USD/JPY: non scommettete contro l’alleanza BoJ/FedCari lettori, ve l’avevo detto! Sul mercato FX non bisogna mai mettersi contro una banca centrale, e ancora meno contro un’alleanza tra due banche centrali, soprattutto quando la Fed fa parte di questa alleanza.
Lo scorso 11 agosto vi ho proposto un’analisi che spiegava come vi fosse un’elevata probabilità che il massimo del tasso di cambio USD/JPY fosse stato raggiunto in seguito al massiccio intervento coordinato delle autorità giapponesi e statunitensi. Potete rileggere la mia analisi cliccando sul grafico qui sotto.
Questo martedì 8 settembre vi propongo quindi un aggiornamento della mia analisi, considerando che il tasso di cambio USD/JPY è nuovamente sceso dalla resistenza tecnica di 160 JPY raggiunta la scorsa settimana.
Ancora una volta, questo dimostra che le autorità giapponesi e statunitensi non tollerano più la prosecuzione della tendenza rialzista dell’USD/JPY e vogliono riportare il tasso di cambio verso un livello più ragionevole.
Si tratta sia di un movimento ribassista del dollaro statunitense sia, soprattutto, di un rimbalzo dello yen giapponese, mentre i rendimenti dei titoli di Stato giapponesi sono fortemente aumentati dal 2022 e la BoJ potrebbe nuovamente aumentare il proprio tasso di interesse venerdì 18 settembre.
Questa inversione ribassista dell’USD/JPY conferma quindi un importante massimo ciclico a 164 JPY raggiunto lo scorso luglio. Se questa inversione ribassista avverrà in modo controllato, sarà un fattore positivo sia per l’economia giapponese sia per quella statunitense.
Al contrario, è necessario evitare uno scenario caratterizzato da un rapido e brusco calo dell’USD/JPY, vale a dire un forte rimbalzo dello yen, perché ciò potrebbe provocare un massiccio unwinding delle posizioni di carry trade a livello globale.
Per il momento, il movimento rimane sotto controllo e l’analisi tecnica dell’USD/JPY ha prodotto un nuovo segnale ribassista con la rottura della media mobile a 200 giorni e del Kumo daily del sistema Ichimoku.
Se anche il supporto a 155 JPY dovesse cedere, la nuova tendenza ribassista dovrebbe accelerare.
Il grafico qui sotto mostra le candele giapponesi giornaliere del tasso di cambio USD/JPY.
Il grafico qui sotto, il Fed Broad Dollar Index, vi ricorda la reale tendenza del dollaro statunitense attraverso l’indice del dollaro che la stessa Fed ha creato e utilizza per valutare la tendenza di fondo dell’USD.
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Mercato forex
EURUSD — Reazione sotto la zona di resistenza H4EURUSD in H4 sta consolidando dopo il rimbalzo dai minimi in area 1,1570–1,1580, ma il prezzo rimane ancora sotto una zona tecnica importante compresa circa tra 1,1625 e 1,1637.
Questa area rappresenta al momento una resistenza chiave: il mercato ha già mostrato diverse reazioni e fatica a costruire una continuazione rialzista pulita sopra di essa.
Finché il prezzo rimane sotto 1,1637, resta interessante uno scenario di continuazione ribassista, soprattutto in caso di nuovo rifiuto della zona attuale.
I livelli principali da monitorare al ribasso sono 1,1611 e successivamente 1,1602. Una rottura decisa di quest’ultimo livello potrebbe aprire spazio verso 1,1585–1,1580.
Al contrario, una chiusura H4 convincente sopra 1,1637 indebolirebbe lo scenario bearish e potrebbe favorire un recupero verso 1,1650 e successivamente la zona superiore intorno a 1,1665–1,1675.
La regia americana fa rafforzare lo YenNel corso della settimana lo yen ha ripreso ad apprezzarsi. Non si è trattato apparentemente di un intervento da parte delle autorità bensì di un aumento delle aspettative di restrizione da parte della banca centrale giapponese.
Il movimento è partito dalle parole di Hajime Takata, membro del boardo di BOJ, secondo cui un rialzo da 25bp " is not necessarily set in stone ". In altre parole ha lasciato la porta aperta a rialzi maggiori di 25 basis points.
Lo stesso Ueda ha promesso una maggiore attenzione ai rischi al rialzo dell’inflazione.
Si scontano ora circa due rialzi prima della fine dell’anno.
Se confermato, questo rappresenterebbe un cambiamento di atteggiamento piuttosto rilevante da parte di una banca centrale che aveva sempre cercato di evitare, per quanto possibile, rialzi dei tassi, anche in presenza di inflazione sopra il target per un periodo molto prolungato.
Il motivo era nel mercato secondario dei JGB, i titoli di stato giapponesi, guidato quasi interamente dalla BOJ.
Il Segretario al Tesoro americano Bessent ha assunto una sorta di regia di questo apprezzamento, sia attraverso gli interventi coordinati di fine luglio sia attraverso la richiesta insolitamente esplicita al governatore Ueda di una restrizione più incisiva.
La logica americana appare abbastanza evidente.
Un rafforzamento dello yen ottenuto attraverso una restrizione monetaria, e non tramite interventi valutari di grandi dimensioni, riduce il rischio di liquidazioni disordinate di carry trade e quindi di vendite di Treasuries. Un rialzo dei tassi ufficiali giapponesi potrebbe, inoltre, avere l’effetto di appiattire la curva dei rendimenti, rendendo i JGB a lungo termine meno competitivi rispetto al Treasury statunitense.
