Mercato forex
USDCHF in territorio 2011USDCHF sul mensile ci mostra un grafico molto interessante.
I prezzi sono in procinto di chiudere il mese di gennaio 2026 sotto il close più basso del 2011 e potrebbero essere orientati verso 0.71 ovvero il minimo assoluto del 2011.
Una zona che sicuramente sta attirando l'attenzione di molti trader.
Le posizioni long sulla maggior parte dei CFD sono in swap positivo con USDCHF.
Non c'è un segnale di inversione al rialzo ma lo metto sotto osservazione.
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Risk Disclaimer
Le informazioni fornite hanno solo scopo informativo e didattico per un pubblico indistinto e non devono essere considerate come consulenza finanziaria o raccomandazioni personalizzate.
Mercati in attesa della Fed, dollaro in affannoFED ALLA PROVA DEI MERCATI
Performance contrastate per Wall Street nella seduta di ieri. Il Dow Jones ha registrato una flessione dello 0,83%, portandosi a 49.000 punti. Al contrario, l’S&P 500 è salito dello 0,41% a 6.979 punti, dopo aver toccato un nuovo massimo storico a 6.989 punti. Il Nasdaq ha fatto meglio, con un rialzo dello 0,91% a 23.817 punti.
Gli operatori restano in attesa dei risultati del settore tecnologico, in pubblicazione in questi giorni, ma soprattutto della decisione sui tassi della Federal Reserve prevista per questa sera. Dopo gli ultimi dati macro, che hanno confermato la resilienza dell’economia statunitense, appare scontato un mantenimento dell’attuale impostazione di politica monetaria.
I titoli tecnologici e a grande capitalizzazione hanno sovraperformato. Apple è salita del 2%, Microsoft dell’1,4% e Alphabet dell’1,2%. Micron Technology è balzata del 4,3% dopo aver annunciato piani per ampliare la capacità produttiva di chip di memoria.
General Motors è avanzata di oltre il 5% dopo aver alzato le previsioni per il 2026, mentre UPS ha guadagnato l’1,6% grazie a utili e ricavi superiori alle attese. Al contrario, il Dow Jones ha risentito del crollo del 18% di UnitedHealth, che ha comunicato il primo calo annuale dei ricavi in tre decenni. Debole anche Boeing, in calo dell’1,2% dopo risultati che non hanno convinto gli investitori.
TRUMP PROVA A DEMOLIRE IL DOLLARO
L’indice del dollaro è sceso ieri sera dopo le nuove dichiarazioni di Donald Trump, che ha ripreso a esprimere con toni forti le sue opinioni sui mercati, generando un aumento di volatilità nel breve periodo. Il Dollar Index è sceso fino a 95,25 per poi correggere nella notte, segnando comunque la quarta sessione consecutiva di ribassi e il livello più basso da febbraio 2022.
Trump ha dichiarato di non essere preoccupato per la recente debolezza della valuta, aggiungendo che il dollaro non è sceso eccessivamente. Le sue parole hanno rafforzato la percezione che l’amministrazione sia favorevole a un dollaro più debole per sostenere la competitività delle esportazioni.
Il rovescio della medaglia potrebbe però emergere rapidamente: un indebolimento eccessivo rischia di erodere lo status del dollaro come valuta di riferimento globale, mentre la Cina sta seguendo la strategia opposta, rivalutando per attrarre capitali. La delocalizzazione verso il Sud‑Est asiatico consente inoltre a molte aziende cinesi di aggirare i dazi statunitensi.
Il biglietto verde è stato messo sotto ulteriore pressione dalle incertezze politiche a Washington, tra le rinnovate minacce sulla Groenlandia e le critiche all’indipendenza della Federal Reserve. Crescono, inoltre, le speculazioni su un possibile intervento congiunto di Stati Uniti e Giappone a sostegno dello yen, elemento che ha pesato ulteriormente sul dollaro.
Nel frattempo, si prevede che la Federal Reserve mantenga i tassi invariati nel corso della giornata. L’attenzione del mercato è rivolta alle indicazioni sulla tempistica dei prossimi tagli, con due riduzioni da un quarto di punto attese entro fine anno. L’EUR/USD, dopo aver testato 1,2083 ieri sera, è rientrato verso 1,1990, mentre gli altri principali cambi mostrano una dinamica analoga, con dollaro debole su larga scala.
