settimanale più alto dell'intera serie storica, un livello che coincide con la parte bassa del canale. Da lì il recupero è stato del 65%.
Gli oscillatori settimanali suggeriscono però che il recupero ha bisogno di una pausa. Lo stocastico 9,6,3 segna %K a 76,18 sotto %D a 81,27: non siamo in ipercomprato estremo, ma l'incrocio negativo si è già verificato nella parte alta dell'intervallo, ed è la prima configurazione di questo tipo dall'inizio del rimbalzo. Il momentum a 10 periodi resta positivo a 0,9600 e ai massimi del periodo, quindi la forza di fondo non si è esaurita, ma il contrasto con lo stocastico è tipico dei momenti in cui un movimento direzionale entra in fase di digestione. L'ATR a 0,8821 è su valori compressi rispetto al 2022, quando viaggiava sopra 3, e anche rispetto al 2024-2025: la volatilità settimanale si è normalizzata, il che è coerente con un titolo che ha smesso di reagire in modo isterico a ogni notizia di settore.
È qui che il quadro fondamentale e quello tecnico si incontrano. Il business standalone sta migliorando in modo misurabile: il semestre chiuso il 30 luglio ha portato ricavi a 1,19 miliardi, EBITDA rettificato a 298 milioni con margine al 25,1% in crescita di settanta punti base, utile netto a 102 milioni in aumento del 12% e la migliore crescita organica degli ultimi due anni nel secondo trimestre, con la cessione della divisione indiana in perdita a completare il lavoro di pulizia. Gli analisti hanno risposto con una serie di revisioni al rialzo culminata nell'avvio di copertura di Morgan Stanley con giudizio overweight e obiettivo a 14,9 euro, comunicato l'11 settembre. Ciò che tiene il prezzo sotto la resistenza è l'altra metà del dossier: l'integrazione di GN Hearing, i cui conti del secondo trimestre — ricavi in calo del 4,6% e dell'8% sotto il consenso — hanno riacceso i dubbi ad agosto, con il closing atteso non prima di fine 2026 e sinergie stimate tra 60 e 80 milioni annui ancora tutte da dimostrare. L'aumento di capitale di maggio ha rimosso il rischio finanziario più acuto, ma il mercato non paga l'esecuzione prima di vederla, e sul settimanale questo si traduce in un rimbalzo che si ferma esattamente dove deve fermarsi.
Operativamente il settimanale dice una cosa sola, e la dice con chiarezza: finché le chiusure restano sotto 12,435 questo resta un rimbalzo dentro un trend ribassista, per quanto ampio e ben costruito. Il superamento di quell'area con conferma settimanale sarebbe invece il primo segnale tecnico di cambio di struttura dal 2024, e aprirebbe uno spazio tecnicamente vuoto fino ai 15 euro, dove passano i minimi di consolidamento della seconda metà del 2025. Al ribasso, la tenuta di 9,055 è ciò che separa una correzione fisiologica dal rimetterne in discussione l'intero recupero; nel mezzo, un consolidamento tra 9 e 12,4 nelle prossime settimane sarebbe l'esito più coerente con quanto mostrano gli oscillatori. Vale la pena notare che il grafico giornaliero racconta la fase opposta — ipervenduto profondo dentro un canale inclinato al rialzo — e i due quadri non sono in contraddizione: il daily descrive la correzione dentro il rimbalzo, il settimanale descrive il rimbalzo dentro il ribasso. Chi opera sul breve guardi il primo, chi ragiona su posizione guardi il secondo, e in entrambi i casi il catalizzatore che può risolvere l'ambiguità è la trimestrale attesa all'inizio di novembre.
Consolidamento in Area $77k–$80k tra Flussi ETF e Dati MacroUn saluto a tutti i traders, nel corso della settimana appena conclusa, Bitcoin ha registrato un’andamento caratterizzato da spiccata volatilità e consolidamento all'interno dell'intervallo tra i $76.000 e gli $80.000.
Perchè il prezzo ha ritracciato dai recenti massimi?
Ricalibrazione sulle Politiche della Fed: I dati macroeconomici statunitensi (in particolare l'occupazione e il dato sull'inflazione CPI) hanno evidenziato un'economia ancora solida. Questo ha spinto i mercati a rivedere le stime sui tagli dei tassi della Federal Reserve, aumentando l'avversione al rischio e limitando l'immediata spinta rialzista delle criptovalute.
Tensioni Geopolitiche e Rally del Petrolio: La forte salita del prezzo del greggio legata alle tensioni mediorientali ha sollevato nuovi timori inflazionistici, spingendo temporaneamente gli investitori a ridurre la leva sul comparto risk-on.
Presa di Beneficio e Liquidazioni di Leva: Il rifiuto dell'area $80.000–$82.000 ha innescato la chiusura di posizioni speculative e la liquidazione di posizioni long sui derivati, portando il prezzo a ritestare i supporti principali vicino a $76.000–$77.000.
I Driver di Sostegno e i Flussi Istituzionali
Inflow Negli ETF Spot: A fronte del ritracciamento tecnico, la domanda istituzionale continua a mostrare resilienza. Gli ETF spot negli Stati Uniti hanno registrato flussi netti positivi rilevanti durante la settimana (circa $1 miliardo di flussi netti accumulati), confermando un interesse primario di lungo termine.
Tenuta dei Supporti Tecnici: La risposta dei compratori (buyers) nell'area di supporto compresa tra $75.500 e $76.000 ha impedito un affondo ribassista più profondo, mantenendo intatta la struttura di medio termine.
Livelli Tecnici e Scenario per la Prossima Settimana
Resistenze da Superare:
$80.000 – $81.800: La prima vera soglia psicologica e tecnica per ritrovare spinta direzionale e puntare ai massimi precedenti.
Supporti da Difendere:
$76.000 – $75.500: Area chiave di supporto di breve termine la cui violazione al ribasso aprirebbe lo spazio per un estensione correttiva verso $72.000.
Catalizzatore: La riunione del FOMC e le decisioni di politica monetaria della Federal Reserve saranno l'evento centrale per determinare la rottura definita del range di consolidamento attuale.
Come sempre un saluto con un grande abbraccio.
Grazie ciao Mauro
Vi cito le mie tre regole che coltivo costantemente:
Pazienza, disciplina ed avere sempre un piano.
