Petrolio: rally verticale, ipercomprato test dei 90$Quadro generale: WTI in forte accelerazione rialzista, RSI in ipercomprato
Alla seduta corrente, il WTI Cash (SPOTCRUDE Pepperstone) tratta a 90,318 dollari, in rialzo del 3,74% (+3,257 punti), dopo un'apertura a 88,208 e un range di giornata compreso tra un minimo di 87,938 e un massimo di 90,458. Il progresso da inizio periodo è particolarmente marcato, con un +22,35% che testimonia un movimento di forte accelerazione rialzista nelle ultime settimane.
Il massimo del periodo visibile sul grafico si colloca a 90,458 dollari, appena sfiorato nella seduta corrente, mentre il minimo di periodo è a 67,551 dollari: la distanza tra i due estremi conferma un rally imponente, con il prezzo che ha praticamente recuperato l'intera escursione in poche settimane, passando da una fase di trend ribassista di lungo periodo (visibile nei canali discendenti rossi sul grafico) a un'inversione tecnica netta.
Il volume della seduta corrente è di 30,64K, sensibilmente sotto la media di 74,97K: un dato che invita a una lettura cauta sulla sostenibilità del breakout, poiché il movimento rialzista non è ancora accompagnato da un'espansione dei volumi coerente con la forza del rally.
Nuova fascia operativa: 84.000–90.500
Il precedente canale ribassista di lungo periodo, ben visibile sul grafico con le trendline rosse discendenti, è stato nettamente violato al rialzo, segnando un cambio di struttura tecnica significativo. Oggi il range più rilevante per il WTI è compreso tra 84.000 e 90.500, con 87.900–87.000 come primo supporto dinamico e 90.400–90.500 come resistenza immediata, corrispondente al massimo di periodo appena testato.
Dentro questa fascia il mercato sta valutando se il rally recente troverà continuazione verso nuovi massimi o se assisteremo a una fase di consolidamento dopo un movimento tanto rapido. Finché il prezzo resta sopra il SuperTrend a 84,784, il quadro tecnico rimane pienamente rialzista; solo una rottura netta sotto questa soglia rimetterebbe in discussione l'attuale configurazione.
Principali livelli tecnici attuali
• Resistenza primaria 90,458: coincide con il massimo della seduta corrente e rappresenta la soglia tecnica e psicologica immediata da superare per aprire la strada verso l'area dei 92–95 dollari. Una chiusura giornaliera sopra questo livello con volumi in aumento confermerebbe la continuazione del momentum rialzista.
• Resistenza psicologica 95–100: soglia rotonda di lungo periodo, coerente con il precedente massimo di canale visibile nella parte alta del grafico; rappresenta un obiettivo naturale in caso di prosecuzione del rally, ma oggi ancora distante dalle quotazioni correnti.
• Supporto SMA breve 87,902: la media mobile più reattiva visibile sul grafico daily, appena sotto i prezzi attuali; un test di questo livello con tenuta confermerebbe la solidità del movimento in atto.
• Supporto dinamico SuperTrend 84,784: rappresenta il vero spartiacque tecnico tra la fase rialzista in corso e un possibile cambio di configurazione; la tenuta sopra questa soglia è la condizione necessaria per mantenere l'impostazione bullish di breve.
• Supporto intermedio SMA lunga 74,094: media mobile di periodo più ampio, oggi molto distante dai prezzi correnti; la sua pendenza ancora modesta rispetto alla verticalità del rally recente segnala che il movimento rialzista è, al momento, un fenomeno di breve-medio periodo più che una svolta strutturale già consolidata.
• Supporto strutturale 67,551: minimo di periodo, ricavato dai minimi toccati nella fase di trend ribassista precedente; solo un ritorno verso quest'area rimetterebbe integralmente in discussione l'attuale fase di inversione rialzista.
Struttura tecnica: trend, medie e momentum
Il WTI ha rotto al rialzo un canale ribassista di lungo periodo ben definito (le trendline rosse discendenti sul grafico), un segnale tecnico di cambio di regime che ha coinciso con l'incrocio rialzista tra le medie mobili e il passaggio del SuperTrend da configurazione ribassista a rialzista (attualmente a 84,784).
Sul fronte del momentum, l'RSI daily si attesta a 71,84, con la media RSI a 61,42: siamo quindi in territorio di ipercomprato tecnico, condizione che storicamente precede fasi di consolidamento o pullback anche all'interno di trend rialzisti solidi. Il quadro resta pienamente costruttivo nel breve, ma la combinazione di ipercomprato e volumi sotto media invita a monitorare con attenzione eventuali segnali di esaurimento nelle prossime sedute.
Operativamente, il mantenimento sopra 87,900–87,000 rafforzerebbe l'impostazione trend-following e manterrebbe aperta la strada verso 90,500 e oltre; un pullback verso il SuperTrend a 84,784 sarebbe invece coerente con una sana fase di raffreddamento dell'ipercomprato, senza cambiare la lettura di fondo del trend.
Scenari operativi sulla fascia 84.000–90.500 (WTI Spot Pepperstone)
Se nelle prossime sedute il WTI riuscisse a superare in chiusura 90,458 con volumi in espansione, il mercato aprirebbe una nuova fase di price discovery verso 92–95 dollari, con i modelli trend-following che continuerebbero a leggere il quadro come fortemente rialzista e a privilegiare acquisti sui pullback verso 88.000–87.500.
Se invece l'attuale ipercomprato (RSI a 71,84) portasse a una fase di consolidamento, un rientro verso 87,900 e poi verso il SuperTrend a 84,784 sarebbe da considerare un pullback tecnico fisiologico all'interno di un trend rialzista ancora valido, purché non accompagnato da un'estensione dei volumi in vendita.
Solo una rottura netta e confermata sotto 84.000, con successiva perdita della SMA lunga a 74,094, rimetterebbe strutturalmente in discussione l'attuale fase di inversione rialzista, riportando lo scenario verso una ripresa del precedente trend ribassista di lungo periodo. In sintesi, l'area 87.000–90.500 rappresenta oggi la fascia chiave del WTI: la tenuta sopra il SuperTrend a 84,784 resta il segnale decisivo per distinguere un consolidamento sano da un'inversione del rally in atto.
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Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
Pubblicazioni Pepperstone
Nasdaq 100: bull trend? Correzione tra 28.700 e 30.700.Quadro generale: Nasdaq 100 tra consolidamento e perdita temporanea dei 29.000
Alla seduta odierna, il CFD NAS100 Pepperstone (US 100 Cash CFD) quota 28.987,9 punti, in rialzo dell’1,38% giornaliero, con un range intraday che va da un minimo a 28.516,8 fino a un massimo a 28.996,2.
Nelle ultime settimane il listino si è mosso soprattutto tra 28.700 e 30.700 punti, con più tentativi di consolidamento sopra la soglia psicologica dei 30.000 seguiti da prese di profitto che hanno riportato i prezzi fin sotto i 29.000.
Il massimo a 52 settimane resta collocato in area 30.700–30.800 punti, mentre i minimi di periodo rimangono ampiamente sopra la fascia 22.500–23.000, a conferma del forte recupero dai minimi del 2025 e della struttura di lungo termine ancora predominante rialzista.
Il ritracciamento sotto quota 30.000 e, più recentemente, sotto 29.300, si configura quindi come una correzione più profonda rispetto al semplice pullback iniziale, ma ancora inserita in un contesto di bull trend di fondo.
Sul cash index, il Nasdaq 100 si mantiene su livelli vicini, con una dinamica coerente con il CFD NAS100 Pepperstone, che replica in modo sostanziale il sottostante, pur con lieve scostamento dovuto agli orari di negoziazione e alla componente futures.
Da inizio anno la performance resta robusta su base annua, con un progresso ancora a doppia cifra e una struttura di lungo periodo che rimane positiva finché vengono rispettati i principali supporti strutturali.
Nuova fascia operativa: 28.700–30.700 punti
La precedente area di equilibrio tra 27.000 e 29.000 punti ha fatto da base al breakout sopra 29.500 e al successivo tentativo di consolidamento oltre 30.000; la correzione recente ha però spostato il baricentro operativo.
Oggi il range più rilevante per il Nasdaq 100, e per il CFD NAS100, è tra 28.700 e 30.700 punti, con 28.700–28.900 come primo supporto dinamico e 30.700–30.800 come resistenza chiave coincidente con i massimi a 52 settimane.
Dentro questa fascia il mercato sta ridisegnando il confine tra semplice presa di profitto e possibile distribuzione più ampia: finché le chiusure giornaliere restano sopra 28.700–28.500, il quadro rimane coerente con un bull trend in correzione; solo una rottura netta e confermata sotto quest’area aprirebbe spazio a una correzione di grado superiore verso 27.500–26.000.
Principali livelli attuali Nasdaq 100 / CFD Pepperstone NAS100
• Resistenza primaria 30.700–30.800 punti: coincide con il massimo storico a 52 settimane e con l’ultimo picco significativo prima dell’attuale fase correttiva; rappresenta la soglia tecnica e psicologica da superare per riaprire una fase di price discovery verso nuovi massimi. Una chiusura daily sopra 30.700 con volumi in aumento costituirebbe un segnale forte di ripresa del momentum rialzista e di continuazione del trend tech.
• Resistenza estesa 31.000–31.200 punti: deriva da proiezioni Fibonacci sull’impulso partito dai minimi 2025–2026 e dalla parte alta di un canale ascendente di lungo periodo visibile sull’indice e sui futures E‑mini Nasdaq. Il raggiungimento di quest’area sarebbe coerente con uno scenario di “blow‑off” sulla componente growth/tech, ma, in assenza di eccessi, può rappresentare un naturale target del trend una volta recuperata l’area 30.700–30.800.
• Supporto pivot 30.200–30.000 punti: è la fascia che ha agito da pivot nelle sedute di fine giugno e inizio luglio, diventando resistenza dopo la rottura e ora riferimento intermedio per il recupero. Un ritorno stabile sopra 30.200–30.300 riporterebbe il quadro in configurazione di bullish consolidation, mentre chiusure ripetute sotto 30.000 manterrebbero questa fascia come cap di breve per il Nasdaq.
• Supporto di breve 29.300–29.000 punti: rappresenta l’area di pullback tecnico iniziale, già violata nella correzione recente; oggi lavora più come zona di resistenza intermedia e di congestione che come vero supporto. Solo un recupero consolidato sopra 29.300–29.500 restituirebbe a questa fascia il ruolo di base del movimento.
• Supporto dinamico 28.700–28.900 punti: è il primo livello di difesa attuale, in corrispondenza dei minimi giornalieri più recenti e del baricentro del rimbalzo in atto; un rientro controllato su questa fascia, senza incremento significativo dei volumi in vendita, è coerente con un consolidamento fisiologico dopo l’estensione rialzista degli scorsi mesi.
• Supporto strutturale 27.500–26.000 punti: ricavato dall’analisi dei minimi intermedi del 2025–2026 e dai cluster di prezzo sui futures E‑mini a scadenza 2026–2027, rappresenta la zona in cui verrebbe realmente messa in discussione la struttura rialzista di lungo periodo. Solo discese stabili sotto 26.000 aprirebbero spazio tecnico verso 25.000–24.000 punti, compatibili con una correzione più profonda su base macro o legata agli utili societari.
Struttura tecnica: trend, medie e momentum
Il Nasdaq 100 resta sopra la media mobile a 200 giorni visibile sul daily Pepperstone, confermando una struttura di fondo ancora positiva e coerente con un bull market di lungo periodo.
La media a 50 giorni si è progressivamente avvicinata ai prezzi attuali, segnalando un rallentamento del trend e la transizione da fase impulsiva a fase di consolidamento/correzione, ma non ancora un’inversione definita.
Sul fronte del momentum, l’RSI daily è rientrato dall’ipercomprato verso la zona neutrale, mentre il MACD mostra una spinta meno intensa rispetto alla fase impulsiva del rialzo, con possibili segnali di divergenza sul breve.
Il quadro resta quindi correttivo nel breve, inserito in un trend più ampio ancora rialzista: operativamente, il ritorno sopra 30.200–30.500 rafforzerebbe l’operatività trend-following e riaprirebbe spazio verso 30.700–30.800 e poi 31.000–31.200, mentre la permanenza sotto 29.300–29.500 mantiene vivo il rischio di estensione della correzione.
Al ribasso, la fascia 28.700–28.500 è il primo livello da monitorare come difesa di breve; solo una rottura daily sotto 27.500–26.000 metterebbe davvero in discussione il quadro di fondo, trasformando il contesto da bull market in possibile fase di distribuzione di lungo periodo.
Scenari operativi sulla fascia 28.700–30.700 (Nasdaq CFD Pepperstone NAS100)
Se nelle prossime settimane il Nasdaq 100 riuscisse a consolidare sopra 28.700–29.000 punti e a tornare stabilmente sopra 29.800–30.200, con breakout confermato dell’area 30.700–30.800 in chiusura daily, il CFD NAS100 entrerebbe in una nuova fase di price discovery verso 31.000–31.200. In questo caso, i modelli trend-following continuerebbero a leggere il mercato come fortemente rialzista, con preferenza per acquisti sui pullback verso 29.300–28.900 e lettura degli spike ribassisti come occasioni tattiche più che come segnali di inversione.
Se invece il mercato non riuscisse a riconquistare in chiusura 30.000–30.200 e restassero attive le prese di profitto nelle vicinanze di 29.300–29.800, il Nasdaq CFD Pepperstone potrebbe tornare verso 28.700–28.500 e, in caso di ulteriore peggioramento del sentiment, estendere la correzione verso 27.500–26.000. In questo scenario, il mercato entrerebbe in una fase di distribuzione tecnica vicino ai massimi, con un trading range più ampio e strategie mean-reverting e di short sulle resistenze di breve più efficaci.
Solo una discesa stabile sotto 27.500–26.000 metterebbe davvero in discussione la struttura rialzista di lungo periodo e aprirebbe spazio verso 25.000–24.000 punti. In sintesi, la fascia 28.700–30.700 rappresenta oggi la nuova trincea chiave del mercato tech USA: la riconquista e tenuta sopra 30.000–30.200 in chiusura daily rimane il segnale decisivo per distinguere un semplice pullback da una distribuzione più ampia sui massimi.
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In sintesi, il Nasdaq 100 resta inserito in un bull trend di lungo periodo, ma attraversa una fase di correzione significativa con baricentro tra 28.500 e 30.700 punti e quotazioni attuali intorno a 29.004 sul CFD NAS100 Pepperstone, con RSI daily a 43,50 in zona neutrale-debole e SMA 200 a 28.070 ancora ben al di sotto dei prezzi correnti, a conferma della struttura di fondo positiva.
Finché i prezzi rimangono sopra il supporto dinamico 28.500–28.400 — area coincidente con il livello Fibonacci 0,3 a 28.412 e con il minimo giornaliero odierno a 28.516 — e sopra la SMA 200, gli approcci trend-following mantengono piena validità, con preferenza per acquisti sui pullback verso 28.500–28.900 e obiettivi progressivi verso 29.300–29.800, poi 30.200–30.700 e, in estensione, 31.000–31.200.
Il SuperTrend daily in configurazione ribassista a 29.166 e la SMA 50 a 29.250 rappresentano le resistenze di breve più immediate da recuperare per confermare la ripresa del momentum; solo un recupero daily sopra queste soglie, con volumi in crescita rispetto alla media attuale di 527K, restituirebbe al quadro una lettura genuinamente bullish di breve.
Solo una rottura daily confermata e chiusura sotto 28.400–28.000, con eventuale discesa verso il Fibonacci 0,5 a 26.813, trasformerebbe l'attuale pullback in una vera fase di distribuzione, aprendo spazio verso 26.500–25.200 e rendendo più efficaci strategie difensive e mean-reverting short sulle resistenze.
Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
EURUSD: Supertrend a rialzo dai minimi, reversal o rimbalzo?La fascia 1,1401–1,1561 è il nuovo banco di prova: consolidamento rialzista verso 1,1620 o ricaduta nel canale discendente?
In meno di due settimane l'EURUSD (CFD Pepperstone) ha cambiato fisionomia tecnica in modo significativo. Dopo aver toccato il minimo di periodo a 1,13244 nella prima settimana di luglio — livello che aveva portato il cambio ai minimi da oltre un anno — il recupero progressivo ha riportato l'euro sopra le medie mobili di breve e, soprattutto, ha generato l'inversione del Supertrend daily da "Down Trend" a "Up Trend". Alla data del 16 luglio 2026 il cambio quota 1,14676, con una variazione giornaliera del +0,04%, inserito in una fase di consolidamento sopra la SMA a 1,14245 e con il Supertrend Up a 1,14012 che funge ora da supporto dinamico. La domanda tecnica centrale è oggi la medesima che si pone ogni volta che un mercato rimbalza dai minimi: si tratta di un genuino cambio di struttura rialzista oppure di un rimbalzo tecnico destinato a esaurirsi contro le resistenze dinamiche ancora pesanti in area 1,1561–1,1620?
Contesto attuale: dove si trova il prezzo (CFD Pepperstone EURUSD)
L'EURUSD (spot/CFD Pepperstone) quota oggi 1,14676, con apertura a 1,14610, massimo intraday a 1,14747 e minimo a 1,14597. La sessione è in compressione di range, tipica di una fase di consolidamento dopo un movimento direzionale recente. Il cambio ha recuperato dal minimo di periodo a 1,13244 circa 143 pips in due settimane, un movimento ordinato e progressivo, privo dei volumi tipici di un'inversione esplosiva ma tecnicamente sufficiente a ribaltare il segnale del Supertrend.
Il massimo a 52 settimane rimane in area 1,18491 USD, segnato nella prima parte del 2026 durante la fase di debolezza strutturale del dollaro. Il minimo a 52 settimane si colloca a 1,13244 USD, toccato nelle prime sedute di luglio. Il ritracciamento dai massimi è stato del 4,4%, ora in parziale recupero con il prezzo che si trova a circa il 27% del range totale di periodo. Sul fronte macro, la Fed ha mantenuto i tassi invariati nella riunione di giugno al 3,50%–3,75%, mentre il dollaro continua a godere di un supporto strutturale dalle aspettative di politica monetaria più restrittiva rispetto alla BCE.
Struttura di fondo: bull trend pluriennale intatto, ma downtrend correttivo di medio periodo ancora dominante
Su orizzonte pluriennale l'EURUSD mantiene una struttura rialzista: il rally dai minimi del 2022 in area 0,9536 ha costruito oltre 2.000 pips di guadagno, e il supporto del 23,6% di Fibonacci dell'intero movimento pluriennale in area 1,1400 ha retto anche nelle fasi più acute della correzione recente. Questo livello ha funzionato da pavimento strutturale di medio periodo, generando la reazione tecnica attualmente in corso.
Tuttavia, la struttura di medio periodo rimane in una configurazione correttiva: il canale discendente tracciabile sui massimi di marzo–maggio 2026 e i minimi successivi non è ancora stato violato al rialzo con decisione. La SMA a 1,15606 pende ancora dall'alto in inclinazione ribassista e rappresenta il vero cap dinamico della correzione in corso. Il 100-day SMA si trova al di sotto del 200-day SMA, configurazione ribassista di medio periodo ancora attiva. La lettura corretta rimane quella di un "rimbalzo tecnico inside downtrend correttivo": struttura di fondo pluriennale bullish, ma fase di distribuzione di medio periodo ancora non esaurita fino a prova tecnica contraria.
Il contesto macro conferma questa lettura duale: il differenziale di tassi Fed–BCE continua a sostenere strutturalmente il dollaro nel breve, mentre le prospettive di crescita europea rimangono deboli. Solo un catalizzatore macro di peso — una Fed decisamente più dovish, una BCE più hawkish del previsto o una ripresa degli acquisti istituzionali sull'euro — potrebbe cambiare il bias di medio periodo in modo più permanente.
La nuova fascia operativa: 1,1401–1,1561 è il laboratorio tra compratori e venditori
Dopo il rimbalzo dal minimo a 1,13244 e il recupero della SMA a 1,14245, l'intervallo operativo rilevante per il CFD EURUSD Pepperstone si colloca ora tra 1,1401 e 1,1561, con il Supertrend Up a 1,14012 come floor dinamico inferiore e la SMA a 1,15606 come resistenza critica superiore. In questa fascia il mercato dovrà decidere se il recupero ha basi abbastanza solide da produrre un breakout verso 1,1620–1,1657 oppure se la pressione ribassista strutturale di medio periodo tornerà a prevalere, riportando il cambio verso i supporti 1,1362–1,1324.
• Resistenza primaria 1,1480–1,1500: fascia individuata da più modelli come primo cap tecnico al rimbalzo, coincidente con il 38,2%–50% di Fibonacci del ritracciamento dai massimi e con l'area dove si concentrano ordini di vendita di breve periodo. Una chiusura daily stabile sopra 1,1500 con volumi in espansione sarebbe il primo segnale di forza rialzista degno di nota.
• Resistenza secondaria 1,1536–1,1561: fascia che coincide con la SMA a 1,15606 e con la resistenza tecnica chiave indicata da più analisi. Rappresenta il vero spartiacque tra "rimbalzo tecnico" e "recupero strutturale": una chiusura settimanale sopra 1,1561 con il volume in espansione cambierebbe il bias da neutrale a costruttivo per il medio periodo.
• Resistenza critica 1,1620–1,1657: primo target rialzista strutturale dopo il breakout della SMA, coincidente con le resistenze chiave identificate da più modelli per luglio 2026. Un recupero confermato di quest'area in chiusura settimanale aprirebbe la prospettiva di un ritorno verso i massimi del ciclo in area 1,1750–1,1800, trasformando il minimo a 1,13244 nel pavimento definitivo della correzione 2026.
• Supporto dinamico primario 1,1401–1,1422: coincide con il Supertrend Down a 1,14224 e con la SMA a 1,14245. Questa fascia è oggi il primo livello di supporto a cui il mercato si appoggia nel consolidamento intraday. Finché le chiusure daily restano sopra 1,1422–1,1400, la struttura di breve mantiene un'impostazione costruttiva.
• Supporto critico Supertrend Up 1,14012: il Supertrend Up daily a 1,14012 è la linea di demarcazione tecnica principale. Finché il prezzo chiude sopra quest'area, il segnale bullish del Supertrend rimane attivo e i modelli trend-following mantengono un bias long. Un cedimento confermato in chiusura daily sotto 1,14012 invertirebbe nuovamente il segnale da "Up Trend" a "Down Trend" e annullerebbe la struttura del rimbalzo attuale.
• Supporto secondario 1,1362–1,1324: primo supporto strutturale in caso di rottura del Supertrend Up, coincidente con i minimi di periodo a 1,13244 e con le aree di supporto individuate da più modelli. La tenuta di questa zona sarebbe critica per preservare la narrativa rialzista di lungo periodo; un cedimento confermato sotto 1,1324 riaprirebbe lo spazio verso 1,1274–1,1210.
• Supporto strutturale 1,1210–1,1200: area corrispondente al 200-day moving average e ai minimi pluriannuali del Q2–Q3 2025. Solo una discesa stabile e confermata sotto 1,1200 comprometterebbe la struttura rialzista pluriennale del cambio e renderebbe necessaria una revisione completa dello scenario di lungo periodo per l'euro.
