WisdomTree - Tactical Daily Update - 09.07.2026Trump torna a minacciare l’Iran, ma le negoziazioni proseguono sottotraccia.
Il prezzo del petrolio resta in tensione: il Brent si riavvicina a 80 Us$/barile.
Dalle minute dell’ultimo FOMC, il 1’ dell’era Warsh, emerge cautela.
Borse asiatiche in ordine sparso: l’hype su chip ed IA resta forte, ma....
Mercati sotto pressione: torna il rischio geopolitico, petrolio in rialzo e Fed più prudente
La seduta dell’8 luglio ha riportato sui mercati il peso delle tensioni geopolitiche. L’azionario europeo ha chiuso in forte calo dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha definito “chiuso” l’accordo di tregua con l’Iran, riaccendendo i timori di una nuova escalation in Medio Oriente. Il mercato ha reagito con un rialzo del petrolio e una nuova fase di avversione al rischio.
Il comparto energetico è stato l’unico beneficiario della giornata, mentre il resto dei listini europei ha subito pesanti vendite: Francoforte ha perso il -2,2%, Parigi il -2,2%, Londra il -1,7% e Milano ha limitato le perdite a -1,2%. Il Brent ha guadagnato un ulteriore 1%, dopo il balzo del +6,7% registrato mercoledì, il maggiore rialzo giornaliero da oltre due mesi.
Il movimento del greggio è stato guidato soprattutto dal rischio geopolitico, nonostante i dati sulle scorte statunitensi abbiano mostrato un quadro meno favorevole. L’Energy Information Administration (EIA) ha infatti registrato un aumento inatteso delle riserve pari a 2,998 milioni di barili, contro attese per un calo di 1,900 milioni. Un segnale che indica una domanda più debole del previsto, ma che in questa fase è stato oscurato dalle tensioni internazionali.
Sul fronte macroeconomico, il nuovo World Economic Outlook del FMI ha confermato un quadro di crescita globale stabile ma fragile. Il PIL mondiale è atteso crescere del 3% nel 2026 e del 3,4% nel 2027, in rallentamento rispetto alla media del 3,5% nel biennio 2024-2025, ma sostanzialmente in linea con le stime di aprile 2026. L’Italia resta tra le economie più deboli del G7, con una crescita prevista dello 0,5% sia nel 2026 sia nel 2027.
Anche l’inflazione rappresenta un elemento di attenzione: il FMI prevede un aumento del dato globale dal 4,1% del 2025 al 4,7% nel 2026, prima di una discesa al 3,9% nel 2027. La revisione al rialzo rispetto ad aprile suggerisce che il processo di disinflazione iniziato all’inizio del 2024 abbia perso slancio.
Il ritorno dei timori inflazionistici ha sostenuto il dollaro, tornato sotto quota 1,14 contro euro, confermando il recupero del 2026 dopo il calo superiore al 10% nel 2025. Sul fronte Fed, i verbali della riunione del 16-17 giugno hanno evidenziato un dibattito ancora aperto sui tassi. I membri del comitato hanno sottolineato l’elevata incertezza sulle prospettive future, con l’inflazione ancora sostenuta anche dagli shock energetici legati al conflitto in Medio Oriente.
Alcuni partecipanti hanno ipotizzato la necessità di un immediato rialzo dei tassi, mentre la maggioranza ha indicato scenari in cui l’inflazione potrebbe rientrare progressivamente verso il target del 2%. La Fed resta quindi in una posizione attendista, con il rischio energia nuovamente centrale.
Le tensioni geopolitiche si sono riflesse anche sul mercato obbligazionario italiano: il rendimento del BTP decennale è salito al 3,90%, in aumento di 12 punti base, mentre lo spread è tornato sopra gli 80 punti base. Nonostante il contesto più volatile, il nuovo bond in dollari del Tesoro ha registrato una forte domanda estera: gli investitori internazionali hanno sottoscritto l’82,7% della tranche a 5 anni, l’84,8% di quella a 10 anni e il 90,8% della scadenza a 30 anni.
Resta elevata anche l’attenzione sul tema dell’intelligenza artificiale. Le emissioni obbligazionarie superiori ai 25 miliardi di dollari sono diventate uno strumento chiave per finanziare gli investimenti dei giganti tecnologici. L’operazione di Amazon ha rappresentato la settima emissione “jumbo” del settore nel 2026, superando il totale delle grandi operazioni degli ultimi sei anni. Tuttavia, la domanda ha mostrato segnali di rallentamento: il collocamento da 25 miliardi di dollari ha ricevuto richieste pari a 1,6 volte l’offerta, molto meno rispetto ai livelli registrati quattro mesi prima.
Wall Street ha chiuso con un andamento misto: Dow Jones -1,1%, S&P 500 -0,3%, mentre il Nasdaq ha recuperato lo 0,2%. L’interesse per l’AI resta comunque intatto, come dimostra il rialzo del +2,2% dell’indice dei semiconduttori SOX e la forte domanda per la quotazione americana di SK Hynix, sottoscritta oltre sette volte l’offerta.
In Asia i mercati si muovono in ordine sparso. Il Nikkei sale dell’1,7%, con lo yen stabile a 162,4 contro dollaro, mentre il rendimento del decennale giapponese raggiunge il 2,89%, massimo dal 1997. In Cina il CSI300 resta invariato, l’Hang Seng perde lo 0,8% e il Taiex arretra dello 0,2%. Zhipu, società cinese di AI, balza del +20% dopo un collocamento azionario da 4 miliardi di dollari.
Sul fronte energia, il gas europeo resta sotto pressione: il TTF è salito del 5% a 49,0 euro/MWh. Secondo l’ACER, gli stoccaggi UE erano al solo 28% della capacità al 1° aprile, minimo degli ultimi quattro anni, mentre la normativa europea richiede il raggiungimento del 90% entro il 1° novembre.
Infine, il rialzo dei rendimenti e del dollaro ha penalizzato i metalli preziosi: oro a 4.062 dollari e argento a 58,0 dollari. Il mercato torna così a concentrarsi sulla relazione tra energia, inflazione e tassi: un nuovo aumento del petrolio potrebbe spingere la Fed a mantenere una politica restrittiva più a lungo.
Informazioni importanti
Comunicazioni emesse all’interno dello Spazio economico europeo (“SEE”): Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree Ireland Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Central Bank of Ireland.
Comunicazioni emesse in giurisdizioni non appartenenti al SEE: Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree UK Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority del Regno Unito.
Per fare riferimento a WisdomTree Ireland Limited e a WisdomTree UK Limited si utilizza per entrambe la denominazione “WisdomTree” (come applicabile). La nostra politica sui conflitti d’interesse e il nostro inventario sono disponibili su richiesta.
Solo per clienti professionali. Le informazioni contenute nel presente documento sono fornite a titolo meramente informativo e non costituiscono né un’offerta di vendita né una sollecitazione di un’offerta di acquisto di titoli o azioni. Il presente documento non deve essere utilizzato come base per una qualsiasi decisione d’investimento. Gli investimenti possono aumentare o diminuire di valore e si può perdere una parte o la totalità dell’importo investito. Le performance passate non sono necessariamente indicative di performance future. Qualsiasi decisione d’investimento deve essere basata sulle informazioni contenute nel Prospetto informativo di riferimento e deve essere presa dopo aver richiesto il parere di un consulente d’investimento, fiscale e legale indipendente.
Il presente documento non è, e in nessun caso deve essere interpretato come, una pubblicità o qualsiasi altro strumento di promozione di un’offerta pubblica di azioni o titoli negli Stati Uniti o in qualsiasi provincia o territorio degli Stati Uniti. Né il presente documento né alcuna copia dello stesso devono essere acquisiti, trasmessi o distribuiti (direttamente o indirettamente) negli Stati Uniti.
Il presente documento può contenere commenti indipendenti sul mercato redatti da WisdomTree sulla base delle informazioni disponibili al pubblico. Benché WisdomTree si adoperi per garantire l’esattezza del contenuto del presente documento, WisdomTree non garantisce né assicura la sua esattezza o correttezza. Qualsiasi terzo fornitore di dati di cui ci si avvalga per reperire le informazioni contenute nel presente documento non rilascia alcuna garanzia o dichiarazione di sorta in relazione ai suddetti dati. Laddove WisdomTree abbia espresso dei pareri relativamente al prodotto o all’attività di mercato, si ricorda che tali pareri possono cambiare. Né WisdomTree, né alcuna consociata, né alcuno dei rispettivi funzionari, amministratori, partner o dipendenti, accetta alcuna responsabilità per qualsiasi perdita, diretta o indiretta, derivante dall’utilizzo del presente documento o del suo contenuto.
Il presente documento può contenere dichiarazioni previsionali, comprese dichiarazioni riguardanti le attuali aspettative o convinzioni in relazione alla performance di determinate classi di attività e/o settori. Le dichiarazioni previsionali sono soggette a determinati rischi, incertezze e ipotesi. Non vi è alcuna garanzia che tali dichiarazioni siano esatte, e i risultati effettivi possano discostarsi significativamente da quelli previsti in dette dichiarazioni. WisdomTree raccomanda vivamente di non fare indebito affidamento sulle summenzionate dichiarazioni previsionali.
