Nasdaq 100: bull trend? Correzione tra 28.700 e 30.700.Quadro generale: Nasdaq 100 tra consolidamento e perdita temporanea dei 29.000
Alla seduta odierna, il CFD NAS100 Pepperstone (US 100 Cash CFD) quota 28.987,9 punti, in rialzo dell’1,38% giornaliero, con un range intraday che va da un minimo a 28.516,8 fino a un massimo a 28.996,2.
Nelle ultime settimane il listino si è mosso soprattutto tra 28.700 e 30.700 punti, con più tentativi di consolidamento sopra la soglia psicologica dei 30.000 seguiti da prese di profitto che hanno riportato i prezzi fin sotto i 29.000.
Il massimo a 52 settimane resta collocato in area 30.700–30.800 punti, mentre i minimi di periodo rimangono ampiamente sopra la fascia 22.500–23.000, a conferma del forte recupero dai minimi del 2025 e della struttura di lungo termine ancora predominante rialzista.
Il ritracciamento sotto quota 30.000 e, più recentemente, sotto 29.300, si configura quindi come una correzione più profonda rispetto al semplice pullback iniziale, ma ancora inserita in un contesto di bull trend di fondo.
Sul cash index, il Nasdaq 100 si mantiene su livelli vicini, con una dinamica coerente con il CFD NAS100 Pepperstone, che replica in modo sostanziale il sottostante, pur con lieve scostamento dovuto agli orari di negoziazione e alla componente futures.
Da inizio anno la performance resta robusta su base annua, con un progresso ancora a doppia cifra e una struttura di lungo periodo che rimane positiva finché vengono rispettati i principali supporti strutturali.
Nuova fascia operativa: 28.700–30.700 punti
La precedente area di equilibrio tra 27.000 e 29.000 punti ha fatto da base al breakout sopra 29.500 e al successivo tentativo di consolidamento oltre 30.000; la correzione recente ha però spostato il baricentro operativo.
Oggi il range più rilevante per il Nasdaq 100, e per il CFD NAS100, è tra 28.700 e 30.700 punti, con 28.700–28.900 come primo supporto dinamico e 30.700–30.800 come resistenza chiave coincidente con i massimi a 52 settimane.
Dentro questa fascia il mercato sta ridisegnando il confine tra semplice presa di profitto e possibile distribuzione più ampia: finché le chiusure giornaliere restano sopra 28.700–28.500, il quadro rimane coerente con un bull trend in correzione; solo una rottura netta e confermata sotto quest’area aprirebbe spazio a una correzione di grado superiore verso 27.500–26.000.
Principali livelli attuali Nasdaq 100 / CFD Pepperstone NAS100
• Resistenza primaria 30.700–30.800 punti: coincide con il massimo storico a 52 settimane e con l’ultimo picco significativo prima dell’attuale fase correttiva; rappresenta la soglia tecnica e psicologica da superare per riaprire una fase di price discovery verso nuovi massimi. Una chiusura daily sopra 30.700 con volumi in aumento costituirebbe un segnale forte di ripresa del momentum rialzista e di continuazione del trend tech.
• Resistenza estesa 31.000–31.200 punti: deriva da proiezioni Fibonacci sull’impulso partito dai minimi 2025–2026 e dalla parte alta di un canale ascendente di lungo periodo visibile sull’indice e sui futures E‑mini Nasdaq. Il raggiungimento di quest’area sarebbe coerente con uno scenario di “blow‑off” sulla componente growth/tech, ma, in assenza di eccessi, può rappresentare un naturale target del trend una volta recuperata l’area 30.700–30.800.
• Supporto pivot 30.200–30.000 punti: è la fascia che ha agito da pivot nelle sedute di fine giugno e inizio luglio, diventando resistenza dopo la rottura e ora riferimento intermedio per il recupero. Un ritorno stabile sopra 30.200–30.300 riporterebbe il quadro in configurazione di bullish consolidation, mentre chiusure ripetute sotto 30.000 manterrebbero questa fascia come cap di breve per il Nasdaq.
• Supporto di breve 29.300–29.000 punti: rappresenta l’area di pullback tecnico iniziale, già violata nella correzione recente; oggi lavora più come zona di resistenza intermedia e di congestione che come vero supporto. Solo un recupero consolidato sopra 29.300–29.500 restituirebbe a questa fascia il ruolo di base del movimento.
• Supporto dinamico 28.700–28.900 punti: è il primo livello di difesa attuale, in corrispondenza dei minimi giornalieri più recenti e del baricentro del rimbalzo in atto; un rientro controllato su questa fascia, senza incremento significativo dei volumi in vendita, è coerente con un consolidamento fisiologico dopo l’estensione rialzista degli scorsi mesi.
• Supporto strutturale 27.500–26.000 punti: ricavato dall’analisi dei minimi intermedi del 2025–2026 e dai cluster di prezzo sui futures E‑mini a scadenza 2026–2027, rappresenta la zona in cui verrebbe realmente messa in discussione la struttura rialzista di lungo periodo. Solo discese stabili sotto 26.000 aprirebbero spazio tecnico verso 25.000–24.000 punti, compatibili con una correzione più profonda su base macro o legata agli utili societari.
Struttura tecnica: trend, medie e momentum
Il Nasdaq 100 resta sopra la media mobile a 200 giorni visibile sul daily Pepperstone, confermando una struttura di fondo ancora positiva e coerente con un bull market di lungo periodo.
La media a 50 giorni si è progressivamente avvicinata ai prezzi attuali, segnalando un rallentamento del trend e la transizione da fase impulsiva a fase di consolidamento/correzione, ma non ancora un’inversione definita.
Sul fronte del momentum, l’RSI daily è rientrato dall’ipercomprato verso la zona neutrale, mentre il MACD mostra una spinta meno intensa rispetto alla fase impulsiva del rialzo, con possibili segnali di divergenza sul breve.
Il quadro resta quindi correttivo nel breve, inserito in un trend più ampio ancora rialzista: operativamente, il ritorno sopra 30.200–30.500 rafforzerebbe l’operatività trend-following e riaprirebbe spazio verso 30.700–30.800 e poi 31.000–31.200, mentre la permanenza sotto 29.300–29.500 mantiene vivo il rischio di estensione della correzione.
Al ribasso, la fascia 28.700–28.500 è il primo livello da monitorare come difesa di breve; solo una rottura daily sotto 27.500–26.000 metterebbe davvero in discussione il quadro di fondo, trasformando il contesto da bull market in possibile fase di distribuzione di lungo periodo.
Scenari operativi sulla fascia 28.700–30.700 (Nasdaq CFD Pepperstone NAS100)
Se nelle prossime settimane il Nasdaq 100 riuscisse a consolidare sopra 28.700–29.000 punti e a tornare stabilmente sopra 29.800–30.200, con breakout confermato dell’area 30.700–30.800 in chiusura daily, il CFD NAS100 entrerebbe in una nuova fase di price discovery verso 31.000–31.200. In questo caso, i modelli trend-following continuerebbero a leggere il mercato come fortemente rialzista, con preferenza per acquisti sui pullback verso 29.300–28.900 e lettura degli spike ribassisti come occasioni tattiche più che come segnali di inversione.
Se invece il mercato non riuscisse a riconquistare in chiusura 30.000–30.200 e restassero attive le prese di profitto nelle vicinanze di 29.300–29.800, il Nasdaq CFD Pepperstone potrebbe tornare verso 28.700–28.500 e, in caso di ulteriore peggioramento del sentiment, estendere la correzione verso 27.500–26.000. In questo scenario, il mercato entrerebbe in una fase di distribuzione tecnica vicino ai massimi, con un trading range più ampio e strategie mean-reverting e di short sulle resistenze di breve più efficaci.
Solo una discesa stabile sotto 27.500–26.000 metterebbe davvero in discussione la struttura rialzista di lungo periodo e aprirebbe spazio verso 25.000–24.000 punti. In sintesi, la fascia 28.700–30.700 rappresenta oggi la nuova trincea chiave del mercato tech USA: la riconquista e tenuta sopra 30.000–30.200 in chiusura daily rimane il segnale decisivo per distinguere un semplice pullback da una distribuzione più ampia sui massimi.
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In sintesi, il Nasdaq 100 resta inserito in un bull trend di lungo periodo, ma attraversa una fase di correzione significativa con baricentro tra 28.500 e 30.700 punti e quotazioni attuali intorno a 29.004 sul CFD NAS100 Pepperstone, con RSI daily a 43,50 in zona neutrale-debole e SMA 200 a 28.070 ancora ben al di sotto dei prezzi correnti, a conferma della struttura di fondo positiva.
Finché i prezzi rimangono sopra il supporto dinamico 28.500–28.400 — area coincidente con il livello Fibonacci 0,3 a 28.412 e con il minimo giornaliero odierno a 28.516 — e sopra la SMA 200, gli approcci trend-following mantengono piena validità, con preferenza per acquisti sui pullback verso 28.500–28.900 e obiettivi progressivi verso 29.300–29.800, poi 30.200–30.700 e, in estensione, 31.000–31.200.
Il SuperTrend daily in configurazione ribassista a 29.166 e la SMA 50 a 29.250 rappresentano le resistenze di breve più immediate da recuperare per confermare la ripresa del momentum; solo un recupero daily sopra queste soglie, con volumi in crescita rispetto alla media attuale di 527K, restituirebbe al quadro una lettura genuinamente bullish di breve.
Solo una rottura daily confermata e chiusura sotto 28.400–28.000, con eventuale discesa verso il Fibonacci 0,5 a 26.813, trasformerebbe l'attuale pullback in una vera fase di distribuzione, aprendo spazio verso 26.500–25.200 e rendendo più efficaci strategie difensive e mean-reverting short sulle resistenze.
Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
Fibonacci
Per Bitcoin i 66k sono la resistenza più importante del mensileNella seduta di ieri Bitcoin ha accelerato fino a 65.600 dollari, arrestandosi a ridosso della fascia 65.800/66.000, resistenza chiave del ciclo mensile partito il 1° luglio. Il mancato superamento non appare come un segnale di debolezza, ma come una fase di costruzione. Infatti l'analisi granulare dei volumi mostra una progressiva riduzione delle coperture ribassiste sotto quota 66.000, mentre il prezzo è tornato a testare i supporti appena riconquistati in area 64.000. Il quadro generale resta positivo, ma la conferma rialzista del mensile richiede il superamento stabile dei 66.000.
📊 Struttura tecnica e dinamica volumetrica
La fascia 65.800/66.000 non rappresenta soltanto una resistenza grafica, infatti in quell'area transita il 3° target della griglia ciclica seguita e, dalle metriche sui derivati, vi si concentra un'elevata quantità di coperture di posizioni ribassiste aperte nelle ultime due settimane.
L'analisi dei volumi degli ultimi giorni evidenzia picchi di scambi a ogni superamento di quota 63.900 . Il dato più rilevante è però un altro. Ogni ritorno sopra quella soglia, inclusa l'accelerazione di ieri, le coperture rimaste aperte, in maggioranza in perdita, sono progressivamente diminuite. Sotto i 66.000, quindi, non risulta più una concentrazione di protezioni tale da ostacolare seriamente il recupero.
📉 Perché il prezzo si è fermato
A frenare il movimento sembrano essere gli stessi compratori, e la logica è coerente. 66.000 resta il vero muro di protezioni, la cui rottura innescherebbe un'accelerazione verso area 68.000. Tentare il breakout senza una base sufficiente di nuovi acquisti esporrebbe al rischio di un immediato rigetto. Consolidare sotto la resistenza, costruendo supporti e raccogliendo domanda, è il comportamento tipico delle strutture che preparano una rottura con maggiori probabilità di successo.
📈 Il test dei supporti è già in corso
Nelle ultime ore il prezzo è tornato a lavorare in area 64.000, primo dei livelli appena riconquistati. Un trend rialzista non si misura solo dalla capacità di rompere le resistenze, ma soprattutto da quella di trasformarle in supporto, con la tenuta dell'area 64.000/63.900 nelle prossime sedute sarà il termometro della qualità di questa fase.
⏳ Lettura ciclica
Per chi non segue il mio diario, l'analisi si basa su cicli temporali strutturati a cascata (mensile, settimanale e relativi sottocicli) che scandiscono le finestre in cui attendersi minimi e massimi. Il ciclo mensile partito il 1° luglio è ormai confermato, con una struttura diversa dal precedente ciclo di giugno, che dopo un avvio brillante aveva progressivamente perso forza. L'attuale mensile mantiene una tendenza al rialzo, ma non presenta ancora le caratteristiche di un ciclo rialzista classico, quello che sviluppa l'accelerazione nella terza parte del movimento. Per assumerle, il prezzo dovrà necessariamente superare in modo stabile i 66.000 dollari: è quello il livello che separa un mensile semplicemente orientato al rialzo da un mensile capace di entrare nella sua fase più forte.
🎯 Scenario
Una rottura confermata dei 66k aprirebbe spazio verso l'area 68.200/68.800, trasformando il ciclo in corso in una struttura rialzista anche sotto il profilo dinamico. Ulteriori respinte dalla fascia prolungherebbero invece la fase di consolidamento, che resterà costruttiva finché i supporti in area 64.000/63.900 continueranno a svolgere il proprio lavoro. Solo il cedimento dei livelli inferiori (62.900, 25% di Fibonacci, e a seguire 62.000 e 61.200) inizierebbe a indebolire la lettura.
📍 Livelli Operativi da Monitorare
Resistenze: 65.800/66.000 (3° target) – 68.200/68.800
Supporti: 64.000 – 63.900 (attività volumi) – 63.000 – 62.943 (25% Fib) – 62.460 – 62.000 (38,2% Fib) – 61.200 (50% Fib)
EURUSD: Supertrend a rialzo dai minimi, reversal o rimbalzo?La fascia 1,1401–1,1561 è il nuovo banco di prova: consolidamento rialzista verso 1,1620 o ricaduta nel canale discendente?
In meno di due settimane l'EURUSD (CFD Pepperstone) ha cambiato fisionomia tecnica in modo significativo. Dopo aver toccato il minimo di periodo a 1,13244 nella prima settimana di luglio — livello che aveva portato il cambio ai minimi da oltre un anno — il recupero progressivo ha riportato l'euro sopra le medie mobili di breve e, soprattutto, ha generato l'inversione del Supertrend daily da "Down Trend" a "Up Trend". Alla data del 16 luglio 2026 il cambio quota 1,14676, con una variazione giornaliera del +0,04%, inserito in una fase di consolidamento sopra la SMA a 1,14245 e con il Supertrend Up a 1,14012 che funge ora da supporto dinamico. La domanda tecnica centrale è oggi la medesima che si pone ogni volta che un mercato rimbalza dai minimi: si tratta di un genuino cambio di struttura rialzista oppure di un rimbalzo tecnico destinato a esaurirsi contro le resistenze dinamiche ancora pesanti in area 1,1561–1,1620?
Contesto attuale: dove si trova il prezzo (CFD Pepperstone EURUSD)
L'EURUSD (spot/CFD Pepperstone) quota oggi 1,14676, con apertura a 1,14610, massimo intraday a 1,14747 e minimo a 1,14597. La sessione è in compressione di range, tipica di una fase di consolidamento dopo un movimento direzionale recente. Il cambio ha recuperato dal minimo di periodo a 1,13244 circa 143 pips in due settimane, un movimento ordinato e progressivo, privo dei volumi tipici di un'inversione esplosiva ma tecnicamente sufficiente a ribaltare il segnale del Supertrend.
Il massimo a 52 settimane rimane in area 1,18491 USD, segnato nella prima parte del 2026 durante la fase di debolezza strutturale del dollaro. Il minimo a 52 settimane si colloca a 1,13244 USD, toccato nelle prime sedute di luglio. Il ritracciamento dai massimi è stato del 4,4%, ora in parziale recupero con il prezzo che si trova a circa il 27% del range totale di periodo. Sul fronte macro, la Fed ha mantenuto i tassi invariati nella riunione di giugno al 3,50%–3,75%, mentre il dollaro continua a godere di un supporto strutturale dalle aspettative di politica monetaria più restrittiva rispetto alla BCE.
Struttura di fondo: bull trend pluriennale intatto, ma downtrend correttivo di medio periodo ancora dominante
Su orizzonte pluriennale l'EURUSD mantiene una struttura rialzista: il rally dai minimi del 2022 in area 0,9536 ha costruito oltre 2.000 pips di guadagno, e il supporto del 23,6% di Fibonacci dell'intero movimento pluriennale in area 1,1400 ha retto anche nelle fasi più acute della correzione recente. Questo livello ha funzionato da pavimento strutturale di medio periodo, generando la reazione tecnica attualmente in corso.
Tuttavia, la struttura di medio periodo rimane in una configurazione correttiva: il canale discendente tracciabile sui massimi di marzo–maggio 2026 e i minimi successivi non è ancora stato violato al rialzo con decisione. La SMA a 1,15606 pende ancora dall'alto in inclinazione ribassista e rappresenta il vero cap dinamico della correzione in corso. Il 100-day SMA si trova al di sotto del 200-day SMA, configurazione ribassista di medio periodo ancora attiva. La lettura corretta rimane quella di un "rimbalzo tecnico inside downtrend correttivo": struttura di fondo pluriennale bullish, ma fase di distribuzione di medio periodo ancora non esaurita fino a prova tecnica contraria.
