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[Fibonacci nel trading] - Chi era e come applicarlo nel trading.Leonardo Fibonacci: chi era?
Noto semplicemente come Fibonacci, fu un matematico italiano vissuto tra il 1770 circa e il 1240-1250. Era originario di Pisa.
È famoso soprattutto per aver introdotto in Europa il sistema di numerazione indo-arabico (quello che usiamo oggi, con le cifre da 0 a 9), molto più pratico rispetto ai numeri romani.
Fibonacci nel trading: capire prima di usare
Molti trader usano Fibonacci, ma pochi si fermano davvero a capirlo.
Eppure è uno strumento semplice che, se usato bene, può migliorare molto la
lettura del mercato.
Cos’è Fibonacci:
La sequenza di Fibonacci è una serie numerica in cui ogni numero è la somma dei due precedenti (1,1,2,3,5,8,13,ecc). Questa sequenza non nasce nel trading, ma dalla matematica.
Quello che la rende speciale, è che i rapporti tra i numeri compaiono spesso
in natura:
• crescita delle piante.
• spirali delle conchiglie.
• proporzioni del corpo umano.
Il rapporto più famoso è 61.8%, conosciuto anche come “ golden ratio ”.
Questo ci dice una cosa importante:
Fibonacci descrivi modelli di crescita ed equilibrio, non solo numeri.
Come si traduce nei mercati:
I mercati non sono altro che il risultato del comportamento umano.
E il comportamento umano tende a muoversi in modo “ritmico”, non casuale.
Qui entra in gioco Fibonacci.
Nel trading usiamo soprattutto i livelli di retracement:
• 38.2% → ritracciamento leggero.
• 50% → zona psicologica.
• 61.8% → ritracciamento profondo ma sano.
Applicazione pratica:
In un trend rialzista:
1. Il prezzo sale.
2. Poi ritraccia.
3. Spesso si ferma su uno dei livelli di Fibonacci.
4. E da lì può ripartire.
Questi livelli diventano zone di interesse, non segnali automatici.
Il punto chiave che molti ignorano:
Fibonacci non predice il futuro:
Serve a:
• Dare struttura ai movimenti.
• Individuare aree dove il mercato potrebbe reagire.
• migliorare il timing.
Funziona meglio quando è in confluenza con:
• Supporti/Resistenze.
• Struttura di mercato.
• Trend.
Errore comune:
Disegnare Fibonacci ovunque sperando che “funzioni”.
Senza contesto, è inutile.
Con contesto, diventa potente.
Conclusione:
Fibonacci è interessante perché collega:
• Matematica.
• Natura.
• Comportamento umano.
• Mercati finanziari.
Non è uno strumento magico, ma un modo per leggere meglio il mercato.
E nel trading, spesso, capire è più importante che prevedere.
Questa vuole essere un infarinatura generale dove ti spiego chi era Fibonacci e come si può applicare/utilizzare a grandi linee questo metodo operativo sui mercati finanziari.
Se sei interessato/a magari ad avere una seconda parte più approfondita e ti interessa l'argomento fammelo capire lasciando un boost sotto questa pubblicazione, ti ringrazio.
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EURUSD: H1!!! DISCLAIMER !!!
Nota bene:
Queste sono semplici bozze personali, da considerarsi come tali. La lettura va effettuata con un’ottica di breve termine. In altre parole, la prima fase del percorso disegnato rappresenta l’ipotesi principale. La parte restante del percorso (quella più lontana nel tempo) è strettamente legata all’evoluzione della prima fase. Di conseguenza, se quest’ultima non si realizza, l’intera idea deve essere considerata nulla.
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EUR/CHF, long contrarian con venditori stanchi Sul cambio EUR/CHF si sta sviluppando una struttura tecnica di grande interesse sul grafico mensile, spesso trascurata dai trader focalizzati sul breve periodo
È infatti evidente una lunga divergenza rialzista sull’RSI a 14 periodi visto che negli ultimi mesi il prezzo ha segnato almeno quattro minimi decrescenti, mentre l’oscillatore ha costruito una sequenza di minimi crescenti.
