EURUSD — Reazione sotto la zona di resistenza H4EURUSD in H4 sta consolidando dopo il rimbalzo dai minimi in area 1,1570–1,1580, ma il prezzo rimane ancora sotto una zona tecnica importante compresa circa tra 1,1625 e 1,1637.
Questa area rappresenta al momento una resistenza chiave: il mercato ha già mostrato diverse reazioni e fatica a costruire una continuazione rialzista pulita sopra di essa.
Finché il prezzo rimane sotto 1,1637, resta interessante uno scenario di continuazione ribassista, soprattutto in caso di nuovo rifiuto della zona attuale.
I livelli principali da monitorare al ribasso sono 1,1611 e successivamente 1,1602. Una rottura decisa di quest’ultimo livello potrebbe aprire spazio verso 1,1585–1,1580.
Al contrario, una chiusura H4 convincente sopra 1,1637 indebolirebbe lo scenario bearish e potrebbe favorire un recupero verso 1,1650 e successivamente la zona superiore intorno a 1,1665–1,1675.
Idee della community
GOLD — Pressione ribassista sotto la FVG DailyIl GOLD in H4 continua a mostrare una struttura piuttosto debole dopo il netto rifiuto della FVG Daily e della zona del 0.5 di Fibonacci in area 4.475–4.500.
La forte candela ribassista ha confermato la presenza dei venditori e, per il momento, il prezzo sta semplicemente consolidando intorno a 4.400, senza riuscire a recuperare in maniera convincente i livelli superiori.
La zona 4.380–4.390, vicina al 0.25, rappresenta ora il supporto principale. Una rottura con chiusura H4 sotto quest’area potrebbe favorire una nuova espansione ribassista verso 4.350, con possibilità di continuazione successiva verso i minimi precedenti.
Al contrario, per ridurre il bias bearish il mercato dovrebbe recuperare prima 4.430–4.450 e successivamente tornare sopra il 0.5 / FVG Daily. Finché questo non accade, la pressione rimane prevalentemente ribassista.
BTCUSDT — 0.5 come livello decisivoIl prezzo di BTCUSDT in H4 sta testando nuovamente la zona del 0.5 di Fibonacci, dopo aver mostrato una chiara debolezza dai massimi in area 81.000–81.600.
La struttura recente rimane fragile: dopo il rifiuto della parte alta del range, il mercato ha iniziato a formare massimi più bassi e la pressione venditrice sta riportando il prezzo direttamente sul livello centrale del movimento.
Il punto chiave è quindi il 0.5 intorno a 79.200–79.300. Una rottura netta con chiusura H4 sotto questo livello, soprattutto senza un recupero immediato, aumenterebbe sensibilmente le probabilità di una giornata a carattere ribassista.
In questo scenario, le prossime zone da osservare sarebbero 78.800–78.400 come prima area di liquidità, con possibile estensione successiva verso il 0.75 in area 77.600–77.700.
Finché invece il 0.5 viene difeso, resta possibile un recupero verso 79.800–80.000. La conferma bearish più importante rimane quindi la perdita decisa del 0.5.
Ethereum con il tappo a 2525 si prepara a chiudere il mensileRiparto dall’aggiornamento di giovedì, perché il movimento degli ultimi giorni ha aggiunto un dettaglio interessante nel confronto tra Bitcoin ed Ethereum.
A differenza di Bitcoin, che giovedì sera ha segnato il massimo di periodo, Ethereum ha raggiunto il proprio massimo qualche ora più tardi, venerdì mattina a 2.548 (A).
Ma c’è un particolare che ritengo ancora più interessante. ETH non è riuscito a superare il massimo di periodo del 28 agosto (B).
E lo stesso comportamento si è ripetuto anche nella notte, quando Ethereum ha provato nuovamente a spingersi verso l’alto, fermandosi questa volta a 2.538.
Si sta quindi delineando un’area di resistenza particolarmente ostica intorno ai 2.525 $.
Il livello diventa ancora più interessante osservando le chiusure.Dal picco del 21 agosto, infatti, nessuna candela giornaliera è riuscita a chiudere sopra area 2.525.
E lo stesso vale per le chiusure di metà giornata, che sto utilizzando proprio per avere un'indicazione più dinamica dell’evoluzione del prezzo.
Questo significa che, almeno per il momento, 2.525 rappresenta il livello da monitorare nei prossimi giorni.
Non tanto per il semplice superamento intraday, ma per capire se Ethereum riuscirà finalmente a trasformare questa resistenza in supporto attraverso una chiusura significativa sopra il livello.
Ed è qui che torna utile il confronto con Bitcoin. BTC ha già raggiunto il proprio massimo di periodo e, rispetto a Ethereum, sembra quindi trovarsi un passo avanti nel percorso di confronto che sto monitorando. ETH, invece, ha reagito ma non ha ancora prodotto la stessa conferma strutturale.
Ciclicamente, però, l’ipotesi di chiusura che sto seguendo per Bitcoin rimane la stessa di chiusura del ciclo mensile che dovrebbe infatti collocarsi nella stessa finestra temporale, aprendo già dalle prossime ore una fase di possibile debolezza che, secondo questa ipotesi, potrebbe iniziare da mercoledì 9.
Non considero quindi il movimento attuale come qualcosa da inseguire. Al contrario, la fase che sta per iniziare sarà utile soprattutto per capire dove verrà costruito il prossimo minimo di riferimento. Sarà quel minimo a permettermi di misurare la successiva intensità rialzista del nuovo ciclo mensile che andrà a iniziare.
Per questo, nei prossimi giorni continuerò a osservare soprattutto due cose:
1️⃣ la capacità di ETH di chiudere sopra 2.525
2️⃣ il minimo che verrà costruito nella prossima finestra ciclica di debolezza
Perché sarà proprio dall'incrocio tra questi due elementi che potremo capire se Ethereum sta semplicemente completando il rimbalzo oppure se sta preparando una nuova fase rialzista.
📍 Livelli Operativi da Monitorare
Resistenze: 2525 (da confermare in chiusura) - 2548 - 2580
Supporti: 2480 - 2425 - 2350
Bitcoin fermo nel w/end torna sui 79k e mensile entra nel pienoIl fine settimana è passato senza dire nulla. E in questo caso "nulla" è un'informazione precisa. Bitcoin non è mai uscito dall'area dei minimi di periodo, restando praticamente immobile per due sedute intere.
L'unico accenno di movimento è arrivato nella notte tra domenica e lunedì, poco dopo l'apertura dei mercati asiatici e dei futures tradizionali, con un tentativo di riprendere i 80.000 dollari durato pochi minuti. Nella prima parte della mattinata il prezzo è già tornato a testare i 79.000, area che coincide con il 50% del ritracciamento di Fibonacci calcolato sul movimento da inizio anno.
