Bitcoin recupera dai minimi, stessa velocità nuova stuttura?Il lungo weekend americano si è chiuso senza scossoni e con un lento ritorno degli acquisti che ha riportato Bitcoin a rivedere brevemente durante la notte i 64.000 dollari, livello abbandonato lo scorso 22 giugno. La misurazione delle due gambe ribassiste sviluppate da inizio maggio rivela una dinamica identica per velocità e proporzioni, un elemento che rafforza l'ipotesi che il minimo del 1° luglio possa rappresentare la chiusura del ciclo mensile precedente. Il recupero di circa il 10% in 5 giorni è coerente con l'avvio di un nuovo mensile, ma la conferma di una configurazione rialzista richiederà il ritorno prima verso 66.000 e poi in area 68.000 dollari.
📊 Tempo e spazio per misurare il ribasso
Scomponendo l'intera struttura ribassista sviluppata dal massimo di inizio maggio al minimo tra fine giugno e le prime ore di luglio, emergono due fasi distinte ma sorprendentemente simmetriche.
La prima gamba ha impiegato circa 30 giorni per sviluppare una perdita del 28%. La seconda, partita dal massimo relativo di metà giugno, ha impiegato 15 giorni per un ribasso del 14%. Metà del tempo, metà del movimento. La velocità della discesa è rimasta identica. Nel complesso, dal massimo di maggio al minimo del 1° luglio, il prezzo ha ceduto circa il 30%.
📉 Capitolazione vs ribasso (accompagnato)
Per chi non ha seguito gli aggiornamenti precedenti, vale la pena definire i due concetti, perché la differenza non è nei termini ma di sostanza operativa.
La capitolazione è il momento in cui il mercato si arrende: volumi esplosivi, liquidazioni a catena, prezzi che accelerano verticalmente perché spariscono i compratori. È violenta, ma proprio per questo liberatoria, e spesso segna la fine di un ciclo ribassista.
Il ribasso "accompagnato" è invece una discesa gestita, senza partecipazione aggressiva dei venditori, con volumi contenuti e movimenti ordinati. È esattamente ciò che ha caratterizzato l'ultima fase ribassista di giugno.
Il dato interessante è che, isolando i soli numeri del prezzo, il ribasso ha mantenuto la stessa struttura e coerenza interna dall'inizio alla fine, pur avendo "camuffato" la propria dinamica con un volto meno violento delle classiche capitolazioni. Questo rende il minimo di inizio luglio più interessante, perchè se la dinamica è rimasta coerente fino alla conclusione del movimento, aumenta la probabilità che quel minimo rappresenti la chiusura del mensile precedente e l'avvio di un nuovo ciclo.
📈 Il comportamento delle ultime sedute
Il recupero di circa il 10% in 5 giorni dal minimo del 1° luglio mostra una dinamica statisticamente compatibile con l'avvio di un nuovo ciclo mensile. Rilevante anche il comportamento delle ultime ore, dopo il tocco dei 64k il prezzo è tornato a lavorare esattamente sul 6° target in area 62.460, la prima barriera tecnica indicata nell'analisi di venerdì. Superata durante il weekend, l'area viene ora ritestata dall'alto: la sua tenuta come supporto sarebbe il comportamento tipico di una struttura in transizione.
Un nuovo mensile, va precisato, non implica automaticamente una struttura rialzista. Per assumerla, il prezzo dovrà produrre un ulteriore sforzo pari a circa la metà di quello sviluppato finora, riportandosi prima verso 66.000 e poi, per la conferma tecnica, in area 68.000 dollari, dove transitano livelli considerati determinanti da settimane.
🎯 Scenario
Nei prossimi 2-3 giorni l'elemento chiave sarà la tenuta della soglia psicologica dei 60.000 dollari e la costruzione di basi inferiori crescenti. È questo lo spartiacque tra una semplice reazione tecnica e la costruzione di una base solida per il nuovo ciclo.
Un ulteriore elemento di conferma arriverebbe dal mercato dei derivati. L'aumento dell'Open Interest su future e opzioni, legato alla ricostruzione delle coperture da parte degli operatori professionali, rappresenterebbe uno dei primi segnali operativi di un ritorno di esposizione sul nuovo mensile.
📍 Livelli Operativi da Monitorare
Resistenze: 64.140 – 65.062 – 65.800 – 66.000 – 68.200
Supporti: 62.460 (6° target, ora supporto) – 61.100 – 60.000 – 59.100 (7° target)
Volatilità
Oro: rimbalzo da 4.050$, la fascia 3.951–4.325? pullback!La fascia 3.951–4.325 USD deciderà se l’ipervenduto estremo degli ultimi giorni produce un rimbalzo tecnico estendibile oppure se le resistenze dinamiche in area 4.260–4.325 USD condannano l’oro a una nuova gamba ribassista verso 3.820–3.643 USD.
L’oro (XAUUSD spot/CFD Pepperstone) sta vivendo una correzione marcata e ben definita: dopo aver toccato i massimi assoluti in area 5.600 USD l’oncia, il prezzo ha perso oltre 1.400–1.500 USD, scivolando sotto la soglia psicologica dei 4.000 USD prima di mettere in scena un primo rimbalzo verso 4.050–4.070 USD.
La struttura tecnica resta comunque nettamente ribassista nel breve e nel medio periodo: i sistemi basati sulle medie mobili continuano a segnalare XAUUSD in forte ribasso, con le principali medie daily ancora in devil cross.
Anche l’RSI daily, dopo essere entrato in un’area di forte ipervenduto, è risalito intorno a 40–45 punti, un livello coerente con un recupero tecnico, ma ancora lontano da una vera inversione di trend.
Contesto attuale: dove si trova il prezzo
L’oro (XAUUSD spot/CFD Pepperstone) resta poco sopra i 4.050 USD, con un range intraday tra 4.031 e 4.074 USD e un consolidamento atteso nell’area 3.951–4.114 USD.
Il metallo continua a difendere la soglia psicologica dei 4.000 USD dopo vari test del supporto 3.960–3.973 USD, mentre volumi e volatilità indicano ancora possibili spike legati a dollaro USA, dati sul lavoro e Fed.
Sul piano tecnico il quadro rimane debole: il prezzo è sotto le principali medie mobili di breve e medio periodo, inclinate al ribasso e in segnale di vendita, mentre le resistenze dinamiche a 4.260–4.325 USD restano le prime aree di offerta in caso di rimbalzo.
Finché i 4.000 USD reggono, la struttura di lungo periodo resta ancora leggibile; una rottura confermata aprirebbe spazio verso i 3.500 USD come obiettivo di medio termine.
Struttura di fondo: rialzo di lungo, correzione di medio ormai matura
Su un orizzonte pluriennale, il trend di fondo dell’oro resta rialzista: la ripresa del ciclo 2024–2026 ha portato il metallo a nuovi massimi storici sopra i 5.500 USD, sostenuta da acquisti delle banche centrali, flussi istituzionali e domanda di copertura in un contesto geopolitico ancora teso.
Anche dopo il ribasso delle ultime settimane, la performance resta ampiamente positiva e l’oro rimane in territorio rialzista rispetto ai minimi dei cicli precedenti.
Va però precisato che la correzione in corso non appare come un semplice ritracciamento: dall’area dei 5.600 USD il metallo ha segnato una sequenza di massimi e minimi decrescenti, rompendo il supporto intermedio 4.300–4.350 USD e tornando a mettere sotto pressione anche i 4.000 USD. Per recuperare un’impostazione più costruttiva nel medio periodo servirebbe una chiusura settimanale stabile sopra 4.260–4.325 USD, area chiave di resistenze statiche e dinamiche.
La logica della nuova fascia 3.951–4.325 USD
L’area 3.951–4.325 USD è il vero campo di battaglia tra compratori e venditori: qui si decide se il rimbalzo sopra 4.000 USD resterà un semplice pullback in un trend ribassista di medio o se riuscirà a trasformarsi in fase di ricostruzione della struttura.
Le analisi intraday evidenziano una congestione tra il supporto 3.951–3.960 USD e la resistenza 4.114 USD, con estensioni possibili verso 4.202–4.254–4.313 USD in caso di breakout rialzista confermato.
• La prima resistenza passa tra 4.038 e 4.067 USD, livelli indicati come resistenze intraday chiave dopo i test ripetuti del supporto 3.960 USD. Un ritorno stabile sopra 4.070–4.100 USD alleggerirebbe la pressione ribassista e aprirebbe spazio verso 4.150–4.202 USD, area dove verrebbe messa alla prova la capacità del mercato di sostenere il rimbalzo.
• La resistenza più importante resta però nella fascia 4.260–4.325 USD, individuata da più modelli come zona di offerta primaria: qui si colloca un cluster di precedenti supporti, medie significative e argini tecnici che, in caso di rimbalzo ampio, avrebbero un forte potere di attrazione e respingimento. Finché il prezzo rimane sotto questa fascia, ogni salita va letta con prudenza come rimbalzo in trend ribassista; solo chiusure settimanali sopra 4.260–4.325 USD rimetterebbero davvero in discussione la narrativa correttiva di medio periodo.
Più in alto, l’area 4.400–4.435–4.515 USD rappresenta una resistenza secondaria ma molto rilevante: qui si concentrano il passaggio della 50‑week EMA, la 200‑day SMA e un precedente top di canale ribassista, zone che storicamente hanno generato forti reazioni. Sul lato opposto, il primo supporto serio resta la fascia 3.951–3.904 USD: finché tiene in chiusura daily, è credibile l’ipotesi di un rimbalzo tecnico da ipervenduto; una rottura decisa proietterebbe il prezzo verso 3.820–3.729–3.643 USD, livelli tecnici indicati come successivi step correttivi.