Struttura tecnica: Supertrend invertito al rialzo, momentum in miglioramento, volumi ancora da confermare
Il quadro tecnico sul daily ha subito un'evoluzione positiva rispetto all'analisi del 9 luglio. L'elemento più rilevante è l'inversione del Supertrend: il segnale è passato da "Down Trend" a "Up Trend" a 1,14012, prima svolta tecnica bullish confermata dopo settimane di pressione ribassista. Il prezzo si trova ora sopra entrambe le componenti del Supertrend (Up 1,14012 e Down 1,14224) e sopra la SMA a 1,14245, segnalando un allineamento positivo delle strutture dinamiche di breve. Solo la SMA a 1,15606 rimane sopra il prezzo come resistenza di medio periodo, confermando che il quadro di lungo raggio non è ancora pienamente risolto in chiave rialzista.
L'RSI(14) daily si colloca a 53,93 con la sua media mobile a 43,45: il RSI ha superato la soglia neutra di 50 — primo segnale di momentum bullish confermato — e la distanza dalla propria media testimonia la velocità del recupero dai minimi.
I volumi della sessione a 49,09K si confrontano con una Volume MA a 155,09K: la contrazione volumetrica è marcata e rappresenta il principale elemento di cautela nell'analisi. Un rimbalzo costruito su volumi significativamente inferiori alla media indica una fase di consolidamento ordinato più che un'accelerazione rialzista di spessore istituzionale. Per confermare la solidità del breakout sopra 1,1500 sarà indispensabile vedere un ritorno dei volumi almeno in prossimità della media, altrimenti il movimento rischia di esaurirsi contro le prime resistenze significative.
Scenari operativi sulla fascia 1,1401–1,1561 (EURUSD CFD Pepperstone)
Se nelle prossime sedute il cambio dovesse consolidare stabilmente sopra 1,1450 in chiusura daily e rompere con volumi crescenti la resistenza a 1,1500–1,1536, l'EURUSD CFD Pepperstone entrerebbe in una fase di recupero strutturato verso la SMA a 1,15606 come primo target e 1,1620–1,1657 come secondo obiettivo. In questo scenario, il Supertrend Up a 1,14012 fungerebbe da floor dinamico per eventuali pullback, con strategie long sul supporto 1,1422–1,1401 come approccio operativo coerente con il bias rialzista di breve. L'RSI dovrebbe mantenersi stabilmente sopra 50–55 per confermare il cambio di momentum, e i volumi dovrebbero progressivamente avvicinarsi alla media per dare credibilità istituzionale al movimento. In questo scenario, il minimo a 1,13244 verrebbe confermato come pavimento definitivo della correzione 2026, aprendo la prospettiva di un ritorno verso 1,1750–1,1800 nel corso dell'estate, in linea con il bias rialzista strutturale pluriennale dell'euro.
Se invece il cambio non riuscisse a superare con decisione la fascia 1,1480–1,1500 in chiusura daily — con il dollaro che recupera supporto da dati macro USA positivi o da toni più hawkish della Fed — l'EURUSD CFD Pepperstone potrebbe ritracciare verso il Supertrend Up a 1,14012 come primo test e, in caso di cedimento, verso il supporto secondario a 1,1362–1,1324. In questo scenario, il Supertrend tornerebbe a invertire nuovamente in modalità "Down Trend", annullando il segnale bullish appena generato e riportando il quadro tecnico in una configurazione di downtrend correttivo con i venditori nuovamente in controllo. Le proiezioni di JP Morgan di un EURUSD tra 1,13 e 1,15 per i prossimi trimestri diventerebbero il framework di riferimento dominante, con strategie di mean-reversion tra i due estremi della fascia come approccio operativo più efficace.
Solo un recupero stabile e confermato sopra la SMA a 1,15606 in chiusura settimanale — e successivamente sopra la resistenza critica di 1,1620–1,1657 — cambierebbe lo scenario strutturale
Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
Petrolio: fondamentali i 70$, supporto successivo a $60?WTI: bear trend dominante, pivot critico tra 68 e 72 dollari
Il Petrolio WTI (CFD Pepperstone) è impostato in un bear trend strutturale dai massimi del 2025-2026, con una perdita superiore al 40% dai picchi in area 119 dollari.
L'attuale area 68–72 dollari rappresenta il discrimine tecnico principale: tenuta o rottura di questa fascia determinerà se il mercato troverà un pavimento operativo oppure accelererà verso supporti strutturali significativamente più bassi.
La correzione delle ultime settimane ha riportato il WTI su minimi plurimensili, dove si registra una timida reazione rialzista intraday, ma senza ancora segnali di inversione confermati sul daily.
Petrolio Contesto attuale: dove si trova il prezzo (CFD Pepperstone SPOTCRUDE)
Alla data del 7 luglio 2026, il SPOTCRUDE WTI su Pepperstone si colloca in area 69,70–69,75 dollari per barile, con apertura odierna a 69,00 e massimo intraday a 69,994. La variazione giornaliera è positiva (+1,03%), ma si inserisce in un contesto tecnico ancora fortemente ribassista.
Il massimo a 52 settimane si colloca in area 119,47 dollari, segnato nella prima parte dell'anno 2026 in risposta alle tensioni geopolitiche sullo Stretto di Hormuz, mentre il minimo a 52 settimane è in zona 54,98 dollari, il che testimonia un range annuale di oltre 64 dollari — volatilità straordinaria per il benchmark energetico globale. Dalla chiusura dello Stretto di Hormuz e dal successivo incremento delle forniture OPEC+, il WTI ha perso terreno in modo consistente, riportandosi su livelli di prezzo non visti da mesi. Il calo riflette un cambiamento strutturale del sentiment: da mercato guidato dalla scarsità a mercato pressato dall'eccesso di offerta.
Fascia operativa attuale: 65–75 dollari il nuovo terreno di battaglia
La precedente fascia di equilibrio 80–95 dollari, che aveva sostenuto il mercato nella fase di normalizzazione post-picco, è ormai stata abbandonata. Il nuovo intervallo operativo rilevante per il CFD SPOTCRUDE Pepperstone si colloca tra 65 e 75 dollari, con la soglia psicologica dei 70 dollari come pivot centrale. I prezzi oscillano in prossimità di questa area senza riuscire a stabilizzarsi al di sopra in chiusura daily, segnalando una pressione vendita strutturale ancora dominante.
In questa fascia, il mercato sta valutando se il livello di 68–69 dollari possa rappresentare un minimo operativo di breve periodo — supportato da RSI in oversold e crack spread benzina ai massimi da 4 anni — oppure se la prevalenza dei fattori macro (aumento produzione OPEC+, ripresa forniture dal Medio Oriente, calo domanda globale) continuerà a esercitare pressione ribassista. Finché le chiusure daily non torneranno sopra 72–73 dollari con volumi in espansione, la lettura di fondo rimane coerente con un bear trend in fase avanzata ma non ancora esaurita.
Principali livelli attuali SPOTCRUDE CFD Pepperstone, riferiti al cash WTI
• Resistenza primaria 72–73 dollari: prima area tecnica da superare per segnalare un cambio di passo nel breve termine. Coincide con il livello indicato da diversi modelli come invalidazione del bias ribassista di breve, e con il cluster delle medie mobili discendenti. Una chiusura daily stabile sopra 72–73 dollari, con volumi in aumento, sarebbe il primo segnale tecnico positivo in settimane.
• Resistenza secondaria 77–78 dollari: zona di passaggio del Supertrend daily (attualmente a 77,95) e della SMA a 80 periodi (80,241). Questa fascia rappresenta il vero spartiacque tra bear trend in essere e possibile transizione verso una struttura laterale-rialzista. Il recupero di quest'area richiederebbe un catalizzatore macro significativo, come una riduzione produttiva OPEC+ o una nuova escalation geopolitica.
• Resistenza strutturale 87–88 dollari: area della SMA a 87 periodi e della fascia di consolidamento intermedia dell'anno 2026. Il recupero di quest'area è oggi uno scenario a bassa probabilità nel breve termine, ma rappresenta il target naturale di un'eventuale ripresa di medio periodo.
• Supporto primario 67–68 dollari: primo livello di supporto operativo, coincidente con i minimi recenti di fine giugno–inizio luglio e con l'area di accumulo evidenziata dal profilo di volume sul grafico daily. Un rientro in quest'area con RSI ancora in oversold potrebbe generare rimbalzi tecnici tattici, ma non invertirebbe il trend strutturale.
• Supporto secondario 65 dollari: livello psicologico e tecnico intermedio, individuato da diversi modelli come primo obiettivo ribassista in caso di rottura dei minimi recenti. In questa zona confluiscono proiezioni Fibonacci del ribasso dai massimi e vecchie aree di domanda di medio periodo.
• Supporto strutturale 60–58 dollari: obiettivo primario del bear trend in essere secondo l'analisi del weekly e le proiezioni di più analisti. Un'estensione fino a quest'area non richiederebbe una rottura di scenario, ma confermerebbe la continuazione del trend ribassista avviato dai massimi del 2026. Solo una tenuta stabile sopra 60 dollari in chiusura settimanale impedirebbe un approfondimento verso i 54–55 dollari, minimi a 52 settimane.
Struttura tecnica: trend, momentum e indicatori chiave sul CFD Pepperstone SPOTCRUDE
La struttura del WTI resta chiaramente ribassista sui timeframe maggiori. Il Supertrend daily è ancora impostato in down trend, i prezzi restano sotto le medie più rilevanti e il mercato mostra anche il rischio di un death cross nelle prossime settimane.
L’RSI è in area oversold, quindi il margine per un rimbalzo tecnico esiste, ma in un bear trend può restare compresso a lungo senza cambiare lo scenario. Anche il MACD indica un rallentamento della pressione ribassista, più che un vero segnale di inversione.
I volumi si sono ridotti rispetto ai picchi di maggio e giugno, segnalando una fase di contrazione compatibile sia con esaurimento del ribasso sia con una semplice pausa prima di un nuovo impulso discendente. In altre parole, il mercato non sta ancora mostrando una fase di accumulo convincente.
Operativamente, solo un ritorno sopra 72–73 dollari riaprirebbe spazio verso 77–78 dollari. Al ribasso, 67–65 dollari resta il primo supporto da difendere; una rottura weekly sotto 60 dollari aprirebbe invece spazio verso 55–54 dollari.
Scenari operativi sulla fascia 65–75 dollari (SPOTCRUDE CFD Pepperstone WTI)
Se nelle prossime sedute il mercato trovasse un pavimento sopra 67–68 dollari, favorito da RSI in ipervenduto, crack spread benzina più favorevole e minori tensioni sull’offerta OPEC+, il CFD SPOTCRUDE potrebbe avviare un rimbalzo tecnico verso 72–73 dollari, con estensione verso 77–78 dollari in caso di breakout. In questo scenario, le strategie long sui supporti con stop sotto 65–64 dollari sarebbero le più coerenti con un movimento di breve, più che con un cambio strutturale di trend.
Se invece l’area 67–68 dollari non reggesse in chiusura daily, con pressione ribassista da offerta più abbondante e domanda più debole, il CFD Pepperstone potrebbe scendere verso 65 dollari e poi 60 dollari. In questo caso, i modelli trend-following resterebbero orientati allo short sui rimbalzi verso 72–73 dollari, mantenendo un bias ribassista finché non emergono segnali chiari di inversione.
Solo un recupero stabile sopra 77–78 dollari, confermato anche su base weekly e accompagnato da un contesto macro più favorevole, cambierebbe lo scenario di fondo. In sintesi, la fascia 65–75 dollari è oggi il campo di battaglia del WTI, e la tenuta sopra 67–68 dollari in chiusura daily resta il segnale chiave per distinguere un rimbalzo tecnico da una vera stabilizzazione.
Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
Nasdaq: bull trend sotto esame, verità tra 29.000–31.000 Quadro generale: Nasdaq 100 tra consolidamento e soglia psicologica dei 30.000
Alla chiusura del 2 luglio 2026, il Nasdaq 100 ha segnato 29.329 punti, in calo dell’1,6% nella seduta, dopo aver toccato un massimo a 30.044 e un minimo a 29.087.
Nei giorni precedenti il listino si era mosso soprattutto tra 29.700 e 30.300 punti, restando comunque vicino ai massimi storici.
Il massimo a 52 settimane si colloca in area 30.762 punti, mentre il minimo è poco sopra 22.587 punti, a conferma del forte recupero dai minimi del 2025.
Il ritracciamento sotto quota 30.000 appare quindi come un normale pullback dopo il rally dei mesi precedenti.
Sul cash index, il Nasdaq 100 ha chiuso il 6 luglio a 29.697,87 punti, con un range intraday tra 29.553,62 e 29.847,74.
Questo andamento è coerente con il CFD NAS100 Pepperstone, che replica in modo sostanziale il sottostante, pur con lievi differenze dovute a orari e futures.
Da inizio anno la performance resta robusta, con un progresso a doppia cifra e una struttura di fondo ancora rialzista.
La perdita temporanea dei 30.000 punti ha favorito prese di profitto, ma il mercato resta in una fase di consolidamento alta, più vicino ai massimi che ai minimi annuali.
Nuova fascia operativa: 29.000–31.000 punti
La vecchia area di equilibrio tra 27.000 e 29.000 punti ha fatto da base al breakout sopra 29.500 e poi al tentativo di consolidamento oltre 30.000. Oggi il range più rilevante per il Nasdaq 100, e per il CFD NAS100, è tra 29.000 e 31.000 punti, con 29.000–29.300 come primo supporto e 30.700–30.800 come resistenza chiave.
Dentro questa fascia il mercato sta valutando se il pullback di fine giugno e inizio luglio resterà una semplice presa di profitto oppure se diventerà una distribuzione più ampia. Finché le chiusure giornaliere restano sopra 29.000–28.700, il quadro resta coerente con un bull trend in consolidamento; solo una rottura netta sotto quest’area aprirebbe a una correzione più profonda.
Principali livelli attuali Nasdaq 100 / CFD Pepperstone NAS100
• Resistenza primaria 30.700–30.800 punti: coincide con il massimo storico a 52 settimane toccato il 3 giugno 2026, rappresentando la soglia tecnica e psicologica da superare per riaprire una fase di price discovery verso nuovi massimi. Una chiusura daily sopra 30.700 con volumi in aumento costituirebbe un segnale forte di ripresa del momentum rialzista e di continuazione del trend.
• Resistenza estesa 31.000–31.200 punti: deriva da proiezioni Fibonacci sull’impulso partito dai minimi 2025–2026 e coincide con la parte alta di un canale ascendente di lungo periodo visibile sull’indice e sui futures E‑mini Nasdaq. Il raggiungimento di quest’area sarebbe coerente con uno scenario di “blow‑off” tech ma, in assenza di eccessi, può rappresentare un naturale target del trend attuale.
• Supporto primario 30.200–30.000 punti: è la fascia che ha agito da pivot nelle sedute di fine giugno, diventando resistenza dopo la rottura e ora nuovamente testata come area di recupero. Un ritorno stabile sopra 30.200–30.300 riporterebbe il quadro in configurazione di bullish consolidation, mentre chiusure ripetute sotto 30.000 manterrebbero questa fascia come cap di breve per il Nasdaq.
• Supporto secondario 29.300–29.000 punti: rappresenta la prima area di pullback tecnico, in prossimità dei minimi di fine giugno e dei livelli medi di chiusura delle ultime sessioni. Un rientro controllato su questa fascia, senza incremento dei volumi in vendita, è coerente con un consolidamento fisiologico dopo l’estensione rialzista degli scorsi mesi.
• Supporto strutturale 27.500–26.000 punti: ricavato dall’analisi dei minimi intermedi del 2025–2026 e dai cluster di prezzo sui futures E‑mini a scadenza 2026–2027, rappresenta la zona in cui verrebbe realmente messa in discussione la struttura rialzista di lungo periodo. Solo discese stabili sotto 26.000 aprirebbero spazio tecnico verso 25.000–24.000 punti, compatibili con una correzione più profonda su base macro o di utili.
Struttura tecnica: trend, medie e momentum
Il Nasdaq 100 resta sopra la media mobile a 200 giorni, confermando una struttura di fondo ancora positiva. La media a 50 giorni è poco sotto o vicina ai prezzi attuali, segnale di rallentamento del trend ma non ancora di inversione.
Sul fronte del momentum, l’RSI è tornato in area neutrale e il MACD mostra una spinta meno intensa rispetto alla fase impulsiva del rialzo. Il quadro resta quindi correttivo nel breve, ma inserito in un trend più ampio ancora rialzista.
Operativamente, il ritorno sopra 30.200–30.500 rafforzerebbe il trend-following e riaprirebbe spazio verso 30.700–30.800 e poi 31.000–31.200. Al ribasso, la fascia 30.000–29.000 è il primo livello da monitorare; solo una rottura daily sotto 27.500–26.000 metterebbe davvero in discussione il quadro di fondo.
Scenari operativi sulla fascia 29.000–31.000 (Nasdaq CFD Pepperstone NAS100)
Se nelle prossime settimane il Nasdaq 100 riuscisse a consolidare sopra 29.000–29.300 punti e a tornare stabilmente sopra 30.200, con breakout dell’area 30.700–30.800, il CFD NAS100 entrerebbe in una nuova fase di price discovery. In questo caso, i modelli trend-following continuerebbero a leggere il mercato come fortemente rialzista, con preferenza per acquisti sui pullback verso 30.000–29.300 e lettura degli spike ribassisti come occasioni tattiche più che come segnali di inversione.indexes.Se invece il mercato non riuscisse a riconquistare in chiusura 30.000–30.200 e restassero attive le prese di profitto, il Nasdaq CFD Pepperstone potrebbe tornare verso 29.000–28.700 e, in caso di ulteriore peggioramento del sentiment, estendere la correzione verso 27.500–26.000. In questo scenario, il mercato entrerebbe in una fase di distribuzione tecnica vicino ai massimi, con un trading range più ampio e strategie mean-reverting più efficaci.Solo una discesa stabile sotto 27.500–26.000 metterebbe davvero in discussione la struttura rialzista di lungo periodo e aprirebbe spazio verso 25.000–24.000. In sintesi, l’area 29.000–31.000 resta la trincea chiave del mercato tech USA, e la tenuta sopra 30.000–30.200 in chiusura daily è il segnale decisivo per distinguere un semplice pullback da una distribuzione più ampia.
Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
WTI oggi: da pivot 90$ a sell-off sotto 70$WTI oggi: da pivot 90$ a sell-off sotto 70$
Al 2 luglio 2026 il petrolio WTI quota intorno a 68,5–68,6 dollari al barile, in calo di circa l’1,1% rispetto alla chiusura precedente a 68,58 dollari. Il prezzo è anche circa il 30% sotto i massimi di marzo, quando il WTI aveva superato quota 105 dollari.
Il ribasso delle ultime settimane ha in gran parte assorbito il risk premium geopolitico, riportando il petrolio ben al di sotto della soglia psicologica dei 90 dollari e invalidando prima l’area 84–80 dollari come supporto di breve termine, poi rafforzando una struttura di mercato più debole. Su TradingView, il CFD WTI di Pepperstone si muove quindi in un contesto ancora fragile, in cui il recupero dai minimi recenti dovrà essere valutato con attenzione per capire se il rimbalzo potrà spingersi di nuovo verso l’area 95–100 dollari.
Struttura di fondo: bull secolare, trend di medio in correzione
Le serie storiche del WTI continuano a mostrare una struttura di lungo periodo rialzista, con minimi via via crescenti dagli anni ’90, ma il ciclo avviato tra il 2022 e il 2023 sta attraversando una correzione significativa dopo il rally geopolitico della primavera 2026. Dopo il rimbalzo dall’area 65–68 dollari di febbraio, il mercato ha rotto più volte le resistenze in area 75, 80, 85 e 90 dollari, ma il successivo ritorno sotto 74–76 dollari ha rafforzato questa fascia come nuova resistenza di breve periodo.
Sul piano macro, il quadro resta più fragile: Reuters ha evidenziato sia il repricing del rischio legato al Medio Oriente dopo i segnali di distensione sui colloqui USA-Iran, sia il peso di una domanda più debole e di un contesto di mercato ancora esposto al tema dell’oversupply. Anche il dollaro ha mostrato fasi di forza nelle ultime settimane, aggiungendo pressione sulle commodity, mentre le stime di consenso di fine marzo vedevano ancora un WTI medio 2026 a 76,78 dollari, ben sotto i livelli toccati nel picco della crisi.
In sintesi, il messaggio operativo è che l’onda rialzista di breve sembra esaurita e che il controllo del tape è passato ai venditori, almeno finché il prezzo resterà sotto l’area 74–76 dollari. Da qui in avanti, l’attenzione del mercato resta concentrata sulla tenuta dei supporti inferiori e sulla possibilità che eventuali rimbalzi siano usati più per prese di profitto che per un vero ritorno di forza, con molti desk ancora prudenti sull’energy rispetto ad altri settori.
Nuova fascia 66–74$ come pivot sul CFD Pepperstone WTI
La precedente fascia 87–95$ è stata totalmente abbandonata: il nuovo range di equilibrio fra compratori e venditori si colloca ora fra 66$ e 74$, con 67–70$ come pivot centrale per la price discovery di breve.
In quest’area il mercato sta testando il 200‑day MA (circa 66–67$) e l’ex supporto 74–76$ ora diventato resistenza, determinando se la correzione si fermerà come pullback profondo o se si estenderà verso il gap di aprile in area 58–60$.
Le resistenze principali sul CFD Pepperstone WTI si concentrano in zona 74–76$ (ex support e nuovo cap di breve) e poi 80$ e 89$ (50‑day MA), livelli che delimitano la fascia in cui gli short‑term seller difendono la narrativa ribassista.
Il supporto primario è tra 66–67$, coincidente con la 200‑day MA e con l’area che i desk indicano come fulcro del tentativo di stabilizzazione: una rottura netta di questo livello aprirebbe spazio tecnico verso 60$ e il gap a 58,58$.
Sotto, il supporto secondario si colloca intorno a 60–58$, zona psicologica e di vuoto di volume dove il mercato potrebbe cercare di chiudere il gap di aprile prima di qualsiasi tentativo di bottoming più strutturato.
Finché i prezzi restano sopra la 200‑day MA, la struttura di lungo periodo può essere ancora descritta come bull secolare in correzione, ma il rischio di trasformazione del pullback in vera inversione cresce se il mercato accetta durabilmente livelli sub‑66$.
Struttura tecnica: trend indebolito, momentum nettamente ribassista
Le medie mobili descrivono ora un quadro misto: la 50‑day MA passa in area 89$ circa, molto sopra il prezzo corrente a 67–68$, mentre la 200‑day MA intorno a 66$ funge da ultimo baluardo per i compratori di lungo periodo.
Il forte distacco negativo dalla 50‑day MA indica un trend di breve apertamente ribassista, con un repricing accelerato e una fase in cui ogni rimbalzo verso 74–80$ viene letto come occasione di vendita più che di acquisto sul dip.
Gli indicatori di momentum su base daily, nelle analisi più recenti, confermano un quadro di ipervenduto o comunque di pressione ribassista, con RSI schiacciato verso i bassi 30, MACD sotto la linea dello zero e ADX in aumento a confermare che il trend discendente sta diventando più strutturato.
In queste condizioni, l’area 66–67$ non è solo un livello statico, ma un vero campo di battaglia fra long di lungo e short di medio periodo, dove la qualità delle candele di reazione (reversal vs continuation) diventerà decisiva per la narrativa delle prossime settimane.
Scenari sulla fascia 66–74$ (WTI CFD Pepperstone)
• Scenario di stabilizzazione sopra la 200‑day MA.