Petrolio in Rally tra Tensione e Volatilità, Metalli in lateraleUn saluto a tutti i traders, la settimana appena conclusa sul comparto delle materie prime ha mostrato un quadro a due velocità, caratterizzato dal forte strappo del petrolio e dalla fase di assestamento sui metalli e sul gas naturale.
Petrolio (WTI & Brent)
Price Action e Volatilità: Il greggio è stato il protagonista indiscusso, registrando un rally settimanale nell'ordine dell'+8% / +9%. Nonostante la correzione di venerdì (chiusura intorno ai $100 per il WTI e $104,60 per il Brent), la struttura rimane fortemente rialzista.
Driver Fondamentali: Le continue tensioni geopolitiche e i rischi di collo di bottiglia sull'offerta hanno alimentato gli acquisti per buona parte della settimana. Il ritracciamento di venerdì è legato a prese di beneficio tecniche e all'allentamento temporaneo dei timori sui rendimenti obbligazionari.
Metalli Preziosi (Oro, Argento e Platino)
Oro e Argento (Fase di Consolidamento): Oro e argento hanno attraversato una settimana di stabilizzazione e lateralizzazione, muovendosi all'interno di un range contenuto. Dopo i dati del CPI statunitense usciti in linea con le attese, venerdì c'è stata una reazione positiva di circa l'1,5% sui minimi della settimana, favorita dall'allentamento del dollaro.
Platino e Palladio: Hanno mostrato una discreta forza relativa, beneficiando della ripartenza del comparto industriale ed hardware.
Gas Naturale (Henry Hub)
Debolezza Strutturale: Il gas si è mosso in controtendenza rispetto al petrolio, scendendo e consolidando sui minimi settimanali nell'area dei $2,82 - $2,83 / MMBtu.
Driver Fondamentali: I report sugli stoccaggi statunitensi e le previsioni meteo ancora prive di picchi di domanda estremi mantengono la pressione venditrice sulla materia prima, priva al momento di catalyst rialzisti di breve termine.
Sintesi Intermarket
Il mercato delle commodities riflette la rotazione in atto sull'azionario: il petrolio resta il termometro principale delle tensioni macro/geopolitiche, i metalli preziosi attendono la direzione chiara della Fed sui tassi, mentre il gas naturale rimane schiacciato dall'eccesso di offerta stagionale.
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8.400 miliardi da rinnovare entro dicembreLa geometria della regressione descrive un mercato che ha rotto i propri argini. La retta di regressione transita a 4,377%, l'estremo superiore del canale passa in area 4,78% e la chiusura di venerdì lo supera di quasi venti punti base: il rendimento opera fuori dalla banda statistica, esattamente come il greggio sta facendo sul proprio grafico, e non è una coincidenza. La curva di regressione ha mantenuto pendenza negativa per tutto il 2025 e fino a marzo 2026, accompagnando il calo dal 4,55% verso il 4,22%; da marzo ha invertito l'inclinazione e da allora punta stabilmente al rialzo, con il valore di equilibrio stimato che risale verso il 4,38%. È il segnale che il mercato obbligazionario non sta vivendo uno scostamento temporaneo, ma una riconfigurazione del proprio baricentro.
I pivot Fibonacci confermano la lettura. Il minimo di marzo 2026 a 3,92% è arrivato in punta su S1 a 3,915%, coincidente con il limite inferiore del canale, e rappresenta la classica corsa alla qualità dello scoppio del conflitto: da lì il rendimento ha guadagnato oltre 105 punti base in sei mesi. Il prezzo ha superato R1 a 4,640% a luglio e ha ora violato R2 a 4,864%, lasciando come unico riferimento strutturale superiore R3 a 5,226%. Sotto, il pivot centrale a 4,277% è quasi settanta punti base più in basso e coincide quasi perfettamente con la retta di regressione: è lì che il mercato tornerebbe se il premio al rischio si sgonfiasse. Il momentum a 10 periodi segna 0,484%, ai massimi dell'intera finestra, mentre lo stocastico 9,6,3 è in ipercomprato con %K a 89,97 e %D a 89,69, ma senza ancora alcun incrocio negativo: a differenza del petrolio, qui la spinta non mostra segni di cedimento. L'ATR a 0,144% resta storicamente compresso rispetto al 2023-2024, ma l'ultima settimana ha prodotto un'escursione di 23 punti base, oltre una volta e mezza la media: la volatilità sta tornando proprio mentre il prezzo esce dal canale, combinazione che raramente si esaurisce in una settimana.
Il motivo di questo movimento è per gran parte lo stesso grafico del greggio letto da un'altra angolazione. I dati di agosto pubblicati la settimana scorsa hanno mostrato prezzi alla produzione in crescita dello 0,4% mensile, con il balzo energetico che comincia a trasferirsi su settori più ampi, e un CPI core in accelerazione allo 0,3% mensile contro lo 0,2% atteso. Il paradosso è che l'inflazione core annua è scesa al 2,4%, minimo dal 2021, mentre quella headline resta al 3,4%: il mercato sta guardando la dinamica mensile e la fonte energetica, non il dato tendenziale. Ma l'energia spiega solo metà della storia. L'altra metà è di offerta di carta: il debito federale ha superato i 40mila miliardi di dollari, oltre 8.400 miliardi di titoli governativi vanno rinnovati da qui a fine anno e settembre si avvia a essere un mese record per le emissioni corporate investment grade, con Goldman Sachs che ha alzato la stima 2026 a 2.300 miliardi e le società legate all'intelligenza artificiale che hanno collocato oltre 1.500 miliardi di nuovo debito. Governo e imprese competono per gli stessi compratori nello stesso momento, e il Tesoro ha triplicato le operazioni di riacquisto senza ottenere l'effetto sperato: gli acquisti si sono rivelati inferiori alle attese e i rendimenti sono saliti comunque. Il trentennale, sopra il 5,36%, è ai massimi dal 2007 mentre il tre mesi sta al 4%: non è una curva che sconta crescita, è una curva che chiede un premio a termine per detenere duration, cioè che dubita della traiettoria fiscale e inflattiva.