Eppure, e qui sta il punto, BTC resta a un passo dai massimi di periodo segnati giovedì pomeriggio a 80.960. Due giorni di immobilità sotto i massimi non sono debolezza: sono tempo che passa.
📊 DUE INDICAZIONI DAL CICLO MENSILE
La prima è positiva e conferma il conteggio che seguo da settimane. Il ciclo sta rispettando in pieno le caratteristiche di una struttura rialzista, avendo raggiunto il top di periodo nella prima fase della seconda parte del mensile. È esattamente il comportamento che mi aspetto da un mensile forte, ed è il top di giovedì.
La seconda cambia la lente con cui guardo i prossimi giorni. Il minimo di questa mattina, poco sotto i 79.000, coincide con un ciclo a 4 giorni perfettamente in linea con il diretto precedente, e temporalmente ci colloca nella parte finale del ciclo mensile. Quella fase che, per definizione, è caratterizzata da un rallentamento della spinta.
⏳ UNA SPINTA DEL +31,5% CHE ORA RALLENTA
La forza espressa finora è stata enorme: +31,5% dal minimo di metà agosto, un'intensità che non si registrava da maggio 2025. Il grafico a 6 ore la mostra in tutta la sua verticalità, e proprio per questo la parte finale del ciclo va letta con attenzione.
Anche un ritorno sopra gli 82.000 dollari, in questa fase, difficilmente sarebbe sostenuto da acquisti importanti, sarebbe più probabilmente il prodotto di ricoperture tecniche. È una differenza che sul grafico non si vede, ma che nel comportamento successivo del prezzo si vede eccome.
Allo stesso tempo non mi attendo un movimento impulsivo forte al ribasso. Mi attendo una tendenza coerente con la chiusura del mensile che, se rispetterà la cadenza dei cicli precedenti, finora rimasti regolari tra loro, arriverà entro la prossima settimana. Individuare quel movimento è ciò che mi darà le conferme sul conteggio che sto seguendo.
📉 FIN DOVE PUÒ SCENDERE SENZA ROMPERE NULLA
Resta valida la possibilità di un ritorno in area 72.400/500 senza che questo incida sulla tendenza rialzista del mensile. È una discesa che sulla carta spaventa, ma che dopo un +31,5% rientra nella normale fisiologia di una chiusura ciclica.
Solo un movimento sotto quella soglia nei prossimi giorni rappresenterebbe un primo segnale di allarme, utile a rimodulare la forza del movimento. Non il minimo di inizio trimestrale, e forse annuale, che continuo a collocare esattamente a cavallo di Ferragosto.
🎯 SCENARIO
Il weekend non ha modificato la struttura, ha solo consumato tempo. Il ciclo mensile ha già mostrato il suo volto rialzista con il top di giovedì e ora entra nella fase in cui la spinta rallenta. Non cerco il crollo, cerco il rallentamento, è quello che mi dirà dove finisce il mensile e dove inizia il prossimo. I 79.000 tengono in piedi il quadro di brevissimo, i 72.500 tengono in piedi tutto il resto.
📍 LIVELLI OPERATIVI
Resistenze: 80.000 – 80.500 – 81.000/81.500 – 82.500 – 85.000
Supporti: 79.000 (50% Fibonacci, minimo del ciclo a 4 giorni, da ex-resistenza ora diventano supporto) – 77.000/76.800 – 76.550 – 74.350 – 72.500 – 69.500/69.000
FERRAGAMONon riesco a contare diversamente i T+3 lato indice.
Il 3° T+3 mi viene più corto di una candela (47 ivece che 48).
Ad ogni modo sembra che l'ultimo ciclo T+3 sia arrivato alla massima estensione 79/80 (massimo 83).
Se così fosse ci sono 3 ipotesi:
1. I prezzi ripartono per la formazione di un nuovo T+3.
2. Potremmo avere la formazione di un raccordo (lingua di Bayer) tra T+3 che durerebbe un ciclo T con minimo 6 candele.
3. L'analisi è sbagliata!!! :))
Analisi professionale della struttura di BTC/USD a 45 minutiStruttura del mercato
BTC ha inizialmente registrato un forte impulso rialzista, passando indicativamente da 76.200 USD fino a 82.300 USD, dove ha formato un massimo significativo.
Dopo il massimo a 82.300 USD, il prezzo ha subito una forte pressione di vendita e ha rotto la precedente struttura rialzista. Questa rottura rappresenta un Market Structure Break (MSB).
Successivamente, il mercato è entrato in una fase di consolidamento sotto i 80.000 USD. I diversi tentativi di recuperare i livelli superiori sono stati respinti.
Il recente rifiuto dell'area intorno a 80.500 USD indica che i venditori continuano a difendere questa zona.
Con BTC attualmente vicino a 78.864 USD, il prezzo si trova al di sotto della zona chiave 79.500–80.000 USD. La struttura di breve periodo rimane quindi ribassista.
Zone di resistenza importanti
79.650–80.000 USD\
Prima resistenza importante e principale area da monitorare per un possibile rimbalzo seguito da una nuova pressione di vendita.
80.550–80.850 USD\
Zona di forte offerta. Un nuovo rifiuto in quest'area rafforzerebbe significativamente lo scenario ribassista.
81.050–81.400 USD\
Importante zona di offerta. Un recupero sostenuto al di sopra di quest'area indebolirebbe notevolmente l'attuale struttura ribassista.
Livelli di supporto importanti
78.500–78.000 USD\
Primo supporto rilevante nel breve periodo.
77.500 USD\
Supporto strutturale importante e possibile obiettivo in caso di ulteriore continuazione ribassista.
77.000 USD\
Supporto inferiore che potrebbe essere raggiunto qualora la pressione di vendita aumentasse.
Scenario ribassista
Lo scenario più interessante al momento è un rimbalzo tecnico seguito da una nuova reazione negativa.
Possibile movimento:
78.864 USD → rimbalzo verso 79.650–80.000 USD → rifiuto → formazione di un Lower High → nuova continuazione ribassista.
Da un punto di vista professionale, sarebbe preferibile non inseguire il movimento ribassista al prezzo attuale. È più interessante attendere un ritracciamento verso la zona di resistenza e cercare una conferma.
Possibili conferme per una posizione short:
• Rifiuto ribassista all'interno della zona di resistenza\
• Formazione di un Lower High\
• MSB ribassista sul timeframe a 45 minuti\
• Aumento evidente della pressione di vendita dopo il rifiuto
Obiettivi potenziali:
TP1: 78.000 USD\
TP2: 77.500 USD\
TP3: 77.000 USD
Scenario rialzista alternativo
Lo scenario ribassista perde forza se BTC recupera i 80.000 USD e riesce a mantenersi stabilmente al di sopra di questo livello.