Se nelle prossime settimane i compratori riuscissero a difendere con decisione la fascia 66–67$, costruendo pattern di reversal credibili e riportando il prezzo sopra 74$, il WTI CFD Pepperstone potrebbe rientrare in un regime di consolidamento laterale fra 74 e 80$, con il 50‑day MA a 89$ come target di medio per un’eventuale ricostruzione del bull pattern.
Questo scenario richiederebbe dati macro meno recessivi, una domanda USA stabile e una narrativa geopolitica che mantenga un minimo risk premium senza però generare shock, consentendo ai modelli trend‑following di tornare gradualmente a privilegiare strategie buy‑the‑dip sopra 66–67$.
• Scenario di breakdown sotto il supporto strutturale.
Se invece dovessero prevalere le pressioni sulla domanda globale, con dollaro forte, crescita sotto consenso e ulteriori segnali di distensione sul fronte Hormuz, la difesa della 200‑day MA potrebbe fallire.
In questo caso il WTI CFD Pepperstone avrebbe spazio per estendere la correzione verso 60$ e poi verso il gap in area 58,58$, con un cambio di regime che trasformerebbe il bull secolare in un ciclo di medio decisamente più bearish, almeno fino a una nuova ricostruzione di posizionamento long da parte degli investitori istituzionali.
In entrambi gli scenari, la fascia 66–74$ rappresenta il nuovo pivot del mercato energy USA: la capacità (o meno) dei prezzi di riconquistare e mantenere 74$ in chiusura daily sarà il segnale chiave per distinguere tra un semplice pullback profondo dentro un bull di lungo e una vera inversione di medio periodo.
Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
Oro: rimbalzo da 4.050$, la fascia 3.951–4.325? pullback!La fascia 3.951–4.325 USD deciderà se l’ipervenduto estremo degli ultimi giorni produce un rimbalzo tecnico estendibile oppure se le resistenze dinamiche in area 4.260–4.325 USD condannano l’oro a una nuova gamba ribassista verso 3.820–3.643 USD.
L’oro (XAUUSD spot/CFD Pepperstone) sta vivendo una correzione marcata e ben definita: dopo aver toccato i massimi assoluti in area 5.600 USD l’oncia, il prezzo ha perso oltre 1.400–1.500 USD, scivolando sotto la soglia psicologica dei 4.000 USD prima di mettere in scena un primo rimbalzo verso 4.050–4.070 USD.
La struttura tecnica resta comunque nettamente ribassista nel breve e nel medio periodo: i sistemi basati sulle medie mobili continuano a segnalare XAUUSD in forte ribasso, con le principali medie daily ancora in devil cross.
Anche l’RSI daily, dopo essere entrato in un’area di forte ipervenduto, è risalito intorno a 40–45 punti, un livello coerente con un recupero tecnico, ma ancora lontano da una vera inversione di trend.
Contesto attuale: dove si trova il prezzo
L’oro (XAUUSD spot/CFD Pepperstone) resta poco sopra i 4.050 USD, con un range intraday tra 4.031 e 4.074 USD e un consolidamento atteso nell’area 3.951–4.114 USD.
Il metallo continua a difendere la soglia psicologica dei 4.000 USD dopo vari test del supporto 3.960–3.973 USD, mentre volumi e volatilità indicano ancora possibili spike legati a dollaro USA, dati sul lavoro e Fed.
Sul piano tecnico il quadro rimane debole: il prezzo è sotto le principali medie mobili di breve e medio periodo, inclinate al ribasso e in segnale di vendita, mentre le resistenze dinamiche a 4.260–4.325 USD restano le prime aree di offerta in caso di rimbalzo.
Finché i 4.000 USD reggono, la struttura di lungo periodo resta ancora leggibile; una rottura confermata aprirebbe spazio verso i 3.500 USD come obiettivo di medio termine.
Struttura di fondo: rialzo di lungo, correzione di medio ormai matura
Su un orizzonte pluriennale, il trend di fondo dell’oro resta rialzista: la ripresa del ciclo 2024–2026 ha portato il metallo a nuovi massimi storici sopra i 5.500 USD, sostenuta da acquisti delle banche centrali, flussi istituzionali e domanda di copertura in un contesto geopolitico ancora teso.
Anche dopo il ribasso delle ultime settimane, la performance resta ampiamente positiva e l’oro rimane in territorio rialzista rispetto ai minimi dei cicli precedenti.
Va però precisato che la correzione in corso non appare come un semplice ritracciamento: dall’area dei 5.600 USD il metallo ha segnato una sequenza di massimi e minimi decrescenti, rompendo il supporto intermedio 4.300–4.350 USD e tornando a mettere sotto pressione anche i 4.000 USD. Per recuperare un’impostazione più costruttiva nel medio periodo servirebbe una chiusura settimanale stabile sopra 4.260–4.325 USD, area chiave di resistenze statiche e dinamiche.
La logica della nuova fascia 3.951–4.325 USD
L’area 3.951–4.325 USD è il vero campo di battaglia tra compratori e venditori: qui si decide se il rimbalzo sopra 4.000 USD resterà un semplice pullback in un trend ribassista di medio o se riuscirà a trasformarsi in fase di ricostruzione della struttura.
Le analisi intraday evidenziano una congestione tra il supporto 3.951–3.960 USD e la resistenza 4.114 USD, con estensioni possibili verso 4.202–4.254–4.313 USD in caso di breakout rialzista confermato.
• La prima resistenza passa tra 4.038 e 4.067 USD, livelli indicati come resistenze intraday chiave dopo i test ripetuti del supporto 3.960 USD. Un ritorno stabile sopra 4.070–4.100 USD alleggerirebbe la pressione ribassista e aprirebbe spazio verso 4.150–4.202 USD, area dove verrebbe messa alla prova la capacità del mercato di sostenere il rimbalzo.
• La resistenza più importante resta però nella fascia 4.260–4.325 USD, individuata da più modelli come zona di offerta primaria: qui si colloca un cluster di precedenti supporti, medie significative e argini tecnici che, in caso di rimbalzo ampio, avrebbero un forte potere di attrazione e respingimento. Finché il prezzo rimane sotto questa fascia, ogni salita va letta con prudenza come rimbalzo in trend ribassista; solo chiusure settimanali sopra 4.260–4.325 USD rimetterebbero davvero in discussione la narrativa correttiva di medio periodo.
Più in alto, l’area 4.400–4.435–4.515 USD rappresenta una resistenza secondaria ma molto rilevante: qui si concentrano il passaggio della 50‑week EMA, la 200‑day SMA e un precedente top di canale ribassista, zone che storicamente hanno generato forti reazioni. Sul lato opposto, il primo supporto serio resta la fascia 3.951–3.904 USD: finché tiene in chiusura daily, è credibile l’ipotesi di un rimbalzo tecnico da ipervenduto; una rottura decisa proietterebbe il prezzo verso 3.820–3.729–3.643 USD, livelli tecnici indicati come successivi step correttivi.
Struttura tecnica: trend, momentum e livelli chiave
Sul daily, il quadro delle medie mobili resta debole: l’aggregato MA50–MA200 segnala ancora una tendenza ribassista, senza segnali di acquisto e con le principali curve impostate al ribasso.
Questo conferma che, nonostante il recupero sopra i 4.000 USD, il trend operativo di breve e medio periodo resta prudente, con il prezzo ancora sotto le resistenze di struttura.
Anche l’RSI a 14 giorni è risalito dai minimi di ipervenduto estremo e si muove ora intorno a 40–45 punti: un livello coerente con un rimbalzo tecnico dopo la sequenza ribassista, ma ancora senza vere divergenze rialziste. Il pivot di breve resta tra 3.981 e 4.059 USD: sopra quest’area il recupero può estendersi verso 4.114–4.157–4.202 USD, mentre sotto di essa torna a prevalere la pressione ribassista verso 3.951–3.904–3.820 USD. In sintesi, sotto 3.951 USD aumenta il rischio di discese verso 3.820–3.643 USD; sopra 4.067–4.100 USD si apre spazio per un recupero, ma solo oltre 4.260–4.325 USD si parla di un vero riequilibrio del trend di medio periodo.
Scenari sulla fascia 3.951–4.325 USD
La fascia 3.951–4.325 USD resta il vero pivot di mercato per luglio. Se il supporto 3.951–3.904 USD tenesse in chiusura daily e gli oscillatori mostrassero un miglioramento del momentum, l’oro potrebbe rimbalzare verso 4.070–4.114 USD, con spazio fino a 4.157–4.202–4.254 USD in caso di catalizzatori favorevoli; in ogni caso, si tratterebbe ancora di un recupero dentro una struttura di medio periodo debole, con 4.260–4.325 USD come resistenza decisiva.
Se invece 3.951–3.904 USD cedesse stabilmente, soprattutto con volumi in aumento, la correzione potrebbe estendersi verso 3.820–3.729 USD e, più sotto, 3.643–3.580–3.512 USD. Il bull market di lungo periodo resterebbe teoricamente intatto, ma prima di puntare a nuovi massimi oltre 4.500–5.000 USD servirebbe una fase correttiva più profonda e prolungata. In sintesi, finché il prezzo non torna stabilmente sopra 4.070–4.114 USD e soprattutto oltre 4.260–4.325 USD in chiusura settimanale, la lettura di medio periodo resta ribassista.
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Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
Nasdaq 100: trincea a 30.000 o prossimi allo shock tech?Nasdaq 100: consolidamento sotto i massimi, pivot chiave a 30.000 punti
Il NASDAQ 100 resta impostato in bull trend di fondo, ma continua a consolidare sotto i massimi storici. L’area 29.500–30.200 punti rappresenta il primo livello tecnico da monitorare per distinguere un semplice pullback da una correzione più ampia. La correzione di inizio giugno ha riportato il Nasdaq 100 su livelli più sensibili, dove ha reagito recuperando parte del movimento e tornando in prossimità delle principali medie dinamiche. La tenuta in chiusura daily della fascia 29.500–30.200 resta il discrimine principale: sopra questi livelli il mercato mantiene una struttura di consolidamento in trend rialzista, mentre una rottura più netta aumenterebbe il rischio di una fase correttiva più profonda.
Contesto attuale: dove si trova il prezzo (CFD Pepperstone Nasdaq NAS100)
Alla data del 30 giugno 2026, il Nasdaq 100 si colloca poco sotto i 29.800 punti, dopo una seduta volatile ma senza rotture strutturali di medio periodo.
Il massimo a 52 settimane resta in area 30.700–30.800 punti, raggiunta a inizio giugno 2026 dopo il rally partito dai minimi del 2025 intorno a 21.500 punti. La perdita temporanea della soglia psicologica dei 30.000 punti ha generato un pullback nell’ordine del 5–8%, ma il successivo recupero verso 30.000–30.300 conferma per ora un quadro di consolidamento più che di inversione.
Nuova fascia operativa: 29.500–31.500 sul Nasdaq
La precedente fascia di equilibrio tra 27.000 e 29.500 punti ha retto la fase di consolidamento di inizio anno e ha poi fatto da base al breakout oltre quota 30.000. Il nuovo intervallo operativo per il CFD Nasdaq 100 Pepperstone si colloca ora tra 29.500 e 31.500 punti, con i massimi storici a presidiare la parte alta e l’area 29.500–29.600 come primo supporto dinamico di breve periodo. In questa fascia il mercato sta valutando se il pullback di giugno sarà assorbito come normale presa di profitto dopo la forte accelerazione rialzista, oppure se evolverà in un riassorbimento più profondo verso i supporti intermedi a 29.000–28.000 punti.
Finché le chiusure daily resteranno sopra 29.000–28.700, la lettura di fondo rimane coerente con un bull trend in consolidamento. Solo rotture nette e confermate sotto quest’area aumenterebbero in modo significativo la probabilità di una fase distributiva più ampia e renderebbero necessario un cambio di scenario.
Principali livelli attuali Nasdaq100 CFD Pepperstone, riferiti al cash
• Resistenza assoluta 30.700–31.000 punti: area dei massimi storici recenti di inizio giugno e soglia psicologica tonda; una chiusura daily stabile sopra 30.700 con volumi in aumento costituirebbe il segnale tecnico più forte per l’apertura di una nuova fase di price discovery verso 31.200–31.500.
• Resistenza secondaria 31.200–31.500 punti: zona individuata come possibile target dell’onda rialzista in essere, sulla base di proiezioni Fibonacci dell’impulso partito dai minimi del 2025 e coincidente con la parte alta del canale ascendente di lungo periodo.
• Supporto primario 30.200–30.000 punti: area ora riconquistata solo parzialmente dopo la correzione ma ancora rilevante in ottica di chiusure daily; un recupero stabile sopra 30.200–30.300 riporterebbe il quadro in una configurazione di “bullish consolidation”, mentre conferme di chiusura sotto 30.000 la trasformerebbero nuovamente in resistenza.
• Supporto secondario 29.000–28.700 punti: prima area di pullback tecnico di rilievo, coincidente con il minimo recente di fine giugno e con il passaggio delle principali medie mobili di trend daily; un rientro controllato su questa fascia, se non accompagnato da volumi distributivi, risulterebbe coerente con un consolidamento fisiologico dopo l’estensione rialzista degli ultimi mesi.
• Supporto strutturale 27.500–26.000 punti: livelli individuati dalle analisi di medio periodo come supporti critici di trend; solo una discesa stabile sotto 26.000 punti metterebbe realmente in discussione la struttura rialzista di fondo e aprirebbe spazio a una correzione più profonda verso l’area 25.000–24.000.
Struttura tecnica: trend, momentum e livelli chiave sul CFD Pepperstone Nasdaq
La struttura del Nasdaq 100 resta impostata positivamente sui timeframe maggiori: i prezzi si mantengono sopra la media a 200 giorni e il recente rientro dalle estensioni sopra area 30.700 sembra più un pullback fisiologico che un vero cambio di trend. In questa fase, la tenuta delle medie veloci, soprattutto 20 e 50 periodi, sarà il primo elemento da monitorare per capire se il movimento in corso è solo una correzione dentro un trend rialzista oppure l’inizio di una fase più debole. I dati più recenti confermano un quadro ancora costruttivo, con Nasdaq 100 sopra la media a 50 giorni e intorno a 29.118 punti al 26 giugno 2026, mentre la 200-day moving average si colloca poco sopra 29.708 punti.inv
Il momentum sta però raffreddandosi: l’RSI daily è tornato in area neutrale poco sopra 50, segnalando una pressione compratrice ancora presente ma meno intensa, mentre il MACD mostra un indebolimento della spinta direzionale. Il quadro resta quindi correttivo nel breve, ma senza segnali sufficienti per parlare di un’inversione strutturale del trend di medio periodo.
Dal punto di vista operativo, un recupero sopra 30.200–30.500 riaprirebbe rapidamente spazio verso i massimi e oltre 30.700, con possibili estensioni in area 31.200–31.500. Al contrario, la fascia 30.000–29.000 resta il primo supporto da difendere; solo una rottura daily netta sotto 27.500–26.000 metterebbe davvero in discussione l’impostazione rialzista di fondo.
Scenari sulla fascia 29.500–31.500 (Nasdaq CFD Pepperstone NAS100)
Se nelle prossime settimane il mercato dovesse consolidare sopra 29.500–29.600 punti e tornare stabilmente sopra 30.200, con successivo breakout del massimo storico a 30.700, il Nasdaq CFD NAS100 entrerebbe in una nuova fase di price discovery, con primo target tecnico nell’area 31.200–31.500. In questo scenario, i modelli trend‑following continuerebbero a leggere il mercato come un forte trend rialzista, privilegiando strategie long sui pullback verso 30.000–29.500 e inquadrando eventuali spike ribassisti soprattutto come opportunità di ricopertura delle posizioni short.
Se invece il mercato non riuscisse a riconquistare 30.000–30.200 in chiusura e continuassero a prevalere le prese di profitto, il Nasdaq CFD Pepperstone potrebbe ritracciare verso 29.000–28.700 e, in caso di peggioramento del sentiment macro o di guidance negative sugli utili, estendere la correzione fino al cluster di supporti strutturali 27.500–26.000. In questo caso, il mercato entrerebbe in una fase di distribuzione tecnica a ridosso dei massimi, con una lateralità ampia tra 26.000 e 30.500 in attesa di nuovi catalizzatori.
Solo una discesa stabile sotto 27.500–26.000 comprometterebbe la struttura rialzista in corso e aprirebbe lo spazio per una correzione più profonda verso 25.000–24.000. In questa fase, l’area 29.500–31.500 rappresenta il nuovo pivot del mercato tech USA: la capacità dei prezzi di restare sopra 30.000–30.200 in chiusura daily sarà il segnale chiave per distinguere tra un semplice pullback in trend e una distribuzione più complessa sotto i massimi storici.
Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
EUR/USD: fragile, battaglia a 1,14 decide il prossimo trend EUR/USD: rimbalzo da 1,13–1,14, ma il dollaro resta il driver principale
La coppia sta tentando di stabilizzarsi sopra 1,14 dopo aver toccato minimi plurimensili in area 1,13. Tuttavia, la pressione del dollaro USA continua a limitare il potenziale di recupero della moneta unica. In questo contesto, la tenuta dell’area 1,14–1,1450 diventa cruciale: solo un consolidamento sopra questi livelli potrebbe trasformare il rimbalzo in qualcosa di più strutturato, favorendo una fase di ricopertura delle posizioni short. In caso contrario, il movimento rischia di restare un semplice pullback all’interno di un trend ribassista più ampio.
Tra il 29 e il 30 giugno 2026, il fixing BCE si attesta in area 1,1406, all’interno di un range mensile compreso tra i minimi di 1,1340 e i massimi in area 1,16–1,17. Nelle ultime sedute il cambio ha reagito dai supporti in zona 1,133–1,136, riportandosi sopra 1,14, ma con una volatilità ancora sostenuta, alimentata dai dati macro statunitensi e dalla debolezza ciclica dell’Eurozona.
Nel breve periodo, il mercato sembra impegnato a difendere il cluster di supporti tra 1,133 e 1,136, mentre il trend di fondo resta orientato al ribasso su base settimanale e mensile. In ottica intraday, l’area 1,137–1,145 continua a rappresentare la principale zona di equilibrio tra domanda e offerta, dove si concentra lo scontro tra compratori e venditori.
Struttura di fondo: ciclo ribassista del EUR, ma senza rottura della struttura pluriennale
l’EUR/USD arriva da una fase di recupero rispetto ai minimi del 2022–2023, ma il movimento rialzista ha perso forza nel 2026, con un ritorno in fascia 1,13–1,17. Le pressioni ribassiste dell’ultimo trimestre riflettono la combinazione di dati Eurozona sotto le attese e di un dollaro sostenuto da rendimenti USA relativamente elevati e da flussi rifugio.
Nonostante la fase correttiva, la struttura di lungo periodo resta quella di un grande trading range, con un’area cardine collocata tra 1,12 e 1,18. Solo una rottura stabile sotto 1,12 aprirebbe lo scenario di una nuova gamba ribassista strutturale dell’euro contro dollaro, mentre un recupero sopra 1,17–1,18 riaprirebbe la discussione su un ciclo rialzista più esteso.
Nuova fascia operativa 1,133–1,173 su EUR/USD
La precedente fascia di equilibrio tra 1,15 e 1,18, che aveva caratterizzato buona parte del primo semestre, è stata ormai violata al ribasso con il movimento che ha portato i prezzi verso 1,13–1,14. Il nuovo intervallo di contrattazione prevalente si colloca tra il supporto 1,133–1,136 e la resistenza dinamica in area 1,17–1,173, dove transita anche il bordo superiore delle principali figure tecniche di medio periodo.
In questa fascia il mercato sta decidendo se la debolezza dell’euro verrà riassorbita come fase correttiva all’interno di un grande range, con potenziali estensioni di recupero verso 1,17–1,18, oppure se si strutturerà una nuova gamba ribassista con rottura di 1,133–1,13 e possibili discese in direzione di 1,12–1,11. Finché le chiusure daily resteranno sopra 1,133, la lettura di fondo rimane quella di un dollaro forte ma non ancora in fase di runaway trend contro euro.
Principali livelli attuali (EUR/USD, cash spot)
• Resistenza assoluta 1,17–1,173: area di massimo recente e bordo superiore del pennant rialzista individuato su alcuni timeframe H4; una chiusura daily sopra 1,173 ridarebbe forza al tema di un recupero esteso dell’euro verso 1,18–1,19.
• Resistenza secondaria 1,146–1,150: zona di congestione individuata da diverse analisi come primo ostacolo sul rimbalzo; un superamento pulito di 1,1460–1,1500 aprirebbe spazio verso 1,16, mentre rifiuti su questo livello favorirebbero nuove vendite.
• Supporto primario 1,137–1,136: area ora testata ripetutamente in giugno e indicata come primo baluardo difensivo per l’euro; una tenuta di questo livello mantiene aperta l’ipotesi di consolidamento laterale, mentre una rottura netta riproporrebbe rapidamente 1,133–1,13.
• Supporto secondario 1,133–1,129: cluster di minimi recenti e target indicato da diversi scenari ribassisti; una discesa in chiusura sotto 1,129 aumenterebbe sensibilmente il rischio di estensione verso 1,12–1,1200.
• Supporto strutturale 1,120–1,106: area storica di accumulo, evidenziata come livello critico per la struttura di medio periodo; solo rotture stabili sotto 1,106–1,10 metterebbero in discussione il grande range 1,10–1,20 e aprirebbero scenari di rivalutazione profonda del dollaro.
Struttura tecnica: trend, momentum e livelli chiave su EUR/USD
La configurazione delle medie mobili evidenzia un quadro misto: le SMA 20 e 50 cominciano a segnalare un potenziale tentativo di recupero di breve, mentre le medie più lunghe restano ancora orientate al ribasso, riflettendo la fase discendente del secondo trimestre. Il prezzo oscilla intorno alle medie veloci, con la fascia 1,137–1,145 che rappresenta il fulcro tecnico tra continuazione ribassista e consolidamento di transizione.
Gli oscillatori di momentum (RSI, MACD, Stocastico) mostrano un quadro di pressione venditrice in attenuazione, con l’RSI che si posiziona in zona neutrale e il MACD ancora sotto la linea dello zero ma in fase di appiattimento. Il contesto tecnico è quindi coerente con un dollaro forte ma privo, al momento, di nuove divergenze ribassiste a favore dell’euro sufficientemente nette da giustificare un’inversione strutturale immediata.
In questo quadro, un ritorno stabile sopra 1,146–1,150 riaprirebbe rapidamente lo scenario di recupero verso 1,16–1,17, con possibile test della parte alta del range a 1,173. Al contrario, la fascia 1,137–1,133 rappresenta il primo cuscinetto di assorbimento del ribasso: solo una rottura netta e confermata sotto 1,129–1,120 metterebbe davvero in discussione l’ipotesi di consolidamento e rilancerebbe la narrativa di un ciclo ribassista più profondo sull’euro.
Scenari sulla fascia 1,133–1,173 (EUR/USD)
Se nelle prossime settimane il mercato dovesse consolidare sopra 1,137–1,140 e tornare stabilmente sopra 1,146–1,150, con successivo breakout della resistenza 1,17–1,173, l’EUR/USD entrerebbe in una nuova fase di recupero, con target tecnici iniziali in area 1,18–1,19. In questo scenario, i modelli trend‑following comincerebbero a ridimensionare le posizioni short strutturali, privilegiando strategie long sui pullback verso 1,14–1,137 e leggendo le discese come occasioni di ricopertura.