Qui si capisce perché un decennale al 5% è un problema serio e non un numero tondo da titolo. Primo, il costo del debito: ogni cedola degli anni della politica monetaria a zero che scade viene rifinanziata a tassi triplicati, e con 8.400 miliardi in rotazione entro dicembre l'effetto sul conto interessi è meccanico e immediato. Secondo, il canale immobiliare: i tassi sui mutui sono già al massimo da oltre un anno e il commerciale si trova davanti a un muro di rifinanziamenti costruiti su ipotesi di valutazione che a questi livelli non reggono. Terzo, il canale azionario: il decennale è il tasso di sconto di ogni flusso di cassa futuro, e l'enorme capex sull'intelligenza artificiale finanziato a debito trasforma il tema che ha guidato i listini in una posizione sensibile ai tassi per via del credito, non più solo per via del multiplo. Non a caso la soglia del 4,8% era stata indicata da diversi strateghi come il punto oltre il quale il mercato obbligazionario comincia a creare problemi alle altre classi di attivo, e quella soglia è stata superata; da ING è arrivata l'osservazione che il passaggio sopra il 5% appare ormai inevitabile, mentre HSBC ha alzato la stima di fine 2026 al 4,65% parlando esplicitamente di un pavimento strutturalmente più alto sotto i tassi a lunga. Il rischio non è il 5% in sé, ma la sua permanenza.
Sulla Federal Reserve va aperta una parentesi, perché il quadro è più delicato del solito. Il tasso sui fed funds è fermo in area 3,50-3,75% dalla riunione del 29 luglio, decisa con un voto di 9 a 3 in cui tre membri hanno dissentito chiedendo un rialzo immediato. Il presidente Kevin Warsh ha scelto una linea di comunicazione atipica: non fornisce forward guidance, non presenta il proprio punto nel dot plot e a Jackson Hole ha ribadito che i dati estivi migliori del previsto non dimostravano un miglioramento della tendenza di fondo, ricordando che l'obiettivo di stabilità dei prezzi è uno solo e resta il 2%. Dopo il dato sull'inflazione di venerdì la probabilità implicita di un rialzo da 25 punti base alla riunione del 16 settembre è salita attorno al 90%, da circa il 70% precedente. La difficoltà vera è concettuale: uno shock energetico è uno shock di offerta, e la banca centrale può agire solo sulla domanda. Alzare i tassi non riapre uno stretto né rimette in funzione una raffineria; serve soltanto a impedire che l'aumento dei prezzi dell'energia si trasformi in aspettative di inflazione disancorate. È una scelta di credibilità che si paga in crescita, e il mercato obbligazionario sta prezzando entrambe le cose insieme — un Fed più restrittivo sulla parte breve e un premio a termine più alto sulla parte lunga.
Il tutto converge su un calendario politico compresso. Le elezioni di midterm si tengono il 3 novembre e l'amministrazione arriva al voto con la benzina sopra i 4,20 dollari al gallone, il diesel a livelli record, l'inflazione headline al 3,4% e i tassi sui mutui ai massimi dell'anno: sono esattamente le quattro variabili che i sondaggi indicano come decisive in un'elezione giocata sul costo della vita. Gli strumenti a disposizione per intervenire prima del voto sono pochi e lenti — la riserva strategica è scesa sotto i 300 milioni di barili, l'accordo venezuelano produrrà volumi significativi non prima del prossimo anno — e il canale che conta davvero, quello dei tassi, è nelle mani di una banca centrale che ha appena rivendicato la propria indipendenza a Jackson Hole. Il risultato del 3 novembre riapre poi la partita fiscale: un Congresso diviso significa paralisi sulla spesa, che nel breve toglie pressione alle emissioni ma nel medio riporta in scena i negoziati sul tetto del debito, cioè altra volatilità sulla parte lunga della curva.
Operativamente, finché il rendimento resta sopra 4,864% l'impostazione è di forza e il bersaglio strutturale è R3 a 5,226%, con il 5% tondo come primo ostacolo psicologico da assorbire e il picco del 2023 poco sopra. Un ritorno stabile sotto 4,864% aprirebbe invece il rientro nel canale di regressione verso l'area 4,78%-4,64%, dove passano rispettivamente la banda superiore e R1: sarebbe il segnale che il mercato ha creduto a una de-escalation o a una Fed meno aggressiva del previsto. Solo la perdita di R1 riporterebbe in gioco il pivot a 4,277%, che coincide con il valore di equilibrio stimato e resta lo scenario di normalizzazione completa, oggi non supportato da nulla di ciò che si vede sul grafico. Nel mezzo, l'ipotesi più realistica per le prossime settimane è un consolidamento nervoso tra 4,86% e 5,23% guidato dai titoli di stampa più che dai dati, con la riunione del 16 settembre come primo test immediato e il 3 novembre come vero spartiacque di regime.
Il 3 novembre è il vero livello da segnare sul grafico del greggLa retta di regressione transita oggi a 78,64, mentre il prezzo si colloca oltre ventuno dollari più in alto. L'estremo superiore del canale passa in area 97,3 e la chiusura di venerdì lo lascia alle spalle: il mercato sta operando fuori dal canale statistico, una condizione che storicamente non è sostenibile a lungo e che tende a risolversi o con una riconfigurazione al rialzo della pendenza o con un ritracciamento violento verso il centro. La curva di regressione, che aveva mantenuto inclinazione negativa da inizio maggio accompagnando il prezzo dai 115 dollari di aprile fino ai 69 di inizio luglio, ha invertito la pendenza nell'ultima decade di agosto e ora punta al rialzo: il valore stimato di equilibrio sta risalendo, ma da una base ancora molto distante dalle quotazioni correnti.
I pivot Fibonacci confermano l'estensione. Il prezzo ha attraversato in tre settimane R1 a 87,70, R2 a 90,88 e R3 a 96,01, lasciando il pivot centrale a 82,56 quasi venti dollari sotto. Vale la pena ricordare che il minimo di inizio luglio a 69 dollari era arrivato praticamente in punta su S3 a 69,11 e che tutta la costruzione della base di agosto è avvenuta a cavallo del pivot centrale: la struttura sta funzionando bene come mappa, e questo rende 96,01 il primo vero riferimento sotto il mercato. La rottura dei 100 dollari, la prima dal 24 luglio, è arrivata sull'escalation tra Stati Uniti e Iran, sugli attacchi Houthi alle infrastrutture saudite compresa la raffineria di Jazan e su una produzione OPEC di agosto stimata in calo di 900mila barili al giorno a 19,91 milioni, con l'output saudita sceso di 1,9 milioni di barili a 6,238 milioni, il livello più basso dal 1990.