Una rottura decisa di 80.550–80.850 USD potrebbe aprire la strada verso:
81.100–81.400 USD
Una rottura e accettazione sostenuta sopra 81.400 USD rappresenterebbe un importante cambiamento strutturale e metterebbe in discussione l'attuale scenario ribassista.
Conclusione professionale
Bias di breve periodo: Ribassista
La struttura attuale favorisce maggiormente una strategia di Sell the Rally piuttosto che un ingresso short aggressivo al prezzo attuale.
La zona più importante da monitorare è:
79.650–80.000 USD
Un chiaro rifiuto di questa zona accompagnato da un MSB ribassista fornirebbe una conferma più solida per una continuazione verso 78.000, 77.500 e potenzialmente 77.000 USD.
Al di sotto di 80.000 USD, i venditori mantengono il vantaggio strutturale.
Al di sopra di 80.000 USD, aumenta la probabilità di un ritracciamento più profondo.
Sopra 80.850 USD, lo scenario ribassista diventa significativamente meno favorevole.
Sopra 81.400 USD, l'attuale struttura ribassista sarebbe sostanzialmente invalidata.
Preoccupa la situazione delle scorte di gas in EuropaL'Europa arriva alla fine dell'estate con scorte di gas insufficienti.
La distribuzione è molto disomogenea.
L'Italia è intorno all'83%, mentre la Germania, che ospita i siti più grandi del continente, è poco sopra la metà. Scorte basse anche in Olanda e Belgio, hub che riforniscono i mercati vicini.
La situazione è sicuramente da ricondurre alla guerra in Iran e alla chiusura dello Stretto di Hormuz.
Le forniture dal Golfo Persico restano quasi ferme e le metaniere attraversano Hormuz molto meno delle petroliere.
Anche in caso di riapertura, il Qatar avrebbe bisogno di circa 12 settimane per ripristinare la produzione.
La ricostituzione delle scorte a livelli adeguati a questo punto dell'anno appare quindi molto difficile per l'Europa.
Oggi il future europeo sul gas si trova al livello più alto da inizio 2023.
Questo spiega in parte anche l'andamento molto pesante dei bond europei nell'ultimo periodo.
Questa situazione insieme ad un PPI più alto delle attese probabilmente spingeranno la BCE ad alzare ancora i tassi nella prossima riunione.
Il problema è che tassi più alti non fanno scendere il prezzo del petrolio e del gas, mentre danneggiano gli investimenti. Quindi un altro rialzo potrebbe starci visto che ora i tassi ufficiali non sono a un livello particolarmente restrittivo, ma poi è forse consigliabile una pausa.
Pullback di Liquidità Prima del Recupero
Analisi Fondamentale
L’oro rimane sotto pressione dopo che i solidi dati sul lavoro negli Stati Uniti hanno rafforzato le aspettative di un rialzo dei tassi della Fed a settembre. L’aumento dei prezzi del petrolio e le tensioni in Medio Oriente potrebbero comunque continuare a fornire un certo supporto all’oro come bene rifugio. I mercati ora si concentrano sul PPI del 10 settembre e sul CPI dell’11 settembre per ottenere nuovi segnali sull’inflazione.
Analisi Tecnica
Sul timeframe H4, l’oro rimane all’interno di una correzione ribassista più ampia dopo il recente BOS e il forte calo dalla zona di 4.600.
Il prezzo si trova ora vicino a 4.389, mentre la principale liquidità al ribasso è situata intorno a 4.275–4.305. Uno sweep verso questa zona potrebbe completare l’attuale fase ribassista e creare una base più pulita per un recupero.
La prima resistenza al rialzo si trova nella 4.490–4.575 FVG, seguita dalla zona più forte 4.590–4.615 OB + POC.
Livelli Chiave Importanti
4.665–4.695 — BSL / Major Resistance
4.590–4.615 — OB + POC
4.490–4.575 — FVG
4.275–4.305 — Liquidity / Main Support
Scenario di Trading
La priorità per gli acquisti arriva dopo uno sweep verso 4.275–4.305, seguito da una chiara conferma rialzista su H4.
Target: 4.490–4.575 inizialmente, poi 4.590–4.615.
Invalidazione: accettazione H4 al di sotto di 4.275.
Visione Complessiva
La struttura H4 rimane correttiva, quindi eviterei di inseguire acquisti al prezzo attuale. Un movimento più profondo verso la zona di liquidità potrebbe offrire un’area più pulita per la prossima ondata di recupero.
L’oro effettuerà prima uno sweep di 4.300 prima di iniziare il rimbalzo?
La regia americana fa rafforzare lo YenNel corso della settimana lo yen ha ripreso ad apprezzarsi. Non si è trattato apparentemente di un intervento da parte delle autorità bensì di un aumento delle aspettative di restrizione da parte della banca centrale giapponese.
Il movimento è partito dalle parole di Hajime Takata, membro del boardo di BOJ, secondo cui un rialzo da 25bp " is not necessarily set in stone ". In altre parole ha lasciato la porta aperta a rialzi maggiori di 25 basis points.
Lo stesso Ueda ha promesso una maggiore attenzione ai rischi al rialzo dell’inflazione.
Si scontano ora circa due rialzi prima della fine dell’anno.
Se confermato, questo rappresenterebbe un cambiamento di atteggiamento piuttosto rilevante da parte di una banca centrale che aveva sempre cercato di evitare, per quanto possibile, rialzi dei tassi, anche in presenza di inflazione sopra il target per un periodo molto prolungato.
Il motivo era nel mercato secondario dei JGB, i titoli di stato giapponesi, guidato quasi interamente dalla BOJ.
Il Segretario al Tesoro americano Bessent ha assunto una sorta di regia di questo apprezzamento, sia attraverso gli interventi coordinati di fine luglio sia attraverso la richiesta insolitamente esplicita al governatore Ueda di una restrizione più incisiva.
La logica americana appare abbastanza evidente.
Un rafforzamento dello yen ottenuto attraverso una restrizione monetaria, e non tramite interventi valutari di grandi dimensioni, riduce il rischio di liquidazioni disordinate di carry trade e quindi di vendite di Treasuries. Un rialzo dei tassi ufficiali giapponesi potrebbe, inoltre, avere l’effetto di appiattire la curva dei rendimenti, rendendo i JGB a lungo termine meno competitivi rispetto al Treasury statunitense.
L'obiettivo degli USA è certamente quello di preservare un certo differenziale sulla parte a lunga della curva che sostenga gli acquisti di Treasuries.