Il contesto macro conferma questa lettura duale: il differenziale di tassi Fed–BCE continua a sostenere strutturalmente il dollaro nel breve, mentre le prospettive di crescita europea rimangono deboli. Solo un catalizzatore macro di peso — una Fed decisamente più dovish, una BCE più hawkish del previsto o una ripresa degli acquisti istituzionali sull'euro — potrebbe cambiare il bias di medio periodo in modo più permanente.
La nuova fascia operativa: 1,1401–1,1561 è il laboratorio tra compratori e venditori
Dopo il rimbalzo dal minimo a 1,13244 e il recupero della SMA a 1,14245, l'intervallo operativo rilevante per il CFD EURUSD Pepperstone si colloca ora tra 1,1401 e 1,1561, con il Supertrend Up a 1,14012 come floor dinamico inferiore e la SMA a 1,15606 come resistenza critica superiore. In questa fascia il mercato dovrà decidere se il recupero ha basi abbastanza solide da produrre un breakout verso 1,1620–1,1657 oppure se la pressione ribassista strutturale di medio periodo tornerà a prevalere, riportando il cambio verso i supporti 1,1362–1,1324.
• Resistenza primaria 1,1480–1,1500: fascia individuata da più modelli come primo cap tecnico al rimbalzo, coincidente con il 38,2%–50% di Fibonacci del ritracciamento dai massimi e con l'area dove si concentrano ordini di vendita di breve periodo. Una chiusura daily stabile sopra 1,1500 con volumi in espansione sarebbe il primo segnale di forza rialzista degno di nota.
• Resistenza secondaria 1,1536–1,1561: fascia che coincide con la SMA a 1,15606 e con la resistenza tecnica chiave indicata da più analisi. Rappresenta il vero spartiacque tra "rimbalzo tecnico" e "recupero strutturale": una chiusura settimanale sopra 1,1561 con il volume in espansione cambierebbe il bias da neutrale a costruttivo per il medio periodo.
• Resistenza critica 1,1620–1,1657: primo target rialzista strutturale dopo il breakout della SMA, coincidente con le resistenze chiave identificate da più modelli per luglio 2026. Un recupero confermato di quest'area in chiusura settimanale aprirebbe la prospettiva di un ritorno verso i massimi del ciclo in area 1,1750–1,1800, trasformando il minimo a 1,13244 nel pavimento definitivo della correzione 2026.
• Supporto dinamico primario 1,1401–1,1422: coincide con il Supertrend Down a 1,14224 e con la SMA a 1,14245. Questa fascia è oggi il primo livello di supporto a cui il mercato si appoggia nel consolidamento intraday. Finché le chiusure daily restano sopra 1,1422–1,1400, la struttura di breve mantiene un'impostazione costruttiva.
• Supporto critico Supertrend Up 1,14012: il Supertrend Up daily a 1,14012 è la linea di demarcazione tecnica principale. Finché il prezzo chiude sopra quest'area, il segnale bullish del Supertrend rimane attivo e i modelli trend-following mantengono un bias long. Un cedimento confermato in chiusura daily sotto 1,14012 invertirebbe nuovamente il segnale da "Up Trend" a "Down Trend" e annullerebbe la struttura del rimbalzo attuale.
• Supporto secondario 1,1362–1,1324: primo supporto strutturale in caso di rottura del Supertrend Up, coincidente con i minimi di periodo a 1,13244 e con le aree di supporto individuate da più modelli. La tenuta di questa zona sarebbe critica per preservare la narrativa rialzista di lungo periodo; un cedimento confermato sotto 1,1324 riaprirebbe lo spazio verso 1,1274–1,1210.
• Supporto strutturale 1,1210–1,1200: area corrispondente al 200-day moving average e ai minimi pluriannuali del Q2–Q3 2025. Solo una discesa stabile e confermata sotto 1,1200 comprometterebbe la struttura rialzista pluriennale del cambio e renderebbe necessaria una revisione completa dello scenario di lungo periodo per l'euro.
Struttura tecnica: Supertrend invertito al rialzo, momentum in miglioramento, volumi ancora da confermare
Il quadro tecnico sul daily ha subito un'evoluzione positiva rispetto all'analisi del 9 luglio. L'elemento più rilevante è l'inversione del Supertrend: il segnale è passato da "Down Trend" a "Up Trend" a 1,14012, prima svolta tecnica bullish confermata dopo settimane di pressione ribassista. Il prezzo si trova ora sopra entrambe le componenti del Supertrend (Up 1,14012 e Down 1,14224) e sopra la SMA a 1,14245, segnalando un allineamento positivo delle strutture dinamiche di breve. Solo la SMA a 1,15606 rimane sopra il prezzo come resistenza di medio periodo, confermando che il quadro di lungo raggio non è ancora pienamente risolto in chiave rialzista.
L'RSI(14) daily si colloca a 53,93 con la sua media mobile a 43,45: il RSI ha superato la soglia neutra di 50 — primo segnale di momentum bullish confermato — e la distanza dalla propria media testimonia la velocità del recupero dai minimi.
I volumi della sessione a 49,09K si confrontano con una Volume MA a 155,09K: la contrazione volumetrica è marcata e rappresenta il principale elemento di cautela nell'analisi. Un rimbalzo costruito su volumi significativamente inferiori alla media indica una fase di consolidamento ordinato più che un'accelerazione rialzista di spessore istituzionale. Per confermare la solidità del breakout sopra 1,1500 sarà indispensabile vedere un ritorno dei volumi almeno in prossimità della media, altrimenti il movimento rischia di esaurirsi contro le prime resistenze significative.
Scenari operativi sulla fascia 1,1401–1,1561 (EURUSD CFD Pepperstone)
Se nelle prossime sedute il cambio dovesse consolidare stabilmente sopra 1,1450 in chiusura daily e rompere con volumi crescenti la resistenza a 1,1500–1,1536, l'EURUSD CFD Pepperstone entrerebbe in una fase di recupero strutturato verso la SMA a 1,15606 come primo target e 1,1620–1,1657 come secondo obiettivo. In questo scenario, il Supertrend Up a 1,14012 fungerebbe da floor dinamico per eventuali pullback, con strategie long sul supporto 1,1422–1,1401 come approccio operativo coerente con il bias rialzista di breve. L'RSI dovrebbe mantenersi stabilmente sopra 50–55 per confermare il cambio di momentum, e i volumi dovrebbero progressivamente avvicinarsi alla media per dare credibilità istituzionale al movimento. In questo scenario, il minimo a 1,13244 verrebbe confermato come pavimento definitivo della correzione 2026, aprendo la prospettiva di un ritorno verso 1,1750–1,1800 nel corso dell'estate, in linea con il bias rialzista strutturale pluriennale dell'euro.
Se invece il cambio non riuscisse a superare con decisione la fascia 1,1480–1,1500 in chiusura daily — con il dollaro che recupera supporto da dati macro USA positivi o da toni più hawkish della Fed — l'EURUSD CFD Pepperstone potrebbe ritracciare verso il Supertrend Up a 1,14012 come primo test e, in caso di cedimento, verso il supporto secondario a 1,1362–1,1324. In questo scenario, il Supertrend tornerebbe a invertire nuovamente in modalità "Down Trend", annullando il segnale bullish appena generato e riportando il quadro tecnico in una configurazione di downtrend correttivo con i venditori nuovamente in controllo. Le proiezioni di JP Morgan di un EURUSD tra 1,13 e 1,15 per i prossimi trimestri diventerebbero il framework di riferimento dominante, con strategie di mean-reversion tra i due estremi della fascia come approccio operativo più efficace.
Solo un recupero stabile e confermato sopra la SMA a 1,15606 in chiusura settimanale — e successivamente sopra la resistenza critica di 1,1620–1,1657 — cambierebbe lo scenario strutturale
Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
Bitcoin è confermato il nuovo weekly banco di prova del mensileIl recupero delle ultime ore ha riportato Bitcoin a ridosso dei 64.500 dollari, i massimi di periodo di lunedì scorso, confermando l'impostazione del ciclo mensile iniziato con il minimo del 1° luglio. Il minimo di mercoledì sera, arrivato in chiusura temporale del settimanale e sul 50% di Fibonacci, segna l'avvio del secondo e attuale settimanale, statisticamente la fase più impulsiva del mensile. Il vero banco di prova resta l'area 65.800/66.000.
📊 Struttura di prezzo
Tra la notte e questa mattina il prezzo di Bitcoin si è spinto a un passo dai 64.500 dollari, tornando sui massimi di periodo registrati lunedì. Un passaggio tecnico rilevante, perché completa la prima delle condizioni indicate nella mia analisi precedente, necessaria per validare la struttura rialzista in costruzione.
L'impostazione del ciclo mensile (nella statistica la struttura temporale che scandisce l'alternanza di minimi e massimi su base di circa 30 giorni) può ora considerarsi confermata con il minimo del 1° luglio che ne rappresenta l'avvio, mentre il minimo di mercoledì sera segna l'inizio del secondo sottociclo settimanale. Quest'ultimo minimo presenta caratteristiche tecniche di particolare precisione, perché è arrivato in corrispondenza della chiusura temporale del settimanale precedente e, contemporaneamente, con precisione sul 50% di ritracciamento di Fibonacci calcolato sugli estremi dello stesso settimanale, in area 61.200 dollari. La confluenza tra timing ciclico e livello tecnico rafforza la lettura complessiva.
Dal minimo del 1° luglio il recupero sfiora ora il +12%.
⏳ Analisi Ciclica
Il riferimento operativo si sposta ora sulla chiusura del secondo settimanale, che coincide con il primo sottociclo del mensile e la cui conclusione è attesa entro metà luglio. La prossima settimana diventa quindi la fase chiave per misurare forza e intensità dell'intero ciclo.
Nella sequenza ciclica, il secondo settimanale di un ciclo mensile tende infatti a sviluppare uno degli impulsi rialzisti più forti dell'intera struttura. Per questo il recupero dell'area 65.800/66.000 nei prossimi giorni, idealmente prima della metà del ciclo mensile, rappresenterebbe il segnale che questo mensile sta iniziando a differenziarsi dai due precedenti spiegati nei precedenti update, entrambi partiti con impostazione costruttiva e poi rapidamente deteriorati.
📉 Analisi Volumetrica
I volumi restano sotto la media delle ultime settimane, indicazione che per ora mi impedisce di parlare di un ritorno convinto degli operatori. Il periodo estivo, storicamente caratterizzato da liquidità in progressiva riduzione, giustifica in parte questa dinamica.
Va però ricordato che le posizioni di medio-lungo periodo si sono spesso costruite proprio nelle fasi estive caratterizzate da volumi sottili, che consentono agli operatori professionali di accumulare per settimane senza alterare significativamente il prezzo. Uno schema osservato nelle estati del 2023, 2024 e 2025, tutte fasi che hanno anticipato i rialzi degli autunni successivi. L'evoluzione dell'Open Interest resta quindi la conferma più importante che continuo a monitorare.
🎯 Scenario
La struttura tecnica continua a migliorare. Il fine settimana avrà due compiti: 1) confermare la tenuta dei minimi in area 61.200 e 2) costruire una base di supporto, preferibilmente sopra i 63.000 dollari. Dalla prossima settimana, il mercato dovrà dimostrare se il secondo sottociclo ha la forza che la statistica ciclica assegna. Solo il recupero stabile dell'area 65.800/66.000 modificherebbe il bias di medio periodo da neutrale a rialzista.
📍 Livelli Operativi
Resistenze: 64.500 – 65.062 – 65.800/66.000 – 68.200/68.800
Supporti: 63.000 – 62.460 (6° target) – 61.200 (50% Fib) – 60.000 – 59.100 (7° target)
Bitcoin inizia la correzione dopo 6 sedute positiveDopo sei sedute consecutive positive e un recupero del +12% dal minimo del 1° luglio, Bitcoin ha iniziato la correzione che questa mattina ha portato le quotazioni fino in area 61.660 dollari. Il movimento, al momento, presenta le caratteristiche di una presa di beneficio fisiologica più che di un deterioramento strutturale. Le prossime 48 ore diventano decisive per individuare il minimo di riferimento del nuovo ciclo settimanale. Con il recupero dell'area 64.000/64.500 rappresenterebbe il primo segnale costruttivo, mentre una permanenza prolungata sotto quei livelli imposterebbe la settimana su toni deboli.
Il quadro di breve periodo
Ieri Bitcoin ha interrotto la serie di sei giornate consecutive positive chiudendo con un ribasso di circa l'1%. Anche la seduta odierna prosegue in territorio negativo, con un parziale attorno al -1,5% dopo l'affondo mattutino verso 61.660 dollari, poi parzialmente riassorbito con il ritorno sopra i 62.000.
Una correzione di questa entità, dopo un rialzo del 12% costruito in appena sei giorni, rientra pienamente nelle dinamiche di riequilibrio tipiche delle fasi successive a recuperi rapidi.
Alla ricerca del minimo (ciclo) settimanale
Dal punto di vista dell'analisi ciclica, che misura i movimenti di mercato attraverso strutture temporali annidate (settimanali, mensili, semestrali), il minimo registrato lunedì pomeriggio, rapidamente recuperato nella stessa serata con l'allungo oltre i 64.500 dollari, rappresenta tecnicamente il primo riferimento del sottociclo settimanale.
Osservato però su base giornaliera, quel riferimento perde gran parte della sua rilevanza, infatti la giornata di lunedì si è comunque chiusa in positivo con l'ultima della serie di sei sedute consecutive e assorbendo di fatto quel minimo all'interno di una candela rialzista.
Le prossime ore diventano quindi importanti per individuare il vero minimo di riferimento del ciclo settimanale, il lavoro che il mercato sta verosimilmente completando in questa fase.
Un elemento tecnico rilevante riguarda il comportamento del prezzo attorno al 6° target di Fibonacci a 62.460 dollari, il livello che nelle sedute precedenti aveva completato la transizione da resistenza a supporto.
L'affondo mattutino ha violato temporaneamente quella soglia, ma il prezzo è tornato rapidamente a lavorarci a stretto contatto, oscillando a cavallo del livello. Non si tratta ancora di un segnale compromettente, perchè sarà la chiusura giornaliera a chiarire se il livello sta effettivamente mantenendo il nuovo ruolo di supporto oppure se il mercato necessita di un'estensione più profonda per completare la ricerca del minimo settimanale.
Tre cicli a confronto
Il recupero partito dal minimo del 1° luglio si inserisce in un contesto che richiede prudenza e pazienza. Sia il ciclo mensile di maggio che quello di giugno avevano aperto con una prima fase rialzista convincente, per poi esaurire rapidamente la spinta e sviluppare una seconda parte decisamente ribassista, con il prezzo tornato sotto il minimo di apertura del ciclo.
L'intensità del rialzo attuale rimane finora dentro il range che ha caratterizzato anche quei precedenti avvii. Il primo vero elemento di differenza sarebbe il recupero stabile dell'area 65.800/66.000, che resta lo spartiacque tecnico di questa fase.
Scenario operativo
Finché il prezzo continuerà a costruire minimi crescenti sopra la fascia 61.100–60.000, la lettura di un nuovo ciclo mensile partito dai minimi di inizio luglio rimane tecnicamente valida.
Le prossime 48 ore rappresentano il primo banco di prova del nuovo ciclo settimanale:
— Un rapido ritorno sopra 64.000/64.500 rafforzerebbe la lettura al rialzo e aprirebbe la strada al successivo test dell'area 65.800/66.000.
— Una permanenza prolungata sotto quei livelli imposterebbe il ciclo settimanale al ribasso fin dalla nascita, con una probabile fase di debolezza estesa per il resto di questa settimana.
Livelli operativi
Resistenze: 64.000/64.500 – 65.062 – 65.800/66.000 – 68.200/800
Supporti: 62.460 (6° target) – 61.100 – 60.000 – 59.100 (7° target)
Petrolio: fondamentali i 70$, supporto successivo a $60?WTI: bear trend dominante, pivot critico tra 68 e 72 dollari
Il Petrolio WTI (CFD Pepperstone) è impostato in un bear trend strutturale dai massimi del 2025-2026, con una perdita superiore al 40% dai picchi in area 119 dollari.
L'attuale area 68–72 dollari rappresenta il discrimine tecnico principale: tenuta o rottura di questa fascia determinerà se il mercato troverà un pavimento operativo oppure accelererà verso supporti strutturali significativamente più bassi.
La correzione delle ultime settimane ha riportato il WTI su minimi plurimensili, dove si registra una timida reazione rialzista intraday, ma senza ancora segnali di inversione confermati sul daily.
Petrolio Contesto attuale: dove si trova il prezzo (CFD Pepperstone SPOTCRUDE)
Alla data del 7 luglio 2026, il SPOTCRUDE WTI su Pepperstone si colloca in area 69,70–69,75 dollari per barile, con apertura odierna a 69,00 e massimo intraday a 69,994. La variazione giornaliera è positiva (+1,03%), ma si inserisce in un contesto tecnico ancora fortemente ribassista.
Il massimo a 52 settimane si colloca in area 119,47 dollari, segnato nella prima parte dell'anno 2026 in risposta alle tensioni geopolitiche sullo Stretto di Hormuz, mentre il minimo a 52 settimane è in zona 54,98 dollari, il che testimonia un range annuale di oltre 64 dollari — volatilità straordinaria per il benchmark energetico globale. Dalla chiusura dello Stretto di Hormuz e dal successivo incremento delle forniture OPEC+, il WTI ha perso terreno in modo consistente, riportandosi su livelli di prezzo non visti da mesi. Il calo riflette un cambiamento strutturale del sentiment: da mercato guidato dalla scarsità a mercato pressato dall'eccesso di offerta.