I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
Indice Nifty 50
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WisdomTree - Tactical Daily Update - 22.06.2026Petrolio ai livelli ante guerra e calma sui bond sostengono Borse ai massimi.
UK: premier Starmer dimissionario: reazioni composte per Guilt e Sterlina.
Verso la fine del semestre: Asia ed emergenti la sorpresa più positiva.
Metalli preziosi e cryptovalute snobbate: covano il rimbalzo?
Mercati in equilibrio precario tra geopolitica, Fed e sorprese positive. Venerdì 19 i mercati hanno vissuto un’altra seduta all’insegna della cautela, dopo una giornata poco mossa sia in Europa sia negli Stati Uniti.
A dominare lo scenario restano le tensioni in Medio Oriente e l’incertezza su un possibile coinvolgimento diretto degli Stati Uniti nel conflitto tra Israele e Iran.
Sul fronte monetario, la Fed ha mantenuto invariati i tassi, nonostante le pressioni di Donald Trump, ma ha indicato due possibili interventi entro fine anno per una riduzione complessiva del costo del denaro pari a 0,5 punti percentuali. Contestualmente, ha rivisto al ribasso le stime di crescita del Pil, penalizzate dalle tensioni commerciali.
Piazza Affari ha chiuso in territorio negativo, appesantita dai timori di un’escalation militare: il Ftse Mib ha ceduto l’1,21%, scendendo sotto quota 39.000 punti a 38.942. Deboli anche le principali Borse europee, mentre Wall Street è rimasta chiusa per festività. La Banca d’Inghilterra ha invece confermato i tassi invariati al 4,25%, in linea con le attese.
Oggi, 22 giugno, i primi segnali di progresso nei negoziati di pace in Svizzera tra Iran, Stati Uniti e Paesi mediatori hanno favorito una discesa del petrolio (Brent -1,7%) e sostenuto gran parte dei listini dell’area Asia-Pacifico. Tuttavia, i future su Europa e Wall Street arretrano dello 0,3%, segnalando una prudenza ancora elevata.
In Asia spicca il Giappone: il Nikkei guadagna il 1,9% e segna un nuovo record storico, mentre lo yen continua a indebolirsi fino a 161,2 contro il dollaro. A sostenere il listino sono soprattutto i titoli legati ad intelligenza artificiale e semiconduttori.
La banca centrale cinese ha lasciato invariati a giugno i principali tassi sui prestiti, confermandoli ai minimi storici per il tredicesimo mese consecutivo. Più debole Hong Kong con Hang Seng -1%, mentre il CSI 300 sale dello 0,7%. Ottima performance per Taipei: Taiex +2,8%, nuovo massimo storico.
In Corea il Kospi avanza dello 0,4%, sostenuto da esportazioni ancora robuste grazie al boom dei semiconduttori. L’indice indiano BSE Sensex di Mumbai sale dello 0,6%: dalla firma dell’accordo di pace ha registrato 6 rialzi su 7 sedute.
A poco più di una settimana dalla fine del semestre, il bilancio dei mercati resta una delle sorprese positive dell’anno. Anche gli investitori più ottimisti difficilmente avrebbero immaginato una così lunga serie di borse sui massimi storici, con performance persino a tripla cifra come il Kospi +107%, considerando che sullo sfondo resta una guerra con l’Iran non ancora definitivamente risolta.
Obbligazionario: stabilità dopo il riallineamento delle banche centrali. Da inizio anno il comparto obbligazionario ha registrato un andamento positivo ma frammentato, con rendimenti sostanzialmente stabilizzati dopo il consolidamento delle politiche monetarie di Europa e Stati Uniti.
Sul fronte europeo, il BTP decennale italiano ha oscillato tra 3,50% e 3,80%, mentre il Bund decennale tedesco si mantiene intorno al 2,50%.
Lo spread BTP-Bund è vicino ai 71 punti base, con una lieve variazione positiva da inizio anno. Le recenti emissioni retail hanno confermato rendimenti interessanti: il BTP Valore di marzo ha offerto cedole intorno al 2,9%-3%, mentre il BTP Italia di giugno un rendimento dell’1,60% più recupero inflazione.
Negli Stati Uniti, i Treasury hanno registrato una moderata risalita dei rendimenti, frenati da dati macroeconomici solidi che hanno ridotto le aspettative di tagli aggressivi della Fed. Il Treasury 2 anni si colloca intorno al 4,19%, mentre il 10 anni oscilla tra 4,40% e 4,50%.
Buona la tenuta delle obbligazioni corporate, sia Investment Grade sia High Yield, sostenute da una redditività aziendale solida e da livelli contenuti di insolvenza. Non tutto il tech brilla: le eccezioni negative dei mercati
Tempo di bilanci: tra le Borse globali, tre casi rappresentano le principali delusioni: Hong Kong -6%, India -12%, Giacarta -32%. Il caso più emblematico è l’Hang Seng, penalizzato dal crollo dei grandi gruppi tecnologici (-8%), in netta controtendenza rispetto al resto del comparto globale. Alibaba chiude il semestre con una perdita del -27%.
Male anche i metalli preziosi: oro -3,30% e argento -9% da inizio anno. Se il confronto viene fatto dal picco record di gennaio, il calo diventa ancora più marcato: oro -25%, argento -46%. La tradizionale funzione di bene rifugio è stata messa sotto pressione dal costo del denaro elevato e dalla forte attrattività degli investimenti legati all’intelligenza artificiale.
Anche il mondo crypto ha perso slancio: Bitcoin -29% ed Ethereum -43% da inizio anno. Il settore ha risentito di dinamiche simili a quelle dei metalli preziosi: gli investitori hanno spostato attenzione e capitale verso segmenti più redditizi, in particolare chip e IA.
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WisdomTree - Tactical Daily Update - 18.06.2026Accordo USA e IRAN firmato: prezzo del petrolio in calo, WTI a 75 US$/barile.
La FED lascia i tassi invariati: commenti «hawkish» del neo Chairman Warsh.
Va bene in collocamento del BTP retail, indicizzato all’inflazione.
Wall Street debole ieri, in recupero oggi: Asia in rialzo, col Kospi ai massimi.
Mercati in pausa tra Fed e pace in Medio Oriente. Dopo settimane di rialzi che hanno spinto le Borse europee su nuovi massimi storici, i mercati si prendono una pausa. A frenare l’entusiasmo degli investitori sono stati soprattutto due fattori: l’attesa per i dettagli dell’accordo di pace tra Stati Uniti e Iran e il tono più aggressivo del previsto emerso dall’ultima riunione della Federal Reserve.
Sul fronte geopolitico, continuano a rincorrersi le indiscrezioni sul pre-accordo siglato tra Washington e Teheran. Sul tavolo ci sarebbero la riapertura dello Stretto di Hormuz, l’accesso dell’Iran agli asset congelati all’estero e il futuro del programma nucleare.
L’ottimismo resta elevato, anche se non mancano elementi di incertezza, alimentati dalle dichiarazioni di Donald Trump che, pur sostenendo il processo di pace, ha avvertito che gli Stati Uniti potrebbero tornare a colpire militarmente l’Iran qualora gli impegni non venissero rispettati.
Parallelamente, i mercati hanno dovuto fare i conti con il debutto di Kevin Warsh alla guida della Fed. Come previsto, i tassi sono rimasti invariati nel range 3,50%-3,75%, ma le nuove proiezioni hanno evidenziato una banca centrale molto meno disponibile a valutare tagli nel breve termine.
Dei 18 membri del FOMC, 9 prevedono almeno un rialzo dei tassi entro il 2026, contro nessuno nella riunione di marzo. Altri 8 ritengono appropriato mantenere i livelli attuali, mentre solo 1 membro continua a sostenere la necessità di un allentamento monetario.
L’impressione degli operatori è che la nuova Fed voglia ridurre il ricorso alla forward guidance e legare in misura ancora maggiore le future decisioni all’andamento dell’economia. Un’impostazione che ha immediatamente rafforzato il dollaro, protagonista della migliore seduta dal 2 marzo, con un rialzo dello 0,9%.
A rafforzare la posizione della banca centrale sono arrivati dati macroeconomici superiori alle attese. A maggio le vendite al dettaglio statunitensi sono cresciute +0,9% su base mensile, raggiungendo Us$ 763,7 miliardi, contro aspettative ferme a +0,5%. Il dato di aprile è stato rivisto a +0,4% dal precedente +0,5%, mentre su base annua le vendite mostrano una crescita del 6,9%: numeri che confermano la solidità dei consumi e allontanano ulteriormente l’ipotesi di una riduzione dei tassi nel breve periodo.
Nonostante il contesto meno favorevole, Piazza Affari continua a distinguersi. Il FTSE MIB ha chiuso in rialzo dello 0,3%, aggiornando i propri massimi storici a ridosso di 52.600 punti, sostenuto ancora una volta dalle operazioni di consolidamento nel settore bancario. Decisamente debole Wall Street: Dow Jones -0,97%, Nasdaq -1,34%.
