Apertura Borse europee: future positivi, prosegue lo slancio dopo le elezioni Usa
Le Borse europee si avviano a iniziare le contrattazioni in territorio positivo, proseguendo l'ondata di propensione al rischio innescata dal "sweep blue" democtatico negli Stati Uniti. Wall Street ha terminato le contrattazioni in forte rialzo, soprattutto il Dow Jones Industrial, più contrastato lo scenario sulle Borse asiatiche. In diminuzione la pressione sui rendimenti obbligazionari e sulle materie prime energetiche.
A ridosso dell'apertura delle ore 9:00, le variazioni percentuali dei future dei principali indici del Vecchio continente risultano tutte orientate al rialzo:
- Ftse Mib: +0,64%
- Dax: +0,58%
- Cac 40: +0,52%
- Ibex 35: +0,47%
- Ftse 100: +0,35%
- Eurostoxx 50: +0,61%
Wall Street vola dopo il voto di midterm, ma Big tech rimane indietro
La piazza finanziaria statunitense ha archiviato la seduta di mercoledì 4 novembre con forti rialzi, catalizzati dall'esito elettorale delle midterm election. La vittoria democratica sia alla Camera che al Senato ha favorito un clima di propensione al rischio, spingendo il Dow Jones a un balzo del 3,03%, l'S&P 500 a un progresso dell'1,59% e il Nasdaq Composite a +1,44%.
Gli investitori scommettono sulla continuità del quadro regolatorio e fiscale impostato dall'amministrazione Trump, mentre appare già prezzato il rialzo dei tassi di interesse Fed nella riunione del 9 dicembre. Il consensus si aggira intorno all'80%.
In Asia, la giornata si è sviluppata su toni contrastati. Hong Kong si è messa in luce con un rialzo di quasi il 4%, sostenuta dai titoli tecnologici e delle piattaforme internet. Tokyo è invece in arretramento di oltre l'1,5% a causa del rafforzamento dello yen. Dalle minute dell'ultima riunione della Bank of Japan, reduce da una stretta all'unanimità che ha portato i tassi all'1,25% (livello record degli ultimi 31 anni), è emerso che i banchieri hanno discusso la necessità di ulteriori interventi restrittivi in tempi ravvicinati.
Agenda macroeconomica: oggi la Bank of England alza i tassi di interesse
La giornata odierna si caratterizza per una nutrita serie di appuntamenti macroeconomici e istituzionali. L'evento centrale sotto il profilo monetario è la riunione della Bank of England: il consensus degli analisti elaborato da Reuters prezza un rialzo del tasso di riferimento al 4,00% per contrastare la persistenza delle pressioni inflazionistiche.
Sul fronte statistico europeo, il calendario si è aperto con gli ordini alle fabbriche tedesche in settembre, cresciuto del 4,6% contro un'attesa di ripresa a +4,8% su base mensile. In Italia l'Istat pubblicherà il dato sulle vendite al dettaglio di settembre, parametro da confrontare con i progressi dello 0,3% mensile e dello 0,5% annuo rilevati in agosto. Alle 11:00 l'attenzione si concentrerà sui prezzi alla produzione nell'eurozona a settembre, previsti in crescita del 2,5% mensile e del 10,9% tendenziale.
Nel pomeriggio, dagli Stati Uniti giungeranno il rapporto Challenger sui licenziamenti di ottobre, le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione (attese a 196.000) e le letture preliminari sul terzo trimestre di produttività (+2,8%) e costo unitario del lavoro (+0,6%).
Mercati obbligazionari: rendimento Btp sui minimi di settembre, cala lo spread
Particolarmente cospicua la tornata sul mercato primario del debito europeo: Parigi colloca fino a 12 miliardi di euro in Oat su quattro scadenze lunghe (2036 con cedola 3,70%, 2038 al 4,00%, 2043 al 2,50% e il cinquantennale 2057 al 4,40%), mentre Madrid offre fino a 5,5 miliardi di Bonos a medio-lungo termine e 750 milioni dell'indicizzato 2033. In Italia, il Ministero dell'Economia vara una consueta operazione di buyback di fine anno per massimi 5 miliardi di euro, riacquistando quattro tranche di Btp in scadenza tra il 2027 e il 2028 e un Ccteu ottobre 2028.
Sul secondario prosegue l'intonazione costruttiva originata da consistenti flussi d'acquisto. Il rendimento del benchmark decennale italiano riparte dal 4,36%, attestandosi sui minimi della seconda decade di settembre, mentre il differenziale di rendimento (spread) tra Btp e Bund sul tratto a 10 anni ricomincia da 106 centesimi, dopo essersi compresso nel corso della seduta precedente fino a 103 punti base (valore più basso registrato dallo scorso 13 ottobre).
In parallelo, il mercato del debito sovrano statunitense ha mostrato un progressivo ritracciamento dei tassi d'interesse. Negli ultimi scambi il rendimento del Treasury decennale è sceso al 4,847%, contro il 4,892% segnato nella chiusura precedente a New York.
Mercati valutari e materie prime: dollaro in ritirata, greggio in calo
Sul mercato dei cambi il biglietto verde evidenzia una flessione generalizzata, penalizzato dal massiccio riposizionamento verso asset a maggior rischio dopo il verdetto elettorale statunitense. Negli scambi di inizio mattinata, il cross Eur/Usd si porta a quota 1,1261 con un progresso dello 0,29%.
Nel settore delle materie prime energetiche si prolunga la fase correttiva del petrolio, con i contratti derivati orientati al ribasso per la quarta seduta consecutiva. Gli investitori continuano a scontare il netto ridimensionamento del rischio di una possibile escalation militare nella guerra tra Stati Uniti e Iran. Sulle piattaforme telematiche il future sul Brent arretra di 45 centesimi a 94,17 dollari al barile, dopo aver registrato perdite cumulative di oltre 10 dollari nelle sessioni precedenti. Il contratto Wti cede 96 centesimi fermandosi a 87,16 dollari al barile.