Wall Street sotto pressione: petrolio e tassi pesanoWALL STREET SCRICCHIOLA?
Nella seduta di ieri, martedì 1° settembre 2026, Wall Street ha chiuso in netto calo, inaugurando il nuovo mese sotto forte pressione a causa dell'impennata dei prezzi del petrolio, dell'aumento dei rendimenti dei Treasury e dei rinnovati timori di una stretta monetaria da parte della Federal Reserve.
I tre principali indici USA, Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq, hanno chiuso rispettivamente a -0,79%, -0,71% e -1,29%.
A causare il ribasso sono state le rinnovate tensioni nello Stretto di Hormuz, in un'escalation militare che alimenta il timore di nuove fiammate inflazionistiche. I prezzi del petrolio, infatti, sono saliti a 94,5 dollari per il Brent e a 90 dollari per il WTI.
Il sell-off sui titoli di Stato americani ha spinto i rendimenti a lungo termine a livelli che non si registravano da mesi (4,81%), frenando drasticamente la propensione al rischio degli investitori.
Le recenti dichiarazioni restrittive del presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, rilasciate durante il simposio di Jackson Hole, unite al rincaro energetico, spingono il mercato a stimare una probabilità del 70% di un nuovo aumento dei tassi d'interesse nella riunione di questo mese.
VALUTE
Anche il mercato valutario si trova vicino a un bivio e tutto dipende dalla BOJ, che appare molto vicina a un rialzo del costo del denaro. Secondo Takata, esponente della banca centrale nipponica, l'aumento potrebbe anche essere superiore allo 0,25%.
Inoltre, l'USD/JPY è vicino alla soglia d'intervento e la price action di questa mattina sembra confermarlo. La coppia è scesa rapidamente da 160,30 a 160,00, mentre l'EUR/USD arretra, spingendo al ribasso anche l'EUR/JPY.
La tensione globale riporta il dollaro a guadagnare terreno sulle altre valute, fatta eccezione per i cross contro lo yen.
Sulle altre coppie segnaliamo la debolezza di EUR/USD e Cable, entrambi sotto pressione. L'EUR/USD non è lontano dal supporto chiave di 1,1550, così come il Cable sembra dirigersi verso l'area compresa tra 1,3430 e 1,3440.
L'EUR/GBP si mantiene vicino alla resistenza chiave posta in area 0,8600.
Stabile il franco svizzero, con l'EUR/CHF tornato in area 0,9400 e l'USD/CHF che attacca finalmente quota 0,8150.
La vera chiave di lettura, come abbiamo ribadito più volte, resta però lo yen. Se dovesse avviare un movimento rialzista significativo, potrebbe influenzare l'intero mercato valutario, come già visto in passato. I cross contro JPY potrebbero subire forti ribassi dopo anni di guadagni.
TITOLI DI STATO GIAPPONESI
Mercoledì il rendimento dei titoli di Stato giapponesi a 10 anni ha superato il 3%, raggiungendo il livello più alto dal 1996.
A determinare il movimento sono stati l'impennata dei prezzi del petrolio, che ha alimentato i timori di inflazione, e il rafforzamento delle aspettative di imminenti rialzi dei tassi d'interesse.
Anche il deterioramento delle prospettive fiscali del Giappone, in un contesto caratterizzato da piani di spesa massicci e tagli fiscali promossi dall'amministrazione Takaichi, ha contribuito all'aumento dei rendimenti obbligazionari domestici.
I prezzi del petrolio sono saliti per la terza sessione consecutiva in un clima di crescente tensione tra Stati Uniti e Iran, alimentando le preoccupazioni per possibili interruzioni dei flussi energetici dal Medio Oriente.
L'aumento dei costi energetici aggrava inoltre l'inflazione importata in Giappone, vista la forte dipendenza del Paese dalle importazioni di petrolio.
Nel frattempo, cresce l'aspettativa di un aumento dei tassi da parte della Banca del Giappone già questo mese. Il Segretario al Tesoro statunitense, Scott Bessent, ha inoltre esortato il governatore della BOJ, Kazuo Ueda, ad adottare misure monetarie "decise" per contrastare l'indebolimento dello yen.
GOLD IN CALO
Mercoledì l'oro è sceso a circa 4.300 dollari l'oncia, registrando il quarto calo consecutivo e toccando il livello più basso delle ultime tre settimane.
Il mercato continua a scommettere su un rialzo dei tassi della Fed già a settembre, con una probabilità stimata intorno al 70%, in seguito al forte aumento dei rendimenti obbligazionari globali e dei prezzi del petrolio.
I rendimenti obbligazionari internazionali sono saliti a causa delle crescenti pressioni inflazionistiche e delle aspettative di ulteriori rialzi dei tassi. In particolare, i rendimenti dei Treasury statunitensi hanno invertito la tendenza negativa innescata dall'annuncio del Segretario al Tesoro Scott Bessent relativo a un programma di buyback.
L'attenzione degli investitori si concentra ora anche sui dati del mercato del lavoro statunitense, con il rapporto ADP previsto per mercoledì e i dati sui salari non agricoli attesi venerdì, che potrebbero fornire ulteriori indicazioni sulla futura politica monetaria della Fed.
Nel frattempo, i prezzi del petrolio hanno esteso i loro guadagni a causa dell'escalation delle ostilità tra Stati Uniti e Iran, aumentando ulteriormente i rischi inflazionistici.
RBNZ ALZA I TASSI
La Reserve Bank of New Zealand ha aumentato il tasso d'interesse di riferimento di 25 punti base, portandolo al 2,75%, dopo il rialzo di luglio e in linea con le aspettative del mercato.
La decisione riflette la necessità di ridurre gradualmente gli stimoli monetari e riportare l'inflazione verso il punto medio dell'obiettivo del 2%, sostenendo al contempo crescita economica e occupazione.
L'inflazione annua è salita al 4,1% nel secondo trimestre del 2026, principalmente a causa dell'aumento dei prezzi dei carburanti legato al conflitto in Medio Oriente.
L'economia neozelandese sembra aver ripreso slancio dopo la crescita deludente registrata nel secondo trimestre, sostenuta da una domanda estera resiliente, dall'aumento dei prezzi delle esportazioni e dagli investimenti nei settori orientati all'export.
Il Comitato prevede che la ripresa continui a rafforzarsi e ad ampliarsi, pur mantenendo alta l'attenzione sui rischi di un'inflazione più persistente del previsto.
Sul mercato valutario si osservano prese di beneficio sul NZD/USD, tornato sotto quota 0,5900.
Saverio Berlinzani , analista ActivTrades
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Short
60.000 BTC accumulati dalle whale ad agosto, mentre il retail...60.000 BTC accumulati dalle whale ad agosto, mentre il retail ne vendeva 47.000. Chi ha ragione lo scopriremo nelle prossime settimane.