Sul fronte obbligazionario prosegue il buon momento dei titoli italiani. Lo spread tra BTP e Bund decennali si è ridotto a 69 punti base, dai 70 della seduta precedente, mentre il rendimento del decennale italiano è sceso al 3,62% dal 3,64%.
L’ottimismo è tornato a prevalere nelle prime ore di oggi, 18 giugno, dopo la firma del pre-accordo tra Stati Uniti e Iran. I future sul Nasdaq recuperano circa l’1,3%, compensando le perdite della vigilia. In Asia l’andamento è stato contrastato ma nel complesso positivo. Il Nikkei ha guadagnato l’1,7%, mentre lo yen è sceso a 160,6 per dollaro, minimo degli ultimi due anni, aumentando le aspettative di un intervento delle autorità giapponesi. Gli economisti continuano inoltre a prevedere un ulteriore rialzo dei tassi entro fine anno.
Hang Seng -1,6%, CSI300 +0,4%. Le autorità di Pechino hanno ribadito l’intenzione di trasformare Shanghai in un vero centro finanziario globale e di accelerare l’internazionalizzazione dello yuan.
Positiva anche Taiwan (+1%), e Seoul (Kospi +1,5%) ha superato per la prima volta la soglia dei 9.000 punti. L’indice indiano Sensex ha invece ceduto -0,1%, interrompendo una serie di quattro rialzi consecutivi, pur in un contesto di attese per un possibile accordo commerciale e strategico tra India e Stati Uniti.
Il prezzo del petrolio sconta il rapido riassorbimento del premio di rischio legato al conflitto. Il Brent è sceso di un’altro -2% a 77,90 dollari/barile, circa 8 dollari sopra livelli precedenti alla crisi.
Secondo gli analisti, i flussi attraverso il Golfo Persico sono già risaliti a circa 11 milioni di barili/ giorno, mentre un incremento di ulteriori 12 milioni attraverso Hormuz consentirebbe di riportare i volumi al 70% dei livelli prebellici.
Tra l’alro l’allentamento delle sanzioni potrebbe inoltre favorire una crescita della produzione iraniana. Restano tuttavia alcuni rischi da monitorare: una possibile ripresa delle ostilità regionali, attacchi alle petroliere, tempi lunghi per lo sminamento delle rotte marittime e l’eventualità che lo Stretto venga nuovamente chiuso qualora i negoziati sul nucleare dovessero fallire.
Tra i temi strategici emersi dal vertice del G7 di Evian (Francia) figurano le terre rare. I Paesi industrializzati starebbero lavorando a un piano per ridurre la dipendenza dalla Cina, con l’obiettivo di limitare entro il 2030 al 60% la quota delle forniture globali riconducibili a Pechino.
Infine, continua a raccogliere interesse il nuovo BTP “retail”. Nella terza giornata di collocamento gli ordini hanno raggiunto Eur 1,55 miliardi, portando il totale a 6,91, leggermente sopra i 6,52 miliardi registrati nello stesso momento dell’emissione di maggio 2025. Il titolo, durata 5 anni, offre un tasso reale minimo dell’1,6%, un premio fedeltà dello 0,6% per chi lo mantiene fino a scadenza, la tassazione agevolata, 12,5%, oltre alla protezione garantita dall’indicizzazione all’inflazione.
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WisdomTree - Tactical Daily Update - 27.03.2026Pesa l’incertezza sulle presunte trattative tra USA ed Iran.
Lo stretto di Hormuz è ancora semibloccato e il prezzo del petrolio sale.
Mercato obbligazionario in tensione: su’ i rendimenti di Govies e Corporates.
Metalli preziosi e industriali depressi, ma si riaffacciano i compratori.
La giornata del 26 marzo conferma come i mercati globali restino ostaggio della geopolitica, con le tensioni in Medio Oriente che continuano a influenzare in modo diretto tutte le principali asset class. I segnali contraddittori provenienti da Stati Uniti e Iran sui negoziati per il cessate il fuoco hanno rapidamente riportato in primo piano uno scenario di conflitto prolungato, allontanando le aspettative di una rapida normalizzazione e sostenendo al contempo i prezzi di petrolio e gas.
Le borse europee hanno chiuso tutte in territorio negativo, riflettendo un clima di crescente avversione al rischio. Francoforte la peggiore col Dax a -1,46%, seguita da Londra (-1,33%), Madrid (-1,25%) e Parigi (-0,98%). Una debolezza diffusa che evidenzia la vulnerabilità del continente agli shock energetici.
Wall Street pesante: S&P500 -1,72%, Nasdaq -2,38% e Dow Jones -1%. Il mix tra rincaro dell’energia e irrigidimento delle tensioni geopolitiche ha riacceso i timori di stagflazione, indifferenti alle dichiarazioni di Donald Trump, che ha invitato l’Iran ad assumere una posizione più concreta nei negoziati.
Il movimento più significativo si osserva nel comparto obbligazionario. I rendimenti continuano a salire, segnalando un repricing profondo delle aspettative: il Treasury decennale rende 4,42% (massimi da luglio), il BTP 4,02% e il Bund al 3,07%, sui livelli più elevati dal 2009. Lo spread BTP-Bund si colloca tra 94 e 95 punti base, in aumento rispetto ai 91 della vigilia.
Dall’inizio del conflitto, il future sul Bund decennale ha perso circa -4%, mentre quello sul Treasury -3%. I mercati hanno rapidamente iniziato a prezzare un ritorno dell’inflazione e una possibile nuova fase di rialzi dei tassi, ma questa visione non è pienamente condivisa dalle banche centrali, che mantengono un approccio prudente e attendista.
Secondo diversi policymaker, gli shock energetici tendono a essere temporanei e non necessariamente si traducono in un’inflazione persistente. In questo contesto, alcune case di investimento, tra cui Schroders, esprimono una visione meno aggressiva rispetto al mercato obbligazionario.
Negli Stati Uniti, le aspettative restano orientate verso almeno un taglio dei tassi nel 2026, in linea con il “dot plot” del FOMC. Tuttavia, il rischio principale è rappresentato da uno shock dei prezzi più duraturo, che potrebbe impedire qualsiasi allentamento e riportare al centro il tema dei rialzi. L’economia americana appare infatti la più esposta al rischio di un’inflazione strutturale.
In Europa, lo scenario è diverso ma non privo di criticità. La previsione di base indica un’accelerazione della crescita nei prossimi anni e un possibile rialzo dei tassi nel 2027.
Tuttavia, la forte dipendenza energetica rende l’area particolarmente vulnerabile: un’interruzione prolungata delle forniture di petrolio e gas potrebbe comprimere i redditi reali e rallentare la ripresa industriale, riducendo anche il rischio di effetti inflattivi di secondo livello. In questo contesto, appare improbabile che la BCE segua il percorso di rialzi attualmente scontato dal mercato.
Le dichiarazioni di Christine Lagarde rafforzano questa impostazione. La presidente della BCE ha definito la guerra in Iran “un vero shock”, sottolineando che il ritorno alla normalità nel settore energetico richiederà anni e non mesi. Inoltre, ha avvertito che i mercati potrebbero essere eccessivamente ottimisti nel prezzare una rapida stabilizzazione.
Sul piano macroeconomico, le prospettive restano di moderato rallentamento ma senza scenari estremi. L’OCSE prevede una crescita globale in discesa dal +3,3% del 2025 al +2,9% del 2026, con un recupero al +3% nel 2027 (rivisto al ribasso di 0,1 punti). Anche Barclays mantiene una visione relativamente costruttiva, escludendo per ora un crollo dell’economia globale.
Nel frattempo, l’Europa valuta interventi per limitare la volatilità dei prezzi energetici. La Commissione UE starebbe lavorando a una revisione della Riserva di Stabilità del Mercato nell’ambito del sistema ETS, con l’obiettivo di aumentare la flessibilità dell’offerta di permessi di emissione.
Le ultime notizie dal fronte geopolitico offrono solo un sollievo temporaneo. Il rinvio al 6 aprile dell’ultimatum statunitense all’Iran ha parzialmente migliorato il sentiment, ma restano le tensioni legate al possibile invio di 10.000 soldati americani nella regione.
In Asia, i mercati mostrano un andamento misto. Il Nikkei perde -0,1% (e circa -9% da inizio mese), con lo yen vicino a quota 160 contro dollaro, livello che potrebbe spingere le autorità giapponesi a intervenire. Hong Kong (+0,8%) e Cina (CSI 300 +0,8%) registrano rimbalzi, mentre Taiwan (-0,7%) e India (-1,5%) restano deboli. Da segnalare il dato sui profitti industriali cinesi, in crescita del 15,2% nei primi due mesi del 2026, il miglior risultato dal 2018 (escludendo il rimbalzo del 2021).
Le materie prime restano al centro dell’attenzione. Il petrolio WTI si riavvicina ai 96 dollari/barile e, secondo Macquarie, potrebbe salire fino a 200 in caso di conflitto prolungato fino a fine giugno. Una rapida risoluzione porterebbe invece a un calo dei prezzi, pur mantenendoli sopra i livelli prebellici.