Se invece il mercato non riuscisse a riconquistare 1,146–1,150 in chiusura e continuassero a prevalere le vendite sui rimbalzi, l’EUR/USD potrebbe ritracciare verso 1,133–1,129 e, in caso di ulteriore rafforzamento del dollaro o deludente dati Eurozona, estendere la correzione fino al cluster di supporti strutturali 1,120–1,106. In questo caso, la coppia entrerebbe in una fase di distribuzione ribassista all’interno del grande range, con un’ampia lateralità tra 1,106 e 1,16 in attesa di nuovi driver di politica monetaria.
Solo una discesa stabile sotto 1,106–1,10 comprometterebbe la struttura di medio periodo dell’euro contro dollaro e aprirebbe spazio a scenari di rivalutazione più profonda della valuta USA, con possibili estensioni in direzione di 1,08–1,06. In questa fase, l’area 1,133–1,173 rappresenta il nuovo pivot del principale cross FX globale: la capacità dei prezzi di restare sopra 1,14–1,145 in chiusura daily sarà il segnale chiave per distinguere tra semplice rimbalzo correttivo e vera fase di ricopertura delle posizioni ribassiste.
Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
Oro: –28% dai massimi 2026! Oro sfonda 3.980 non c'è scampo!La fascia 3.963–4.325 USD deciderà se l'ipervenduto estremo (RSI 30,72) produce un rimbalzo tecnico recuperabile o se il SuperTrend Down Trend a 4.325 USD condanna l'oro a nuovi minimi verso 3.800–3.700 USD.
L'oro (XAUUSD spot/CFD Pepperstone) sta attraversando una correzione netta e direzionale: dai massimi assoluti a 5.597,91 USD l'oncia il prezzo ha ceduto oltre 1.600 USD, toccando 3.979,19 USD nella sessione del 25 giugno 2026. La struttura tecnica rimane chiaramente ribassista sul breve e sul medio periodo; il SuperTrend segna un "Down Trend" a 4.325,12 USD e agisce come una resistenza dinamica che fino a oggi ha respinto ogni tentativo di rimbalzo. L'RSI daily è a 30,72, un livello di ipervenduto estremo che può preludere a rimbalzi tecnici, ma senza divergenze rialziste confermate non basta a indicare una inversione strutturale del trend.
Contesto attuale: dove si trova il prezzo
L'oro (XAUUSD spot/CFD Pepperstone) quota oggi 3.979,19 USD, in calo dello 0,50% rispetto alla chiusura precedente, dopo una seduta con apertura a 4.006,72 USD, massimo a 4.018,76 USD e minimo a 3.963,58 USD. I volumi restano sotto la media, segnalando un mercato più in deriva che sotto forte pressione, con spazio per possibili spike di volatilità nelle prossime ore.
Sul piano tecnico, il quadro resta debole: il prezzo è sotto i principali riferimenti di breve e medio periodo, mentre il SuperTrend “Down Trend” a 4.325,12 USD continua a fare da resistenza dinamica. Anche il SuperTrend “Up Trend” a 4.919,19 USD è ormai molto lontano dai prezzi attuali e conferma la profondità della correzione.
La soglia psicologica dei 4.000 USD ha perso solidità e, dopo la violazione intraday fino a 3.963,58 USD, è tornata a funzionare da resistenza di breve. Pur trovandosi nella parte bassa del range annuale e con una correzione superiore al 28% dai massimi, l’oro resta ancora in territorio positivo da inizio anno, quindi il trend di fondo non appare compromesso, anche se la fase correttiva è decisamente più intensa di un semplice pullback.
Struttura di fondo: rialzo di lungo, correzione di medio ormai matura
Su orizzonte pluriennale, il trend di fondo dell’oro resta ancora rialzista. Nei cicli precedenti il metallo ha costruito una struttura forte, sostenuta dalla domanda di copertura di banche centrali e investitori istituzionali, arrivando fino ai massimi storici di 5.597,91 USD. Anche con la correzione in corso, la performance annua resta comunque molto positiva, intorno al +51,77% secondo il dato Pepperstone in piattaforma.
Le medie mobili di lunghissimo periodo confermano che il super-ciclo è ancora integro: EMA 200 e SMA 200 daily restano ben al di sotto dei prezzi attuali, quindi parlare di vera inversione di lungo periodo sarebbe ancora prematuro. Detto questo, la correzione attuale, superiore al 28% rispetto al top, non è un semplice ritracciamento, ma un movimento correttivo più profondo all’interno di un bull market ancora in essere.
Anche il quadro di medio periodo è cambiato: dai massimi di area 5.597 USD, l’oro sta segnando una sequenza di massimi e minimi decrescenti. Il SuperTrend “Down Trend” a 4.325,12 USD ha formalizzato questa fase distributiva/correttiva e, per tornare a un’impostazione più costruttiva, servirebbe un recupero stabile in chiusura settimanale sopra l’area 4.325–4.400 USD.
La logica della nuova fascia 3.963–4.325 USD
L’area 3.963–4.325 USD è il vero campo di battaglia tra compratori e venditori: da qui passa la scelta tra un rimbalzo tecnico verso 4.200–4.325 USD e un’eventuale estensione della correzione verso 3.800–3.700 USD.
- La prima resistenza passa tra 4.000 e 4.019 USD, cioè tra la soglia psicologica dei 4.000 e il massimo intraday di 4.018,76 USD. Un ritorno stabile sopra 4.050 USD alleggerirebbe la pressione ribassista e aprirebbe spazio verso 4.150–4.200 USD.
- La resistenza più importante resta però 4.325 USD, dove si colloca il SuperTrend “Down Trend” a 4.325,12 USD. Finché il prezzo resta sotto questo livello, ogni rimbalzo va letto più come occasione di vendita che come vero segnale di inversione; solo una chiusura settimanale sopra quest’area cambierebbe il quadro di medio periodo.
Più in alto, l’area 4.500–4.600 USD resta una resistenza secondaria rilevante, soprattutto in caso di rimbalzi più ampi. Sul lato opposto, il primo supporto serio si trova tra 3.963 e 3.900 USD: finché questa zona tiene in chiusura daily, resta credibile l’ipotesi di un rimbalzo tecnico da ipervenduto.
Se invece 3.963 USD venisse rotta in modo confermato, i riferimenti successivi diventerebbero 3.800–3.750 USD, un’area importante anche per motivi tecnici e di struttura di mercato. Solo in caso di discesa verso 3.500–3.400 USD si parlerebbe di una correzione davvero profonda, pur ancora compatibile con le dinamiche storiche dell’oro nei grandi bull market.
Struttura tecnica: trend, momentum e livelli chiave
Sul daily, il quadro delle medie mobili resta chiaramente ribassista nel breve e nel medio periodo: il prezzo è sotto tutte le principali medie veloci e intermedie, tutte orientate al ribasso e in segnale di vendita. Solo le medie di lunghissimo periodo, EMA 200 e SMA 200, restano ancora positive, a conferma che il trend primario pluriennale non è stato invalidato dalla correzione in corso.
Il riferimento tecnico più importante resta il SuperTrend “Down Trend” a 4.325,12 USD: finché il prezzo resta sotto questo livello, l’impostazione operativa resta di debolezza e ogni rimbalzo va letto con prudenza. Il SuperTrend “Up Trend” a 4.919,19 USD, molto più in alto, evidenzia quanto sia profondo il deterioramento tecnico rispetto ai massimi.
Anche gli oscillatori sono in area di forte ipervenduto: l’RSI a 30,72 si avvicina alla soglia critica di 30 e lascia aperta la possibilità di rimbalzi tecnici, ma senza divergenze rialziste confermate non basta a parlare di inversione. I volumi, poi, restano sotto la media, quindi per ora non si vede ancora una vera fase di capitolazione finale.
In pratica, la mappa resta questa: sotto 3.963 USD il rischio si sposta verso 3.800–3.750 USD; sopra 4.019–4.050 USD si riapre spazio per un recupero verso 4.150–4.200 USD; solo un ritorno stabile sopra 4.325 USD in chiusura settimanale rimetterebbe davvero in discussione la struttura ribassista di medio periodo.
Scenari sulla fascia 3.963–4.325 USD
La fascia 3.963–4.325 USD resta il vero pivot di mercato. Se il supporto 3.963–3.900 USD tiene in chiusura daily e l’RSI mostra una divergenza rialzista, l’oro potrebbe costruire un rimbalzo tecnico verso 4.050–4.150 USD, con spazio anche fino a 4.200–4.325 USD in presenza di catalizzatori favorevoli come dollaro più debole, tensioni geopolitiche, dati USA deludenti o toni più accomodanti dalla Federal Reserve. In ogni caso, si tratterebbe comunque di un rimbalzo dentro una struttura di medio periodo ancora ribassista, con il SuperTrend “Down Trend” a 4.325,12 USD che resterebbe la resistenza dinamica decisiva.
Se invece 3.963–3.900 USD cedesse in modo stabile, soprattutto con volumi in aumento, la correzione si approfondirebbe con primo obiettivo a 3.800–3.750 USD e possibile estensione verso 3.600–3.500 USD. Uno scenario del genere sarebbe favorito da un dollaro più forte, dati macro USA migliori del previsto o un allentamento delle tensioni geopolitiche, cioè fattori che ridurrebbero la domanda di beni rifugio. Il bull market di lungo periodo resterebbe intatto, ma prima di pensare a nuovi massimi oltre 4.500–5.000 USD bisognerebbe passare attraverso una correzione più profonda.
In sintesi, 3.963–4.325 USD è la fascia che decide tutto: finché il prezzo non recupera stabilmente sopra 4.050–4.150 USD e soprattutto non supera 4.325 USD, la lettura di medio periodo resta ribassista e ogni rialzo va considerato più come occasione tattica che come vera inversione.
Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
Nasdaq, shock sotto i 30.000! Ultima trincea 29500...Nasdaq: forte pullback sotto i massimi storici, il NAS100 rientra verso 29.500 punti
La brusca correzione in corso sul Nasdaq 100 ha riportato il CFD NAS100 Pepperstone nettamente sotto la soglia psicologica dei 30.000 punti, dopo i massimi storici segnati sopra 30.760 a inizio giugno. La capacità del mercato di difendere l’area 29.500–29.600 in chiusura daily sarà ora il discrimine principale tra un semplice pullback in trend rialzista e l’avvio di una fase di distribuzione tecnica più profonda.
Contesto attuale: dove si trova il prezzo (CFD Pepperstone Nasdaq NAS100)
Alla data del 23 giugno 2026, il CFD NAS100 Pepperstone su TradingView quota intorno a 29.626 punti, in calo di circa il 2,5% rispetto alla chiusura precedente. Durante la seduta ha toccato un massimo di 30.416 punti e un minimo di 29.608, con una candela daily fortemente ribassista e la rottura del supporto psicologico dei 30.000 punti, in un contesto di maggiore pressione sui mercati azionari USA.
Il massimo a 52 settimane del Nasdaq 100 cash resta nell’area dei 30.762 punti, raggiunta a inizio giugno 2026 dopo il rally partito dai minimi del 2025 in zona 21.500. Il CFD NAS100 Pepperstone replica il Nasdaq 100 tramite il future E-Mini front-month, con spread contenuti e un andamento generalmente molto allineato al cash index, fatte salve le normali differenze di orario e rollover.
Struttura di fondo: bull trend pluriennale intatto, con il mercato che testa la resilienza del trend
Su orizzonte pluriennale, il Nasdaq 100 resta in un bull trend strutturato. Il minimo del 2025 in area 21.500 ha rappresentato una correzione intermedia all’interno del movimento rialzista iniziato dai minimi del 2022, da cui il mercato ha poi superato in sequenza le resistenze di 24.000, 26.000, 28.000 e 30.000 punti, aggiornando i massimi storici poco sopra 30.760 punti a inizio giugno 2026.
Il quadro fondamentale continua a essere favorevole al comparto tech USA, sostenuto dagli utili solidi delle megacap e dalla narrativa legata all’intelligenza artificiale. Restano però alte le valutazioni, che rendono il mercato più sensibile ai dati macro e alle sorprese sui tassi. In questo contesto, l’area 27.651–26.119 punti rimane il principale supporto di medio periodo, mentre sopra 30.000 il focus è soprattutto sulla sostenibilità dei multipli più che sulla tenuta del trend.
Nuova fascia operativa 29.500–31.500 sul CFD Pepperstone Nasdaq (NAS100)
La precedente fascia di equilibrio tra 27.000 e 29.500 punti, che aveva contenuto le fasi di consolidamento di inizio anno, è ormai diventata la base del breakout oltre quota 30.000. Il nuovo intervallo di contrattazione tra compratori e venditori sul Nasdaq CFD Pepperstone NAS100 si colloca ora tra 29.500 e 31.500 punti, con i massimi storici a presidiare la parte alta e l’area 29.500–29.600 come primo supporto di breve periodo.
In questa fascia il mercato capirà se la correzione in atto sarà assorbita come una normale presa di profitto dopo la forte accelerazione rialzista, con possibili estensioni verso 31.000–31.500, oppure se prenderà forma un riassorbimento più profondo del movimento, con ritorno verso i supporti intermedi a 29.000–28.000 punti. Finché le chiusure daily resteranno sopra 29.000–28.700, la lettura di fondo resterà quella di un bull trend in consolidamento, più che di una vera inversione strutturale.
Principali livelli attuali (NAS100 CFD Pepperstone, riferiti al cash NDX)
• Resistenza assoluta 30.760–31.000 punti: area dei massimi storici recenti di inizio giugno e soglia psicologica tonda; una chiusura daily stabile sopra 30.760 con volumi crescenti costituirebbe il segnale tecnico più forte per l’apertura di una nuova fase di price discovery verso 31.200–31.500.
• Resistenza secondaria 31.200–31.500 punti: zona individuata come possibile target dell’onda rialzista in essere, costruita su proiezioni Fibonacci dell’impulso partito dai minimi del 2025 e coincidente con la parte alta del canale ascendente di lungo periodo.
• Supporto primario 30.200–30.000 punti: area ora violata intraday ma ancora rilevante in ottica di chiusure daily; un rapido rientro sopra questa fascia riporterebbe il quadro in una configurazione di “bullish consolidation”, mentre conferme di chiusura sotto 30.000 la trasformerebbero in resistenza.
• Supporto secondario 29.000–28.700 punti: prima area di pullback tecnico di rilievo, coincidente con i massimi precedenti di maggio e con il passaggio delle prime medie mobili di trend daily; un rientro controllato su questa fascia, se non accompagnato da volumi distributivi, sarebbe coerente con un consolidamento fisiologico dopo l’estensione rialzista degli ultimi mesi.
• Supporto strutturale 27.651–26.119 punti: livelli individuati dalle analisi di medio periodo come supporti critici di trend; solo una discesa stabile sotto 26.119 metterebbe seriamente in discussione la struttura rialzista di fondo e riaprirebbe lo scenario di una correzione intermedia più profonda verso l’area 25.000–24.000.
Struttura tecnica: trend, momentum e livelli chiave sul CFD Pepperstone Nasdaq
La configurazione delle medie mobili sul Nasdaq 100 rimane impostata al rialzo sui timeframe maggiori: il prezzo si mantiene sopra la media a 200 giorni, mentre il rientro in corso verso le medie di breve dopo l’estensione sopra 30.700 indica una fase di normalizzazione del trend. La tenuta delle medie veloci in configurazione crescente rispetto a quelle lente sarà cruciale per confermare che il movimento in atto è un pullback correttivo e non l’inizio di un’inversione strutturale.
Gli oscillatori di momentum stanno uscendo gradualmente dalla zona di ipercomprato raggiunta in prossimità dei massimi storici. L’RSI daily sta rientrando dalla soglia di 70 verso livelli più neutrali, pur restando in un contesto di trend positivo, mentre il MACD rimane ancora sopra lo zero ma mostra segnali di appiattimento. Il quadro tecnico indica quindi un aumento della pressione venditrice, senza però evidenze di divergenze ribassiste sufficientemente nette sui timeframe superiori da mettere in crisi il bull trend di fondo.
In questo contesto, un ritorno sopra 30.200–30.500 punti riaprirebbe lo scenario di price discovery oltre 30.760, con possibili target in area 31.200–31.500. Al contrario, la fascia 30.000–29.000 punti rappresenta il primo cuscinetto di assorbimento del pullback. Solo una rottura netta e confermata in chiusura daily sotto 27.651–26.119 punti metterebbe davvero in discussione la narrativa di un bull trend esteso ma ancora intatto.
Scenari sulla fascia 29.500–31.500 (Nasdaq CFD Pepperstone NAS100)
Se nelle prossime settimane il mercato dovesse consolidare sopra 29.500–29.600 punti e tornare stabilmente sopra 30.200, con un successivo breakout del massimo storico a 30.760, il Nasdaq CFD NAS100 entrerebbe in una nuova fase di price discovery, con primo target tecnico nell’area 31.200–31.500. In questo scenario, i modelli trend-following continuerebbero a leggere il mercato come un forte trend rialzista, privilegiando strategie long sui pullback verso 30.000–29.500 e considerando eventuali spike ribassisti soprattutto come opportunità di ricopertura delle posizioni short.
Se invece il mercato non riuscisse a riconquistare 30.000–30.200 in chiusura e continuassero a prevalere le prese di profitto, il Nasdaq CFD Pepperstone potrebbe ritracciare verso 29.000–28.700 e, in caso di peggioramento del sentiment macro o di guidance negative sugli utili, estendere la correzione fino al cluster di supporti strutturali 27.651–26.119. In questo caso, il mercato entrerebbe in una fase di distribuzione tecnica a ridosso dei massimi, con una lateralità ampia tra 26.000 e 30.500 in attesa di nuovi catalizzatori.
Solo una discesa stabile sotto 27.651–26.119 comprometterebbe la struttura rialzista in corso e aprirebbe spazio a una correzione più profonda verso 25.000–24.000. In questa fase, l’area 29.500–31.500 rappresenta il nuovo pivot del mercato tech USA: la capacità dei prezzi di restare sopra 30.000–30.200 in chiusura daily sarà il segnale chiave per distinguere tra un semplice pullback in trend e una distribuzione più complessa sotto i massimi storici.
Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
GBPUSD Fed e BoE: USD comanda, sterlina decide tutto su 1.3300GBPUSD: il mercato testa il supporto critico a 1.3300 dopo il double shock Fed–BoE
La capacità del GBPUSD di mantenersi stabile sopra la soglia psicologica di 1.3300 – 1.3325 è ora il discriminante principale per capire se il crollo di ieri, innescato dal tono hawkish della Federal Reserve, rappresenta un eccesso ribassista destinato a essere riassorbito con un recupero verso 1.3470 – 1.3550, o se il cambio è entrato invece in una fase di distribuzione tecnica dopo mesi di recupero dai minimi, lasciando spazio a una nuova gamba discendente verso 1.3175 e oltre.
Contesto attuale: dove si trova il prezzo (CFD Pepperstone GBPUSD)
Al 18 giugno 2026 il GBP/USD quota in area 1.3232, in calo rispetto alla chiusura precedente, con un intraday compreso tra 1.3225 e 1.3325. Il cambio resta quindi vicino ai minimi recenti, dopo una seduta precedente molto debole seguita da un tentativo di rimbalzo limitato.
La correzione è arrivata dopo il tono più restrittivo della Fed, che ha spinto la sterlina sotto pressione, mentre la pausa della Bank of England e i dati occupazionali UK migliori delle attese hanno favorito solo un recupero tecnico. Al momento, però, il mercato non è ancora riuscito a riprendere con convinzione le strutture rotte nella sessione precedente.
Sul piano operativo, il CFD Pepperstone sul GBP/USD continua a seguire da vicino il cambio spot, con quotazioni in tempo reale e differenze minime legate solo a orari di negoziazione e rollover.
Struttura di fondo: trend correttivo dopo i massimi di periodo, con la sterlina in una fase delicata
Su un orizzonte di medio periodo, il GBP/USD ha recuperato con forza dai minimi del 2025 in area 1.2100-1.2300, superando progressivamente le principali resistenze fino al massimo a 1.3870. Da quel livello è però partita una correzione tecnica, diventata più evidente nelle ultime settimane, con l’area 1.3460-1.3600 che si è rafforzata come resistenza di medio termine.
Sul piano fondamentale, il quadro resta poco favorevole alla sterlina: l’inflazione nel Regno Unito è ancora sopra target, la crescita economica mostra segnali di debolezza e il rallentamento dei salari limita la possibilità per la Bank of England di adottare una linea più aggressiva. In questo contesto, il dollaro mantiene un vantaggio relativo e il recupero della sterlina resta per ora più fragile che strutturale.
Nuova fascia operativa 1.3175 – 1.3550 sul CFD Pepperstone GBPUSD
La vecchia fascia di equilibrio tra 1.3390 e 1.3470, che aveva caratterizzato la price action di maggio e inizio giugno, è stata abbandonata al ribasso nella seduta di ieri, e il nuovo "laboratorio" di contrattazione tra compratori e venditori sul GBPUSD (CFD Pepperstone) è ora centrato tra 1.3175 e 1.3550. È all'interno di questa fascia che il mercato deciderà nelle prossime sedute se il breakdown di ieri è stato un eccesso ribassista da riassorbire – aprendo spazio a un recupero verso 1.3470 – 1.3550 – o se rappresenta invece la conferma di una struttura ribassista di medio termine con obiettivo verso 1.3175 e poi 1.3010 – 1.3050.
Principali livelli attuali (GBPUSD CFD Pepperstone):
• Resistenza primaria 1.3390 – 1.3470: fascia che il cambio deve riconquistare e mantenere in chiusura daily per poter parlare di rimbalzo strutturale; in questa area si concentra la prima offerta significativa post-breakdown, coincidente con i minimi delle ultime settimane ora diventati resistenza. Un recupero stabile sopra 1.3470 in volumi crescenti costituirebbe il primo segnale tecnico rilevante per considerare la ripresa dell'impulso rialzista verso 1.3550.
• Resistenza secondaria 1.3550 – 1.3600: livello cruciale di medio termine, area di confine tra un semplice rimbalzo e una vera inversione della pressione ribassista; solo chiusure daily convincenti sopra 1.3550 riaprirebbero lo spazio verso 1.3725 e la parte alta del range di lungo periodo.
• Resistenza assoluta / area premium 1.3725 – 1.3870: fascia che racchiude il 52 Week High e i massimi assoluti di periodo; una risalita verso questa zona presupporrebbe un ribaltamento completo del contesto macro e tecnico attuale, scenario al momento non in agenda.
• Supporto primario 1.3300 – 1.3325: livello testato più volte nelle settimane precedenti e violato al ribasso nella seduta di ieri; la sua tenuta o meno in chiusura daily è il discriminante principale tra rimbalzo tecnico e continuazione ribassista. Finché le chiusure rimangono sotto questa fascia, il mercato mantiene un'impostazione "bearish continuation" con pullback considerati occasioni di vendita più che segnali di inversione.
• Supporto intermedio 1.3175 – 1.3200: prima area di approdo in caso di breakdown confermato sotto 1.3300, coincidente con i livelli di supporto strutturale individuati dalle analisi recenti e con un'area di domanda potenziale; un rientro su questa fascia, se non accompagnato da volumi distributivi accelerati, sarebbe coerente con un normale test di supporto all'interno del range ribassista correttivo.