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📉 SITUAZIONE ATTUALE (TF Daily)
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BTC si muove nel range 76.500 – 80.000. Il prezzo di chiusura del 2 settembre è 77.549,88 (Yahoo Finance), con un daily range tra 76.777 e 77.719. La struttura mostra un tentativo di inversione rialzista dal low di 77.165 (28 agosto), ma il rifiuto netto sopra 79.200 e la chiusura sotto 78.000 segnalano che i compratori non hanno ancora il controllo assoluto.
I volumi sono in contrazione rispetto all'ultima settimana di agosto (30,5B vs 19,3B), indicando compressione e indecisione. La price action è caratterizzata da una serie di lower highs con supporto tenuto al momento.
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🗺️ LIVELLI CHIAVE DA MONITORARE
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🔴 RESISTENZE (Zone di vendita/reazione):
• 78.340: primo threshold rialzista. Acceptance daily sopra questo livello confermerebbe che il recupero non è una semplice dead cat bounce.
• 79.730 – 79.920: major reversal confirmation cluster. Zona di Order Block/supply istituzionale che ha respinto il prezzo negli ultimi test. Un break e hold qui aprirebbe il percorso verso 80.280+.
• 81.264 – 81.500: massiccio muro di liquidazione short (913M su Coinglass). Magnete di liquidità rialzista più denso, ma anche zona di distribuzione istituzionale.
🟢 SUPPORTI (Zone di acquisto/tenuta):
• 77.165: supporto critico e invalidazione del setup rialzista. Qui si è verificato l'assorbimento dei venditori aggressivi il 28 agosto.
• 76.500 – 76.777: zona di confluenza tra low recente e primo cluster di liquidazioni long. Break sotto qui e il prezzo viene risucchiato verso 74.000.
• 73.610: trapdoor di liquidazione. Oltre 2,221 miliardi in posizioni long attendono di essere spazzate se il prezzo arriva qui.
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🧠 IL PUNTO SUL METODO (Hybrid Logic Protocol)
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Sentiment Check: Fear & Greed Index a 70 (Greed) il 1 settembre, in rialzo dalla media 30 giorni di 47. C'è però una divergenza strutturale marcata: retail euforico su X ("BTC to 100K") mentre gli istituzionali comprano metodicamente via ETF (3,05–3,5B in agosto, 142M il 1 settembre). Score sentiment: 62/100, Greed contenuto ma con retail che fomoa e smart money che accumula in silenzio.
Validazione strutturale: il range 76.500–80.000 è densamente popolato da posizioni long aperte durante il rally di agosto. Il rifiuto a 79.000+ con OI ancora elevato e funding positivo suggerisce che la liquidità è incline a scendere prima di risalire. La heatmap mostra un vuoto di liquidazione tra 77.000 e 73.600: se 77.165 cede, il percorso verso 74.000 è tecnicamente libero fino al prossimo cluster denso.
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⚠️ BIAS E SCENARI
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Short-term: neutrale/ribassista finché non riprende 78.340 con volume.
Scenario A: sopra 78.340 con acceptance daily → target 79.730–79.920. Break di questa zona apre il percorso verso 81.000+, con lo short squeeze come acceleratore. ETF inflows persistenti (142M+ giornalieri) sarebbero il catalizzatore.
Scenario B: sotto 77.165 con close daily → target 74.000–76.000. Se 73.610 cede, il cascading verso 70.000–72.000 diventa probabile. La stagionalità di settembre è storicamente debole per BTC, e il rifiuto a 80K ha già innescato liquidazioni long (85% del totale 24h).
Non rincorro i prezzi, aspetto che arrivino ai miei livelli. Sedetevi al tavolo con me e osservate i grafici, non le promesse.
Disciplina prima di tutto. Analisi delle Onde di Elliott – XAUUSD – 2 settembre 2026
Timeframe D1
Il prezzo ha già effettuato uno sweep al di sotto del livello 4315, mentre le linee di momentum D1 stanno attualmente convergendo nella zona di ipervenduto.
Questo suggerisce che una reversione rialzista potrebbe verificarsi in qualsiasi momento dalla zona attuale.
Timeframe H4
Il momentum H4 sta attualmente invertendo al rialzo. Tuttavia, il prezzo non ha ancora prodotto una reazione rialzista abbastanza forte da confermare che l’obiettivo ribassista sia stato completamente raggiunto.
Dobbiamo quindi continuare a monitorare il comportamento del prezzo mentre il momentum H4 sale.
Se il momentum H4 raggiunge la zona di ipercomprato mentre il prezzo rimane debole e non riesce a produrre un forte rimbalzo, resta possibile una continuazione del movimento ribassista.
Per il momento, con il momentum H4 in inversione rialzista, potrebbe svilupparsi un rimbalzo di breve termine della durata di circa 3–5 candele H4.
Timeframe H1
Il prezzo ha già raggiunto la zona target dell’onda (5) intorno al livello Fibonacci 0.618. Tuttavia, l’attuale reazione rialzista non ha ancora generato un displacement sufficiente per confermare il completamento dell’onda (5).
Nel frattempo, il momentum H1 è già entrato nella zona di ipercomprato.
Pertanto, non possiamo escludere un ulteriore sweep ribassista verso la zona target di 4275.
Aspetteremo che il momentum H1 torni nella zona di ipervenduto, quindi osserveremo la price action alla ricerca di un potenziale setup Buy.
Dal punto di vista della struttura delle onde, l’attuale struttura ribassista in 5 onde potrebbe rappresentare l’onda A all’interno di una più ampia struttura correttiva ABC.
Se questo scenario è corretto, il prossimo rimbalzo potrebbe svilupparsi come onda B.
Una caratteristica importante dell’onda B è che il prezzo può muoversi relativamente velocemente nella fase iniziale, ma con il progredire della struttura il movimento tende a rallentare e a diventare sempre più sovrapposto.
L’obiettivo previsto per l’onda B si trova attualmente intorno al ritracciamento Fibonacci 0.618 della precedente onda A.
Long
Bitcoin: bear market ciclico terminato il 1° luglio?Bitcoin potrebbe essere sul punto di registrare il mercato ribassista ciclico più breve della sua storia recente? Mentre la stagionalità storica rende tradizionalmente agosto un mese difficile per BTC, la realtà del mercato è per il momento molto diversa. Dopo aver toccato i 62.000 dollari, Bitcoin ha registrato un recupero particolarmente rapido verso gli 80.000 dollari.
Si pone quindi ora una domanda centrale: il minimo registrato il 1° luglio a 57.750 dollari ha segnato la fine definitiva del bear market?
1) Un mercato ribassista più breve della media
Se il minimo del 1° luglio dovesse effettivamente rappresentare il minimo definitivo dell’attuale ciclo ribassista, il bear market del 2026 presenterebbe una caratteristica storica particolare.