Struttura tecnica: trend, momentum e livelli chiave
Sul daily, il quadro delle medie mobili resta debole: l’aggregato MA50–MA200 segnala ancora una tendenza ribassista, senza segnali di acquisto e con le principali curve impostate al ribasso.
Questo conferma che, nonostante il recupero sopra i 4.000 USD, il trend operativo di breve e medio periodo resta prudente, con il prezzo ancora sotto le resistenze di struttura.
Anche l’RSI a 14 giorni è risalito dai minimi di ipervenduto estremo e si muove ora intorno a 40–45 punti: un livello coerente con un rimbalzo tecnico dopo la sequenza ribassista, ma ancora senza vere divergenze rialziste. Il pivot di breve resta tra 3.981 e 4.059 USD: sopra quest’area il recupero può estendersi verso 4.114–4.157–4.202 USD, mentre sotto di essa torna a prevalere la pressione ribassista verso 3.951–3.904–3.820 USD. In sintesi, sotto 3.951 USD aumenta il rischio di discese verso 3.820–3.643 USD; sopra 4.067–4.100 USD si apre spazio per un recupero, ma solo oltre 4.260–4.325 USD si parla di un vero riequilibrio del trend di medio periodo.
Scenari sulla fascia 3.951–4.325 USD
La fascia 3.951–4.325 USD resta il vero pivot di mercato per luglio. Se il supporto 3.951–3.904 USD tenesse in chiusura daily e gli oscillatori mostrassero un miglioramento del momentum, l’oro potrebbe rimbalzare verso 4.070–4.114 USD, con spazio fino a 4.157–4.202–4.254 USD in caso di catalizzatori favorevoli; in ogni caso, si tratterebbe ancora di un recupero dentro una struttura di medio periodo debole, con 4.260–4.325 USD come resistenza decisiva.
Se invece 3.951–3.904 USD cedesse stabilmente, soprattutto con volumi in aumento, la correzione potrebbe estendersi verso 3.820–3.729 USD e, più sotto, 3.643–3.580–3.512 USD. Il bull market di lungo periodo resterebbe teoricamente intatto, ma prima di puntare a nuovi massimi oltre 4.500–5.000 USD servirebbe una fase correttiva più profonda e prolungata. In sintesi, finché il prezzo non torna stabilmente sopra 4.070–4.114 USD e soprattutto oltre 4.260–4.325 USD in chiusura settimanale, la lettura di medio periodo resta ribassista.
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Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
NASDAQ consolida a 28.500 - 29.700, momentum in normalizzazioneContesto attuale: dove siamo ora
A metà maggio 2026 il Nasdaq 100 viaggia in area 29.000–29.100 punti, dopo aver segnato il 16 maggio un massimo storico assoluto a 29.705,4 e una chiusura in progressivo riavvicinamento a quella soglia, con la seduta odierna del 19 maggio che apre a 29.031,2 e segna un massimo intraday a 29.119,3.
L'intero movimento partito dai minimi di inizio aprile in area 23.767–24.000 ha quindi prodotto un'estensione di oltre 5.700–5.900 punti in circa sei settimane, configurando una delle fasi di "melt‑up" più rapide e marcate degli ultimi anni sul comparto tech USA.
Nelle ultime sedute la price action mostra una fase di consolidamento sopra 28.800–29.000, con brevi fasi di pullback intraday ma chiusure giornaliere sistematicamente sopra 28.900–29.000, segnale di prese di profitto ancora ordinate e di domanda attiva sui ritracciamenti di breve.
Le analisi tecniche sul NAS100 CFD Pepperstone evidenziano come il canale ascendente avviato dai minimi del 7 aprile a 23.767 continui a reggere, con massimi e minimi crescenti che confermano la pressione rialzista, sostenuta dai risultati trimestrali tech largamente superiori alle attese e dal graduale miglioramento del sentiment macro globale.
I precedenti massimi storici in area 27.700–28.000, superati tra fine aprile e inizio maggio, sono ormai strutturalmente alle spalle e agiscono come primo supporto dinamico di medio periodo, mentre sopra 29.000 l'indice si muove in piena fase di price discovery rialzista, con il massimo storico aggiornato a 29.705,4 come riferimento assoluto di breve termine.
Struttura di fondo: bull trend esteso ma vivo
Su orizzonte plurimensile il Nasdaq 100 rimane inserito in un bull trend di medio‑lungo periodo, riattivato dalla correzione di febbraio–marzo e dalla successiva ripartenza dai minimi di inizio aprile in area 23.767–24.000, che hanno segnato l'ultimo importante "higher low" del movimento strutturale.
Il rimbalzo di aprile ha rotto al rialzo il canale correttivo che conteneva il movimento discendente da febbraio a fine marzo, riportando i prezzi sopra tutte le resistenze statiche intermedie a 25.000, 26.000, 27.000 e 28.000, fino alla progressione attuale verso l'area 29.000–29.700 e al nuovo massimo storico a 29.705,4.
Le analisi macro e settoriali continuano a sottolineare il ruolo centrale dell'AI e della crescita degli utili delle big tech nel sostenere il premio di valutazione del Nasdaq 100 rispetto all'S&P 500, con diverse case che per il biennio 2026–2027 stimano ancora una crescita degli utili superiore per il comparto tech rispetto al mercato USA nel suo complesso.
In questo quadro, la fascia 23.500–24.000 viene confermata come area di accumulazione completata, mentre sopra 27.000 il focus degli strategist resta più sulla sostenibilità delle valutazioni e sull'eventuale compressione dei multipli che non sulla tenuta del trend strutturale.
Finché le medie mobili lente restano orientate positivamente — con la SMA a 200 giorni visibile in area 26.000 sul grafico daily e il SuperTrend Up attestato a 28.133,6 — e i supporti strutturali di medio periodo sopra 24.000–25.000 vengono difesi, anche correzioni violente sarebbero inquadrate come movimenti "in trend" all'interno di un bull market pluriennale, non come un'inversione definitiva.
Nuova fascia 28.500–30.500: livelli NASDAQ
Rispetto alla precedente fascia 28.000–30.000, il nuovo massimo storico a 29.705,4 ha spostato ulteriormente verso l'alto il baricentro del trading range: oggi il nuovo "laboratorio" di contrattazione tra compratori e venditori sul Nasdaq (CFD Pepperstone NAS100) si colloca indicativamente tra 28.500 e 30.500 punti, con la parte centrale del range concentrata nell'area 29.000–29.700.
Principali livelli aggiornati (NAS100 CFD Pepperstone):
• Resistenza immediata 29.291–29.705 punti: area del POC superiore a 29.291 e del massimo storico assoluto a 29.705,4; una chiusura daily robusta e confermata sopra 29.700 aprirebbe spazio verso la fascia psicologica 30.000–30.200, in piena price discovery rialzista senza resistenze statiche di riferimento.
• Resistenza secondaria 30.000–30.500 punti: soglia psicologica tonda e cluster di prime proiezioni Fibonacci dell'impulso partito dai minimi di aprile; diversi outlook la indicano come possibile terminale dell'attuale onda rialzista minore nel caso di ulteriore "overshooting" del sentiment risk‑on.
• Supporto primario 28.800–28.581 punti: area del minimo intraday odierno a 28.817 e della SMA giornaliera rilevata a 28.581,1; finché le chiusure rimangono sopra questa fascia, la struttura resta coerente con una "bullish acceleration" e i pullback vengono interpretati come occasioni di ingresso long.
• Supporto secondario 28.133–27.800 punti: livello del SuperTrend Up a 28.133,6 e area dei precedenti massimi storici pre-aprile; un ritorno tecnico su quest'area, se accompagnato da volumi non distributivi, sarebbe compatibile con un normale riassorbimento dell'extra-performance post massimo storico.
• Supporto strutturale 27.000–26.500 punti: fascia che include i livelli di breakout di fine aprile e i pivot tecnici intermedi; la sua rottura aprirebbe il corridoio 26.000–25.500 e segnalerebbe l'esaurimento dell'onda rialzista in essere, con rischio di ritorno verso il vecchio range 25.000–24.500.
Struttura tecnica: trend, momentum e medie mobili
La configurazione delle medie mobili sul NAS100 CFD Pepperstone rimane marcatamente rialzista: il prezzo continua a muoversi sopra le medie a 20, 50 e 200 giorni, con la SMA giornaliera visibile in area 28.581,1 e il SuperTrend Up orientato positivamente a 28.133,6, assetto tipico di una fase di trend forte e strutturalmente intatta.
Il distacco tra prezzo corrente (area 29.000–29.100) e la media lenta a 200 giorni, situata diversi punti più in basso in area 26.000, descrive un trend di tipo "power up" ma allo stesso tempo esposto al rischio di ritracciamenti rapidi verso le aree di equilibrio dinamico qualora dovesse venire meno la pressione degli acquirenti istituzionali.
Gli oscillatori di momentum confermano una condizione di ipercomprato moderato‑avanzato: l'RSI daily si attesta oggi a 68,05, in leggero rientro rispetto ai picchi di 75–78 segnati nelle sedute più esaltate di maggio, e il movimento è coerente con una fase di rallentamento dell'accelerazione più che con un'inversione già in atto, con il MACD che resta positivo ma con istogramma in progressiva riduzione.
Su time frame orario, la permanenza dei prezzi nella parte alta del canale 28.800–29.300 produce fasi di consolidamento laterale utili a scaricare solo parzialmente l'eccesso di momentum, mantenendo una struttura coerente con un'onda impulsiva ancora attiva finché i pullback si fermano sopra 28.581–28.133.