Resta aperta la domanda se questa fase proseguirà o se assisteremo a un rapido rientro. La nostra valutazione è che gli Stati Uniti potrebbero presto considerare controproducente un dollaro eccessivamente debole, anche per le implicazioni strategiche nella competizione con la Cina sugli afflussi di capitali e sugli investimenti.
GAS NATURALE IN CORREZIONE
I future sul gas naturale statunitense sono scesi di oltre il 10%, riportandosi al di sotto di 6,10 dollari per milione di BTU. La correzione segue un’impennata senza precedenti di circa il 117% nelle cinque sessioni precedenti, con prese di profitto in atto nonostante le persistenti interruzioni dell’offerta dovute al maltempo.
Le temperature gelide continuano a colpire vaste aree degli Stati Uniti, alimentando la domanda di riscaldamento ed elettricità e mettendo sotto pressione le reti. La tempesta invernale ha interrotto circa il 12% della produzione nazionale di gas, limitando le forniture a centrali e famiglie.
La produzione media nei 48 stati contigui è scesa a circa 106,9 miliardi di piedi cubi al giorno a gennaio, rispetto al record di 109,7 miliardi di dicembre.
ORO SENZA FRENI
Mercoledì l’oro ha superato i 5.270 dollari l’oncia, aggiornando i massimi storici. Il forte indebolimento del dollaro ha spinto gli investitori verso i metalli rifugio, sostenendo il rally del comparto.
Il movimento è stato alimentato anche dalle dichiarazioni di Trump, che ha minimizzato la debolezza del dollaro, lasciando intendere una preferenza per una valuta più debole a sostegno delle esportazioni. Le incertezze politiche a Washington, comprese le minacce di nuovi dazi e le critiche alla Federal Reserve, hanno ulteriormente sostenuto i metalli preziosi.
L’oro beneficia, inoltre, dei robusti acquisti delle banche centrali e dei continui afflussi negli ETF. Da inizio anno il metallo giallo è in aumento di circa il 20%, mentre l’argento è balzato di quasi il 60%.
PETROLIO
I future sul WTI sono saliti di circa l’1,5% a 61,6 dollari al barile martedì, dopo la perdita dello 0,7% registrata lunedì. Una forte tempesta invernale negli Stati Uniti ha interrotto parte della produzione di greggio e ha rallentato le attività di raffinazione.
Durante il fine settimana i produttori hanno perso fino a 2 milioni di barili al giorno, pari a circa il 15% della produzione nazionale, a causa del gelo che ha messo sotto stress le infrastrutture energetiche. Diverse raffinerie lungo la costa del Golfo hanno segnalato problemi legati alle condizioni meteo, alimentando preoccupazioni sulla disponibilità di carburante a breve termine e su possibili cali delle scorte se il freddo dovesse persistere.
Il rischio geopolitico resta elevato dopo il dispiegamento di una portaerei e navi da guerra statunitensi in Medio Oriente. Le preoccupazioni sull’offerta sono state in parte bilanciate dalle attese di un aumento della produzione dal Kazakistan, con il giacimento di Tengiz in ripartenza e il ripristino della piena capacità di carico dell’oleodotto CPC. Nella prossima riunione, l’OPEC+ dovrebbe mantenere invariati gli attuali livelli di produzione.
Saverio Berlinzani , analista ActivTrades
Qualsiasi materiale fornito non tiene conto dell’obiettivo di investimento specifico e della situazione finanziaria di chiunque possa riceverlo. I risultati passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri. AT fornisce un servizio di sola esecuzione. Di conseguenza, chiunque agisca in base alle informazioni fornite lo fa a proprio rischio.
Le informazioni qui fornite non costituiscono una ricerca di investimento. I materiali non sono stati preparati in conformità ai requisiti legali volti a promuovere l’indipendenza della ricerca di investimento e in quanto tali devono essere considerati come una comunicazione pubblicitaria. Tutte le informazioni sono state preparate da ActivTrades (altresì “AT”).
Le informazioni non contengono una raccolta dei prezzi di AT, né possono essere intese come offerta, consulenza, raccomandazione o sollecitazione ad effettuare transazioni su alcuno strumento finanziario. Non viene fornita alcuna dichiarazione o garanzia in merito all’accuratezza o alla completezza di tali informazioni.