Tra il massimo del ciclo e questo minimo, la fase ribassista sarebbe durata circa 268 giorni. Si tratta di una durata nettamente inferiore rispetto ai tre precedenti grandi bear market: circa 406 giorni nel 2014, 363 giorni nel 2018 e 376 giorni nel 2022.
La durata dei mercati ribassisti di Bitcoin sembra quindi continuare a ridursi progressivamente da un ciclo all’altro.
Ma l’elemento probabilmente più sorprendente riguarda l’ampiezza della correzione.
Con un drawdown massimo di circa 54%, il bear market del 2026 sarebbe anche il meno violento dei grandi mercati ribassisti recenti. A titolo di confronto, le correzioni massime avevano raggiunto circa l’85% nel 2014, l’83% nel 2018 e il 76% nel 2022.
L’attuale mercato ribassista potrebbe quindi essere contemporaneamente il più breve e il meno profondo di questa storia recente.
Questa evoluzione può essere spiegata dalla progressiva maturazione dell’ecosistema Bitcoin. Gli ETF spot, il crescente ingresso degli investitori istituzionali e l’aumento della profondità del mercato hanno probabilmente contribuito a limitare la violenza delle fasi di capitolazione.
Occorre tuttavia evitare di trarre troppo rapidamente una conclusione definitiva. Non è possibile escludere completamente un nuovo minimo e le prossime settimane saranno particolarmente importanti. Il mese di settembre, così come il voto previsto per il 15 settembre sul Clarity Act, potrebbero rappresentare importanti catalizzatori per il mercato.
2) Due livelli tecnici da monitorare intorno ai 70.000 dollari
Per determinare se il minimo di luglio rappresenti realmente la fine del bear market, due indicatori tecnici offrono attualmente una lettura particolarmente interessante: la media mobile semplice a 200 giorni e la Kijun settimanale dell’Ichimoku.
La SMA a 200 giorni rappresenta da tempo un riferimento fondamentale per distinguere le grandi fasi rialziste e ribassiste di Bitcoin. Tuttavia, un semplice superamento temporaneo non è sufficiente: ciò che conta realmente è la capacità del prezzo di recuperare questa media e, soprattutto, di costruire una fase di consolidamento duratura al di sopra di essa.
Bitcoin ha appena recuperato questa media con forza nel corso dell’ultima settimana.
La Kijun settimanale fornisce una seconda conferma. Ancora più interessante, entrambi gli indicatori si trovano attualmente intorno ai 70.000 dollari.
Questo è quindi il principale livello tecnico da monitorare nelle prossime settimane.
Se Bitcoin riuscirà a mantenere stabilmente questa zona fino a ottobre, l’ipotesi che il bear market sia terminato all’inizio di luglio acquisterà notevolmente maggiore credibilità.
Ma mantenere un supporto non è sufficiente per confermare definitivamente un cambio di ciclo. È inoltre necessario riuscire a superare le principali resistenze.
3) Kumo weekly Ichimoku e media mobile a 50 settimane da monitorare per confermare la fine del bear market
Il prossimo livello si trova intorno agli 82.000 dollari. Questo livello corrisponde in particolare alla media mobile a 50 settimane e rappresenta una resistenza tecnica particolarmente importante.
Lo scenario che privilegio è quindi quello di una fase di consolidamento tra 70.000 e 83.000 dollari nelle prossime settimane.
Se questa fase di range verrà confermata e Bitcoin riuscirà successivamente a uscirne verso l’alto, il mercato potrebbe entrare in una nuova fase di accelerazione rialzista.
Il grafico seguente rappresenta le candele giapponesi settimanali del prezzo di Bitcoin, con particolare riferimento al sistema Ichimoku.
In questo scenario, il vero bull run probabilmente non si svilupperebbe immediatamente. Il periodo più interessante potrebbe invece iniziare a partire da novembre 2026, prima di una prosecuzione del movimento rialzista nel corso del 2027.
In sintesi, il segnale tecnico è oggi nettamente più costruttivo rispetto all’inizio dell’estate. Il minimo del 1° luglio a 57.750 dollari potrebbe effettivamente aver segnato la fine del bear market.
Ma per trasformare questa ipotesi in una vera conferma del ciclo, Bitcoin deve ora difendere i 70.000 dollari e successivamente superare stabilmente gli 82.000–83.000 dollari, così come il Kumo weekly del sistema Ichimoku.
Sarà questa combinazione tra supporto preservato e resistenza superata a determinare se il bear market del 2026 appartenga definitivamente al passato.
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EURUSD – Possibile rimbalzo ribassistaL’EURUSD si trova attualmente in una zona tecnica molto sensibile, dopo il forte impulso ribassista che ha portato il prezzo a reagire nella parte bassa della struttura. Il mercato sta ora tentando un piccolo recupero, ma la price action resta ancora debole nel breve termine.
Dal punto di vista tecnico, il prezzo si muove all’interno di una zona di reazione H4, in confluenza con una IFVG H4 e sotto una SIBI Daily, elemento che mantiene una pressione bearish di fondo. Finché il prezzo resterà sotto quest’area di offerta, il contesto favorisce l’idea di un possibile rimbalzo ribassista.
In altre parole, il mercato potrebbe effettuare un piccolo pullback verso la zona 1.1595 – 1.1605 / 1.1610, per poi trovare nuovamente venditori e ripartire al ribasso. Questo scenario sarebbe coerente con la struttura attuale, soprattutto se il prezzo non riuscirà a riconquistare con forza la parte alta della zona.
In caso di conferma, l’EURUSD potrebbe tornare a cercare liquidità verso 1.1585, con possibile estensione verso 1.1580 e livelli inferiori. Al contrario, una rottura rialzista pulita sopra la zona di resistenza indebolirebbe l’idea bearish nel breve termine.
In sintesi, il prezzo resta in una struttura fragile, e un rebound ribassista dalla zona attuale rimane uno scenario credibile da monitorare. BTC – Possibile reazione ribassistaIl BTC si trova in una zona tecnica molto importante, dopo il forte impulso rialzista che ha riportato il prezzo rapidamente verso l’area di resistenza compresa tra 79.000 e 85.000, evidenziata sul grafico come SIBI / premium zone.
Dopo questa forte espansione, il mercato sta iniziando a mostrare un primo rallentamento, con diverse candele di indecisione e una difficoltà evidente nel consolidare sopra l’area dei 78.000 – 80.000. Questo comportamento lascia spazio all’idea di un possibile rimbalzo ribassista, soprattutto considerando che il prezzo sta reagendo sotto una zona HTF molto sensibile.
Dal punto di vista tecnico, finché il BTC resterà sotto la parte alta della zona e non riuscirà a rompere con decisione la resistenza, lo scenario più coerente resta quello di una rejection con possibile ritorno verso i livelli inferiori. In caso di conferma bearish, il prezzo potrebbe tornare inizialmente verso 76.000, poi estendere il movimento verso 74.000 – 72.500.