Fascia operativa attuale: 65–75 dollari il nuovo terreno di battaglia
La precedente fascia di equilibrio 80–95 dollari, che aveva sostenuto il mercato nella fase di normalizzazione post-picco, è ormai stata abbandonata. Il nuovo intervallo operativo rilevante per il CFD SPOTCRUDE Pepperstone si colloca tra 65 e 75 dollari, con la soglia psicologica dei 70 dollari come pivot centrale. I prezzi oscillano in prossimità di questa area senza riuscire a stabilizzarsi al di sopra in chiusura daily, segnalando una pressione vendita strutturale ancora dominante.
In questa fascia, il mercato sta valutando se il livello di 68–69 dollari possa rappresentare un minimo operativo di breve periodo — supportato da RSI in oversold e crack spread benzina ai massimi da 4 anni — oppure se la prevalenza dei fattori macro (aumento produzione OPEC+, ripresa forniture dal Medio Oriente, calo domanda globale) continuerà a esercitare pressione ribassista. Finché le chiusure daily non torneranno sopra 72–73 dollari con volumi in espansione, la lettura di fondo rimane coerente con un bear trend in fase avanzata ma non ancora esaurita.
Principali livelli attuali SPOTCRUDE CFD Pepperstone, riferiti al cash WTI
• Resistenza primaria 72–73 dollari: prima area tecnica da superare per segnalare un cambio di passo nel breve termine. Coincide con il livello indicato da diversi modelli come invalidazione del bias ribassista di breve, e con il cluster delle medie mobili discendenti. Una chiusura daily stabile sopra 72–73 dollari, con volumi in aumento, sarebbe il primo segnale tecnico positivo in settimane.
• Resistenza secondaria 77–78 dollari: zona di passaggio del Supertrend daily (attualmente a 77,95) e della SMA a 80 periodi (80,241). Questa fascia rappresenta il vero spartiacque tra bear trend in essere e possibile transizione verso una struttura laterale-rialzista. Il recupero di quest'area richiederebbe un catalizzatore macro significativo, come una riduzione produttiva OPEC+ o una nuova escalation geopolitica.
• Resistenza strutturale 87–88 dollari: area della SMA a 87 periodi e della fascia di consolidamento intermedia dell'anno 2026. Il recupero di quest'area è oggi uno scenario a bassa probabilità nel breve termine, ma rappresenta il target naturale di un'eventuale ripresa di medio periodo.
• Supporto primario 67–68 dollari: primo livello di supporto operativo, coincidente con i minimi recenti di fine giugno–inizio luglio e con l'area di accumulo evidenziata dal profilo di volume sul grafico daily. Un rientro in quest'area con RSI ancora in oversold potrebbe generare rimbalzi tecnici tattici, ma non invertirebbe il trend strutturale.
• Supporto secondario 65 dollari: livello psicologico e tecnico intermedio, individuato da diversi modelli come primo obiettivo ribassista in caso di rottura dei minimi recenti. In questa zona confluiscono proiezioni Fibonacci del ribasso dai massimi e vecchie aree di domanda di medio periodo.
• Supporto strutturale 60–58 dollari: obiettivo primario del bear trend in essere secondo l'analisi del weekly e le proiezioni di più analisti. Un'estensione fino a quest'area non richiederebbe una rottura di scenario, ma confermerebbe la continuazione del trend ribassista avviato dai massimi del 2026. Solo una tenuta stabile sopra 60 dollari in chiusura settimanale impedirebbe un approfondimento verso i 54–55 dollari, minimi a 52 settimane.
Struttura tecnica: trend, momentum e indicatori chiave sul CFD Pepperstone SPOTCRUDE
La struttura del WTI resta chiaramente ribassista sui timeframe maggiori. Il Supertrend daily è ancora impostato in down trend, i prezzi restano sotto le medie più rilevanti e il mercato mostra anche il rischio di un death cross nelle prossime settimane.
L’RSI è in area oversold, quindi il margine per un rimbalzo tecnico esiste, ma in un bear trend può restare compresso a lungo senza cambiare lo scenario. Anche il MACD indica un rallentamento della pressione ribassista, più che un vero segnale di inversione.
I volumi si sono ridotti rispetto ai picchi di maggio e giugno, segnalando una fase di contrazione compatibile sia con esaurimento del ribasso sia con una semplice pausa prima di un nuovo impulso discendente. In altre parole, il mercato non sta ancora mostrando una fase di accumulo convincente.
Operativamente, solo un ritorno sopra 72–73 dollari riaprirebbe spazio verso 77–78 dollari. Al ribasso, 67–65 dollari resta il primo supporto da difendere; una rottura weekly sotto 60 dollari aprirebbe invece spazio verso 55–54 dollari.
Scenari operativi sulla fascia 65–75 dollari (SPOTCRUDE CFD Pepperstone WTI)
Se nelle prossime sedute il mercato trovasse un pavimento sopra 67–68 dollari, favorito da RSI in ipervenduto, crack spread benzina più favorevole e minori tensioni sull’offerta OPEC+, il CFD SPOTCRUDE potrebbe avviare un rimbalzo tecnico verso 72–73 dollari, con estensione verso 77–78 dollari in caso di breakout. In questo scenario, le strategie long sui supporti con stop sotto 65–64 dollari sarebbero le più coerenti con un movimento di breve, più che con un cambio strutturale di trend.
Se invece l’area 67–68 dollari non reggesse in chiusura daily, con pressione ribassista da offerta più abbondante e domanda più debole, il CFD Pepperstone potrebbe scendere verso 65 dollari e poi 60 dollari. In questo caso, i modelli trend-following resterebbero orientati allo short sui rimbalzi verso 72–73 dollari, mantenendo un bias ribassista finché non emergono segnali chiari di inversione.
Solo un recupero stabile sopra 77–78 dollari, confermato anche su base weekly e accompagnato da un contesto macro più favorevole, cambierebbe lo scenario di fondo. In sintesi, la fascia 65–75 dollari è oggi il campo di battaglia del WTI, e la tenuta sopra 67–68 dollari in chiusura daily resta il segnale chiave per distinguere un rimbalzo tecnico da una vera stabilizzazione.
Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
Nasdaq: bull trend sotto esame, verità tra 29.000–31.000 Quadro generale: Nasdaq 100 tra consolidamento e soglia psicologica dei 30.000
Alla chiusura del 2 luglio 2026, il Nasdaq 100 ha segnato 29.329 punti, in calo dell’1,6% nella seduta, dopo aver toccato un massimo a 30.044 e un minimo a 29.087.
Nei giorni precedenti il listino si era mosso soprattutto tra 29.700 e 30.300 punti, restando comunque vicino ai massimi storici.
Il massimo a 52 settimane si colloca in area 30.762 punti, mentre il minimo è poco sopra 22.587 punti, a conferma del forte recupero dai minimi del 2025.
Il ritracciamento sotto quota 30.000 appare quindi come un normale pullback dopo il rally dei mesi precedenti.
Sul cash index, il Nasdaq 100 ha chiuso il 6 luglio a 29.697,87 punti, con un range intraday tra 29.553,62 e 29.847,74.
Questo andamento è coerente con il CFD NAS100 Pepperstone, che replica in modo sostanziale il sottostante, pur con lievi differenze dovute a orari e futures.
Da inizio anno la performance resta robusta, con un progresso a doppia cifra e una struttura di fondo ancora rialzista.
La perdita temporanea dei 30.000 punti ha favorito prese di profitto, ma il mercato resta in una fase di consolidamento alta, più vicino ai massimi che ai minimi annuali.
Nuova fascia operativa: 29.000–31.000 punti
La vecchia area di equilibrio tra 27.000 e 29.000 punti ha fatto da base al breakout sopra 29.500 e poi al tentativo di consolidamento oltre 30.000. Oggi il range più rilevante per il Nasdaq 100, e per il CFD NAS100, è tra 29.000 e 31.000 punti, con 29.000–29.300 come primo supporto e 30.700–30.800 come resistenza chiave.
Dentro questa fascia il mercato sta valutando se il pullback di fine giugno e inizio luglio resterà una semplice presa di profitto oppure se diventerà una distribuzione più ampia. Finché le chiusure giornaliere restano sopra 29.000–28.700, il quadro resta coerente con un bull trend in consolidamento; solo una rottura netta sotto quest’area aprirebbe a una correzione più profonda.
Principali livelli attuali Nasdaq 100 / CFD Pepperstone NAS100
• Resistenza primaria 30.700–30.800 punti: coincide con il massimo storico a 52 settimane toccato il 3 giugno 2026, rappresentando la soglia tecnica e psicologica da superare per riaprire una fase di price discovery verso nuovi massimi. Una chiusura daily sopra 30.700 con volumi in aumento costituirebbe un segnale forte di ripresa del momentum rialzista e di continuazione del trend.
• Resistenza estesa 31.000–31.200 punti: deriva da proiezioni Fibonacci sull’impulso partito dai minimi 2025–2026 e coincide con la parte alta di un canale ascendente di lungo periodo visibile sull’indice e sui futures E‑mini Nasdaq. Il raggiungimento di quest’area sarebbe coerente con uno scenario di “blow‑off” tech ma, in assenza di eccessi, può rappresentare un naturale target del trend attuale.
• Supporto primario 30.200–30.000 punti: è la fascia che ha agito da pivot nelle sedute di fine giugno, diventando resistenza dopo la rottura e ora nuovamente testata come area di recupero. Un ritorno stabile sopra 30.200–30.300 riporterebbe il quadro in configurazione di bullish consolidation, mentre chiusure ripetute sotto 30.000 manterrebbero questa fascia come cap di breve per il Nasdaq.
• Supporto secondario 29.300–29.000 punti: rappresenta la prima area di pullback tecnico, in prossimità dei minimi di fine giugno e dei livelli medi di chiusura delle ultime sessioni. Un rientro controllato su questa fascia, senza incremento dei volumi in vendita, è coerente con un consolidamento fisiologico dopo l’estensione rialzista degli scorsi mesi.
• Supporto strutturale 27.500–26.000 punti: ricavato dall’analisi dei minimi intermedi del 2025–2026 e dai cluster di prezzo sui futures E‑mini a scadenza 2026–2027, rappresenta la zona in cui verrebbe realmente messa in discussione la struttura rialzista di lungo periodo. Solo discese stabili sotto 26.000 aprirebbero spazio tecnico verso 25.000–24.000 punti, compatibili con una correzione più profonda su base macro o di utili.
Struttura tecnica: trend, medie e momentum
Il Nasdaq 100 resta sopra la media mobile a 200 giorni, confermando una struttura di fondo ancora positiva. La media a 50 giorni è poco sotto o vicina ai prezzi attuali, segnale di rallentamento del trend ma non ancora di inversione.
Sul fronte del momentum, l’RSI è tornato in area neutrale e il MACD mostra una spinta meno intensa rispetto alla fase impulsiva del rialzo. Il quadro resta quindi correttivo nel breve, ma inserito in un trend più ampio ancora rialzista.
Operativamente, il ritorno sopra 30.200–30.500 rafforzerebbe il trend-following e riaprirebbe spazio verso 30.700–30.800 e poi 31.000–31.200. Al ribasso, la fascia 30.000–29.000 è il primo livello da monitorare; solo una rottura daily sotto 27.500–26.000 metterebbe davvero in discussione il quadro di fondo.
Scenari operativi sulla fascia 29.000–31.000 (Nasdaq CFD Pepperstone NAS100)
Se nelle prossime settimane il Nasdaq 100 riuscisse a consolidare sopra 29.000–29.300 punti e a tornare stabilmente sopra 30.200, con breakout dell’area 30.700–30.800, il CFD NAS100 entrerebbe in una nuova fase di price discovery. In questo caso, i modelli trend-following continuerebbero a leggere il mercato come fortemente rialzista, con preferenza per acquisti sui pullback verso 30.000–29.300 e lettura degli spike ribassisti come occasioni tattiche più che come segnali di inversione.indexes.Se invece il mercato non riuscisse a riconquistare in chiusura 30.000–30.200 e restassero attive le prese di profitto, il Nasdaq CFD Pepperstone potrebbe tornare verso 29.000–28.700 e, in caso di ulteriore peggioramento del sentiment, estendere la correzione verso 27.500–26.000. In questo scenario, il mercato entrerebbe in una fase di distribuzione tecnica vicino ai massimi, con un trading range più ampio e strategie mean-reverting più efficaci.Solo una discesa stabile sotto 27.500–26.000 metterebbe davvero in discussione la struttura rialzista di lungo periodo e aprirebbe spazio verso 25.000–24.000. In sintesi, l’area 29.000–31.000 resta la trincea chiave del mercato tech USA, e la tenuta sopra 30.000–30.200 in chiusura daily è il segnale decisivo per distinguere un semplice pullback da una distribuzione più ampia.
Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
Bitcoin non capitola,ora è importante misurare il rialzo mensileIl mese si è chiuso come il secondo peggior giugno dal 2020 e il quarto peggior mese della recente epoca rialzista. Eppure, nonostante i minimi più bassi degli ultimi 21 mesi sotto i 58.000 dollari, il mercato non ha mai espresso una vera capitolazione. Dal minimo del 1° luglio è partito un recupero di oltre il 7% in 72 ore che ha riportato il prezzo a ridosso del 6° target in area 62.460. Un rimbalzo (tecnico) da misurare nei prossimi 3-4 giorni, ma non ancora da considerare come un'inversione.
📊 Prezzo
La settimana si è aperta con la tenuta, sofferta, dei 60.000 dollari, il livello che nell'ultimo aggiornamento indicavo come discriminante per la validità del conteggio ciclico. Tra la notte di domenica e lunedì un primo scossone ha riportato le quotazioni in area 61k, ma tra martedì e mercoledì il prezzo è tornato a segnare i minimi più bassi degli ultimi 21 mesi, poco sotto i 58k, a ridosso della chiusura contemporanea di mensile, trimestre e semestre.
Nella notte tra il 30 giugno e il 1° luglio una violazione di pochi minuti sotto i 58.000 dollari si è rivelata un movimento legato al riposizionamento delle strutture operative e di protezione degli operatori professionali, non l'avvio di una nuova accelerazione ribassista. Da quel minimo è partito il recupero che oggi ha riportato Bitcoin a rivedere i 62.000 dollari per la prima volta dal 24 giugno, con il prezzo che sta lavorando esattamente a contatto con il 6° target in area 62.460: la prima vera barriera tecnica di questo movimento.
⏳ Tempo
La finestra temporale che monitoravo come limite massimo per la chiusura ciclica si è estesa di circa 24 ore rispetto alle attese, ma il minimo è comunque arrivato in perfetta coincidenza con la chiusura di mensile, trimestrale e semestrale. Il riposizionamento degli operatori con l'avvio del nuovo mese, che avevo anticipato nell'aggiornamento precedente, si è puntualmente verificato. Le conferme sull'avvio del nuovo mensile dovranno arrivare entro le prossime 3-4 sedute, quindi con l'inizio della prossima settimana. Da considerare che oggi i mercati USA sono chiusi per la festività del 4 luglio: volumi ridotti e operatori assenti probabilmente per tutto il lungo weekend americano.
📉 Volumi
È qui il messaggio centrale di questo aggiornamento. Nonostante la rottura di minimi di 21 mesi, non c'è stata alcuna capitolazione. La distinzione tra capitolazione e ribasso "accompagnato" non è teoria ma pratica. La capitolazione è la resa del mercato con volumi esplosivi, liquidazioni a catena, margin call che si moltiplicano, accelerazioni verticali del prezzo. È violenta ma liberatoria, e spesso chiude un ciclo ribassista. Il ribasso accompagnato è l'opposto, con il prezzo che scende lentamente, quasi scortato verso il basso, senza panico né volumi anomali. È quanto accaduto nelle ultime settimane: volumi contenuti, liquidazioni forzate molto inferiori a quelle tipiche delle rotture di minimi importanti, e perfino il recupero in corso si sta sviluppando senza volumi in acquisto degni di nota. Un mercato che rompe minimi di 21 mesi senza capitolare è un mercato che non ha ancora espresso un vero verdetto.
L'elemento nuovo delle ultime ore è il progressivo riposizionamento delle coperture ribassiste, comportamento che storicamente anticipa i rialzi in linea con l'avvio di un nuovo mensile. La conferma decisiva passerà però dalla costruzione di nuove posizioni sui future e dall'aumento dell'Open Interest, condizione necessaria perché market maker e hedge fund possano coprire il rischio delle nuove esposizioni.
🎯 Scenario
La settimana che si avvia al termine ha escluso, almeno per ora, la revisione completa della struttura ciclica. Il recupero delle ultime 72h è il primo segnale positivo dopo settimane difficili, ma non modifica il quadro di medio periodo. Le prossime 3-4 sedute diranno se il nuovo mensile sta costruendo una base reale oppure se il movimento in corso resta un rimbalzo tecnico dentro una struttura ancora fragile. Il superamento stabile di area 62.460 sarebbe il primo tassello; la tenuta dei 60.000 dollari resta la condizione di fondo.