Questa configurazione segnala un progressivo esaurimento della pressione ribassista e un possibile accumulo in corso.
A rafforzare questo scenario troviamo una chiara configurazione di “bullish engulfing” accompagnata da un piccolo ma significativo incremento dei volumi.
Questo elemento aggiunge validità al pattern, suggerendo che la domanda stia iniziando a riaffacciarsi in modo più deciso.
All’interno di questo contesto di possibile inversione o quantomeno reazione tecnica sul mensile, il timeframe H4 offre uno spunto operativo interessante.
Il recente affondo sotto i minimi a 0,9165 potrebbe configurarsi come una falsa rottura (fake breakout), tipica dinamica di accumulazione.
In tal senso, si può valutare un trade long contrarian di brevissimo respiro, con ingresso su breakout del massimo locale 0,91767 e gestione del rischio molto stretta.
L’operazione resta tattica con target precedente minimo relativo precedente assecondando in tal modo il trend ribassista dominante in corso.
RIASSUNTO DELLA SETTIMANA: 13-17 aprileRiassunto della settimana 13-17 aprile:
- I PPI USA salgono al 4% YoY
- Il tasso di disoc. Australiano rimane invariato
- Il PIL cinese sale al 5%
- Il PIL UK sale allo 0,5%
- L'inflazione europea sale al 2,6%
Andamento delle valute:
- AUD è stata la top perfomer della settimana
- USD è stata la valuta più debole della settimana
Aggiornamenti
Nel Q1 2026, gli ETF globali sull’oro hanno mostrato una resilienza strutturale nonostante il marcato deflusso di marzo, il peggiore dal settembre 2022.
Le masse gestite (AUM) hanno raggiunto i 606 miliardi di USD, segnando un incremento del 9% rispetto all'esercizio 2025, sostenute da una crescita netta delle partecipazioni di 62 tonnellate nel trimestre.
La pressione ribassista di fine trimestre è riconducibile a tre macro-fattori:
De-risking sistemico: L’"Operazione Epic Fury" degli Stati Uniti ha innescato una corsa alla liquidità, penalizzando l'oro a favore del petrolio.
Dinamiche tecniche: L’elevato posizionamento long dei CTA a metà marzo ha amplificato la volatilità, forzando la capitolazione delle posizioni speculative.
Variabili macroeconomiche: Il rafforzamento del dollaro e il riposizionamento della curva dei tassi hanno incrementato il costo opportunità, frenando la domanda globale.
EUR/USD: Testati 1.1814 e 1.1845. Ora attesa direzione⚡ EUR/USD: TESTATI 1.1814 E 1.1845. ORA ATTESA DIREZIONE.
15 anni di metodo. 12/12 Configurazioni nel 2026. Zero errori.
La marcia prosegue. Abbiamo testato 1.1814, aggiungendo +54 pips al portafoglio. Successivamente, abbiamo testato 1.1845 (movimento non tradato). Ora i prezzi sono tornati verso 1.1761. Da qui, valutiamo il prossimo scenario.
📍 STATO ATTUALE (Grafico 2h - Agg. 17 Apr):
Prezzo a 1.17642, in fase di consolidamento sul livello chiave. Dopo il test di 1.1814 e 1.1845, il mercato sta fisiologicamente ritracciando.
🔍 RIEPILOGO MOVIMENTI:
Livello Azione Pips
1.1814 Testato e centrato +54
1.1845 Testato (non tradato) -
1.1761 Ritorno attuale In corso
📊 PERFORMANCE 2026:
EUR/USD: +1.111 pips
🎯 PROSSIMI SCENARI:
Scenario A (prosecuzione ribassista):
Rottura di 1.1761 con volume.