In sintesi, la struttura di fondo resta forte, ma il prezzo è arrivato in una zona di resistenza chiave, dove un rejet baissier resta uno scenario credibile da monitorare attentamente.
Short
XAUUSD | PREVISIONI SETTIMANALI SULL'ORO — VENDERE SUI RIALZI
🔥 XAUUSD | PREVISIONI SETTIMANALI SULL'ORO — VENDERE SUI RIALZI
📉 L'oro sta testando i minimi chiave — La mia strategia si sposta sulla VENDITA SUI RIALZI
L'oro ha finalmente rotto al ribasso la precedente fase di consolidamento ai massimi.
Dopo aver ripetutamente respinto la resistenza psicologica a 4700, il prezzo ha accelerato al ribasso raggiungendo quota 4445.
Per la prossima settimana, la mia strategia di trading si sposta dall'acquisto sui ribassi alla vendita sui rialzi.
Non intendo inseguire il ribasso dell'oro dopo un calo così marcato. Preferisco invece attendere un rimbalzo correttivo verso la resistenza e poi cercare una conferma prima di aprire posizioni short.
🌎 ANALISI FONDAMENTALE
Il principale catalizzatore del recente sell-off è il rinnovato tono restrittivo del presidente della Fed Wosh, che ha riacceso le preoccupazioni sul mercato riguardo a un ulteriore inasprimento della politica monetaria.
Tuttavia, non intendo assumere una posizione ribassista permanente sull'oro.
Gli acquisti delle banche centrali, i rischi fiscali, il debito globale e la domanda di beni rifugio rimangono importanti supporti a lungo termine.
La mia opinione è quindi:
Breve termine → Ribassista
Medio termine → Correzione / Ricalcolo dei prezzi
Lungo termine → Il supporto strutturale rimane
📊 ANALISI TECNICA
L'oro ha respinto il livello di 4700 e ha continuato a scendere, raggiungendo infine quota 4445.
Il grafico giornaliero ha formato una forte candela ribassista e si è mosso nuovamente verso la parte centrale della struttura di Bollinger.
Ancora più importante, anche il grafico settimanale si è indebolito, mentre le precedenti condizioni di ipercomprato e i segnali di divergenza ribassista si stanno ora concretizzando.
Questo suggerisce che la precedente struttura rialzista di alto livello è stata significativamente danneggiata.
Tuttavia, non mi aspetto che l'oro scenda in linea retta.
Dopo un forte calo, i rimbalzi a breve termine e le fasi di consolidamento sono normali.
Ecco perché non voglio vendere al minimo.
La mia strategia è semplice:
Aspettare il rimbalzo → Vendere in corrispondenza della resistenza → Gestire il rischio
🎯 LIVELLI CHIAVE
🔴 Resistenza
4480–4525 — Zona di vendita primaria
4555 — Invalidazione chiave
4565–4585 — Resistenza secondaria
🟢 Supporto
4445 — Minimo recente
4400 — Supporto psicologico principale
4300 — Supporto strutturale principale
L'area 4400–4300 è estremamente importante.
Se i venditori mantengono il controllo, questa zona potrebbe diventare il prossimo obiettivo ribassista principale.
Ma se il prezzo raggiunge questi livelli, osserverò attentamente la reazione piuttosto che inseguire ciecamente un'altra rottura al ribasso.
🔥 IL MIO PIANO DI TRADING
🟥 CONFIGURAZIONE 1 — VENDERE SUL RIALZO
ZONA DI VENDITA: 4480–4525
🛑 SL: 4555
🎯 TP1: 4445
🎯 TP2: 4410
🎯 TP3: 4400
Se il livello di 4400 viene superato con forte slancio, la prossima area che terrò d'occhio è 4300.
Questa è la mia configurazione preferita perché preferisco vendere su un rimbalzo verso una resistenza piuttosto che inseguire il prezzo dopo un calo prolungato.
🟥 CONFIGURAZIONE 2 — ROTTURA E RESTAGGIO
Se l'oro apre sotto 4445 e continua a scendere senza un rimbalzo significativo, non inseguirò la posizione short vicino a 4400.
Aspetterò invece un retest di:
4445–4455
Se il precedente supporto si trasforma in resistenza e i venditori intervengono, cercherò un'altra opportunità di vendita.
Rottura → Retest → Respingimento → Vendita
Questo è il modo in cui preferisco operare in caso di rottura.
🟡 INVALIDAZIONE RIALZISTA
Se l'oro recupera e si mantiene sopra 4500–4525, la configurazione ribassista iniziale si indebolisce.
In tal caso, annullerò la prima idea di vendita e aspetterò un test di resistenza più forte intorno a:
4565–4585
Se i venditori respingono il prezzo a quel livello, rivaluterò la posizione short.
🧠 LA MIA OPINIONE PERSONALE
Personalmente, credo che l'errore più grande in questo momento sia cercare di individuare il minimo esatto.
L'oro è già sceso significativamente e molti trader penseranno naturalmente:
"È sceso abbastanza. È il momento di comprare."
Non sono d'accordo.
Un forte calo non significa automaticamente che la correzione sia finita.
Ma vendere allo scoperto ciecamente a ogni candela ribassista è altrettanto pericoloso.
Il mercato ha bisogno di spazio per rimbalzare.
Preferisco aspettare che il prezzo torni ai miei livelli e poi lasciare che il mercato confermi se i venditori hanno ancora il controllo.
Non ho bisogno di prevedere il massimo esatto.
Non ho bisogno di prevedere il minimo esatto.
Devo solo operare quando si presenta la configurazione.
Questa è la differenza tra tirare a indovinare ed eseguire.
⚠️ GESTIONE DEL RISCHIO
La volatilità dell'oro rimane estremamente elevata.
Non usare una leva finanziaria eccessiva solo perché il prezzo si è mosso di centinaia di punti.
Definisci il tuo stop loss prima di entrare, attendi la conferma e proteggi il tuo capitale.
Se la struttura ribassista viene invalidata, cambierò la mia opinione.
Il mercato ha sempre ragione.
🏆 PIANO PER LA PROSSIMA SETTIMANA
📉 Tendenza: Ribassista
🔥 Strategia: Vendere sul rally
🔴 Posizione short principale: 4480–4525
🔴 Posizione short secondaria: 4565–4585
🟢 Supporto: 4445 / 4400 / 4300
⚠️ Invalidazione chiave: 4555
Rifiuto di 4700
→ Rottura di 4445
→ Rimbalzo correttivo
→ Ritest della resistenza
→ Conferma della posizione short
→ 4400
→ Potenzialmente 4300
Niente inseguimenti.
Niente trading emotivo.