In questa mappa tecnica, sopra 29.705 il mercato entrerebbe in una nuova zona di price discovery rialzista verso 30.000–30.500, mentre l'area 28.800–28.133 rappresenta il primo "cuscinetto" di supporto post-massimo storico.
Solo una rottura decisa e confermata in chiusura daily sotto 27.000–26.500 metterebbe davvero in discussione la narrativa dominante di "bull trend esteso ma intatto", aprendo spazio a un repricing più profondo del rischio tech verso 26.000–25.500.
Scenari di reazione dei prezzi sulla fascia 28.500–30.500
Se nelle prossime settimane non dovessero emergere nuovi shock sul fronte geopolitico o sui dazi commerciali, e le big tech continueranno a consegnare utili complessivamente in linea o superiori alle attese, il Nasdaq (NAS100 CFD Pepperstone) ha spazio per mantenersi sopra 28.800–28.581 e attaccare nuovamente i massimi storici in area 29.700, con possibili estensioni verso 30.000–30.500 in caso di ulteriore compressione del premio per il rischio e mantenimento del sentiment risk-on.
·Se invece dovessero riacutizzarsi tensioni geopolitiche o commerciali con impatto sulle condizioni finanziarie globali, oppure se dalle prossime letture macro USA arrivassero segnali di deterioramento più marcato del previsto, il premio di valutazione accumulato dall'indice potrebbe iniziare a rientrare con un ritracciamento iniziale verso 28.800–28.133, per poi estendersi in caso di correzione più ampia verso 27.800–27.000, dove si concentrano i principali supporti statici e dinamici di breve-medio periodo.
Solo una discesa stabile sotto 26.500–26.000 comprometterebbe la struttura dell'impulso di aprile e aprirebbe spazio a una revisione ribassista più profonda verso 25.500–25.000, area in cui diversi desk collocherebbero obiettivi di profit-taking per strategie short costruite sopra 27.500–28.000.
In questa fase, la fascia 28.500–30.500 sul Nasdaq (CFD Pepperstone NAS100) rappresenta il nuovo pivot operativo del mercato tech USA: la capacità dei prezzi di restare in chiusura sopra 28.800–28.581 sarà il segnale chiave per distinguere tra un'estensione impulsiva del bull trend verso il target psicologico di 30.000–30.500 e un rientro più profondo verso il range 28.133–27.000, con normalizzazione del momentum e del RSI dopo il "massive run-up" dal minimo di aprile a 23.767.
Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
Pepperstone non garantisce che le informazioni qui fornite siano accurate, aggiornate o complete e pertanto non dovrebbero essere considerate come tali. Queste informazioni, provenienti da terzi o meno, non devono essere interpretate come una raccomandazione, un’offerta di acquisto o vendita, o una sollecitazione all’acquisto o vendita di alcun titolo, prodotto finanziario o strumento, né come invito a partecipare a una specifica strategia di trading. Non tengono conto della situazione finanziaria o degli obiettivi d’investimento dei lettori. Consigliamo a chiunque legga questo contenuto di cercare una consulenza personale. La riproduzione o la ridistribuzione di queste informazioni non è consentita senza l’approvazione di Pepperstone.
NVIDIA oltre 220: consolida post-massimo o setup per 240?Contesto attuale: dove siamo ora
A metà maggio 2026 Nvidia (NVDA) viaggia in area 220–222 dollari, dopo aver segnato un massimo storico aggiornato a 236,54 nella prima settimana di maggio e con la seduta odierna del 19 maggio che apre a 229,87, tocca un massimo intraday a 230,00 e ritraccia verso area 222, con il premarket già in ulteriore calo a 220,82.
L'intero movimento partito dai minimi di inizio aprile in area 164,27 ha quindi prodotto un'estensione di oltre 72 punti in circa sei settimane, pari a un rialzo di oltre il 44%, configurando una delle fasi di recupero più rapide e verticali degli ultimi anni sul titolo, trainata dalla stagione degli utili AI e dal re-rating multiplo del comparto semiconduttori.
Nelle ultime sedute la price action mostra una fase di distribuzione tecnica sotto i massimi storici a 236,54: dopo il picco di inizio maggio, il titolo ha avviato una correzione ordinata con chiusure giornaliere progressivamente più basse, che portano oggi l'area 220–222 come primo banco di prova della tenuta del trend rialzista.
Le analisi tecniche su NVDA evidenziano come il canale ascendente avviato dai minimi di aprile continui formalmente a reggere nella sua struttura di fondo, con il SuperTrend Up ancora positivo a 210,20, ma con la price action che negli ultimi giorni descrive un classico pattern di "shooting star" sotto i massimi storici, segnale di pressione ribassista in crescita nel breve.
I precedenti livelli di resistenza in area 200–212, superati tra fine aprile e inizio maggio, sono ormai strutturalmente alle spalle e lavorano come supporto dinamico di medio periodo, mentre la fascia 220–222 rappresenta il primo test tecnico significativo di questa fase correttiva post-massimo.
Struttura di fondo: bull trend strutturale intatto, correzione di breve in corso
Su orizzonte plurimensile Nvidia rimane inserita in un bull trend di medio-lungo periodo, riattivato dalla correzione di febbraio–marzo e dalla successiva ripartenza dai minimi di inizio aprile in area 164,27, che hanno segnato l'ultimo importante "higher low" del ciclo rialzista di lungo periodo.
Il rimbalzo di aprile ha rotto al rialzo il canale correttivo che conteneva il movimento discendente da gennaio a fine marzo, riportando il titolo sopra tutte le resistenze intermedie a 175, 185, 200 e 212, fino al nuovo massimo storico a 236,54 segnato in apertura di maggio.
Le analisi macro e settoriali continuano a sottolineare il ruolo centrale di Nvidia nell'ecosistema AI globale: la domanda strutturale per chip H100, H200 e la nuova architettura Blackwell rimane il principale driver di crescita degli utili per il biennio 2026–2027, con stime di consensus che continuano a essere riviste al rialzo dopo ogni trimestrale.
In questo quadro, la fascia 164–175 viene confermata come area di accumulazione completata, mentre sopra 195–200 il focus degli analisti resta più sulla sostenibilità dei multipli — con il P/E forward che resta elevato — che non sulla tenuta del trend strutturale del titolo.
Finché il SuperTrend Up a 210,20 e i supporti strutturali di medio periodo sopra 195–200 vengono difesi nelle chiusure settimanali, anche correzioni violente sotto 220 sarebbero inquadrate come movimenti "in trend" all'interno di un bull market strutturale, non come segnali di inversione definitiva.
Nuova fascia di prezzo 210–240: mappa dei livelli chiave NVDA
Rispetto alla precedente fascia 185–220, il nuovo massimo storico a 236,54 e la successiva correzione tecnica hanno spostato e definito con maggiore precisione il nuovo trading range operativo: oggi il "laboratorio" di contrattazione tra compratori e venditori su NVDA si colloca indicativamente tra 210 e 240 dollari, con la parte centrale del range concentrata nell'area 218–228.
Principali livelli aggiornati (NVDA, cash NASDAQ):
• Resistenza immediata 228–230 dollari: area del massimo intraday odierno a 230,00 e del precedente supporto dinamico di breve; un recupero deciso sopra questa soglia con chiusura daily confermata riporterebbe il titolo in traiettoria verso i massimi storici a 236,54.
• Resistenza primaria 234–236,54 dollari: area del massimo storico assoluto a 236,54; una chiusura daily robusta e confermata sopra 236,54 aprirebbe spazio verso la fascia 240–245, in piena price discovery rialzista senza resistenze statiche di riferimento rilevanti.
• Resistenza secondaria 240–245 dollari: soglia psicologica tonda e cluster di prime proiezioni Fibonacci dell'impulso partito dai minimi di aprile; diversi outlook la indicano come possibile terminale dell'attuale onda rialzista minore nel caso di ulteriore accelerazione del sentiment AI risk-on.
• Supporto primario 220–218 dollari: area del prezzo corrente, del minimo intraday odierno a 218,37 e del premarket a 220,82; finché le chiusure rimangono sopra questa fascia, la correzione è inquadrabile come un normale pullback tecnico all'interno del trend rialzista, con possibili ingressi long tattici.
• Supporto secondario 212–210 dollari: area del SuperTrend Up a 210,20 e dei precedenti massimi statici di fine aprile; un ritorno su quest'area, se accompagnato da volumi non distributivi e da candele di assorbimento, sarebbe compatibile con un normale riassorbimento dell'extra-performance post massimo storico.
• Supporto strutturale 200–195 dollari: fascia che include i livelli di breakout di inizio maggio e i pivot tecnici di medio periodo; la sua rottura in chiusura daily segnalerebbe l'esaurimento dell'impulso rialzista di aprile e aprirebbe spazio verso 185–180, con rischio di revisione del quadro di medio periodo.
Struttura tecnica: SuperTrend Up intatto, RSI in rientro ordinato dai picchi
La configurazione tecnica di NVDA rimane impostata positivamente nella struttura di fondo: il SuperTrend Up si mantiene a 210,20, confermando che il trend primario è ancora rialzista e che la correzione in corso si muove all'interno di un contesto tecnico non ancora compromesso.
Il distacco tra prezzo corrente (area 220–222) e il SuperTrend Up a 210,20 lascia un buffer di circa 10–12 dollari, sufficiente a contenere un'ulteriore gamba correttiva senza che la struttura tecnica di fondo venga messa in discussione in modo immediato.