• Supporto strutturale 1.3010 – 1.3050: area del 52 Week Low e supporto di lungo periodo; solo una discesa stabile sotto questa fascia comprometterebbe seriamente la struttura del recupero plurimensile e riaprirebbe scenari di correzione profonda verso 1.2800 – 1.2500, mettendo in discussione la narrativa di bull trend di lungo periodo intatto.
Struttura tecnica: trend, momentum e livelli chiave sul CFD Pepperstone GBPUSD
Sul GBP/USD il quadro tecnico resta chiaramente ribassista: il prezzo si trova sotto tutte le principali medie mobili, dalla MA10 alla MA200, con le medie rapide orientate verso il basso e coerenti con un trend direzionale debole. Anche il riepilogo TradingView su daily conferma questa impostazione, con segnale complessivo di Strong Sell.
Il distacco tra il prezzo attuale e l’area delle medie in zona 1.3390-1.3470 indica che il mercato è sì in area di ipervenduto di breve, ma non mostra ancora segnali concreti di inversione. Gli oscillatori restano vicini alla zona di eccesso di vendita, quindi può nascere un rimbalzo tecnico, ma al momento non ci sono elementi sufficienti per parlare di cambio di trend.
In questa fase, un recupero sopra 1.3390-1.3470 potrebbe aprire spazio verso 1.3550, mentre sotto 1.3175 si riattiverebbe la pressione ribassista con target nell’area 1.3010-1.3050. Solo un ritorno stabile sopra 1.3550 metterebbe davvero in discussione l’impostazione ribassista in corso.
Scenari sulla fascia 1.3175 – 1.3550 (GBPUSD CFD Pepperstone)
Il GBP/USD resta in una fase decisiva tra un possibile rimbalzo tecnico e la continuazione del trend ribassista. Se il mercato assorbisse in modo costruttivo il doppio shock Fed–BoE e la sterlina continuasse a beneficiare dei dati occupazionali migliori delle attese, il cambio potrebbe recuperare prima l’area 1.3325-1.3390 e puntare poi verso 1.3470-1.3550.
In assenza di una conferma sopra 1.3390 in chiusura daily, però, ogni recupero resterebbe fragile e ancora più adatto a essere venduto che seguito come inversione strutturale. Il caso base resta quindi ribassista: se GBP/USD non riuscisse a stabilizzarsi sopra 1.3300-1.3325, il mercato potrebbe tornare verso 1.3175-1.3200, con possibile estensione a 1.3010-1.3050.
Solo un ritorno deciso sopra 1.3550-1.3600 metterebbe davvero in discussione l’impostazione ribassista. Per ora, la fascia 1.3175-1.3550 rappresenta il nuovo range operativo chiave, con 1.3300-1.3325 come livello da monitorare per capire se prevale il rimbalzo o la discesa.
Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
EURUSD dopo Fed: USD comanda, EUR difende area 1.1460 – 1.1500EURUSD: i massimi di periodo sono lontani, il cambio consolida sotto 1.1550 dopo la Fed hawkish
La capacità dell'EURUSD di mantenersi in chiusura stabile sopra la soglia psicologica di 1.1500 – 1.1550 sarà ora il discriminante principale per capire se il pullback innescato dalla Federal Reserve il 17 giugno rappresenta un eccesso ribassista destinato a essere riassorbito con un recupero verso 1.1650 – 1.1700, o se il cambio è entrato invece in una fase di distribuzione tecnica dopo mesi di consolidamento sotto i massimi, lasciando spazio a una nuova gamba discendente verso 1.1450 e oltre.
Contesto attuale: dove si trova il prezzo (CFD Pepperstone EURUSD) Alla data del 18 giugno 2026, l’EUR/USD si muove in area 1.1463, in calo di circa 34 pip, pari a –0.34%, rispetto alla chiusura precedente di 1.1502. La seduta si è aperta a 1.1501, con un range intraday compreso tra 1.1392 e 1.1528.
Il 52 Week High resta a 1.2083, mentre il 52 Week Low è stato aggiornato a 1.1392, toccato proprio nella seduta odierna.
La dinamica delle ultime giornate racconta un cambio di passo netto: fino a mercoledì 17 giugno l’EUR/USD stava consolidando tra 1.1550 e 1.1650, ma la Federal Reserve, pur lasciando i tassi fermi nel range 3.50%–3.75%, ha sorpreso i mercati con proiezioni che segnalano un rialzo atteso più avanti nell’anno, rafforzando il dollaro su tutti i cross. Subito dopo il comunicato, l’euro ha perso circa 50 pip in pochi minuti, scendendo da 1.1600 a 1.1550, per poi continuare a indebolirsi nelle ore successive fino ai minimi odierni in area 1.1392. Nella mattinata del 18 giugno c’è stato un tentativo di recupero verso 1.1463–1.1511, ma senza riuscire a recuperare con convinzione le strutture rotte nella seduta precedente.
Il CFD Pepperstone su EUR/USD replica in modo molto fedele il cambio spot euro/dollaro, con quotazioni in tempo reale intorno a 1.1463 e spread contenuti, mantenendo un delta sostanzialmente neutro rispetto al sottostante, salvo le normali differenze dovute agli orari di contrattazione e al rollover.
Struttura di fondo: trend correttivo dopo i massimi di periodo, con il dollaro che riprende il controllo Su orizzonte plurimensile, l’EUR/USD ha costruito un recupero importante dai minimi del 2024–2025, superando in sequenza le resistenze di 1.0800, 1.1000, 1.1200 e poi 1.1500–1.1600, fino a formare una serie di massimi e minimi crescenti che ha portato il 52 Week High a 1.2083. Da quel picco è iniziata una correzione tecnica, evoluta poi in una lunga fase di consolidamento tra 1.1550 e 1.1800, con una price action compressa tra supporti e resistenze e priva di una direzione pulita.
Sul piano fondamentale, il quadro è tornato favorevole al dollaro: la Fed mantiene un’impostazione hawkish, con proiezioni di un rialzo successivo, mentre l’eurozona continua a scontare una maggiore sensibilità al rischio energetico e geopolitico legato al conflitto in Medio Oriente, un fattore che tende a pesare più sull’euro che sul dollaro. In questo contesto, l’area 1.1650–1.1700 viene ora vista come resistenza consolidata di medio periodo, mentre sotto 1.1500 l’attenzione si sposta sulla tenuta dei supporti strutturali, lasciando comunque spazio a rimbalzi tecnici che restano inquadrabili come movimenti di un trend ribassista correttivo finché le medie lente non cambiano inclinazione.
Nuova fascia operativa 1.1390 – 1.1650 sul CFD Pepperstone EURUSD
La vecchia fascia di equilibrio tra 1.1550 e 1.1650, che aveva caratterizzato la price action delle settimane precedenti alla riunione Fed, è stata abbandonata al ribasso nella seduta di ieri, e il nuovo "laboratorio" di contrattazione tra compratori e venditori sull'EURUSD (CFD Pepperstone) è ora centrato tra 1.1390 e 1.1650. È all'interno di questa fascia che il mercato deciderà nelle prossime sedute se il breakdown di ieri è stato un eccesso ribassista da riassorbire – aprendo spazio a un recupero verso 1.1550 – 1.1650 – o se rappresenta invece la conferma di una struttura ribassista di medio termine con obiettivo verso 1.1390 prima e 1.1300 – 1.1200 in uno scenario più esteso.
Principali livelli attuali (EURUSD CFD Pepperstone):
• Resistenza primaria 1.1550 – 1.1600: fascia che il cambio deve riconquistare e mantenere in chiusura daily per poter parlare di rimbalzo strutturale; in quest'area si concentra la prima offerta significativa post-breakdown, coincidente con i livelli di consolidamento delle settimane precedenti ora diventati resistenza. Una chiusura stabile sopra 1.1600 costituirebbe il primo segnale tecnico rilevante per l'apertura di una fase di recupero verso 1.1650 – 1.1700.
• Resistenza secondaria 1.1650 – 1.1700: livello cruciale di medio termine, area in cui si trova la media mobile a 50 giorni (MA50 in zona 1.1671) e che rappresenta il confine tra un semplice rimbalzo e una vera inversione della pressione ribassista; solo chiusure convincenti sopra 1.1700 riaprirebbero lo spazio verso 1.1780 – 1.1800.
• Resistenza assoluta / area premium 1.1780 – 1.2083: fascia che racchiude i massimi recenti e il 52 Week High; una risalita verso questa zona presupporrebbe un ribaltamento completo del contesto macro e tecnico attuale, scenario al momento non in agenda.
• Supporto primario 1.1450 – 1.1500: attuale area di test e livello psicologico tondo; la tenuta o meno di questa fascia in chiusura daily è il discriminante principale tra rimbalzo tecnico e continuazione ribassista. Finché le chiusure rimangono sotto 1.1500, il mercato mantiene un'impostazione "bearish continuation".
• Supporto intermedio 1.1390 – 1.1392: minimo intraday odierno e primo supporto strutturale rilevante; un breakdown confermato sotto questa area con successive chiusure ribassiste aprirebbe spazio verso 1.1300 – 1.1200.
• Supporto strutturale 1.1200 – 1.1300: area di supporto di lungo periodo; solo una discesa stabile sotto 1.1200 comprometterebbe seriamente la struttura del recupero pluriennale e riaprirebbe scenari di correzione profonda verso 1.1000, fermo restando che il bull trend di lungo periodo resterebbe in discussione solo sotto le medie lente.
Struttura tecnica: trend, momentum e livelli chiave sul CFD Pepperstone EURUSD
La configurazione degli indicatori sull’EUR/USD resta nettamente ribassista su tutti i principali timeframe. Il riepilogo complessivo su TradingView in daily indica Sell, con 14 medie mobili su 14, dalla MA10 alla MA200, tutte in segnale Sell e nessuna in Buy. Il prezzo si mantiene sotto tutte le medie rilevanti, con la MA50 in area 1.1671 e la MA200 anch’essa intorno a 1.1670, una zona che più che da supporto dinamico continua a funzionare come area di offerta istituzionale ogni volta che il mercato prova a rimbalzare.
Il distacco tra il prezzo attuale, in area 1.1463, e le medie lente collocate molto più in alto descrive un mercato tecnicamente ipervenduto nel breve, ma ancora senza segnali di inversione strutturale. Anche gli oscillatori restano in territorio neutro, con RSI a 33.74, vicino alla soglia di ipervenduto tecnico sotto 30: una condizione che può accompagnare sia un rimbalzo correttivo sia una fase ribassista prolungata, in cui l’RSI rimane depresso. L’assenza di divergenze rialziste confermate impedisce però di leggere questa situazione come un vero segnale di inversione imminente.
I livelli pivot classici collocano S1 a 1.1560 e S2 a 1.1458, e il prezzo si trova già sotto entrambi, confermando una struttura di breve ancora compromessa. In questo scenario, sopra 1.1550–1.1600 il cambio potrebbe provare a recuperare verso 1.1650–1.1700, mentre sotto 1.1390 si aprirebbe una nuova fase ribassista in direzione 1.1300–1.1200. Solo un ritorno stabile sopra 1.1700, con le medie che tornano a inclinarsi al rialzo, metterebbe davvero in discussione la narrativa del bearish correttivo in atto.
Scenari sulla fascia 1.1390 – 1.1650 (EURUSD CFD Pepperstone)
Lo scenario di rimbalzo tecnico verso 1.1550–1.1650 si attiverebbe se, nelle prossime sedute, il mercato riuscisse ad assorbire la pressione venditrice post-Fed e le chiusure tornassero stabilmente sopra 1.1500 e poi sopra 1.1550. In questo caso l’EUR/USD CFD di Pepperstone potrebbe sviluppare un recupero verso 1.1600–1.1650, area in cui si concentrano le prime medie mobili rilevanti. Solo una riconquista chiara di 1.1600–1.1650 confermerebbe davvero questa lettura; in assenza di tale conferma, ogni rimbalzo andrebbe considerato più come un’occasione di vendita che come un’inversione strutturale.
Lo scenario base resta però quello di continuazione ribassista verso 1.1300–1.1200. Se il mercato non riuscisse a recuperare stabilmente 1.1500–1.1550 e i rientri su queste aree venissero respinti con chiusure sotto 1.1460, l’EUR/USD potrebbe aprire una nuova gamba discendente con target iniziale in area 1.1390 e successiva estensione verso 1.1300–1.1200. In questo contesto il mercato continuerebbe a mostrare una dinamica di distribuzione tecnica post-recupero, coerente con un trend ribassista di medio periodo in cui i rimbalzi vengono letti come occasioni di vendita istituzionale.
Solo un recupero deciso e mantenuto sopra 1.1700 metterebbe realmente in discussione la struttura ribassista in atto e aprirebbe spazio a una revisione più profonda verso 1.1780–1.1800. Resta comunque valido il fatto che il bull trend pluriennale non sarebbe compromesso finché le medie lente restano inclinate al rialzo e il cambio si mantiene sopra i supporti strutturali in area 1.1200. In questa fase, la fascia 1.1390–1.1650 rappresenta il nuovo pivot del mercato valutario europeo: la tenuta sopra 1.1500 in chiusura daily sarà il livello chiave per distinguere tra un rimbalzo verso 1.1600–1.1650 e una prosecuzione della discesa verso 1.1390 e oltre, ridefinendo così il range di medio termine dopo il segnale hawkish della Federal Reserve del 17 giugno 2026.
Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
Nasdaq: ancora un “Massive Gap Up" e doppio massimo cosa facciamNasdaq: i massimi storici sono a un passo, ma il prezzo consolida sotto 30.762
La capacità del Nasdaq di mantenersi in chiusura stabile sopra la soglia psicologica di 30.500 – 30.600 punti sarà ora il discriminante principale per capire se l'impulso partito dai minimi di aprile in area 21.500 maturerà in un nuovo breakout assoluto sopra il massimo storico recente di 30.762, o se il mercato entrerà invece in una fase di distribuzione tecnica dopo un recupero di oltre 9.000 punti in circa sei mesi.
Contesto attuale: dove si trova il prezzo (CFD Pepperstone Nasdaq NAS100)
Alla data del 16 giugno 2026 il Nasdaq 100 cash oscilla nell'area 30.577 punti, in rialzo di 52 punti (+0,17%) rispetto alla chiusura precedente di 30.525, con un'apertura giornaliera a 30.548 e un range intraday compreso tra 30.449 e 30.637.
Il 52 Week High si colloca a 30.762, segnato il 3 giugno 2026.
La price action delle ultime sedute mostra un mercato che sta consolidando in un range stretto a ridosso dei massimi storici, con minimi giornalieri nella fascia 30.449–30.500 che confermano la presenza di compratori su ogni tentativo di pullback.
Il futuro E-Mini Nasdaq 100 quota nell'area 30.887, mantenendo un premium ordinato rispetto al cash, coerente con la normale struttura di mercato in assenza di tensioni sui rollover.
Il CFD NAS100 Pepperstone replica fedelmente il cash price del Nasdaq 100 derivato dai future E-Mini front-month, con quotazioni in tempo reale nell'intorno di 30.577 e spread contenuti, mantenendo un delta sostanzialmente neutro rispetto al future salvo le normali differenze legate a rollover e orari di contrattazione.
Struttura di fondo: bull trend pluriennale intatto, con il mercato che testa i massimi assoluti
Su orizzonte plurimensile il Nasdaq 100 è inserito in un bull trend ben strutturato, con il minimo del 2025 in area 21.500 che ha completato una correzione intermedia severa all'interno del trend partito dai minimi del 2022. Da quel livello il mercato ha superato in sequenza le resistenze statiche a 24.000, 26.000, 28.000 e 30.000 punti, costruendo una serie di massimi e minimi crescenti e violando al rialzo ogni ostacolo tecnico intermedio con forza direzionale sostenuta.
Il contesto fondamentale rimane favorevole: la leadership del comparto tecnologico statunitense, la resilienza degli utili delle megacap, e un posizionamento istituzionale ancora costruttivo sul comparto growth sostengono il trend di fondo. In questo quadro la fascia 27.651 – 26.119 viene assorbita come zona di supporto di medio periodo consolidata, mentre sopra 30.000 la discussione si sposta più sulla sostenibilità delle valutazioni ai massimi che non sulla tenuta del trend, lasciando comunque spazio a correzioni rapide ma ancora inquadrabili come movimenti "in trend" finché le medie lente restano orientate positivamente.
Nuova fascia operativa 29.500–31.500 sul CFD Pepperstone Nasdaq (NAS100)
La vecchia fascia di equilibrio tra 27.000 e 29.500 è ormai trasformata in zona di breakout confermato, e il nuovo "laboratorio" di contrattazione tra compratori e venditori sul Nasdaq (CFD Pepperstone NAS100) è centrato tra 29.500 e 31.500 punti. È all'interno di questa fascia che il mercato deciderà se consolidare l'accelerazione degli ultimi mesi per tentare estensioni oltre 31.000 – 31.500 o se tornare a riassorbire parte del movimento verso i supporti intermedi nell'area 29.000 – 28.000.
Principali livelli attuali (NAS100 CFD Pepperstone, riferiti al cash NDX):
• Resistenza assoluta 30.762 – 31.000 punti: massimo storico recente del 3 giugno 2026 e soglia psicologica tonda; una chiusura daily stabile sopra 30.762 in volumi crescenti costituirebbe il segnale tecnico più forte per l'apertura di una nuova fase di price discovery verso 31.200 – 31.500.
• Resistenza secondaria 31.200 – 31.500 punti: zona individuata come possibile target dell'onda rialzista in essere, corrispondente a proiezioni Fibonacci sull'impulso partito dai minimi del 2025 e alla parte alta del canale ascendente di lungo periodo.
• Supporto primario 30.200 – 30.000 punti: area di tenuta psicologica e tecnica, già resistenza ora diventata supporto; finché le chiusure rimangono sopra questa fascia, il mercato mantiene una struttura di "bullish consolidation" con pullback considerati opportunità di trend rialzista.
• Supporto secondario 29.000 – 28.700 punti: prima area di pullback tecnico rilevante, coincidente con i massimi precedenti di maggio e con il passaggio delle prime medie mobili di trend; un rientro su questa fascia, se non accompagnato da volumi distributivi, sarebbe coerente con un normale consolidamento dopo l'estensione rialzista degli ultimi mesi.
• Supporto strutturale 27.651 – 26.119 punti: livelli individuati dalle analisi di medio termine come supporti critici di trend; solo una discesa stabile sotto 26.119 metterebbe seriamente in discussione la struttura rialzista di fondo e riaprirebbe lo scenario di una correzione intermedia più profonda verso l'area 25.000 – 24.000.
Struttura tecnica: trend, momentum e livelli chiave sul CFD Pepperstone Nasdaq
La configurazione delle medie mobili sul Nasdaq 100 mostra un'impostazione marcatamente rialzista su tutti i principali timeframe: il prezzo viaggia stabilmente sopra le medie a 50 e 200 giorni, con le medie più veloci in fase di espansione rispetto a quelle lente, configurazione tipica di una fase di trend forte e direzionale.
Il distacco tra prezzo corrente (area 30.577) e medie lente collocate significativamente più in basso descrive un mercato in ipercomprato strutturale, fenomeno coerente con la fase impulsiva in essere ma che aumenta la vulnerabilità a ritracciamenti rapidi qualora emergano catalizzatori negativi. In questo contesto, ogni ritorno verso le medie di breve diventa un test cruciale della forza dei compratori di medio periodo.
Gli oscillatori di momentum segnalano una condizione di ipercomprato ma ancora priva di divergenze ribassiste rilevanti: l'RSI si mantiene in zona 65 – 70, coerente con una fase di trend forte, e il MACD rimane in territorio positivo. Il mercato si trova tecnicamente in una zona in cui la pressione dei venditori tende a crescere, ma senza una rottura delle strutture di supporto di breve il quadro resta costruttivo.
In questa mappa tecnica, sopra 30.762 il mercato entrerebbe in piena price discovery verso 31.200 – 31.500, mentre tra 30.000 e 29.000 si colloca il primo cuscinetto di supporto post-accelerazione; solo la rottura decisa sotto 27.651 – 26.119 metterebbe in discussione la narrativa di "bull trend esteso ma intatto".
Scenari sulla fascia 29.500 – 31.500 (Nasdaq CFD Pepperstone NAS100)
Scenario di continuazione rialzista e breakout dei massimi: se nelle prossime settimane il mercato dovesse consolidare sopra 30.500 e spingere oltre il massimo storico recente di 30.762, il Nasdaq (NAS100 CFD) entrerebbe in una fase di price discovery con il primo target tecnico rilevante nell'area 31.200 – 31.500. In questo quadro i modelli trend-following continuerebbero a leggere il mercato come "strong buy on dips", privilegiando strategie long su pullback verso 30.000 – 29.500 e utilizzando eventuali spike ribassisti come occasioni di ricopertura short più che come segnali per costruire posizioni ribassiste strutturali.
Scenario di pullback tecnico e consolidamento sotto i massimi: se invece il mercato non riuscisse a chiudere stabilmente sopra 30.762 e dovessero emergere sorprese negative sul fronte macro o geopolitico, il Nasdaq (NAS100 CFD Pepperstone) potrebbe ritracciare prima verso 30.000 – 29.500, poi verso 29.000 – 28.700 in caso di correzione più estesa. In questa ipotesi il mercato sarebbe in una fase di distribuzione tecnica a ridosso dei massimi, compatibile con un consolidamento laterale in attesa di nuovi catalizzatori.
Solo una discesa stabile sotto 27.651 – 26.119 comprometterebbe la struttura dell'impulso rialzista in essere e aprirebbe spazio a una revisione ribassista più profonda verso 25.000 – 24.000, fermo restando che il bull trend pluriennale resterebbe intatto finché le medie lente conservano pendenza positiva.
In questa fase, la fascia 29.500 – 31.500 sul Nasdaq (CFD Pepperstone NAS100) rappresenta il nuovo pivot del mercato tech USA: la capacità dei prezzi di mantenersi sopra 30.000 – 30.200 in chiusura daily sarà il segnale chiave per distinguere tra un breakout dei massimi storici verso 31.200 – 31.500 e un rientro tecnico nel range precedente, con conseguente normalizzazione del momentum dopo la corsa eccezionale degli ultimi 12 mesi.
Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
Petrolio: nuovo pivot 90$ tra consolidamento 87–95$ Petrolio WTI: gap up riassorbito, nuovo pivot sopra 90$
Il comportamento del Petrolio WTI CFD Pepperstone su TradingView è ora un passaggio chiave per capire se il rialzo partito dai minimi di febbraio 2026 ha ancora spazio per estendersi verso 95–100$, oppure se stiamo semplicemente osservando un rimbalzo ampio ma ancora inserito in un quadro macro fragile, tra tensioni geopolitiche e domanda globale non del tutto convincente.
Al 11 giugno 2026, il WTI si muove nell’area 89,40–89,60$, dopo aver chiuso il 10 giugno a 89,47$, in calo dello 0,63% rispetto al giorno precedente, ma comunque ben sopra i livelli di inizio maggio, quando si trovava sotto 85$.
Negli ultimi giorni la price action mostra un mercato che, dopo la forte accelerazione di marzo e aprile con picchi oltre 105$, sta consolidando in un range abbastanza stretto tra 87 e 93$. I minimi toccati il 10 giugno in area 89,40 confermano inoltre che, a ogni correzione verso la parte bassa del canale, i compratori continuano a farsi sentire.