Target: 1.1707
Target successivo: 1.1669
Scenario B (rimbalzo):
Tenuta di 1.1761 e risalita verso 1.1814.
Target: 1.1845
Scenario C (laterale):
Consolidamento tra 1.1761 e 1.1814.
Attesa breakout.
📚 DIDATTICA OPERATIVA:
Il movimento da 1.1761 a 1.1814 (+54 pips) è stato tradato. Il successivo test di 1.1845, invece, è stato solo monitorato perché non ha rispettato i criteri di conferma del metodo.
Non tutti i livelli raggiunti sono tradabili. Solo quelli che offrono un rapporto rischio/rendimento adeguato e una chiara configurazione di ingresso.
🎤 STATO OPERATIVO:
Posizione: CASH. Attendo la prossima direzione tra 1.1707 e 1.1814.
👉 TESTATI 1.1814 E 1.1845. ORA ATTESA.
Commenta " EURUSD " se segui il sistema.
Analisi GBP/JPY 📊 Analisi GBP/JPY – Rifiuto in Resistenza ⚠️
🔍 Contesto di Mercato
Il grafico mostra una struttura chiara:
Consolidamento → Impulso rialzista → Test della resistenza
👉 Il prezzo rispetta bene le zone tecniche principali.
🧠 Fase 1: Consolidamento (Accumulo)
Movimento laterale in un range 📦
Accumulo di liquidità sopra e sotto i livelli
Probabile accumulazione da parte dello smart money
🚀 Fase 2: Movimento Rialzista
Forte impulso in un canale ascendente 📈
Struttura di massimi e minimi crescenti
Controllo da parte dei compratori
🧱 Fase 3: Reazione sulla Resistenza
Il prezzo raggiunge una zona chiave (216.2 – 216.7) 🔴
Diversi rifiuti evidenti
Perdita di momentum
👉 Possibile inizio della fase di distribuzione
⚠️ Comportamento Attuale
Consolidamento sotto la resistenza
Tentativi di breakout deboli
Possibile correzione nel breve termine
📉 Scenario Ribassista
Rifiuto confermato → discesa probabile
Target:
215.3 (supporto intermedio)
213.5 zona di domanda 🟢
👉 In linea con il tuo setup ✔️
📈 Scenario Rialzista
Breakout forte sopra la resistenza 🔥
Retest come supporto
👉 Possibile continuazione verso 217+
🎯 Livelli Chiave
🔴 Resistenza: 216.2 – 216.7
⚪ Prezzo attuale: ~215.5
🟢 Zona di domanda: ~213.5
🟩 Supporto principale: ~209
💡 Conclusione
Breve termine: ribassista sotto resistenza
Trend generale: rialzista con possibile correzione
Strategia: attendere conferma (rifiuto o breakout)
S&P 500 record, mercati indifferenti alla geopoliticaS&P 500 INARRESTABILE
Ieri i listini statunitensi hanno esteso i guadagni della sessione precedente, con l’S&P 500 in rialzo dello 0,8% a quota 7.051 punti, segnando un nuovo e ulteriore massimo storico.
Il Nasdaq si è mantenuto vicino ai livelli record raggiunti nella seduta precedente, mentre il Dow Jones è rimasto sostanzialmente stabile in area 48.460 punti.
Gli investitori continuano a monitorare la stagione degli utili, mentre cresce l’ottimismo sulla possibilità che un potenziale accordo tra Stati Uniti e Iran possa porre fine al conflitto e consentire la riapertura dello Stretto di Hormuz.
A livello settoriale, energia, materiali e immobiliare hanno guidato i rialzi, mentre sanità e beni di consumo discrezionali hanno sottoperformato.
Tra i singoli titoli, PepsiCo è salita dello 0,3% dopo aver riportato utili e ricavi superiori alle attese, mentre Bank of New York Mellon ha guadagnato l’1,3% grazie a risultati solidi.