L’oro, a 4.440 dollari/oncia, segna un rimbalzo dell’1,5% dopo il calo del -2,8% della vigilia, ma resta in lieve flessione settimanale (-0,5%) e registra la quarta settimana negativa consecutiva. Le vendite della banca centrale turca, circa 60 tonnellate per oltre Us$ 8 miliardi, rappresentano il calo più significativo delle riserve dal 2018.
WisdomTree - Tactical Daily Update - 04.02.2026Tornano le paure per le valutazioni del tech, crollano le azioni del software.
Recuperano oro e argento in un contesto altamente volatile.
Attenzione alla «Macro Europea»: in uscita PMI e inflazione di gennaio.
Crypto valute ancora giù: svolta rinviata, ...disaffezione temporanea?
La seduta del 3 febbraio ha segnato una pausa per le Borse europee, reduci da una vigilia particolarmente brillante che aveva riportato Milano sui massimi da dicembre 2000 e spinto Londra e Madrid su nuovi record storici.
Il ritracciamento è avvenuto in un contesto ancora dominato da incertezze geopolitiche, interrogativi sulla tenuta della crescita statunitense e rinnovate perplessità sul ciclo degli investimenti legati all’intelligenza artificiale.
Sul fronte corporate, i mercati osservano con attenzione il maxi riassetto dell’impero Elon Musk, che ha portato alla fusione tra SpaceX e xAI, dando vita a un gruppo non quotato da 1.250 miliardi di dollari. Un’operazione di portata storica che, se da un lato conferma la centralità strategica dell’AI, dall’altro riaccende i dubbi sulla sostenibilità delle valutazioni e sulla distribuzione dei rendimenti lungo la catena tecnologica.
A livello di indici, il quadro europeo è stato disomogeneo. Francoforte ha chiuso in calo dello 0,1%, Parigi ha ceduto lo 0,02% e Londra lo 0,28%. Milano ha fatto eccezione, avanzando dello 0,90%, mentre Amsterdam ha registrato il ribasso più marcato con un -1,54%. Madrid ha terminato la seduta invariata.
Sul mercato valutario, l’euro è rimasto poco mosso, poco sopra 1,18 dollari, dopo aver toccato 1,20 dollari la scorsa settimana, massimo degli ultimi quattro anni.
L’attenzione degli investitori è ora rivolta alla Banca centrale europea, che giovedì dovrebbe mantenere invariati i tassi, in linea con l’ultima decisione della Federal Reserve.
A Francoforte si valuta l’impatto combinato di un dollaro più debole e dell’ondata di importazioni cinesi a basso prezzo sulle prospettive di inflazione dell’area euro.
A Wall Street, l’S&P 500 ha sfiorato un nuovo record prima di ripiegare, mentre il Nasdaq ha accusato una flessione dell’1,4%, segnale di una rotazione settoriale che inizia a manifestarsi anche all’interno del comparto tecnologico.
In questo contesto si inserisce l’evoluzione del quadro istituzionale: Stephen Miran si è dimesso dall’incarico di capo dei consiglieri economici della Casa Bianca, mantenendo il ruolo di governatore della Fed, come promesso una volta conclusa l’anomala doppia carica il 31 gennaio.
Sul fronte di politica monetaria, il mercato continua a scontare un taglio dei tassi negli Stati Uniti a giugno, teoricamente la prima riunione con Kevin Warsh presidente della Fed.
Nella seconda parte dell’anno, con l’avvicinarsi delle elezioni di medio termine, lo spazio per ulteriori allentamenti appare limitato. Le probabilità di un taglio a giugno sono salite al 55%, dal 44% precedente, mentre il rendimento del Treasury decennale resta stabile al 4,27%.
Tra i singoli titoli, spicca il balzo di Palantir Technologies, in rialzo di oltre il 10% dopo una trimestrale nettamente sopra le stime, con ricavi e utili record trainati dalla domanda di soluzioni di intelligenza artificiale da parte del governo statunitense e dei clienti privati.
Sullo sfondo, però, crescono le critiche sul ruolo della società nel supporto alle politiche anti-immigrazione dell’amministrazione Trump.
In Italia, nonostante la capitalizzazione record di Piazza Affari nel 2025, salita a 1.077 miliardi di euro, il mercato azionario resta sottodimensionato. Secondo il rapporto Capital Markets in Italy della Consob, il numero di società quotate è sceso sotto quota 200 e dal 2010 il saldo tra ammissioni e revoche è stato negativo per circa 96 miliardi di euro, di cui 72 miliardi nell’ultimo quinquennio.
La Borsa italiana rappresenta appena lo 0,8% del mercato azionario globale, a fronte di un Pil che vale oltre il 2% di quello mondiale.
Sul piano macro, oggi 4 febbraio sono attesi i Pmi servizi dell’area euro. La lettura finale dovrebbe confermare per gennaio un rallentamento della crescita, mentre in Italia l’indice dovrebbe restare sopra quota 50, segnalando una sostanziale stabilità dell’attività.
Attenzione anche all’inflazione: il dato armonizzato italiano è atteso allo 0,9% dall’1,2%, mentre quello dell’area euro dovrebbe scendere all’1,7% dall’1,9%.
Stamane, 4 febbraio, in Asia, i mercati si sono mossi in ordine sparso dopo il calo di Wall Street. Tokyo ha chiuso a -0,6%, con prese di profitto dopo il record della vigilia. Lo yen si è indebolito a 156,30 sul dollaro e poco sotto 185 sull’euro.
Shanghai Composite è salito dello 0,1%, mentre l’Hang Seng ha perso lo 0,5%. Un sondaggio privato segnala che il settore dei servizi cinesi è cresciuto a gennaio al ritmo più veloce in tre mesi, ma la fiducia resta fragile.
Infine, riflettori puntati sul comparto software, travolto dalle vendite per il timore che l’AI possa eroderne i modelli di business. L’indice S&P North America Software segna -17% da inizio anno e -25% dai massimi di ottobre. Jeffrey Favuzza di Jefferies parla apertamente di “SaaSpocalypse”.
Nel frattempo, i metalli preziosi restano estremamente volatili: oro a 5.080 dollari l’oncia, argento a 87 dollari. Non emergono però segnali di frenesia speculativa sugli ETP, che registrano anzi deflussi.
L’oro torna sopra 5.000 dollari, mentre il Bitcoin arretra del 16% nell’ultimo mese, a 76.500 dollari, evidenziando una crescente divergenza tra beni rifugio tradizionali e asset digitali.
Informazioni importanti
Comunicazioni emesse all’interno dello Spazio economico europeo (“SEE”): Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree Ireland Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Central Bank of Ireland.
Comunicazioni emesse in giurisdizioni non appartenenti al SEE: Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree UK Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority del Regno Unito.
Per fare riferimento a WisdomTree Ireland Limited e a WisdomTree UK Limited si utilizza per entrambe la denominazione “WisdomTree” (come applicabile). La nostra politica sui conflitti d’interesse e il nostro inventario sono disponibili su richiesta.
Solo per clienti professionali. Le informazioni contenute nel presente documento sono fornite a titolo meramente informativo e non costituiscono né un’offerta di vendita né una sollecitazione di un’offerta di acquisto di titoli o azioni. Il presente documento non deve essere utilizzato come base per una qualsiasi decisione d’investimento. Gli investimenti possono aumentare o diminuire di valore e si può perdere una parte o la totalità dell’importo investito. Le performance passate non sono necessariamente indicative di performance future. Qualsiasi decisione d’investimento deve essere basata sulle informazioni contenute nel Prospetto informativo di riferimento e deve essere presa dopo aver richiesto il parere di un consulente d’investimento, fiscale e legale indipendente.
Il presente documento non è, e in nessun caso deve essere interpretato come, una pubblicità o qualsiasi altro strumento di promozione di un’offerta pubblica di azioni o titoli negli Stati Uniti o in qualsiasi provincia o territorio degli Stati Uniti. Né il presente documento né alcuna copia dello stesso devono essere acquisiti, trasmessi o distribuiti (direttamente o indirettamente) negli Stati Uniti.
Il presente documento può contenere commenti indipendenti sul mercato redatti da WisdomTree sulla base delle informazioni disponibili al pubblico. Benché WisdomTree si adoperi per garantire l’esattezza del contenuto del presente documento, WisdomTree non garantisce né assicura la sua esattezza o correttezza. Qualsiasi terzo fornitore di dati di cui ci si avvalga per reperire le informazioni contenute nel presente documento non rilascia alcuna garanzia o dichiarazione di sorta in relazione ai suddetti dati. Laddove WisdomTree abbia espresso dei pareri relativamente al prodotto o all’attività di mercato, si ricorda che tali pareri possono cambiare. Né WisdomTree, né alcuna consociata, né alcuno dei rispettivi funzionari, amministratori, partner o dipendenti, accetta alcuna responsabilità per qualsiasi perdita, diretta o indiretta, derivante dall’utilizzo del presente documento o del suo contenuto.