Aspetta il livello. Attendi la conferma. Esegui il piano. ❤️ Metti mi piace se sei d'accordo con la mia analisi.
➕ Seguimi per ulteriori configurazioni XAUUSD e aggiornamenti di mercato.
💬 La tua opinione: il livello di 4400 reggerà o l'oro continuerà a salire verso i 4300?
Opera sui livelli. Segui la struttura. Controlla il rischio. 📊🔥
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Short
Long
Analisi del Mercato dell'OroL'oro si trova attualmente in una fase di consolidamento all'interno di un range dopo un forte calo, con i movimenti del mercato dominati dai segnali restrittivi della Fed. Il mercato ha aumentato le probabilità di un rialzo dei tassi a settembre, mentre i rendimenti obbligazionari restano elevati e il dollaro rimane solido — tutti fattori che continuano a pesare sul prezzo dell'oro. Lo slancio di bene rifugio derivante dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente è limitato; anzi, il conflitto ha fatto salire i prezzi del petrolio, rafforzando le preoccupazioni inflazionistiche e sostenendo ulteriormente le aspettative di un inasprimento della politica monetaria da parte della Fed.
Dopo un rimbalzo seguito da una flessione, lo slancio rialzista si è chiaramente indebolito e si prevede che il mercato resti all'interno di un range nel breve termine. La resistenza si colloca a 4465–4485; se il prezzo rimbalza in questa zona e trova un ostacolo, rappresenta un'opportunità per aprire posizioni short. Una resistenza più forte si trova vicino a 4500 — se il prezzo raggiunge questo livello, sarebbe una buona occasione per vendere sui massimi.
Il primo supporto si colloca a 4420–4430, la linea di demarcazione rialzista/ribassista intraday. Se il prezzo mantiene questo livello, si possono considerare acquisti leggeri. Un supporto più solido si trova a 4400, un livello psicologico chiave nel breve termine dove è probabile che emergano acquisti sui ribassi; una tenuta decisa a questo livello favorirebbe l'acquisto sui rimbalzi.
Affrontatelo con una mentalità da trading in range, mantenete un ritmo costante e puntate a guadagni a breve termine.
🥇 Fornisco un'analisi obiettiva del mercato ogni giorno.
Long
Analisi Tecnica Professionale — XAU/USD (Oro)1. Struttura del mercato
Il grafico mostra un chiaro cambio di struttura (MSB) e successivamente una sequenza di massimi e minimi decrescenti.
Il prezzo ha perso l'area 4.600–4.580, accelerando fortemente al ribasso.
La discesa ha portato XAU/USD da circa 4.620 fino a 4.380.
I successivi rimbalzi sono rimasti deboli e non hanno recuperato i precedenti massimi.
Finché il prezzo rimane sotto 4.440–4.460, la struttura favorisce i venditori.
2. 🟢 Zona di domanda
Il prezzo sta entrando nella zona verde, approssimativamente:
4.340–4.375
Questa area è identificata sul grafico come Bullish Order Block (Bu-OB).
È una zona interessante per un possibile rimbalzo tecnico, ma al momento non c'è ancora una conferma sufficiente di inversione rialzista.
Per confermare la presenza dei compratori, cercherei:
una reazione netta dalla zona verde;
formazione di un higher low;
rottura della struttura ribassista;
recupero di 4.400–4.420.
3. 🎯 Take Profit
Il Take Profit indicato sul grafico è intorno a:
4.440–4.445
Questo livello è tecnicamente interessante perché coincide con una precedente area di consolidamento/resistenza.
Il movimento verso 4.440 dovrebbe essere considerato principalmente come rimbalzo tecnico, non ancora come inversione completa del trend.
4. Livelli chiave
Livello Importanza
4.680–4.690 🔴 Bearish Order Block / resistenza maggiore
4.640–4.660 🔴 Resistenza intermedia
4.440–4.445 🎯 Target del rimbalzo / resistenza
4.400 ⚠️ Livello psicologico
4.375 📍 Prezzo attuale / parte alta della domanda
4.340–4.350 🟢 Zona di domanda principale
5. Scenario rialzista
Se 4.340–4.350 riesce a mantenere il prezzo, possiamo aspettarci un possibile movimento:
4.375 → 4.400 → 4.420 → 4.440
La zona 4.440–4.460 sarà il punto decisivo.
Una rottura confermata sopra 4.460 potrebbe aprire spazio verso 4.500–4.520.
6. Scenario ribassista
Se invece il prezzo rompe con decisione 4.340, la zona di domanda verrebbe invalidata.
In questo caso, il rischio di continuazione del trend ribassista aumenta considerevolmente. Un eventuale pullback verso 4.340–4.350 potrebbe poi trasformare la precedente domanda in resistenza.
🧠 Conclusione operativa
Bias principale: 🔴 RIBASSISTA
Ma il prezzo si trova proprio su una zona di domanda, quindi vendere immediatamente dopo una forte discesa presenta un rischio maggiore.
La lettura più prudente è:
Trend ribassista + arrivo su domanda = attendere conferma della reazione.
Scenario A: 🟢 la domanda tiene → possibile rimbalzo verso 4.400–4.440.
Scenario B: 🔴 4.340 viene rotto → probabile continuazione ribassista.
Scenario C: 🚀 recupero stabile sopra 4.460 → il quadro di breve termine migliora e può iniziare una fase di recupero più ampia.
Livello decisivo del grafico: 4.340.
Prima resistenza/target: 4.440.
Long
Short
Short
Petrolio: rimbalzo dai supporti,RSI in area neutrale-costruttivaQuadro generale: SPOTCRUDE in allungo dai minimi di seduta
Alla seduta corrente, il petrolio WTI (SPOTCRUDE Pepperstone) tratta a 88,332 dollari, in rialzo dell'1,69% (+1,465 dollari). Lo strumento ha aperto a 86,754, ha segnato un massimo a 88,634 e un minimo a 86,655: una seduta interamente positiva, con acquisti concentrati soprattutto nella parte centrale e finale del range.
Il rialzo riporta le quotazioni sopra quota 88, confermando il recupero avviato dai minimi di area 86,6. Il range 52 settimane, compreso tra 67,551 e 113,288 dollari, conferma l'ampiezza della fase distributiva vissuta dal petrolio nell'ultimo anno, con quotazioni attuali ancora lontane dai massimi storici del periodo. I volumi si attestano a 82,09K, sotto la media di 148,86K: il rialzo odierno non è quindi accompagnato da una piena espansione dei flussi in acquisto, elemento che invita a leggere il movimento come un rimbalzo tecnico più che come un'accelerazione strutturale immediata.
Nuova fascia operativa: 79,087–90,409
La fascia tecnica rilevante per il petrolio è compresa tra il SuperTrend rialzista a 79,087 e il SuperTrend ribassista a 90,409 dollari. Il prezzo tratta sopra la SMA più reattiva a 81,256, ma resta ancora sotto la SMA più lenta a 86,160 di poco superata in giornata, e sotto il SuperTrend a 90,409: una configurazione che descrive un mercato in fase di transizione, con la struttura ribassista di fondo non ancora del tutto superata.