Il momentum a 10 periodi segna 16,52, il valore più alto dell'intera finestra visibile: la spinta è reale e non va sottovalutata. Lo stocastico 9,6,3 racconta però l'altra metà della storia, con %K a 88,10 sotto %D a 89,42 in piena zona di ipercomprato, primo incrocio negativo dopo l'accelerazione. L'ATR a 4,12 è più che raddoppiato rispetto alla compressione estiva e impone di ridimensionare le size prima ancora di ragionare sui livelli: parliamo di oltre quattro dollari di escursione media giornaliera. I volumi accompagnano il movimento e restano sopra la media di agosto, ma l'ultima candela è una giornata di rigetto, con massimo a ridosso di 105 e chiusura sui minimi di seduta, dopo un'apertura a 103,97 e una chiusura precedente a 102,48.
C'è poi una variabile di calendario che nelle prossime sette settimane pesa quanto i livelli tecnici. Le elezioni di midterm americane si tengono il 3 novembre e il presidente ha dichiarato pubblicamente il 9 settembre che i prezzi dell'energia non scenderanno prima del voto, anticipando che solo "subito dopo le elezioni" il greggio inizierà a calare. È un'ammissione che vale più di molte analisi: la benzina self negli Stati Uniti viaggia attorno a 4,22 dollari al gallone, oltre un dollaro sopra un anno fa, e il diesel ha toccato il record di circa 5,94 dollari, con effetti a catena su trasporti, alimentari e tariffe aeree. In un'elezione che i sondaggi descrivono come giocata sul costo della vita, il prezzo del carburante è la variabile più visibile sulla scheda elettorale, e questo crea un incentivo politico fortissimo a comprimere le quotazioni nel brevissimo termine.
Il problema è che gli strumenti disponibili si stanno esaurendo. La riserva strategica, attinta pesantemente nella prima metà dell'anno, è scesa sotto i 300 milioni di barili e lascia all'amministrazione un margine sempre più stretto tra contenimento dei prezzi alla pompa e funzione di emergenza. L'accordo con il Venezuela viene presentato come soluzione di offerta, ma la produzione significativa è attesa arrivare negli Stati Uniti non prima del prossimo anno, un orizzonte che non intercetta il voto. E gli analisti del settore considerano poco efficace anche l'ipotesi di restrizioni all'export di carburanti, che difficilmente farebbe scendere il diesel in misura rilevante. Tradotto per chi opera, significa un'asimmetria temporale netta: fino al 3 novembre l'incentivo alla de-escalation è massimo e ogni titolo su un negoziato può produrre gap ribassisti violenti su un mercato lungo e fuori dal canale, mentre dopo il voto quel vincolo politico si allenta e con esso il freno a una postura più aggressiva nel Golfo, spostando il rischio di coda verso l'alto.
Operativamente il quadro resta di forza, ma comprare qui significa inseguire un mercato già esteso di due deviazioni. L'impostazione rialzista si conferma solo con una chiusura sopra 105,50: in quel caso il primo obiettivo è l'area 110, poi i massimi di aprile tra 115 e 118, con stop sotto 100. Lo scenario ribassista si attiva con la perdita di 96, dove passa R3: primo target R2 a 90,88, secondo target R1 a 87,70, e solo un cedimento di quest'ultimo riaprirebbe la discesa verso il pivot a 82,56. Stop sopra 106. Lo scenario più probabile nel breve resta però il consolidamento laterale tra 96 e 105, con lo stocastico che scarica l'ipercomprato senza che il prezzo restituisca il breakout: è la configurazione tipica dei mercati guidati da un premio geopolitico, dove nessuno vende finché il conflitto resta aperto ma nessuno compra volentieri venti dollari sopra il fair value stimato. Chi è già long faccia trailing sotto 96, e tratti il 3 novembre come uno spartiacque di regime più che come una data qualsiasi.
Forza sui Chip, ma SPCX e TSLA ancora sotto resistenzaUn saluto a tutti i traders, mentre i principali indici hanno vissuto una settimana di ritracciamento e consolidamento, l'azionario sta mostrando una divergenza di settore molto netta.Da un lato abbiamo assistito alla grande forza del comparto dei semiconduttori: titoli come AMD, INTC, QCOM e TSM hanno continuato a spingere forte, confermandosi il vero motore trainante dell'intero listino legati all'infrastruttura AI e all'hardware.Dall'altro lato, la liquidità stenta ancora a ruotare in modo deciso su altri settori. Ed è proprio qui che si trovano due dei nostri focus operativi: SPCX e TSLA.Come stiamo gestendo le posizioni:SPCX: La strategia rimane attiva al 100%. Il titolo è ancora incastrato sotto la resistenza chiave, ma la struttura tiene. Nessun nervosismo: la tesi di fondo non cambia finché i livelli orizzontali di supporto non vengono violati.
TSLA: Qui la gestione del rischio è già blindata. Dopo la risposta dai minimi attorno a quota 299$, abbiamo posizionato lo stop a break-even 345$ per il secondo ingresso.
Esito: trade coperto e rischio azzerato sulla seconda tranche. Se il titolo romperà al rialzo, saremo a bordo a pieno carico; se rifiuterà la resistenza, il capitale è protetto.
Cosa aspettarsi da questa settimana? Storicamente, nei mercati sani, la forza parte prima dai leader di settore (Semi) e successivamente si propaga verso il resto dei titoli Growth e Mega-Cap. Se la spinta su AMD e TSM continuerà, potrebbe finalmente arrivare il flusso di acquisti necessario per far rompere le resistenze a TSLA e SPCX.Se invece le resistenze dovessero respingere i prezzi con volumi in calo, adatteremo subito l'operatività: gestione dei livelli orizzontali, monitoraggio dei volumi in uscita e disciplina sul Money Management.In borsa non si indovina, si gestisce.
Come sempre un saluto con un grande abbraccio.
Grazie ciao Mauro
Vi cito le mie tre regole che coltivo costantemente:
Pazienza, disciplina ed avere sempre un piano.
