EURGBP, fast trade con divergenza rsiDopo una fase di marcata debolezza, il cross EUR/GBP sta mostrando i primi segnali di rallentamento del trend ribassista sul grafico a quattro ore.
Il movimento rimane tecnicamente inserito in una struttura discendente, ma alcuni elementi iniziano a suggerire la possibilità di un fast trade di natura esclusivamente tecnica, con un rapporto rischio/rendimento interessante.
Il primo elemento da osservare è la divergenza rialzista dell'RSI.
Mentre i prezzi hanno aggiornato i minimi, l'oscillatore ha costruito minimi crescenti.
Si tratta di un segnale che, da solo, non anticipa necessariamente un'inversione, ma spesso accompagna movimenti di recupero anche significativi.
L'eventuale conferma del movimento potrebbe proiettare il cross verso il Point of Control (POC), primo obiettivo naturale dove in passato si è concentrato il maggior volume di scambi.
In caso di superamento di quest'area, il target successivo diventerebbe la EMA 50, che coincide con una resistenza dinamica e rappresenta un livello tecnico di elevato interesse.
L'idea operativa resta quella di un fast trade contro trend, da affrontare con disciplina e gestione rigorosa del rischio.
La perdita dei minimi recenti invaliderebbe infatti lo scenario di recupero, mentre una conferma sopra le prime resistenze aumenterebbe la probabilità di un'estensione del rimbalzo verso gli obiettivi evidenziati sul grafico.
Euro / Sterlina
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Idee di trading approfondite
EURGP, Testa e spalle quasi pronto e rischio scivoloneSul cross si sta delineando una struttura tecnica che merita attenzione. Un possibile testa e spalle ribassista in formazione sul time frame settimanale.
La neckline, tracciata lungo il supporto dinamico in area 0,86, rappresenta il livello chiave del pattern.
La validazione della figura richiede, ovviamente, una rottura decisa della neckline accompagnata da aumento dei volumi.
Proprio sul fronte dei volumi si osserva un elemento interessante. La fase di formazione della spalla destra appare sostenuta da scambi relativamente sostenuti e maggiori rispetto a quelli associati alla testa a conferma della scarsa partecipazione del mercato alla formazione dell'ultimo top.
In caso di breakdown confermato, il target tecnico si calcola proiettando l’ampiezza tra testa e neckline verso il basso, aprendo spazio a un possibile movimento ribassista più ampio.
Mercati in attesa dei dati sul lavoro USAATTESA PER I DATI SUL MERCATO DEL LAVORO
Giovedì Wall Street ha registrato variazioni frazionali, con il Dow Jones in rialzo dello 0,55% a 49.266 punti, mentre l’S&P 500 è salito dello 0,01% a 6.921 punti. Chiusura negativa, invece, per il Nasdaq, in calo dello 0,44% a 23.480 punti.
La seduta è stata brillante per i titoli del settore petrolifero, mentre i tecnologici hanno ceduto terreno. Le principali aziende tech hanno in gran parte mantenuto il trend ribassista della sessione precedente, rimanendo sotto osservazione dopo che le scommesse speculative su una maggiore implementazione dell’intelligenza artificiale a livello globale avevano spinto al rialzo i rendimenti dei titoli software e delle infrastrutture per data center lo scorso anno. Broadcom, Oracle e Micron hanno perso oltre il 3%.
Nel frattempo, le aziende della difesa hanno registrato un’impennata dopo l’annuncio del presidente Trump secondo cui il bilancio militare statunitense salirà a 1,5 trilioni di dollari entro il 2027. La notizia ha rafforzato la recente spinta del settore, già sostenuta dalla cattura del presidente venezuelano Maduro da parte degli Stati Uniti e dalla retorica più aggressiva della Casa Bianca sulla Groenlandia. Lockheed Martin, RTX e Northrop Grumman hanno guadagnato tra il 4% e l’8%.
VALUTE
Sul mercato dei cambi si osserva un leggero recupero del dollaro, in particolare contro l’euro, sceso a 1,1640 in seguito alla chiusura di posizioni long in attesa dei dati sul mercato del lavoro attesi nel pomeriggio.
L’indice del dollaro è salito fino a quota 99, registrando la quarta sessione consecutiva di rialzi e raggiungendo il livello più alto in quasi un mese. Gli investitori attendono il rapporto sull’occupazione di dicembre per ottenere indicazioni più chiare sulle condizioni del mercato del lavoro e sulle prospettive di politica monetaria della Federal Reserve.