Gli oscillatori di momentum confermano una fase di rientro ordinato dall'ipercomprato: l'RSI daily si attesta oggi a 63,59, in calo significativo rispetto ai picchi di 75–80 segnati nella prima settimana di maggio al momento del massimo storico a 236,54, con la curva RSI ancora sopra la soglia neutrale di 50 — segnale che il trend di fondo rimane positivo ma che il momentum sta rallentando la sua accelerazione in modo fisiologico.
Su time frame orario, il ritracciamento dal massimo a 236,54 verso l'area 218–222 configura una correzione del 6–7% dal picco, dimensionalmente coerente con i normali pullback tecnici osservati sui precedenti swing del titolo, e tecnicamente compatibile con una fase di "healthy correction" che prepara la base per un eventuale nuovo tentativo di breakout.
In questa mappa tecnica, sopra 228–230 il titolo tornerebbe in zona di attacco ai massimi storici verso 234–236,54, mentre l'area 220–210 rappresenta il primo "cuscinetto" di supporto post-massimo storico da difendere nelle chiusure giornaliere.
Solo una rottura decisa e confermata in chiusura daily sotto 200–195 metterebbe davvero in discussione la narrativa dominante di "bull trend AI intatto", aprendo spazio a un repricing più profondo verso 185–180 con revisione delle stime di consensus.
Il materiale fornito in questo contesto non è stato redatto secondo i requisiti legali destinati a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e, pertanto, è considerato una comunicazione di marketing. Non è soggetto a divieti di negoziazione prima della divulgazione della ricerca d’investimento, ma non cercheremo di trarne vantaggio prima di fornirlo ai nostri clienti.
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US 100 Index – Race Higher Faces a PauseNo financial market moves in a straight line despite the strength of sentiment. There will always be brief or extended pauses for reflection, profit taking and/or waiting for the outcome of a particular event, especially during a period of geopolitical crisis like the one currently being experienced in the Middle East.
It’s hard to deny that the recent price action in the US 100 during April has been anything other than impressive, trading from a low of 22774 registered on March 31st, up to a new all time high of 26736 on Friday, a gain of around 17.5% in just under 3 weeks. However, a ratcheting up of tensions between the US-Iran over the weekend, where Tehran closed the Strait of Hormuz on Saturday just 24 hours after reopening it, while the US Navy’s blockade of Iranian shipping continued and resulted in the seizing of a ship on Sunday, has thrown fresh doubt on whether the second round of peace talks between the two nations will happen before the existing 14 day ceasefire expires on Tuesday evening.
This news led traders to hit the pause button on the recent US 100 rally at the start of the new week, pushing the index down to a brief low of 26,400 before recovering to current levels around 25,520 at time of writing (0730 BST), as they await more information on whether peace talks happen and an extended ceasefire is potentially agreed, or if the situation escalates again which could damage risk sentiment and see a reduction of long positioning.
During these periods where a significant move has paused, it can be useful to use the time to reassess the technical outlook and identify potentially relevant levels that may come in to play as the week progresses.
Technical Update: Do New All-Time Highs Bring Fibonacci Extension Levels Into Play?
From the March 31st low (22774) to the April 17th high (26736) the US 100 index has rallied just under 17.5% in an almost uninterrupted period of price strength. Crucially, this advance has produced closing breaks above the old resistance band between 26224/26277, an area defined by the January 28th 2026 and October 30th 2025 highs, meaning 26736 now stands as a new all‑time high for the index.
Breaks to new all‑time highs or lows can often be challenging periods for traders, as uncertainty develops over whether the move can extend further in the direction of the break or whether, after a sustained price run, over‑extended conditions may increase the risk of a corrective move. As such, they could be searching out potential key support and resistance levels to monitor as the week progresses.
Potential Resistance Levels:
A previous all‑time high may often be a key resistance focus for traders, as sellers have emerged at this level before and succeeded in capping price strength, meaning they may be able to do so again. With that in mind, the latest all‑time high at 26736 could act as the first key resistance point, and how this level is defended on a closing basis may be worthwhile watching this week.
With any move to new all‑time highs, price action enters uncharted territory, making it more difficult to identify the next meaningful resistance levels. This is where Fibonacci extension levels can be useful in highlighting potential upside levels. Using the January 28th to March 31st sell‑off as the reference move, the 38.2% extension comes in at 27524. While a closing break above 26736 does not guarantee further price strength, it could shift focus toward 27524 as the next potential resistance level.
Potential Support Levels:
It has already been a sustained period of price strength, and it could be argued that over‑extended upside conditions are now in place. If so, prices may be exposed to the risk of a correction as a reaction to the latest advance. As the chart below shows, first key support might now stand at 26297, a level which is equal to Friday’s session low trade.
If price weakness is set to develop, it may well require closing breaks below 26297 to increase the probability of a deeper correction. Such a move could then open scope for further price weakness toward 25976, which is the 38.2% retracement of last week’s range, and if that level were also to give way, moves could even extend toward 25511, which is the deeper 61.8% retracement.
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BTC NEW RALLY?📊 BTC/USDT Analysis - 2H Timeframe
The Bitcoin chart shows a decidedly interesting setup after the recent bullish push. Here are the key points to monitor:
🔍 Current Situation
Price Action: After touching a local high around $78,500, the price has entered a natural correction phase.
Support Zone (Red Box): BTC is currently retesting a critical demand zone between $74,800 and $75,500. This area, previously a tough resistance, is now acting as support (S/R flip).
Structure: As long as we hold the low marked at $73,348, the 2H structural trend remains firmly bullish.
🎯 Key Levels
Immediate Support: $75,000 (Psychological Area + Red Box).
Resistance 1: $78,500 (Recent High).
Bullish Targets: If support holds, the next chart targets are $79,300 and then the $80,600 area.
💡 Trading Scenario
The chart indication (the curved arrow) suggests a possible rebound from the current area. A signal of strength (such as a hammer candlestick or volume absorption) in this red box could confirm a rebound toward new highs.
EURUSD: rimbalzo esplosivo! Pronti al breakout?Euro resiliente, USD sotto pressione: EURUSD a un passo dalla maxi resistenza a 1,20
Euro resiliente, dollaro sotto pressione: l’EUR/USD consolida in area 1,19 dopo un poderoso rimbalzo dai minimi di inizio 2026 in zona 1,04–1,05, alimentato dal ciclo di tagli della Fed a fronte di una BCE ancora ferma su tassi ritenuti adeguati.
Il cambio arriva da mesi di apprezzamento strutturale dell’euro mentre il biglietto verde perde slancio, con il mercato che sta mettendo alla prova una delle zone di offerta più tecniche e affollate degli ultimi anni, 1,19–1,20, più volte indicata dagli analisti come obiettivo naturale del rialzo 2025–2026.
In questo contesto, il differenziale di rendimento resta a favore dell’area euro e mantiene un bias di fondo pro euro, ma l’area 1,19–1,20 rappresenta uno snodo chiave: una rottura pulita e confermata sopra 1,20 aprirebbe spazio a estensioni verso 1,22–1,25, mentre un rifiuto deciso della resistenza potrebbe innescare prese di profitto aggressive e un ritorno verso i supporti intermedi a 1,17–1,15, con swing rapidi e volatilità elevata in prossimità dei dati macro USA e delle comunicazioni delle banche centrali.
Momentum, price action e Fibonacci: trend forte ma zona “make or break”
L’RSI daily, dopo aver sfiorato l’ipercomprato nelle fasi più verticali del rialzo, è rientrato in area neutrale mentre il prezzo resta agganciato ai massimi, configurazione tipica di consolidazione in trend che lascia ancora margine a ulteriori estensioni.
La price action recente mostra candele con corpi medi e ombre superiori più lunghe in zona 1,19–1,20, segnale di prese di profitto e prime vendite contrarian, ma senza pattern di inversione “puliti” confermati da volumi estremi. Sul fronte Fibonacci, il rimbalzo ha recuperato oltre il 61,8% e il 78,6% del precedente swing discendente partito dall’area 1,20–1,21, trasformando un semplice pullback in un potenziale cambio di regime: solo un ritorno deciso sotto 1,17–1,16 rimetterebbe sul tavolo l’ipotesi di grande struttura correttiva piuttosto che di nuovo ciclo rialzista.
Sul timeframe giornaliero il quadro resta rialzista: prezzo sopra le principali medie mobili e sequenza di minimi crescenti dal cluster di 1,04–1,05, con correzioni poco profonde e velocemente riassorbite. Il primo supporto dinamico passa in area 1,17–1,18, ex zona di range e breakout; una discesa controllata fin qui rientrerebbe in un semplice pullback tecnico, mentre sotto 1,15 inizierebbe a incrinarsi la struttura di medio periodo.
Al rialzo, la resistenza chiave è la fascia 1,19–1,20: sopra questo muro il mercato aprirebbe spazio a 1,21–1,22 e, in estensione, verso i target di diverse case d’investimento che vedono il cambio spingersi gradualmente nella parte bassa della 1,20–1,25 nel corso del 2026.
La struttura delle ultime candele giornaliere mostra un equilibrio delicato tra compratori e venditori: corpi medi e shadow superiori più pronunciate sopra 1,19 segnalano prese di profitto e iniziali ordini contrarian in un contesto che resta comunque rialzista.
Non si osservano ancora pattern di esaurimento “da manuale” come shooting star con volumi estremi o doji in cluster, ma la compressione della volatilità intraday e l’allungamento delle ombre superiori indicano che l’offerta inizia a farsi sentire in prossimità di resistenza.
Sintesi tecnica: trend rialzista di breve medio, resistenze critiche e scenari
Dal punto di vista tecnico, la struttura di fondo resta quella di un uptrend partito da area 1,04, con prezzo ancora sopra le principali medie mobili giornaliere e settimanali, che offrono supporti dinamici nell’area 1,17–1,18 e più in basso verso 1,15.