Netflix ha registrato un lieve calo dello 0,3% in attesa della pubblicazione dei conti trimestrali prevista per la giornata, mentre l’andamento complessivo delle società a grande capitalizzazione è risultato contrastato.
VALUTE
Sul mercato più liquido al mondo si registrano movimenti estremamente contenuti, con oscillazioni giornaliere comprese tra i 30 e i 40 pips per le principali coppie “originali”, ossia quelle che includono il dollaro.
Sui cross, invece, emergono movimenti più interessanti, in particolare sull’EUR/JPY, che ha raggiunto un nuovo massimo storico nell’era della moneta unica, senza dover risalire al 1990, quando si registrarono livelli anche superiori ma in presenza dell’ECU, il precursore dell’euro.
L’EUR/USD rimane compreso tra 1,1770 e 1,1810, mentre il Cable ha ceduto qualche pip contro dollaro, tornando in area 1,3520. L’EUR/GBP è quindi risalito da 0,8690 a 0,8715.
Sul franco svizzero non si segnalano particolari movimenti, con EUR/CHF stabile a 0,9230 e USD/CHF sopra quota 0,7830. Le valute oceaniche restano invece ancorate ai livelli dei giorni precedenti, a 0,7170 per AUD/USD e 0,5880 per NZD/USD.
Manca un vero e proprio trigger, ovvero un fattore in grado di spostare l’equilibrio attuale. Le dichiarazioni del presidente Trump vengono ormai ignorate dal mercato e i dati macroeconomici non riescono a generare volatilità.
USA, PRODUZIONE INDUSTRIALE IN CALO
La produzione industriale negli Stati Uniti è diminuita dello 0,5% su base mensile a marzo 2026, mancando le attese di mercato che prevedevano un incremento dello 0,1%, dopo il +0,7% di febbraio.
Si tratta del calo più marcato dell’attività industriale da settembre 2024.
La produzione manifatturiera, che rappresenta circa il 78% del totale, è scesa dello 0,1% dopo l’aumento, rivisto al rialzo, dello 0,4% di febbraio, risultando anch’essa inferiore alle stime di crescita dello 0,1%.
PETROLIO
Questa mattina il prezzo del greggio si attesta in lieve rialzo, con il WTI a quota 90 dollari e il Brent a 94,50 dollari al barile.
Il movimento è legato al fatto che non si è ancora giunti a un accordo per una tregua duratura tra Stati Uniti e Iran. Alcune indiscrezioni suggeriscono che un’intesa potrebbe richiedere mesi, piuttosto che settimane.
I negoziati in corso non hanno risolto le questioni chiave, mentre le interruzioni nello Stretto di Hormuz continuano a limitare l’offerta di petrolio. La situazione geopolitica contribuisce a mantenere l’offerta contenuta, anche alla luce del recente calo delle scorte statunitensi e dell’aumento dei flussi di esportazione.
Nonostante ciò, sui mercati permane un diffuso ottimismo, come si evince dall’andamento dei listini azionari e dalla stabilità dei rendimenti dei titoli di Stato nelle ultime ore.
JOBLESS CLAIMS
Il numero di nuove richieste di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti è sceso a 207.000 nella settimana terminata l’11 aprile 2026, rispetto alle 218.000 (dato rivisto al ribasso) della settimana precedente.
Il dato è risultato inferiore alle attese di mercato, fissate a 215.000, segnando il calo settimanale più consistente da febbraio e indicando che i licenziamenti restano limitati. Il mercato del lavoro e l’economia nel loro complesso continuano infatti a mostrare una buona resilienza.
Le richieste continuative di sussidi, che misurano il numero di persone che percepiscono l’indennità, sono invece salite a 1.818.000 nella settimana terminata il 4 aprile, con un aumento di 31.000 unità rispetto al dato rivisto della settimana precedente.