L'obiettivo degli USA è certamente quello di preservare un certo differenziale sulla parte a lunga della curva che sostenga gli acquisti di Treasuries.
EUR/USD: Analisi della Price ActionSe queste mie analisi vi sono utili vi prego di mettere un LIKE/BOOST all'articolo e seguire questo profilo. Questo mi permetterà di continuare a fare questo lavoro gratuito.
In questo approfondimento analizziamo nel dettaglio il cambio EUR/USD, integrando i principali market mover macroeconomici della settimana con lo studio della Price Action a partire dal grafico weekly.
Se vuoi approfondire l'analisi completa che include anche gli altri cambi e tutte le dinamiche di contesto, ti invito a leggere l'articolo completo sul mio Substack (trovi il link direttamente nella descrizione del mio profilo).
La settimana in arrivo avrà soprattutto un paio di appuntamenti in grado di portare forte volatilità sull'euro/dollaro.
Giovedì: Attesa la decisione sui tassi d'interesse della BCE (previsto un rialzo dello 0,25%, dal 2,40% al 2,65%), seguita dalla consueta conferenza stampa di Christine Lagarde.
Venerdì: Pubblicazione dei dati sull'inflazione USA (IPC).
Analisi Tecnica e Price Action
Grafico Settimanale (Weekly)
Dopo la base solida costruita durante l'estate in area 1,1500 - 1,1520, la struttura di medio periodo dell'EUR/USD rimane impostata al rialzo. Nell'ultima settimana il prezzo ha cercato i minimi per poi riassorbirli in chiusura, formando una inside bar narrow range sopra i supporti chiave.
Grafico Giornaliero
Sul grafico daily si è formata una inside bar + tail bar rialzista sul pavimento a 1,1580.
La tenuta di questa base e la chiusura a ridosso di 1.1600 evidenziano l'assorbimento dei venditori da parte dei compratori.
Pianificazione Strategica dell'Operazione
Dal punto di vista operativo, la struttura grafica suggerisce di impostare un ordine al breakout. L'ipotesi principale prevede di attendere che il mercato dimostri reale forza con il superamento dei massimi della struttura inside in area 1,1634, confermando così la volontà dei compratori di riprendere il controllo.
Il livello di protezione ideale va posizionato al di sotto dei minimi recenti, attorno a 1.1580, garantendo un'ampiezza di rischio contenuta (circa 54 pips) e strutturalmente protetta dai supporti di breve termine.
Per quanto riguarda la gestione delle uscite:
Area 1,1700/1,1685 rappresenta la prima resistenza grafica chiave. Un arrivo su questi livelli permetterebbe di raggiungere un primo rapporto Rischio/Rendimento di 1:1 o poco superiore, il momento perfetto per valutare una gestione prudenziale della posizione (come la messa a breakeven dello stop).
Area 1,1780 – 1,1800 costituisce invece l'obiettivo finale del movimento, coincidente con le resistenze di medio periodo.
In caso di estensione, l'operazione porterebbe a sviluppare un rapporto Rischio/Rendimento complessivo molto interessante, compreso tra 1:2.8 e 1:3 quindi 1R per ottenere un 3R.
Per oggi è tutto, vi auguro un buon TRADING SIMPLE!
Price Action Journal: EURUSD e BTCUSDAggiornamento del 4 settembre.
Buongiorno a tutti,
questa è la mia rubrica giornaliera dedicata alla price action pura, senza ulteriori informazioni riguardo dati fondamentali o notizie. L’obiettivo è quello di studiare il grafico leggendo candela dopo candela per capirne i movimenti e poterne trarre vantaggio su base daily/weekly, mantenendo una visione chiara ed eliminando il rumore dei timeframe più piccoli.
Nell’aggiornamento di oggi ci spostiamo su due mercati che negli scorsi giorni non avevamo ancora trattato, ovvero EURUSD e BITCOIN , in attesa di ulteriori sviluppi da parte di S&P500, GOLD e OIL visti nelle precedenti sessioni.
Partiamo dal timeframe di riferimento più ampio, ovvero il weekly sul grafico di EURUSD che ci mostra un andamento pressoché laterale nel corso dell’ultimo anno. Da giugno 2025 il prezzo ha oscillato costantemente tra la zona di resistenza in area 1,1830 e la zona di supporto in area 1,1450. In questo momento ci troviamo proprio al centro di questo canale orizzontale, con una dinamica di breve periodo intonata al rialzo: la struttura weekly delle ultime due settimane si conferma infatti positiva.
Scendendo sul timeframe daily, la sequenza di swing al rialzo appare subito evidente. Analizzando l'ultima testa di swing notiamo la presenza di due candele doji che segnalavano l'esaurimento della spinta rialzista, dove la rottura dei minimi ha poi innescato la correzione attesa. Completato il ritracciamento, il minimo di swing si è appoggiato sulla zona di supporto dinamico e sulla ema200, disegnando un'ulteriore doji di indecisione. Su questo livello i venditori non sono riusciti a spingere oltre, lasciando spazio alla reazione dei compratori nella giornata di ieri, che ha confermato l'avvio del nuovo impulso rialzista. La candela odierna si presenta attualmente come un'inside bar che, osservando il grafico a 4 ore, sembra strutturare la correzione necessaria per dare continuità alla spinta rialzista e proiettare il prezzo verso la resistenza in area 1,1680.