L’RSI ha smaltito le fasi di ipercomprato ed è tornato su valori più neutri, segnalando un momentum ancora positivo ma meno “tirato”, compatibile con una fase di consolidamento ai massimi piuttosto che con un immediato strappo direzionale.
In termini di livelli, la zona 1,19–1,20 resta il principale ostacolo superiore, oltre il quale molti studi collocano possibili estensioni graduali verso 1,22–1,25 nel corso del 2026, mentre sul lato opposto i supporti cruciali vengono individuati prima nell’area 1,17–1,18 e poi attorno a 1,15, che viene spesso descritta come base strutturale del ciclo rialzista in atto.
L’evoluzione del cambio nei prossimi mesi dipenderà in larga parte da come mercato e banche centrali condurranno i tassi USA‑Area euro e da come i dati macro confermeranno o meno lo scenario di dollaro più debole e euro moderatamente favorito.
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NO AGLI STOP LOSS CASUALI! Uniamo la Matematica all'ATRUno dei tanti errori nel trading è il posizionamento dello Stop Loss basato solo su cifre tonde o su parametri soggettivi. Quando uno stop non tiene conto della volatilità intrinseca dell'asset, diventa 'carburante' per il mercato: il prezzo lo colpisce per raccogliere liquidità e subito dopo riprende la direzione originaria, lasciando il trader fuori dal movimento.
Il problema è il RUMORE del mercato.
Se lo stop è più stretto della volatilità media, andremo in STOP troppo spesso.
💡 Cosa usiamo quindi? Average True Range (ATR)
L'ATR non predice il futuro, ma ci dice una cosa fondamentale: quanto "respira" l'asset ogni giorno.
Facciamo un esempio reale su Apple (AAPL):
Prezzo attuale: $278
ATR (14 periodi): 6 (Significa che AAPL oscilla mediamente di 6$ al giorno)
📐 Il Calcolo Operativo: per evitare il "rumore", usiamo un moltiplicatore (di solito 2x su TF DAILY).
Calcola lo scarto: ATR(6)×2=12
Se siamo LONG: 278−12= 266 USD
Perché funziona? Se il prezzo scende a 266, non è un'oscillazione normale. Ha rotto il muro della statistica. A quel punto la tesi rialzista è invalidata ed è corretto uscire.
La Regola della Confluenza ATR + EMA 10
Uniamo ora l'ATR alla Media Mobile Esponenziale a 10 periodi (EMA 10 - Arancione).
Se l'ATR ti dice quanto spazio dare al prezzo, l'EMA 10 sul Daily ti dice dove si trova la forza del trend di breve termine.
Perché proprio l'EMA 10?
In un trend sano, l'EMA 10 funge da "base" dinamica. Se il prezzo è molto lontano dall'EMA 10, è "esteso" (ipercomprato); se ci gravita sopra, il trend è forte.
Usiamo quindi l'EMA 10 come filtro di sicurezza.
Lo Stop Loss ideale deve trovarsi sotto l'EMA 10 e sotto il livello ATR.
Industrie De Nora: prezzi in piena volatilitàDe Nora rappresenta un'opportunità per investitori focalizzati sulla sostenibilità, con fondamentali solidi e potenziale recupero.
Applicando il metodo Wyckoff, che analizza fasi di accumulazione, markup, distribuzione e markdown, De Nora appare in una fase di accumulazione post-markdown. Dopo il calo dal massimo del 2025, il prezzo si è stabilizzato sopra il minimo di 5.52 euro con volumi ridotti, tipico di "composite operator" che accumulano azioni a prezzi bassi. Non ci sono segni chiari di distribuzione (alti volumi su picchi), ma un test di supporto recente potrebbe precedere un markup se supportato da fondamentali solidi.
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Risk Disclaimer
Le informazioni fornite hanno solo scopo informativo e didattico per un pubblico indistinto e non devono essere considerate come consulenza finanziaria o raccomandazioni personalizzate.
SP500 possibili scenariTrump ha scelto un lungo we per innalzare il livello di attenzione verso le sue mire sulla Groelandia colpendo con i Dazi alcuni dei paesi europei che si sono prontati con difese militari.
Si rigioca una partita già vista ad Aprile? oppure sarà un elemento strutturale più profondo?
Scenario 1 : un accordo flash (per me poco probabile) in cui gli indici non si scosteranno + del 2-3% (positivo o negativo)
Scenario 2 : l'inizio di uno stallo politico e commerciale che creerà mal contenti sia in America che in Europa per le imprese e poi anche per tutti noi cittadini. Ci vorranno almeno 6 mesi di stallo per vedere i primi effetti, senza contare su possibili nuove variabili esterne. Uno scenario che a mio avviso non è nelle volontà di chi sta giocando questa partita a scacchi. In questo caso nei mercati potremmo assistere ad un aumento della volatilità di breve, riduzione della qualità dei segnali da analisi tecnica e forte dipendenza dalle dichiarazioni politiche/economiche.
Scenario 3 : Paura e indecisione nel breve che porterebbe ad oscillazioni del 5% con punte del 10% sugli indici (sempre positivi o negativi) che poi pian piano rientra con lo scorrere dei giorni e con l'avvenire dei primi "colloqui" tra le parti. Bisogna guardare avvicinarsi la luce in fondo al tunnel per ristabilire una normalità sui mercati.
E tu quale scenario preferisci?
S&P500 e Nasdaq massimi di sempre, ma il VIX non confermaBuongiorno a tutti i traders, analizziamo l'andamento dell'indice della volatilità degli indici più importanti che sale mentre sale anche l'indice. La situazione è incongruente e merita attenzione. Un aumento del VIX (e del VXN) mentre gli indici S&P 500 e Nasdaq raggiungono nuovi massimi storici è anomalo. Normalmente, c'è una correlazione inversa tra gli indici azionari e i rispettivi indici di volatilità. Quando gli indici salgono (mercato "tranquillo" e ottimista), la volatilità implicita tende a scendere. Viceversa, in fasi di ribasso o incertezza, il VIX e il VXN schizzano.
Questa divergenza è un segnale di allarme che suggerisce che gli investitori non sono così tranquilli come sembrerebbe dal livello dei prezzi.
Possibili cause e scenari
Ci sono diverse ragioni che possono spiegare questa apparente anomalia. La tua intuizione è corretta: la prossima riunione del FOMC della Federal Reserve è una delle spiegazioni più plausibili.
Copertura (Hedging) in vista del FOMC: Molti operatori istituzionali e fondi di investimento acquistano opzioni di vendita (put options) sull'S&P 500 e sul Nasdaq per proteggere i loro portafogli. L'acquisto massiccio di queste opzioni fa aumentare la domanda, il che a sua volta fa salire la volatilità implicita, che è il fattore principale alla base del calcolo del VIX e del VXN. Questo tipo di "assicurazione" è comune prima di eventi ad alto rischio come le decisioni di politica monetaria della Fed. Gli investitori si stanno posizionando per un possibile aumento della volatilità, indipendentemente dalla direzione, in attesa di capire il tono e le future mosse della banca centrale.
Incertezza sulla politica monetaria: Nonostante i mercati abbiano prezzato un percorso di allentamento monetario, c'è sempre incertezza su quanto aggressiva sarà la Fed, su quando inizieranno i tagli e su quali saranno le proiezioni economiche. Gli indici di volatilità riflettono proprio questa incertezza, mostrando che c'è nervosismo "sotto la superficie", anche se i prezzi continuano a salire. Il mercato potrebbe essere polarizzato, con alcuni che spingono gli indici al rialzo e altri che si coprono per un potenziale shock.
Possibile distribuzione e divergenza: Un aumento del VIX mentre gli indici fanno nuovi massimi potrebbe anche essere un segnale che il rally è guidato da una ristretta cerchia di titoli (solitamente le big tech), mentre la volatilità implicita sull'intero mercato sta crescendo. Questo indica che la forza del rally non è diffusa e che molti investitori sono cauti. È una classica divergenza tra prezzo e volatilità che a volte può anticipare una correzione.
In sintesi, la situazione è una chiara anomalia che suggerisce un aumento della cautela e dell'incertezza nel mercato. Il fatto che il FOMC sia imminente rende l'ipotesi di una strategia di copertura la più probabile. Il mercato sta dicendo che, nonostante l'euforia sui prezzi, c'è un'ombra di nervosismo legata a quello che la Fed deciderà e comunicherà.
Un saluto a tutti e un grande abbraccio.
Grazie ciao Mauro
Vi cito le mie tre regole che coltivo costantemente:
Pazienza, disciplina ed avere sempre un piano.
[Come fare trading senza indicatori, durante la volatilità]🔍 Hai mai guardato un grafico del Forex e
pensato: "Troppi indicatori, troppa confusione"?
Durante le fasi di alta volatilità, molti strumenti
tecnici iniziano a dare segnali contrastanti o in ritardo.
👉🏻 E' qui che entra in gioco la Prica Action - l'analisi "pulita", basata
solo sul prezzo nudo e crudo, senza indicatori.
✅ Cos'è la Price Action?
La Price Action è l'osservazione del comportamento
del prezzo nel tempo, attraverso:
• Le candele (patter).
• I livelli chiave (supporti e resistenze).
• La struttura del mercato (massimi/minimi, break e retest).
Nessun oscillatore, nessuna media mobile, solo il linguaggio
puro del mercato.
⚡Perché è efficace durante la volatilità (es. NFP, tassi d'interesse)?