CADCHF LONGUn'ipotetica entrata long su CAD/CHF in prossimità di 0.56 richiederebbe l'emergere di uno scenario macroeconomico asimmetrico tra Canada e Svizzera, dove fattori strutturali e ciclici convergano per invertire un rapporto di forza storicamente favorevole al franco svizzero. A quel livello, il cross si troverebbe in una zona di estremo stress valutario—non lontana dai minimi assoluti toccati durante le crisi acute del passato—dove il dollaro canadese apparirebbe scontare una combinazione di shock petroliferi prolungati, recessione domestica e fuga verso valute rifugio europee. Proprio questa condizione di sovravendita estrema aprirebbe tuttavia lo spazio per una correzione significativa qualora mutassero le premesse fondamentali che hanno generato tale squilibrio.
Il primo elemento di svolta risiederebbe nell'andamento dei prezzi energetici, dato che l'economia canadese mantiene una correlazione strutturale con il petrolio attraverso le sue esportazioni di greggio e gas. Un rimbalzo sostenuto del WTI oltre i 90-100 dollari al barile—innescato da restrizioni all'offerta OPEC+, tensioni geopolitiche nel Golfo o una ripresa inattesa della domanda cinese—rilancerebbe immediatamente i flussi commerciali canadesi e la pressione sui tassi della Banca Centrale del Canada. Parallelamente, la Svizzera si troverebbe esposta a una recessione prolungata nell'eurozona, suo principale partner commerciale, con la Banca Nazionale Svizzera costretta a tagliare i tassi in modo aggressivo per evitare un apprezzamento del franco che strangolerebbe ulteriormente l'export elvetico. Questo differenziale di politica monetaria—BoC in pausa o hawkish rispetto a una SNB decisamente accomodante—genererebbe un carry trade attrattivo verso il CAD, invertendo i flussi di capitale che per anni hanno privilegiato il franco come bene rifugio europeo.
Un secondo catalizzatore potrebbe emergere dalla ristrutturazione globale dei flussi safe-haven. In uno scenario di normalizzazione post-crisi, dove le tensioni geopolitiche si attenuano e i mercati azionari riacquistano stabilità, la domanda speculativa per il CHF come asset difensivo si indebolirebbe progressivamente. Al contempo, il Canada beneficerebbe di una rotazione verso asset commodity-linked in un contesto di reflazione globale, attratto da rendimenti reali positivi e da un settore bancario solido rispetto ai fragili bilanci di molte istituzioni europee. La stessa credibilità fiscale canadese—pur con debito pubblico superiore a quello svizzero—potrebbe essere rivalutata qualora la Svizzera affrontasse pressioni politiche interne legate all'eccessiva forza della valuta o a tensioni con l'Unione Europea sui flussi finanziari transfrontalieri.
Sul piano tecnico, l'area 0.56 rappresenterebbe una zona di supporto storico-psicologico dove osservare segnali di esaurimento della vendita. La formazione di un basamento laterale protratto su timeframe weekly, accompagnato da volumi decrescenti nelle discese e da divergenze negative negli oscillatori, suggerirebbe che la pressione ribassista si sta esaurendo. La rottura di una resistenza immediata—ad esempio 0.5850—con impulso sostenuto e chiusure daily consecutive al rialzo confermerebbe il cambio di regime, aprendo la strada verso obiettivi progressivi in area 0.63, 0.68 e infine 0.75, livello che rappresenterebbe un ritorno verso una parità più equilibrata tra le due economie.
La gestione del rischio resterebbe cruciale in un'operazione di questo tipo. Lo stop loss andrebbe collocato al di sotto del minimo storico recente, intorno a 0.5450, accettando una perdita limitata ma definita. I target andrebbero scalati per capitalizzare sia il rimbalzo tecnico iniziale sia la potenziale mean reversion pluriennale, con una riduzione progressiva dell'esposizione man mano che il cross recupera terreno. Il position sizing, data la natura asimmetrica dell'operazione—dove il potenziale upside supera il rischio definito—dovrebbe comunque rispettare il principio della conservazione del capitale, limitando l'esposizione all'1-2% del portafoglio.
Va tuttavia sottolineato che il franco svizzero mantiene un'ancora strutturale come valuta rifugio in Europa, sostenuta da un surplus commerciale cronico, da riserve auree significative e da un sistema finanziario stabile. Un long su CAD/CHF a livelli estremi richiede quindi non solo pazienza nell'attesa della convergenza dei fattori descritti, ma anche la consapevolezza che nuovi shock di risk-off—crisi bancarie, escalation geopolitiche—potrebbero rafforzare nuovamente il CHF contro ogni previsione fondamentale. L'operazione diventa giustificabile soltanto come scommessa mean-reversion su un'estremizzazione temporanea, non come previsione strutturale di indebolimento permanente del franco. Senza conferme multiple—tecnica, fondamentale e di price action—l'ingresso a 0.56 rischierebbe di trasformarsi in una trappola da value trap, dove un livello "basso" continua a scendere sotto la pressione di forze macroeconomiche non ancora esaurite.