Saverio Berlinzani , analista ActivTrades
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WisdomTree - Tactical Daily Update - 16.04.2026Borse attorno ai massimi, sperano in una rapida fine della guerra in Iran.
Gli Usa confermano il blocco operativo dello stretto di Hormutz.
Il prezzo si stabilizza poco sopra 90 US$/barile, gas europeo in calo.
Tornano gli acquisti sui metalli industriali, sprint di rame e alluminio.
I mercati continuano a muoversi sospesi tra speranza e cautela, come chi intravede l’uscita dal tunnel ma non ha ancora deciso se correre o restare fermo. Il dossier Iran resta il perno attorno a cui ruota tutto: le parti stanno negoziando per estendere il cessate il fuoco di due settimane in scadenza il 22 aprile, mentre si lavora a un secondo round di colloqui. Secondo indiscrezioni, potrebbe tenersi già “nei prossimi due giorni” in Pakistan. Un segnale incoraggiante, anche se sullo sfondo resta una contraddizione non da poco: gli Stati Uniti mantengono il blocco navale nello Stretto di Hormuz, già pienamente operativo secondo il Comando Centrale.
Gli investitori, nel frattempo, oscillano tra ottimismo e prudenza. Da un lato, le notizie di un “accordo di principio” per la proroga della tregua alimentano il sentiment positivo. Dall’altro, l’FMI ha raffreddato gli entusiasmi con un avvertimento tutt’altro che banale: se il conflitto dovesse protrarsi e colpire ulteriormente le infrastrutture energetiche, la crescita globale potrebbe scendere verso il 2%, con un’inflazione oltre il 6% entro il 2027. Tradotto: la pace è prezzata nei mercati, ma non ancora garantita nella realtà.
Il fronte energetico resta infatti il vero termometro della situazione. L’Agenzia internazionale dell’energia prevede per il secondo trimestre 2026 il più forte calo della domanda di petrolio dai tempi della pandemia, segnale di una “distruzione della domanda” destinata ad allargarsi con l’aumento dei prezzi e delle carenze. Non solo: il conflitto avrebbe già generato uno shock di offerta definito come “il più grave della storia”, con una perdita di 10 milioni di barili nel solo ultimo mese. Numeri che spiegano perché il petrolio, pur stabilizzandosi, resti osservato speciale.
In questo contesto incerto ma non privo di speranza, le Borse europee scelgono la via della prudenza. Dopo i rialzi del 14 aprile, la seduta si chiude senza scossoni: Ftse Mib -0,04%, ma comunque sopra i 48.000 punti, livello che conferma Milano su massimi solidi. Nel resto del continente prevale una lieve debolezza: Parigi -0,6% (zavorrata dal lusso e dal tonfo di Kering), mentre Francoforte +0,1% si distingue come la migliore della giornata.
A guidare il tono globale è però ancora Wall Street, che continua a flirtare con i record. Il Nasdaq +1,59% e lo S&P 500 +0,80% aggiornano i massimi, con quest’ultimo che supera quota 7.002,28 punti (record del 28 gennaio) toccando un picco intraday di 7.003,82 punti. Il Dow Jones -0,15% resta leggermente indietro, ma il messaggio è chiaro: i mercati stanno scommettendo su una de-escalation.
E, sorprendentemente, lo fanno senza apparire eccessivamente tirati. Le valutazioni restano relativamente contenute: lo Stoxx Europe 600 tratta a 17 volte gli utili attesi, l’MSCI Emerging Markets a 17,5, l’MSCI World a 22,6, mentre lo S&P 500 si colloca a 25 volte. Anche il miglior listino dell’anno, il Kospi, viaggia a 21,5 volte. Insomma, multipli sostenuti ma non ancora da bolla conclamata.