Settimana intensa sui mercati americani!Un saluto a tutti i traders, fino a giovedì abbiamo assistito a un ritracciamento su tutti i principali indici — S&P 500, Nasdaq, Dow Jones e Russell 2000 — accompagnato da un progressivo aumento dei volumi. La struttura di breve resta chiaramente caratterizzata da massimi e minimi decrescenti sul grafico daily.
Nella seduta di venerdì si è visto un primo timido segnale di reazione: i buyer sono rientrati sui supporti chiave (che al momento stanno tutti reggendo), complici dei dati sull'inflazione (CPI) usciti senza brutte sorprese, un momentaneo raffreddamento del prezzo del petrolio e le inevitabili coperture delle posizioni short prima del weekend.
Tuttavia, la partita è tutt'altro che chiusa.
Questo recupero basterà per riportarci sopra le medie veloci? Al momento siamo ancora sotto la EMA 20 e la EMA 50 daily, che faranno da prima vera resistenza dinamica. Situazione ancora più delicata sul Russell 2000, dove la EMA 20 sta incrociando al ribasso la EMA 50, confermandosi l'indice più fragile del gruppo.
Per la prossima settimana i livelli da monitorare sono chiarissimi:
La tenuta dei minimi di giovedì: se tengono, possiamo consolidare; se cedono, la correzione potrebbe allungarsi.
Il test delle EMA 20 e 50: serve una chiusura daily con volumi sopra le medie per confermare la forza del rimbalzo.
Il catalizzatore Fed: la decisione sui tassi e le parole di Powell saranno il vero ago della bilancia per rompere il range.
Come sempre un saluto con un grande abbraccio.
Grazie ciao Mauro
Vi cito le mie tre regole che coltivo costantemente:
Pazienza, disciplina ed avere sempre un piano.
XAU/USD 4H — I COMPRATORI DIFENDONO LA ZONA DI DOMANDA📊 Struttura del mercato
Il prezzo è arretrato bruscamente dall’area 4.640–4.680 e attualmente sta consolidando vicino alla zona di domanda inferiore.
Il grafico mostra chiaramente un FVG rialzista 4H / zona di acquisto a 4.301,02–4.324,68.
Il prezzo attuale è intorno a 4.349,42, mentre la EMA 9 intorno a 4.358,91 rappresenta un riferimento dinamico immediato.
Le candele recenti mostrano una reazione dalla zona inferiore, suggerendo che i compratori stanno cercando di difendere la domanda.
🟢 Scenario rialzista
Il livello chiave è 4.324,68.
Se il prezzo continua a mantenersi sopra questo livello e recupera l’area 4.358–4.365:
Percorso potenziale:
4.358–4.365 → 4.438,25 → 4.455,40
Un movimento sostenuto sopra la resistenza intermedia potrebbe rafforzare lo scenario di continuazione rialzista verso gli obiettivi superiori del grafico.
🔴 Scenario ribassista
La perdita di 4.324,68 indebolirebbe il setup rialzista.
Una rottura netta sul 4H sotto la zona di acquisto potrebbe esporre:
4.301,02 → 4.275,74
Al di sotto, il grafico identifica una zona di domanda più profonda intorno a 4.241,45.
La principale resistenza superiore rimane la FVG ribassista 4H / zona di offerta a 4.486,84–4.589,13.
🎯 Idea di trading
Setup rialzista:
🟢 Zona d’ingresso: area 4.324,68 / retest del HL
🎯 TP1: 4.438,25
🎯 TP2: 4.455,40
🛑 Invalidazione: sotto 4.275,74
La conferma è fondamentale: non inseguire il movimento. Il recupero di 4.358–4.365 dopo la difesa della domanda offrirebbe una conferma più solida.
SP500 — La struttura resta rialzista, ma attenzione ai livelliLa struttura di medio-lungo periodo continua a mantenere una lettura prevalentemente rialzista.
Il Motore Ciclico propone una centratura diversa dalla mia, con un T+3 partito il 9 giugno, mentre la mia lettura mantiene la partenza del T+3 sul minimo successivo.
Il punto interessante è che entrambe le letture portano a una fase in cui tempo, struttura e liquidità devono ancora convergere.
Livelli chiave
7.616 → prima area di liquidità interna.
7.547,37 → secondo livello di supporto.
7.002 → livello che, se perso, inizierebbe a mettere seriamente in discussione la view rialzista di medio-lungo periodo.
Finché il prezzo rimane sopra la liquidità interna, non considero lo scenario ribassista quello principale.
Nel breve, il punto da osservare sarà la formazione del nuovo T-2 indice. Se questo dovesse vincolarsi al ribasso, aumenterebbe la probabilità di una semplice prosecuzione della struttura settimanale ribassista.
Al contrario, una ripartenza decisa potrebbe portare alla presa dei massimi e aprire la strada a un ciclo di ordine superiore.
Conclusione
Oggi non vedo motivi sufficienti per essere pessimista sull'SP500.
La partita si gioca sulla capacità del prezzo di mantenere la liquidità interna e, successivamente, di superare i massimi.
7.616 → 7.547 → 7.002 sono i livelli che permetteranno di capire se la struttura rialzista sta semplicemente respirando oppure se qualcosa sta realmente cambiando.
⚠️ Analisi a scopo informativo e didattico. Non costituisce consulenza finanziaria.
RICORDATI DI LEGGERE LA MIA BIO
Silver — 62,90: qui il mercato deve dare una rispostaIl Silver presenta una struttura più delicata rispetto al Gold.
Il livello 62,9095 rappresenta l'attivazione del Pattern Genesis collegato all'ipotesi di un importante ciclo annuale.
La perdita di questo livello invaliderebbe tale lettura e aumenterebbe la probabilità che il ciclo annuale sia invece partito dal minimo precedente, risultando vincolato al ribasso.
Inoltre, sotto 62,90 il prezzo andrebbe ad attaccare lo swing di competenza del terzo T+3 inverso, rafforzando l'ipotesi di un possibile semestrale inverso.
Scenario principale
Finché 62,90 tiene e il prezzo riesce a ripartire, lo scenario rialzista rimane aperto.
Scenario ribassista
Perdita di 62,90 → presa dello swing → mancato recupero di 62,90.
Questa sequenza sarebbe il segnale che porterebbe a privilegiare lo scenario ribassista.