Il CFD WTI Pepperstone, che replica il cash price del petrolio WTI derivato dal future front-month NYMEX:CL1!, segue in modo coerente questa fase, con quotazioni in tempo reale intorno a 89,50–90,00$ e spread contenuti. Il suo andamento resta quindi sostanzialmente allineato al future, al netto delle normali differenze legate a rollover e orari di contrattazione.
La spinta rialzista partita dai minimi di febbraio 2026 in area 65–68$ ha generato un recupero superiore a 35–40$ in circa quattro mesi, riportando il petrolio su nuovi massimi pluriennali e avvicinandolo ai top di marzo 2026, compresi tra 108 e 119$.
Struttura di fondo: trend rialzista esteso ma ancora intatto
Il movimento è partito dai minimi del 2022 e ha attraversato una correzione intermedia, conclusa con il minimo di febbraio 2026 in area 65,15–68,00$, vicino al minimo del 200-day MA a 70,57$.
Da lì il mercato ha superato in sequenza 75$, 80$, 85$ e 90$, costruendo massimi e minimi crescenti e rompendo anche la parte alta del canale correttivo discendente che aveva contenuto i prezzi tra fine 2024 e fine gennaio 2026.
Le letture macro di maggio–giugno 2026 indicano una fase ancora sostenuta da rischio geopolitico in Medio Oriente, possibili shock sul lato supply, posizionamento non estremo e stime STEO EIA con prezzi oil più alti, che spingono verso l’alto anche i wholesale U.S. petroleum prices. In questo contesto, la fascia 65–70$ è già stata assorbita come area di accumulazione, mentre sopra 85$ il tema principale diventa la sostenibilità delle valutazioni più che la tenuta del trend.
Nuova fascia 87–95$ sul CFD Pepperstone WTI
La vecchia fascia 75$–85$ è ormai una zona di breakout confermato. Il nuovo range di equilibrio tra compratori e venditori sul WTI CFD Pepperstone è 87$–95$: qui il mercato capirà se proseguire l’accelerazione partita dai minimi di febbraio, con estensioni possibili verso 98–105$, oppure se riassorbire parte del rialzo verso i supporti primari in area 85$–82$.
Le resistenze principali sono in area 90,43$–92,03$, con Daily R2 a 90,43$ e Daily R1 a 89,18$: una chiusura daily sopra 90,43$ aprirebbe spazio verso 92,76$–94,43$. Quest’ultima fascia rappresenta la resistenza secondaria e il possibile terminale dell’onda rialzista minore, in linea con la parte alta del canale di breve e con un’estensione Fibonacci sopra 90$.
Il supporto primario è tra 87,44$–85,84$, area di gap-down e tenuta del 9–10 giugno, con Daily S1 a 87,44$ e Daily S2 a 86,19$. Finché i prezzi restano sopra questa zona, il quadro resta di bullish acceleration e i pullback sono letti come opportunità long.
Sotto, il supporto secondario è in area 85,00$–82,00$, vecchia zona di breakout di fine febbraio–marzo, coincidente con i massimi precedenti e con il passaggio delle prime medie mobili di trend, con 50-day MA a 91,93$. Un ritorno tecnico lì, se senza volumi distributivi, sarebbe un normale consolidamento dopo l’extra-performance di primavera.
Il supporto strutturale resta tra 70,57$–68,00$, base dell’impulso attivo, con minimo del 200-day MA a 70,57$ e minimo di febbraio tra 65,15$–68$. Solo una discesa stabile sotto 70$ aprirebbe il corridoio 65$–68$ e segnalerebbe un esaurimento dell’onda rialzista, spostando lo scenario su una correzione intermedia più profonda.
Struttura tecnica: trend, momentum e livelli chiave sul CFD Pepperstone WTI
La struttura delle medie mobili sul WTI resta rialzista nel lungo periodo, ma nel breve mostra una fase di pausa. Il prezzo è sopra le medie a 50, 100 e 200 giorni, con 50-day a 91,93$, 100-day a 81,55$ e 200-day a 70,57$, mentre la 20-day MA a 94,44$ è sopra il prezzo corrente di 89,50$: questo indica pressione ribassista di breve e un price change di –8,20% nelle ultime 20 sessioni.
Il distacco tra prezzo corrente e medie lente descrive un trend forte, ma anche esposto a ritracciamenti rapidi, in cui ogni ritorno verso le medie di breve diventa un test importante per la forza dei compratori di medio periodo. Gli ultimi segnali di momentum del 9–10 giugno 2026 confermano una condizione di ipervenduto moderato ma compatibile con una fase di consolidamento.
L’RSI 14-day è tra 26,81% e 21,90% con segnale SELL, lo Stochastic 9,6,3 è a 35,79% %K e 38,95% %D con segnale neutro o ribassista, il MACD 12,26,9 dà segnale SELL su daily e l’ADX 14 è a 12,15, quindi in area trend weak e neutral. In questa mappa, sopra 90,43–92,03$ il mercato entrerebbe in una nuova zona di price discovery rialzista verso 94–95$+, mentre tra 87,44$ e 85,00$ si trova il primo cuscinetto di supporto dopo l’accelerazione.
Solo la rottura netta di 85$–82$ metterebbe davvero in discussione la narrativa di bull trend esteso ma ancora intatto che domina i report di spring 2026.
Scenari sulla fascia 87–95$ (WTI CFD Pepperstone)
• Scenario di continuazione rialzista e resilience geopolitica. Se nelle prossime settimane non dovessero emergere nuovi shock geopolitici e le tensioni in Medio Oriente, con Iran e Hormuz, continuassero a mantenere un premio di rischio sul supply, il WTI CFD Pepperstone potrebbe restare sopra 89–90$ e spingersi verso la resistenza wave in area 90,43–92,03$, con possibile estensione ai target 92,76–94,43$. Questo scenario sarebbe favorito da dati macro in linea con una demand U.S. robusta, guidance conservative ma non recessive delle major oil e segnali di distensione sui fronti di crisi aperti, senza però eliminare del tutto il risk premium. In questo contesto i modelli trend-following continuerebbero a leggere il mercato come strong buy on dips, privilegiando pullback verso 87,44–85,00$ e usando eventuali spike ribassisti come occasioni di ricopertura.
• Scenario di pullback tecnico ed escalation di rischio macro ribassista. Se invece dovessero aumentare le pressioni sulla domanda globale, con recessione fears e dollaro forte, oppure arrivassero sorprese negative dagli utili tech che riducono il rischio premium, il premio di valutazione accumulato potrebbe iniziare a rientrare. In quel caso il WTI CFD Pepperstone potrebbe scendere prima verso 87,44–85,00$ e poi verso 82–80$ in caso di correzione più ampia. Solo una discesa stabile sotto 70,57–68,00$, quindi sotto il 200-day MA e il minimo di febbraio, comprometterebbe la struttura dell’impulso wave attivo e aprirebbe spazio a una revisione ribassista più profonda verso 65–68$, area in cui diversi desk collocano target di profit-taking sopra 90$. Anche in questo caso, però, il bull trend pluriennale resterebbe intatto finché le medie lente mantengono una pendenza positiva. In questa fase la fascia 87–95$ sul WTI CFD Pepperstone rappresenta il nuovo pivot del mercato energy USA, e la capacità dei prezzi di restare sopra 89–90$ in chiusura daily sarà il segnale chiave per distinguere tra un’estensione impulsiva verso 92,76–94,43$ e un rientro più profondo nel range precedente, con conseguente normalizzazione del momentum dopo l’accelerazione di primavera 2026.
Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
EUR/USD: breakout 1.1720 o ritorno a 1.1600?Contesto attuale: dove siamo ora
A inizio giugno 2026, EUR/USD si muove all’interno di una fase di consolidamento di breve periodo dopo il recupero delle ultime settimane, mantenendosi in prossimità delle principali resistenze tecniche.
L’area 1.1600–1.1665 continua a rappresentare il primo vero riferimento operativo per il mercato: finché questa zona regge, la struttura resta impostata alla stabilizzazione; una perdita decisa aprirebbe invece spazio a una fase correttiva più ampia.
Dal punto di vista grafico, il CFD EUR/USD di Pepperstone su TradingView rimane coerente con un’impostazione neutrale-to-bullish nel breve termine, ma senza ancora una chiara accelerazione direzionale.
In questo scenario, i breakout richiedono conferme più solide in chiusura, mentre i ritracciamenti verso l’area 1.1600–1.1570 continuano a essere letti come possibili aree di reazione.
Struttura di fondo: trend rialzista ancora da confermare
La lettura macro-tecnica di giugno 2026 inquadra EUR/USD in una struttura di recupero che non ha ancora assunto i contorni di un bull trend pienamente consolidato.
Il quadro resta migliore rispetto alle fasi più deboli della primavera, ma la reale conferma passa dalla capacità del prezzo di superare con continuità la fascia resistiva 1.1665–1.1720.
Nel breve, la tenuta sopra 1.1600 mantiene aperta l’ipotesi di prosecuzione del rimbalzo; al contrario, una chiusura stabile sotto questo livello indebolirebbe sensibilmente l’impianto tecnico.
In quest’ottica, l’area 1.1450–1.1480 resta il primo riferimento strutturale da monitorare in caso di deterioramento del quadro.
Nuova fascia 1.1600–1.1800: livelli EUR/USD
Rispetto alle configurazioni più espansive, il range operativo attuale si concentra in una fascia più compatta, compresa approssimativamente tra 1.1600 e 1.1800.
All’interno di questo intervallo, il baricentro di breve periodo si colloca tra 1.1630 e 1.1720, area in cui il mercato ha costruito la parte più significativa dell’azione recente.
Principali livelli aggiornati per EUR/USD (CFD Pepperstone su TradingView):
• Resistenza immediata 1.1665–1.1720: prima area critica di offerta; serve una chiusura convincente sopra questo cluster per riattivare momentum rialzista.
• Resistenza secondaria 1.1780–1.1800: obiettivo naturale in caso di superamento della prima fascia resistiva, coerente con un’estensione del recupero.
• Resistenza estesa 1.1850–1.1920: area di proiezione più ambiziosa, compatibile con un indebolimento ulteriore del dollaro e con una conferma del ritorno di forza dell’euro.
• Supporto primario 1.1600–1.1570: zona tecnica chiave che oggi discrimina tra fase di consolidamento e rischio di nuova pressione ribassista.
• Supporto chiave 1.1510–1.1480: vero pivot di medio termine; una rottura confermata di quest’area aumenterebbe la probabilità di una correzione più profonda.
• Supporto strutturale 1.1450–1.1410: riferimento di più ampio respiro, coerente con un deterioramento netto della struttura di fondo.
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Dal punto di vista del momentum, il quadro resta misto: il prezzo ha mostrato capacità di recupero, ma non ancora un’espansione impulsiva sufficiente a parlare di trend forte e lineare.
La lettura più equilibrata resta quindi quella di un recupero tecnico in fase di verifica, con operatività più selettiva e attenzione particolare alle chiusure sopra 1.1720 o sotto 1.1600.
Scenari di reazione dei prezzi
In un contesto di mercato ancora influenzato da un euro resiliente ma non dominante, EUR/USD potrebbe continuare a lavorare sopra l’area 1.1600, mantenendo aperta la possibilità di un nuovo tentativo verso 1.1665–1.1720; il superamento di questa fascia aprirebbe spazio a una prosecuzione verso 1.1780–1.1800 e, in estensione, verso 1.1850.
Al contrario, un ritorno di forza del dollaro o una mancata conferma del recupero potrebbe riportare pressione sul cambio. In questo caso, il primo livello da osservare resta 1.1600, con possibile estensione verso 1.1570 e poi 1.1510; una rottura confermata di quest’ultima area aumenterebbe la probabilità di un movimento più ampio verso 1.1480 e 1.1450.
Nel complesso, EUR/USD continua a muoversi in una struttura di fondo non compromessa, ma la fascia 1.1600–1.1720 rappresenta oggi il vero equilibrio di mercato: sopra questa area prevale l’ipotesi di recupero, mentre sotto aumenta sensibilmente il rischio di una correzione più estesa e strutturata.
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Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
Oro swing ribassista?:tra pressione tassi e supporto geopoliticoLa tenuta sopra 4.480–4.500 USD sarà decisiva per capire se il rimbalzo di inizio giugno si consoliderà in un nuovo impulso verso 4.580–4.650 o se resterà una semplice ricopertura in area di ipercomprato, aprendo a un ritracciamento più profondo verso 4.420–4.350.
All’inizio di giugno 2026, il CFD dell’Oro (PEPPERSTONE:XAUUSD su TradingView) si colloca in un’area di prezzo elevata ma in evidente fase correttiva rispetto ai massimi assoluti toccati a inizio anno sopra 5.500 USD per oncia.
Diverse fonti segnalano un gold spot in area 4.500–4.540 USD, con dati giornalieri che indicano chiusure recenti intorno a 4.506–4.534 USD, a testimonianza di un mercato ancora volatile ma impegnato a difendere il supporto psicologico dei 4.500 USD.
Le analisi tecniche di case indipendenti descrivono un quadro di oro “sotto pressione” per effetto dei tassi USA ancora elevati, ma con 4.500 USD identificato come primo livello di domanda importante per il mese di giugno, seguito dal supporto strategico in area 4.200 USD in caso di correzioni più profonde. Il sentiment di breve rimane misto: da un lato l’oro reagisce ancora come bene rifugio a ogni recrudescenza del rischio geopolitico; dall’altro, la persistenza di rendimenti reali positivi limita la capacità del metallo di ripristinare subito i massimi storici.
Contesto attuale: dove si trova il prezzo dell’Oro(CFD Pepperstone XAUUSD)
Il CFD PEPPERSTONE:XAUUSD su TradingView replica l’andamento spot dell’oro contro dollaro USA, ed è attualmente scambiato in prossimità dell’area 4.500–4.550 USD per oncia, in moderato recupero dopo un arretramento di fine maggio.
I dati storici più recenti su XAU/USD confermano che le sedute del 1 e 2 giugno hanno visto il metallo oscillare in un range intraday di alcune decine di dollari attorno a questi livelli, con variazioni giornaliere di circa l’1–1,2% tipiche delle fasi di assestamento dopo movimenti più estesi.
Su base plurimensile, l’oro arriva a questo livello dopo una corsa straordinaria che lo ha visto spingersi fino a un massimo storico in area 5.597 USD a inizio 2026, per poi ritracciare con decisione verso 4.500–4.600 in risposta a un mix di fattori: consolidamento del dollaro, stabilizzazione (temporanea) del rischio geopolitico e pricing di tassi reali ancora positivi da parte del mercato obbligazionario. Nonostante la correzione, l’oro rimane comunque molto sopra i livelli di un anno fa.
In questo contesto l’Oro lavora in una parte alta del corridoio di medio periodo, ma sotto la fascia di iper-estensione del primo trimestre: i compratori difendono con attenzione ogni ritorno verso 4.500, mentre i venditori si concentrano in area 4.580–4.650, dove la pressione da prese di profitto e ricopertura di short si fa più intensa.
Struttura di fondo: tendenza pluriennale e driver fondamentali (CFD Pepperstone)
Su orizzonte plurimensile, l’oro mantiene una struttura di fondo chiaramente rialzista: la salita fino a oltre 5.500 USD ha completato un ciclo di lungo partito dai massimi del 2024–2025 e ha spostato strutturalmente più in alto l’area di equilibrio del metallo. Il rientro verso 4.500–4.600 appare, nelle letture di molte case, come una fase di normalizzazione di un eccesso precedente, più che come inversione secolare del trend.
I driver fondamentali principali sono tre.
Il primo è la politica monetaria USA: l’oro entra in giugno sotto pressione da tassi nominali e reali che restano relativamente elevati, con diverse analisi che evidenziano come i rendimenti stiano ancora limitando l’appeal del metallo privo di cedola. Tuttavia, l’aspettativa di un ciclo di allentamento più avanti nel 2026 rappresenta il principale driver potenziale per una nuova gamba rialzista, qualora i mercati iniziassero a prezzare tagli più aggressivi.
Il secondo è il rischio geopolitico: il 2026 continua a essere caratterizzato da tensioni in varie aree del globo, con particolare focus sul Medio Oriente e sull’evoluzione dei conflitti che impattano anche i mercati energetici. Ogni deterioramento del quadro geopolitico rilancia immediatamente la domanda di beni rifugio, e l’oro risponde spesso con spike direzionali, talvolta di decine di dollari in poche ore.
Il terzo driver è il posizionamento degli investitori e la struttura delle aspettative: analisi di scenario per giugno 2026 indicano range di prezzo attesi compresi grossomodo tra 4.200 e 4.930 USD, suggerendo che il mercato vede sì spazio per oscillazioni anche ampie, ma all’interno di un corridoio che resta comunque storicamente elevato. Questo rende probabile una fase di “trading range” volatile, più che un crollo strutturale del metallo, almeno finché non emergerà un segnale chiaro di normalizzazione dei rischi macro e geopolitici.
La logica della nuova fascia 4.200–4.900
La vecchia fascia di equilibrio 3.800–4.200 che aveva caratterizzato la parte finale del 2025 è stata superata dalla dinamica esplosiva dei primi mesi del 2026; il nuovo laboratorio tra compratori e venditori sull’Oro (CFD Pepperstone XAUUSD) è ora 4.200–4.900 USD. È all’interno di questo corridoio che si decide se l’oro consoliderà la correzione per poi riprendere la corsa verso i massimi storici o se, al contrario, tornerà verso un’area di prezzi più moderata.
• Resistenza immediata 4.580–4.650: zona critica che raccoglie i primi obiettivi di rimbalzo segnalati da diverse analisi tecniche quotidiane, dove vengono collocati i primi livelli di resistenza e di stop per strategie di breve. Un superamento deciso in chiusura daily sopra 4.650 aprirebbe spazio verso le resistenze successive in area 4.700–4.760.
• Resistenza secondaria 4.760–4.820: fascia di swing alta, indicata da alcune analisi come step intermedio verso l’eventuale ritorno dell’oro nella parte superiore del range 4.800–4.900. Un break settimanale sopra 4.820 rafforzerebbe lo scenario di ripresa del trend rialzista di lungo.
• Resistenza psicologica 4.900–5.000: area simbolica che molti desk considerano “linea di confine” tra il trading range di correzione e il ritorno verso i massimi assoluti. Un ritorno stabile sopra 4.900–5.000 aprirebbe di nuovo il corridoio verso i 5.200–5.500, area che ha segnato l’ATH di inizio 2026.
• Supporto primario 4.480–4.500: fascia di pullback immediato dove si concentrano gli ordini in difesa del rimbalzo di inizio giugno. La tenuta in chiusura daily sopra 4.480–4.500 confermerebbe la struttura rialzista di breve all’interno del più ampio movimento correttivo.
• Supporto secondario 4.350–4.420: livello di pullback medio, indicato da alcune analisi intraday come area di domanda potenziale in caso di rottura temporanea di 4.500. Una discesa in quest’area senza estensione sotto 4.350 manterrebbe intatto lo scenario di correzione controllata, offrendo possibili punti di ingresso long su debolezza.
• Supporto strutturale 4.180–4.220: zona identificata come base del range di giugno da diverse previsioni, nonché come soglia critica oltre la quale la narrativa passerebbe da “correzione da massimi storici” a “inversione più profonda del trend di medio”. Una violazione decisa sotto 4.180 aprirebbe il corridoio verso 4.000–3.800, dove si collocano i principali supporti del ciclo precedente.
Struttura tecnica: trend, momentum e livelli chiave
La struttura tecnica dell’Oro (CFD Pepperstone Tradingview: XAUUSD) continua a riflettere un trend primario rialzista ma con un momento ciclico correttivo in atto. Le analisi giornaliere indicano che il prezzo sta lavorando intorno a 4.500–4.520, con una serie di massimi e minimi discendenti sul medio periodo, ma con un sostegno di domanda ogni volta che l’oro si riavvicina ai principali supporti.
Gli oscillatori di momentum mostrano un quadro di consolidamento: dopo l’ipercomprato estremo di inizio anno, le letture si sono raffreddate, lasciando spazio tanto a rimbalzi tecnici di ampiezza significativa quanto a ulteriori fasi di flessione qualora i tassi reali dovessero restare sostenuti. In questa fase, il comportamento del prezzo sugli snodi 4.500, 4.580 e 4.650 diventa il principale discriminante operativo per separare un semplice rimbalzo da una vera ripartenza strutturale.
La mappa dei livelli di lavoro diventa quindi: sopra 4.650 il mercato può estendere verso 4.760 e poi 4.820–4.900; tra 4.480 e 4.500 si colloca il primo cuscinetto di supporto dinamico; tra 4.350 e 4.420 passa il livello discriminante tra consolidamento della correzione e ripresa della pressione ribassista; sotto 4.180–4.200 lo scenario di correzione ordinata lascia spazio a un vero e proprio cambio di regime verso un range più basso.
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Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
Petrolio al punto di swing, sopra 92-96$ e poi a 100La tenuta sopra 90–91$ sarà decisiva per capire se il rally del greggio si sta trasformando in un nuovo impulso direzionale verso l’area 96–100$ oppure se la spinta recente resta solo una fase di iper-estensione destinata a rientrare verso 88–89$.
La seduta del 2 giugno 2026 consegna al mercato energetico un Petrolio (CFD PEPPERSTONE:SPOTCRUDE) ancora impostato in una fascia di prezzo elevata e altamente sensibile al rischio geopolitico, con il WTI che ha recentemente lavorato tra area 92 e 96 dollari dopo il forte repricing legato alle tensioni in Medio Oriente e al deterioramento delle prospettive di normalizzazione dei flussi energetici.
Si segnala infatti un Petrolio ancora “nervoso”, con il WTI arrivato fino a 92,16 dollari e con fasi di accelerazione fino a 96,35 dollari nelle ultime oscillazioni, confermando che il baricentro resta ben sopra le aree tecniche di equilibrio di inizio anno.
Gli oscillatori mostrano un quadro di forza, ma non privo di rischio di correzione di breve: il mercato resta sostenuto da momentum positivo, ma la vicinanza a zone psicologiche importanti come 95 e 100 dollari aumenta la probabilità di prese di profitto tattiche prima di eventuali nuovi massimi di swing. In questo contesto, l’area 90–91$ diventa il livello tecnico chiave da monitorare nelle prossime sedute.
Il catalizzatore resta duplice:
- da un lato la componente geopolitica, con il mercato che continua a scontare la fragilità dello scenario mediorientale e il rischio di interruzioni o strozzature lungo le rotte energetiche;
- dall’altro il fattore fondamentale legato a un quadro di domanda-offerta ancora non pienamente rilassato, con diverse case d’investimento che continuano a vedere il 2026 come un anno di elevata volatilità più che di trend lineare.
Contesto attuale: dove si trova il prezzo (CFD Pepperstone SPOTCRUDE)
Il CFD del Petrolio di PEPPERSTONE:SPOTCRUDE, che replica il riferimento WTI su TradingView, si colloca in una fase di mercato ancora tesa e direzionale, con il prezzo che si muove stabilmente sopra le aree di supporto costruite nella prima parte dell’anno e con una volatilità superiore alla media..
Sul piano recente, il petrolio ha attraversato una sequenza di shock molto marcati nel corso del 2026: l Petrolio ha riportato prima un forte impulso rialzista con il WTI oltre 105 dollari e poi successive fasi di rientro e nuova accelerazione, fino alle quotazioni più recenti in area 92–96 dollari.
Questo conferma che il mercato non è in una fase laterale neutrale, ma dentro una struttura di swing ampi, alimentata da notizie e da flussi speculativi molto rapidi.