XAUUSD: Supporto e resistenza chiave sotto osservazioneL’oro viene attualmente scambiato intorno a 4.394 sul grafico a 1 ora, dopo un recente ritracciamento.
Il livello di supporto a 4.365 è l’area chiave da monitorare. Se il prezzo continua a mantenersi sopra questo livello e gli acquirenti recuperano slancio, la resistenza a 4.511 potrebbe diventare la prossima area di interesse.
Una rottura sostenuta al di sotto di 4.365 indebolirebbe l’attuale scenario di recupero rialzista e potrebbe indicare un’ulteriore pressione al ribasso.
Livelli chiave:
Supporto: 4.365
Resistenza: 4.511
Questa analisi si basa sulla struttura dei prezzi e sui principali livelli orizzontali ed è fornita esclusivamente a scopo educativo.
Pullback prima della prossima onda rialzista
Analisi fondamentale
L’oro rimane sostenuto da aspettative più moderate sui tassi della Fed dopo i commenti di Waller. Tuttavia, il rapporto NFP statunitense di oggi potrebbe modificare rapidamente le aspettative sulla riunione della Fed di settembre e generare una forte volatilità.
Analisi tecnica
Sul timeframe H1, l’oro ha recuperato con forza dalla Demand Zone 4.280–4.300 e viene ora scambiato intorno a 4.470.
Il prezzo si sta avvicinando al BSL 4.500–4.512, ma l’attuale onda rialzista appare già estesa. Piuttosto che inseguire il movimento al rialzo, preferisco attendere un pullback correttivo.
Il primo supporto si trova intorno a 4.420–4.435, mentre la zona di reazione più importante è la Fibo Zone + POC 4.370–4.400, dove il supporto di Fibonacci e il Volume Profile si sovrappongono.
Livelli chiave importanti
4.500–4.512 — BSL / Resistance
4.420–4.435 — Consolidation Support
4.370–4.400 — Fibo Zone + POC
4.280–4.300 — Demand Zone
Scenario di trading
La priorità per l’acquisto rimane un pullback correttivo verso 4.370–4.400, seguito da una conferma rialzista su H1.
Target: 4.500–4.512.
Invalidazione: accettazione H1 al di sotto della Fibo Zone.
Visione generale
Il recupero su H1 rimane costruttivo, ma inseguire il prezzo vicino ai massimi è meno interessante. Un pullback verso la Fibo Zone + POC potrebbe offrire un’area più pulita per la prossima onda rialzista.
L’oro ritesterà 4.400 prima di spingere verso il BSL?
Setup di Pullback prima del BSL
Analisi fondamentale
L’oro rimane sotto pressione dopo i solidi dati sull’occupazione negli Stati Uniti, che hanno rafforzato le aspettative di un rialzo dei tassi della Fed a settembre. Il NFP di agosto è salito a 162K, spingendo al rialzo i rendimenti dei Treasury e il dollaro statunitense, mentre il mercato ora concentra l’attenzione sui prossimi dati sull’inflazione degli Stati Uniti.
Analisi tecnica
Sul timeframe H1, l’oro si mantiene intorno a 4.430 dopo il recente CHoCH e il forte rifiuto dalla parte superiore del range.
La Small OB 4.410–4.430 rappresenta il primo supporto, ma la zona di reazione più pulita rimane la Fibo Zone 4.370–4.400. Un pullback verso questa zona, seguito da una conferma rialzista, potrebbe avviare la prossima onda di recovery verso la liquidità superiore.
Il Volume Profile mostra inoltre una forte attività intorno a 4.420–4.440, rendendo questa zona importante per la struttura di breve termine.
Livelli chiave importanti
4.470–4.490 — BSL / Resistance
4.410–4.430 — Small OB
4.370–4.400 — Fibo Zone
4.285–4.300 — OB + Support
Scenario di Trading
La priorità rimane long su un pullback verso 4.370–4.400, seguito da una conferma rialzista su H1.
Target: 4.470–4.490 BSL.
Invalidazione: H1 Acceptance sotto 4.370.
Visione generale
I fondamentali rimangono sfidanti per l’oro, ma il grafico H1 offre ancora un possibile setup di recovery da una zona di supporto più bassa. L’approccio migliore è attendere il pullback invece di inseguire il prezzo vicino a 4.430.
L’oro retesterà la Fibo Zone prima di spingersi verso il BSL?
Doppio massimoIl prezzo completa oggi la figura del doppio massimo rompendo con decisione la neckline posta sui 24€
Il primo target del doppio massimo è in zona 20,5€ che corrisponde anche al POC volumetrico, indicato dal rettangolo arancione
Probabilmente ci sarà un pullback nei prossimi giorni con il retest della neckline (24€) prima della discesa definitiva
Sul medio-lungo termine mi aspetto un successivo ritorno sul supporto blu indicato in figura
XauusdCiao, sono Maicol, un trader italiano.
Studio Gold dal 2019.
Il mio approccio è swing e intraday
Ho bisogno del tuo supporto.
Lascia un like e seguimi.
Per te è una piccola cosa, ma per il mio lavoro conta tanto.
Leggi bene la descrizione per capire il piano operativo.
Non soffermarti solo sul grafico. Grazie.
🌞 BUONGIORNO A TUTTI🌞
Gold swing:
arriviamo con una macro struttura molto forte a rialzo,
il weekly ripartito dal numero psicologico dei 4k da forti segnali rialzisti,
il daily invece inizia a riprendersi un po di forza ribassista.
al momento ci troviamo su un minimo daily abbastanza interessante perche ci si trova anche una zona di rotazione
mi piacerebbe vedere un retest di questi minimi in zona 4360.4330
per una ripresa long fino ai 4600
per poi valutare un ribasso se conferma.
🔔 Attivate le notifiche per non
perdervi nulla!
📬 Per qualsiasi dubbio o domanda, scrivetemi: sarò felice di rispondervi.
🔍Promemoria🔍
Evito di operare durante le sessioni asiatica e londinese, focalizzandomi sulle notizie delle 14:30, e sull'apertura di New York ore 15:30.
Nel frattempo, vi auguro una buona giornata.
-BUON TRADING
-GESTITE IL RISCHIO
-BE PATIENCE
GOLD | ANALISI CICLICA — 7 SETTEMBRE 2026La TCT Trinity Strategy mostra una struttura solo parzialmente sincronizzata, con il timeframe intermedio ancora attivo ma senza conferma né dal breve né dall’H1.
STRUTTURA ATTUALE
M5 — breve periodo: FLAT, prezzo nella Kumo
M15 — struttura intermedia: ATTIVO, sopra Kumo
H1 — struttura principale: FLAT, sotto Kumo
Sincronizzazione: PARZIALE 1/3
Struttura: MISTA 1/3
Prezzo rilevato dal framework: circa 4.401.