I dati pubblicati giovedì hanno mostrato un lieve aumento delle richieste settimanali di sussidio di disoccupazione, salite a 208.000 unità, mentre i tagli di posti di lavoro annunciati sono scesi a 35.553 a dicembre, il livello più basso da luglio 2024, segnalando un mercato del lavoro resiliente.
I mercati attribuiscono una probabilità di quasi il 90% al mantenimento dell’attuale politica monetaria nella riunione di gennaio, sebbene gli operatori continuino a prevedere due o più tagli dei tassi nel corso dell’anno. Gli investitori attendono inoltre la possibile sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti sulla legalità dei dazi imposti dall’amministrazione Trump.
Il dollaro si è rafforzato in modo diffuso, registrando i maggiori guadagni settimanali contro l’euro, in un contesto di segnali di allentamento delle pressioni inflazionistiche in Europa.
JOBLESS CLAIMS
Le richieste iniziali di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono aumentate di 8.000 unità rispetto alla settimana precedente, raggiungendo quota 208.000 nella settimana conclusasi il 3 gennaio. Il dato è sostanzialmente in linea con le attese di mercato, pari a 210.000 unità, e rimane ben al di sotto della media dell’anno precedente.
Le richieste continuative sono invece aumentate di 56.000 unità, raggiungendo 1.914.000, un valore superiore alle aspettative di 1.900.000. Il numero relativamente basso di richieste iniziali, a fronte di un elevato livello di disoccupazione arretrata, rafforza l’idea di un mercato del lavoro caratterizzato da un ritmo lento di assunzioni e da un livello stabile di licenziamenti.
BILANCIA COMMERCIALE USA
Il deficit commerciale degli Stati Uniti si è ridotto drasticamente a 29,4 miliardi di dollari nell’ottobre 2025, il livello più basso da giugno 2009. Il dato è in calo rispetto ai 48,1 miliardi rivisti di settembre e molto inferiore alle previsioni, che indicavano un deficit di 58,1 miliardi.
L’introduzione dei dazi ha determinato significative oscillazioni nei flussi commerciali, in particolare per l’oro non monetario e i prodotti farmaceutici. Le importazioni sono diminuite del 3,2%, scendendo al minimo degli ultimi 21 mesi, pari a 331,4 miliardi di dollari. Sono invece aumentati gli acquisti di accessori per computer, apparecchiature per telecomunicazioni e computer.
Le esportazioni sono cresciute del 2,6%, raggiungendo il livello record di 302 miliardi di dollari, spinte da un’impennata dell’oro e di altri metalli preziosi, mentre si è registrato un calo nei prodotti farmaceutici e nei beni e servizi governativi.
I maggiori deficit bilaterali sono stati registrati con Messico (-17,9 miliardi), Taiwan (-15,7 miliardi), Vietnam (-15 miliardi) e Cina (-13,7 miliardi). Il disavanzo commerciale con l’Unione Europea si è invece ridotto drasticamente a 6,3 miliardi di dollari.
Saverio Berlinzani
Qualsiasi materiale fornito non tiene conto dell’obiettivo di investimento specifico e della situazione finanziaria di chiunque possa riceverlo. I risultati passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri. AT fornisce un servizio di sola esecuzione. Di conseguenza, chiunque agisca in base alle informazioni fornite lo fa a proprio rischio.
Le informazioni qui fornite non costituiscono una ricerca di investimento. I materiali non sono stati preparati in conformità ai requisiti legali volti a promuovere l’indipendenza della ricerca di investimento e in quanto tali devono essere considerati come una comunicazione pubblicitaria. Tutte le informazioni sono state preparate da ActivTrades (altresì “AT”).
Le informazioni non contengono una raccolta dei prezzi di AT, né possono essere intese come offerta, consulenza, raccomandazione o sollecitazione ad effettuare transazioni su alcuno strumento finanziario. Non viene fornita alcuna dichiarazione o garanzia in merito all’accuratezza o alla completezza di tali informazioni.
EURGBP, correzione in vistaI prezzi hanno trovato, per ora, supporto sul livello 0,865
Mentre anche sul settimanale trova un possibile supporto sulla trendline rialzista che sta sostenendo il trend di medio termine
Sul daily ieri abbiamo avuto una sostanziale candela di incertezza che potrebbe imporre quantomeno una pausa al recente trend ribassista
I prezzi sono anche al contatto con la ema200
EURGBP short TP 0,8645📉 Operazione short su EUR/GBP
Il prezzo si trova all’interno di un trend ribassista ben definito, con massimi e minimi decrescenti. Dopo un pullback sulla zona di resistenza 0,8725–0,8730, il mercato mostra segnali di rifiuto, offrendo un’opportunità di vendita in linea con il trend principale.