Durante eventi ad alto impatto, il prezzo può muoversi violentemente.
• Gli indicatori laggano.
• Il volume non è affidabile nel Forex.
• Il prezzo è l'unico strumento che reagisce in tempo reale.
🧠 3 Concetti fondamentali della price action (con esempi pratici)
1. Supporti e resistenze (Zone, non linee)
Il prezzo tende a reagire su aree chiave già testate in passato.
✔️Es: Euro/Dollaro reagisce 3 volte su un'area tra 1.0850 - 1.0870 = zona chiave!
2. Pattern di candela (Pin Bar, Engulfing)
Le Pin Bar mostrano il rifiuto del prezzo.
✔️Es: Sterlina/Dollaro forma una Pin Bar ribassista su resistenza → possibile short.
3. Breakout e Fakeout
Non tutti i breakout sono reali.
✔️Es: Dollaro/Yen Giapponese rome una resistenza, ma poi chiude sotto → fakeout = setup short.
Mini Strategia di Price Action (Semplice e Replicabile)
1. Individua una zona chiave (supporto o resistenza)
2. Aspetta una candela di conferma (Pin Bar, Engulfing)
3. Entra al retest della zona, con stop loss SOTTO la candela di setup (in caso di Buy).
Entra al retest della zona, con stop loss SOPRA la candela di setup (in caso di Sell).
4. Rapporto Rischio/Rendimento minimo: 1:2.
✔️ Funziona bene su H1 o H4, soprattutto su coppie volatili come:
Sterlina/Yen Giapponese (GBP/JPY), o Euro/Dollaro (EUR/USD).
Come si catturano le leveLascio l'analisi pungente alla fine, perché è evidente la manipolazione dei big che hanno ammazzato le leve superiori al x10, in un susseguirsi di movimenti falsi e pompati da chissà chi, fermati dai soliti noti e ignorati dalla maggioranza delle persone. Andiamo con ordine:
Il movimento che ha chiuso il primo ath a 123k usd è stato disegnato dagli acquisti di saylor e metaplanet, con varie notizie di entità che mettevano fondi negli etf (non è più facile comprare bitcoin?), inoltre si vociferava di un taglio dei tassi d'interesse già a Luglio, cosa non accaduta. I venditori hanno atteso e poi hanno tirato lo sciacquone, facendo pagare un prezzo più alto per gli acquirenti di btc.
Successivamente qualcuno che aveva 80k btc fermi dal 2011 ha pensato di venderli al meglio, dopo l'uscita di una proposta di modifica del protocollo su github (14 Luglio) che vi invito a leggere, il prezzo ha corretto estremizzando il ciclo fino alla fine, con un giorno e mezzo di differenza di tempo rispetto al precedente rialzo.
Dopodichè il capolavoro, persone importanti della fed e non, hanno cominciato a fare delle dichiarazioni bullish a ripetizione, ignorando i dati sull'inflazione del dollaro statunitense, con i traders che scommettevano su due tagli di 0.25 già a Settembre. Il prezzo è andato a rompere il precedente ath ma...
Poi all'improvviso, alcune persone nel giro di due giorni, non scherzo andate a vedere voi stessi, si sono rimangiati tutto e Bessent ha pure tirato un bel carico da 11(terminologia della briscola), affermando che non compreranno btc per la loro riserva strategica, ma si limiteranno a non vendere (per ora) quelli che hanno confiscato e confischeranno. A questo aggiungiamo alcuni personaggi legati alla fed che hanno praticamente detto il contrario della settimana precedente, ovvero che due tagli sono troppi, non potevano dirlo prima?
Questa per me si chiama manipolazione, perché o sono persone schizofreniche o sono lestofanti che sanno cosa vanno a dire, perché in due giorni hanno detto tutto e il suo contrario, ecco che i traders non scontano più due tagli a Settembre al 96% come per il 13 Agosto, ma scontano l'85% ed ecco che i polli sono spennati. Il prezzo in questa confusione ha preso margini di short e long in una settimana. Queste cose fanno parte del mercato da sempre, ma non mi era mai capitato di vederle fare così evidenti, segnale che il mercato è diventato più stupido, quindi i big o hanno già distribuito oppure lo stanno facendo, usando Saylor e compagni liquidano gli short, poi basta solo attendere Powell e i suoi compari per liquidare i long.
Nel bull market di bitcoin, quando il prezzo ha superato il suo ath, quel livello di prezzi non l'ha rivisto più per settimane. Questo non so se definirlo più Bitcoin, uno strumento per prendere soldi forse, come tanti altri presenti nel mercato mondiale. Mi chiedo, ha senso rimanere sulle cripto se non hanno più quella caratteristica che le rende uniche? Ovvero il loro andamento e la loro forza?
OP1 MAG 25 - Long su Solana (SOL/USDC) – Trading systemL’ultima operazione su BINANCE:SOLUSDC è stata chiusa a 148.75$ con un rendimento del 5.46% .
Da allora, il mercato non ha presentato condizioni favorevoli per nuovi ingressi, mantenendosi in un range laterale con volatilità ridotta e volumi modesti, poco interessanti per un’operazione direzionale.
L’uscita è stata pianificata strategicamente per consentire un eventuale rientro in un contesto più promettente. L’attesa ha permesso di evitare rischi inutili durante la fase laterale, preservando capitale e profitti in vista di una nuova opportunità con solide basi tecniche per un trend rialzista sostenuto.
Grazie a questa gestione prudente, è stato possibile limitare l’esposizione nei momenti di incertezza e rientrare con una nuova posizione long su SOL/USDC, sfruttando la rottura al rialzo di un livello chiave individuato dal mio sistema.
Ho quindi aperto una nuova operazione long su Solana (SOL/USDC), in seguito alla rottura al rialzo di un livello chiave identificato dal mio trading system. L’operazione è stata eseguita ai seguenti livelli:
- Entrata : 146.12$
- Take Profit : 176.95$ (+21.10%)
- Stop Loss : 138.15$ (-5.45%)
Disclaimer
Le informazioni fornite in questo post hanno esclusivamente scopo educativo e informativo e non costituiscono in alcun modo un consiglio finanziario, di investimento o di trading. Le operazioni descritte riflettono un'analisi personale basata sul mio trading system e non devono essere considerate come raccomandazioni operative.
Il trading su criptovalute comporta un alto livello di rischio e potrebbe non essere adatto a tutti gli investitori. Il valore degli asset può variare significativamente e vi è il rischio di perdere parte o tutto il capitale investito. Si consiglia di effettuare sempre le proprie analisi, di consultare un professionista qualificato prima di prendere decisioni di investimento e di operare solo con capitale che si è disposti a perdere.
L'autore non si assume alcuna responsabilità per eventuali perdite derivanti dall'utilizzo delle informazioni contenute in questo post.
Oro: l’euforia finale prima del top?Il mercato dell’oro è ufficialmente entrato nella sua fase di “blow-off” , un’accelerazione terminale guidata da entusiasmo, speculazione e FOMO . Questa corsa non durerà per sempre. Raggiungerà un top, ma cercare di anticiparlo con precisione può risultare molto costoso.
I top esplosivi spesso si estendono ben oltre le capacità di resistenza di chi è short. E mentre molti ribassisti vengono messi sotto pressione dalle margin call, il mercato continua a salire… fino al momento in cui si ferma. Di colpo.
La chiave è una sola: non congelarsi nel momento della correzione. Quando la svolta arriverà — e arriverà — sarà rapida e violenta. Le correzioni delle fasi paraboliche, per loro natura, non lasciano tempo per riflettere.
Questo non è il momento di diventare compiacenti o di innamorarsi del trade.
Quando un asset entra in una fase come questa, il miglior approccio non è tentare di anticipare la fine del movimento, ma gestire attivamente la posizione.
Gli strumenti più efficaci sono quelli basati sulla tendenza: un trailing stop dinamico oppure un sistema di trend following associato all’ATR (Average True Range) che si adatta alla volatilità.
DISCLAIMER:Le analisi e le informazioni contenute in questi report hanno esclusiva finalità educativa. Il loro contenuto non costituisce alcuna forma di consulenza o "raccomandazione di investimento" o "incentivo all’investimento", né in forma esplicita né implicita.
PUMP&DUMP - Come sfruttare questi movimenti nello scalping I Segnali Pump & Dump: Navigare le Tempeste Improvvise dei Mercati Crypto
Il mercato delle criptovalute è un oceano in cui talvolta si scatenano tempeste improvvise: rialzi esplosivi o crolli vertiginosi, spesso segnalati dal nostro scanner come Pump & Dump. Questi alert, come fari nel buio, illuminano movimenti anomali su timeframe diversi—un minuto o un’ora—rivelando dove l’energia del mercato si concentra. Ma come trasformare questi lampi di volatilità in opportunità?
Immaginate un Pump su timeframe 1m: il prezzo di un asset schizza in alto, sfidando il trend generale. È un urlo nel caos, un’inversione che attira liquidità come un vortice. Qui, il trader scientifico analizza i timeframe maggiori—daily, weekly—per distinguere un fakeout da un genuino cambio di direzione. Il filosofo, invece, si chiede: "Questo movimento è guidato da notizie, o è solo il gioco di qualche whale?". Intanto, lo scanner segnala un Dump su tf1h: un crollo già in atto, che richiede una valutazione fredda. È una ritirata strategica, o l’inizio di un trend ribassista?