Sul fronte macro, segnali contrastanti arrivano dagli Stati Uniti. I prezzi alla produzione (PPI) crescono dello 0,5% a marzo, in linea con febbraio (+0,5%) ma sotto le attese (+1,1%). Su base annua, l’aumento è del 4,0% (dal 3,4% precedente). Un dato che suggerisce come l’impatto del conflitto sia ancora solo parziale, con l’impennata dell’energia compensata da servizi stabili. Intanto il dollaro prosegue la sua fase di debolezza, segnando la settima seduta consecutiva di calo e riportando l’euro vicino a quota 1,18.
Tra i titoli, seduta vivace ma non sempre coerente: Bank of America +0,02% beneficia di conti sopra le attese, mentre Morgan Stanley -0,83% sorprende con utili in crescita del +29% a 5,5 miliardi di dollari ma non convince il mercato. Bene anche Broadcom +0,72%, sostenuta dall’estensione della partnership con Meta (+0,40%) sui chip personalizzati.
Le materie prime mandano segnali di relativo sollievo. Il Brent si stabilizza intorno ai 95 dollari al barile, il WTI a 92 dollari, mentre il gas europeo scende sotto i 42 euro/MWh. L’oro resta vicino ai massimi recenti, poco sotto i 4.800 dollari l’oncia, sostenuto sia dalla domanda di beni rifugio sia dalla debolezza del dollaro.
Lo scenario asiatico conferma il cauto ottimismo: l’indice MSCI Asia Pacific +1,3%, con la Corea del Sud in testa (Kospi +2,6%). Più moderati gli altri listini: Nikkei +0,8%, CSI 300 +0,2%, Hang Seng +0,8%, Taiex +0,9%. Anche qui, il filo conduttore è sempre lo stesso: fiducia nella ripresa dei negoziati e petrolio mantenuto sotto i 100 dollari.
Sul fronte obbligazionario, il Treasury decennale Usa rende il 4,25%, mentre il BTP decennale scende al 3,77% (in calo di 10 punti base). Intanto si avvicina una scadenza chiave per la Fed: il mandato di Jerome Powell termina il 15 maggio, con Kevin Warsh indicato come possibile successore. Powell, nel frattempo, si è detto pronto a restare “pro-tempore” in caso di ritardi.
Infine, una nota che racconta bene il clima di fondo: secondo il World Gold Council, il 95% delle banche centrali prevede di aumentare le riserve auree nel prossimo anno. Un dato che, al di là dell’ottimismo di facciata, tradisce una verità più profonda: i mercati possono anche correre verso nuovi massimi, ma sotto la superficie continuano a prepararsi al peggio.
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Wall Street sui massimi, rischio geopolitico ignoratoS&P 500 E NASDAQ, NUOVI MASSIMI STORICI
Un mercoledì da leoni per Wall Street, con l’indice S&P 500 salito su nuovi massimi storici sopra quota 7.000 punti. Anche il Nasdaq ha guadagnato oltre l’1%, attestandosi sui massimi di gennaio e segnando anch’esso un nuovo record storico, trainato dai rialzi del settore tecnologico.
Broadcom ha registrato un balzo superiore al 3%, mentre Meta ha aggiunto quasi il 2% dopo aver annunciato un accordo per l’installazione di 1 gigawatt di chip AI personalizzati basati sulla tecnologia Broadcom.
Positive anche le altre megacap: Apple ha chiuso a +2,6%, Microsoft a +5%, Tesla a +7% e Nvidia a +0,5%.
Il sentiment degli investitori è rimasto costruttivo, sostenuto dalla speranza di una rapida de-escalation del conflitto in Iran, dopo che il presidente Trump ha affermato che la guerra iniziata dagli Stati Uniti insieme a Israele sarebbe prossima alla conclusione. Nel frattempo, il capo dell’esercito pakistano è arrivato a Teheran per contribuire a ottenere una proroga del cessate il fuoco, in scadenza martedì.