L’unica posizione ancora attiva è quella del modulo M15, aperta in area 4.366,93 e attualmente in progresso di circa +0,78%.
L’ultimo evento registrato dal modello è invece un EXIT M5.
La lettura è quindi chiara: il movimento intermedio rimane costruttivo, ma al momento manca la conferma degli altri due orizzonti temporali.
SCENARIO PRINCIPALE
Il primo elemento da osservare è la possibilità che il breve periodo torni a sincronizzarsi con il M15.
Il prezzo si trova attualmente all’interno della Kumo M5, compresa indicativamente tra 4.358 e 4.630.
Per questo motivo il breve periodo si trova in una vera fase di transizione: non abbiamo ancora né una nuova conferma rialzista né un deterioramento completo.
Ancora più importante è il quadro H1.
La parte inferiore della Kumo H1 si trova intorno a 4.433 e il prezzo, attualmente in area 4.401, rimane sotto questa soglia.
Un recupero stabile sopra 4.433 rappresenterebbe quindi il primo passo necessario per migliorare la struttura principale.
SCENARIO DI RAFFORZAMENTO
La configurazione diventerebbe decisamente più interessante se assistessimo progressivamente a:
M15 già attivo → recupero M5 → recupero H1
In quel caso la sincronizzazione potrebbe passare da 1/3 a 2/3, e successivamente a 3/3.
Sarebbe proprio questo riallineamento, più che il semplice rialzo del prezzo, a rappresentare il vero cambiamento qualitativo della struttura.
SCENARIO ALTERNATIVO
Il rischio opposto è che il M15 perda la propria struttura prima che M5 e H1 riescano a recuperare.
La Kumo M15 si trova attualmente molto più in basso, nell’area 4.253–4.269.
Finché il M15 rimane attivo, il framework conserva quindi una componente rialzista intermedia. La perdita di questo modulo porterebbe invece il sistema verso una configurazione 0/3, eliminando l’unica conferma attualmente presente.
COSA MONITORIAMO OGGI
• eventuale riattivazione del modulo M5
• recupero dell’area H1 intorno a 4.433
• mantenimento del M15 attivo
• evoluzione dell’ingresso M15, attualmente a circa +0,78%
• passaggio dalla sincronizzazione 1/3 verso 2/3 oppure deterioramento verso 0/3
Il Gold si trova quindi in una fase meno definita rispetto agli altri asset analizzati oggi.
Il timeframe intermedio rimane positivo, ma il framework non dispone ancora di una conferma multi-timeframe sufficiente per parlare di struttura pienamente rialzista.
Per questo motivo la lettura attuale rimane neutrale e in attesa di nuova sincronizzazione.
Metodo. Struttura. Sincronizzazione.
Analisi a scopo informativo e di ricerca. Non costituisce una raccomandazione di investimento.
ETHEREUM | ANALISI CICLICA — 7 SETTEMBRE 2026Ethereum presenta questa mattina una configurazione di sincronizzazione completa all’interno della TCT Trinity Strategy.
Il dato più interessante è che l’allineamento 3/3 è appena stato completato dal timeframe principale: l’ultimo evento registrato dal modello è un nuovo LONG H1.
STRUTTURA ATTUALE
M5 — breve periodo: attivo, sopra Kumo
M15 — struttura intermedia: attivo, sopra Kumo
H1 — struttura principale: attivo, sopra Kumo
Sincronizzazione: COMPLETA 3/3
Struttura: RIALZISTA 3/3
Prezzo rilevato dal framework: circa 2.483,8.
L’ultimo ingresso attivo è stato registrato dal modulo H1 in area 2.484, con una performance attuale di circa -0,01%.
In pratica, il nuovo segnale H1 è ancora praticamente a break-even: la sincronizzazione è completa, ma il mercato deve ancora dimostrare di essere in grado di trasformare questo nuovo allineamento in una vera fase di espansione.
SCENARIO PRINCIPALE
Il riferimento più importante nel brevissimo periodo è la parte superiore della Kumo H1, attualmente intorno a 2.477,5.
Ethereum si trova appena sopra questa soglia.
Finché il prezzo riesce a consolidare sopra quest’area, il framework mantiene contemporaneamente:
M5 attivo + M15 attivo + H1 attivo
con struttura rialzista 3/3.
Un consolidamento sopra l’area 2.480–2.500 renderebbe quindi più convincente il nuovo LONG H1 e aumenterebbe la probabilità che l’attuale sincronizzazione si trasformi in una fase di continuazione.
SCENARIO ALTERNATIVO
La configurazione attuale è rialzista, ma non ancora particolarmente distante dalla soglia H1.
Un ritorno sotto circa 2.477,5 farebbe perdere al prezzo la condizione “sopra Kumo” sul timeframe principale.
Questo è importante: non significherebbe necessariamente che il modello H1 sia già uscito, ma la struttura non sarebbe più rialzista 3/3.
Il quadro diventerebbe quindi meno pulito.
Il riferimento successivo è la parte superiore della Kumo M5, attualmente intorno a 2.441.
Una discesa anche sotto questa zona rappresenterebbe un deterioramento più evidente della componente di breve periodo.
COSA MONITORIAMO OGGI
• tenuta dell’area H1 intorno a 2.477–2.480
• comportamento del prezzo intorno alla soglia psicologica dei 2.500
• mantenimento della sincronizzazione completa 3/3
• evoluzione del nuovo ingresso H1, attualmente sostanzialmente a break-even
• eventuale passaggio da struttura rialzista 3/3 a configurazione mista
La situazione di Ethereum è quindi interessante soprattutto perché il nuovo LONG H1 è appena entrato in gioco.
L’allineamento multi-timeframe è completo, ma siamo ancora nelle prime fasi della conferma: le prossime ore ci diranno se questa sincronizzazione riuscirà a produrre espansione oppure se il mercato tornerà rapidamente all’interno della struttura H1.
Metodo. Struttura. Sincronizzazione.
Analisi a scopo informativo e di ricerca. Non costituisce una raccomandazione di investimento.
BITCOIN | ANALISI CICLICA — 7 SETTEMBRE 2026Bitcoin inizia la nuova settimana con una configurazione di sincronizzazione completa all’interno della TCT Trinity Strategy.
Il dato più importante, oggi, non è soltanto la tenuta del prezzo sopra area 79.000, ma il fatto che tutti e tre i moduli del framework risultano contemporaneamente attivi.
STRUTTURA ATTUALE
M5 — breve periodo: attivo, sopra Kumo
M15 — struttura intermedia: attivo, sopra Kumo
H1 — struttura principale: attivo, sopra Kumo
Sincronizzazione: COMPLETA 3/3
Struttura: RIALZISTA 3/3
L’ultimo evento registrato dal modello è un nuovo LONG H1, che completa il quadro rialzista già presente sui timeframe inferiori.