Dentro questa fascia il mercato sta valutando se il rimbalzo odierno resterà confinato all'interno del canale laterale recente, oppure se troverà la forza per estendersi fino al test del SuperTrend a 90,409, primo vero spartiacque tecnico tra continuazione del recupero e ritorno di pressione ribassista.
Principali livelli tecnici attuali
• Resistenza primaria 88,634: massimo della seduta corrente e riferimento tecnico più immediato in caso di prosecuzione degli acquisti.
• Resistenza tecnica 90,409: SuperTrend ribassista, vero spartiacque tra fase di recupero e ritorno del trend ribassista di fondo.
• Resistenza di periodo 113,288: massimo di 52 settimane, riferimento di lungo termine ancora molto distante dalle quotazioni attuali.
• Supporto di giornata 86,655: minimo della seduta corrente, primo riferimento intraday per valutare la tenuta del rialzo odierno.
• Supporto intermedio SMA 86,160: media mobile più lenta, appena sotto le quotazioni attuali; un suo cedimento segnalerebbe un affievolimento del momentum.
• Supporto dinamico SMA 81,256: media mobile più reattiva, riferimento tecnico più solido per la tenuta del rimbalzo in corso.
• Supporto di periodo 67,551: minimo di 52 settimane, riferimento estremo di lungo periodo.
Struttura tecnica: trend, medie e momentum
Il petrolio tratta sopra la SMA più reattiva a 81,256 ma ancora a ridosso della SMA a 86,160 e sotto il SuperTrend a 90,409, con una configurazione tecnica che descrive un recupero in corso ma non ancora una piena inversione di trend. La distanza dal SuperTrend ribassista lascia margine di movimento prima di un test più impegnativo della resistenza dinamica.
L'RSI daily si porta a 59,50, in area neutrale-positiva ma ancora lontano dalla soglia di ipercomprato di 70: un dato che segnala spazio residuo per la prosecuzione del rialzo, coerente con un movimento di recupero tecnico più che con un eccesso di momentum da correggere.
Operativamente, il mantenimento sopra 86,160 conserverebbe l'impostazione costruttiva di breve e lascerebbe aperta la strada verso il test di 90,409; una battuta d'arresto sotto 86,655, con successivo test della SMA a 81,256, sarebbe invece coerente con un ritorno di debolezza all'interno del più ampio movimento laterale.
Scenari di prezzo sulla fascia 79,087–90,409 (SPOTCRUDE Pepperstone)
Se il petrolio riuscisse a superare in chiusura l'area 88,6–90,4, il segnale di forza odierno troverebbe conferma e il quadro tecnico migliorerebbe sensibilmente, aprendo la strada verso un test più deciso delle resistenze superiori.
Se invece la spinta rialzista dovesse esaurirsi sotto 86,655, il primo riferimento tecnico diventerebbe la SMA a 86,160 e successivamente la SMA a 81,256. Una chiusura giornaliera sotto quest'ultima rappresenterebbe un segnale di deterioramento più significativo, riportando l'attenzione sul SuperTrend rialzista a 79,087.
Solo una rottura netta e confermata sotto 79,087 rimetterebbe in discussione l'intera struttura di recupero costruita nelle ultime settimane. Fino a quel momento, il rialzo odierno va interpretato come un tentativo tecnico di consolidare la base costruita nella fascia 80–88 dollari, all'interno di un mercato ancora alla ricerca di una direzione definita.
Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone. Nasdaq: pullback sulla resistenzaQuadro generale: NAS100 in ripiegamento dopo i massimi di seduta
Alla seduta corrente, il NAS100 (US 100 Cash CFD Pepperstone) tratta a 29.147,1 punti, in calo dell'1,08% (-318,4 punti). L'indice ha aperto a 29.464,6, ha segnato un massimo a 29.522,5 e un minimo a 29.136,1: una seduta negativa, con vendite concentrate nella parte finale del range dopo il tentativo di allungo iniziale.
Il calo riporta le quotazioni sotto quota 29.200, cancellando il tentativo di rialzo dei minimi di seduta e riportando il prezzo vicino al minimo giornaliero. I volumi si attestano a 248,98K, sotto la media di 479,34K: la flessione odierna non è quindi accompagnata da una piena espansione dei flussi in vendita, elemento che invita a leggere il movimento come una correzione tecnica più che come un'inversione strutturale immediata.
Nuova fascia operativa: 28.554,5–29.522,5
La fascia tecnica rilevante per il NAS100 è compresa tra il SuperTrend a 28.554,5 e il massimo odierno a 29.522,5 punti. Il prezzo tratta ancora sopra entrambe le medie mobili (28.925,3 e 28.424,2) e sopra il SuperTrend, mantenendo intatta l'impostazione rialzista di fondo nonostante la giornata negativa.
Dentro questa fascia il mercato sta valutando se la correzione odierna resterà un semplice pullback fisiologico verso l'area 28.925, oppure se si estenderà fino al test del SuperTrend a 28.554,5, primo vero spartiacque tecnico tra continuazione rialzista e ritorno di pressione ribassista più marcata.
Principali livelli tecnici attuali
• Resistenza primaria 29.522,5: massimo della seduta corrente e riferimento tecnico più immediato in caso di ripresa degli acquisti.
• Resistenza di apertura 29.464,6: livello di apertura odierno, primo ostacolo per un recupero di seduta.
• Supporto di giornata 29.136,1: minimo della seduta corrente, primo riferimento intraday per valutare la tenuta del ribasso odierno.
• Supporto intermedio SMA 28.925,3: media mobile più reattiva; un suo test segnalerebbe un affievolimento del momentum di breve.
• Supporto dinamico SuperTrend 28.554,5: vero spartiacque tecnico tra la fase rialzista in corso e un possibile deterioramento più ampio del trend.
• Supporto SMA 28.424,2: riferimento tecnico più profondo tra quelli monitorati, la cui perdita metterebbe seriamente in discussione la struttura rialzista recente.
Struttura tecnica: trend, medie e momentum
Il NAS100 resta sopra entrambe le medie mobili e sopra il SuperTrend a 28.554,5, con una configurazione tecnica che conferma un trend rialzista ancora ben definito nonostante la seduta negativa odierna. La distanza tra prezzo corrente e supporti dinamici lascia margine per assorbire un pullback senza compromettere l'impostazione di fondo.
L'RSI daily si porta a 47,14, in area neutrale e sotto la soglia di 50: un dato che non segnala eccessi né di ipercomprato né di ipervenduto, coerente con il calo odierno letto come fisiologica presa di respiro più che come un segnale di inversione strutturale.