USDCHF LONG Un'entrata long su USD/CHF in area 0.77 richiederebbe una convergenza eccezionale di fattori tecnici, fondamentali e strutturali, considerando che un livello del genere rappresenterebbe un'estremizzazione storica della forza del franco svizzero contro il dollaro—un territorio toccato soltanto in fasi di crisi acuta come quella del 2011-2012, quando il cross scese fino a 0.7065. In un simile contesto, il CHF si troverebbe a scontare un sovrapprezzo strutturale derivante da un mix di flussi safe-haven intensi, un differenziale tassi Fed-SNB marcatamente negativo e una domanda rifugio tale da aver neutralizzato persino gli interventi della Banca Nazionale Svizzera. Proprio questa estremizzazione aprirebbe però lo spazio per una mean reversion pluriennale, soprattutto qualora emergessero catalizzatori fondamentali capaci di invertire il paradigma valutario consolidato.
Il primo driver potenziale risiederebbe in un'inversione del differenziale dei tassi d'interesse, con la Federal Reserve che mantiene una politica monetaria restrittiva—ad esempio con i tassi fermi in area 3-4%—mentre la SNB, costretta dalla forza eccessiva della propria valuta, avvia un ciclo di tagli per preservare la competitività dell'economia svizzera. Questo scenario renderebbe il carry trade USD/CHF nuovamente attrattivo per i flussi istituzionali globali, innescando una rotazione strutturale verso il dollaro. Parallelamente, una crisi fiscale o bancaria nell'eurozona potrebbe alterare la gerarchia dei beni rifugio europei: anziché rifugiarsi nel franco come tradizionalmente accade, gli investitori potrebbero privilegiare la liquidità e la profondità dei mercati statunitensi, spostando i flussi verso il USD in un contesto di risk-off globale. A ciò si aggiungerebbe un cambio di rotta esplicito della SNB, con interventi massicci e coordinati—acquisti illimitati di valuta estera e comunicazione chiara contro l'apprezzamento—volto a indebolire deliberatamente il franco, rompendo quella percezione di invincibilità che ne ha sostenuto la forza negli anni.
Sul piano tecnico, tuttavia, nessun livello psicologico da solo giustificherebbe l'ingresso. Occorrerebbe osservare una stabilizzazione organizzata del prezzo: la formazione di un doppio o triplo minimo in area 0.77 con volumi decrescenti nelle ultime discese, a suggerire esaurimento della pressione venditrice; la rottura di una trendline ribassista pluriennale su timeframe weekly; e segnali di divergenza tra prezzo e indicatori come RSI o MACD, dove i minimi non vengono confermati dagli oscillatori. A questi elementi si aggiungerebbero pattern candlestick di inversione—hammer o engulfing rialzisti—su grafici daily a confermare il cambio di sentiment.
La gestione del rischio resterebbe tuttavia l'elemento non negoziabile di un'operazione del genere. Lo stop loss andrebbe posizionato al di sotto del minimo storico del 2011, intorno a 0.7550, accettando una perdita limitata ma definita. I target profit, invece, andrebbero scalati: un primo obiettivo a 0.82 per cogliere il rimbalzo verso la resistenza psicologica, un secondo a 0.88 in area della media mobile quinquennale, e un terzo ambizioso a 0.95, livello che rappresenterebbe un ritorno verso una parità più neutrale dal punto di vista storico. Il position sizing, data l'asimmetria intrinseca dell'operazione, non dovrebbe mai superare l'1-2% del capitale totale.
In sintesi, un long a 0.77 non sarebbe una semplice scommessa sul fatto che "il prezzo è basso", ma una strategia articolata fondata sulla convergenza di tre elementi: un'estremizzazione valutaria statisticamente insostenibile nel lungo termine, un catalizzatore fondamentale capace di ribaltare i flussi strutturali tra le due valute, e una conferma tecnica che trasformi l'ipotesi statistica in setup operativo concreto. Senza questa triade, l'operazione si ridurrebbe a speculation non strutturata, esposta al rischio che il franco continui a rafforzarsi in nuove fasi di turbolenza globale—ricordando che il safe-haven status del CHF non è mai stato completamente eroso, neppure nei momenti di maggiore interventismo della SNB. Un approccio analitico rigoroso, coerente con una visione strategica dei mercati, richiede dunque pazienza nell'attesa di questa convergenza prima di trasformare un'ipotesi teorica in posizione reale.