Il presente documento può contenere dichiarazioni previsionali, comprese dichiarazioni riguardanti le attuali aspettative o convinzioni in relazione alla performance di determinate classi di attività e/o settori. Le dichiarazioni previsionali sono soggette a determinati rischi, incertezze e ipotesi. Non vi è alcuna garanzia che tali dichiarazioni siano esatte, e i risultati effettivi possano discostarsi significativamente da quelli previsti in dette dichiarazioni. WisdomTree raccomanda vivamente di non fare indebito affidamento sulle summenzionate dichiarazioni previsionali.
I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
WisdomTree - Tactical Daily Update - 23.01.2026Buona intonazione delle borse globali, dopo i toni più concilianti di Trump.
Proseguono le trimestrali USA, e fino ad ora portano messaggi positivi.
Il comparto bond ritrova la calma: giù i rendimenti di quelli giapponesi.
Segnali misti dal PCE Usa di dicembre: inflazione ferma, ma sopra i target.
Le parole di Donald Trump, arrivate mercoledì 21 sera, hanno avuto l’effetto di un ansiolitico sui mercati. I “positivi colloqui in corso” sulla Groenlandia e l’apertura a una possibile tregua su dazi e contromisure hanno contribuito ad allentare, almeno temporaneamente, una tensione geopolitica che negli ultimi giorni aveva pesato sul sentiment globale.
L’Europa aveva già archiviato una seduta incerta, mentre Wall Street ha colto al volo la svolta, virando con decisione al rialzo.
Con lo scenario geopolitico momentaneamente meno teso, l’attenzione degli investitori si sposta ora su un’agenda fitta e potenzialmente decisiva.
La prossima settimana saranno sotto i riflettori le trimestrali dei big tech, in particolare Microsoft, Meta e Tesla, in concomitanza con la riunione della Federal Reserve, chiamata a ribadire, o meno, la propria linea in un contesto macro ancora robusto ma attraversato da crescenti incertezze politiche.
Le Borse europee hanno chiuso in netto rialzo, sostenute proprio dall’allentamento delle frizioni tra Stati Uniti ed Europa. Parigi ha guadagnato +0,99%, Francoforte +1,07%, Londra è rimasta più prudente a +0,07%. A distinguersi sono state Milano (+1,36%) e Madrid (+1,23%), confermando una dinamica che da inizio anno vede diversi listini europei fare meglio di Wall Street.
Oltreoceano, il quadro è stato altrettanto positivo: Dow Jones +0,63%, S&P 500 +0,55%, mentre il Nasdaq ha sovraperformato con un +0,91%.
Un segnale di forza che però non cancella una tendenza di fondo: il 2026 è iniziato in continuità con il 2025, con Wall Street relativamente più indietro rispetto ad altre grandi piazze globali. Da inizio anno l’S&P 500 segna +1,1%, contro il +2,8% dell’EuroStoxx 50, il +6,8% del Nikkei e il +4,7% dell’MSCI Asia.
Sul fronte delle materie prime, il petrolio Brent ha vissuto giornate contrastate. Ieri ha chiuso in calo a 64,5 dollari al barile, complici le notizie sull’Ucraina e i toni concilianti di Trump dopo l’incontro con Volodymyr Zelenskij, definito “buono”.
Oggi, 23 gennaio, il prezzo torna invece a salire dopo nuove dichiarazioni del presidente Usa, che ha parlato di un’“armata” americana diretta verso l’Iran, pur auspicando di non doverla utilizzare. Secondo fonti statunitensi, navi da guerra, una portaerei e cacciatorpediniere lanciamissili arriveranno in Medio Oriente nei prossimi giorni.
Nel frattempo, negli Emirati Arabi Uniti prendono il via colloqui “trilaterali” tra Ucraina, Stati Uniti e Russia.
Sul piano politico, Trump ha inoltre ribadito al World Economic Forum di Davos, in un’intervista a Fox Business Network, che qualsiasi intesa sulla Groenlandia dovrebbe garantire agli Stati Uniti “accesso totale” all’isola, compreso l’uso militare, “senza alcun costo”. Dichiarazioni che hanno colto di sorpresa il premier groenlandese, il quale ha dichiarato di non aver ricevuto alcuna comunicazione né da Washington né da Copenaghen o dalla Nato.
A rendere il quadro ancora più complesso contribuisce il fronte giuridico. In questa prima parte dell’anno sono attesi due verdetti della Corte Suprema: uno sul caso Lisa Cook, membro della Fed che Trump vorrebbe licenziare, e uno sulla legittimità dei dazi. In entrambi i casi, appaiono più probabili decisioni sfavorevoli alla Casa Bianca, con potenziali ripercussioni sui mercati.
Dal lato macroeconomico europeo, i dati ufficiali UE mostrano che alla fine del terzo trimestre 2025 il rapporto debito pubblico/Pil nell’area euro è salito all’88,5%, dall’88,2% del secondo trimestre. Nell’intera Unione europea l’indicatore è passato dall’81,9% all’82,1%. I livelli più elevati si registrano in Grecia (149,7%), Italia (137,8% dopo 138,3%), Francia (117,7%), Belgio (107,1%) e Spagna (103,2%). I più bassi in Estonia (22,9%), Lussemburgo (27,9%), Bulgaria (28,4%) e Danimarca (29,7%).
Negli Stati Uniti, il Pil del terzo trimestre è cresciuto del 4,4%, superando le attese di +4,3% e migliorando la stima preliminare diffusa a dicembre.
In Asia, oggi 23 gennaio, l’MSCI Asia Pacific guadagna +0,6%, tocca un massimo storico e si avvia a chiudere la settimana in positivo per l’ottava volta su nove. Seduta apatica per il Nikkei di Tokyo (+0,3%, -0,2% settimanale), mentre la Banca del Giappone mantiene i tassi allo 0,75%, ai massimi da 30 anni. Lo yen continua a indebolirsi a 158,7. Bene il Kospi coreano (+0,7%, +3% settimanale, +18% da inizio anno). Hang Seng +0,3%, CSI cinese -0,3%, Taiex +0,7%. Da segnalare la mossa della banca centrale cinese, che ha fissato il fixing dello yuan sopra quota 7 per dollaro per la prima volta in oltre due anni.
Infine, corsa senza sosta per i metalli preziosi. Oro a 4.953 dollari l’oncia e argento a 98,7 dollari segnano nuovi record. L’argento vola del 37% da inizio anno, sostenuto dal ruolo sempre più centrale nell’industria dei semiconduttori e dai vincoli alle esportazioni introdotti dalla Cina in ottobre.
Sul mercato obbligazionario Usa, il Treasury decennale rende il 4,25%. Trump ha avvertito che potrebbero esserci “ritorsioni” se l’Europa dovesse vendere asset statunitensi, inclusi i titoli di Stato. Un monito che non cancella un dato strutturale: l’Europa resta il principale creditore degli Stati Uniti, con 8.000 miliardi di dollari detenuti in azioni e obbligazioni Usa, quasi il doppio del resto del mondo messo insieme.
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Il presente documento può contenere dichiarazioni previsionali, comprese dichiarazioni riguardanti le attuali aspettative o convinzioni in relazione alla performance di determinate classi di attività e/o settori. Le dichiarazioni previsionali sono soggette a determinati rischi, incertezze e ipotesi. Non vi è alcuna garanzia che tali dichiarazioni siano esatte, e i risultati effettivi possano discostarsi significativamente da quelli previsti in dette dichiarazioni. WisdomTree raccomanda vivamente di non fare indebito affidamento sulle summenzionate dichiarazioni previsionali.
I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
WisdomTree - Tactical Daily Update - 30.05.2025La Corte d’appello Usa revoca la sospensione dei dazi.
Borse “composte”, nonostante il caotico avvicendarsi delle notizie.
Oltre 6,5 miliardi di richieste retail per il nuovo BTP Italia: spread BTP/Bund a 98.
Bilancio positivo a maggio per le Borse di tutto il Mondo.
Dazi, Borse, inflazione e rame: il mondo secondo Trump tra rialzi, tensioni e sorprese: la battaglia sui dazi riprende quota. La Corte del Commercio Internazionale di Manhattan ha intimato all’amministrazione Trump di revocare entro dieci giorni una serie di tariffe imposte sulla base dei poteri straordinari legati allo stato d’emergenza nazionale.
Nel mirino ci sono le aliquote globali, i dazi aumentati contro Cina e altri Paesi, le misure specifiche legate alla crisi del fentanyl verso Pechino, Canada e Messico. Restano invece intatti i dazi fondati su altri strumenti legali, come quelli su acciaio, alluminio e settore automobilistico.
Nel frattempo, in serata la Corte d’Appello ha sospeso la decisione, mantenendo in vigore le tariffe fino a nuovo ordine. La Casa Bianca punta ora tutto sulla Corte Suprema, che secondo l’amministrazione potrebbe sancire la legittimità delle misure.
“La nostra politica tariffaria continuerà”, ha dichiarato Karoline Leavitt, portavoce della presidenza, ribadendo che il presidente dispone di altri poteri per agire sul fronte commerciale. Intanto, i colloqui con gli altri Paesi “non si fermano”.