Operativamente, il mantenimento sopra 28.925,3 conserverebbe l'impostazione rialzista e lascerebbe aperta la strada verso nuovi massimi oltre 29.522,5; una rottura sotto questo livello, con successivo test del SuperTrend a 28.554,5, sarebbe invece coerente con una fase correttiva più ampia.
Scenari di prezzo sulla fascia 28.554,5–29.522,5 (NAS100 Pepperstone)
Se il NAS100 riuscisse a recuperare in chiusura l'area 29.465–29.525, il segnale di debolezza odierno verrebbe riassorbito e il quadro tornerebbe pienamente costruttivo, con i pullback verso 29.136–28.925 da considerare opportunità di acquisto nell'ottica del trend di fondo.
Se invece la pressione in vendita dovesse proseguire sotto 29.136,1, il primo obiettivo tecnico diventerebbe la SMA a 28.925,3 e successivamente il SuperTrend a 28.554,5. Una chiusura giornaliera sotto quest'ultimo livello rappresenterebbe un segnale di deterioramento più significativo, aprendo la strada a un test della SMA a 28.424,2.
Solo una rottura netta e confermata sotto 28.424,2 rimetterebbe in discussione l'intera struttura rialzista costruita nei mesi scorsi. Fino a quel momento, la correzione odierna va interpretata come una fase di raffreddamento fisiologico all'interno di un trend di lungo periodo ancora saldamente rialzista.
Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone. Agosto chiude in rialzo dopo un’eccellente stagione degli utili.Agosto chiude in rialzo dopo un’eccellente stagione degli utili. Ora arriva il vero test di settembre
Wall Street archivia un agosto complessivamente molto positivo, nonostante un percorso tutt’altro che tranquillo.
I tre principali indici statunitensi hanno terminato il mese in rialzo: il NASDAQ ha guadagnato quasi il 4%, l’S&P 500 il 2,6% e il Dow Jones l’1,3%.
Numeri importanti, soprattutto considerando ciò che il mercato ha dovuto assorbire: tensioni geopolitiche, oscillazioni del petrolio, rendimenti obbligazionari elevati, dubbi sulla politica monetaria della Federal Reserve e una crescente discussione sulle valutazioni raggiunte dai titoli legati all’intelligenza artificiale.
Eppure il mercato ha continuato a salire.
La ragione principale, secondo me, è abbastanza chiara:
gli utili aziendali continuano a fornire fondamenta molto solide al mercato rialzista.
Una stagione degli utili persino migliore delle aspettative
La stagione delle trimestrali appena conclusa ha probabilmente rappresentato uno degli elementi più importanti dell’intero mese.
Non abbiamo assistito soltanto a una buona crescita degli utili.
Abbiamo visto una crescita robusta, diffusa e in molti casi accompagnata da revisioni positive delle prospettive future.
Questo è un aspetto che considero particolarmente importante.
Negli ultimi anni una delle critiche più frequenti rivolte al mercato americano riguardava la forte concentrazione della crescita nelle grandi società tecnologiche.
Oggi, invece, stiamo iniziando a vedere una maggiore diffusione della crescita degli utili.
E un mercato sostenuto da un numero crescente di aziende è, a mio giudizio, strutturalmente più interessante di un mercato dipendente esclusivamente da pochi giganteschi titoli.
NVIDIA continua a essere il termometro dell’intelligenza artificiale
Naturalmente, ancora una volta, uno dei protagonisti assoluti è stato NVIDIA.
La società ha chiuso la stagione delle trimestrali delle grandi aziende tecnologiche con risultati estremamente forti e soprattutto con prospettive che hanno nuovamente impressionato Wall Street.
Il mercato ha reagito con entusiasmo e NVIDIA ha registrato un rialzo vicino al 9% nella seduta successiva alla pubblicazione dei risultati.
Ma la cosa che considero realmente importante non è il movimento di una singola giornata.
È il messaggio arrivato dai numeri.
La domanda legata all’intelligenza artificiale continua a essere molto forte e gli investimenti nelle infrastrutture necessarie per sostenerla non sembrano, almeno per il momento, destinati a fermarsi.
Questo non significa che tutti i titoli AI siano automaticamente da acquistare.
Come ho scritto anche recentemente, una grande azienda non è necessariamente un grande investimento a qualsiasi prezzo.
Ma significa che la tesi fondamentale sulla crescita dell’intelligenza artificiale continua ad avere basi molto solide.
Settembre: non temo il calendario, guardo i fondamentali
Adesso entriamo però in settembre.
Storicamente è uno dei mesi più difficili dell’anno per il mercato azionario.
Questo dato merita attenzione, ma non credo che un investitore debba prendere decisioni semplicemente guardando il calendario.
Preferisco concentrarmi sulle variabili che possono realmente modificare il quadro.
E oggi ne vedo soprattutto quattro:
rendimenti obbligazionari, petrolio, inflazione e Federal Reserve.
Se queste quattro variabili dovessero muoversi contemporaneamente nella direzione sbagliata, settembre potrebbe effettivamente diventare molto più complicato.
Ed è proprio ciò che l’ultima seduta di agosto ci ha ricordato.
Iran e petrolio riportano la geopolitica sui mercati
L’ultima seduta del mese è stata negativa.
Il Dow Jones ha perso lo 0,70%, circa 374 punti, chiudendo a 53.185,90. L’S&P 500 ha ceduto lo 0,33% a 7.686,14, mentre il NASDAQ ha limitato il ribasso allo 0,12%, terminando a 26.370,89.
A pesare sul sentiment è stato soprattutto il ritorno delle tensioni militari tra Stati Uniti e Iran.
Gli investitori speravano che il confronto potesse progressivamente spostarsi dal terreno militare a quello economico e diplomatico.
Gli ultimi sviluppi hanno costretto il mercato a rivedere questa aspettativa.
La prima conseguenza si è vista sul petrolio.
Il WTI ha superato gli 86 dollari al barile.
E qui nasce un problema che va molto oltre il settore energetico.
Petrolio, inflazione e rendimenti: il vero rischio per settembre
Un petrolio più caro significa potenzialmente maggiori pressioni inflazionistiche.
Maggiori pressioni inflazionistiche significano una Federal Reserve meno libera di allentare la politica monetaria.
E aspettative di tassi più elevati tendono a spingere verso l’alto i rendimenti obbligazionari.
È esattamente quello che abbiamo visto.
Il rendimento del Treasury decennale americano è salito sui livelli più elevati da gennaio 2025.
Questa combinazione —
petrolio più alto → maggiore rischio inflazionistico → rendimenti più elevati → pressione sulle valutazioni azionarie
— è probabilmente una delle dinamiche più importanti da osservare nelle prossime settimane.
Soprattutto per i titoli growth.
Le aziende tecnologiche con valutazioni elevate sono infatti particolarmente sensibili alle variazioni del costo del capitale.