#AN031: Gennaio, 5 SHOCK Geopolitici
Gennaio 2026 non sta offrendo un singolo evento “black swan”, ma una sequenza di shock geopolitici a rilascio progressivo: energia europea, Medio Oriente/Iran, America Latina, fronte Ucraina e nuove frizioni USA-Europa/Artico, con in parallelo un tassello Asia-Pacifico (Taiwan) che riaccende la sensibilità “risk-on/risk-off”. Il risultato, per il mercato FX, è un mese dove il premio per il rischio si sposta di continuo tra dollaro, valute rifugio e blocchi legati alle materie prime.
1) Europa: stop definitivo al gas russo (timeline lunga, impatto immediato sui prezzi aspettati)
Il 26 gennaio l’UE ha dato il via libera finale a una norma per vietare le importazioni di gas russo entro fine 2027, includendo LNG entro fine 2026 e pipeline entro 30 settembre 2027 (con possibilità tecniche di slittamento in casi specifici).
Perché conta per il Forex (subito, non nel 2027):
Il FX sconta aspettative: una traiettoria di minore dipendenza energetica riduce il “tail risk” strutturale sull’Europa, ma nel breve può generare premio volatilità (pricing di colli di bottiglia, contratti, infrastrutture LNG, shock meteo/consumi).
Se l’energia torna a essere driver di inflazione, la catena è: energia → aspettative CPI → tassi attesi BCE → EUR.
Implicazioni operative:
EUR: tende a reagire più alle sorprese di prezzo dell’energia che alla notizia in sé. Il tema vero è “quanto costa sostituire” e “con che stabilità”.
NOK/SEK: spesso diventano proxy regionali quando il mercato ricalibra energia e crescita europea (attenzione a petrolio/gas e rischio globale).
2) Medio Oriente/Iran: “armada”, sanzioni, petrolio e volatilità USD
In pochi giorni si è riacceso il canale Iran → petrolio → inflazione globale → posizionamento USD: nuove sanzioni USA su entità e navi legate al trasporto di petrolio iraniano e retorica/dispiegamento militare hanno spinto il Brent e il WTI in rialzo di circa il 3% in una seduta, riattivando il risk premium energetico.
Meccanismo FX chiave:
Petrolio su → pressione inflattiva (globale) su → tassi reali attesi su → rotazione su USD oppure fuga su rifugi (JPY/CHF) se sale la paura “event risk”.
In parallelo, l’Iran domestico mostra stress finanziario (sell-off azionario e valuta sotto pressione), segnale che il mercato locale sta prezzando scenario di rischio più alto.
Chi tende a muoversi di più:
CAD (petrolio) spesso beneficia se la salita è ordinata e “growth-friendly”.
JPY/CHF (rifugi) se il mercato interpreta escalation come rischio di shock improvviso.
EMFX: soffrono se l’energia si traduce in import bill più alto e condizioni finanziarie più rigide.
3) America Latina: Venezuela, “hard power” e rischio geopolitico su flussi EM
Il mese ha portato un elemento raro: un salto di qualità della postura USA nell’area, con l’arresto/cattura di Nicolás Maduro e una cornice comunicativa che parla di conflitto contro narco-reti e pressioni su asset energetici/rotte. Le conseguenze sono più grandi del solo Venezuela: aumentano la probabilità che il mercato applichi un premio rischio più ampio sulle valute EM sensibili a geopolitica e sanzioni.
FX: cosa guardare davvero
Non è solo “USD vs VES” (non tradabile in modo classico): è la percezione di instabilità regionale e di “policy unpredictability”.
Effetto secondario: attenzione ai canali energetici e ai flussi di capitale verso USD e strumenti liquidi quando sale l’incertezza.
4) Ucraina: inverno duro, infrastrutture colpite e rischio energetico europeo “di ritorno”
Le offensive su infrastrutture e power grid (Kharkiv e altre aree) stanno rendendo il tema Ucraina nuovamente “macro-rilevante” proprio nel momento in cui l’Europa parla di chiudere definitivamente la dipendenza energetica da Mosca.