Spostandoci su BTC , assistiamo finalmente all'impulso rialzista che si attendeva da tempo. Il grafico weekly evidenzia come il prezzo sia uscito con forza dalla trendline ribassista, violando i massimi precedenti e invertendo la propria struttura al rialzo. Questo rappresenta un primo segnale concreto di un potenziale cambio di trend. Sebbene la tendenza di fondo rimanga positiva, il quadro di medio periodo richiede ancora ulteriori conferme: al momento il prezzo sta consolidando a ridosso dell'area di resistenza individuata dai precedenti massimi e minimi di struttura. Questa zona potrebbe innescare una nuova fase correttiva, che risulterebbe assolutamente salutare per caricare il secondo impulso rialzista su scala weekly.
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#066: Opportunità di Investimento LONG NZD/CHF
NZD/CHF si trova in una fase tecnica particolarmente interessante dopo il forte movimento ribassista che ha portato il mercato a raccogliere liquidità nella parte inferiore della struttura. La discesa è stata caratterizzata da un’accelerazione molto evidente, seguita però da una reazione altrettanto significativa dei compratori. Questo comportamento suggerisce che il mercato potrebbe essere entrato in una fase di assorbimento della pressione in vendita e di progressiva ricostruzione della domanda.
L’elemento centrale dell’attuale configurazione è proprio il comportamento successivo all’impulso ribassista. Dopo aver raggiunto l’area inferiore, NZD/CHF non ha sviluppato una continuazione lineare verso nuovi minimi, ma ha iniziato a mostrare reazioni rialziste e recuperi progressivi. La struttura rimane ancora combattuta e la volatilità elevata invita alla prudenza, ma la capacità del prezzo di respingere ripetutamente la parte bassa del range rende interessante l’ipotesi di un recupero.
L’idea long nasce quindi dalla possibilità che il forte movimento precedente abbia rappresentato una fase di ricerca della liquidità piuttosto che l’inizio di una nuova espansione ribassista duratura. Il mercato ha attraversato rapidamente diverse aree tecniche, lasciando dietro di sé inefficienze che potrebbero essere progressivamente riequilibrate qualora la domanda riuscisse a mantenere il controllo. In questo contesto non interessa anticipare un minimo assoluto, ma verificare che i venditori non riescano più a trasformare i nuovi tentativi ribassisti in una continuazione strutturale.
La price action delle ultime candele mostra proprio un tentativo di ricostruzione dal basso. Dopo la prima reazione, il prezzo ha attraversato una fase irregolare di consolidamento e nuovi test della domanda, mantenendosi però all’interno dell’area dalla quale potrebbe svilupparsi una nuova espansione. La presenza di minimi respinti e il successivo recupero verso la parte centrale della struttura rappresentano i primi elementi costruttivi per il possibile scenario rialzista.
Dal punto di vista istituzionale, particolare attenzione va riservata alla liquidità lasciata sia sotto i minimi recenti sia nella parte superiore del range. Il mercato potrebbe ancora effettuare movimenti di manipolazione prima di scegliere definitivamente la direzione. Un’ulteriore presa di liquidità verso il basso, se accompagnata da un recupero rapido, non invaliderebbe necessariamente l’idea rialzista e potrebbe anzi rappresentare l’ultima fase di assorbimento prima della ripartenza. Diversamente, una permanenza strutturale sotto l’area di domanda modificherebbe radicalmente la lettura.
La conferma più importante arriverebbe dalla capacità di NZD/CHF di interrompere definitivamente la sequenza discendente di breve periodo e trasformarla in una struttura caratterizzata da minimi e massimi progressivamente crescenti. In quel caso, il movimento non sarebbe più interpretabile soltanto come un rimbalzo tecnico, ma potrebbe evolvere in una vera fase di recupero verso le precedenti zone di offerta lasciate durante l’impulso ribassista.
L’attuale configurazione presenta quindi un’interessante asimmetria: nella parte inferiore della struttura è evidente la presenza di una zona nella quale la domanda ha già mostrato capacità di reazione, mentre superiormente rimangono aree che il mercato potrebbe tornare a ricercare qualora il recupero venisse confermato. Il comportamento delle prossime candele sarà determinante per comprendere se l’accumulazione riuscirà effettivamente a trasformarsi in espansione.
La lettura complessiva rimane pertanto orientata alla ricerca di un’opportunità long su NZD/CHF, mantenendo però la conferma strutturale come requisito fondamentale. L’obiettivo non è acquistare semplicemente perché il mercato è sceso, ma individuare il momento in cui la pressione ribassista perde efficienza, la liquidità viene assorbita e i compratori tornano progressivamente a controllare la struttura. Se questa sequenza verrà completata, il cross potrebbe avere spazio per sviluppare una nuova fase rialzista verso le aree superiori precedentemente abbandonate.
Analisi personale a scopo informativo e non costituisce consulenza finanziaria.
EURUSD – Reazione in zona chiaveEURUSD sta mostrando un rimbalzo tecnico dopo il forte impulso ribassista, ma il prezzo si trova ora all’interno di una zona importante di resistenza.
La FVG Daily coincide quasi con l’area del 50% di Fibonacci, creando una zona interessante tra circa 1.1620 e 1.1640. Finché il prezzo rimane sotto questa fascia, il contesto resta favorevole a una possibile continuazione ribassista.
In caso di rifiuto dell’FVG Daily, una nuova perdita dell’area 1.1600 / 0.25 Fibo potrebbe riportare EURUSD verso i minimi recenti in zona 1.1580, con possibilità di estensione più in basso.