Anche il dato di performance aggiunge solidità alla lettura attuale: l’ultimo ingresso attivo risulta in progresso di circa +0,83% dal punto di apertura del segnale.
Questo significa che, allo stato attuale, breve, medio e principale stanno lavorando nella stessa direzione.
SCENARIO PRINCIPALE
Finché il prezzo rimane sopra le strutture cicliche attualmente attive, la lettura prevalente resta costruttiva.
Il primo riferimento di breve periodo è l’area della Kumo M5, con fascia compresa tra circa 72.015 e 78.315. Il fatto che il prezzo sia sopra il limite superiore della Kumo M5 conferma che la componente più rapida del framework resta favorevole.
Più in alto di importanza strutturale troviamo la Kumo H1, con limite superiore in area 78.525. Questo è probabilmente il livello più interessante da monitorare nel breve: finché il prezzo rimane sopra questa fascia, la struttura principale continua a mantenere un’impostazione rialzista.
In sintesi: sopra 78.525 il framework resta pienamente costruttivo, con sincronizzazione completa ancora intatta.
SCENARIO ALTERNATIVO
Il primo segnale di indebolimento arriverebbe con la perdita del modulo M5.
In quel caso non parleremmo subito di inversione, ma di una riduzione della sincronizzazione, che passerebbe da 3/3 a 2/3.
Un eventuale deterioramento successivo del M15 aumenterebbe la cautela, mentre solo una perdita della struttura H1 cambierebbe in modo più netto la lettura complessiva.
Per questo motivo la fascia H1 intorno a 78.500 rimane la vera area da difendere se il mercato vuole mantenere una struttura rialzista credibile.
COSA MONITORIAMO OGGI
• mantenimento della sincronizzazione completa 3/3
• tenuta del prezzo sopra la Kumo H1
• eventuale perdita progressiva di M5, poi M15
• capacità del mercato di estendere il movimento dopo il recente LONG H1
• evoluzione della performance dell’ultimo ingresso, attualmente positiva di circa +0,83%
Il punto centrale non è prevedere ogni oscillazione del Bitcoin.
È capire quando i tre orizzonti temporali si allineano nella stessa direzione e quando invece iniziano a perdere coerenza.
Oggi, il quadro del Trinity 2.0 resta chiaramente favorevole: sincronizzazione completa, struttura rialzista e ultimo ingresso H1 ancora in profitto.
Metodo. Struttura. Sincronizzazione.
Analisi a scopo informativo e di ricerca. Non costituisce una raccomandazione di investimento.
Wall Street incerta: lavoro forte, tornano i timori sui tassiWall Street chiude una prima settimana di settembre incerta: il lavoro sorprende, tornano i timori sui tassi
Settembre è iniziato esattamente come molti investitori potevano aspettarsi: con volatilità, cambi repentini di sentiment e una Federal Reserve che continua a condizionare ogni movimento del mercato.
Venerdì Wall Street ha chiuso leggermente in ribasso dopo la pubblicazione di un rapporto sul mercato del lavoro americano decisamente più forte delle attese.
Paradossalmente, una buona notizia per l’economia è diventata una notizia meno positiva per i mercati.
Il motivo è semplice: un mercato del lavoro ancora molto solido offre alla Federal Reserve maggiore spazio per mantenere una politica monetaria restrittiva e, se necessario, aumentare nuovamente i tassi di interesse.
E così, nel giro di appena ventiquattro ore, il mercato è passato dall’ottimismo generato dalle parole più prudenti di Christopher Waller a interrogarsi nuovamente sulla possibilità di un rialzo già nella prossima riunione.
Nasdaq e S&P 500 arretrano, ma salvano la settimana
Il NASDAQ ha perso lo 0,29%, circa 77 punti, chiudendo a 26.506,99 punti.
L’S&P 500 ha ceduto lo 0,38%, terminando la seduta a 7.718,60 punti.
Il Dow Jones ha registrato il calo più marcato dei tre principali indici, arretrando dello 0,51%, circa 271 punti, fino a 53.414,25.
Nonostante la seduta negativa, NASDAQ e S&P 500 sono riusciti a salvare la prima settimana di settembre: il primo ha guadagnato circa lo 0,4%, mentre il secondo ha chiuso con un progresso vicino allo 0,1%.
Il Dow Jones, invece, ha terminato la settimana in calo dello 0,3%.
Non è certamente un risultato spettacolare, ma considerando la reputazione storicamente difficile di settembre, aver concluso la prima settimana con due indici su tre ancora leggermente positivi rappresenta comunque un dato da osservare.
162.000 nuovi posti di lavoro: tre volte le attese
Il vero protagonista della seduta è stato però il mercato del lavoro.
L’economia americana ha creato 162.000 nuovi posti di lavoro ad agosto, contro aspettative per un aumento di poco superiore a 50.000.
Praticamente tre volte quanto previsto.
Il dato assume ancora maggiore rilevanza se confrontato con la sorprendente perdita di 23.000 posti di lavoro registrata il mese precedente.
Ed è proprio questo cambiamento ad aver modificato nuovamente le aspettative degli investitori sulla Federal Reserve.
Solo giovedì, il governatore Christopher Waller aveva aperto alla possibilità di mantenere invariati i tassi nella riunione di settembre.
Le sue dichiarazioni avevano contribuito a portare le probabilità di un nuovo rialzo verso una situazione vicina al 50/50, secondo il CME FedWatch Tool.
Ventiquattro ore dopo, lo scenario era già cambiato.
Dopo i dati sull’occupazione, la probabilità attribuita dal mercato a un rialzo è salita a quasi il 60%.
Che differenza può fare un solo dato macroeconomico.
Perché un buon dato sull’occupazione può preoccupare Wall Street
Questo apparente paradosso merita di essere spiegato.
Un mercato del lavoro forte è normalmente una buona notizia: significa occupazione, redditi, consumi e un’economia che continua a crescere.
Ma in questa particolare fase del ciclo economico esiste anche l’altra faccia della medaglia.
Più l’economia dimostra di poter sopportare condizioni finanziarie restrittive, minore diventa l’urgenza della Fed di allentare la propria politica monetaria.
E se contemporaneamente l’inflazione rimane sopra l’obiettivo del 2%, il rischio di un ulteriore rialzo dei tassi torna inevitabilmente sul tavolo.
È questo equilibrio che Wall Street sta cercando di interpretare.
Il mercato vorrebbe un'economia abbastanza forte da evitare una recessione, ma non così forte da costringere la Fed a intervenire ancora.
Una linea molto sottile.