🎯 Target in area 0,8645, dove passa un importante supporto.
🛑 Stop loss sopra la resistenza, in area 0,8758, per proteggersi da una possibile inversione.
Operazione basata su price action e continuazione del trend, con un buon rapporto rischio/rendimento.
Wall Street consolida mentre il dollaro scendeWALL STREET IN CONSOLIDAMENTO
Wall Street, ancora una volta, non riesce a scendere e chiude in altalena. Il Dow Jones è salito dell’1,34%, il Nasdaq ha perso lo 0,25% e l’S&P 500 ha chiuso a +0,21%.
Il Nasdaq ha inizialmente subito pressioni a causa di un’ampia ondata di vendite sui titoli tecnologici, dopo i deboli risultati di Oracle, considerata un indicatore del boom degli investimenti in intelligenza artificiale.
Oracle ha perso oltre il 10,8% dopo aver riportato ricavi inferiori alle aspettative, non aver rispettato le stime sulle vendite nel cloud e aver pubblicato previsioni deludenti.
Anche i produttori di chip hanno registrato forti ribassi, con perdite per Nvidia, Broadcom, AMD e Applied Materials. La maggior parte delle altre megacap ha chiuso in rosso, tra cui Apple, Amazon, Alphabet, Meta e Tesla.
Al contrario, il Dow Jones ha guadagnato più di 300 punti, raggiungendo un nuovo massimo storico, sostenuto dalle ottime performance di Visa (+3%), 3M (+2,1%), Walt Disney (+2,1%) e Home Depot (+2,1%).
DOLLAR INDEX E TASSI
L’indice del dollaro è sceso a 97,80, il minimo delle ultime otto settimane, poiché i dati più deboli sull’occupazione hanno rafforzato le aspettative di due tagli dei tassi da parte della Fed nel 2026.
Considerando che alla fine del mandato di Jerome Powell, il 15 maggio 2026, il nuovo governatore sarà presumibilmente Kevin Hassett — attuale consigliere economico della Casa Bianca e favorevole a sostenere le richieste di Trump per un costo del denaro più basso — è comprensibile come ciò possa favorire un riaggiustamento dei tassi USA verso il basso nel medio termine.
Sul fronte macro, le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono aumentate più del previsto nella settimana del 6 dicembre, raggiungendo il livello più alto in oltre due mesi. Ciò è avvenuto dopo la decisione della Federal Reserve di attuare il terzo taglio dei tassi dell’anno, pari a un quarto di punto.
La Fed ha inoltre segnalato una prospettiva meno aggressiva rispetto a quanto previsto dai mercati. Powell ha lasciato intendere che un aumento dei tassi è fuori discussione, spingendo gli operatori a scontare altri due tagli nel 2026, sebbene le proiezioni ufficiali ne indichino solo uno.
La banca centrale ha anche annunciato l’avvio di acquisti di titoli del Tesoro a breve termine per sostenere la liquidità del mercato a partire dal 12 dicembre, con un primo round da circa 40 miliardi di dollari. Di fatto, un ritorno al QE.
Nel frattempo, le previsioni di inflazione sono state abbassate al 2,5% per il 2025 e al 2,4% per il 2026, rimanendo leggermente sopra l’obiettivo del 2%.
JOBLESS CLAIMS
Le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti sono aumentate di 44.000 unità rispetto alla settimana precedente, raggiungendo quota 236.000 per il periodo conclusosi il 6 dicembre 2025. L’aumento interrompe una serie di quattro settimane consecutive di calo e supera le attese di 220.000.
Si tratta del maggiore incremento settimanale da marzo 2020 e segue la settimana del Ringraziamento, quando le richieste erano scese al livello più basso in oltre tre anni.
Le richieste iniziali tendono a mostrare maggiore volatilità durante le festività, un andamento che probabilmente proseguirà fino a fine anno.
Le richieste continuative sono invece scese a 1.838.000 nella settimana conclusasi il 29 novembre, il minimo dal 12 aprile 2025, in calo rispetto a 1.937.000 (rivisti al ribasso) e ben sotto le attese di 1.950.000.
USA, BILANCIA COMMERCIALE
Gli Stati Uniti hanno registrato un deficit commerciale di 52,8 miliardi di dollari a settembre 2025, il più basso da giugno 2020, in calo rispetto ai 59,3 miliardi di agosto e molto inferiore alle previsioni di 63,3 miliardi.