Al contrario, una chiusura Daily decisa sopra il 0.5 di Fibonacci indebolirebbe lo scenario short e aprirebbe spazio verso la zona 0.75, intorno a 1.1675–1.1680.
Bias attuale: leggermente ribassista finché la FVG Daily non viene recuperata con decisione.
GBP/AUD — ALERT!! | POSSIBILE CONTINUAZIONE RIALZISTA HTF(Aggiornamento Analisi) La struttura attuale nell'asset GBP/AUD entra in una fase particolarmente interessante dopo il movimento ribassista sviluppatosi dai massimi di luglio.
Sul Monthly rimane rilevante la reazione avvenuta dall’area 1.8588, livello che ha generato una risposta rialzista significativa e una successiva progressione della struttura. Il prezzo ha successivamente raggiunto l’area di resistenza compresa indicativamente tra 1.9300 e 1.9350, dalla quale è iniziata l’attuale fase correttiva.
Nel breve termine, il prezzo sta mostrando una nuova spinta ribassista verso l’area 1.8720–1.8718, dove è presente un livello Daily di particolare interesse. Sarà quindi importante osservare la reazione del prezzo in questa zona.
L’ipotesi che sto monitorando è la possibilità di una reazione rialzista dall’area attuale, con successivo recupero dei livelli superiori. In particolare, un ritorno sopra le resistenze intermedie potrebbe fornire le prime conferme!! per una ripresa della struttura rialzista, con potenziale estensione verso le aree precedentemente individuate.
Short Setup SMCStruttura di mercato H4:
📉Trend di fondo (H4): Bearish
Il prezzo ha effettuato il ChoCh (Change of Character) nella parte alta, invertendo il trend da rialzista a ribassista.
La Trendline dinamica descrive il down trend in atto con BOS (Break of Structure) ribassisti, che confermano la presenza di Lower Highs e Lower Lows.
📊Tracciato il Fixed Range del Volume Profile dal forte impulso ribassista (sostenuto da fortissimi volumi di vendita) fino all'ultima candela di contrattazione. La candela presa in oggetto ha lasciato un enorme Fair Value Gap, che il prezzo ha colmato nella sua metà per poi creare un nuovo impulso ribassista.
TIME FRAME OPERATIVO H1:
🔎Confluenze: EMA 200 (colore rosso) + VAH (Value Area High del Volume Profile) + Trendline Dinamica + Bearish Orderblock + livello Golden Zone Ritracciamento di Fibonacci
💰LIQUIDITY GRAB: il prezzo, rifiutato dalla EMA 200, dalla VAH (Value Area High del Volume Profile) e del livello 0.75% / 0,786% del ritracciamento di Fibonacci, (durante la London Session) ha recentemente mitigato il PDH, prendendo la liquidità accumulata sopra i massimi precedenti, dando forma ad una PINBAR ribassista (con volumi di vendita sostenuti).
⚡SETUP OPERATIVO:
entrata short su chiusura candela pin bar ribassista
Stop Loss: sopra il rifiuto e la Ema 200
1° Take Profit: VAL (Value Area Low) del Volume Profile
2° Take Profit: PDL (Previous Day Low).
🔎Attenzione: Confluenza POC + EMA 50 (colore blu) il prezzo in questa zona sicuramente darà una reazione
⚠️⚠️⚠️DISCIPLINA: per evitare di entrare contro trend e per avere un Edge statistico favorevole, bisogna attendere che il time frame operativo (h1 rialzista) sia allineato a quello strutturale (h4 ribassista). Nel dettaglio bisogna attendere un cambio dominance (ChoCh), in modo tale che il time frame operativo sia allineato al time frame superiore di riferimento e poi cercare l'entrata short.
Di seguito lascio la struttura di fondo del time frame di Bias H4
Opportunità short EURCAD? (Rottura triangolo) D1EURCAD sembra aver completato una configurazione tecnica ribassista sul timeframe giornaliero, il prezzo è stato a lungo in una fase di lateralizzazione, gli ultimi mesi però sono stati caratterizzati da massimi decrescenti e minimi crescenti (evidenziati dalle linee nere sul grafico), che hanno dato vita a un triangolo, ossia ad una compressione della volatilità, quando questo accade c'è da aspettarsi un'accelerazione del prezzo in una delle due direzioni.
Nella giornata di ieri abbiamo assistito alla rottura ribassista della figura confermata dagli indicatori, soprattutto dallo Stocastico che mostra un incrocio ribassista (dall'alto verso il basso) con picchi decrescenti, muovendosi in perfetta coerenza con la pressione short del prezzo.
L'idea prevede l'inserimento di un ordine limit in leggero sconto per sfruttare un piccolo ritracciamento, ottimizzando così il profilo rischio/rendimento. Lo Stop Loss (SL) viene posizionato sopra l'ultimo punto di svolta, mentre il Take Profit (TP) è posizionato poco prima del successivo livello di supporto chiave.
EURUSD – Pressione ribassistaEURUSD si trova in una zona tecnica sensibile dopo la reazione rialzista delle ultime settimane, ma il prezzo sta ora entrando in un’area di possibile rifiuto bearish. La presenza della SIBI Daily vicino alla zona attuale, unita al test dell’area 0.25 / 0.5, suggerisce che il mercato possa perdere momentum.
L’idea ribassista resta valida finché il prezzo rimane sotto la zona 1.1595–1.1605. Da qui, un rifiuto confermato potrebbe portare a una rotazione verso il basso, con primo obiettivo nell’area 1.1560–1.1550, poi estensione possibile verso 1.1540 e infine 1.1525–1.1515.