Ora il mercato guarda all’occupazione
Il prossimo grande appuntamento sarà il rapporto sui Non-Farm Payrolls.
Ed è diventato ancora più importante dopo la grande sorpresa del mese precedente.
L’ultimo dato aveva infatti mostrato una perdita di 23.000 posti di lavoro, quando il mercato si aspettava un incremento di circa 80.000.
Per agosto le aspettative indicano invece la creazione di oltre 50.000 nuovi posti di lavoro.
Il risultato sarà osservato con enorme attenzione perché potrebbe modificare nuovamente le aspettative sulla prossima decisione della Federal Reserve.
Prima di venerdì arriveranno inoltre altri indicatori importanti: ISM manifatturiero, spesa per le costruzioni, offerte di lavoro e rapporto ADP sull’occupazione privata.
Avremo quindi diversi elementi per capire se l’economia americana sta realmente rallentando oppure se continua a mostrare quella resilienza che ha caratterizzato gran parte degli ultimi trimestri.
Il mio punto di vista
Agosto ci lascia, secondo me, un messaggio molto importante.
Nonostante tutto il rumore che ha circondato il mercato, gli utili hanno continuato a vincere.
Ed è esattamente ciò che dovrebbe accadere nel lungo periodo.
Possiamo discutere ogni giorno di Federal Reserve, petrolio, geopolitica, rendimenti e stagionalità.
Sono tutti elementi importanti.
Ma alla fine il valore delle aziende dipende soprattutto dalla loro capacità di aumentare ricavi, utili e flussi di cassa.
Finché questa capacità rimane intatta, continuo a considerare eventuali correzioni come qualcosa da analizzare soprattutto alla ricerca di opportunità.
Settembre potrebbe essere più volatile di agosto.
Non mi sorprenderebbe affatto.
Ma volatilità e mercato ribassista sono due cose completamente differenti.
Una correzione all’interno di un quadro fondamentale ancora solido può diventare una straordinaria alleata dell’investitore paziente.
L’opinione di Marco Bernasconi
Il dato che porto con me dalla chiusura di agosto non è il +4% del NASDAQ, il +2,6% dell’S&P 500 o il +1,3% del Dow Jones.
È un altro:
le aziende stanno continuando a produrre utili.
Questo è ciò che per me conta maggiormente.
Non voglio però commettere l’errore opposto e pensare che, siccome gli utili sono forti, qualsiasi prezzo sia automaticamente giustificato.
Proprio nelle ultime settimane abbiamo visto numerosi titoli legati all’intelligenza artificiale scendere nonostante risultati eccellenti.
Il mercato sta diventando più selettivo.
E personalmente considero questo passaggio positivo.
Significa che tornerà a essere sempre più importante distinguere una buona storia da una buona azienda e una buona azienda da un buon investimento.
Settembre potrebbe offrirci proprio questo.
Se petrolio, rendimenti e timori sulla Fed dovessero provocare una correzione mentre le stime sugli utili rimangono solide, non credo che la mia prima reazione sarà vendere.
La mia prima domanda sarà:
quali aziende che desideravo acquistare sono finalmente diventate più convenienti?
Per questo entro nel nuovo mese mantenendo una parte di liquidità disponibile e una lista precisa di società che sto osservando.
Non sappiamo se settembre ci offrirà davvero prezzi migliori.
Ma se lo farà, voglio essere pronto a utilizzarli a mio favore.
Ed è proprio da questo ragionamento che oggi passo dall’analisi generale del mercato alla selezione concreta delle opportunità.
Marco Bernasconi
Le opinioni espresse rappresentano valutazioni personali dell’autore e hanno finalità esclusivamente informative. Non costituiscono una raccomandazione personalizzata di investimento né una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di strumenti finanziari. Xau settembreCiao, sono Maicol, un trader italiano.
Studio Gold dal 2019.
Il mio approccio è swing e intraday
Ho bisogno del tuo supporto.
Lascia un like e seguimi.
Per te è una piccola cosa, ma per il mio lavoro conta tanto.
Leggi bene la descrizione per capire il piano operativo.
Non soffermarti solo sul grafico. Grazie.
🌞 BUONGIORNO A TUTTI🌞
eccomi di ritorno,
nuova mensilita di gold:
Warsh a Jackson Hole
Warsh è stato hawkish.
Gold è stato venduto con forza mentre il rendimento USA a 2 anni è salito dal 4,239% circa al 4,38-4,40%, un movimento di circa +16 punti base.
La probabilità stimata di un rialzo dei tassi a settembre è salita verso il 55-65% dopo il discorso.
Escalation in Medio Oriente
Domenica 30 agosto gli Stati Uniti hanno colpito lanciarazzi IRGC sull’isola di Larak che, secondo il testo, stavano preparando il dispiegamento di mine nello Stretto di Hormuz.
L’Iran ha risposto con attacchi verso la Giordania, intercettati, e con droni contro la base aerea di Al Minhad negli Emirati Arabi Uniti.
Una superpetroliera avrebbe inoltre colpito due mine vicino allo Stretto di Hormuz.
Si tratta del primo scambio diretto di attacchi da oltre un mese.
Dopo sei mesi di guerra la situazione rimane sostanzialmente in stallo.
I negoziati sarebbero falliti e l’accordo di giugno su Hormuz sarebbe stato violato da entrambe le parti.
Bessent starebbe inoltre ampliando le sanzioni secondarie, con possibile attenzione alle banche collegate alla Cina.
NFP di venerdì
Previsione: +58K
Dato precedente: -23K
ADP agosto: +47K
Payroll governativi: -53K
Secondo questa analisi, una previsione NFP di +58K potrebbe essere troppo ottimistica.
Situazione Gold
Warsh ha prodotto lo shock hawkish che il mercato temeva.
Nel weekend, però, l’escalation tra USA e Iran ha aumentato la domanda di beni rifugio.
Ma il vero evento decisivo della settimana potrebbe non essere il conflitto.
Sarà probabilmente il NFP di venerdì 4 settembre.
La previsione è +58K dopo il precedente -23K, mentre ADP ha registrato solamente +47K.
L’idea dell’analisi è che una vera ripresa del mercato del lavoro fino a +58K sia difficile.
Se NFP delude, la possibilità di un rialzo dei tassi a settembre diminuisce e la narrativa hawkish di Warsh perde forza.
Questo sarebbe positivo per Gold.
Se invece NFP supera le aspettative, aumenta la possibilità di un rialzo dei tassi e Gold potrebbe tornare a testare i minimi.
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Evito di operare durante le sessioni asiatica e londinese, focalizzandomi sulle notizie delle 14:30, e sull'apertura di New York ore 15:30.
Nel frattempo, vi auguro una buona giornata.
-BUON TRADING
-GESTITE IL RISCHIO
-BE PATIENCE