Le Borse europee hanno risposto con cautela alla notizia della sentenza e alla successiva sospensione. Piazza Affari ha chiuso a -0,36%, Francoforte a -0,55%, Parigi -0,11%, Londra -0,06%, Amsterdam -0,02%: Madrid, in leggero rialzo, +0,08%.
Più ottimista Wall Street, che ha chiuso con il segno più: Dow Jones +0,24%, Nasdaq +0,34% e S&P 500 +0,40%.
Nelle stesse ore, il presidente della Federal Reserve Jerome Powell ha incontrato Trump alla Casa Bianca. Il presidente ha definito “un errore” il mancato taglio dei tassi d’interesse, mentre Powell ha mantenuto la sua consueta prudenza: nessuna indicazione sui futuri orientamenti della Fed, se non la conferma che tutto dipenderà dai dati economici in arrivo.
Intanto, si è chiusa la terza giornata del BTP Italia dedicata agli investitori retail, con una raccolta di 1,244 miliardi di euro, per un totale complessivo da martedì di 6,52 miliardi. Oggi tocca agli investitori istituzionali: il Tesoro potrebbe confermare o ritoccare al rialzo il tasso minimo garantito, attualmente all’1,85%.
Economia USA: segnali di raffreddamento: non arrivano buone notizie dal mercato immobiliare americano. Ad aprile, l’indice dei compromessi per la vendita di abitazioni è sceso a 71,3 punti, in calo del 6,3% rispetto a marzo (le attese erano per un -1%). Rispetto a un anno fa, il calo è del 2,5%.
Anche il mercato del lavoro lancia un allarme: le richieste settimanali di disoccupazione sono salite di 14.000 unità, raggiungendo le 240.000, contro le 226.000 della settimana precedente. Le attese degli analisti erano ferme a 230.000.
Stamattina, 30 maggio, Asia in rosso, ma il bilancio di maggio resta positivo: MSCI Asia Pacific: +4,7% ed MSCI World: +5,7%. Tokyo ha registrato un calo dell’1,2%, ma l’attenzione è tutta sull’inflazione, salita al +3,6% (esclusi i cibi freschi), massimo da due anni. A Hong Kong -1,5%, ma +5% da inizio mese; il CSI 300 cinese ha perso lo 0,3% (+2% nel mese). A Seul, il Kospi ha chiuso a -1%, pur mantenendo un +5,4% da inizio mese.
Anche l’Europa delle Borse corre: quella di Francoforte si avvia a chiudere i primi cinque mesi del 2025 con un record storico. Il DAX segna un +20%, allineato al +20% del FTSEMIB e al +21,5% dell’Ibex spagnolo.
Il nuovo corso tedesco è segnato da un piano fiscale monstre: oltre 500 miliardi di euro destinati a difesa, infrastrutture e transizione energetica. A renderlo possibile, la sospensione del vincolo costituzionale sul “freno al debito”, fortemente voluto dal Cancelliere Friedrich Merz.
Materie prime: petrolio stabile, sui minimi dell’anno, ma occhi sull’OPEC+. Il Brent (greggio di riferimento Usa) vale 64 dollari/barile, in calo di -0,5%, ma conserva un guadagno mensile di +1,3%. Sabato 31 è attesa una riunione OPEC+ in cui potrebbe essere discusso un incremento della produzione per luglio. Intanto, le scorte USA sono calate a sorpresa di 2,8 milioni di barili.
Rame e oro: l’energia pulita spinge i metalli: il rame è uno dei protagonisti del mese: +5% a maggio, +9% da inizio anno. Le scorte al London Metal Exchange sono scese del 43% da febbraio, toccando un minimo annuale a 154.300 tonnellate. I prezzi USA hanno toccato i 11.633 $/tonnellata, ben 1.570 dollari sopra Londra, dopo che Trump ha minacciato un dazio del 25%.
L’oro, dopo il +0,9% di ieri, cede -0,7%, ma resta positivo nel mese (+0,3%). Da gennaio, tuttavia, solo pingui guadagni: +25% in Dollari e +15% in Euro.
Crypto: Bitcoin si attesta a 106.200 dollari, segnando il quarto ribasso consecutivo. Il bilancio mensile, però, è ancora in positivo: +12%. Sul fronte regolatorio, la SEC ha archiviato la causa contro Binance, mossa vista come un segnale di svolta dell’amministrazione Trump. “È un momento epocale”, ha commentato l’exchange.
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I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
WisdomTree - Tactical Daily Update - 20.02.2024La Banca centrale Cinese taglia i tassi di 25bps, sollievo per i mutui ipotecari.
Pechino potrebbe varare nuovi, piu’ incisivi stimoli, e investimenti pubblici.
Borse europee in stallo, non arretrano, e attendono nuovi dati.
Calma piatta sull’obbligazionario: pesa incertezza su mosse delle Banche centrali.
Ieri, 19 febbraio, le Borse Usa erano chiuse per festeggiare il «President’s Day». Ne ha risentito anche l’attivita’ su quelle europee, quasi apatica, dominata dall’attesa dei numerosi dati macro in calendario questa settimana: le chiusure testimoniano la fase incerta: Milano -0,18%, Francoforte -0,15%, Parigi invariata, Londra +0,22%.
Molto importante, negli Stati Uniti, sara’ la pubblicazione domani, 21 febbraio, delle minute dell’ultimo FOMC (Federal Open Market Committee), quello di fine gennaio, e nel frattempo il mercato sconta un 1’ taglio di 25bps solo nel meeting di Giugno.
La tendenza nuovamente rialzista dei prezzi alla produzione (PPI) negli Stati Uniti potrebbe rappresentare una minaccia per il trend discendente dell’inflazione e impattare sulle future mosse della Banche centrale Usa (FED-Federal Reserve). Giovedi’ saranno pubblicati anche i verbali dell’ultima riunione dell’ECB (BCE-Banca centrale Europea), da cui si potranno trarre indicazioni sulla politica monetaria 2024.
A ben vedere ieri, 19 febbraio, i dati sui consumi personali cinesi durante le vacanze per il Capodanno lunare, largamente sopra le attese, avrebbero potuto generare maggior ottimismo, ma cosi’ non e’ stato. I cinesi hanno speso ben 88 miliardi di Dollari per divertimenti, ristorazione e viaggi, con una crescita di +47,3% sul 2023 (ancora frenato dalle restrizioni Covid) e di +7,7% sul 2019, ultimo anno pre-Covid.
Anche oggi, 20 febbraio, c’era un potenziale “trigger” (detonatore) rialzista dalla Cina, che non ha invece prodotto reazioni di rilievo: la Banca centrale (PboC) ha tagliato di -0,25% il tasso primario sui prestiti a 5 anni (Lpr), dal 4,20% a 3,95%: il taglio che impatta direttamente sul costo dei mutui immobiliari, e’ il maggiore della storia, oltre ad essere il primo da agosto 2023.
Sul fronte macro europeo e’ da osservare con una certa attenzione il dato odierno relativo alle negoziazioni salariali, assai monitorato dell’ECB, che lo considera di grande valore segnaletico nelle sue scelte di politica monetaria.
Intanto, sul versante politico, i Cristiano-Democratici tedeschi candidano per un 2’ mandato l'attuale Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen.
Annunciata la più grande operazione di m&a dell’anno, nel settore carte/pagamenti Usa: Capital One vuole acquisire Discover, Gruppo diversificato nei servizi finanziari, per 35,3 miliardi di US$, per aggregare 2 dei maggiori operatori Usa di credit cards.
“L'acquisizione di Discover aiuterà a costruire una rete di pagamenti in grado di competere con gli altri colossi", ha detto Richard Fairbank, CEO di Capital One.
Sul mercato Europeo “allargato” (Ue, Efta e Regno Unito), a gennaio, sono state immatricolate 1.015.381 automobili, +11,5% rispetto al 2023 (dati Acea, Associazione dei costruttori europei): un buon segnale, dopo un 2023 brillante.
Oggi, 20 febbraio, le Borse europee sono ripartite incerte, e arrivano a fine mattinata con cali medi azzerati, orfane dei “suggerimenti” che provengono dalle chiusure di Wall Street della sera prima, e probabilmente contagiate dalla prevalente debolezza di quelle asiatiche.
In Europa non mancheranno, oltre a quelli sulla dinamica salariale, altri dati macro di un certo impatto, tra i quali gli indici Pmi (Purchasing managers index) di febbraio, e quelli sulle partite correnti e sulla produzione edilizia dell'Euro-zona.
Le Borse asiatiche hanno chiuso senza direzione: evidentemente la decisione “market friendly” della Banca centrale Cinese non e’ bastata a far dimenticare le paure degli investitori sulla ripresa economica, ed in particolare sulla perdurante crisi di alcuni mega operatori immobiliari e sulla debolezza degli scambi commerciali, ancora sotto i livelli “pre-Covid”.
Il mondo degli investimenti sembra chiedere a Pechino misure fiscali più incisive, incentivanti, e un forte impegno in termini di spesa pubblica: tuttavia, la scelta della Banca centrale Cinese non va sottovalutata, perche’ dara’ un buon sostegno monetario all'economia cinese, producendo un netto taglio del costo dei mutui ipotecari.