La structure montre donc une possible continuazione baissière, surtout se il prezzo non riesce a riprendere con forza la zona superiore.
⚠️ Una chiusura decisa sopra 1.1605 indebolirebbe invece lo scenario bearish e potrebbe aprire spazio a un nuovo push rialzista.
EURUSD – Possibile rimbalzo ribassistaL’EURUSD si trova attualmente in una zona tecnica molto sensibile, dopo il forte impulso ribassista che ha portato il prezzo a reagire nella parte bassa della struttura. Il mercato sta ora tentando un piccolo recupero, ma la price action resta ancora debole nel breve termine.
Dal punto di vista tecnico, il prezzo si muove all’interno di una zona di reazione H4, in confluenza con una IFVG H4 e sotto una SIBI Daily, elemento che mantiene una pressione bearish di fondo. Finché il prezzo resterà sotto quest’area di offerta, il contesto favorisce l’idea di un possibile rimbalzo ribassista.
In altre parole, il mercato potrebbe effettuare un piccolo pullback verso la zona 1.1595 – 1.1605 / 1.1610, per poi trovare nuovamente venditori e ripartire al ribasso. Questo scenario sarebbe coerente con la struttura attuale, soprattutto se il prezzo non riuscirà a riconquistare con forza la parte alta della zona.
In caso di conferma, l’EURUSD potrebbe tornare a cercare liquidità verso 1.1585, con possibile estensione verso 1.1580 e livelli inferiori. Al contrario, una rottura rialzista pulita sopra la zona di resistenza indebolirebbe l’idea bearish nel breve termine.
In sintesi, il prezzo resta in una struttura fragile, e un rebound ribassista dalla zona attuale rimane uno scenario credibile da monitorare.
Aggiornamento Analisi Della Struttura Su Gbp-Cad I livelli individuati nell’analisi precedente vengono confermati, con il Daily al prezzo
1.88893 e la successiva conferma sulla struttura 4H al prezzo 1.89007.
A questo punto quello che mi interesserà osservare sarà la continuazione della struttura ribassista.
Dopo le rotture strutturali avvenute nella struttura Daily a partire da un livello particolarmente significativo, l’idea rimane quella di vedere una progressione verso il livelli piu bassi, con possibile raggiungimento dell'area Weekly, come già evidenziato nell’analisi precedente.
Nel breve/medio termine, l’area che mi aspetto possa essere raggiunta tra oggi e domani è quella sottostante nel livello 1.88321 , mantenendo però particolare attenzione ai livelli intermedi. In questo caso, il 61,8% di Fibonacci individua sul 4H una zona compresa tra 1.88597 e 1.88541, che considero particolarmente interessante per la possibile reazione del prezzo.
Sarà importante osservare come il mercato reagirà a quest’area: una sua validazione e successiva continuazione manterrebbero valida l’ipotesi di proiezione ribassista verso i livelli Weekly inferiori.
Buona Giornata A Tutti !
EURUSD – Reazione su supporto DailyL’EURUSD ha mostrato una chiara reazione ribassista dopo aver raggiunto la zona superiore intorno a 1.1680, area in cui il prezzo ha trovato pressione venditrice e ha iniziato una correzione abbastanza decisa.
Attualmente il mercato sta reagendo in prossimità della zona 1.1580 – 1.1600, che rappresenta un supporto importante della struttura Daily. Dopo la discesa impulsiva, le ultime candele mostrano un tentativo di recupero, ma il prezzo rimane ancora sotto una zona di resistenza intermedia compresa circa tra 1.1620 e 1.1650.
Dal punto di vista tecnico, una tenuta della zona attuale potrebbe favorire un rimbalzo rialzista verso 1.1640 – 1.1650, mentre una rottura netta sotto 1.1580 aumenterebbe le probabilità di continuazione ribassista verso 1.1530 – 1.1540.
In sintesi, il prezzo si trova in una zona decisionale importante: finché il supporto regge, resta possibile una reazione bullish, ma una perdita della zona aprirebbe spazio a una nuova gamba ribassista.
USDJPY sopra 160: l'intervento da 85 miliardi già riassorbitoIl grafico di USDJPY racconta, meglio di qualsiasi commento, la storia di un intervento che ha funzionato per due sedute e poi ha smesso di funzionare. La violenta candela ribassista visibile a inizio agosto — un affondo di oltre sette figure che ha riportato il cambio da area 164 fin sotto 157 — non è stata un evento tecnico. È stata l'azione coordinata più insolita vista sui mercati valutari da anni, e vale la pena ricostruirla con ordine prima di tornare al grafico.
Cosa hanno fatto Fed e BoJ, e perché. Tra il 30 luglio e il 3 agosto Tokyo e Washington sono intervenute insieme per fermare la caduta dello yen, arrivato ai minimi in quarant'anni contro il dollaro. Le stime, basate su volumi interdealer e dati BoJ, parlano di un'operazione fino a 85 miliardi di dollari nei soli primi due giorni — il secondo intervento più grande della storia giapponese sui cambi dopo quello post-Fukushima del 2011. L'elemento davvero anomalo è stata la partecipazione diretta del Tesoro americano: in questo secolo gli Stati Uniti erano intervenuti solo due volte, nel 2000 e nel 2011, sempre in coordinamento G7 con contributi paritari tra Fed e Tesoro. Stavolta la Fed non risulta aver operato al fianco del Tesoro, né il G7 ha agito collettivamente — una configurazione che gli analisti definiscono priva di precedenti chiari. Il Tesoro avrebbe venduto euro, non dollari, per acquistare yen, e il ministro delle finanze giapponese ha poi chiarito che i futuri interventi passeranno dalla linea di liquidità FIMA della Fed, proprio per evitare vendite dirette di Treasury che avrebbero potuto spingere al rialzo i rendimenti americani — un dettaglio che suggerisce una motivazione meno altruistica di quanto la solidarietà valutaria lasci intendere: uno yen debole stava già contribuendo a spingere il decennale USA dal 4,1% verso il 4,6%.