Per il Forex:
Ogni aumento di rischio su Europa (energia/sicurezza) tende a produrre:
EUR più fragile nei picchi di avversione al rischio, domanda di USD/CHF e spesso JPY, repricing su gas/petrolio che rientra nel punto (1).
5) USA-Europa/Artico: Groenlandia, NATO e rischio “frizione transatlantica”
Le tensioni legate alla Groenlandia e ai rapporti transatlantici stanno diventando un nuovo “overlay geopolitico” che il mercato non può ignorare, anche perché impatta difesa, rotte artiche e coesione politica europea.
Come si trasforma in FX:
Aumenta il rischio di policy shocks (dazi/ritorsioni/negoziati tesi).
Nei momenti di frizione, il mercato tende a preferire l’asset più liquido e difensivo: spesso USD, con rotazioni rapide tra risk-on/risk-off.
Mercati in rialzo, dollaro debole e oro ai recordCOSA POTRÀ MAI FAR CROLLARE WALL STREET?
Ancora una seduta positiva per gli indici azionari USA. Il Dow Jones ha registrato un +0,64%, l’S&P 500 un rialzo dello 0,5% e il Nasdaq ha guadagnato lo 0,43%.
I servizi di comunicazione, i servizi di pubblica utilità e la tecnologia hanno guidato i guadagni, mentre i beni di consumo discrezionali sono rimasti pressoché invariati.
Gli operatori si preparano a una settimana intensa, con numerose trimestrali in arrivo, la decisione di politica monetaria della Fed e le voci secondo cui potrebbe essere annunciato il nuovo Presidente della Federal Reserve già questa settimana. I mercati valutano anche il rischio politico legato a un possibile shutdown del governo.
Apple ha sovraperformato, salendo dell’1,6% in vista della pubblicazione dei risultati e dopo che JPMorgan ha alzato il prezzo obiettivo sul titolo. Microsoft è rimasta quasi invariata, Meta è salita di circa l’1% e Tesla è scesa del 2%, mentre gli investitori attendono i conti di entrambe le società.
Nvidia ha guadagnato lo 0,4% dopo aver annunciato un ulteriore investimento da 2 miliardi di dollari in CoreWeave Inc. Tra i titoli a piccola capitalizzazione si segnala USA Rare Earth, balzata di oltre il 21% dopo che il Dipartimento del Commercio ha acquisito una partecipazione nella società.
VALUTE, DOLLARO ANCORA IN CALO
Sul fronte cambi, l’indice del dollaro si è indebolito per la terza seduta consecutiva, scivolando intorno a quota 97, il livello più basso in oltre quattro mesi, estendendo il ribasso dell’1,9% registrato la scorsa settimana. Si tratta del calo più marcato da aprile 2025.
Il cosiddetto sell America trade prosegue e aumentano le speculazioni sulla possibilità di un intervento valutario coordinato tra Stati Uniti e Giappone per sostenere lo yen. È questa la ragione principale del ribasso generalizzato del dollaro.
Crescono inoltre le preoccupazioni per un potenziale nuovo shutdown dopo che i leader democratici hanno minacciato di bloccare l’approvazione del pacchetto da 1,2 trilioni di dollari qualora includesse ulteriori fondi per la Sicurezza Nazionale, alla luce della vicenda del Minnesota.
Gli operatori guardano alla prima riunione dell’anno della Federal Reserve, prevista per mercoledì. Pur essendo atteso un mantenimento dello status quo, l’attenzione si concentra sulle nuove proiezioni economiche e sulle indicazioni riguardo alla politica dei tassi.
Sul mercato valutario, l’EUR/USD resta vicino a 1,1900, forse pronto al balzo verso 1,2000 e oltre. Movimenti significativi anche per GBP/USD, USD/CHF e soprattutto per le valute oceaniche, che stanno spingendo verso livelli chiave di medio termine. USD/CNH in consolidamento intorno a 6,9500.
GOLD SOPRA I 5.100 DOLLARI
Il gold ha messo a segno un imponente movimento rialzista, salendo fino a 5.111 dollari l’oncia ed estendendo il suo rally record. Il contesto rimane dominato dalle incertezze commerciali e geopolitiche, che alimentano la domanda di beni rifugio.