Le esportazioni sono aumentate del 3% a 289,3 miliardi di dollari, il secondo livello più alto mai registrato, trainate da oro non monetario, prodotti farmaceutici e servizi finanziari. Sono invece diminuite le vendite di computer, viaggi e trasporti.
Le importazioni sono cresciute più lentamente, dello 0,6%, raggiungendo 342,1 miliardi di dollari.
A settembre, il deficit commerciale maggiore è stato registrato con l’Irlanda (-18,2 miliardi), seguita da Messico (-17,8 miliardi) e Unione Europea (-17,8 miliardi).
Il divario con la Cina si è ridotto a 11,4 miliardi, mentre quello con il Vietnam è rimasto stabile a 14,4 miliardi. Il deficit con il Canada è stato pari a 4,9 miliardi.
Saverio Berlinzani
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EURGBP verso nuovi massimi?EURGBP daily
Nei miei ultimi appunti di qualche mese fa avevo evidenziato la Bullish Engulfing e la possibile tendenza verso 0.876 (ex massimo annuale). Il cambio è riuscito a volare anche oltre e recentemente ha corretto proprio sulla vecchia resistenza. 0.876 rimane un valore importante, testato con volumi alti, dove la reazione è stata immediata. Non escludo la ripresa di un trend al rialzo verso nuovi massimi a 0.895 (2023).
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Risk Disclaimer
Le informazioni fornite hanno solo scopo informativo e non devono essere considerate come consulenza finanziaria. Si prega di fare le proprie ricerche prima di prendere qualsiasi decisione di investimento.
Wall Street e Bitcoin in calo, focus sulla FedWall Street corregge ma…
Le borse USA, venerdì scorso, dopo un inizio estremamente negativo, si sono riprese dalle forti perdite iniziali, chiudendo comunque in ribasso. Il mercato ha recuperato leggermente perché gli operatori hanno mantenuto una certa fiducia e ottimismo sul fatto che la Fed possa tagliare il costo del denaro nella prossima riunione di dicembre.
L'S&P 500 e il Nasdaq 100 sono rimasti per lo più stabili, mentre il Dow Jones ha chiuso in ribasso di 280 punti. Nvidia, Microsoft, Oracle e Palantir sono salite ciascuna tra l'1,1% e il 2,4%, invertendo parte del forte calo tecnologico di giovedì. I titoli difensivi, invece, sono rimasti indietro, con United Healthcare in calo del 3,2% e Home Depot dell'1,6%.
Le differenze nelle price action tra i diversi titoli sono rimaste importanti, con alcune large cap che hanno raggiunto nuovi massimi mentre altre sono scese a nuovi minimi annuali. Questo sottolinea un mercato ancora alle prese con valutazioni elevate dell'intelligenza artificiale, crescenti richieste di finanziamento e un calo delle aspettative di allentamento a breve termine.
La fine del lungo periodo di chiusura delle attività governative ha eliminato una fonte di incertezza, ma ne ha creata un'altra, a causa dei ritardi nella pubblicazione dei dati che hanno lasciato i trader senza segnali chiari in vista della prossima decisione della Fed. Nei prossimi giorni vedremo se ricominceranno a uscire i dati chiave, che potrebbero dare ulteriore impulso alla volatilità.
Anche in Europa le borse scendono
Venerdì, le azioni europee hanno chiuso in netto ribasso per la seconda seduta consecutiva, rimanendo sotto pressione a causa delle valutazioni eccessive dei giganti tecnologici statunitensi, mentre i membri della Federal Reserve non sembrano così decisi verso una riduzione del costo del denaro nella prossima riunione.
Le banche più importanti hanno guidato le perdite nell'Eurozona, sotto pressione per il forte rialzo dei rendimenti obbligazionari di riferimento, con UniCredit in calo del 4,5%, mentre Intesa Sanpaolo, Santander e BBVA hanno perso tra il 2,5% e il 3,5%.
Nel frattempo, SAP, Prosus, Infineon e Nokia hanno seguito le loro controparti statunitensi, perdendo tra il 1,5% e il 4%. Al contrario, le azioni di Richemont sono balzate di oltre il 7% dopo che la società ha riportato un aumento delle vendite trainato dalla forte domanda negli Stati Uniti e in Cina. Inoltre, Allianz è salita dell'1% dopo aver registrato risultati record nei primi nove mesi dell'anno.
Nel corso della settimana, lo STOXX 50 ha guadagnato il 2,3% e lo STOXX 600 l'1,8%, con entrambi gli indici che hanno toccato massimi storici all'inizio della settimana.