📍 Livelli Operativi da Monitorare
Resistenze: 62.460 (6° target) – 63.170 – 64.140 – 65.062 – 65.800
Supporti: 60.000 – 59.100 (7° target) – 58.000 – 55.800
Nasdaq 100: trincea a 30.000 o prossimi allo shock tech?Nasdaq 100: consolidamento sotto i massimi, pivot chiave a 30.000 punti
Il NASDAQ 100 resta impostato in bull trend di fondo, ma continua a consolidare sotto i massimi storici. L’area 29.500–30.200 punti rappresenta il primo livello tecnico da monitorare per distinguere un semplice pullback da una correzione più ampia. La correzione di inizio giugno ha riportato il Nasdaq 100 su livelli più sensibili, dove ha reagito recuperando parte del movimento e tornando in prossimità delle principali medie dinamiche. La tenuta in chiusura daily della fascia 29.500–30.200 resta il discrimine principale: sopra questi livelli il mercato mantiene una struttura di consolidamento in trend rialzista, mentre una rottura più netta aumenterebbe il rischio di una fase correttiva più profonda.
Contesto attuale: dove si trova il prezzo (CFD Pepperstone Nasdaq NAS100)
Alla data del 30 giugno 2026, il Nasdaq 100 si colloca poco sotto i 29.800 punti, dopo una seduta volatile ma senza rotture strutturali di medio periodo.
Il massimo a 52 settimane resta in area 30.700–30.800 punti, raggiunta a inizio giugno 2026 dopo il rally partito dai minimi del 2025 intorno a 21.500 punti. La perdita temporanea della soglia psicologica dei 30.000 punti ha generato un pullback nell’ordine del 5–8%, ma il successivo recupero verso 30.000–30.300 conferma per ora un quadro di consolidamento più che di inversione.
Nuova fascia operativa: 29.500–31.500 sul Nasdaq
La precedente fascia di equilibrio tra 27.000 e 29.500 punti ha retto la fase di consolidamento di inizio anno e ha poi fatto da base al breakout oltre quota 30.000. Il nuovo intervallo operativo per il CFD Nasdaq 100 Pepperstone si colloca ora tra 29.500 e 31.500 punti, con i massimi storici a presidiare la parte alta e l’area 29.500–29.600 come primo supporto dinamico di breve periodo. In questa fascia il mercato sta valutando se il pullback di giugno sarà assorbito come normale presa di profitto dopo la forte accelerazione rialzista, oppure se evolverà in un riassorbimento più profondo verso i supporti intermedi a 29.000–28.000 punti.
Finché le chiusure daily resteranno sopra 29.000–28.700, la lettura di fondo rimane coerente con un bull trend in consolidamento. Solo rotture nette e confermate sotto quest’area aumenterebbero in modo significativo la probabilità di una fase distributiva più ampia e renderebbero necessario un cambio di scenario.
Principali livelli attuali Nasdaq100 CFD Pepperstone, riferiti al cash
• Resistenza assoluta 30.700–31.000 punti: area dei massimi storici recenti di inizio giugno e soglia psicologica tonda; una chiusura daily stabile sopra 30.700 con volumi in aumento costituirebbe il segnale tecnico più forte per l’apertura di una nuova fase di price discovery verso 31.200–31.500.
• Resistenza secondaria 31.200–31.500 punti: zona individuata come possibile target dell’onda rialzista in essere, sulla base di proiezioni Fibonacci dell’impulso partito dai minimi del 2025 e coincidente con la parte alta del canale ascendente di lungo periodo.
• Supporto primario 30.200–30.000 punti: area ora riconquistata solo parzialmente dopo la correzione ma ancora rilevante in ottica di chiusure daily; un recupero stabile sopra 30.200–30.300 riporterebbe il quadro in una configurazione di “bullish consolidation”, mentre conferme di chiusura sotto 30.000 la trasformerebbero nuovamente in resistenza.
• Supporto secondario 29.000–28.700 punti: prima area di pullback tecnico di rilievo, coincidente con il minimo recente di fine giugno e con il passaggio delle principali medie mobili di trend daily; un rientro controllato su questa fascia, se non accompagnato da volumi distributivi, risulterebbe coerente con un consolidamento fisiologico dopo l’estensione rialzista degli ultimi mesi.
• Supporto strutturale 27.500–26.000 punti: livelli individuati dalle analisi di medio periodo come supporti critici di trend; solo una discesa stabile sotto 26.000 punti metterebbe realmente in discussione la struttura rialzista di fondo e aprirebbe spazio a una correzione più profonda verso l’area 25.000–24.000.
Struttura tecnica: trend, momentum e livelli chiave sul CFD Pepperstone Nasdaq
La struttura del Nasdaq 100 resta impostata positivamente sui timeframe maggiori: i prezzi si mantengono sopra la media a 200 giorni e il recente rientro dalle estensioni sopra area 30.700 sembra più un pullback fisiologico che un vero cambio di trend. In questa fase, la tenuta delle medie veloci, soprattutto 20 e 50 periodi, sarà il primo elemento da monitorare per capire se il movimento in corso è solo una correzione dentro un trend rialzista oppure l’inizio di una fase più debole. I dati più recenti confermano un quadro ancora costruttivo, con Nasdaq 100 sopra la media a 50 giorni e intorno a 29.118 punti al 26 giugno 2026, mentre la 200-day moving average si colloca poco sopra 29.708 punti.inv
Il momentum sta però raffreddandosi: l’RSI daily è tornato in area neutrale poco sopra 50, segnalando una pressione compratrice ancora presente ma meno intensa, mentre il MACD mostra un indebolimento della spinta direzionale. Il quadro resta quindi correttivo nel breve, ma senza segnali sufficienti per parlare di un’inversione strutturale del trend di medio periodo.
Dal punto di vista operativo, un recupero sopra 30.200–30.500 riaprirebbe rapidamente spazio verso i massimi e oltre 30.700, con possibili estensioni in area 31.200–31.500. Al contrario, la fascia 30.000–29.000 resta il primo supporto da difendere; solo una rottura daily netta sotto 27.500–26.000 metterebbe davvero in discussione l’impostazione rialzista di fondo.
Scenari sulla fascia 29.500–31.500 (Nasdaq CFD Pepperstone NAS100)
Se nelle prossime settimane il mercato dovesse consolidare sopra 29.500–29.600 punti e tornare stabilmente sopra 30.200, con successivo breakout del massimo storico a 30.700, il Nasdaq CFD NAS100 entrerebbe in una nuova fase di price discovery, con primo target tecnico nell’area 31.200–31.500. In questo scenario, i modelli trend‑following continuerebbero a leggere il mercato come un forte trend rialzista, privilegiando strategie long sui pullback verso 30.000–29.500 e inquadrando eventuali spike ribassisti soprattutto come opportunità di ricopertura delle posizioni short.
Se invece il mercato non riuscisse a riconquistare 30.000–30.200 in chiusura e continuassero a prevalere le prese di profitto, il Nasdaq CFD Pepperstone potrebbe ritracciare verso 29.000–28.700 e, in caso di peggioramento del sentiment macro o di guidance negative sugli utili, estendere la correzione fino al cluster di supporti strutturali 27.500–26.000. In questo caso, il mercato entrerebbe in una fase di distribuzione tecnica a ridosso dei massimi, con una lateralità ampia tra 26.000 e 30.500 in attesa di nuovi catalizzatori.
Solo una discesa stabile sotto 27.500–26.000 comprometterebbe la struttura rialzista in corso e aprirebbe lo spazio per una correzione più profonda verso 25.000–24.000. In questa fase, l’area 29.500–31.500 rappresenta il nuovo pivot del mercato tech USA: la capacità dei prezzi di restare sopra 30.000–30.200 in chiusura daily sarà il segnale chiave per distinguere tra un semplice pullback in trend e una distribuzione più complessa sotto i massimi storici.
Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
EUR/USD: fragile, battaglia a 1,14 decide il prossimo trend EUR/USD: rimbalzo da 1,13–1,14, ma il dollaro resta il driver principale
La coppia sta tentando di stabilizzarsi sopra 1,14 dopo aver toccato minimi plurimensili in area 1,13. Tuttavia, la pressione del dollaro USA continua a limitare il potenziale di recupero della moneta unica. In questo contesto, la tenuta dell’area 1,14–1,1450 diventa cruciale: solo un consolidamento sopra questi livelli potrebbe trasformare il rimbalzo in qualcosa di più strutturato, favorendo una fase di ricopertura delle posizioni short. In caso contrario, il movimento rischia di restare un semplice pullback all’interno di un trend ribassista più ampio.
Tra il 29 e il 30 giugno 2026, il fixing BCE si attesta in area 1,1406, all’interno di un range mensile compreso tra i minimi di 1,1340 e i massimi in area 1,16–1,17. Nelle ultime sedute il cambio ha reagito dai supporti in zona 1,133–1,136, riportandosi sopra 1,14, ma con una volatilità ancora sostenuta, alimentata dai dati macro statunitensi e dalla debolezza ciclica dell’Eurozona.
Nel breve periodo, il mercato sembra impegnato a difendere il cluster di supporti tra 1,133 e 1,136, mentre il trend di fondo resta orientato al ribasso su base settimanale e mensile. In ottica intraday, l’area 1,137–1,145 continua a rappresentare la principale zona di equilibrio tra domanda e offerta, dove si concentra lo scontro tra compratori e venditori.
Struttura di fondo: ciclo ribassista del EUR, ma senza rottura della struttura pluriennale
l’EUR/USD arriva da una fase di recupero rispetto ai minimi del 2022–2023, ma il movimento rialzista ha perso forza nel 2026, con un ritorno in fascia 1,13–1,17. Le pressioni ribassiste dell’ultimo trimestre riflettono la combinazione di dati Eurozona sotto le attese e di un dollaro sostenuto da rendimenti USA relativamente elevati e da flussi rifugio.
Nonostante la fase correttiva, la struttura di lungo periodo resta quella di un grande trading range, con un’area cardine collocata tra 1,12 e 1,18. Solo una rottura stabile sotto 1,12 aprirebbe lo scenario di una nuova gamba ribassista strutturale dell’euro contro dollaro, mentre un recupero sopra 1,17–1,18 riaprirebbe la discussione su un ciclo rialzista più esteso.
Nuova fascia operativa 1,133–1,173 su EUR/USD
La precedente fascia di equilibrio tra 1,15 e 1,18, che aveva caratterizzato buona parte del primo semestre, è stata ormai violata al ribasso con il movimento che ha portato i prezzi verso 1,13–1,14. Il nuovo intervallo di contrattazione prevalente si colloca tra il supporto 1,133–1,136 e la resistenza dinamica in area 1,17–1,173, dove transita anche il bordo superiore delle principali figure tecniche di medio periodo.
In questa fascia il mercato sta decidendo se la debolezza dell’euro verrà riassorbita come fase correttiva all’interno di un grande range, con potenziali estensioni di recupero verso 1,17–1,18, oppure se si strutturerà una nuova gamba ribassista con rottura di 1,133–1,13 e possibili discese in direzione di 1,12–1,11. Finché le chiusure daily resteranno sopra 1,133, la lettura di fondo rimane quella di un dollaro forte ma non ancora in fase di runaway trend contro euro.
Principali livelli attuali (EUR/USD, cash spot)
• Resistenza assoluta 1,17–1,173: area di massimo recente e bordo superiore del pennant rialzista individuato su alcuni timeframe H4; una chiusura daily sopra 1,173 ridarebbe forza al tema di un recupero esteso dell’euro verso 1,18–1,19.
• Resistenza secondaria 1,146–1,150: zona di congestione individuata da diverse analisi come primo ostacolo sul rimbalzo; un superamento pulito di 1,1460–1,1500 aprirebbe spazio verso 1,16, mentre rifiuti su questo livello favorirebbero nuove vendite.
• Supporto primario 1,137–1,136: area ora testata ripetutamente in giugno e indicata come primo baluardo difensivo per l’euro; una tenuta di questo livello mantiene aperta l’ipotesi di consolidamento laterale, mentre una rottura netta riproporrebbe rapidamente 1,133–1,13.
• Supporto secondario 1,133–1,129: cluster di minimi recenti e target indicato da diversi scenari ribassisti; una discesa in chiusura sotto 1,129 aumenterebbe sensibilmente il rischio di estensione verso 1,12–1,1200.
• Supporto strutturale 1,120–1,106: area storica di accumulo, evidenziata come livello critico per la struttura di medio periodo; solo rotture stabili sotto 1,106–1,10 metterebbero in discussione il grande range 1,10–1,20 e aprirebbero scenari di rivalutazione profonda del dollaro.
Struttura tecnica: trend, momentum e livelli chiave su EUR/USD
La configurazione delle medie mobili evidenzia un quadro misto: le SMA 20 e 50 cominciano a segnalare un potenziale tentativo di recupero di breve, mentre le medie più lunghe restano ancora orientate al ribasso, riflettendo la fase discendente del secondo trimestre. Il prezzo oscilla intorno alle medie veloci, con la fascia 1,137–1,145 che rappresenta il fulcro tecnico tra continuazione ribassista e consolidamento di transizione.
Gli oscillatori di momentum (RSI, MACD, Stocastico) mostrano un quadro di pressione venditrice in attenuazione, con l’RSI che si posiziona in zona neutrale e il MACD ancora sotto la linea dello zero ma in fase di appiattimento. Il contesto tecnico è quindi coerente con un dollaro forte ma privo, al momento, di nuove divergenze ribassiste a favore dell’euro sufficientemente nette da giustificare un’inversione strutturale immediata.
In questo quadro, un ritorno stabile sopra 1,146–1,150 riaprirebbe rapidamente lo scenario di recupero verso 1,16–1,17, con possibile test della parte alta del range a 1,173. Al contrario, la fascia 1,137–1,133 rappresenta il primo cuscinetto di assorbimento del ribasso: solo una rottura netta e confermata sotto 1,129–1,120 metterebbe davvero in discussione l’ipotesi di consolidamento e rilancerebbe la narrativa di un ciclo ribassista più profondo sull’euro.
Scenari sulla fascia 1,133–1,173 (EUR/USD)
Se nelle prossime settimane il mercato dovesse consolidare sopra 1,137–1,140 e tornare stabilmente sopra 1,146–1,150, con successivo breakout della resistenza 1,17–1,173, l’EUR/USD entrerebbe in una nuova fase di recupero, con target tecnici iniziali in area 1,18–1,19. In questo scenario, i modelli trend‑following comincerebbero a ridimensionare le posizioni short strutturali, privilegiando strategie long sui pullback verso 1,14–1,137 e leggendo le discese come occasioni di ricopertura.
Se invece il mercato non riuscisse a riconquistare 1,146–1,150 in chiusura e continuassero a prevalere le vendite sui rimbalzi, l’EUR/USD potrebbe ritracciare verso 1,133–1,129 e, in caso di ulteriore rafforzamento del dollaro o deludente dati Eurozona, estendere la correzione fino al cluster di supporti strutturali 1,120–1,106. In questo caso, la coppia entrerebbe in una fase di distribuzione ribassista all’interno del grande range, con un’ampia lateralità tra 1,106 e 1,16 in attesa di nuovi driver di politica monetaria.
Solo una discesa stabile sotto 1,106–1,10 comprometterebbe la struttura di medio periodo dell’euro contro dollaro e aprirebbe spazio a scenari di rivalutazione più profonda della valuta USA, con possibili estensioni in direzione di 1,08–1,06. In questa fase, l’area 1,133–1,173 rappresenta il nuovo pivot del principale cross FX globale: la capacità dei prezzi di restare sopra 1,14–1,145 in chiusura daily sarà il segnale chiave per distinguere tra semplice rimbalzo correttivo e vera fase di ricopertura delle posizioni ribassiste.
Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
Oro: –28% dai massimi 2026! Oro sfonda 3.980 non c'è scampo!La fascia 3.963–4.325 USD deciderà se l'ipervenduto estremo (RSI 30,72) produce un rimbalzo tecnico recuperabile o se il SuperTrend Down Trend a 4.325 USD condanna l'oro a nuovi minimi verso 3.800–3.700 USD.
L'oro (XAUUSD spot/CFD Pepperstone) sta attraversando una correzione netta e direzionale: dai massimi assoluti a 5.597,91 USD l'oncia il prezzo ha ceduto oltre 1.600 USD, toccando 3.979,19 USD nella sessione del 25 giugno 2026. La struttura tecnica rimane chiaramente ribassista sul breve e sul medio periodo; il SuperTrend segna un "Down Trend" a 4.325,12 USD e agisce come una resistenza dinamica che fino a oggi ha respinto ogni tentativo di rimbalzo. L'RSI daily è a 30,72, un livello di ipervenduto estremo che può preludere a rimbalzi tecnici, ma senza divergenze rialziste confermate non basta a indicare una inversione strutturale del trend.
Contesto attuale: dove si trova il prezzo
L'oro (XAUUSD spot/CFD Pepperstone) quota oggi 3.979,19 USD, in calo dello 0,50% rispetto alla chiusura precedente, dopo una seduta con apertura a 4.006,72 USD, massimo a 4.018,76 USD e minimo a 3.963,58 USD. I volumi restano sotto la media, segnalando un mercato più in deriva che sotto forte pressione, con spazio per possibili spike di volatilità nelle prossime ore.
Sul piano tecnico, il quadro resta debole: il prezzo è sotto i principali riferimenti di breve e medio periodo, mentre il SuperTrend “Down Trend” a 4.325,12 USD continua a fare da resistenza dinamica. Anche il SuperTrend “Up Trend” a 4.919,19 USD è ormai molto lontano dai prezzi attuali e conferma la profondità della correzione.