Parallelamente, l’attenzione del mercato si sta spostando sugli utili societari. Bank of America ha guadagnato fino al 2,5% dopo aver riportato utili del primo trimestre superiori alle attese, mentre Morgan Stanley è balzata di oltre il 5% grazie all’annuncio di ricavi record.
VALUTE
I cambi restano oscillanti all’interno del trading range delle ultime settimane, con il dollaro che si conferma tendenzialmente debole contro le principali valute. Il movimento si inserisce in una sorta di spinta alla dedollarizzazione, accompagnata da un clima di risk-on che sembra ormai considerare la guerra un falso problema.
L’EUR/USD, partito da 1,1780, è tornato lievemente sopra quota 1,1800 senza particolare momentum, fermandosi poi in area 1,1810.
L’USD/JPY ha ceduto terreno anche a causa dei timori di un possibile intervento della Bank of Japan sullo yen, con il rendimento del decennale giapponese ancora sopra il 2,40%.
L’indice VIX resta sotto quota 20, a 18 punti, confermando un mercato che non crede più allo scenario di guerra.
Il franco svizzero è stabile contro euro in area 0,9200, con USD/CHF sopra quota 0,7800. Le valute oceaniche restano in rialzo e vicine ai livelli chiave di 0,7200 e 0,5930. Poco da segnalare sul Cable, che continua a seguire EUR/USD ed EUR/GBP, oscillando nel range 0,8690–0,8740.
PETROLIO STABILE
Giovedì, dopo un avvio di settimana particolarmente volatile, i futures sul petrolio WTI si sono stabilizzati in area 88–91 dollari al barile, mentre il Brent quota intorno ai 92 dollari.
Il quadro resta legato alla prospettiva di un possibile cessate il fuoco definitivo tra Stati Uniti e Iran, nonché a un accordo più ampio che potrebbe porre fine al conflitto e consentire la riapertura dello Stretto di Hormuz.
Secondo alcune fonti, Washington e Teheran starebbero valutando un’estensione del cessate il fuoco, in vigore da due settimane, per concedere più tempo ai negoziati di pace.
Nel frattempo, lo Stretto di Hormuz resta di fatto chiuso, con il blocco navale statunitense sui porti iraniani ancora in vigore, mantenendo i mercati in stato di allerta per il rischio di ulteriori interruzioni delle forniture.
USA, PPI IN RIALZO
A marzo 2026, i prezzi delle importazioni negli Stati Uniti sono aumentati dello 0,8% su base mensile, dopo un incremento rivisto al ribasso dello 0,9% a febbraio e risultando inferiori alle previsioni di mercato, che stimavano un balzo del 2%.
I prezzi di carburanti e lubrificanti sono saliti del 2,9%, il maggiore aumento da gennaio 2025, trainati dall’aumento dei costi del petrolio, che ha più che compensato il calo dei prezzi del gas naturale.
Su base annua, i prezzi delle importazioni sono cresciuti del 2,1% a marzo, segnando il maggiore incremento tendenziale da dicembre 2024.
PIL CINA IN CRESCITA
L’economia cinese è cresciuta del 5,0% su base annua nel primo trimestre del 2026, accelerando rispetto al 4,5% del quarto trimestre e superando le attese di mercato, ferme al 4,8%.
Si tratta della crescita più rapida degli ultimi tre trimestri, mentre Pechino si prepara alle potenziali ripercussioni della guerra con l’Iran. Finora, l’economia è riuscita ad assorbire lo shock con un impatto contenuto, grazie alle ampie riserve petrolifere, a un mix energetico diversificato e ai controlli statali che contribuiscono a limitare la volatilità dei prezzi.
Sul fronte commerciale, le esportazioni hanno registrato un forte rallentamento nel mese, mentre le importazioni sono aumentate in modo significativo.
Da segnalare infine il rallentamento delle vendite al dettaglio su base annua, cresciute dell’1,7%, dato nettamente inferiore sia al consensus del +2,4% sia al precedente +2,8%.