Attualmente il WTI lavora in un’area che, sul piano tecnico, può essere letta come fascia di consolidamento alto: il mercato sta costruendo una base sopra i supporti di breve e difende con decisione le discese, segnale che gli operatori non stanno ancora trattando il movimento come un semplice spike temporaneo.
La parte alta del range operativo resta quindi la zona 95–100, mentre la prima area di controllo ribassista si colloca sotto 91.
Struttura di fondo: tendenza e driver fondamentali (CFD Pepperstone)
Su orizzonte plurimensile, il WTI presenta una struttura che rimane fortemente influenzata dai driver geopolitici e dal posizionamento delle grandi case di ricerca. Per il 2026 il petrolio potrà muoversi in un contesto di prezzi medi più moderati, ma è bene sottolineare che i rischi di supply disruption possono cambiare rapidamente il profilo di prezzo del petrolio.
Questo rende il mercato del greggio uno dei più dipendenti dall’equilibrio tra fondamentali e shock esogeni.
Il primo driver è la geopolitica mediorientale: ogni aggiornamento su Iran, sicurezza dello Stretto di Hormuz e possibili interruzioni delle forniture ha il potere di spostare il WTI di diversi dollari in poche sedute. È bene considerare movimenti molto ampi del petrolio in risposta a questa variabile, con rialzi e ribassi violenti in funzione dell’evoluzione del conflitto e delle aspettative di cessate il fuoco.
Il secondo driver è la struttura globale di domanda e offerta: il mercato resta sensibile alla lettura delle scorte, all’andamento della domanda cinese, alla politica produttiva OPEC+ e alla capacità del mercato fisico di assorbire eventuali shock. In questo tipo di contesto, il WTI tende a reagire con eccessi sia al rialzo sia al ribasso, perché il prezzo incorpora subito la componente emotiva oltre a quella industriale.
Il terzo driver è la natura tecnica del mercato stesso, che su WTI tende a rispettare molto bene i livelli tondi e le aree di breakout.
Quando il prezzo si stabilizza sopra soglie psicologiche come 90-95$, il mercato spesso prova a estendere verso il livello tondo successivo; viceversa, se perde quei livelli, la correzione può accelerare rapidamente verso aree molto più basse.
La logica della nuova fascia 90–100$
La vecchia area di equilibrio inferiore non basta più a descrivere il mercato attuale: il nuovo laboratorio operativo del CFD Pepperstone sul WTI è la fascia 90,00–100,00. È qui che si decide se il petrolio consoliderà il trend alto per un nuovo test dell’area 100 o se tornerà a ritracciare verso i supporti di base in area 88 e poi 85.
• Resistenza immediata 95–96,50$: zona critica dove si concentrano le prese di profitto di breve e dove il mercato ha già mostrato reazioni molto rapide. Un superamento deciso in chiusura daily sopra 96,50$ aprirebbe lo spazio per una progressione verso 98,50–100,00$.
• Resistenza secondaria 98,50–100$: fascia psicologica di grande importanza, coerente con il pivot naturale del mercato energetico in presenza di tensioni persistenti. Il ritorno sopra 100$ riporterebbe il WTI in area di forte espansione speculativa.
• Resistenza estesa 103–105,50$: area già toccata nelle fasi di stress più intenso del 2026, richiamata dalle cronache Reuters quando il WTI ha reagito ai picchi di tensione geopolitica. Un eventuale ritorno in quest’area confermerebbe un quadro di rischio sistemico ancora aperto.
• Supporto primario 91–90,50$: fascia di tenuta immediata dove il mercato sta cercando una base di consolidamento. La tenuta sopra questo livello mantiene intatta la struttura di breve.
• Supporto secondario 88–89$: livello di pullback più profondo, utile a misurare la qualità del rimbalzo. Una discesa in quest’area senza rottura netta manterrebbe la struttura ancora controllata.
• Supporto strutturale 85–85,50$: area chiave che molte analisi di mercato indicano come discriminante per il mantenimento del quadro rialzista di medio periodo. Una perdita di questo livello aprirebbe spazio verso 80 e poi 75.
Struttura tecnica: trend, momentum e livelli chiave
La struttura tecnica del Petrolio su orizzonte daily appare impostata su un trend ancora costruttivo ma molto esposto a correzioni rapide. Il mercato si muove sopra le aree di supporto principali e mostra una serie di swing ampi, tipica delle fasi in cui la componente geopolitica domina quella puramente macroeconomica.
Gli oscillatori di momentum, in questo scenario, tendono a rimanere sensibili e reattivi: quando il petrolio sale verso 95–100$, l’ipercomprato di breve aumenta, mentre i pullback verso 90–91$ trovano acquisti difensivi abbastanza rapidi. Il risultato è una struttura di mercato con trend ancora positivo ma con rischio elevato di false rotture e di prese di profitto improvvise.
La mappa operativa diventa quindi semplice e molto leggibile: sopra 96,50$ il mercato può tentare 98,50$ e poi 100$; tra 91-90,50$ si colloca il primo cuscinetto difensivo; sotto 89$ si apre un ritracciamento più tecnico verso 85,50; mentre sotto 85$ lo scenario di rialzo verrebbe seriamente compromesso.
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Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
Petrolio: rimbalzo o inversione? Tutto dipende da quota 99,75 USContesto attuale: dove siamo ora
A fine maggio 2026 il petrolio WTI nella versione CFD SPOTCRUDE Pepperstone viaggia in area 93,00–93,60 USD al barile, con la seduta odierna del 28 maggio che apre a 92,222, tocca un massimo intraday a 95,622 e si attesta al momento in area 93,622, in rialzo del +1,08% rispetto alla chiusura precedente.
Il contesto di breve termine è quello di un rimbalzo tecnico all'interno di una struttura di medio periodo ancora dominata dalla pressione ribassista, dopo che i prezzi avevano toccato nelle settimane precedenti un massimo significativo di periodo in area 95–96 USD, salvo poi ripiegare verso l'area 88–90 USD.
Il movimento discendente avviato dai massimi di area 110–112 USD segnati in marzo 2026, periodo in cui il petrolio beneficiava del picco delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, ha prodotto un ritracciamento complessivo di oltre 20 USD, portando i prezzi in area 88,00–88,65 USD, zona che ha offerto supporto dinamico con il SuperTrend Up Trend attestato a 88,659.
Il rimbalzo tecnico in corso da quella soglia ha riportato le quotazioni sopra 93 USD, ma la struttura generale rimane quella di un mercato inserito in un canale discendente plurimensile, con massimi e minimi decrescenti visibili sul grafico daily. Nelle ultime sedute la price action mostra una fase di recupero con chiusure in progressivo rialzo dall'area 88–90 USD, ma senza ancora una rottura convincente delle resistenze statiche e dinamiche sovrastanti.
Le analisi tecniche sul SPOTCRUDE CFD Pepperstone evidenziano come il canale ribassista avviato dai massimi di marzo a 110–112 USD continui a esercitare pressione, con la SMA giornaliera visibile a 99,759 che agisce da resistenza dinamica significativa; finché i prezzi non recupereranno stabilmente tale livello, ogni rimbalzo rischia di rimanere nel perimetro di una reazione tecnica all'interno del trend discendente dominante, piuttosto che configurarsi come un'inversione strutturale.
Struttura di fondo: bear trend primario con rimbalzi tecnici
Su orizzonte plurimensile il PETROLIO (WTI SPOTCRUDE) rimane inserito in una fase di distribuzione e debolezza strutturale avviata dai massimi assoluti del ciclo in area 119,450 USD (visibili come riferimento sul grafico), con una progressione di massimi decrescenti che ha portato i prezzi dal picco di marzo 2026 in area 110–112 USD all'area attuale di 88–94 USD.
Il rimbalzo dai minimi di aprile 2026 in area 69,392 USD — minimo strutturale visibile sulla chart — ha prodotto una prima fase rialzista significativa fino all'area 110–112 USD, alimentata dalla riacutizzazione delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e da timori per le forniture attraverso lo Stretto di Hormuz, ma tale movimento si è dimostrato incapace di produrre nuovi massimi storici, configurandosi come un "lower high" strutturale all'interno del bear trend di lungo periodo.
In questo quadro, la fascia 88,00–88,659 USD viene confermata come area di supporto dinamico di breve-medio periodo, dove il SuperTrend Up Trend si attesta a 88,659 USD, mentre sopra 99,759 USD la SMA giornaliera continua ad agire da pivot ribassista di riferimento. I fattori macro che pesano sul petrolio includono le attese di un rallentamento della domanda globale, l'aumento della produzione da parte di alcuni membri OPEC+, l'uscita degli Emirati Arabi Uniti dall'accordo OPEC+ a partire dal 1° maggio 2026, e le prospettive di un potenziale cessate il fuoco nei principali teatri di conflitto che ridurrebbe il premio geopolitico incorporato nelle quotazioni. Finché il SuperTrend Down Trend — attualmente orientato negativamente con il livello a 110,875 USD — resterà orientato al ribasso e la SMA a 99,759 non verrà superata con chiusure daily convincenti, il quadro strutturale resterà quello di un mercato che alterna fasi di rimbalzo tecnico a riprese del trend ribassista dominante.
Nuova fascia tecnica 88,00–99,00 USD: livelli chiave SPOTCRUDE
Il recente consolidamento tra i minimi di area 88,00–88,659 USD e la resistenza in area 95–96 USD ha ridefinito la fascia tecnica di breve termine per il SPOTCRUDE CFD Pepperstone, con il baricentro delle contrattazioni che si colloca indicativamente tra 88,00 e 99,00 USD, e la parte centrale del range concentrata nell'area 92,00–96,00 USD.
Principali livelli aggiornati (SPOTCRUDE CFD Pepperstone):
Resistenza immediata 95,622–96,000 USD: area del massimo intraday odierno e cluster di prime resistenze statiche di breve; una chiusura daily robusta e confermata sopra 96,00 USD aprirebbe spazio verso la fascia 98,00–99,759 USD, dove transita la SMA giornaliera, principale discriminante tra rimbalzo tecnico e potenziale inversione del bias intermedio.
Resistenza secondaria 99,759–101,000 USD: livello della SMA daily a 99,759 e soglia psicologica tonda di 100 USD; un recupero stabile sopra quest'area, confermato da almeno due-tre chiusure daily, cambierebbe il quadro tecnico di medio periodo in senso costruttivo, aprendo spazio verso la fascia 104,00–106,00 USD dove si colloca la prossima zona di resistenza strutturale significativa.
Supporto primario 90,000–88,659 USD: area del supporto tecnico recente e del SuperTrend Up Trend a 88,659 USD; finché le chiusure rimangono sopra questa fascia, la struttura di breve rimane compatibile con un rimbalzo ancora in corso e i pullback vengono interpretati come opportunità di verifica della tenuta dinamica del supporto.
Supporto secondario 85,000–84,000 USD: fascia di supporto intermedia individuata dalle proiezioni tecniche; un cedimento di area 88,00 USD con chiusura daily confermata sotto tale soglia esporrebbe il mercato a un ritorno verso questa area, segnalando la ripresa attiva del bear trend di breve.
Supporto strutturale 80,000–78,000 USD: area che include il supporto psicologico tondo di 80 USD e le proiezioni di ritracciamento di medio periodo; la sua rottura aprirebbe un corridoio ribassista verso la fascia 75,00–72,00 USD e segnalerebbe il ritorno del WTI in prossimità dei livelli minimi del ciclo precedente.
Struttura tecnica: trend, momentum e medie mobili
La configurazione delle medie mobili sul PETROLIO (WTI SPOTCRUDE Pepperstone) descrive un mercato strutturalmente in bear trend sul medio periodo: il prezzo corrente in area 93,622 USD si colloca ancora significativamente al di sotto della SMA giornaliera a 99,759 USD, con il SuperTrend Down Trend orientato negativamente a 110,875 USD, assetto tipico di una fase in cui il momentum ribassista di fondo non è stato ancora neutralizzato nonostante il rimbalzo in corso dai minimi di area 88 USD.
Il distacco tra il prezzo corrente e la media mobile semplice daily — pari a circa 6 USD, ovvero oltre il 6% del prezzo corrente — conferma che qualsiasi allungo verso la SMA dovrà essere valutato con attenzione come potenziale test di una resistenza dinamica rilevante, prima di poter essere interpretato come segnale di cambio di bias strutturale.
Gli oscillatori di momentum fotografano una condizione di debolezza moderata: l'RSI daily si attesta a 42,80, al di sotto della sua media a 50,82 (RSI-based MA), configurazione che descrive un mercato privo di slancio rialzista strutturale, con il momentum ancorato nella metà inferiore del range neutrale. Il rimbalzo recente non ha ancora prodotto un incrocio rialzista tra RSI e la sua media, segnale che il recupero in atto è ancora da classificare come rimbalzo tecnico piuttosto che come inversione di momentum confermata. Il MACD sul grafico daily mostra segnali di possibile riduzione della pressione ribassista nel brevissimo termine, coerente con la fase di rimbalzo in corso, ma l'istogramma non ha ancora prodotto segnali di inversione convinti su scala daily.
Su time frame di breve, la permanenza dei prezzi nell'area 88–95 USD nelle ultime settimane configura una fase di base potenzialmente costruttiva, ma strutturalmente ancora subordinata al test della resistenza chiave della SMA a 99,759 USD: solo al di sopra di tale livello il quadro tecnico cambierebbe in modo significativo, mentre sotto 88,659 USD la narrativa dominante tornerebbe quella di un mercato in piena fase di discesa verso i supporti successivi in area 85–80 USD.
Scenari di reazione dei prezzi sulla fascia 88,00–99,00 USD
Se nelle prossime settimane le tensioni geopolitiche in Medio Oriente dovessero mantenersi elevate, con rischi concreti per le forniture attraverso lo Stretto di Hormuz, e se i dati sulla domanda globale di petrolio dovessero segnalare una tenuta migliore delle attese — in particolare dalla Cina e dall'Asia emergente — il PETROLIO (WTI SPOTCRUDE Pepperstone) ha spazio per consolidare sopra 90,00–91,00 USD e tentare un recupero verso la resistenza chiave della SMA a 99,759 USD, con possibili estensioni verso 101,00–104,00 USD in caso di break confermato su quella soglia e di un incremento della domanda di risk-on sulle materie prime energetiche.
Se invece le tensioni geopolitiche dovessero allentarsi, portando a una riduzione del premio di rischio incorporato nei prezzi, o se le prossime letture sui dati di scorte USA (EIA Weekly Petroleum Status Report) segnalassero un accumulo superiore alle attese, la pressione ribassista potrebbe riprendere il sopravvento, con un primo test del supporto dinamico del SuperTrend Up a 88,659 USD e, in caso di rottura, un'estensione verso 85,00–84,00 USD. Solo una discesa stabile e confermata in chiusura daily sotto 85,00 USD riaprirebbe il rischio di un ritorno verso la fascia strutturale 80,00–78,00 USD, area in cui diversi desk collocherebbero i principali obiettivi di un nuovo swing ribassista.
In questa fase, la fascia 88,00–99,00 USD sul SPOTCRUDE CFD Pepperstone rappresenta il pivot operativo del mercato energetico di breve termine: la capacità dei prezzi di recuperare e mantenersi in chiusura sopra la SMA daily a 99,759 USD sarà il segnale tecnico discriminante per distinguere tra un'inversione intermedia strutturalmente valida verso 104,00–110,00 USD e una prosecuzione del bear trend dominante verso 85,00–80,00 USD, con normalizzazione ulteriore del momentum e dell'RSI dopo la fase di rimbalzo tecnico dai minimi strutturali di aprile in area 69,392 USD
Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
EUR/USD: breakout 1.1620 o ritorno a resistenza di 1.1855?Contesto attuale: dove siamo ora
A fine maggio 2026, EUR/USD si muove in una fase di consolidamento nella parte centrale-bassa del range recente, dopo aver lasciato alle spalle il rimbalzo primaverile e aver perso slancio sotto l’area 1.18.
EUR/USD resta quindi in equilibrio fragile: il supporto psicologico e tecnico di area 1.1620 è oggi il livello discriminante nel brevissimo termine, mentre la fascia 1.1835–1.1855 continua a rappresentare la prima barriera credibile per un eventuale recupero del trend.
I supporti tecnici in area 1.1667–1.1681 restano osservati dal mercato, ma il vero spartiacque operativo è 1.1620: una tenuta di quest’area confermerebbe un consolidamento ordinato, mentre una rottura confermata aumenterebbe il rischio di estensioni correttive verso livelli inferiori.
Dal punto di vista grafico, il CFD EUR/USD di Pepperstone nel breve termine resta coerente con una struttura ancora impostata al rialzo di fondo, ma decisamente più selettiva e meno impulsiva rispetto alla fase di massima forza di aprile. In questo scenario, i breakout richiedono conferme più solide in termini di chiusure daily, mentre i ritracciamenti verso supporti tecnici continuano a offrire aree di interesse finché 1.1620 regge.
Struttura di fondo: bull trend ancora intatto
La lettura macro-tecnica di maggio 2026 continua a inquadrare EUR/USD all’interno di un trend rialzista di medio periodo ancora valido, ma con una dinamica meno lineare rispetto alle settimane precedenti. Il mantenimento dei prezzi sopra le medie mobili di riferimento, insieme alla sequenza di minimi crescenti costruita dal minimo di marzo, conferma che l’impianto di fondo non è compromesso.
Tuttavia, la recente debolezza del cambio intorno a 1.1620 segnala che il mercato sta entrando in una fase di prova della tenuta del trend, più che in un’espansione direzionale pulita.
Questo allineamento dinamico suggerisce che eventuali fasi correttive siano, al momento, da interpretare come movimenti fisiologici all’interno di un trend primario ancora positivo, piuttosto che come segnali di inversione. L’ultimo impulso direzionale significativo resta ancorato al minimo di marzo in area 1.14, da cui il cambio ha costruito la progressione verso la parte alta del range primaverile.
In questa prospettiva, l’area 1.1410–1.1450 rimane il riferimento strutturale di medio-lungo respiro, cioè la zona oltre la quale verrebbe realmente messo in discussione l’impianto rialzista.
Al contrario, discese sotto 1.1620 segnalerebbero una normalizzazione più profonda del trend, con possibile passaggio da semplice consolidamento a correzione più articolata.
Nuova fascia 1.1620–1.2260: livelli EUR/USD
Rispetto alla precedente area di lavoro, il range operativo resta proiettato verso l’alto, ma la fascia immediata di gestione si è compressa attorno al supporto 1.1620 e alla resistenza 1.1855.
All’interno di questo intervallo, il baricentro di breve periodo si colloca tra 1.1660 e 1.1760, zona in cui si concentrano le decisioni direzionali più rilevanti nell’attuale fase di mercato. La lettura è quindi quella di un trend rialzista non rotto, ma temporaneamente rallentato dalla forza del dollaro e dall’assenza di un driver immediato capace di riaccelerare i prezzi.
Principali livelli aggiornati per EUR/USD (CFD Pepperstone su TradingView):
• Resistenza immediata 1.1835–1.1855: prima area critica di offerta; il mercato è chiamato a dimostrare capacità di breakout con chiusure convincenti per riattivare il momentum rialzista.
• Resistenza secondaria 1.2040: target naturale in caso di superamento della prima fascia resistiva, coerente con una prosecuzione ordinata del trend.
• Resistenza estesa 1.2130–1.2260: area di proiezione più ambiziosa, compatibile con uno scenario di ulteriore indebolimento del dollaro e con una fase macro più favorevole all’euro.
• Supporto primario 1.1667–1.1681: zona tecnica di breve periodo da monitorare con attenzione, utile come primo livello di reazione in caso di rimbalzi intraday.
• Supporto chiave 1.1620: vero pivot di medio termine; una chiusura daily sotto questo livello aprirebbe spazio a estensioni correttive verso 1.1535–1.1510 e successivamente 1.1450–1.1410, area di struttura principale.
Dal punto di vista del momentum, il quadro resta coerente con una struttura rialzista ma priva di eccessi: non si osservano segnali di deterioramento strutturale, ma allo stesso tempo manca un’accelerazione tale da indicare una fase di espansione impulsiva. La lettura più equilibrata resta quindi quella di un bull trend ancora intatto, con momentum in fase di consolidamento, condizione che tende a favorire operatività più selettive e meno direzionali nel brevissimo termine.
Scenari di reazione dei prezzi
In un contesto macro ancora guidato dalla divergenza tra una BCE percepita come più vicina a nuovi rialzi e un dollaro che nelle ultime sedute ha recuperato forza, EUR/USD potrebbe continuare a costruire base sopra l’area 1.1620, mantenendo intatta la struttura rialzista e preparando un nuovo attacco alla fascia 1.1835–1.1855. Il superamento di quest’ultima aprirebbe spazio a estensioni verso 1.2040, in linea con una prosecuzione ordinata del trend di medio periodo.
Al contrario, un ritorno di forza del dollaro o un peggioramento del sentiment sul rischio potrebbe innescare una fase correttiva più ampia. In questo caso, il primo livello di verifica si colloca in area 1.1667–1.1681, con possibile estensione verso il supporto chiave a 1.1620; una rottura confermata di quest’ultimo livello aumenterebbe la probabilità di un movimento più profondo verso 1.1535–1.1510 e successivamente verso l’area strutturale 1.1450–1.1410. Nel complesso, EUR/USD continua a muoversi all’interno di una struttura rialzista di fondo, ma la fascia 1.1620–1.1855 rappresenta oggi il vero equilibrio di mercato: al di sopra prevalgono dinamiche di prosecuzione del trend, mentre al di sotto aumenta sensibilmente il rischio di una correzione più estesa e strutturata.
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Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
EUR/USD: breakout 1.1620 o ritorno a resistenza di 1.1855?Contesto attuale: dove siamo ora
A metà maggio 2026, EUR/USD si muove all’interno di una fascia di consolidamento elevata successiva al rimbalzo primaverile, evidenziando una fase di pausa fisiologica dopo l’impulso direzionale precedente.
I supporti tecnici in area 1.1667–1.1681 hanno finora contenuto efficacemente le pressioni ribassiste, confermando la presenza di domanda su eventuali ritracciamenti. Il cambio continua inoltre a stazionare al di sopra delle principali medie mobili, rafforzando la lettura di un trend di fondo ancora orientato al rialzo.
Dal punto di vista grafico, il CFD EUR/USD di Pepperstone nel breve termine rimane coerente con una struttura rialzista non ancora compromessa dai minimi di marzo, ma entrata in una fase più matura e selettiva.
In questo scenario, i breakout richiedono conferme più solide in termini di volumi e chiusure, mentre i ritracciamenti continuano a rappresentare opportunità di acquisto fintanto che l’area compresa tra 1.1620 e 1.1680 mantiene la propria integrità tecnica.
b]Struttura di fondo: bull trend ancora intatto
La lettura macro-tecnica di maggio 2026 continua a inquadrare EUR/USD all’interno di un trend rialzista di medio periodo ben definito. Il mantenimento dei prezzi sopra le medie mobili a 20, 50 e 200 giorni, unito al crossover rialzista tra le medie di breve e medio termine, conferma una struttura solida.
Questo allineamento dinamico suggerisce che eventuali fasi correttive siano, al momento, da interpretare come movimenti fisiologici all’interno di un trend primario positivo, piuttosto che segnali di inversione.
L’ultimo impulso direzionale significativo ha avuto origine dal minimo del 13 marzo 2026 in area 1.1411, da cui il cambio ha costruito una progressione ordinata verso la parte alta del range.