Adesso la vera partita si sposta sull’inflazione
Il rapporto sull’occupazione è importante, ma non credo rappresenti ancora il dato definitivo per la prossima decisione della Federal Reserve.
La Fed rimane particolarmente concentrata sull’inflazione.
Per questo i prossimi dati sui prezzi saranno probabilmente ancora più importanti.
Il mercato guarderà prima al PPI, l’indice dei prezzi alla produzione, e successivamente al CPI, l’indice dei prezzi al consumo.
Quest’ultimo, in particolare, potrebbe diventare uno dei dati macroeconomici più importanti del mese.
Nell’ultima rilevazione, il CPI principale era aumentato dello 0,1% su base mensile e del 3,4% su base annua, mentre l’inflazione core era cresciuta rispettivamente dello 0,2% e del 2,5%.
Numeri sostanzialmente in linea con le aspettative, ma che continuano a evidenziare il problema centrale: l’inflazione rimane sopra l’obiettivo del 2% della Federal Reserve.
Ed è questo che continua a rendere estremamente delicata ogni decisione sui tassi.
Il mio punto di vista
La prima settimana di settembre ci ha già mostrato quale potrebbe essere il tema dominante del mese.
Non credo che il problema sia stabilire se una singola seduta sia positiva o negativa.
Il vero problema è che le aspettative sui tassi possono cambiare radicalmente nell’arco di ventiquattro ore.
Giovedì il mercato festeggiava le parole più prudenti di Waller e il calo dei rendimenti.
Venerdì un rapporto sull’occupazione molto più forte delle attese ha immediatamente rimesso in discussione quella lettura.
Questo mi porta a mantenere un atteggiamento selettivo.
Non vedo, almeno per il momento, un motivo per trasformare una normale fase di volatilità in una visione strutturalmente negativa del mercato. Ma allo stesso tempo non considero opportuno ignorare il rischio rappresentato da rendimenti e politica monetaria.
La variabile chiave rimane il costo del denaro.
Ed è per questo che i prossimi dati sull’inflazione potrebbero avere un peso molto superiore alle oscillazioni quotidiane degli indici.
L’opinione di Marco Bernasconi
C’è un concetto che credo sia particolarmente importante in questo momento: una buona economia non significa automaticamente una buona Borsa nel brevissimo periodo.
162.000 nuovi posti di lavoro sono una notizia positiva per l’economia americana.
Ma il mercato non valuta soltanto ciò che accade oggi. Cerca continuamente di anticipare ciò che la Federal Reserve farà domani.
Ed è qui che nasce la volatilità.
Se i prossimi dati mostreranno un’inflazione in rallentamento, la forza del mercato del lavoro potrebbe essere interpretata come lo scenario ideale: economia resiliente e minore necessità di ulteriori strette monetarie.
Se invece l’inflazione dovesse sorprendere nuovamente al rialzo, la combinazione tra occupazione forte e prezzi ancora elevati potrebbe rendere molto più concreta la possibilità di un nuovo aumento dei tassi.
Per questo non voglio cercare di indovinare oggi quale sarà la prossima decisione della Fed.
Preferisco concentrarmi su ciò che posso selezionare: aziende, fondamentali, crescita, valutazioni e catalizzatori.
Perché anche quando gli indici diventano incerti, sotto la superficie continuano a esserci società che possono creare opportunità.
Marco Bernasconi Trading
NFP forti frenano Wall Street, yen in rialzoWALL STREET CHIUDE IN ROSSO
Nella seduta di venerdì 4 settembre 2026, Wall Street ha chiuso in territorio negativo. I principali listini azionari statunitensi hanno registrato cali diffusi a causa dei dati macroeconomici sull'occupazione, risultati nettamente superiori alle attese. Questo ha riacceso i timori degli investitori riguardo a possibili ulteriori strette monetarie da parte della Federal Reserve, che potrebbe ora disporre di maggior margine di manovra.
L'S&P 500 ha perso lo 0,4%, il Dow Jones ha ceduto 272 punti, mentre il Nasdaq ha guadagnato lo 0,2%.
Sul fronte macroeconomico, i nuovi posti di lavoro non agricoli sono aumentati di 162.000 unità, superando ampiamente le aspettative del mercato, che prevedevano poco più di 50.000 nuovi occupati.
Tra i singoli titoli, Alphabet ha perso l'1,1%, Microsoft il 2%, Tesla il 5,9% e Palantir il 4,5%, mentre JPMorgan e Visa hanno ceduto rispettivamente lo 0,9% e l'1%.
Ciononostante, il comparto dei semiconduttori ha registrato un rimbalzo dopo le performance deludenti di inizio settimana, contribuendo a sostenere il Nasdaq. Nvidia ha guadagnato lo 0,8%, Micron il 6,1%, Intel il 4,5% e Marvell il 7%, grazie all'ottimismo generato dal nuovo modello GPT di OpenAI.
Su base settimanale, il Dow Jones ha perso lo 0,3%, mentre l'S&P 500 e il Nasdaq hanno guadagnato rispettivamente lo 0,1% e lo 0,4%.
La Borsa statunitense rimarrà chiusa oggi in occasione della festività del Labor Day.
VALUTE: JPY IN RIALZO
Lunedì lo yen giapponese si è attestato intorno a quota 155,90 contro il dollaro, dopo aver guadagnato oltre il 2% nella scorsa settimana. Il movimento è stato sostenuto dalle crescenti aspettative di un aumento dei tassi di interesse da parte della Bank of Japan già nel corso di questo mese.
Takuji Aida, consigliere economico del Primo Ministro Sanae Takaichi, ha dichiarato che la banca centrale potrebbe aumentare i tassi a settembre e procedere con un ulteriore rialzo entro gennaio del prossimo anno.
Queste dichiarazioni riflettono una crescente consapevolezza all'interno dell'amministrazione Takaichi, in precedenza favorevole a una politica monetaria accomodante, della necessità di ulteriori rialzi dei tassi per contrastare l'eccessivo indebolimento dello yen.
La valuta giapponese ha inoltre beneficiato della chiusura di posizioni di carry trade, delle aspettative di rimpatrio dei capitali e delle crescenti pressioni politiche provenienti dagli Stati Uniti.
Nel frattempo, i dati hanno mostrato che le riserve valutarie del Giappone sono diminuite di un record di 79,6 miliardi di dollari ad agosto, in seguito al più ampio intervento di acquisto di yen mai effettuato da Tokyo. Le autorità avrebbero impiegato circa 99 miliardi di dollari tra il 30 luglio e il 26 agosto per contrastare la persistente debolezza della valuta.