In Giappone, il Nikkei 225 ha perso -0,3% mentre tra i listini cinesi continentali il Shanghai Composite e’ salito + 0,4%, e quello di Shenzhen +0,5%. Tra gli altri indici asiatici Hong Kong +0,1%, Seoul -0,8%, Taiwan +0,2% e Sydney -0,1%.
Sul mercato valutario poche novita’: il cambio Euro/Dollaro e' attorno 1,078, da 1,080 della vigilia) e quello Euro/Yen a 162,0 yen, da 161,5. In rialzo, +0,2%, il cross Dollaro/Yen, a 150,4: la debolezza della valuta giapponese e’ a livelli record e continua a favorire la competitivita’ delle esportazioni nipponiche. Le crypto fanno una pausa, dopo i forti rialzi recenti, a conferma della robustezza del trend in atto.
Comparto obbligazionario senza novita’: lo spread di rendimento tra Btp decennali itliani e omologhi Bund tedeschi conferma 149 punti base, ed il rendimento del Btp benchmark 10 anni e’ attorno a 3,88%. Negli Usa prosegue il trend di risalita dei rendimenti dei Treasury.
La riaperura di Wall Street dopo il lungo weekend e’ vista in lieve calo rispetto al closing di venerdi’ 16: occhi aperti su 3 attesissime trimestrali: quella di Nvidia servira’ come conferma o meno della recente euforia, e quelle di Walmart e Home Depot ci aggiorneranno sulla salute e propensione a spendere dei consumatori Usa.
Informazioni importanti
Comunicazioni emesse all’interno dello Spazio economico europeo (“SEE”): Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree Ireland Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Central Bank of Ireland.
Comunicazioni emesse in giurisdizioni non appartenenti al SEE: Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree UK Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority del Regno Unito.
Per fare riferimento a WisdomTree Ireland Limited e a WisdomTree UK Limited si utilizza per entrambe la denominazione “WisdomTree” (come applicabile). La nostra politica sui conflitti d’interesse e il nostro inventario sono disponibili su richiesta.
Solo per clienti professionali. Le informazioni contenute nel presente documento sono fornite a titolo meramente informativo e non costituiscono né un’offerta di vendita né una sollecitazione di un’offerta di acquisto di titoli o azioni. Il presente documento non deve essere utilizzato come base per una qualsiasi decisione d’investimento. Gli investimenti possono aumentare o diminuire di valore e si può perdere una parte o la totalità dell’importo investito. Le performance passate non sono necessariamente indicative di performance future. Qualsiasi decisione d’investimento deve essere basata sulle informazioni contenute nel Prospetto informativo di riferimento e deve essere presa dopo aver richiesto il parere di un consulente d’investimento, fiscale e legale indipendente.
Il presente documento non è, e in nessun caso deve essere interpretato come, una pubblicità o qualsiasi altro strumento di promozione di un’offerta pubblica di azioni o titoli negli Stati Uniti o in qualsiasi provincia o territorio degli Stati Uniti. Né il presente documento né alcuna copia dello stesso devono essere acquisiti, trasmessi o distribuiti (direttamente o indirettamente) negli Stati Uniti.
Il presente documento può contenere commenti indipendenti sul mercato redatti da WisdomTree sulla base delle informazioni disponibili al pubblico. Benché WisdomTree si adoperi per garantire l’esattezza del contenuto del presente documento, WisdomTree non garantisce né assicura la sua esattezza o correttezza. Qualsiasi terzo fornitore di dati di cui ci si avvalga per reperire le informazioni contenute nel presente documento non rilascia alcuna garanzia o dichiarazione di sorta in relazione ai suddetti dati. Laddove WisdomTree abbia espresso dei pareri relativamente al prodotto o all’attività di mercato, si ricorda che tali pareri possono cambiare. Né WisdomTree, né alcuna consociata, né alcuno dei rispettivi funzionari, amministratori, partner o dipendenti, accetta alcuna responsabilità per qualsiasi perdita, diretta o indiretta, derivante dall’utilizzo del presente documento o del suo contenuto.
Il presente documento può contenere dichiarazioni previsionali, comprese dichiarazioni riguardanti le attuali aspettative o convinzioni in relazione alla performance di determinate classi di attività e/o settori. Le dichiarazioni previsionali sono soggette a determinati rischi, incertezze e ipotesi. Non vi è alcuna garanzia che tali dichiarazioni siano esatte, e i risultati effettivi possano discostarsi significativamente da quelli previsti in dette dichiarazioni. WisdomTree raccomanda vivamente di non fare indebito affidamento sulle summenzionate dichiarazioni previsionali.
I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
WisdomTree - Tactical Daily Update - 04.07.2023La parte manufatturiera dell’economia Usa ed EU e’ in recessione.
Inflazione in calo in EU con notevoli divari: su’ in Germania, giu’ in Spagna.
Borse europee apatiche, il 4 luglio manca il “faro” di Wall Street.
Economia Usa in bilico tra piena occupazione e danaro sempre + caro..
Wall Street ieri ha chiuso in anticipo, alle 19.00 ora italiana, una seduta incolore alla vigilia dell’Independence Day (indipendenza dalla Gran Bretagna) che si celebra oggi, 4 luglio. Variazioni minime per tutti gli indici: Dow Jones +0,03%, S&P 500 +0,12%, Nasdaq +0,21%.
In Europa, la Borsa di Milano, dopo aver guadagnato +19% nel 1’ semestre, e’ salita di un ulteriore +0,77% ai massimi da settembre 2008, Parigi e Londra invariate, Francoforte -0,4%. Bancari, finanziari e petroliferi i comparti piu’ in evidenza.
Gli operatori restano ottimisti sul rallentamento dell’inflazione, visto che nell'Eurozona i prezzi all’ingrosso e al consumo sono scesi oltre le attese a giugno, ma osservano anche un chiaro deterioramento della congiuntura economica.
Ieri, per esempio, l'indice Pmi (Purchasing managers Index) della manifattura, (fonte S&P Global), ha segnalato un calo a 43,4 a giugno, da 44,8 a maggio: siamo al 12’ mese consecutivo sotto 50 (soglia che delimita espansione da contrazione) e si tratta del peggior calo da maggio 2020. Nessun Paese dell’Euro-zona e’ indenne da cali.
Negli Usa l'Indice Ism (Institute for supply management) manifatturiero di giugno è sceso rispetto a maggio, contrariamente alle previsioni: col suo 46,0, livello più basso dal maggio 2020, in piena crisi da Corona virus, e’ rimasto in area contrazione, dov’era ripiombato a novembre 2022 dopo 29 mesi di espansione: un chiaro sintomo di recessione, ancorche’ non profondissima.
Tornando all’azionario Usa, dietro la sostanziale invarianza degli indici si nascondono forti oscillazioni di 2 mega cap tecnologiche: Tesla ha guadagnato +7,0% (migliore titolo dello S&P 500), rivedendo i massimi da settembre 2022, dopo l’annuncio del boom di consegne: tra aprile a giugno 466 mila auto nuove, +10,4% rispetto al trimestre gennaio-marzo e +83,5% (!!) rispetto allo stesso trimestre 2022.
Apple ha perso -0,8%: secondo il Financial Times sara’ costretta a tagliare le previsioni di produzione del visore per la realtà mista Vision Pro, lanciato lo scorso mese: poca cosa, visto il rialzo del +2,3% di venerdi’ 30, quando Apple aveva superato, 1’ società al mondo, i $ 3.000 miliardi di capitalizzazione.
L'inflazione nell'Eurozona è scesa a 5,5% a giugno, da 6,1% di maggio, ma la componente “core” (ex cibo ed energia) è leggermente salita a 5,4% da 5,3%. Inoltre, il calo del dato generale non e’ uniforme: in Germania è risalito a 6,4% da 6,1% di maggio (era il minimo da 14 mesi), in Italia e in Francia il calo e’ sensibile, in Spagna si festeggia +1,9%, primo Paese europeo sotto il target del 2% della Banca centrale.
Il Presidente della Bundesbank (Banca centrale tedesca), Joachim Nagel, parlando ieri a Francoforte ha sostenuto che i rischi al rialzo per l'inflazione restano predominanti e che aumenti salariali o margini di profitto più forti del “normale” potrebbero “re-innescare un'accelerazione dell'inflazione nel medio termine": insomma, all’orizzonte, a fine luglio, ci sono nuovi aumenti dei tassi.
Il prezzo del petrolio e’ stato alquanto volatile ieri, per poi chiudere stabile, col Wti (greggio di riferimento Usa) a 71 Dollari/barile. Nella mattinata si era impennato per gli annunci di 2 grandi esportatori globali, Arabia Saudita e Russia, di limitare la propria offerta, a sostegno dei prezzi: nei primi 6 mesi 2023 il Wti ha perso -12%.
Sul mercato valutario, il cross Euro/Dollaro staziona attorno 1,09 e quello Euro/Yen sfiora quota 157,7, vicino ai massimi storici, similmente al cross Dollaro/Yen a 144,6.