Valute
Sui cambi, giornata interlocutoria con oscillazioni volatili nel breve termine ma senza direzionalità ben precisa, ad eccezione del franco svizzero, salito in concomitanza con l’accordo con gli USA sui dazi.
EUR/USD è rimasto nel range 1,1610–1,1650, con una leggera tendenza rialzista iniziale poi smorzatasi durante la seduta americana di venerdì. Il Cable ha tenuto meglio, tentando di attaccare quota 1,3200, mentre EUR/GBP dai massimi di 0,8865 ha ripiegato di circa 40 punti tornando a ridosso di 0,8800.
USD/JPY, dopo un tentativo di ribasso a 153,80, è tornato a salire sopra 154,50, mentre le valute oceaniche provano faticosamente a risalire la corrente. Come ripetuto più volte, occorre un trigger, ovvero un innesco che faccia muovere i prezzi, altrimenti il trading range rischia di durare ancora a lungo.
CHF in piena forza
Il franco svizzero si è ulteriormente rafforzato, scambiando vicino a 0,79 per dollaro e rimanendo sui massimi dal 2011, dopo che il governo svizzero ha confermato di aver raggiunto un accordo tariffario del 15% con l'amministrazione Trump.
L'accordo risolve una controversia che si trascinava da agosto, innescata dall'improvvisa decisione di Trump di aumentare i dazi sulle esportazioni svizzere al 39%, più del doppio di quelli imposti all'UE.
Il franco è rimasto sostenuto anche dalle aspettative di un'accelerazione dell'inflazione. I funzionari della BNS hanno espresso fiducia in un aumento dell'inflazione nei prossimi trimestri, rafforzando le stime sul mantenimento della politica monetaria allo 0% nella prossima riunione dell'11 dicembre.
La domanda di beni rifugio è persistita in un contesto di incertezza globale, alimentata dall'assenza di dati economici chiave, anche dopo la fine dello shutdown governativo statunitense.
Settimana entrante
Con la fine del prolungato blocco governativo, gli investitori attendono con ansia il calendario rivisto dei report economici delle agenzie statunitensi. Nel frattempo, i principali comunicati privati includono gli indici PMI flash dell'S&P, le vendite di case esistenti, l'indice immobiliare NAHB e l'aggregato settimanale dell'occupazione ADP.
I mercati attendono anche i risultati di Nvidia per una nuova valutazione sulla solidità dell'intelligenza artificiale e le dichiarazioni dei principali rivenditori Walmart, Target e Home Depot per approfondimenti sulla solidità dei consumatori.
Sul fronte della politica monetaria, sono attesi i verbali delle riunioni della Fed e della RBA. I PMI flash saranno al centro dell'attenzione anche per l'Eurozona, il Regno Unito, il Giappone, l'Australia e l'India. Inoltre, il Giappone pubblicherà il PIL del terzo trimestre e il tasso di inflazione di ottobre. Infine, il Canada aggiornerà il suo CPI e sono attesi report sul PIL per Svizzera, Danimarca, Norvegia, Messico e Thailandia.
Bitcoin
Venerdì, Bitcoin è sceso di quasi il 5% a circa 95.000 dollari, estendendo le perdite per la quarta sessione consecutiva, mentre un diffuso atteggiamento di avversione al rischio ha pesato sui mercati globali.
Il sentiment è stato messo sotto pressione dalle persistenti preoccupazioni per le valutazioni elevate dell'IA, dalla mancanza di importanti dati economici statunitensi e dalle dichiarazioni di diversi funzionari della Federal Reserve che mettono in dubbio la giustificazione di un taglio dei tassi a dicembre.
Bitcoin è ora in calo di oltre il 20% rispetto al massimo storico di 114.000 dollari raggiunto il mese scorso. Le criptovalute hanno faticato a riprendersi dal crollo improvviso di ottobre, che ha innescato liquidazioni record e un diffuso deleveraging, evidenziando la persistente avversione al rischio del mercato.
Ad aumentare la pressione, sono emerse notizie su potenziali nuove normative giapponesi che prendono di mira le società di tesoreria che gestiscono criptovalute.
Saverio Berlinzani
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EURGBP Bullish EngulfingEURGBP crea una zona laterale tra il top del 2025 e una serie di minimi consecutivi rialzisti.
Le 2 Bearish Engulfing hanno frenato il trend al rialzo ma nelle ultime giornate si è presentato anche una figura rialzista di Bullish Engulfing.
Inoltre il Range del triangolo è in fase di chiusura e ci si attende un breakout con momentum.