Per quanto riguarda gli altri rapporti di cambio, si registrano oscillazioni laterali per EUR/USD, GBP/USD e per le valute oceaniche. Poco da segnalare anche sul franco svizzero, rimasto stabile sia contro l'euro sia contro il dollaro.
MACRO USA
L'economia statunitense ha creato 162.000 posti di lavoro nel mese di agosto 2026, il dato più elevato degli ultimi cinque mesi, dopo un incremento di 23.000 unità a luglio, rivisto al rialzo.
Il risultato è nettamente superiore alle aspettative del mercato, ferme a 56.000 nuovi occupati.
L'occupazione è aumentata di 59.000 unità nei servizi di ristorazione e nei bar e di 42.000 unità nell'istruzione pubblica locale, compensando ampiamente la debolezza registrata nel mese precedente.
Anche il settore manifatturiero ha proseguito il suo trend positivo, con un incremento di 16.000 posti di lavoro. Sono stati inoltre registrati aumenti nella produzione di macchinari e nella lavorazione dei metalli, entrambi pari a 6.000 unità.
Nel frattempo, i dati complessivi sull'occupazione non agricola relativi a giugno e luglio sono stati rivisti al rialzo di ulteriori 55.000 unità.
PETROLIO
Nel corso della notte il prezzo del petrolio WTI ha superato i 92 dollari al barile, estendendo i guadagni della scorsa settimana.
A sostenere il mercato continuano a essere le tensioni tra Stati Uniti e Iran in Medio Oriente, che alimentano i timori di prolungate interruzioni dei flussi energetici provenienti dalla regione.
Gli Stati Uniti hanno preso di mira tre petroliere iraniane nel fine settimana in risposta agli attacchi missilistici contro unità della Marina americana. Teheran ha reagito colpendo petroliere e altre imbarcazioni riconducibili agli Stati Uniti e annunciando l'istituzione di una zona marittima "ristretta" nelle aree adiacenti allo Stretto di Hormuz.
Nel frattempo, il Segretario all'Energia statunitense, Chris Wright, ha dichiarato che Washington manterrà la propria presenza navale in Medio Oriente, compreso il dispositivo volto a limitare le esportazioni di petrolio iraniano e a garantire il transito sicuro delle navi commerciali attraverso Hormuz.
Gli scontri tra le due parti sono ripresi la scorsa settimana dopo circa un mese di relativa calma, contribuendo a una crescita dei prezzi del petrolio di circa il 10%.
TREASURY USA
Il rendimento del Treasury decennale statunitense è salito di quasi 3 punti base, raggiungendo il 4,79% e invertendo le perdite accumulate nelle due sedute precedenti.
A sostenere i rendimenti sono stati i dati sui Non Farm Payrolls, che hanno rafforzato le aspettative di una possibile ulteriore stretta monetaria da parte della Federal Reserve.
Il rapporto sul mercato del lavoro ha spinto gli investitori ad aumentare le probabilità attribuite a un rialzo dei tassi di 25 punti base entro la riunione di settembre, portandole a circa il 52%.
All'inizio della settimana, il mercato obbligazionario aveva subito pressioni in seguito all'impennata dei prezzi del petrolio e alle dichiarazioni del presidente della Fed, Kevin Warsh, impegnato a riportare l'inflazione sotto controllo. Successivamente, i Treasury avevano recuperato terreno grazie alle parole del governatore Christopher Waller, favorevole a mantenere i tassi invariati qualora l'inflazione avesse continuato a convergere verso l'obiettivo del 2%.
La riunione della Fed di settembre rimane comunque altamente incerta. I dati sull'inflazione attesi la prossima settimana potrebbero fornire indicazioni decisive sulla prossima mossa della banca centrale.
GOLD
L'oro continua a perdere terreno, scendendo in area 4.400 dollari l'oncia e ampliando le perdite della sessione precedente.
Il metallo prezioso resta sotto pressione a causa delle crescenti aspettative di un imminente rialzo dei tassi d'interesse da parte della Federal Reserve.
Nel frattempo, il tasso di disoccupazione statunitense è rimasto stabile al 4,1%, mentre la crescita salariale annua è rallentata al 3,1%, pur registrando una flessione meno marcata rispetto alle previsioni degli economisti.
Dopo la pubblicazione dei dati, i mercati hanno aumentato le probabilità di un rialzo dei tassi a settembre fino a circa il 60%, rispetto al 50% precedente.
L'oro è stato inoltre penalizzato dal forte rialzo del petrolio e dalle rinnovate tensioni tra Stati Uniti e Iran, che continuano ad alimentare timori di nuove pressioni inflazionistiche.
SETTIMANA ENTRANTE
La questione geopolitica rimarrà presumibilmente al centro dell'attenzione dei mercati nel corso della settimana.
Sul fronte macroeconomico statunitense sono attesi i dati relativi all'inflazione al consumo (CPI) e alla produzione (PPI), che potrebbero influenzare significativamente le aspettative sulla politica monetaria della Fed.
Tra gli altri appuntamenti rilevanti figurano l'indice di fiducia dei consumatori dell'Università del Michigan e le vendite di case esistenti.
In Europa, l'attenzione sarà puntata sulla decisione della BCE sui tassi di interesse, con il mercato che valuta la possibilità di un rialzo. La Germania pubblicherà inoltre i dati sulla produzione industriale, mentre il Regno Unito diffonderà i dati mensili sul PIL.
In Asia sarà una settimana particolarmente intensa. Gli operatori monitoreranno i flussi commerciali della Cina dopo il rinnovo dei dazi statunitensi, oltre ai nuovi dati sull'inflazione. Anche il Giappone pubblicherà l'indice dei prezzi alla produzione (PPI) e gli aggiornamenti relativi alla dinamica salariale.
Saverio Berlinzani , analista ActivTrades
Qualsiasi materiale fornito non tiene conto dell’obiettivo di investimento specifico e della situazione finanziaria di chiunque possa riceverlo. I risultati passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri. AT fornisce un servizio di sola esecuzione. Di conseguenza, chiunque agisca in base alle informazioni fornite lo fa a proprio rischio.
Le informazioni qui fornite non costituiscono una ricerca di investimento. I materiali non sono stati preparati in conformità ai requisiti legali volti a promuovere l’indipendenza della ricerca di investimento e in quanto tali devono essere considerati come una comunicazione pubblicitaria. Tutte le informazioni sono state preparate da ActivTrades (altresì “AT”).
Le informazioni non contengono una raccolta dei prezzi di AT, né possono essere intese come offerta, consulenza, raccomandazione o sollecitazione ad effettuare transazioni su alcuno strumento finanziario. Non viene fornita alcuna dichiarazione o garanzia in merito all’accuratezza o alla completezza di tali informazioni.






