L'effetto immediato e quello successivo. Nell'immediato l'operazione ha prodotto esattamente il crollo che si vede a grafico: oltre sette figure di apprezzamento dello yen in pochissime sedute. Ma già nelle settimane successive il cambio ha ripreso a salire con la stessa lentezza ostinata che lo caratterizzava prima dell'intervento, risalendo gradualmente verso l'attuale area 160 — la curva di regressione, dopo aver invertito bruscamente in coincidenza della candela di agosto, si è infatti ripiegata su sé stessa e sta ora ridisegnando una traiettoria ascendente, segno che il mercato ha già riassorbito quasi per intero lo shock amministrativo. Gli analisti lo avevano previsto quasi alla lettera: l'intervento avrebbe "comprato tempo, non cambiato la traiettoria di lungo periodo", perché senza un cambiamento nei fondamentali di tasso il mercato torna sempre a testare la direzione di partenza. Fonti di mercato più recenti confermano che lo yen ha ceduto la gran parte dei guadagni ottenuti con l'intervento, lasciando alla decisione della BoJ di fine settembre — non alla capacità di intervento del Tesoro — il compito di stabilire davvero se il trend cambia.
Una lettura critica. Il problema di fondo è che l'intervento ha agito sulla quantità (vendere dollari, comprare yen) senza toccare la causa strutturale, cioè il differenziale di tasso: la Fed resta al 3,50-3,75% contro un tasso ufficiale giapponese salito solo all'1%, con un gap che pur essendosi ristretto rispetto ai picchi post-pandemici resta tra i più ampi delle economie sviluppate. La BoJ, inoltre, possiede ancora circa metà del debito pubblico giapponese, comprimendo artificialmente i rendimenti interni — una condizione che rende la valuta strutturalmente sottovalutata secondo diversi strategist. A questo si aggiungono un deficit energetico aggravato dal conflitto in Medio Oriente e un'amministrazione Takaichi orientata a più spesa pubblica, non meno, il che complica ulteriormente la traiettoria fiscale che la BoJ deve gestire mentre normalizza i tassi. In sintesi: l'intervento è stato un argine amministrativo su una dinamica di mercato che resta trainata da fondamentali immutati, ed è esattamente per questo che il prezzo, dopo lo shock iniziale, ha ripreso a salire.
Prospettive. Il mercato prezza oggi una probabilità dell'87% circa di un rialzo BoJ di 25 punti base alla riunione di fine settembre, che porterebbe il tasso all'1,25%: è il vero catalizzatore da monitorare, molto più di qualunque nuovo intervento. Ma le view degli analisti restano estremamente divergenti — da un obiettivo di 165 di Goldman Sachs (revisionato al rialzo proprio a inizio luglio) fino a chiamate più caute che vedono il cambio scendere verso 156-158 entro fine anno se la BoJ sorprenderà in senso restrittivo. Questa dispersione è essa stessa un segnale: il mercato non ha ancora deciso se lo yen stia per iniziare una fase di rafforzamento strutturale o se resti, ancora per trimestri, la valuta di finanziamento preferita del carry trade globale.
Tornando al grafico: il canale di regressione mostra oggi il prezzo a 160,079, appena sopra il Pivot Point a 160,071 — una coincidenza quasi perfetta che rende questo livello la vera cerniera tattica — con la retta di regressione a 161,081 poco più in alto e la resistenza R1 a 162,992 come primo vero ostacolo verso il recupero dei massimi pre-intervento. Lo stocastico segna 70,69 sulla veloce contro 65,85 sulla lenta, in area medio-alta ma non ancora ipercomprata, mentre il momentum a 0,763 conferma una spinta rialzista moderata ma reale. L'ATR, sceso a 0,945 dai picchi post-intervento sopra 2, segnala che la volatilità si è normalizzata e che il mercato sta di nuovo negoziando con calma — la stessa calma, va detto, che aveva preceduto lo strappo di agosto.
Operativamente lo scenario long resta quello coerente con la struttura di fondo: la tenuta sopra il pivot a 160,071 apre la strada verso R1 a 162,992 come primo obiettivo e R2 a 164,797 come secondo, con stop tecnico sotto 158,50. Lo scenario short si attiverebbe solo con una sorpresa restrittiva della BoJ a fine settembre e la perdita del pivot, con obiettivo il supporto S1 a 157,151 e successivamente S2 a 155,346, stop sopra 161,20. Alla luce di quanto ricostruito, il vero rischio per chi è long non è tecnico ma di calendario: la riunione BoJ di fine settembre ha il potenziale per fare, con una parola sui tassi, ciò che 85 miliardi di dollari di intervento diretto non sono riusciti a fare in modo duraturo.
GBP/CAD - POSSIBILE RITORNO NEI LIVELLI (1.88893) --- (1.89331)Analisi Multi-Timeframe
Attualmente, sul time frame mensile, ci troviamo all’interno di un range piuttosto ampio, compreso tra il livello di 1.8960,2 e il livello di 1.8345,7.