Nel caso di un break nella parte alta potremmo assistere ad un allungo dei prezzi di un certo rilievo.
I target possono essere i precedenti massimi del 2022 e 2023.
Nel caso di un ritorno al ribasso dovremmo valutare un target verso i prezzi di Giugno 2025.
Uso sempre le charts di Capital.com per le mie analisi. Sono intuitive, lineari e super precise. Se fate trading, ve le consiglio davvero!
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#031: Opportunità di Investimento LONG su EUR/GBP
Negli ultimi movimenti su EUR/GBP, il prezzo ha mostrato una tendenza correttiva: ha tentato di risalire verso resistenze medie, ma ha incontrato ostacoli significativi. Salve, sono il Trader Forex Andrea Russo, trader Indipendente e prop trader con attualmente 200 mila dollari di capitale in gestione e Vi ringrazio anticipatamente per il vostro tempo.
Quindi c’è una narrativa in cui il mercato potrebbe respirare (correggere) prima di tentare un nuovo attacco della resistenza principale. In questo scenario, invece di entrare subito “al prezzo corrente”, ho preferito piazzare un BUY LIMIT in una zona di supporto tecnica già identificata, in attesa che il mercato scenda lì e “riqualifichi” la zona come base di ripartenza.
Il mercato ha mostrato debolezza nel breve: ha ritracciato da zone alte ma non è ancora chiaro se i buyer abbiano preso il comando.
Voglio comprare solo se il prezzo dimostra che la zona ha difeso. Questo succede se scende al livello, aggancia il BUY LIMIT, e poi mostra inversione.
La posizione retail ora si attesta in una logica "CONTRARIANTE" e quindi a mio favore. Vi aggiornerò se ci saranno cambiamenti su opera in corso.
Euro gbp triangolo weekly rotto al rialzo riprende il trend up!!Il cambio euro gbp chiude la settimana violando al rialzo il triangolo simmetrico di continuazione che ingabbiava i prezzi da diverse settimane. Pertanto mi aspetto sin dalle prossime sedute una forte ripartenza del trend principale long
EURGBP pronto per una partenza ribassistaIl prezzo dell’EURGBP ha effettuato uno sweep dei massimi (HIGHS) per poi rimbalzare al ribasso. Inoltre, si nota che la candela sta testando l’OB , che lo respinge immediatamente verso il basso .
Possiamo quindi prevedere che il prezzo cercherà ora di andare a prendere la liquidità sotto la linea orizzontale viola , dove molte ombre non sono ancora state liquidate .
Occhi sul mercato del lavoro UsaOCCHI SUL MERCATO DEL LAVORO USA
Il mercato del lavoro statunitense sta rallentando in modo evidente, come confermato dai dati pubblicati negli ultimi due giorni. Sono emersi segnali di peggioramento dai Jolts, dai Challenger layoffs, dall’ADP e dai sussidi di disoccupazione, tutti inferior alle attese e in deterioramento. Questo contribuisce ad aumentare le probabilità di un possibile taglio dei tassi da parte della Fed, previsto per il 17 settembre.
A ulteriore conferma, i rendimenti del decennale USA sono scesi dal 4,3% di due giorni fa al 4,179% di ieri. Nel frattempo, le borse statunitensi restano solide, anche se da alcune sedute non registrano nuovi massimi. Ieri Wall Street ha oscillato tra piccoli guadagni e perdite, mentre i dati macroeconomici confermavano le attese.
Il settore privato ha creato solo 54.000 posti di lavoro ad agosto, rafforzando i segnali di perdita di slancio. Le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono salite a 237.000, il livello più alto in quasi due mesi, dopo il rapporto JOLTS di mercoledì, risultato più debole del previsto.
D’altra parte, l’indice PMI dei servizi ISM è salito oltre le attese, raggiungendo il massimo degli ultimi sei mesi. Gli investitori attendono ora i dati chiave sulle buste paga non agricole (Non-Farm Payrolls) previsti per oggi.
Sul fronte settoriale, i beni di consumo discrezionali hanno registrato le migliori performance, mentre materiali e tecnologia hanno chiuso in calo. Amazon (+3,1%) e Meta (+1,6%) hanno ottenuto forti guadagni. Broadcom ha guadagnato lo 0,4% in vista della pubblicazione degli utili trimestrali. Al contrario, Alphabet ha perso l’1,4% e Salesforce è crollata dell’8%, a causa di prospettive aziendali deludenti.