Mini-rialzo dei rendimenti sull’obbligazionario europeo: lo spread tra Btp decennali italiani e omologhi Bund tedeschi e’ risalito a 171 punti base, dai 166 della chiusura di venerdi’, col rendimento del decennale italiano a 4,14%.
Macro internazionale: il surplus commerciale tedesco delude a maggio: il saldo di 14,4 miliardi e’ sotto le attese: l’export ha segnato -0,1% mese su mese, l’import +1,7%.
La Banca centrale austrialiana ha lasciato invariati i tassi: e’ la 2’ pausa dopo quella di aprile, dopo una lunga serie rialzi: ulteriori aumenti restano possibili.
La Cina lancia segnali preoccupanti sul comparto dei semiconduttori, annunciando restrizione sull'export di alcune materie prime “rare” utilizzati per produrre chip.
Wall Street riaprira’ mercoledi 5: venerdi’ 7 sara’ cruciale il rapporto sull’occupazione negli Usa, uno dei fattori piu’ considerati dalla Federal Reserve (FED-Banca centrale Usa) per decidere le prossime mosse sui tassi di interesse.
Le Borse dell’Asia-Pacifico hanno chiuso per lo piu’ in calo stamane, 4 luglio. Tokyo, probabilmente per prese di beneficio (profit taking) dei recenti rialzi, ha perso -0,98% (Nikkei). A Hong Kong, l'Hang Seng ha guadagnato +0,2%, come il Szse- Shenzhen: -0,30% invece per l'indice Kospi coreano.
Giovedi è attesa a Pechino Janet Yellen, segretaria al Tesoro Usa, che dovrebbe rimanere 3 giomi in Cina: si spera nella ripresa del dialogo tra le 2 superpotenze, a cominciare dalle spinose diatribe commerciali.
Stamane Borse auropee invariate a fine mattinata. Come dicevamo, Wall Street oggi e’ chiusa, i future indicherebbero riaperture invariate.
Gli strategist di JP-Morgan, spiazzati dal rally della tecnologia come la maggioranza degli investitori, invitano alla prudenza: il rallentamento dell'inflazione non basta a mutare l’atteggiamento restrittivo delle Banche Centrali, alimentando la vulnerabilità del mercato azionario nella 2’ parte dell'anno (“outlook negativo”).
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Il presente documento può contenere dichiarazioni previsionali, comprese dichiarazioni riguardanti le attuali aspettative o convinzioni in relazione alla performance di determinate classi di attività e/o settori. Le dichiarazioni previsionali sono soggette a determinati rischi, incertezze e ipotesi. Non vi è alcuna garanzia che tali dichiarazioni siano esatte, e i risultati effettivi possano discostarsi significativamente da quelli previsti in dette dichiarazioni. WisdomTree raccomanda vivamente di non fare indebito affidamento sulle summenzionate dichiarazioni previsionali.
I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
INDIA50 - SHORT [symbol="VANTAGE:INDIA50"]VANTAGE:INDIA50[/symboVANTAGE:INDIA50
Nonostante sia un fautore e promotore dell'economia indiana in espansione visiti i grandi investimenti di molte fabbriche di elettronica e chimiche fatti dal 2020, noto per ora un rallentamento.
questo non pregiudica la visione di lungo termine, ma nel breve apro uno short fino a 17500
IShort
WisdomTree - Tactical Daily Update - 30.11.2022Rimbalzo borse asiatiche: verso allentamento lock-down in Cina?
Scende l’inflazione mensile in Germania (Renania), da confermare..
Diversi membri della FED invocano tassi piu’ alti, nel breve.
Prezzo del petrolio ballerino, ma intorno ai minimi dell'anno.
Quella di ieri, 28 novembre, e’ stata una giornata negativa per le Borse, sin dalla mattinata, quando quelle asiatiche avevano chiuso in forte calo a causa delle notizie di diffuse rabbiose proteste in Cina, che potrebbero minacciare la stabilità sociale e politica e la prospettiva economica della maggior economia asiatica.
Un gran numero di persone, in diverse citta’, ha inscenato manifestazioni di protesta contro le nuove severe restrizioni decise dal Governo per contrastare l’ennesima ondata di contagi Covid. A pagare il prezzo della prospettiva deteriorata in Cina e’ stato anche il petrolio, sceso ai minimi dell’anno, per poi rimbalzare.
Le maggiori Borse europee hanno chiuso in calo, prendendo un po’ di fiato dopo la notevole corsa al rialzo che ha caratterizzato i mesi di ottobre e novembre: Milano -1,12%, Francoforte -1,06%, Parigi -0,70%, Londra -0,16%.
Anche Wall Street, reduce dalle festività del Ringraziamento (Wall Street chiusa giovedi’) e del Black Friday (orario ridotto venerdi’), ieri ha chiuso in negativo: Dow Jones -1,45%, S&P500 -1,54%, Nasdaq -1,58%, per il riemergere di paure sulla prospettiva 2023 dell’economia mondiale e sulle catene di approvvigionamento di componenti elettronici.
Un anonimo analista di Apple teme che nuovi lock-down in Cina possano causare una riduzione della produzione di 6 milioni di iPhone Pro nel 2023. L’azione, sulla notizia, ha perso il -2,6%.
Alcuni membri della Federel Reserve (Banca Centrale Americana-FED) hanno invocato ieri, 28 novembre, la prosecuzione di una politica monetiria restrittiva. Williams della FED di New York ha ribadito che c'è ancora molto lavoro da fare per raffreddare l’inflazione.
Gli ha fatto eco Bullard della FED di St. Louis che sostiene che i mercati stiano sottostimando la possibilità di tassi più elevati: infine la signora Brainard, vice del Chairman della FED Jerome Powell, si e’ detta convinta che gli shock dal lato dell'offerta possano continuare ad alimentare i rischi inflattivi.
Domani, mercoledì 30 novembre, è previsto un discorso di Jerome Powell e venerdì 2 dicembre saranno pubblicati i dati sul mercato del lavoro Usa a cui la banca centrale guarda tantissimo per determinare le proprie scelte di politica monetaria. Intanto, una stima di Goldman Sachs, assegna una probabilità del 39% di recessione per l'economia Usa nei prossimi 12 mesi.
Ieri, 28 novembre, il Presidente della Banca Centrale Europea (ECB) Christine Lagarde, intervenendo alla commissione Affari economici e monetari del Parlamento europeo, ha ricordato che i nuovi rialzi dei tassi dipenderanno dai dati via via pubblicati, per "garantire che l'inflazione torni all'obiettivo di medio termine del 2% in modo tempestivo".
Christine lagarde ha affermato che a dicembre, "l’ECB illustrera’ i principi chiave per ridurre le partecipazioni obbligazionarie nel portafoglio dell’ECB, poiche’ e’ opportuno che il bilancio sia normalizzato nel tempo in modo misurato e prevedibile". Ha anche ribadito l'invito ai Paesi UE a ridurre il debito pubblico, alla prudenza sulle politiche di bilancio e parlato della riforma del “Patto di stabilità”.
Come anticipavamo, quella di ieri e’ stata una giornata di pressione ribassista per il prezzo del petrolio, arrivato a perdere oltre il -3%, per poi chiudere a -0,7%, col WTI (greggio di riferimento Usa) a 75,8 Dollari/barile. Il prezzo del metano europeo e’ apparso relativamente piu’ stabile, chiudendo la seduta a 124,5 Euro/megawattora.
Sul mercato valutario è stata una seduta movimentata, con l'Euro che si e’ dapprima rafforzato sul Dollaro sino a 1,0497, ai massimi da fine giugno 2022, per poi indebolirsi sino a 1,0380.
Stamane, 29 novembre, una novita’ positiva e’ giunta dai prezzi al consumo in Germania, riferiti a novembre: nella regione Nord Reno-Westfalia sono calati del -0,8% mensile, al +10,4% annuo tendenziale: la “Renania” viene considerata un termometro attendibile delle dinamiche nazionali, ed il dato alimenta la speranza di un simile calo a livello federale.
Stamane abbiamo osservato il forte rimbalzo delle maggiori Borse asiatiche, tra cui il +5% di Hong Kong ed il +2,3% Shanghai, su voci di prossimi ammorbidimenti di Pechino delle restrizioni anti-Covid e del parere positivo delle Autorithy cinese sul supporto e rilancio governativo del comparto immobiliare. In calo il Nikkei giapponese, -0,48%, bene Kospi coreano, +1,04%, e Sensex indiano, +0,6%.
La China National Health Commission ha dichiarato che le vaccinazioni avranno un’accelerazione per le persone sopra 80 anni, mentre il Governo starebbe effettivamente lavorando a selettivi aggiustamenti della politica Covid-Zero.
I listini azionari europei, a fine mattinata, sono privi direzione, mentre i future su Wall Street indicano riaperture in marginale rialzo (ore 12.30 CET), in attesa del dato macro più importante della giornata, quello sulla fiducia dei consumatori USA, previta in leggero calo a novembre.
In recupero molte materie prime: +2,7% a 78,8 Dollari il prezzo de barile di petrolio WTI, +1,5% l’argento a 21,24 Dollari/oncia, +3,6% il nichel, +1,4% il rame. (ore 12.45 CET).
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