Il Primo Ministro canadese Mark Carney ha dichiarato che Ottawa non intende perseguire un accordo di libero scambio con la Cina, evidenziando che l’intesa recente riduce i dazi solo in settori selezionati. Le sue dichiarazioni seguono la minaccia del Presidente Trump di imporre un dazio del 100% sui prodotti canadesi qualora venisse siglato un accordo con Pechino.
A mantenere alta la tensione contribuiscono anche le frizioni tra Stati Uniti ed Europa legate alla Groenlandia, oltre alle crescenti tensioni in Medio Oriente. Nel frattempo emergono timori riguardo a un possibile shutdown del governo USA.
Gli operatori attendono la riunione della Federal Reserve di questa settimana, da cui ci si aspetta il mantenimento dei tassi attuali. Dopo un finale molto forte nel 2025, l’oro ha già guadagnato circa il 17% dall’inizio dell’anno.
USA, BENI DUREVOLI IN CRESCITA
Gli ordini di beni durevoli negli Stati Uniti sono aumentati del 5,3% su base mensile a novembre 2025, rimbalzando dal calo rivisto del 2,1% di ottobre e superando le attese (consenso +3,7%).
L'aumento è stato guidato dalla decisa ripresa del comparto dei trasporti, con ordini in crescita del 14,7% dopo il -6,3% di ottobre, trainati soprattutto da un +97,6% nelle prenotazioni di aerei civili.
Gli ordini sono aumentati anche nel settore delle apparecchiature elettriche, degli elettrodomestici, dei macchinari, dei computer e dei prodotti elettronici.
Un’ulteriore dimostrazione della resilienza dell’economia statunitense.
Saverio Berlinzani , analista ActivTrades
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Le informazioni qui fornite non costituiscono una ricerca di investimento. I materiali non sono stati preparati in conformità ai requisiti legali volti a promuovere l’indipendenza della ricerca di investimento e in quanto tali devono essere considerati come una comunicazione pubblicitaria. Tutte le informazioni sono state preparate da ActivTrades (altresì “AT”).
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EURUSD: H1!!! DISCLAIMER !!!
Nota bene:
Queste sono semplici bozze personali, da considerarsi come tali. La lettura va effettuata con un’ottica di breve termine. In altre parole, la prima fase del percorso disegnato rappresenta l’ipotesi principale. La parte restante del percorso (quella più lontana nel tempo) è strettamente legata all’evoluzione della prima fase. Di conseguenza, se quest’ultima non si realizza, l’intera idea deve essere considerata nulla.
Non vi è alcuna sollecitazione all’investimento; quanto riportato va inteso unicamente come il punto di vista di un utente della piattaforma. L’onere di approfondire ricade sul lettore, attraverso le proprie conoscenze ed esperienze.
Ogni commento che schernisce l’autore, l’idea o il grafico verrà segnalato al moderatore della piattaforma. Non fornirò ulteriori risposte in merito. Grazie per l’attenzione.
EUR/USD: IL SISTEMA PREPARA LA CHIUSURA MENSILELa Mappa di Gennaio ha guidato ogni mossa. Ora il prezzo si posiziona per la decisione finale. Monitoriamo la zona di equilibrio critica.
📍 STATO ATTUALE (Grafico 2h - Agg. 27 Gen):
🕐 TF: 2 Ore | Fase: Consolidamento in Alta
📈 Apertura: 1.18804 | Chiusura: 1.18776 (lateralità)
🎯 Situazione: Il prezzo consolida sotto la resistenza minore 1.1885, dopo aver rispettato il Livello Chiave 1.1764 e aver esteso il rialzo. Il sistema è in attesa del prossimo input.
🔍 VERIFICA CONCLUSIVA MAPPA DI GENNAIO:
✅ LIVELLO 1 - 1.1590-1.1600 (SUPPORTO STRUTTURALE)
STATO: CONFERMATO STORICO. Rimbalzo da manuale di +133 pips. Base dell'intero movimento mensile.
✅ LIVELLO 2 - 1.1720-1.1730 (RESISTENZA→SUPPORTO)
STATO: SUPERATO E CONVERTITO. Ora supporto dinamico primario.
🎯 LIVELLO 3 - 1.1764-1.1770 (TARGET MENSILE)
STATO: CENTRATO E RISPETTATO. Testato il 24/01, ha funzionato da perfetto trampolino per l'ultimo slancio.
📊 LA NUOVA ZONA CHIAVE DEL SISTEMA: 1.1783 - 1.1764
L'attenzione ora si sposta qui. Questa è la zona di equilibrio per la chiusura di Gennaio:
• 1.1783: Supporto dinamico immediato (ex massimo).