VALUTE
Le valute hanno mostrato pochi scambi e oscillazioni contenute, restando all’interno dei consueti trading range delle ultime settimane. L’EUR/USD si muove tra 1,1560 e 1,1740, con una price action poco volatile e priva di direzionalità. Stessa situazione per il Cable, che oscilla tra 1,3330 e 1,3550 da circa un mese. Anche l’USD/JPY è rimasto tra 146,70 e 149,00 sin da inizio agosto.
Da segnalare che ieri Trump ha annunciato la riduzione dei dazi sull’automotive giapponese, dal 27,5% al 15%, in cambio di investimenti giapponesi negli Stati Uniti per 550 miliardi di dollari.
Tra i cross, l’EUR/JPY resta vicino ai massimi in area 173,40–80, mentre l’EUR/NZD si mantiene a ridosso del doppio massimo di periodo a 2,00. L’USD/CAD è ancora in fase di accumulazione dopo i dati negativi sul PIL canadese, con obiettivi in area 1,3900. Il franco svizzero resta stabile, nonostante l’arrivo della deflazione: i prezzi al consumo sono calati dello 0,1% su base mensile, mentre su base annua l’incremento è stato solo dello 0,7%.
JOBLESS CLAIMS
Le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti sono aumentate di 8.000 unità rispetto alla settimana precedente, raggiungendo quota 237.000 nell’ultima settimana di agosto. Si tratta del livello più alto in oltre due mesi, ben al di sopra delle attese di 230.000.
Le richieste continuative sono invece diminuite per la seconda settimana consecutiva, attestandosi a 1.940.000, il livello più basso in cinque mesi e inferiore alle stime di 1.960.000. Nonostante l’arresto del calo delle richieste in corso, il report continua a riflettere un mercato del lavoro in flessione, coerente con la narrativa della Fed secondo cui un deterioramento occupazionale potrebbe giustificare tassi più bassi.
ADP IN CALO
Le imprese private statunitensi hanno creato 54.000 posti di lavoro ad agosto 2025, contro i 106.000 di luglio (dato rivisto al rialzo) e sotto le stime di 65.000. Il settore dei servizi ha generato 42.000 nuovi posti, trainato da tempo libero, ospitalità e attività professionali e commerciali. Si sono invece registrate perdite nei settori commercio, trasporti, servizi pubblici, istruzione, sanità e finanza.
Il settore della produzione di beni ha creato 13.000 posti, grazie all’edilizia, mentre il manifatturiero ha perso 7.000 posti. Secondo la Dott.ssa Nela Richardson, capo economista di ADP, “L’anno è iniziato con una forte crescita dell’occupazione, ma questo slancio è stato ostacolato dall’incertezza. Diversi fattori potrebbero spiegare il rallentamento delle assunzioni, tra cui la carenza di manodopera, il nervosismo dei consumatori e le interruzioni legate all’intelligenza artificiale.”
Gli incrementi salariali sono rimasti stabili: +4,4% annuo per chi ha mantenuto il lavoro e +7,1% per chi lo ha cambiato.
BILANCIA COMMERCIALE USA
Il disavanzo commerciale statunitense si è ampliato bruscamente a 78,3 miliardi di dollari a luglio 2025, il livello più alto in quattro mesi. A giugno il deficit era stato rivisto a 59,1 miliardi, mentre le previsioni indicavano 75,7 miliardi.
Le esportazioni sono aumentate solo dello 0,3%, raggiungendo 280,5 miliardi di dollari, spinte da accessori per computer, aerei civili, camion, autobus e beni governativi. Le importazioni sono balzate del 5,9%, toccando 358,8 miliardi di dollari, trainate da acquisti di computer, apparecchiature per telecomunicazioni, gioielli e mezzi di trasporto.
I maggiori deficit commerciali sono stati registrati con Messico (16,6 miliardi di dollari), Vietnam (16,1 miliardi), Cina (14,7 miliardi) e Taiwan (13,5 miliardi). Gli Stati Uniti hanno inoltre registrato deficit di 8,6 miliardi con l’Unione Europea, 5,5 miliardi con l’India e 5,4 miliardi con il Canada.
Saverio Berlinzani
Qualsiasi materiale fornito non tiene conto dell’obiettivo di investimento specifico e della situazione finanziaria di chiunque possa riceverlo. I risultati passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri. AT fornisce un servizio di sola esecuzione. Di conseguenza, chiunque agisca in base alle informazioni fornite lo fa a proprio rischio.
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Sterlina e rendimenti in disaccordo: segnale di crisi?Negli ultimi giorni Bank of America ha lanciato un avvertimento che non passa inosservato: la sterlina britannica potrebbe trovarsi in una fase delicata e fragile.