Saverio Berlinzani , analista ActivTrades
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Analisi del Mercato AUD/USD (4H)📊 Analisi del Mercato AUD/USD (4H) — Prospettiva Smart Money
🔍 Panoramica del Mercato
Il grafico mostra un ciclo completo del mercato: consolidamento → distribuzione → ribasso → accumulazione → ripresa rialzista.
Attualmente il prezzo si trova in una zona chiave di resistenza.
🧠 Analisi Smart Money
🟢 1. Range & Break of Structure (BOS)
Il mercato si è mosso in un range laterale.
Un BOS al rialzo ha confermato un intento bullish.
Tuttavia, il prezzo non è riuscito a mantenersi sopra la resistenza (zona rossa) → segnale di debolezza.
🔴 2. Change of Character (ChoCH) → Struttura Ribassista
Il ChoCH ha segnato il passaggio da trend rialzista a ribassista.
Successivamente si è formato un canale ribassista chiaro 📉
I venditori hanno preso il controllo.
🟡 3. Zona di Domanda Forte (Low)
Il prezzo ha raggiunto una zona di domanda importante (gialla).
Forte reazione al rialzo → presenza di acquisti istituzionali.
Questa zona agisce come supporto chiave.
🟢 4. Recupero Rialzista
Si è formato un canale rialzista con massimi e minimi crescenti.
Momentum rialzista nel breve termine 📈
Il prezzo sta testando nuovamente la resistenza superiore.
⚠️ Situazione Attuale — Zona Critica
Il prezzo è vicino a 0.7180 – 0.7200:
Zona con precedenti forti rifiuti
Possibile caccia alla liquidità sopra i massimi 🧲
🎯 Scenari Possibili
🔵 Scenario 1: Falso Breakout → Discesa (Alta Probabilità)
Leggera rottura sopra la resistenza
Poi inversione rapida al ribasso
📉 Target: 0.7050 – 0.7000
👉 In linea con la tua proiezione sul grafico
🟢 Scenario 2: Breakout Reale → Continuazione
Chiusura forte sopra la resistenza
Continuazione verso 0.7250+
Richiede forte momentum
📌 Livelli Chiave
🔴 Resistenza: 0.7180 – 0.7200
🟡 Supporto: 0.6850 – 0.6900
⚖️ Zona target: 0.7050
💡 Insight Professionale
Il mercato sta testando una zona di supply
Alta probabilità di trappola di liquidità (fake breakout)
Miglior approccio:
👉 Attendere conferma (rifiuto o rottura di struttura)
🧾 Conclusione
📊 Alta probabilità di reazione ribassista sulla resistenza dopo il rialzo correttivo.
Evita di entrare sui breakout senza conferma — lo Smart Money spesso intrappola i trader impulsivi.
EURUSD: H1!!! DISCLAIMER !!!
Nota bene:
Queste sono semplici bozze personali, da considerarsi come tali. La lettura va effettuata con un’ottica di breve termine. In altre parole, la prima fase del percorso disegnato rappresenta l’ipotesi principale. La parte restante del percorso (quella più lontana nel tempo) è strettamente legata all’evoluzione della prima fase. Di conseguenza, se quest’ultima non si realizza, l’intera idea deve essere considerata nulla.
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USDCAD SHORTLa Sovraestensione: Il cross era stato gonfiato da un falso rimbalzo del DXY e dall'ipervenduto sul CAD in attesa delle scorte. Rischio asimmetrico: comprare sui massimi pre-news era un suicidio statistico.
L'Incastro a Favore: Alle 16:30 il dato ha permesso all'Oil di stabilizzarsi (dando respiro immediato al CAD) proprio mentre il DXY esauriva la sua finta spinta.
La Sintesi: La gravità macro è tornata a farsi sentire, sgonfiando il cross dritto sul tuo Take Profit. Semplice e chirurgico.






