Nel breve, inoltre, il Silver potrebbe ancora sviluppare un nuovo minimo prima di una ripartenza del ciclo settimanale.
Conclusione: il Silver ha bisogno di tempo. Per una posizione di medio-lungo periodo preferisco attendere una conferma più chiara, possibilmente allineata anche al comportamento del Gold.
⚠️ Analisi a scopo informativo e didattico. Non costituisce consulenza finanziaria.
Gold — 4.165: il livello che può decidere lo scenarioIl Gold si trova in una fase delicata.
La precedente perdita di 4.449,83, livello associato all'attivazione di un importante Pattern Genesis, ha già indebolito la precedente impostazione rialzista. Anche 4.331 rappresenta un livello che non avrei voluto vedere perdere.
Il livello che ora considero particolarmente importante è 4.164,99, area di ultima liquidità interna lasciata durante la precedente salita.
Scenario
Se il prezzo trova supporto in quest'area e riesce a costruire un nuovo impulso, la struttura rialzista può ancora essere preservata.
Al contrario, una chiusura Daily con corpo sotto 4.164,99, seguita da una seconda chiusura Daily sotto il livello, aumenterebbe drasticamente il rischio di un FVG inverso e di una prosecuzione ribassista.
Il tempo, inoltre, lascia ancora aperta la possibilità di una chiusura del primo T+3 e di una successiva ripartenza.
Conclusione: 4.165 è il livello da osservare. Non anticiperei una posizione di medio-lungo periodo prima di vedere come il prezzo reagisce su questa zona.
⚠️ Analisi a scopo informativo e didattico. Non costituisce consulenza finanziaria.
RICORDATI DI LEGGERE LA MIA BIO
XAUUSD M30: Friday POC Decision Point | Bullish CHoCH or BearishXAUUSD M30 | Friday POC at the Decision Point
Gold is currently trading around the Friday POC near 4,349, while price remains inside a descending M30 channel.
The broader intraday structure remains bearish, but the recent CHoCH followed by a bullish BOS suggests that short-term order flow has temporarily shifted.
Now price is returning to the Friday POC, creating a key decision area.
🟢 Bullish scenario
If price holds the POC and confirms bullish structure with displacement and a retest, the next areas of interest are:
4,375 → 4,400
with the upper boundary of the descending channel acting as the main resistance area.
🔴 Bearish scenario
If the POC is rejected and price breaks the recent local low with bearish displacement, I will look for a bearish MSS and retest.
Potential downside targets:
4,325 → 4,300
with the lower channel boundary as the broader objective.
For now, the key is not to predict the next candle.
Let price confirm the direction.
Liquidity → Structure → Displacement → Retest → Execution.
No FOMO. No prediction. Just confirmation.
This analysis is for educational purposes only and does not constitute financial advice.
Roll-over Opzioni, P/C Ratio a 1.68, Test Critico del VAH a $76kNelle ultime 24 ore la dinamica di Bitcoin è mutata in modo significativo: scaduto il pinning delle opzioni a $77.500, il prezzo ritraccia a ridosso di $76.600, puntando direttamente al retest del Value Area High (VAH) a $76.042.
L'incrocio tra la struttura orizzontale a 180 giorni e l'order flow evidenzia divergenze importanti tra posizionamento derivati e liquidità passiva sul book.
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📌 1. ROLL-OVER OPZIONI & IMPENNATA DEL PUT/CALL RATIO (1.68)
• Deribit Max Pain (scadenza 14 Settembre): $77.000 (prezzo attuale a -0.51%).
• Il baricentro del Max Pain si è abbassato di $500 rispetto a ieri, trascinando il prezzo verso il basso.
• Put/Call Ratio (PCR) schizzato da 1.07 a 1.68: forte acquisto di coperture ribassiste (Put) da parte dei desk istituzionali a protezione di un eventuale cedimento di $76k.
📌 2. MICROSTRUTTURA L2: PRESSIONE CONTINUA SUGLI ASK
• Order Book Imbalance (±2%): -24.39% (Asks a 14.1 BTC vs Bids a 8.6 BTC).
• Sebbene i Bid siano leggermente saliti rispetto al minimo di ieri, la pressione in vendita a mercato (Taker Sell Dominance) continua a prevalere.
• Smart Money Ratio (+0.579): I Top Trader su Binance rimangono moderatamente Long (2.23) contro il retail (1.65), ma il differenziale si sta contraendo.
📌 3. IL NODO CRITICO: 16° RETEST DEL VAH ($76.042)
• VAH (Value Area High): $76.042 (ex resistenza trasformata in supporto).
• POC (Point of Control): $63.883 (epicentro volumetrico dei 180 giorni).
• ⚠️ Avvertenza sulla Liquidità Depleta: L'area $76.000–$76.200 registra ora 16 retest confermati. Ogni rimbalzo consuma gli ordini passivi a supporto: in caso di perdita netta di $76k, la sacca a basso volume (LVN) sottostante lascia campo aperto a uno scivolamento rapido verso il POC ($64k).
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📐 PIANO OPERATIVO LIMITE (BMZE Framework - Offset ±0.3%)
🎯 TAKE PROFIT LADDER (Sell Limits ricalibrati):
• SELL_1: $77.604 (35% size) — Target intermedio (HVN $77.8k + Pinning Opzioni)
• SELL_2: $79.650 (40% size) — Technical Swing High ($79.890)
• SELL_3: $82.601 (25% size) — Range High 180d + Target Short Squeeze
🛡️ ACCUMULATION LADDER (Buy Limits):
• BUY_1: $76.270 (20% size) — Retest VAH (Operazione tattica ad alto rischio, supporto friabile)
• BUY_2: $64.075 (35% size) — POC Macro Epicenter (Forte assorbimento e liquidità intatta)
• BUY_3: $55.860 (45% size) — 200-Week SMA / Cycle Demand Bastion ($55.693)
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💡 Verdetto: Il mercato sta testando la tenuta del breakout sopra il VAH con una struttura di opzioni orientata alla cautela (PCR 1.68).
Un rimbalzo su BUY_1 ($76.270) trova un primo tetto a $77.600; se $76.000 dovesse cedere con candela oraria chiusa, evitare entrate d'impulso a mezza via e attendere la solida concentrazione di volume sul POC a $64.000.
USD/CHF: La Price Action conferma la forza del DollaroBuongiorno colleghi commercianti di valute!