La banca ha infatti rivisto al ribasso le proprie previsioni sulla valuta del Regno Unito, puntando il dito contro due fattori principali: l’aumento dei premi a termine e le incertezze che ruotano attorno al bilancio nazionale atteso per il 26 novembre.
Il messaggio di fondo è chiaro: i mercati obbligazionari, scossi da vendite consistenti, hanno messo in evidenza quello che BofA definisce il vero problema della sterlina. I premi a termine una misura della pressione che gli investitori percepiscono sui titoli a lungo termine sono saliti ai livelli più alti da diversi anni, mentre la volatilità della coppia GBP/USD cresce man mano che si avvicina la presentazione della legge di bilancio.
Ciò che preoccupa maggiormente non è soltanto la pressione attuale, ma il fatto che tutto questo movimento negativo non sia stato innescato da notizie specifiche. Non ci sono stati nuovi dati o annunci scioccanti. La sterlina, semplicemente, si è indebolita in un contesto di turbolenza dei mercati, rivelando quanto sia vulnerabile agli scossoni che arrivano dal mondo dei titoli di Stato.
Un altro segnale poco incoraggiante è arrivato dal rapporto tra la valuta e i rendimenti obbligazionari. Normalmente, sterlina forte e rendimenti in crescita vanno di pari passo. Eppure, nelle ultime settimane, la correlazione si è ribaltata: ora l’indice ponderato per il commercio della sterlina e i rendimenti dei Gilt a dieci anni si muovono in direzioni opposte. Una dinamica che rappresenta un freno importante per la moneta britannica, soprattutto se si considera che questo avviene nonostante i dati economici del Regno Unito abbiano mostrato qualche segnale positivo.
Alla luce di tutto ciò, le proiezioni vedono l’euro dovrebbe rafforzarsi rispetto alla sterlina, con EUR/GBP stimato a 0,86 entro la fine del 2025, in rialzo rispetto al precedente obiettivo di 0,83. Anche per il cambio GBP/USD le aspettative si sono ridotte: a fine 2025 il target passa da 1,45 a 1,40, e a fine 2026 da 1,58 a 1,51.
In altre parole, la sterlina appare destinata a un cammino meno brillante di quanto si pensasse fino a poco tempo fa.
Il vero punto di svolta, secondo BofA, sarà la presentazione del bilancio di novembre, definito senza mezzi termini come l’evento dell’anno per la valuta. In sostanza, molto dipenderà dalle scelte fiscali del governo. Se ci saranno sorprese, la sterlina rischia scossoni significativi. Per ora, la banca non si aspetta che l’esecutivo vada contro la propria regola fiscale.
I mercati hanno accolto positivamente i segnali di disciplina da parte del Cancelliere Rachel Reeves, che ha parlato chiaramente di contenimento della spesa e rigore nei conti pubblici.
In questo scenario, una combinazione di tagli e aumenti delle tasse potrebbe essere la strada più supportabile per gli investitori. Certo, una stretta fiscale ha l’effetto collaterale di frenare la crescita, ma paradossalmente, vista la correlazione inversa tra sterlina e rendimenti, questo potrebbe persino giocare a favore della valuta.
Guardando oltre il 2026, BofA mantiene un cauto ottimismo: un rialzo ulteriore, anche se limitato, della sterlina contro l’euro è considerato possibile, grazie a una crescita globale più robusta e a un contesto di inflazione più contenuta.
In poche parole, il messaggio è chiaro: la sterlina vive una fase in cui è più vulnerabile agli umori dei mercati. Molto dipenderà dalle prossime mosse del governo, che si giocherà a novembre una partita cruciale non solo sui conti pubblici, ma anche sulla fiducia degli investitori e, in definitiva, sul futuro della moneta britannica.
Andando a vedere anche dal punto di vista tecnico i grafici, possiamo notare come al momento EURGBP si attesti intorno ai 0.867. Possiamo notare dal grafico come la zona a 0.86400 sia stata abbastanza forte da portare il prezzo a creare un nuovo massimo. Zona di particolare interesse sarà 0.87400 in quanto ha portato ad un minimo importante. Motivo per cui nel caso il prezzo dovesse arrivare in zona, sarà importante monitorarlo.
Senza dubbio, ogni trader deve avere le proprie conferme di entrata. Inoltre questa si tratta di una semplice analisi informativa e non si tratta di alcun consiglio finanziario. Inoltre, fare trading con i CFD può comportare la perdita di denaro.
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