La soglia psicologica dei 4.000 USD ha perso solidità e, dopo la violazione intraday fino a 3.963,58 USD, è tornata a funzionare da resistenza di breve. Pur trovandosi nella parte bassa del range annuale e con una correzione superiore al 28% dai massimi, l’oro resta ancora in territorio positivo da inizio anno, quindi il trend di fondo non appare compromesso, anche se la fase correttiva è decisamente più intensa di un semplice pullback.
Struttura di fondo: rialzo di lungo, correzione di medio ormai matura
Su orizzonte pluriennale, il trend di fondo dell’oro resta ancora rialzista. Nei cicli precedenti il metallo ha costruito una struttura forte, sostenuta dalla domanda di copertura di banche centrali e investitori istituzionali, arrivando fino ai massimi storici di 5.597,91 USD. Anche con la correzione in corso, la performance annua resta comunque molto positiva, intorno al +51,77% secondo il dato Pepperstone in piattaforma.
Le medie mobili di lunghissimo periodo confermano che il super-ciclo è ancora integro: EMA 200 e SMA 200 daily restano ben al di sotto dei prezzi attuali, quindi parlare di vera inversione di lungo periodo sarebbe ancora prematuro. Detto questo, la correzione attuale, superiore al 28% rispetto al top, non è un semplice ritracciamento, ma un movimento correttivo più profondo all’interno di un bull market ancora in essere.
Anche il quadro di medio periodo è cambiato: dai massimi di area 5.597 USD, l’oro sta segnando una sequenza di massimi e minimi decrescenti. Il SuperTrend “Down Trend” a 4.325,12 USD ha formalizzato questa fase distributiva/correttiva e, per tornare a un’impostazione più costruttiva, servirebbe un recupero stabile in chiusura settimanale sopra l’area 4.325–4.400 USD.
La logica della nuova fascia 3.963–4.325 USD
L’area 3.963–4.325 USD è il vero campo di battaglia tra compratori e venditori: da qui passa la scelta tra un rimbalzo tecnico verso 4.200–4.325 USD e un’eventuale estensione della correzione verso 3.800–3.700 USD.
- La prima resistenza passa tra 4.000 e 4.019 USD, cioè tra la soglia psicologica dei 4.000 e il massimo intraday di 4.018,76 USD. Un ritorno stabile sopra 4.050 USD alleggerirebbe la pressione ribassista e aprirebbe spazio verso 4.150–4.200 USD.
- La resistenza più importante resta però 4.325 USD, dove si colloca il SuperTrend “Down Trend” a 4.325,12 USD. Finché il prezzo resta sotto questo livello, ogni rimbalzo va letto più come occasione di vendita che come vero segnale di inversione; solo una chiusura settimanale sopra quest’area cambierebbe il quadro di medio periodo.
Più in alto, l’area 4.500–4.600 USD resta una resistenza secondaria rilevante, soprattutto in caso di rimbalzi più ampi. Sul lato opposto, il primo supporto serio si trova tra 3.963 e 3.900 USD: finché questa zona tiene in chiusura daily, resta credibile l’ipotesi di un rimbalzo tecnico da ipervenduto.
Se invece 3.963 USD venisse rotta in modo confermato, i riferimenti successivi diventerebbero 3.800–3.750 USD, un’area importante anche per motivi tecnici e di struttura di mercato. Solo in caso di discesa verso 3.500–3.400 USD si parlerebbe di una correzione davvero profonda, pur ancora compatibile con le dinamiche storiche dell’oro nei grandi bull market.
Struttura tecnica: trend, momentum e livelli chiave
Sul daily, il quadro delle medie mobili resta chiaramente ribassista nel breve e nel medio periodo: il prezzo è sotto tutte le principali medie veloci e intermedie, tutte orientate al ribasso e in segnale di vendita. Solo le medie di lunghissimo periodo, EMA 200 e SMA 200, restano ancora positive, a conferma che il trend primario pluriennale non è stato invalidato dalla correzione in corso.
Il riferimento tecnico più importante resta il SuperTrend “Down Trend” a 4.325,12 USD: finché il prezzo resta sotto questo livello, l’impostazione operativa resta di debolezza e ogni rimbalzo va letto con prudenza. Il SuperTrend “Up Trend” a 4.919,19 USD, molto più in alto, evidenzia quanto sia profondo il deterioramento tecnico rispetto ai massimi.
Anche gli oscillatori sono in area di forte ipervenduto: l’RSI a 30,72 si avvicina alla soglia critica di 30 e lascia aperta la possibilità di rimbalzi tecnici, ma senza divergenze rialziste confermate non basta a parlare di inversione. I volumi, poi, restano sotto la media, quindi per ora non si vede ancora una vera fase di capitolazione finale.
In pratica, la mappa resta questa: sotto 3.963 USD il rischio si sposta verso 3.800–3.750 USD; sopra 4.019–4.050 USD si riapre spazio per un recupero verso 4.150–4.200 USD; solo un ritorno stabile sopra 4.325 USD in chiusura settimanale rimetterebbe davvero in discussione la struttura ribassista di medio periodo.
Scenari sulla fascia 3.963–4.325 USD
La fascia 3.963–4.325 USD resta il vero pivot di mercato. Se il supporto 3.963–3.900 USD tiene in chiusura daily e l’RSI mostra una divergenza rialzista, l’oro potrebbe costruire un rimbalzo tecnico verso 4.050–4.150 USD, con spazio anche fino a 4.200–4.325 USD in presenza di catalizzatori favorevoli come dollaro più debole, tensioni geopolitiche, dati USA deludenti o toni più accomodanti dalla Federal Reserve. In ogni caso, si tratterebbe comunque di un rimbalzo dentro una struttura di medio periodo ancora ribassista, con il SuperTrend “Down Trend” a 4.325,12 USD che resterebbe la resistenza dinamica decisiva.
Se invece 3.963–3.900 USD cedesse in modo stabile, soprattutto con volumi in aumento, la correzione si approfondirebbe con primo obiettivo a 3.800–3.750 USD e possibile estensione verso 3.600–3.500 USD. Uno scenario del genere sarebbe favorito da un dollaro più forte, dati macro USA migliori del previsto o un allentamento delle tensioni geopolitiche, cioè fattori che ridurrebbero la domanda di beni rifugio. Il bull market di lungo periodo resterebbe intatto, ma prima di pensare a nuovi massimi oltre 4.500–5.000 USD bisognerebbe passare attraverso una correzione più profonda.
In sintesi, 3.963–4.325 USD è la fascia che decide tutto: finché il prezzo non recupera stabilmente sopra 4.050–4.150 USD e soprattutto non supera 4.325 USD, la lettura di medio periodo resta ribassista e ogni rialzo va considerato più come occasione tattica che come vera inversione.
Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
Bitcoin: Il recupero di giugno resta un rimbalzo. Cruciali i 61kIl rimbalzo costruito dal minimo del 5 giugno continua a comportarsi come un recupero tecnico e non come una vera inversione . Il prezzo non è riuscito a riconquistare il 50% di Fibonacci a 63.172 e resta intrappolato nei bassifondi, mentre la struttura entra nel pieno della fascia "cuscinetto" di chiusura del mensile. La tenuta di area 61.120 è il riferimento che, nelle prossime 24/48 ore, separa la costruzione di un minimo utile dal rischio di un ritorno verso i 60.000.
⏳ Tempo
La struttura ha ormai superato il 17° giorno di vita dal minimo del 5 giugno (A), una durata che va ben oltre tutte le sequenze osservate nella fase ribassista tra maggio e inizio giugno. Prendendo a riferimento i minimi relativi del 9-10 giugno, anche in questo caso il conteggio supera i 13 giorni, il limite massimo oltre il quale, nelle precedenti strutture ribassiste, il mercato finiva sempre per aggiornare i minimi iniziali. Finora non è accaduto. Siamo dentro la fascia "cuscinetto" che storicamente coincide con la fase finale di assestamento del mensile. Per ritrovare una struttura ciclica simile devo tornare alle ultime sedute di aprile: massimo nella fase iniziale del ciclo, massimo inferiore nella seconda parte, chiusura poco sopra il minimo di partenza. Non è una fotocopia, ma le analogie iniziano a diventare interessanti.
📊 Prezzo
Dopo l'affondo sotto 62.000 (primo ritorno sotto quota dall'11 giugno), il prezzo ha provato a reagire ma si è fermato questa mattina a ridosso di 63.100, respinto proprio sotto il 50% di Fibonacci a 63.172, tornando a lavorare in area 62.800. Manca quindi il balzo oltre 63.200 necessario per parlare di un primo segnale rialzista di brevissimo periodo. Allargando lo sguardo: il massimo del 15 giugno ha prodotto un recupero del 13,8% dal minimo del 5 giugno, fermandosi però ben prima dei 71.000 che da settimane indico come "minimo sindacale" per iniziare a parlare di qualcosa di più di un rimbalzo. Successivamente, dopo la chiusura del sottociclo il 19 giugno, il secondo rimbalzo si è limitato a un +5,4%, culminato lunedì 22 giugno. Anche in questa discesa sinora non vedo accelerazioni verticali né liquidazioni forzate, con movimenti più da riposizionamento che da vendite dettate dal panico.
📉 Volumi
Nessuna novità di rilievo. Gli scambi delle ultime ore restano allineati alla media, già modesta, che ha accompagnato l'intero rimbalzo tecnico. Continuo a non registrare segnali di accumulazione e ricostruzione di posizioni di medio-lungo periodo, quelli che di norma accompagnano la nascita di una nuova fase rialzista. È l'elemento che, più di ogni altro, mi tiene sul lato della prudenza. Questo resta un recupero, non un'inversione.
🎯 Scenario
Il rimbalzo dopo il minimo di ieri resta una semplice reazione tecnica dentro una struttura ancora fragile . La finestra temporale è compatibile con la conclusione del mensile e con la ricerca di un minimo di riferimento. Nelle prossime 24/48 ore la tenuta di area 61.120 — 75% di Fibonacci del recupero di giugno e zona dei minimi del 9-10 giugno — sarà il fattore decisivo! Una sua difesa terrebbe aperta la costruzione di un minimo per il nuovo ciclo, una violazione confermata aprirebbe la strada verso il minimo del 5 giugno e i 60.000, con il rischio di aggiornamento dei minimi annuali. Sul fronte opposto, il recupero stabile sopra 63.170 e poi 64.140 cambierebbe la lettura di breve, ma il primo vero cambio di tendenza passa dai 65.000.
📍 Livelli Operativi
Resistenze: 63.170 – 64.140 – 65.000/65.225 (25%) – 65.800 (5° target) – 68.200
Supporti: 62.460 (6° target) – 61.120 – 60.000 (minimo del 5 giugno) – 59.100 (7° target)
Nasdaq, shock sotto i 30.000! Ultima trincea 29500...Nasdaq: forte pullback sotto i massimi storici, il NAS100 rientra verso 29.500 punti
La brusca correzione in corso sul Nasdaq 100 ha riportato il CFD NAS100 Pepperstone nettamente sotto la soglia psicologica dei 30.000 punti, dopo i massimi storici segnati sopra 30.760 a inizio giugno. La capacità del mercato di difendere l’area 29.500–29.600 in chiusura daily sarà ora il discrimine principale tra un semplice pullback in trend rialzista e l’avvio di una fase di distribuzione tecnica più profonda.
Contesto attuale: dove si trova il prezzo (CFD Pepperstone Nasdaq NAS100)
Alla data del 23 giugno 2026, il CFD NAS100 Pepperstone su TradingView quota intorno a 29.626 punti, in calo di circa il 2,5% rispetto alla chiusura precedente. Durante la seduta ha toccato un massimo di 30.416 punti e un minimo di 29.608, con una candela daily fortemente ribassista e la rottura del supporto psicologico dei 30.000 punti, in un contesto di maggiore pressione sui mercati azionari USA.
Il massimo a 52 settimane del Nasdaq 100 cash resta nell’area dei 30.762 punti, raggiunta a inizio giugno 2026 dopo il rally partito dai minimi del 2025 in zona 21.500. Il CFD NAS100 Pepperstone replica il Nasdaq 100 tramite il future E-Mini front-month, con spread contenuti e un andamento generalmente molto allineato al cash index, fatte salve le normali differenze di orario e rollover.
Struttura di fondo: bull trend pluriennale intatto, con il mercato che testa la resilienza del trend
Su orizzonte pluriennale, il Nasdaq 100 resta in un bull trend strutturato. Il minimo del 2025 in area 21.500 ha rappresentato una correzione intermedia all’interno del movimento rialzista iniziato dai minimi del 2022, da cui il mercato ha poi superato in sequenza le resistenze di 24.000, 26.000, 28.000 e 30.000 punti, aggiornando i massimi storici poco sopra 30.760 punti a inizio giugno 2026.
Il quadro fondamentale continua a essere favorevole al comparto tech USA, sostenuto dagli utili solidi delle megacap e dalla narrativa legata all’intelligenza artificiale. Restano però alte le valutazioni, che rendono il mercato più sensibile ai dati macro e alle sorprese sui tassi. In questo contesto, l’area 27.651–26.119 punti rimane il principale supporto di medio periodo, mentre sopra 30.000 il focus è soprattutto sulla sostenibilità dei multipli più che sulla tenuta del trend.
Nuova fascia operativa 29.500–31.500 sul CFD Pepperstone Nasdaq (NAS100)
La precedente fascia di equilibrio tra 27.000 e 29.500 punti, che aveva contenuto le fasi di consolidamento di inizio anno, è ormai diventata la base del breakout oltre quota 30.000. Il nuovo intervallo di contrattazione tra compratori e venditori sul Nasdaq CFD Pepperstone NAS100 si colloca ora tra 29.500 e 31.500 punti, con i massimi storici a presidiare la parte alta e l’area 29.500–29.600 come primo supporto di breve periodo.
In questa fascia il mercato capirà se la correzione in atto sarà assorbita come una normale presa di profitto dopo la forte accelerazione rialzista, con possibili estensioni verso 31.000–31.500, oppure se prenderà forma un riassorbimento più profondo del movimento, con ritorno verso i supporti intermedi a 29.000–28.000 punti. Finché le chiusure daily resteranno sopra 29.000–28.700, la lettura di fondo resterà quella di un bull trend in consolidamento, più che di una vera inversione strutturale.
Principali livelli attuali (NAS100 CFD Pepperstone, riferiti al cash NDX)
• Resistenza assoluta 30.760–31.000 punti: area dei massimi storici recenti di inizio giugno e soglia psicologica tonda; una chiusura daily stabile sopra 30.760 con volumi crescenti costituirebbe il segnale tecnico più forte per l’apertura di una nuova fase di price discovery verso 31.200–31.500.
• Resistenza secondaria 31.200–31.500 punti: zona individuata come possibile target dell’onda rialzista in essere, costruita su proiezioni Fibonacci dell’impulso partito dai minimi del 2025 e coincidente con la parte alta del canale ascendente di lungo periodo.
• Supporto primario 30.200–30.000 punti: area ora violata intraday ma ancora rilevante in ottica di chiusure daily; un rapido rientro sopra questa fascia riporterebbe il quadro in una configurazione di “bullish consolidation”, mentre conferme di chiusura sotto 30.000 la trasformerebbero in resistenza.
• Supporto secondario 29.000–28.700 punti: prima area di pullback tecnico di rilievo, coincidente con i massimi precedenti di maggio e con il passaggio delle prime medie mobili di trend daily; un rientro controllato su questa fascia, se non accompagnato da volumi distributivi, sarebbe coerente con un consolidamento fisiologico dopo l’estensione rialzista degli ultimi mesi.
• Supporto strutturale 27.651–26.119 punti: livelli individuati dalle analisi di medio periodo come supporti critici di trend; solo una discesa stabile sotto 26.119 metterebbe seriamente in discussione la struttura rialzista di fondo e riaprirebbe lo scenario di una correzione intermedia più profonda verso l’area 25.000–24.000.
Struttura tecnica: trend, momentum e livelli chiave sul CFD Pepperstone Nasdaq
La configurazione delle medie mobili sul Nasdaq 100 rimane impostata al rialzo sui timeframe maggiori: il prezzo si mantiene sopra la media a 200 giorni, mentre il rientro in corso verso le medie di breve dopo l’estensione sopra 30.700 indica una fase di normalizzazione del trend. La tenuta delle medie veloci in configurazione crescente rispetto a quelle lente sarà cruciale per confermare che il movimento in atto è un pullback correttivo e non l’inizio di un’inversione strutturale.
Gli oscillatori di momentum stanno uscendo gradualmente dalla zona di ipercomprato raggiunta in prossimità dei massimi storici. L’RSI daily sta rientrando dalla soglia di 70 verso livelli più neutrali, pur restando in un contesto di trend positivo, mentre il MACD rimane ancora sopra lo zero ma mostra segnali di appiattimento. Il quadro tecnico indica quindi un aumento della pressione venditrice, senza però evidenze di divergenze ribassiste sufficientemente nette sui timeframe superiori da mettere in crisi il bull trend di fondo.
In questo contesto, un ritorno sopra 30.200–30.500 punti riaprirebbe lo scenario di price discovery oltre 30.760, con possibili target in area 31.200–31.500. Al contrario, la fascia 30.000–29.000 punti rappresenta il primo cuscinetto di assorbimento del pullback. Solo una rottura netta e confermata in chiusura daily sotto 27.651–26.119 punti metterebbe davvero in discussione la narrativa di un bull trend esteso ma ancora intatto.