Oggi andiamo dritti sulla Price Action del Swissie.
Osservando il grafico di USD/CHF sui timeframe superiori (Weekly e Daily), la struttura dei prezzi parla in maniera piuttosto chiara.
L'impostazione generale rimane nettamente rialzista, guidata sia dai continui minimi crescenti sorretti dalla media mobile di riferimento, sia da un quadro fondamentale dove il differenziale sui tassi d'interesse continua a favorire il Dollaro USA rispetto al Franco Svizzero.
Il vero elemento di novità arrivato con la chiusura della scorsa settimana è il superamento di un livello chiave: i prezzi hanno infatti chiuso al di sopra dell'importante zona di resistenza a 0,8100, una soglia tecnica molto complessa che nei mesi precedenti aveva più volte respinto le quotazioni frenando ogni tentativo di allungo.
Cosa osserverò nei prossimi giorni?
Come sempre ricordo nel mio approccio da commerciante di valute, non andiamo mai a rincorrere il mercato sui massimi. La pazienza è l'arma principale del trader.
La settimana in arrivo vedrà l'appuntamento centrale con la riunione del FOMC e l'annuncio sui tassi della Federal Reserve. Un dato di alta volatilità che potrebbe confermare la spinta del biglietto verde, ma che richiede massima consapevolezza nella gestione del rischio.
Con il breakout della zona 0,8100, quell'area da ex resistenza torna ora a fare da potenziale supporto grafico.
Nelle prime sedute della settimana mi attendo una possibile fase di respiro o un lieve ritracciamento verso l'area 0,8120 – 0,8140. Sarà proprio lì che andrò a cercare eventuali segnali o conformazioni di Price Action (su grafico Daily o timeframe intermedi come l'8H o il 4H) che indichino la ripresa della pressione compratrice.
Se il mercato offrirà lo spunto operativo corretto, la priorità rimarrà sempre la corretta gestione del rischio: puntare in prima battuta a un primo obiettivo che garantisca un rapporto Rischio/Rendimento preventivo minimo di 1:1, per poi valutare la gestione della posizione con obiettivi più ambiziosi infatti se la spinta del Dollaro dovesse proseguire, la struttura tecnica lascia spazio per proiezioni verso target ben più importanti nel medio termine, come la macro-area 0,8400.
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Come diciamo sempre: Keep It Simple e lasciamo che sia il grafico a darci le conferme prima di agire!
Buon TRADING SIMPLE a tutti!
Circles Analysis ABNB 2026/09/13 (U.S.A.)La tendenza di lungo periodo del titolo Airbnb permane impostata al rialzo. La chiusura della seduta dell’11 settembre 2026 si attesta a $ 170,19.
Le quotazioni si trovano al di sopra della principale area di riferimento, rappresentata dall’orbita di equilibrio ribassista individuata in area $ 165,83, livello che assume particolare rilevanza ai fini dell’evoluzione del quadro tecnico.
La permanenza delle quotazioni al di sopra di $ 165,83 manterrebbe inalterata l’impostazione positiva di lungo periodo e potrebbe favorire una progressiva ripresa del movimento rialzista. Al contrario, una decisa violazione del livello, accompagnata da una successiva conferma delle quotazioni al di sotto dello stesso, costituirebbe un primo segnale di deterioramento del quadro tecnico e potrebbe favorire l’avvio di una fase correttiva.
In quest’ultima eventualità, il primo obiettivo ribassista sarebbe individuabile in area $ 138,12, livello il cui raggiungimento, sulla base dell’attuale configurazione temporale, potrebbe verificarsi entro il 4 dicembre 2026.
Il livello di $ 165,83 rappresenta pertanto il principale spartiacque tecnico per l’evoluzione del titolo:
Sopra $ 165,83: aumenterebbero le probabilità di una prosecuzione del trend rialzista di lungo periodo, con possibilità di sviluppo di nuovi impulsi positivi.
Sotto $ 165,83: aumenterebbero le probabilità dell’avvio di una fase correttiva, con possibile estensione del movimento verso $ 138,12.
In conclusione, sebbene la tendenza di lungo periodo rimanga impostata al rialzo, il comportamento delle quotazioni in prossimità di $ 165,83 assume particolare importanza. La tenuta di tale livello confermerebbe la solidità dell’impostazione rialzista, mentre la sua violazione, soprattutto se accompagnata da una successiva conferma al di sotto, rafforzerebbe lo scenario correttivo e aprirebbe spazio a un possibile movimento verso $ 138,12.
Disclaimer
Il presente report rappresenta un'analisi tecnica basata sul metodo dell'Analisi Orbitale (Circles Analysis) e sull'applicazione, a fini esclusivamente didattici. Non costituisce in alcun modo una consulenza finanziaria personalizzata, un invito all'investimento, né una sollecitazione all'acquisto o alla vendita di strumenti finanziari.
Le operazioni su strumenti derivati comportano rischi elevati e possono determinare la perdita, anche integrale, del capitale investito.
Prezzo di nuovo in congestioneBuongiorno a tutti. Il prezzo del BTC, dopo uno strappo rialzista, ha creato una congestione tra due zone che possiamo vedere bene, ovvero tra 75.000 e 82.000 USD. Come ho scritto in precedenza, questi movimenti non fanno parte del carattere del Bitcoin; ergo, è cambiato tutto. Questi laterali in attesa di non si sa cosa non erano mai stati fatti in passato. Le cose cambiano e serve adattamento. Ormai è tutto un gioco di long o short, infatti entrambe le direzioni a leva vengono puntualmente azzerate. A me interessa cogliere i segnali del bottom e qui sembra quasi che siamo nella fase in cui il trend finisce di scendere e poi riprende a salire. Ma non è convincente. I movimenti non hanno armonia e sono per lo più degli strappi senza una tendenza ben definita, con laterali a delimitare una zona che sembra invalicabile. Ecco perché la prudenza è ciò che uso di più: non mi importa di perdere il tempo giusto; se questa sarà un'inversione, ci saranno momenti per entrare.
Circles Analysis OAK 2026/09/13La tendenza di medio periodo del titolo Aramarkl permane impostata al rialzo. La chiusura della seduta dell’11 settembre 2026 si attesta a € 50,64.