La chiave sta nell’equilibrio. I Pump su tf1m offrono chance di *counter-trade*, sfruttando la liquidità momentanea, ma richiedono agilità: uno stop loss stretto, un target chiaro. I Pump su tf1h, invece, sono onde più lente—qui si cerca conferma sui livelli di supporto/resistenza, incrociando EMA e VWAP per filtrare il rumore. Ogni segnale è un indizio, non una certezza: la rottura di una trendline su daily può rafforzare il setup, mentre una news improvvisa—un tweet, un hack—può stravolgere tutto in un attimo.
La Trading Twice Academy insegna a leggere queste dinamiche come un linguaggio: pattern grafici che si ripetono, correlazioni con Bitcoin, volumi che tradiscono l’interesse degli smart money. Un esempio? Un Pump su Shiba Inu, con un +15% in 5 minuti, seguito da un ritracciamento al VWAP giornaliero: chi entra al rimbalzo, con stop sotto l’EMA 10, trasforma il caos in strategia.
Ma il vero segreto è la disciplina: riconoscere quando un segnale è un’illusione—come un Dump senza volume—e quando invece è una porta aperta. Perché nel trading, come nella vita, non tutte le tempeste vanno cavalcate: a volte, è meglio osservare da riva, pronti a salpare quando le nuvole si diradano.
Nel video, esploriamo come bilanciare velocità e prudenza con i segnali Pump & Dump.
VFormazione
US30(Volume Profile, Vwap and Liquidity Concept)Prima di tutto ho tracciato 2 profili volume giornalieri che mi hanno permesso di trovare i punti più liquidi e meno liquidi della giornata(1:00AM;1:00AM)(gap,poc ecct...).
Dopodiché ho segnato la sessione asiatica(solitamente tendo ad entrare a mercato agli estremi di questa sessione).
successivamente ho segnato i livelli tondi(44000;45000), soggetti a liquidità ed ordini algoritmici.
I livelli blu rappresentano i picchi volumetrici più pronunciati che permettono un supporto da parte del prezzo e un eventuale entrata a mercato(15:30PM).
I livelli gialli indicano apertura e chiusur del primo giorno del mese.
Ho segnato l'oscillazione percentuale per avere un dato in più sulla possibile volatilità giornaliera e non solo di sessione.
QualcommIl prezzo del titolo Qualcomm da Agosto ha oscillato tra i 158$ e i 177$, nell'ultimo mese il range di oscillazione si è ristretto a 164$ e 177$ con una contrazione della volatilità visibile anche dalla contrazione delle Bande di Bollinger.
Questo potrebbe anticipare una possibile esplosione di volatilità il Bollinger Squeeze.
II livello da monitorare per una entrata long è la rottura a rialzo dell'area statica di resistenza dei 177,59$.
A ribasso la trendline rialzista transita in area 166$.
Titolo da monitorare nelle prossime sedute.
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[S&P 500] Panoramica mercato USA - in attesa dei dati macro #1Userò queste idee come diario in modo da provare a mettere insieme i pensieri sperando che rileggerle in futuro possa essere d'aiuto nella difficile navigazione (e sopravvivenza) sui mercati. Difficilmente posterò idee operative vere e proprie.
Dopo il crollo della settimana scorsa (cause: rialzo tassi BOJ → crisi carry trade , dati macro in peggioramento → Sahm Rule , vendita metà azioni Apple da parte di Buffett), diamo uno sguardo ai dati storici da una prospettiva quantitativa:
Come già successo 70 volte dal 1990, quando il VIX chiude a 51,1 o più (4 deviazioni standard sopra la media di lungo periodo), i rendimenti futuri sono in media del:
+1,8% nel mese successivo
-1,4% nei prossimi 3 mesi
+9,2 nei prossimi 6 mesi
+31,0% nei prossimi 12 mesi.
Invece, come già successo 333 volte dal 1990 (escluso l'attuale spike) quando il VIX chiude a 35,3 o più (2 deviazioni standard), i rendimenti futuri sono in media del:
+2,4% nel mese successivo
+6,9% nei prossimi 3 mesi
+15,3 nei prossimi 6 mesi
+29,4 nei prossimi 12 mesi
Quando la volatilità del mercato azionario è enorme (+4 deviazioni standard) tende a persistere e a smorzare i rendimenti da 1 a 3 mesi, mentre livelli meno elevati (+2 deviazioni standard) suggeriscono un futuro più roseo a breve/medio termine.
La chiusura del VIX di lunedì a 38,6, (massimi dell'anno finora), sono di conseguenza un buon segno per quanto riguarda i rendimenti futuri, poiché non si avvicinano al livello di 51,1 (4 deviazioni standard).
Dalla sua nascita nel 1990, la chiusura media giornaliera del VIX è di 19,5. Lunedì ha toccato un livello che in precedenza aveva raggiunto solo lo 0,8% delle volte, durante le maggiori crisi. Alla chiusura di martedì è tornato a 27,7, ma dopo un tale spostamento sono probabili altre ondate.
La volatilità del mercato azionario ha raggiunto un'intensità pari alle peggiori crisi della storia. Se si è trattato di un panico momentaneo che può essere tranquillamente ignorato, è stato il primo in un secolo.
Secondo Peter Tchir (Academy Securities) il picco del VIX è stato così estremo a causa della mancanza di liquidità nelle opzioni su cui si basa il calcolo dell'indice. I futures del VIX, non hanno mostrato nulla di simile. Ciò implica problemi nel mercato delle opzioni .
Secondo Datatrek International in assenza di un catalizzatore specifico (un grande evento economico/finanziario), " il VIX ci sta dicendo che abbiamo tempo (4-6 settimane) prima che un vero e proprio minimo investibile sia a portata di mano ". Fondamentale sarà osservare i dati macro prossimi al rilascio e verificare se una recessione dell'economia americana è realmente alle porte.
Al momento, i non-farm payrolls sono cresciuti di poco più di 100.000 unità e il tasso di disoccupazione rimane al di sotto del 4,5% (durante la crisi finanziaria sub-prime raggiunse il 10%), al momento i numeri seppur in peggioramento non vanno verso una recessione certa.
Perché allora il dato è stato preso così negativamente dal mercato?
1- Il dato è arrivato nel momento in cui la BOJ ha alzato i tassi di interesse sullo yen creando
enormi scompensi su lato carry trade
2- Buffett ha venduto la metà delle sue azioni Apple
3- Il dato sulla disoccupazione non è tanto preoccupante per il numerò in sé, ma lo è perché è rientrato nella cosiddetta “Sahm Rule”, che si basa sulla velocità di crescita del tasso di disoccupazione. Quindi 4,5% è un valore ancora basso, ma c'è stata un'accelerazione preoccupante di perdita di posti di lavoro americani.
Da sottolineare però che la stessa Sahm ha dichiarato che, nelle bizzarre condizioni post-pandemia, è possibile che la regola questa volta dia un falso positivo. Sia la curva dei rendimenti invertita nel mercato obbligazionario sia vari indicatori economici anticipatori, di solito indicatori di recessione quasi infallibili, gridano al rallentamento da quasi due anni. Al momento, non è ancora successo niente.
Lato Fed, negli ultimi tre mesi, le aspettative di tagli si sono costantemente rafforzate. Dalla riunione del Federal Open Market Committee di mercoledì, i futures sui fed funds hanno toccato il fondo. Per le prossime quattro riunioni, prevedono tagli di 1,5 punti percentuali, il che implica che la banca centrale taglierà di oltre 25 punti base almeno due volte.
Le obbligazioni battono le azioni quando si pensa che un rallentamento costringerà a tagliare i tassi. Da notare anche che secondo vari sondaggi è ancora preponderante l'idea di un cosiddetto “soft-landing” (quindi di una crisi “soft”) anche se i consensi a riguardo sono diminuiti rispetto inizio 2024. (Il consenso maggioritario su un soft landing, a seguito di un evento catalizzatore come un fallimento importante, potrebbe portare ad un hard-landing più violento).
→ vedi Shiller PE Ratio +34 (Rapporto Prezzo/Utili superiore ai massimi pre-crisi 1929).
Nello storico dello S&P 500 ci sono state diversi crolli nel mese di agosto e tutti i maggiori hanno portato a chiudere l'anno più o meno per come era iniziato, tranne nel 1998 dove l'anno si chiuse ad un +25%. (a seguito di default Russia e crisi LTCM).
Nel settembre 1998 a seguito di un ulteriore ribasso, quando i mercati obbligazionari rimasero completamente in panne, la Fed effettuò un insolito taglio dei fed funds tra una riunione e l'altra. Questo incidente ha dato vita all'espressione "Fed Put", e la nuova liquidità della Fed ha dato il via a una straordinaria impennata speculativa con l'arrivo sul mercato delle dot-com. (E successiva bolla).
Oggi quel taglio viene generalmente considerato un errore. L'iniziale selloff guidato dalla Russia ha innescato una seconda ondata di ribasso perché ha lasciato un'importante istituzione finanziaria (LTCM) in gravi difficoltà. Il massiccio rimbalzo che ha fatto chiudere l'anno ad un +25% è avvenuto perché il mercato ha effettivamente spinto (obbligato) la Fed a tagliare i tassi .
Tornando nel 2024, a seguito del cosiddetto “Fed Put” difficilmente la Fed tornerà a mettersi in una situazione simile, con tagli inaspettati dei tassi, nonostante possibili eventi catalizzatori.
L'allentamento dei tassi è ancora probabile, ma in assenza di un incidente paragonabile a LTCM, Lehman Brothers o SVB, è improbabile che prenda decisioni estreme e rischi di innescare un boom speculativo come quello del 1998.