Scenari sulla fascia 29.500–31.500 (Nasdaq CFD Pepperstone NAS100)
Se nelle prossime settimane il mercato dovesse consolidare sopra 29.500–29.600 punti e tornare stabilmente sopra 30.200, con un successivo breakout del massimo storico a 30.760, il Nasdaq CFD NAS100 entrerebbe in una nuova fase di price discovery, con primo target tecnico nell’area 31.200–31.500. In questo scenario, i modelli trend-following continuerebbero a leggere il mercato come un forte trend rialzista, privilegiando strategie long sui pullback verso 30.000–29.500 e considerando eventuali spike ribassisti soprattutto come opportunità di ricopertura delle posizioni short.
Se invece il mercato non riuscisse a riconquistare 30.000–30.200 in chiusura e continuassero a prevalere le prese di profitto, il Nasdaq CFD Pepperstone potrebbe ritracciare verso 29.000–28.700 e, in caso di peggioramento del sentiment macro o di guidance negative sugli utili, estendere la correzione fino al cluster di supporti strutturali 27.651–26.119. In questo caso, il mercato entrerebbe in una fase di distribuzione tecnica a ridosso dei massimi, con una lateralità ampia tra 26.000 e 30.500 in attesa di nuovi catalizzatori.
Solo una discesa stabile sotto 27.651–26.119 comprometterebbe la struttura rialzista in corso e aprirebbe spazio a una correzione più profonda verso 25.000–24.000. In questa fase, l’area 29.500–31.500 rappresenta il nuovo pivot del mercato tech USA: la capacità dei prezzi di restare sopra 30.000–30.200 in chiusura daily sarà il segnale chiave per distinguere tra un semplice pullback in trend e una distribuzione più complessa sotto i massimi storici.
Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
Bitcoin: il rimbalzo cede, recupero già riassorbitoDopo la perdita dei 64.000 di ieri, nelle ultime ore BTC è sceso anche sotto i 63.000, tornando in area del 6° target ribassista (62.460). Tecnicamente è il segnale che oltre metà del recupero partito dal minimo del 5 giugno è già stata riassorbita. La tenuta del minimo del 5 giugno è l'unico elemento positivo, ma in questa fase non posso considerarlo con sufficiente affidabilità un minimo definitivo. Infatti, continuo a leggere il movimento come rimbalzo tecnico in fase di esaurimento, non come inversione.
📊 Il fattore Tempo è l'unico segnale costruttivo. BTC è entrato nel 13° giorno dopo il minimo del 5 giugno, ed è la durata massima delle fasi che hanno scandito la discesa maggio–giugno. È la prima volta dai massimi di maggio che, completata una fase di recupero, il mercato non ha prodotto nuovi minimi in questa fase. BTC è entrato nella finestra di chiusura del ciclo mensile e subito dopo entrerà nella fase "cuscinetto" che uso per individuare il minimo effettivo, potenzialmente fino alla prima metà della prossima settimana.
📉 La perdita confermata dei 63.000 in chiusura di ieri, porta il prezzo sotto il 50% di ritracciamento del recupero (63.170). Quando una reazione restituisce oltre metà del movimento appena costruito senza consolidare livelli superiori, aumenta la probabilità che sia solo un rimbalzo tecnico.
⚠️ I volumi continuano a rimanere il vero nodo cruciale. L'intero recupero verso i 67.000 si è sviluppato con volumi via via più sottili. Ieri, invece, la peggior seduta dall'avvio del rimbalzo (–2,5% circa) è arrivata con volumi in aumento. Rialzo a volumi deboli + vendite a partecipazione crescente è una combinazione poco incoraggiante.
🎯 Scenario
Finché il mercato resta nella fase finale del ciclo mensile privilegio debolezza e assestamento. Un recupero immediato di 63.200/63.500 sarebbe il primo segnale per rallentare la pressione ribassista. Sotto, restano aperti nuovi test verso 61.000/60.000. Sul piano strutturale nulla cambia finché non si rivedono stabilmente 65.000/65.800 e poi i 68.200 (38,2%), primo vero spartiacque tra semplice rimbalzo e recupero più strutturato, con il 50% della discesa maggio–giugno (area 71.000) che resta lo snodo tra recupero e inversione come avvertivo nei precedenti update.
📍 Livelli Operativi
Resistenze: 63.170 (50%) – 64.140 – 65.225 – 65.800 – 68.200
Supporti: 62.460 – 61.120 (75%) – 60.000 – 59.100 (7° target)
GBPUSD Fed e BoE: USD comanda, sterlina decide tutto su 1.3300GBPUSD: il mercato testa il supporto critico a 1.3300 dopo il double shock Fed–BoE
La capacità del GBPUSD di mantenersi stabile sopra la soglia psicologica di 1.3300 – 1.3325 è ora il discriminante principale per capire se il crollo di ieri, innescato dal tono hawkish della Federal Reserve, rappresenta un eccesso ribassista destinato a essere riassorbito con un recupero verso 1.3470 – 1.3550, o se il cambio è entrato invece in una fase di distribuzione tecnica dopo mesi di recupero dai minimi, lasciando spazio a una nuova gamba discendente verso 1.3175 e oltre.
Contesto attuale: dove si trova il prezzo (CFD Pepperstone GBPUSD)
Al 18 giugno 2026 il GBP/USD quota in area 1.3232, in calo rispetto alla chiusura precedente, con un intraday compreso tra 1.3225 e 1.3325. Il cambio resta quindi vicino ai minimi recenti, dopo una seduta precedente molto debole seguita da un tentativo di rimbalzo limitato.
La correzione è arrivata dopo il tono più restrittivo della Fed, che ha spinto la sterlina sotto pressione, mentre la pausa della Bank of England e i dati occupazionali UK migliori delle attese hanno favorito solo un recupero tecnico. Al momento, però, il mercato non è ancora riuscito a riprendere con convinzione le strutture rotte nella sessione precedente.
Sul piano operativo, il CFD Pepperstone sul GBP/USD continua a seguire da vicino il cambio spot, con quotazioni in tempo reale e differenze minime legate solo a orari di negoziazione e rollover.
Struttura di fondo: trend correttivo dopo i massimi di periodo, con la sterlina in una fase delicata
Su un orizzonte di medio periodo, il GBP/USD ha recuperato con forza dai minimi del 2025 in area 1.2100-1.2300, superando progressivamente le principali resistenze fino al massimo a 1.3870. Da quel livello è però partita una correzione tecnica, diventata più evidente nelle ultime settimane, con l’area 1.3460-1.3600 che si è rafforzata come resistenza di medio termine.
Sul piano fondamentale, il quadro resta poco favorevole alla sterlina: l’inflazione nel Regno Unito è ancora sopra target, la crescita economica mostra segnali di debolezza e il rallentamento dei salari limita la possibilità per la Bank of England di adottare una linea più aggressiva. In questo contesto, il dollaro mantiene un vantaggio relativo e il recupero della sterlina resta per ora più fragile che strutturale.
Nuova fascia operativa 1.3175 – 1.3550 sul CFD Pepperstone GBPUSD
La vecchia fascia di equilibrio tra 1.3390 e 1.3470, che aveva caratterizzato la price action di maggio e inizio giugno, è stata abbandonata al ribasso nella seduta di ieri, e il nuovo "laboratorio" di contrattazione tra compratori e venditori sul GBPUSD (CFD Pepperstone) è ora centrato tra 1.3175 e 1.3550. È all'interno di questa fascia che il mercato deciderà nelle prossime sedute se il breakdown di ieri è stato un eccesso ribassista da riassorbire – aprendo spazio a un recupero verso 1.3470 – 1.3550 – o se rappresenta invece la conferma di una struttura ribassista di medio termine con obiettivo verso 1.3175 e poi 1.3010 – 1.3050.
Principali livelli attuali (GBPUSD CFD Pepperstone):
• Resistenza primaria 1.3390 – 1.3470: fascia che il cambio deve riconquistare e mantenere in chiusura daily per poter parlare di rimbalzo strutturale; in questa area si concentra la prima offerta significativa post-breakdown, coincidente con i minimi delle ultime settimane ora diventati resistenza. Un recupero stabile sopra 1.3470 in volumi crescenti costituirebbe il primo segnale tecnico rilevante per considerare la ripresa dell'impulso rialzista verso 1.3550.
• Resistenza secondaria 1.3550 – 1.3600: livello cruciale di medio termine, area di confine tra un semplice rimbalzo e una vera inversione della pressione ribassista; solo chiusure daily convincenti sopra 1.3550 riaprirebbero lo spazio verso 1.3725 e la parte alta del range di lungo periodo.
• Resistenza assoluta / area premium 1.3725 – 1.3870: fascia che racchiude il 52 Week High e i massimi assoluti di periodo; una risalita verso questa zona presupporrebbe un ribaltamento completo del contesto macro e tecnico attuale, scenario al momento non in agenda.
• Supporto primario 1.3300 – 1.3325: livello testato più volte nelle settimane precedenti e violato al ribasso nella seduta di ieri; la sua tenuta o meno in chiusura daily è il discriminante principale tra rimbalzo tecnico e continuazione ribassista. Finché le chiusure rimangono sotto questa fascia, il mercato mantiene un'impostazione "bearish continuation" con pullback considerati occasioni di vendita più che segnali di inversione.
• Supporto intermedio 1.3175 – 1.3200: prima area di approdo in caso di breakdown confermato sotto 1.3300, coincidente con i livelli di supporto strutturale individuati dalle analisi recenti e con un'area di domanda potenziale; un rientro su questa fascia, se non accompagnato da volumi distributivi accelerati, sarebbe coerente con un normale test di supporto all'interno del range ribassista correttivo.
• Supporto strutturale 1.3010 – 1.3050: area del 52 Week Low e supporto di lungo periodo; solo una discesa stabile sotto questa fascia comprometterebbe seriamente la struttura del recupero plurimensile e riaprirebbe scenari di correzione profonda verso 1.2800 – 1.2500, mettendo in discussione la narrativa di bull trend di lungo periodo intatto.
Struttura tecnica: trend, momentum e livelli chiave sul CFD Pepperstone GBPUSD
Sul GBP/USD il quadro tecnico resta chiaramente ribassista: il prezzo si trova sotto tutte le principali medie mobili, dalla MA10 alla MA200, con le medie rapide orientate verso il basso e coerenti con un trend direzionale debole. Anche il riepilogo TradingView su daily conferma questa impostazione, con segnale complessivo di Strong Sell.
Il distacco tra il prezzo attuale e l’area delle medie in zona 1.3390-1.3470 indica che il mercato è sì in area di ipervenduto di breve, ma non mostra ancora segnali concreti di inversione. Gli oscillatori restano vicini alla zona di eccesso di vendita, quindi può nascere un rimbalzo tecnico, ma al momento non ci sono elementi sufficienti per parlare di cambio di trend.
In questa fase, un recupero sopra 1.3390-1.3470 potrebbe aprire spazio verso 1.3550, mentre sotto 1.3175 si riattiverebbe la pressione ribassista con target nell’area 1.3010-1.3050. Solo un ritorno stabile sopra 1.3550 metterebbe davvero in discussione l’impostazione ribassista in corso.
Scenari sulla fascia 1.3175 – 1.3550 (GBPUSD CFD Pepperstone)
Il GBP/USD resta in una fase decisiva tra un possibile rimbalzo tecnico e la continuazione del trend ribassista. Se il mercato assorbisse in modo costruttivo il doppio shock Fed–BoE e la sterlina continuasse a beneficiare dei dati occupazionali migliori delle attese, il cambio potrebbe recuperare prima l’area 1.3325-1.3390 e puntare poi verso 1.3470-1.3550.
In assenza di una conferma sopra 1.3390 in chiusura daily, però, ogni recupero resterebbe fragile e ancora più adatto a essere venduto che seguito come inversione strutturale. Il caso base resta quindi ribassista: se GBP/USD non riuscisse a stabilizzarsi sopra 1.3300-1.3325, il mercato potrebbe tornare verso 1.3175-1.3200, con possibile estensione a 1.3010-1.3050.
Solo un ritorno deciso sopra 1.3550-1.3600 metterebbe davvero in discussione l’impostazione ribassista. Per ora, la fascia 1.3175-1.3550 rappresenta il nuovo range operativo chiave, con 1.3300-1.3325 come livello da monitorare per capire se prevale il rimbalzo o la discesa.
Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
EURUSD dopo Fed: USD comanda, EUR difende area 1.1460 – 1.1500EURUSD: i massimi di periodo sono lontani, il cambio consolida sotto 1.1550 dopo la Fed hawkish
La capacità dell'EURUSD di mantenersi in chiusura stabile sopra la soglia psicologica di 1.1500 – 1.1550 sarà ora il discriminante principale per capire se il pullback innescato dalla Federal Reserve il 17 giugno rappresenta un eccesso ribassista destinato a essere riassorbito con un recupero verso 1.1650 – 1.1700, o se il cambio è entrato invece in una fase di distribuzione tecnica dopo mesi di consolidamento sotto i massimi, lasciando spazio a una nuova gamba discendente verso 1.1450 e oltre.
Contesto attuale: dove si trova il prezzo (CFD Pepperstone EURUSD) Alla data del 18 giugno 2026, l’EUR/USD si muove in area 1.1463, in calo di circa 34 pip, pari a –0.34%, rispetto alla chiusura precedente di 1.1502. La seduta si è aperta a 1.1501, con un range intraday compreso tra 1.1392 e 1.1528.
Il 52 Week High resta a 1.2083, mentre il 52 Week Low è stato aggiornato a 1.1392, toccato proprio nella seduta odierna.
La dinamica delle ultime giornate racconta un cambio di passo netto: fino a mercoledì 17 giugno l’EUR/USD stava consolidando tra 1.1550 e 1.1650, ma la Federal Reserve, pur lasciando i tassi fermi nel range 3.50%–3.75%, ha sorpreso i mercati con proiezioni che segnalano un rialzo atteso più avanti nell’anno, rafforzando il dollaro su tutti i cross. Subito dopo il comunicato, l’euro ha perso circa 50 pip in pochi minuti, scendendo da 1.1600 a 1.1550, per poi continuare a indebolirsi nelle ore successive fino ai minimi odierni in area 1.1392. Nella mattinata del 18 giugno c’è stato un tentativo di recupero verso 1.1463–1.1511, ma senza riuscire a recuperare con convinzione le strutture rotte nella seduta precedente.
Il CFD Pepperstone su EUR/USD replica in modo molto fedele il cambio spot euro/dollaro, con quotazioni in tempo reale intorno a 1.1463 e spread contenuti, mantenendo un delta sostanzialmente neutro rispetto al sottostante, salvo le normali differenze dovute agli orari di contrattazione e al rollover.
Struttura di fondo: trend correttivo dopo i massimi di periodo, con il dollaro che riprende il controllo Su orizzonte plurimensile, l’EUR/USD ha costruito un recupero importante dai minimi del 2024–2025, superando in sequenza le resistenze di 1.0800, 1.1000, 1.1200 e poi 1.1500–1.1600, fino a formare una serie di massimi e minimi crescenti che ha portato il 52 Week High a 1.2083. Da quel picco è iniziata una correzione tecnica, evoluta poi in una lunga fase di consolidamento tra 1.1550 e 1.1800, con una price action compressa tra supporti e resistenze e priva di una direzione pulita.
Sul piano fondamentale, il quadro è tornato favorevole al dollaro: la Fed mantiene un’impostazione hawkish, con proiezioni di un rialzo successivo, mentre l’eurozona continua a scontare una maggiore sensibilità al rischio energetico e geopolitico legato al conflitto in Medio Oriente, un fattore che tende a pesare più sull’euro che sul dollaro. In questo contesto, l’area 1.1650–1.1700 viene ora vista come resistenza consolidata di medio periodo, mentre sotto 1.1500 l’attenzione si sposta sulla tenuta dei supporti strutturali, lasciando comunque spazio a rimbalzi tecnici che restano inquadrabili come movimenti di un trend ribassista correttivo finché le medie lente non cambiano inclinazione.
Nuova fascia operativa 1.1390 – 1.1650 sul CFD Pepperstone EURUSD
La vecchia fascia di equilibrio tra 1.1550 e 1.1650, che aveva caratterizzato la price action delle settimane precedenti alla riunione Fed, è stata abbandonata al ribasso nella seduta di ieri, e il nuovo "laboratorio" di contrattazione tra compratori e venditori sull'EURUSD (CFD Pepperstone) è ora centrato tra 1.1390 e 1.1650. È all'interno di questa fascia che il mercato deciderà nelle prossime sedute se il breakdown di ieri è stato un eccesso ribassista da riassorbire – aprendo spazio a un recupero verso 1.1550 – 1.1650 – o se rappresenta invece la conferma di una struttura ribassista di medio termine con obiettivo verso 1.1390 prima e 1.1300 – 1.1200 in uno scenario più esteso.
Principali livelli attuali (EURUSD CFD Pepperstone):
• Resistenza primaria 1.1550 – 1.1600: fascia che il cambio deve riconquistare e mantenere in chiusura daily per poter parlare di rimbalzo strutturale; in quest'area si concentra la prima offerta significativa post-breakdown, coincidente con i livelli di consolidamento delle settimane precedenti ora diventati resistenza. Una chiusura stabile sopra 1.1600 costituirebbe il primo segnale tecnico rilevante per l'apertura di una fase di recupero verso 1.1650 – 1.1700.
• Resistenza secondaria 1.1650 – 1.1700: livello cruciale di medio termine, area in cui si trova la media mobile a 50 giorni (MA50 in zona 1.1671) e che rappresenta il confine tra un semplice rimbalzo e una vera inversione della pressione ribassista; solo chiusure convincenti sopra 1.1700 riaprirebbero lo spazio verso 1.1780 – 1.1800.