In questa fase il mercato sta mostrando una forte reazione in prossimità della parte alta del range, evidenziando un’importante area di resistenza. Nelle prossime settimane o, eventualmente, nei prossimi mesi, potremmo assistere a una rottura di questo livello; tuttavia, allo stato attuale, il prezzo continua a mostrare una significativa difficoltà nel superare questa zona.
Passando al time frame daily, possiamo individuare un’area di particolare interesse compresa tra 1.89945 e 1.89702, nella quale il mercato ha incontrato una forte resistenza durante il tentativo di creazione di un nuovo massimo.
Questo livello si è quindi dimostrato particolarmente significativo come barriera del prezzo, contribuendo allo sviluppo di uno scenario attualmente ribassista per quanto riguarda la struttura interna del daily e, allo stesso tempo, portando il prezzo all’interno di una zona di resistenza individuabile anche sul time frame settimanale.
Osservando più attentamente la dinamica del prezzo, possiamo notare che, nonostante la presenza di una candela particolarmente impulsiva formatasi il 15 luglio 2026, il mercato non è successivamente riuscito a superare il livello di resistenza precedentemente individuato.
Questo comportamento rappresenta un elemento importante da monitorare, perché ci permette di valutare la forza effettiva presente sul mercato e la capacità del prezzo di proseguire o meno il movimento rialzista.
Attualmente, quello che andrò a monitorare sarà un movimento di reazione rialzista verso una delle fasce di prezzo più significative individuate sui time frame inferiori. In particolare, la prima area di interesse si colloca sul daily a 1.8889,3, mentre sul time frame H4 individuiamo il livello di 1.8933,1.
L’eventuale ritorno del prezzo all’interno di una di queste aree rappresenterebbe per me un momento particolarmente importante da monitorare, con l’obiettivo di valutare una successiva ripresa del movimento short.
Attualmente, infatti, ci troviamo all’interno di una fascia di prezzo che comprende una resistenza sul daily compresa tra 1.8781,7 e 1.8729,4, delimitata dalle due linee gialle evidenziate sul grafico.
All’interno di questa fascia possiamo però individuare una zona ancora più significativa, compresa tra 1.8742,1 e 1.8732,2, che rappresenta una porzione di prezzo particolarmente interessante per valutare la reazione del mercato.
Quello che mi aspetto, quindi, è un possibile ritorno del prezzo verso una delle fasce di interesse individuate sul daily o sull’H4, dove sarà fondamentale osservare la reazione del prezzo e l’eventuale conferma della pressione ribassista.
Nel caso in cui questa dinamica venga confermata, il movimento short potrebbe successivamente proseguire verso livelli di prezzo più importanti sul time frame settimanale, che rappresenteranno i prossimi obiettivi da monitorare.
GBP/USD – Daily Resistance: Possibile Ritorno Sui Livelli Inferi]Salve A Tutti E Buona Domenica !! In questa analisi possiamo osservare due fattori particolarmente importanti, tra cui l’analisi Daily, che evidenzia alcuni livelli di resistenza molto interessanti in prossimità dei prezzi attuali.
Nonostante lo scenario generale rimanga orientato al rialzo, il mercato ha raggiunto, sui timeframe più alti, un’importante area di resistenza mensile compresa tra 1.3832 e 1.3902. Questo ci indica una forte pressione di vendita: il mercato, infatti, non è riuscito a trovare la forza necessaria per superare questa barriera, generando successivamente un ritorno verso i prezzi di acquisto Weekly, individuati in area 1.3177.
Osservando l’attuale struttura di mercato e considerando alcune reazioni particolarmente significative avvenute in passato — martedì 3 febbraio 2026, lunedì 9 febbraio 2026 e durante la prima settimana di maggio — ritengo possibile valutare uno scenario short, chiaramente con la presenza di opportune conferme.
L’ipotesi principale, tuttavia, non è necessariamente quella di assistere a un’inversione completamente ribassista. Mi aspetterei piuttosto la possibilità di una nuova reazione dalla resistenza attuale, che potrebbe consentire al mercato di prendere forza prima di riprendere il movimento rialzista di fondo.
In questo scenario, i principali livelli di riferimento al ribasso sarebbero attualmente le resistenze Weekly situate in area 1.3454 e 1.3323, che potrebbero rappresentare i prossimi punti di interesse nel caso in cui il mercato dovesse confermare la reazione dalla zona di resistenza attuale.
EUR/NZD: Price Action Setup di Medio TermineIl recente intervento del presidente della Fed, Kevin Warsh, al Simposio di Jackson Hole ha lanciato un segnale chiaro e inequivocabile ai mercati. La stabilità dei prezzi resta la priorità assoluta e, con un'inflazione che fatica a rientrare verso il target del 2%, la probabilità di un rialzo dei tassi d'interesse a settembre è schizzata oltre il 60%. Questa postura decisamente "falco" ha dato una scossa immediata al Dollaro statunitense, mettendo al contempo in forte evidenza la debolezza relativa dell'Euro.
Mettendo a confronto la struttura fragile della moneta unica con la relativa forza del Neozelandese che continua a mostrare un quadro tecnico più solido, il cross EUR/NZD si posiziona a mio avviso come uno dei setup d'inversione più interessanti per le prossime settimane.
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Per una panoramica completa sui mercati valutari e un'analisi estesa vi invito a leggere il mio Substack, trovate il link qui nella descrizione.
Guardando al quadro di fondo sul grafico Weekly, notiamo subito come il forte spunto rialzista registrato a giugno si sia arrestato bruscamente a contatto con le resistenze principali in area 2,0250 portando i prezzi a creare una forte leg ribassista che ha riportato il prezzo di cambio in area poco sotto 1,9600.