In questa prospettiva, l’area compresa tra 1.1410 e 1.1450 rappresenta il riferimento strutturale di lungo respiro, ovvero il livello oltre il quale verrebbe messo in discussione l’intero impianto rialzista.
Al contrario, discese sotto 1.1620 segnalerebbero una fase di normalizzazione più profonda del trend, con un possibile passaggio da semplice consolidamento a correzione più articolata.
Nuova fascia 1.1620–1.2260: livelli EUR/USD
Rispetto alla precedente area di lavoro, il range operativo si è progressivamente spostato verso l’alto, definendo una nuova fascia compresa tra 1.1620 e 1.2260.
All’interno di questo intervallo, il baricentro di breve periodo si colloca tra 1.1700 e 1.1855, zona in cui si concentra la maggior parte degli scambi recenti e delle decisioni direzionali.
Principali livelli aggiornati per EUR/USD (CFD Pepperstone su TradingView):
• Resistenza immediata 1.1835–1.1855: prima area critica di offerta; il mercato è chiamato a dimostrare capacità di breakout con chiusure convincenti per riattivare momentum rialzista.
• Resistenza secondaria 1.2040: target naturale in caso di superamento della prima fascia resistiva, coerente con una prosecuzione ordinata del trend.
• Resistenza estesa 1.2130–1.2260: area di proiezione più ambiziosa, compatibile con uno scenario di ulteriore indebolimento del dollaro e conferme macro favorevoli all’euro.
• Supporto primario 1.1667–1.1681: zona tecnica rafforzata dalla presenza della media mobile a 200 giorni e da precedenti massimi relativi, ora convertiti in supporto dinamico.
• Supporto chiave 1.1620: vero pivot di medio termine; una chiusura daily inferiore a questo livello aprirebbe spazio a estensioni correttive verso 1.1535–1.1510 e successivamente 1.1450–1.1410, area di struttura principale.
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Dal punto di vista del momentum, il quadro resta coerente con una struttura rialzista ma priva di eccessi: non si osservano segnali di deterioramento strutturale, ma allo stesso tempo manca un’accelerazione tale da indicare una fase di espansione impulsiva. La lettura più equilibrata resta quindi quella di un “bull trend ancora intatto, con momentum in fase di consolidamento”, condizione che tende a favorire operatività più selettive e meno direzionali nel brevissimo termine.
Scenari di reazione dei prezzi
In un contesto macro ancora favorevole al rischio e con un dollaro in progressiva perdita di forza relativa, EUR/USD potrebbe continuare a costruire base sopra l’area 1.1620, mantenendo intatta la struttura rialzista e preparando un nuovo attacco alla fascia 1.1835–1.1855; il superamento di quest’ultima aprirebbe spazio a estensioni verso 1.2040, in linea con la prosecuzione del trend di medio periodo.
Al contrario, un ritorno di forza del dollaro o un deterioramento del quadro macro relativo tra Stati Uniti ed eurozona potrebbe innescare una fase correttiva più ampia. In questo caso, il primo livello di verifica si colloca in area 1.1667–1.1681, con possibile estensione verso il supporto chiave a 1.1620; una rottura confermata di quest’ultimo livello aumenterebbe la probabilità di un movimento più profondo verso 1.1535–1.1510 e successivamente verso l’area strutturale 1.1450–1.1410.
Nel complesso, EUR/USD continua a muoversi all’interno di una struttura rialzista di fondo, ma la fascia 1.1620–1.1855 rappresenta attualmente il vero equilibrio di mercato: al di sopra prevalgono dinamiche di prosecuzione del trend, mentre al di sotto aumenta sensibilmente il rischio di una correzione più estesa e strutturata.
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Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
NASDAQ consolida a 28.500 - 29.700, momentum in normalizzazioneContesto attuale: dove siamo ora
A metà maggio 2026 il Nasdaq 100 viaggia in area 29.000–29.100 punti, dopo aver segnato il 16 maggio un massimo storico assoluto a 29.705,4 e una chiusura in progressivo riavvicinamento a quella soglia, con la seduta odierna del 19 maggio che apre a 29.031,2 e segna un massimo intraday a 29.119,3.
L'intero movimento partito dai minimi di inizio aprile in area 23.767–24.000 ha quindi prodotto un'estensione di oltre 5.700–5.900 punti in circa sei settimane, configurando una delle fasi di "melt‑up" più rapide e marcate degli ultimi anni sul comparto tech USA.
Nelle ultime sedute la price action mostra una fase di consolidamento sopra 28.800–29.000, con brevi fasi di pullback intraday ma chiusure giornaliere sistematicamente sopra 28.900–29.000, segnale di prese di profitto ancora ordinate e di domanda attiva sui ritracciamenti di breve.
Le analisi tecniche sul NAS100 CFD Pepperstone evidenziano come il canale ascendente avviato dai minimi del 7 aprile a 23.767 continui a reggere, con massimi e minimi crescenti che confermano la pressione rialzista, sostenuta dai risultati trimestrali tech largamente superiori alle attese e dal graduale miglioramento del sentiment macro globale.
I precedenti massimi storici in area 27.700–28.000, superati tra fine aprile e inizio maggio, sono ormai strutturalmente alle spalle e agiscono come primo supporto dinamico di medio periodo, mentre sopra 29.000 l'indice si muove in piena fase di price discovery rialzista, con il massimo storico aggiornato a 29.705,4 come riferimento assoluto di breve termine.
Struttura di fondo: bull trend esteso ma vivo
Su orizzonte plurimensile il Nasdaq 100 rimane inserito in un bull trend di medio‑lungo periodo, riattivato dalla correzione di febbraio–marzo e dalla successiva ripartenza dai minimi di inizio aprile in area 23.767–24.000, che hanno segnato l'ultimo importante "higher low" del movimento strutturale.
Il rimbalzo di aprile ha rotto al rialzo il canale correttivo che conteneva il movimento discendente da febbraio a fine marzo, riportando i prezzi sopra tutte le resistenze statiche intermedie a 25.000, 26.000, 27.000 e 28.000, fino alla progressione attuale verso l'area 29.000–29.700 e al nuovo massimo storico a 29.705,4.
Le analisi macro e settoriali continuano a sottolineare il ruolo centrale dell'AI e della crescita degli utili delle big tech nel sostenere il premio di valutazione del Nasdaq 100 rispetto all'S&P 500, con diverse case che per il biennio 2026–2027 stimano ancora una crescita degli utili superiore per il comparto tech rispetto al mercato USA nel suo complesso.
In questo quadro, la fascia 23.500–24.000 viene confermata come area di accumulazione completata, mentre sopra 27.000 il focus degli strategist resta più sulla sostenibilità delle valutazioni e sull'eventuale compressione dei multipli che non sulla tenuta del trend strutturale.
Finché le medie mobili lente restano orientate positivamente — con la SMA a 200 giorni visibile in area 26.000 sul grafico daily e il SuperTrend Up attestato a 28.133,6 — e i supporti strutturali di medio periodo sopra 24.000–25.000 vengono difesi, anche correzioni violente sarebbero inquadrate come movimenti "in trend" all'interno di un bull market pluriennale, non come un'inversione definitiva.
Nuova fascia 28.500–30.500: livelli NASDAQ
Rispetto alla precedente fascia 28.000–30.000, il nuovo massimo storico a 29.705,4 ha spostato ulteriormente verso l'alto il baricentro del trading range: oggi il nuovo "laboratorio" di contrattazione tra compratori e venditori sul Nasdaq (CFD Pepperstone NAS100) si colloca indicativamente tra 28.500 e 30.500 punti, con la parte centrale del range concentrata nell'area 29.000–29.700.
Principali livelli aggiornati (NAS100 CFD Pepperstone):
• Resistenza immediata 29.291–29.705 punti: area del POC superiore a 29.291 e del massimo storico assoluto a 29.705,4; una chiusura daily robusta e confermata sopra 29.700 aprirebbe spazio verso la fascia psicologica 30.000–30.200, in piena price discovery rialzista senza resistenze statiche di riferimento.
• Resistenza secondaria 30.000–30.500 punti: soglia psicologica tonda e cluster di prime proiezioni Fibonacci dell'impulso partito dai minimi di aprile; diversi outlook la indicano come possibile terminale dell'attuale onda rialzista minore nel caso di ulteriore "overshooting" del sentiment risk‑on.
• Supporto primario 28.800–28.581 punti: area del minimo intraday odierno a 28.817 e della SMA giornaliera rilevata a 28.581,1; finché le chiusure rimangono sopra questa fascia, la struttura resta coerente con una "bullish acceleration" e i pullback vengono interpretati come occasioni di ingresso long.
• Supporto secondario 28.133–27.800 punti: livello del SuperTrend Up a 28.133,6 e area dei precedenti massimi storici pre-aprile; un ritorno tecnico su quest'area, se accompagnato da volumi non distributivi, sarebbe compatibile con un normale riassorbimento dell'extra-performance post massimo storico.
• Supporto strutturale 27.000–26.500 punti: fascia che include i livelli di breakout di fine aprile e i pivot tecnici intermedi; la sua rottura aprirebbe il corridoio 26.000–25.500 e segnalerebbe l'esaurimento dell'onda rialzista in essere, con rischio di ritorno verso il vecchio range 25.000–24.500.
Struttura tecnica: trend, momentum e medie mobili
La configurazione delle medie mobili sul NAS100 CFD Pepperstone rimane marcatamente rialzista: il prezzo continua a muoversi sopra le medie a 20, 50 e 200 giorni, con la SMA giornaliera visibile in area 28.581,1 e il SuperTrend Up orientato positivamente a 28.133,6, assetto tipico di una fase di trend forte e strutturalmente intatta.
Il distacco tra prezzo corrente (area 29.000–29.100) e la media lenta a 200 giorni, situata diversi punti più in basso in area 26.000, descrive un trend di tipo "power up" ma allo stesso tempo esposto al rischio di ritracciamenti rapidi verso le aree di equilibrio dinamico qualora dovesse venire meno la pressione degli acquirenti istituzionali.
Gli oscillatori di momentum confermano una condizione di ipercomprato moderato‑avanzato: l'RSI daily si attesta oggi a 68,05, in leggero rientro rispetto ai picchi di 75–78 segnati nelle sedute più esaltate di maggio, e il movimento è coerente con una fase di rallentamento dell'accelerazione più che con un'inversione già in atto, con il MACD che resta positivo ma con istogramma in progressiva riduzione.
Su time frame orario, la permanenza dei prezzi nella parte alta del canale 28.800–29.300 produce fasi di consolidamento laterale utili a scaricare solo parzialmente l'eccesso di momentum, mantenendo una struttura coerente con un'onda impulsiva ancora attiva finché i pullback si fermano sopra 28.581–28.133.
In questa mappa tecnica, sopra 29.705 il mercato entrerebbe in una nuova zona di price discovery rialzista verso 30.000–30.500, mentre l'area 28.800–28.133 rappresenta il primo "cuscinetto" di supporto post-massimo storico.
Solo una rottura decisa e confermata in chiusura daily sotto 27.000–26.500 metterebbe davvero in discussione la narrativa dominante di "bull trend esteso ma intatto", aprendo spazio a un repricing più profondo del rischio tech verso 26.000–25.500.
Scenari di reazione dei prezzi sulla fascia 28.500–30.500
Se nelle prossime settimane non dovessero emergere nuovi shock sul fronte geopolitico o sui dazi commerciali, e le big tech continueranno a consegnare utili complessivamente in linea o superiori alle attese, il Nasdaq (NAS100 CFD Pepperstone) ha spazio per mantenersi sopra 28.800–28.581 e attaccare nuovamente i massimi storici in area 29.700, con possibili estensioni verso 30.000–30.500 in caso di ulteriore compressione del premio per il rischio e mantenimento del sentiment risk-on.
·Se invece dovessero riacutizzarsi tensioni geopolitiche o commerciali con impatto sulle condizioni finanziarie globali, oppure se dalle prossime letture macro USA arrivassero segnali di deterioramento più marcato del previsto, il premio di valutazione accumulato dall'indice potrebbe iniziare a rientrare con un ritracciamento iniziale verso 28.800–28.133, per poi estendersi in caso di correzione più ampia verso 27.800–27.000, dove si concentrano i principali supporti statici e dinamici di breve-medio periodo.
Solo una discesa stabile sotto 26.500–26.000 comprometterebbe la struttura dell'impulso di aprile e aprirebbe spazio a una revisione ribassista più profonda verso 25.500–25.000, area in cui diversi desk collocherebbero obiettivi di profit-taking per strategie short costruite sopra 27.500–28.000.
In questa fase, la fascia 28.500–30.500 sul Nasdaq (CFD Pepperstone NAS100) rappresenta il nuovo pivot operativo del mercato tech USA: la capacità dei prezzi di restare in chiusura sopra 28.800–28.581 sarà il segnale chiave per distinguere tra un'estensione impulsiva del bull trend verso il target psicologico di 30.000–30.500 e un rientro più profondo verso il range 28.133–27.000, con normalizzazione del momentum e del RSI dopo il "massive run-up" dal minimo di aprile a 23.767.
Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
NVIDIA oltre 220: consolida post-massimo o setup per 240?Contesto attuale: dove siamo ora
A metà maggio 2026 Nvidia (NVDA) viaggia in area 220–222 dollari, dopo aver segnato un massimo storico aggiornato a 236,54 nella prima settimana di maggio e con la seduta odierna del 19 maggio che apre a 229,87, tocca un massimo intraday a 230,00 e ritraccia verso area 222, con il premarket già in ulteriore calo a 220,82.
L'intero movimento partito dai minimi di inizio aprile in area 164,27 ha quindi prodotto un'estensione di oltre 72 punti in circa sei settimane, pari a un rialzo di oltre il 44%, configurando una delle fasi di recupero più rapide e verticali degli ultimi anni sul titolo, trainata dalla stagione degli utili AI e dal re-rating multiplo del comparto semiconduttori.
Nelle ultime sedute la price action mostra una fase di distribuzione tecnica sotto i massimi storici a 236,54: dopo il picco di inizio maggio, il titolo ha avviato una correzione ordinata con chiusure giornaliere progressivamente più basse, che portano oggi l'area 220–222 come primo banco di prova della tenuta del trend rialzista.
Le analisi tecniche su NVDA evidenziano come il canale ascendente avviato dai minimi di aprile continui formalmente a reggere nella sua struttura di fondo, con il SuperTrend Up ancora positivo a 210,20, ma con la price action che negli ultimi giorni descrive un classico pattern di "shooting star" sotto i massimi storici, segnale di pressione ribassista in crescita nel breve.
I precedenti livelli di resistenza in area 200–212, superati tra fine aprile e inizio maggio, sono ormai strutturalmente alle spalle e lavorano come supporto dinamico di medio periodo, mentre la fascia 220–222 rappresenta il primo test tecnico significativo di questa fase correttiva post-massimo.
Struttura di fondo: bull trend strutturale intatto, correzione di breve in corso
Su orizzonte plurimensile Nvidia rimane inserita in un bull trend di medio-lungo periodo, riattivato dalla correzione di febbraio–marzo e dalla successiva ripartenza dai minimi di inizio aprile in area 164,27, che hanno segnato l'ultimo importante "higher low" del ciclo rialzista di lungo periodo.
Il rimbalzo di aprile ha rotto al rialzo il canale correttivo che conteneva il movimento discendente da gennaio a fine marzo, riportando il titolo sopra tutte le resistenze intermedie a 175, 185, 200 e 212, fino al nuovo massimo storico a 236,54 segnato in apertura di maggio.
Le analisi macro e settoriali continuano a sottolineare il ruolo centrale di Nvidia nell'ecosistema AI globale: la domanda strutturale per chip H100, H200 e la nuova architettura Blackwell rimane il principale driver di crescita degli utili per il biennio 2026–2027, con stime di consensus che continuano a essere riviste al rialzo dopo ogni trimestrale.
In questo quadro, la fascia 164–175 viene confermata come area di accumulazione completata, mentre sopra 195–200 il focus degli analisti resta più sulla sostenibilità dei multipli — con il P/E forward che resta elevato — che non sulla tenuta del trend strutturale del titolo.
Finché il SuperTrend Up a 210,20 e i supporti strutturali di medio periodo sopra 195–200 vengono difesi nelle chiusure settimanali, anche correzioni violente sotto 220 sarebbero inquadrate come movimenti "in trend" all'interno di un bull market strutturale, non come segnali di inversione definitiva.
Nuova fascia di prezzo 210–240: mappa dei livelli chiave NVDA
Rispetto alla precedente fascia 185–220, il nuovo massimo storico a 236,54 e la successiva correzione tecnica hanno spostato e definito con maggiore precisione il nuovo trading range operativo: oggi il "laboratorio" di contrattazione tra compratori e venditori su NVDA si colloca indicativamente tra 210 e 240 dollari, con la parte centrale del range concentrata nell'area 218–228.
Principali livelli aggiornati (NVDA, cash NASDAQ):
• Resistenza immediata 228–230 dollari: area del massimo intraday odierno a 230,00 e del precedente supporto dinamico di breve; un recupero deciso sopra questa soglia con chiusura daily confermata riporterebbe il titolo in traiettoria verso i massimi storici a 236,54.
• Resistenza primaria 234–236,54 dollari: area del massimo storico assoluto a 236,54; una chiusura daily robusta e confermata sopra 236,54 aprirebbe spazio verso la fascia 240–245, in piena price discovery rialzista senza resistenze statiche di riferimento rilevanti.
• Resistenza secondaria 240–245 dollari: soglia psicologica tonda e cluster di prime proiezioni Fibonacci dell'impulso partito dai minimi di aprile; diversi outlook la indicano come possibile terminale dell'attuale onda rialzista minore nel caso di ulteriore accelerazione del sentiment AI risk-on.
• Supporto primario 220–218 dollari: area del prezzo corrente, del minimo intraday odierno a 218,37 e del premarket a 220,82; finché le chiusure rimangono sopra questa fascia, la correzione è inquadrabile come un normale pullback tecnico all'interno del trend rialzista, con possibili ingressi long tattici.
• Supporto secondario 212–210 dollari: area del SuperTrend Up a 210,20 e dei precedenti massimi statici di fine aprile; un ritorno su quest'area, se accompagnato da volumi non distributivi e da candele di assorbimento, sarebbe compatibile con un normale riassorbimento dell'extra-performance post massimo storico.
• Supporto strutturale 200–195 dollari: fascia che include i livelli di breakout di inizio maggio e i pivot tecnici di medio periodo; la sua rottura in chiusura daily segnalerebbe l'esaurimento dell'impulso rialzista di aprile e aprirebbe spazio verso 185–180, con rischio di revisione del quadro di medio periodo.
Struttura tecnica: SuperTrend Up intatto, RSI in rientro ordinato dai picchi
La configurazione tecnica di NVDA rimane impostata positivamente nella struttura di fondo: il SuperTrend Up si mantiene a 210,20, confermando che il trend primario è ancora rialzista e che la correzione in corso si muove all'interno di un contesto tecnico non ancora compromesso.
Il distacco tra prezzo corrente (area 220–222) e il SuperTrend Up a 210,20 lascia un buffer di circa 10–12 dollari, sufficiente a contenere un'ulteriore gamba correttiva senza che la struttura tecnica di fondo venga messa in discussione in modo immediato.
Gli oscillatori di momentum confermano una fase di rientro ordinato dall'ipercomprato: l'RSI daily si attesta oggi a 63,59, in calo significativo rispetto ai picchi di 75–80 segnati nella prima settimana di maggio al momento del massimo storico a 236,54, con la curva RSI ancora sopra la soglia neutrale di 50 — segnale che il trend di fondo rimane positivo ma che il momentum sta rallentando la sua accelerazione in modo fisiologico.
Su time frame orario, il ritracciamento dal massimo a 236,54 verso l'area 218–222 configura una correzione del 6–7% dal picco, dimensionalmente coerente con i normali pullback tecnici osservati sui precedenti swing del titolo, e tecnicamente compatibile con una fase di "healthy correction" che prepara la base per un eventuale nuovo tentativo di breakout.
In questa mappa tecnica, sopra 228–230 il titolo tornerebbe in zona di attacco ai massimi storici verso 234–236,54, mentre l'area 220–210 rappresenta il primo "cuscinetto" di supporto post-massimo storico da difendere nelle chiusure giornaliere.
Solo una rottura decisa e confermata in chiusura daily sotto 200–195 metterebbe davvero in discussione la narrativa dominante di "bull trend AI intatto", aprendo spazio a un repricing più profondo verso 185–180 con revisione delle stime di consensus.
Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
Natural Gas: rimbalzo tecnico o inversione in costruzione?Contesto attuale: dove siamo ora
A metà maggio 2026 il Natural Gas (Spot) sul CFD Pepperstone quota in area 2,776 USD/MMBtu, in calo dello 0,72% nella sessione odierna dopo aver toccato un massimo giornaliero a 2,829 e un minimo a 2,766.
Il quadro recente racconta una storia di forte correzione: dai massimi segnati in area 3,070 USD, il mercato ha perso progressivamente terreno fino al minimo strutturale di 2,452 USD, costruendo un movimento discendente prolungato che ha ridisegnato completamente la mappa tecnica di breve periodo.
Dal minimo di 2,452 è partito un rimbalzo ordinato che ha riportato i prezzi nell'area attuale di 2,776, con il mercato che ora si trova a testare una zona di transizione delicata: sopra il supporto SuperTrend dinamico in area 2,450 ma ancora sotto il SuperTrend ribassista a 2,823, che funge da resistenza dinamica chiave.
Nelle ultime sedute la price action mostra tentativi di allungo contenuti e chiusure che faticano ad avvicinarsi alla resistenza dinamica, con l'RSI in area 57,66 che segnala momentum positivo ma non ancora in fase di accelerazione. Il quadro di breve è in miglioramento ma non ancora definitivamente ribaltato.
Struttura di fondo: downtrend corretto ma SuperTrend ancora ribassista
Su orizzonte di medio periodo il Natural Gas ha vissuto una fase di netta debolezza dopo i massimi in area 3,070, con un'onda discendente che ha impiegato diverse settimane per esaurirsi sul minimo di 2,452. Questo minimo rappresenta ora il pivot strutturale più importante: finché viene difeso, l'ipotesi di un'inversione di fondo resta sul tavolo; una sua perdita, al contrario, riaprirebbe spazio verso aree di prezzo significativamente più basse.
Il segnale tecnico più importante in questa fase è la presenza del SuperTrend ancora orientato al ribasso con livello dinamico a 2,823: questo indicatore descrive un mercato che non ha ancora completato la transizione da bear a bull trend. Il rimbalzo in corso è reale e tecnicamente coerente, ma finché il prezzo non chiude in modo convincente e continuativo sopra 2,823, il bias di medio periodo resta neutro-negativo.
L'RSI a 57,66 è un dato incoraggiante: non siamo in ipercomprato, il momentum è in costruzione progressiva e lascia spazio per ulteriori allunghi senza segnali di esaurimento immediato.
Fascia operativa 2,45–2,95: livelli NATGAS CFD Pepperstone
Il nuovo baricentro operativo del mercato sul WTI/NATGAS CFD Pepperstone si colloca indicativamente tra 2,45 e 2,95 USD/MMBtu, con area centrale di oscillazione concentrata tra 2,70 e 2,83. Questa fascia identifica il laboratorio di contrattazione attuale, dove si deciderà se il rimbalzo dal minimo diventerà inversione o semplice correzione tecnica di un downtrend ancora attivo.
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