• Resistenza assoluta / area premium 1.1780 – 1.2083: fascia che racchiude i massimi recenti e il 52 Week High; una risalita verso questa zona presupporrebbe un ribaltamento completo del contesto macro e tecnico attuale, scenario al momento non in agenda.
• Supporto primario 1.1450 – 1.1500: attuale area di test e livello psicologico tondo; la tenuta o meno di questa fascia in chiusura daily è il discriminante principale tra rimbalzo tecnico e continuazione ribassista. Finché le chiusure rimangono sotto 1.1500, il mercato mantiene un'impostazione "bearish continuation".
• Supporto intermedio 1.1390 – 1.1392: minimo intraday odierno e primo supporto strutturale rilevante; un breakdown confermato sotto questa area con successive chiusure ribassiste aprirebbe spazio verso 1.1300 – 1.1200.
• Supporto strutturale 1.1200 – 1.1300: area di supporto di lungo periodo; solo una discesa stabile sotto 1.1200 comprometterebbe seriamente la struttura del recupero pluriennale e riaprirebbe scenari di correzione profonda verso 1.1000, fermo restando che il bull trend di lungo periodo resterebbe in discussione solo sotto le medie lente.
Struttura tecnica: trend, momentum e livelli chiave sul CFD Pepperstone EURUSD
La configurazione degli indicatori sull’EUR/USD resta nettamente ribassista su tutti i principali timeframe. Il riepilogo complessivo su TradingView in daily indica Sell, con 14 medie mobili su 14, dalla MA10 alla MA200, tutte in segnale Sell e nessuna in Buy. Il prezzo si mantiene sotto tutte le medie rilevanti, con la MA50 in area 1.1671 e la MA200 anch’essa intorno a 1.1670, una zona che più che da supporto dinamico continua a funzionare come area di offerta istituzionale ogni volta che il mercato prova a rimbalzare.
Il distacco tra il prezzo attuale, in area 1.1463, e le medie lente collocate molto più in alto descrive un mercato tecnicamente ipervenduto nel breve, ma ancora senza segnali di inversione strutturale. Anche gli oscillatori restano in territorio neutro, con RSI a 33.74, vicino alla soglia di ipervenduto tecnico sotto 30: una condizione che può accompagnare sia un rimbalzo correttivo sia una fase ribassista prolungata, in cui l’RSI rimane depresso. L’assenza di divergenze rialziste confermate impedisce però di leggere questa situazione come un vero segnale di inversione imminente.
I livelli pivot classici collocano S1 a 1.1560 e S2 a 1.1458, e il prezzo si trova già sotto entrambi, confermando una struttura di breve ancora compromessa. In questo scenario, sopra 1.1550–1.1600 il cambio potrebbe provare a recuperare verso 1.1650–1.1700, mentre sotto 1.1390 si aprirebbe una nuova fase ribassista in direzione 1.1300–1.1200. Solo un ritorno stabile sopra 1.1700, con le medie che tornano a inclinarsi al rialzo, metterebbe davvero in discussione la narrativa del bearish correttivo in atto.
Scenari sulla fascia 1.1390 – 1.1650 (EURUSD CFD Pepperstone)
Lo scenario di rimbalzo tecnico verso 1.1550–1.1650 si attiverebbe se, nelle prossime sedute, il mercato riuscisse ad assorbire la pressione venditrice post-Fed e le chiusure tornassero stabilmente sopra 1.1500 e poi sopra 1.1550. In questo caso l’EUR/USD CFD di Pepperstone potrebbe sviluppare un recupero verso 1.1600–1.1650, area in cui si concentrano le prime medie mobili rilevanti. Solo una riconquista chiara di 1.1600–1.1650 confermerebbe davvero questa lettura; in assenza di tale conferma, ogni rimbalzo andrebbe considerato più come un’occasione di vendita che come un’inversione strutturale.
Lo scenario base resta però quello di continuazione ribassista verso 1.1300–1.1200. Se il mercato non riuscisse a recuperare stabilmente 1.1500–1.1550 e i rientri su queste aree venissero respinti con chiusure sotto 1.1460, l’EUR/USD potrebbe aprire una nuova gamba discendente con target iniziale in area 1.1390 e successiva estensione verso 1.1300–1.1200. In questo contesto il mercato continuerebbe a mostrare una dinamica di distribuzione tecnica post-recupero, coerente con un trend ribassista di medio periodo in cui i rimbalzi vengono letti come occasioni di vendita istituzionale.
Solo un recupero deciso e mantenuto sopra 1.1700 metterebbe realmente in discussione la struttura ribassista in atto e aprirebbe spazio a una revisione più profonda verso 1.1780–1.1800. Resta comunque valido il fatto che il bull trend pluriennale non sarebbe compromesso finché le medie lente restano inclinate al rialzo e il cambio si mantiene sopra i supporti strutturali in area 1.1200. In questa fase, la fascia 1.1390–1.1650 rappresenta il nuovo pivot del mercato valutario europeo: la tenuta sopra 1.1500 in chiusura daily sarà il livello chiave per distinguere tra un rimbalzo verso 1.1600–1.1650 e una prosecuzione della discesa verso 1.1390 e oltre, ridefinendo così il range di medio termine dopo il segnale hawkish della Federal Reserve del 17 giugno 2026.
Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
BTC alla prova del rimbalzo, lo spartiacque rimane a 71kNell'ultimo update, indicavo il recupero dal minimo del 5 giugno come costruttivo ma non ancora inversione, con lo spartiacque a 71.000. Da allora BTC ha testato i 67.000 — la mossa che stavo monitorando — e ora è ripiegato a ~65.400. È il primo vero esame del rimbalzo: difendere i progressi, non solo costruirli. Il quadro di fondo non cambia: recupero sì, inversione no.
📊 BTC ha tagliato il traguardo di 11 giorni post bottom del 5 giugno. La durata massima delle fasi che hanno scandito la discesa maggio–giugno è stata di 13 giorni. La finestra cade tra domani e venerdì. Se il 5 giugno è davvero la chiusura del ciclo mensile, siamo nella fase finale del primo sottociclo, dalla durata più vicina ai 20 giorni che ai canonici 30.
📉 Dopo il test dei 67k il prezzo ha perso di nuovo il 5° target (65.787) e sta testando il 25% di ritracciamento (area 65.000). Finché difende questa soglia il recupero resta intatto; sotto, l'attenzione torna verso 64.000/63.000, coerente con una chiusura di sottociclo debole.
⚠️ I Volumi sono il vero nodo. Gli scambi degli ultimi giorni sono sopra la media dello stesso periodo calcolato negli ultimi due mesi (escluse le fasi di alta volatilità), ma sul dato giornaliero il rimbalzo si sviluppa con volumi decrescenti. Un rialzo sano attira partecipazione crescente e qui, per ora, non sta accadendo.
🎯 Scenario
Il livello che separa una semplice reazione tecnica da qualcosa di più è 68.200 (38,2% di ritracciamento). Solo un recupero stabile sopra apre verso 69.100 e poi 71.000 (50%), è lo spartiacque tra recupero e inversione. Più in alto, 75.000/75.700 darebbe i primi elementi per una vera inversione di medio periodo.
📍 Livelli
Resistenze: 65.800 · 68.200 (38,2%) · 69.115 · 71.000 (50%) · 75.000/75.700
Supporti: 65.062 (25%) · 65.000 · 64.000 · 63.000 · 62.460 · 60.000
Nasdaq: ancora un “Massive Gap Up" e doppio massimo cosa facciamNasdaq: i massimi storici sono a un passo, ma il prezzo consolida sotto 30.762
La capacità del Nasdaq di mantenersi in chiusura stabile sopra la soglia psicologica di 30.500 – 30.600 punti sarà ora il discriminante principale per capire se l'impulso partito dai minimi di aprile in area 21.500 maturerà in un nuovo breakout assoluto sopra il massimo storico recente di 30.762, o se il mercato entrerà invece in una fase di distribuzione tecnica dopo un recupero di oltre 9.000 punti in circa sei mesi.
Contesto attuale: dove si trova il prezzo (CFD Pepperstone Nasdaq NAS100)
Alla data del 16 giugno 2026 il Nasdaq 100 cash oscilla nell'area 30.577 punti, in rialzo di 52 punti (+0,17%) rispetto alla chiusura precedente di 30.525, con un'apertura giornaliera a 30.548 e un range intraday compreso tra 30.449 e 30.637.
Il 52 Week High si colloca a 30.762, segnato il 3 giugno 2026.
La price action delle ultime sedute mostra un mercato che sta consolidando in un range stretto a ridosso dei massimi storici, con minimi giornalieri nella fascia 30.449–30.500 che confermano la presenza di compratori su ogni tentativo di pullback.
Il futuro E-Mini Nasdaq 100 quota nell'area 30.887, mantenendo un premium ordinato rispetto al cash, coerente con la normale struttura di mercato in assenza di tensioni sui rollover.
Il CFD NAS100 Pepperstone replica fedelmente il cash price del Nasdaq 100 derivato dai future E-Mini front-month, con quotazioni in tempo reale nell'intorno di 30.577 e spread contenuti, mantenendo un delta sostanzialmente neutro rispetto al future salvo le normali differenze legate a rollover e orari di contrattazione.
Struttura di fondo: bull trend pluriennale intatto, con il mercato che testa i massimi assoluti
Su orizzonte plurimensile il Nasdaq 100 è inserito in un bull trend ben strutturato, con il minimo del 2025 in area 21.500 che ha completato una correzione intermedia severa all'interno del trend partito dai minimi del 2022. Da quel livello il mercato ha superato in sequenza le resistenze statiche a 24.000, 26.000, 28.000 e 30.000 punti, costruendo una serie di massimi e minimi crescenti e violando al rialzo ogni ostacolo tecnico intermedio con forza direzionale sostenuta.
Il contesto fondamentale rimane favorevole: la leadership del comparto tecnologico statunitense, la resilienza degli utili delle megacap, e un posizionamento istituzionale ancora costruttivo sul comparto growth sostengono il trend di fondo. In questo quadro la fascia 27.651 – 26.119 viene assorbita come zona di supporto di medio periodo consolidata, mentre sopra 30.000 la discussione si sposta più sulla sostenibilità delle valutazioni ai massimi che non sulla tenuta del trend, lasciando comunque spazio a correzioni rapide ma ancora inquadrabili come movimenti "in trend" finché le medie lente restano orientate positivamente.
Nuova fascia operativa 29.500–31.500 sul CFD Pepperstone Nasdaq (NAS100)
La vecchia fascia di equilibrio tra 27.000 e 29.500 è ormai trasformata in zona di breakout confermato, e il nuovo "laboratorio" di contrattazione tra compratori e venditori sul Nasdaq (CFD Pepperstone NAS100) è centrato tra 29.500 e 31.500 punti. È all'interno di questa fascia che il mercato deciderà se consolidare l'accelerazione degli ultimi mesi per tentare estensioni oltre 31.000 – 31.500 o se tornare a riassorbire parte del movimento verso i supporti intermedi nell'area 29.000 – 28.000.
Principali livelli attuali (NAS100 CFD Pepperstone, riferiti al cash NDX):
• Resistenza assoluta 30.762 – 31.000 punti: massimo storico recente del 3 giugno 2026 e soglia psicologica tonda; una chiusura daily stabile sopra 30.762 in volumi crescenti costituirebbe il segnale tecnico più forte per l'apertura di una nuova fase di price discovery verso 31.200 – 31.500.
• Resistenza secondaria 31.200 – 31.500 punti: zona individuata come possibile target dell'onda rialzista in essere, corrispondente a proiezioni Fibonacci sull'impulso partito dai minimi del 2025 e alla parte alta del canale ascendente di lungo periodo.
• Supporto primario 30.200 – 30.000 punti: area di tenuta psicologica e tecnica, già resistenza ora diventata supporto; finché le chiusure rimangono sopra questa fascia, il mercato mantiene una struttura di "bullish consolidation" con pullback considerati opportunità di trend rialzista.
• Supporto secondario 29.000 – 28.700 punti: prima area di pullback tecnico rilevante, coincidente con i massimi precedenti di maggio e con il passaggio delle prime medie mobili di trend; un rientro su questa fascia, se non accompagnato da volumi distributivi, sarebbe coerente con un normale consolidamento dopo l'estensione rialzista degli ultimi mesi.
• Supporto strutturale 27.651 – 26.119 punti: livelli individuati dalle analisi di medio termine come supporti critici di trend; solo una discesa stabile sotto 26.119 metterebbe seriamente in discussione la struttura rialzista di fondo e riaprirebbe lo scenario di una correzione intermedia più profonda verso l'area 25.000 – 24.000.
Struttura tecnica: trend, momentum e livelli chiave sul CFD Pepperstone Nasdaq
La configurazione delle medie mobili sul Nasdaq 100 mostra un'impostazione marcatamente rialzista su tutti i principali timeframe: il prezzo viaggia stabilmente sopra le medie a 50 e 200 giorni, con le medie più veloci in fase di espansione rispetto a quelle lente, configurazione tipica di una fase di trend forte e direzionale.
Il distacco tra prezzo corrente (area 30.577) e medie lente collocate significativamente più in basso descrive un mercato in ipercomprato strutturale, fenomeno coerente con la fase impulsiva in essere ma che aumenta la vulnerabilità a ritracciamenti rapidi qualora emergano catalizzatori negativi. In questo contesto, ogni ritorno verso le medie di breve diventa un test cruciale della forza dei compratori di medio periodo.
Gli oscillatori di momentum segnalano una condizione di ipercomprato ma ancora priva di divergenze ribassiste rilevanti: l'RSI si mantiene in zona 65 – 70, coerente con una fase di trend forte, e il MACD rimane in territorio positivo. Il mercato si trova tecnicamente in una zona in cui la pressione dei venditori tende a crescere, ma senza una rottura delle strutture di supporto di breve il quadro resta costruttivo.
In questa mappa tecnica, sopra 30.762 il mercato entrerebbe in piena price discovery verso 31.200 – 31.500, mentre tra 30.000 e 29.000 si colloca il primo cuscinetto di supporto post-accelerazione; solo la rottura decisa sotto 27.651 – 26.119 metterebbe in discussione la narrativa di "bull trend esteso ma intatto".
Scenari sulla fascia 29.500 – 31.500 (Nasdaq CFD Pepperstone NAS100)
Scenario di continuazione rialzista e breakout dei massimi: se nelle prossime settimane il mercato dovesse consolidare sopra 30.500 e spingere oltre il massimo storico recente di 30.762, il Nasdaq (NAS100 CFD) entrerebbe in una fase di price discovery con il primo target tecnico rilevante nell'area 31.200 – 31.500. In questo quadro i modelli trend-following continuerebbero a leggere il mercato come "strong buy on dips", privilegiando strategie long su pullback verso 30.000 – 29.500 e utilizzando eventuali spike ribassisti come occasioni di ricopertura short più che come segnali per costruire posizioni ribassiste strutturali.
Scenario di pullback tecnico e consolidamento sotto i massimi: se invece il mercato non riuscisse a chiudere stabilmente sopra 30.762 e dovessero emergere sorprese negative sul fronte macro o geopolitico, il Nasdaq (NAS100 CFD Pepperstone) potrebbe ritracciare prima verso 30.000 – 29.500, poi verso 29.000 – 28.700 in caso di correzione più estesa. In questa ipotesi il mercato sarebbe in una fase di distribuzione tecnica a ridosso dei massimi, compatibile con un consolidamento laterale in attesa di nuovi catalizzatori.
Solo una discesa stabile sotto 27.651 – 26.119 comprometterebbe la struttura dell'impulso rialzista in essere e aprirebbe spazio a una revisione ribassista più profonda verso 25.000 – 24.000, fermo restando che il bull trend pluriennale resterebbe intatto finché le medie lente conservano pendenza positiva.
In questa fase, la fascia 29.500 – 31.500 sul Nasdaq (CFD Pepperstone NAS100) rappresenta il nuovo pivot del mercato tech USA: la capacità dei prezzi di mantenersi sopra 30.000 – 30.200 in chiusura daily sarà il segnale chiave per distinguere tra un breakout dei massimi storici verso 31.200 – 31.500 e un rientro tecnico nel range precedente, con conseguente normalizzazione del momentum dopo la corsa eccezionale degli ultimi 12 mesi.
Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
FERRETTI: la magia dell'analisi tecnicaDevo ammettere che non pensavo che il target del testa e spalle venisse raggiunto con tanta precisione. E invece, ancora una volta, il mercato ci ricorda quanto l’analisi tecnica possa essere efficace nel rappresentare il comportamento degli investitori.
Il grafico di Ferretti MIL:YACHT è quasi un manuale di analisi tecnica: completamento del pattern ribassista, raggiungimento dell’obiettivo teorico del testa e spalle e successiva reazione perfettamente in area di ritracciamento del 61,8% di Fibonacci, livello che storicamente rappresenta una delle zone più sensibili per il prezzo.
Da qui è partita una reazione che potrebbe aver segnato l’inversione del trend di breve periodo. A supporto dello scenario rialzista troviamo anche un MACD in fase di incrocio positivo, segnale che potrebbe favorire ulteriori estensioni del movimento.
Il primo livello da monitorare si colloca in area 3,60 euro, in corrispondenza del Point of Control, zona che potrebbe rappresentare il naturale obiettivo del recupero in atto.