Nelle ultime settimane vediamo una sequenza di ben tre Pin Bar ribassiste consecutive: un segnale inequivocabile della presenza di forti venditori e dell'incapacità dei compratori di spingere oltre.
L'intera gamba di rialzo precedente è stata così riassorbita, confermando il passaggio da una fase laterale ad un potenziale scenario ribassista nelle prossime settimane.
La mia possibile strategia operativa potrebbe prevedere un ingresso Sell Limit in area 1,9630 - 1,9640 con uno Stop Loss di posizione posizionato a 1,9820 - 1,9830, al di sopra dei massimi della struttura weekly, così da stare protetti da eventuali finti breakout o picchi improvvisi di volatilità di breve.
Sul fronte dei target, il primo obiettivo si trova in area 1.9285, primo supporto utile per mettere in sicurezza la posizione per poi estendere la corsa verso 1,8940, livello che coincide con il 161.8% dell'estensione di Fibonacci e con la zona di ripartenza storica del prezzo.
Cosa ne pensate di questa dinamica su EUR/NZD? Siete allineati con la mia visione? Fatemelo sapere nei commenti qui sotto e lasciate un BOOST per sostenere l'analisi!
Buon TRADING SIMPLE!
NZDCAD – Studio Pratico: Struttura e Livelli Di Prezzo LA SEGUENTE RAPPRESENTAZIONE PRATICA RICOSTRUISCE IL PROCESSO DI LETTURA DELLA STRUTTURA E DEI PRINCIPALI LIVELLI DI INTERESSE, CON L’OBIETTIVO DI EVIDENZIARE LA SEQUENZA LOGICA DEGLI EVENTI E NON DI RAPPRESENTARE UNA PREVISIONE A POSTERIORI DEL MOVIMENTO.
- In questa lettura dell’asset NZD/CAD vi porto i miei principali punti di riferimento riguardo agli studi che sto sviluppando sulla struttura di mercato, sull’individuazione dei livelli più importanti e sul ragionamento logico che si sviluppa intorno a questi elementi.
- Nelle diverse fasi del movimento possiamo individuare alcuni fattori fondamentali. Il primo è il raggiungimento di livelli chiave, individuati principalmente attraverso i timeframe più alti, come Weekly e Daily. Il secondo riguarda la forza sviluppata dalla singola candela che determina una rottura strutturale, elemento che può fornire informazioni importanti sulla reale pressione presente sul mercato e che verrà approfondito nelle successive formazioni.
- Il terzo elemento è rappresentato dallo sviluppo successivo al fallimento della continuazione dei minimi o dei massimi. Quando il prezzo raggiunge un livello particolarmente significativo, l'obiettivo non è semplicemente prevedere cosa accadrà, ma osservare come compratori e venditori reagiscono a quel determinato prezzo e quanta forza riescono effettivamente a sviluppare per modificare la struttura di mercato.
- Quando iniziano a comparire determinati indizi — come un cambio di struttura seguito dal fallimento della prosecuzione dei minimi o dei massimi — possiamo iniziare a leggere il movimento come un processo strutturale in fase di creazione e sviluppo. La lettura diventa quindi progressiva: livello → reazione → forza → cambio struttura → fallimento della continuazione → sviluppo.
- Un aspetto particolarmente importante è che lo sviluppo individuato deve essere successivamente osservato anche sui timeframe superiori, mantenendo come principali riferimenti i livelli Daily e le strutture HTF. Le aree di resistenza o supporto che si formano successivamente su determinati prezzi possono rappresentare, in maniera oggettiva, punti di interesse per i movimenti successivi, sia rialzisti che ribassisti.
IL MESSAGGIO PRINCIPALE DI QUESTA FORMAZIONE È QUINDI QUELLO DI PRESTARE PARTICOLARE ATTENZIONE AI LIVELLI DI PREZZO CHE HANNO LA CAPACITÀ DI MODIFICARE REALMENTE LA STRUTTURA, INDIPENDENTEMENTE DALLA STRATEGIA UTILIZZATA.
Studiare questi fenomeni permette di comprendere meglio non solo dove il mercato sta reagendo, ma soprattutto perché quella determinata reazione può generare un nuovo sviluppo strutturale.
Buona Giornata A Tutti !!
EURUSD – Pressione ribassista in zona H4L’EURUSD continua a mostrare una struttura debole nel breve termine, dopo il rifiuto della FVG Daily situata più in alto. Il prezzo ha infatti perso momentum rialzista e ha iniziato una discesa progressiva fino a rientrare nell’attuale zona H4, dove sta ora cercando una reazione.
La fascia compresa circa tra 1.1640 e 1.1658 sta funzionando come area tecnica di supporto / reazione, e le ultime candele mostrano un tentativo di tenuta nella parte bassa della zona. Tuttavia, il contesto generale resta ancora piuttosto fragile, perché il mercato continua a segnare massimi deboli e non mostra per il momento una vera ripresa bullish.
Dal punto di vista tecnico, finché il prezzo resterà sotto la zona superiore lasciata in alto, l’idea dominante resta quella di una pressione ribassista, con possibilità di vedere una cassura della zona H4 e una continuazione verso i livelli inferiori.
In sintesi:
tenuta della zona H4 = possibile rimbalzo tecnico,
rottura al ribasso = continuazione bearish più probabile.






