Secondo Harry Colvin (Longview Economics) ci sono stati 15 selloff dell'S&P 500 dal 1978, in cui l'ondata iniziale di vendite ha fatto scendere l'indice di almeno il 10%. La probabilità di un retest dei minimi iniziali è alta. In 13 dei 15 esempi, il retest del minimo dell'onda uno si è verificato in una successiva ondata di vendite (cioè a seguito di un breve rally ralzista). Le due eccezioni sono state l'aprile 2012 e l'ottobre 1997.
Qualsiasi cosa che potenzialmente indebolisca ulteriormente il dollaro potrebbe esacerbare l'esaurimento del carry trade dello yen. L'ampio crollo del mercato dimostra che gli investitori ritengono che la Fed non abbia altra scelta che tagliare in modo aggressivo, questo si è tradotto in una debolezza del dollaro che non si vedeva da mesi.
Il carry trade con lo yen sembra stia svolgendosi al ritmo più veloce dal suo famigerato crollo in seguito alla crisi dei mutui subprime nel 2007 e 2008. Poiché il carry trade con il peso messicano ha ancora, sorprendentemente, generato un rendimento totale superiore a quello dell'S&P 500 dalla vigilia della pandemia, è lecito pensare che l'esaurimento possa andare oltre.
Le ragioni dell'ottimismo sulla ripresa degli indici azionari richiedono più o meno pessimismo sul dollaro.
Conclusioni : secondo un'analisi quantitativa dei dati storici l'unico caso in cui a seguito di un crollo come quello appena avvenuto c'è stata una ripresa eccezionale è il settembre/ottobre 1998, con il taglio dei tassi a sorpresa della Fed ("Fed Put").
E' probabile un retest dei minimi, ancora è troppo presto per entrare.
Occorre attendere le prossime settimane per evento catalizzatore (es: fallimento importante), nonostante ciò intervento estremo della Fed è pesato poco probabile (va messo in conto l'elezione di Novembre).
In attesa dei dati macro, considerare che l'enorme immissione di liquidità del periodo pandemico possa continuare a reggere il rallentamento economico americano.
Osservazioni future : Dollaro e carry trade sullo Yen, mercato obbligazionario, dati macro.
Correlazione tra VIX e S&P500Buongiorno a tutti trader e investitori,
oggi voglio mostrarvi questi 2 grafici in cui evidenzio la correlazione tra l'indice di volatilità VIX e l'indice S&P500
In alto sul grafico del VIX ho steso una linea orizzontale rossa che coincide con l'area 48/52.
Vediamo quindi che ogni volta che il VIX tocca o supera quel livello coincide con un minimo di mercato dell'SP500.
Questa immagine mostra il periodo dal 2010 ad oggi.
Ogni volta che il VIX ha toccato o superato quella linea rossa, in quel momento vedevamo dei minimi di mercato sull'SP500 nel quale era sempre stato buono investire o incrementare le posizioni.
In questo momento il VIX ha superato quella soglia abbondantemente e si trova su un livello di 65, quindi 15 punti sopra che sono tanti.
Con questo post non voglio dire che quello di oggi sarà minimo e che bisogna investire tutto adesso. Ma è sicuramente qualcosa da tenere in considerazione.
TAGS: VANTAGE:SP500 SP:SPX CBOE:SPX FRED:SP500 CME_MINI:ES1! TVC:SPX
L'Indice di Volatilità (VIX): Il Barometro della Paura del MercaL'Indice di Volatilità, comunemente noto come VIX, è uno degli strumenti più importanti e osservati dai trader e dagli investitori nel mondo finanziario. Questo indice, calcolato dal Chicago Board Options Exchange (CBOE), misura le aspettative di volatilità del mercato azionario statunitense nei prossimi 30 giorni. Spesso soprannominato "l'indice della paura", il VIX è diventato un indicatore chiave per comprendere il sentiment del mercato e prevedere potenziali turbolenze finanziarie.
I CFD/Spread Bets sono strumenti complessi e comportano un rischio significativo di perdere denaro rapidamente a causa della leva finanziaria. 80,84% di conti di investitori al dettaglio perdono denaro nelle negoziazioni in CFD con questo fornitore. Valuta se comprendi il funzionamento dei CFD/Spread Bets e se puoi permetterti di correre l'elevato rischio di perdere il tuo denaro. Si prega di notare che gli Spread Bets sono disponibili solo per i residenti in UK.
Come Funziona il VIX
Il VIX è calcolato utilizzando i prezzi delle opzioni dell'indice S&P 500. In particolare, tiene conto delle opzioni call e put out of the money che hanno una scadenza di circa 30 giorni. L'idea di base è che le opzioni riflettano le aspettative degli investitori sulla futura volatilità del mercato. Quando ci si aspetta un aumento della volatilità, i prezzi delle opzioni tendono ad aumentare (costano di più) perché gli investitori sono disposti a pagare un prezzo maggiore per proteggersi contro movimenti significativi del mercato. Al contrario, quando ci si aspetta una volatilità più bassa, i prezzi delle opzioni tendono a diminuire.
Il VIX viene espresso in termini percentuali: se il VIX è a 20, significa che ci si aspetta una variazione del 20% (in termini annualizzati) dell'S&P 500 nei prossimi 30 giorni.
Interpretazione del VIX
Un livello alto del VIX è spesso associato a una maggiore incertezza o paura nel mercato. Durante periodi di crisi finanziaria o di eventi geopolitici significativi, il VIX tende a salire, riflettendo le preoccupazioni degli investitori per un aumento della volatilità. Al contrario, un VIX basso indica una maggiore fiducia degli investitori e aspettative di stabilità del mercato.
Ad esempio, durante la crisi finanziaria del 2008, il VIX ha raggiunto livelli record sopra 80, segnalando un'enorme incertezza e paura tra gli investitori. Analogamente, durante la pandemia di COVID-19 nel 2020, il VIX è salito drasticamente sino ad arrivare a quota 100, riflettendo l'incertezza senza precedenti che ha colpito i mercati globali.
I risultati passati non sono indicativi dei risultati futuri.
In generale un VIX sotto 20 restituisce una scarsa preoccupazione degli operatori del mercato. La fascia che va da 20 a 30 possiamo definirla neutrale (si vede un progressivo abbandono dell l'euforia tipica di valori inferiori a 20/15) mentre con valori del VIX sopra 30 comincia una certa ansia che sfocia poi in panico più o meno accentuato già a partire da valori intorno a 45/50.
Insomma un vero e proprio barometro della paura degli operatori del mercato.
Utilizzi del VIX
Il VIX è comunemente utilizzato in vari modi, passiamo velocemente in rassegna quelli più frequenti
- Strategia di Trading
Molti trader utilizzano il VIX per formulare strategie di trading. Un VIX elevato può suggerire che il mercato è ipervenduto e potrebbe essere pronto per un rimbalzo, mentre un VIX molto basso potrebbe indicare che il mercato è sovraccarico e pronto per una correzione. Ovviamente il valore del VIX di per sé non può e non deve essere preso come vero e proprio segnale di trading ma solo come campanello di allarme.
Alcuni trader intraday utilizzano le variazioni del vix all’interno della stessa giornata per confermare o meno le proprie posizioni ribassiste o rialziste.
Hedging
Gli investitori istituzionali utilizzano il VIX come strumento di copertura (hedging) contro le fluttuazioni del mercato. Ad esempio, possono acquistare opzioni sul VIX per proteggersi da un aumento della volatilità che potrebbe influire negativamente sui loro portafogli.
- Sentiment Analysis
Il VIX è anche un ottimo indicatore del sentiment del mercato. Un improvviso aumento del VIX può segnalare un cambiamento nelle aspettative degli investitori e una maggiore avversione al rischio. Gli analisti utilizzano queste informazioni per adeguare le loro previsioni e raccomandazioni di investimento.
- Limitazioni del VIX
Sebbene il VIX sia uno strumento potente, ha anche delle limitazioni. Occorre essere coscienti del fatto che il VIX non predice esattamente il futuro andamento del mercato, ma riflette solo le aspettative di volatilità ovvero, per usare una terminologia comprensibile a tutti, di quanto potrebbe muoversi il mercato nei prossimi 30 giorni, con particolare riferimento all’indice SP500 che è ormai il faro degli indici di tutto il mondo. Inoltre il VIX può essere influenzato da fattori esterni e temporanei che possono non avere un impatto duraturo sul mercato.
Conclusioni
Il VIX è un indicatore essenziale per comprendere il sentiment del mercato e le aspettative di volatilità. Utilizzato correttamente, può fornire preziose informazioni per prendere decisioni di investimento più informate e per sviluppare strategie di trading efficaci anche intraday. Tuttavia, come tutti gli strumenti finanziari, deve essere usato con cautela e in combinazione con altre analisi e indicatori per sfruttarne al meglio le potenzialità.
Disclaimer: La finalità del presente articolo è meramente informativa e didattica. Le informazioni qui riportate non costituiscono consulenza in materia di investimenti e non contemplano la situazione finanziaria o gli obiettivi individuali degli investitori. Le informazioni relative ai risultati passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri. Per quanto permesso dalla legge, in nessun caso, Capital.com (o un suo affiliato o dipendente) assume responsabilità per qualsiasi perdita incorsa a causa dell’utilizzazione delle informazioni fornite. Chi agisce in base a tali informazioni lo fa a proprio rischio. Qualsiasi informazione che possa essere intesa come “ricerca di investimento” non è stata preparata in conformità ai requisiti legali stabiliti per promuovere l’indipendenza della ricerca di investimento e dunque deve essere considerata comunicazione di marketing.
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Sembra che la cripto ha buone performance.Cautela sì , sempre ma con un piccolo capitale si intravede un ottima occasione di guadagno fortemente sostenuto dalla crescita dei volumi e dal micro-prezzo che vede una crescita costante.
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