Vedremo nelle prossime sedute se la forza degli acquirenti sarà sufficiente per accompagnare i prezzi verso questo importante livello tecnico.
Petrolio: nuovo pivot 90$ tra consolidamento 87–95$ Petrolio WTI: gap up riassorbito, nuovo pivot sopra 90$
Il comportamento del Petrolio WTI CFD Pepperstone su TradingView è ora un passaggio chiave per capire se il rialzo partito dai minimi di febbraio 2026 ha ancora spazio per estendersi verso 95–100$, oppure se stiamo semplicemente osservando un rimbalzo ampio ma ancora inserito in un quadro macro fragile, tra tensioni geopolitiche e domanda globale non del tutto convincente.
Al 11 giugno 2026, il WTI si muove nell’area 89,40–89,60$, dopo aver chiuso il 10 giugno a 89,47$, in calo dello 0,63% rispetto al giorno precedente, ma comunque ben sopra i livelli di inizio maggio, quando si trovava sotto 85$.
Negli ultimi giorni la price action mostra un mercato che, dopo la forte accelerazione di marzo e aprile con picchi oltre 105$, sta consolidando in un range abbastanza stretto tra 87 e 93$. I minimi toccati il 10 giugno in area 89,40 confermano inoltre che, a ogni correzione verso la parte bassa del canale, i compratori continuano a farsi sentire.
Il CFD WTI Pepperstone, che replica il cash price del petrolio WTI derivato dal future front-month NYMEX:CL1!, segue in modo coerente questa fase, con quotazioni in tempo reale intorno a 89,50–90,00$ e spread contenuti. Il suo andamento resta quindi sostanzialmente allineato al future, al netto delle normali differenze legate a rollover e orari di contrattazione.
La spinta rialzista partita dai minimi di febbraio 2026 in area 65–68$ ha generato un recupero superiore a 35–40$ in circa quattro mesi, riportando il petrolio su nuovi massimi pluriennali e avvicinandolo ai top di marzo 2026, compresi tra 108 e 119$.
Struttura di fondo: trend rialzista esteso ma ancora intatto
Il movimento è partito dai minimi del 2022 e ha attraversato una correzione intermedia, conclusa con il minimo di febbraio 2026 in area 65,15–68,00$, vicino al minimo del 200-day MA a 70,57$.
Da lì il mercato ha superato in sequenza 75$, 80$, 85$ e 90$, costruendo massimi e minimi crescenti e rompendo anche la parte alta del canale correttivo discendente che aveva contenuto i prezzi tra fine 2024 e fine gennaio 2026.
Le letture macro di maggio–giugno 2026 indicano una fase ancora sostenuta da rischio geopolitico in Medio Oriente, possibili shock sul lato supply, posizionamento non estremo e stime STEO EIA con prezzi oil più alti, che spingono verso l’alto anche i wholesale U.S. petroleum prices. In questo contesto, la fascia 65–70$ è già stata assorbita come area di accumulazione, mentre sopra 85$ il tema principale diventa la sostenibilità delle valutazioni più che la tenuta del trend.
Nuova fascia 87–95$ sul CFD Pepperstone WTI
La vecchia fascia 75$–85$ è ormai una zona di breakout confermato. Il nuovo range di equilibrio tra compratori e venditori sul WTI CFD Pepperstone è 87$–95$: qui il mercato capirà se proseguire l’accelerazione partita dai minimi di febbraio, con estensioni possibili verso 98–105$, oppure se riassorbire parte del rialzo verso i supporti primari in area 85$–82$.
Le resistenze principali sono in area 90,43$–92,03$, con Daily R2 a 90,43$ e Daily R1 a 89,18$: una chiusura daily sopra 90,43$ aprirebbe spazio verso 92,76$–94,43$. Quest’ultima fascia rappresenta la resistenza secondaria e il possibile terminale dell’onda rialzista minore, in linea con la parte alta del canale di breve e con un’estensione Fibonacci sopra 90$.
Il supporto primario è tra 87,44$–85,84$, area di gap-down e tenuta del 9–10 giugno, con Daily S1 a 87,44$ e Daily S2 a 86,19$. Finché i prezzi restano sopra questa zona, il quadro resta di bullish acceleration e i pullback sono letti come opportunità long.
Sotto, il supporto secondario è in area 85,00$–82,00$, vecchia zona di breakout di fine febbraio–marzo, coincidente con i massimi precedenti e con il passaggio delle prime medie mobili di trend, con 50-day MA a 91,93$. Un ritorno tecnico lì, se senza volumi distributivi, sarebbe un normale consolidamento dopo l’extra-performance di primavera.
Il supporto strutturale resta tra 70,57$–68,00$, base dell’impulso attivo, con minimo del 200-day MA a 70,57$ e minimo di febbraio tra 65,15$–68$. Solo una discesa stabile sotto 70$ aprirebbe il corridoio 65$–68$ e segnalerebbe un esaurimento dell’onda rialzista, spostando lo scenario su una correzione intermedia più profonda.
Struttura tecnica: trend, momentum e livelli chiave sul CFD Pepperstone WTI
La struttura delle medie mobili sul WTI resta rialzista nel lungo periodo, ma nel breve mostra una fase di pausa. Il prezzo è sopra le medie a 50, 100 e 200 giorni, con 50-day a 91,93$, 100-day a 81,55$ e 200-day a 70,57$, mentre la 20-day MA a 94,44$ è sopra il prezzo corrente di 89,50$: questo indica pressione ribassista di breve e un price change di –8,20% nelle ultime 20 sessioni.
Il distacco tra prezzo corrente e medie lente descrive un trend forte, ma anche esposto a ritracciamenti rapidi, in cui ogni ritorno verso le medie di breve diventa un test importante per la forza dei compratori di medio periodo. Gli ultimi segnali di momentum del 9–10 giugno 2026 confermano una condizione di ipervenduto moderato ma compatibile con una fase di consolidamento.
L’RSI 14-day è tra 26,81% e 21,90% con segnale SELL, lo Stochastic 9,6,3 è a 35,79% %K e 38,95% %D con segnale neutro o ribassista, il MACD 12,26,9 dà segnale SELL su daily e l’ADX 14 è a 12,15, quindi in area trend weak e neutral. In questa mappa, sopra 90,43–92,03$ il mercato entrerebbe in una nuova zona di price discovery rialzista verso 94–95$+, mentre tra 87,44$ e 85,00$ si trova il primo cuscinetto di supporto dopo l’accelerazione.
Solo la rottura netta di 85$–82$ metterebbe davvero in discussione la narrativa di bull trend esteso ma ancora intatto che domina i report di spring 2026.
Scenari sulla fascia 87–95$ (WTI CFD Pepperstone)
• Scenario di continuazione rialzista e resilience geopolitica. Se nelle prossime settimane non dovessero emergere nuovi shock geopolitici e le tensioni in Medio Oriente, con Iran e Hormuz, continuassero a mantenere un premio di rischio sul supply, il WTI CFD Pepperstone potrebbe restare sopra 89–90$ e spingersi verso la resistenza wave in area 90,43–92,03$, con possibile estensione ai target 92,76–94,43$. Questo scenario sarebbe favorito da dati macro in linea con una demand U.S. robusta, guidance conservative ma non recessive delle major oil e segnali di distensione sui fronti di crisi aperti, senza però eliminare del tutto il risk premium. In questo contesto i modelli trend-following continuerebbero a leggere il mercato come strong buy on dips, privilegiando pullback verso 87,44–85,00$ e usando eventuali spike ribassisti come occasioni di ricopertura.
• Scenario di pullback tecnico ed escalation di rischio macro ribassista. Se invece dovessero aumentare le pressioni sulla domanda globale, con recessione fears e dollaro forte, oppure arrivassero sorprese negative dagli utili tech che riducono il rischio premium, il premio di valutazione accumulato potrebbe iniziare a rientrare. In quel caso il WTI CFD Pepperstone potrebbe scendere prima verso 87,44–85,00$ e poi verso 82–80$ in caso di correzione più ampia. Solo una discesa stabile sotto 70,57–68,00$, quindi sotto il 200-day MA e il minimo di febbraio, comprometterebbe la struttura dell’impulso wave attivo e aprirebbe spazio a una revisione ribassista più profonda verso 65–68$, area in cui diversi desk collocano target di profit-taking sopra 90$. Anche in questo caso, però, il bull trend pluriennale resterebbe intatto finché le medie lente mantengono una pendenza positiva. In questa fase la fascia 87–95$ sul WTI CFD Pepperstone rappresenta il nuovo pivot del mercato energy USA, e la capacità dei prezzi di restare sopra 89–90$ in chiusura daily sarà il segnale chiave per distinguere tra un’estensione impulsiva verso 92,76–94,43$ e un rientro più profondo nel range precedente, con conseguente normalizzazione del momentum dopo l’accelerazione di primavera 2026.
Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
Terremoto Bitcoin: salta il SupportoI tassi gelano le crypto: il capitale scappa sui bond. Dove si fermerà il Panic-Sell?
Nel trading esiste una regola d'oro: l'ostinazione uccide il capitale, la flessibilità lo salva. Le notizie macro economiche sulle politiche dei tassi d'interesse hanno letteralmente ribaltato le aspettative degli operatori nell'ultima settimana, innescando una rotazione dei flussi imponente. Chi cercava il rischio sulle crypto ha preferito rifugiarsi nella sicurezza delle obbligazioni, trasformando la pressione d'acquisto in una decisa spallata ribassista.
Il grafico daily di Bitcoin su Binance parla chiaro: il vecchio supporto ha ceduto sotto i colpi delle vendite. La strada al momento è tracciata verso il basso, ma Elliott e Fibonacci ci offrono già la mappa per capire dove si nascondono i veri supporti generazionali.
🔍 L'Analisi Tecnica: Dai 15k a 126k alla Ricerca del Bottom
L'azione del prezzo ha imposto un cambio radicale di prospettiva macro, costringendoci a calcolare i ritracciamenti sull'intera struttura rialzista di lunghissimo periodo.
1. La Rotazione del Sentiment: Vince l'Obbligazionario
L'uscita dei dati macroeconomici ha certificato che il mercato non è ancora pronto a digerire un allentamento sui tassi. Questo ha generato una transizione immediata:
Fuga dal Rischio: Gli investitori hanno abbandonato i setup rialzisti di breve termine, preferendo il rendimento certo e sicuro dei bond.
Accelerazione Ribassista: Il flusso costante di vendite ha spinto il prezzo al di sotto di aree volumetriche che fino a pochi giorni fa sembravano invalicabili, aprendo le porte al classico panic-sell.
2. I Livelli di Fibonacci sull'Intera Spinta Macro
Se prendiamo in esame l'intera cavalcata storica di Bitcoin, partendo dai minimi assoluti in area 15k fino al picco massimo di Onda 1 / (iii) blu registrato a quota 126.304$, la struttura correttiva attuale assume una profondità completamente nuova:
Il Primo Baluardo: Il prezzo sta affrontando la fascia critica tra il livello 0.382 macro (area 84.012$) e i supporti intermedi in area 60k-57k (dove transita il livello 0.618 del sotto-impulso a 82k).
Il Target del 50% (La Calamita sotto i 50k): Se la pressione dei venditori non dovesse arrestarsi su questi livelli, l'obiettivo naturale dell'intero movimento correttivo si attesterebbe sul livello 0.5 di Fibonacci a quota 49.740$ (evidenziato sul grafico dal livello statico rosso a 49.073,41$). Qui si concentra un secondo supporto volumetrico fondamentale, un'area dove il mercato potrebbe finalmente trovare una base solida di accumulazione.
🛑 Lo Scenario Estremo: Il Punto di Non Ritorno
Cosa succede se il panic-sell dovesse travolgere anche il supporto dei 50k?
🔴 W.C. Invalid (Invalidazione del Ciclo) : Il grafico fissa i limiti estremi della struttura. Al di sotto del supporto dei 50k la discesa diventerebbe estremamente profonda, mettendo a rischio la stessa nomenclatura rialzista di lungo termine.
In quel caso, il passaggio all'analisi sul grafico settimanale diventerà uno strumento indispensabile per isolare il rumore quotidiano e decifrare il reale andamento del trend di lungo periodo.
🚀 Conclusione
"Il mercato ha sempre ragione e i dati macro hanno cambiato le regole del gioco. Bitcoin ha rotto gli indugi e si sta dirigendo verso il basso, guidato dallo spostamento dei capitali verso i bond. Ora gli occhi sono tutti puntati sulla Target Zone sotto i 50.000 dollari: sarà quello il supporto capace di arrestare il panic-sell o dobbiamo prepararci a una ristrutturazione totale del trend sul grafico settimanale? La mappa è tracciata, vietato improvvisare."
E tu come stai gestendo questa discesa? Sei flat in attesa del supporto a 50k o stai già monitorando il grafico settimanale per cercare segnali di capitulazione? Parliamone nei commenti!
EUR/USD: breakout 1.1720 o ritorno a 1.1600?Contesto attuale: dove siamo ora
A inizio giugno 2026, EUR/USD si muove all’interno di una fase di consolidamento di breve periodo dopo il recupero delle ultime settimane, mantenendosi in prossimità delle principali resistenze tecniche.
L’area 1.1600–1.1665 continua a rappresentare il primo vero riferimento operativo per il mercato: finché questa zona regge, la struttura resta impostata alla stabilizzazione; una perdita decisa aprirebbe invece spazio a una fase correttiva più ampia.
Dal punto di vista grafico, il CFD EUR/USD di Pepperstone su TradingView rimane coerente con un’impostazione neutrale-to-bullish nel breve termine, ma senza ancora una chiara accelerazione direzionale.
In questo scenario, i breakout richiedono conferme più solide in chiusura, mentre i ritracciamenti verso l’area 1.1600–1.1570 continuano a essere letti come possibili aree di reazione.
Struttura di fondo: trend rialzista ancora da confermare
La lettura macro-tecnica di giugno 2026 inquadra EUR/USD in una struttura di recupero che non ha ancora assunto i contorni di un bull trend pienamente consolidato.
Il quadro resta migliore rispetto alle fasi più deboli della primavera, ma la reale conferma passa dalla capacità del prezzo di superare con continuità la fascia resistiva 1.1665–1.1720.
Nel breve, la tenuta sopra 1.1600 mantiene aperta l’ipotesi di prosecuzione del rimbalzo; al contrario, una chiusura stabile sotto questo livello indebolirebbe sensibilmente l’impianto tecnico.
In quest’ottica, l’area 1.1450–1.1480 resta il primo riferimento strutturale da monitorare in caso di deterioramento del quadro.
Nuova fascia 1.1600–1.1800: livelli EUR/USD
Rispetto alle configurazioni più espansive, il range operativo attuale si concentra in una fascia più compatta, compresa approssimativamente tra 1.1600 e 1.1800.
All’interno di questo intervallo, il baricentro di breve periodo si colloca tra 1.1630 e 1.1720, area in cui il mercato ha costruito la parte più significativa dell’azione recente.
Principali livelli aggiornati per EUR/USD (CFD Pepperstone su TradingView):
• Resistenza immediata 1.1665–1.1720: prima area critica di offerta; serve una chiusura convincente sopra questo cluster per riattivare momentum rialzista.
• Resistenza secondaria 1.1780–1.1800: obiettivo naturale in caso di superamento della prima fascia resistiva, coerente con un’estensione del recupero.
• Resistenza estesa 1.1850–1.1920: area di proiezione più ambiziosa, compatibile con un indebolimento ulteriore del dollaro e con una conferma del ritorno di forza dell’euro.
• Supporto primario 1.1600–1.1570: zona tecnica chiave che oggi discrimina tra fase di consolidamento e rischio di nuova pressione ribassista.
• Supporto chiave 1.1510–1.1480: vero pivot di medio termine; una rottura confermata di quest’area aumenterebbe la probabilità di una correzione più profonda.
• Supporto strutturale 1.1450–1.1410: riferimento di più ampio respiro, coerente con un deterioramento netto della struttura di fondo.
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Dal punto di vista del momentum, il quadro resta misto: il prezzo ha mostrato capacità di recupero, ma non ancora un’espansione impulsiva sufficiente a parlare di trend forte e lineare.
La lettura più equilibrata resta quindi quella di un recupero tecnico in fase di verifica, con operatività più selettiva e attenzione particolare alle chiusure sopra 1.1720 o sotto 1.1600.
Scenari di reazione dei prezzi
In un contesto di mercato ancora influenzato da un euro resiliente ma non dominante, EUR/USD potrebbe continuare a lavorare sopra l’area 1.1600, mantenendo aperta la possibilità di un nuovo tentativo verso 1.1665–1.1720; il superamento di questa fascia aprirebbe spazio a una prosecuzione verso 1.1780–1.1800 e, in estensione, verso 1.1850.
Al contrario, un ritorno di forza del dollaro o una mancata conferma del recupero potrebbe riportare pressione sul cambio. In questo caso, il primo livello da osservare resta 1.1600, con possibile estensione verso 1.1570 e poi 1.1510; una rottura confermata di quest’ultima area aumenterebbe la probabilità di un movimento più ampio verso 1.1480 e 1.1450.
Nel complesso, EUR/USD continua a muoversi in una struttura di fondo non compromessa, ma la fascia 1.1600–1.1720 rappresenta oggi il vero equilibrio di mercato: sopra questa area prevale l’ipotesi di recupero, mentre sotto aumenta sensibilmente il rischio di una correzione più estesa e strutturata.
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