Le quotazioni si trovano attualmente al di sopra del principale livello tecnico di riferimento, rappresentato dall’orbita di equilibrio ribassista individuato in area € 48,17. Tale livello assume particolare rilevanza poiché la sua violazione e, soprattutto, la successiva conferma delle quotazioni al di sotto di questa soglia costituirebbero un significativo segnale di debolezza, potenzialmente in grado di determinare un’inversione dell’attuale impostazione e favorire l’avvio di una fase discendente.
In tale scenario, una rottura confermata di € 48,17 al ribasso potrebbe attivare le correnti ribassiste e favorire lo sviluppo di un movimento discendente, con obiettivo potenziale in area € 35,54. Qualora il movimento si sviluppasse in linea con le attuali proiezioni dell’Analisi Orbitale (Circles Analysis), il raggiungimento di tale livello potrebbe verificarsi entro il 27 novembre 2026.
Sul fronte opposto, qualora le quotazioni riuscissero a mantenersi stabilmente al di sopra di € 48,17, la permanenza sopra tale livello potrebbe progressivamente rafforzare l’attuale impostazione rialzista di medio periodo. In tale eventualità, il titolo potrebbe attraversare una fase di consolidamento e stabilizzazione del quadro tecnico, preparando successivamente il terreno per un nuovo movimento ascendente.
Pertanto, € 48,17 rappresenta attualmente il principale livello orbitale di riferimento. La sua tenuta manterrebbe integro il quadro rialzista di medio periodo, mentre una sua violazione, accompagnata dalla conferma delle quotazioni al di sotto di tale soglia, costituirebbe un segnale di deterioramento tecnico e aumenterebbe significativamente la probabilità di sviluppo di un movimento ribassista verso l’area obiettivo di € 35,54.
Disclaimer
Il presente report rappresenta un’analisi tecnica basata sul metodo dell’Analisi Orbitale (Circles Analysis), elaborata a fini esclusivamente informativi e didattici. Non costituisce in alcun modo consulenza finanziaria personalizzata, raccomandazione di investimento, invito all’investimento, né sollecitazione all’acquisto o alla vendita di strumenti finanziari.
Le operazioni su strumenti finanziari, e in particolare quelle effettuate mediante strumenti derivati, possono comportare rischi elevati e determinare la perdita, anche integrale, del capitale investito. Le valutazioni e le proiezioni contenute nel presente report rappresentano esclusivamente ipotesi derivanti dall’applicazione del metodo di analisi adottato e non costituiscono garanzia di risultati futuri.
XAUUSD 45 min — Zone chiave di offerta, domanda e resistenzaXAUUSD si trova attualmente intorno a 4.349 sul grafico a 45 minuti.
Sul grafico sono state evidenziate diverse zone importanti:
Zona di domanda: circa 4.325–4.345, dove il prezzo ha recentemente reagito e ha cercato di stabilizzarsi.
Zona di resistenza: quest’area ha generato reazioni precedenti e merita attenzione durante il movimento attuale.
Zona di offerta: circa 4.555–4.610, un’area superiore dove potrebbe verificarsi una reazione del prezzo.
Zona di reazione precedente: circa 4.465–4.495, dove in precedenza si sono verificati movimenti significativi.
La struttura attuale mostra che il prezzo sta tornando verso la zona inferiore dopo una fase di debolezza. Ora sarà importante osservare la reazione del prezzo in quest’area.
Mentre il retail cerca conferme narrative, la liquidità sta...⬛ DAILY BRIEFING: BTC/USD | 13 SETTEMBRE 2026
Mentre il retail cerca conferme narrative, la liquidità sta già mappando il prossimo movimento. Il mercato non premia l'ottimismo. Premia la lettura dei dati.
Weekend di compressione pre-FOMC (15-16 Settembre). I numeri indicano un mercato in deleveraging, non un trend rotto. Si lavora sui livelli, non sulle speranze.
▫️ CONTESTO (DOVE GUARDA IL MERCATO)
Prezzo attuale: 77.215.
Struttura: Range di compressione $76.162 – $82.262.
Settimana chiusa in calo del 3,1%. Open Interest in contrazione (-4,3% a 50,91 miliardi). Il ribasso recente è avvenuto con riduzione della leva, non con costruzione di nuovi short. Il lato ribassista del range è difeso, ma strutturalmente fragile. Funding positivo moderato (+0,0051%/4h), lontano da zone di eccesso.
▫️ MAPPATURA LIQUIDITÀ (HEATMAP 24H/7D)
🔴 Resistenze (Supply / Short Covering):
▪️ $77.500 – $77.900: Pivot immediato. Reclaim necessario per testare la domanda.
▪️ $80.000 – $82.000: Muro di liquidazioni short 7d + massimo di swing del 3 settembre. Zona magnetica dove lo short squeeze incontra la vendita spot.
🟢 Supporti (Demand / Long Liquidation):
▪️ $76.000 – $76.400: Doppio minimo giornaliero + Order Block difensivo. La perdita di 76.000 invalida la struttura near-term.
▪️ $74.000 – $75.000: Cluster di liquidazioni long residuo. Magnete di breve periodo in caso di rottura del supporto primario.
▫️ INFRASTRUTTURA (LOGICA HLP)
HLP_PROTOCOL_VALIDATION // BTC/USD
> STATUS: COMPRESSIONPHASE
> OIDELTA: -4.3% (DELEVERAGING DETECTED)
> LIQUIDITYMAGNET: 81.000 - 82.000 (SHORT CLUSTERS INTACT)
> EXECUTIONGATE:
- IF Price > 78.500 (Reclaim) THEN Bias = NeutralCautiousLong (Target: 80k-82k)
- IF Price < 76.000 AND OIDelta > 0 THEN Bias = BearishContinuation (Target: 74k)
▫️ PROVA DEL PROCESSO (DIVERGENZA ISTITUZIONALE)
Sentiment Check: Divergenza netta. Retail long al 62,4% degli account (compra il dip). Istituzionale: deflussi netti dagli ETF spot per 462,7 milioni tra l'8 e l'11 settembre.
Score Sentiment HLP: 58/100.
La liquidità tira verso l'alto (cluster 81-82k), ma la mancanza di flussi spot frena l'espansione. Questo è consolidamento, non un nuovo trend rialzista.






