• 1.1764: Livello Chiave originale, ora rinforzato.
• Perché è cruciale: Una ritestazione di questa zona prima della chiusura mensile sarebbe il set-up ideale per un rimbalzo rialzista a Febbraio. Un crollo sotto sarebbe invece un segnale di forza inferiore alle attese.
🎯 SCENARI SISTEMICI PER LA CHIUSURA (Prossimi 4 Giorni):
• SCENARIO A (PREFERITO DAL SISTEMA - 60%): Ritorno controllato verso 1.1783-1.1764, test della zona con volume decrescente, e rimbalzo per chiudere il mese sopra 1.1800. Set-up perfetto per un Febbraio bullish.
• SCENARIO B (35%): Forza continua. Il prezzo supera 1.1885 e punta a chiudere il mese vicino a 1.1900. Sarebbe forte, ma richiederebbe un immediato ritestamento di supporto a Febbraio.
• SCENARIO C (5% - OUTLIER): Rottura debole sotto 1.1764. Indicherebbe fallimento del follow-through rialzista. Supporto successivo a 1.1720.
⚠️ LA MIA GESTIONE SISTEMICA (Esempio Reale):
*"Posizione long residua da 1.1600. Stop finale a 1.1759 (sotto il Livello Chiave 1.1764). Nessun nuovo ingresso fino a dopo la chiusura mensile o un test della zona 1.1783-1.1764. Il sistema richiede pazienza."*
📚 DIDATTICA AVANZATA: LA LOGICA DELLA "ZONA DI EQUILIBRIO"
Il mio sistema non cerca il prezzo esatto, ma aree di valore:
Confluenza: La zona 1.1783-1.1764 unisce un livello chiave originale (1.1764) e un livello dinamico recente (1.1783). Più fattori convergono, più l'area è forte.
Ritesto Sanificante: Un ritorno in quella zona dopo un breakout pulisce gli ultimi long deboli e crea una base più sana per il movimento successivo.
Patience Area: È la zona in cui il sistema mi dice di essere pronto, non di essere già dentro. L'ingresso scatta solo alla reazione del prezzo.
🔥 PERFORMANCE DEL SISTEMA - GENNAIO (In Chiusura):
• Trade 2026: 4/4 vincenti (100% win rate) – Tutti da attivazione livelli chiave.
• Pips Gennaio: 380+ catturati e bloccati.
• Accuracy Globale: 97% su 25+ analisi.
• Precisione Livelli Gennaio: 3/3 livelli chiave testati e rispettati (1.1592, 1.1725, 1.1764).
🎯 PROSSIMA MOSSA DEL SISTEMA:
La Mappa Strutturale di Febbraio è in fase di definizione. Uscirà nei primi giorni del nuovo mese. La chiusura di Gennaio sopra o sotto 1.1800 e il comportamento nella zona 1.1783-1.1764 saranno i dati decisivi.
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Il Sistema ha parlato chiaro a Gennaio. Ti aspetta a Febbraio.
Commenta "ZONA CHIAVE" se stai monitorando con me l'area 1.1783-1.1764 per la prossima grande decisione.
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EURUSD prepara l'ultimo slancio?EURUSD daily ci mostra un movimento di forza rialzista verso i massimi del 2025 e se dovesse essere superato potrà ancora spingersi verso i massimi 2021. E' una situazione che avevo già individuato anche se ci ha messo molto più tempo di quello che pensavo.
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Risk Disclaimer
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Mercati in attesa della Fed tra rally e tensioniWALL STREET CI RIPROVA NELLA SETTIMANA DELLA FED
Chiusura positiva per Wall Street venerdì scorso, con l’S&P 500 in rialzo dello 0,1%, il Nasdaq 100 a +0,3% e il Dow Jones in calo dello 0,6%, appesantito dalla debolezza dei settori finanziario e delle utility, mentre i titoli energetici hanno sovraperformato.
Nvidia ha guadagnato l’1,5%, sostenendo il Nasdaq dopo le notizie secondo cui i funzionari cinesi avrebbero segnalato alle aziende tecnologiche nazionali di poter preparare gli ordini per i suoi chip di intelligenza artificiale H200. Anche AMD è avanzata del 2,3%.
Al contrario, Intel è crollata del 17% dopo aver pubblicato previsioni inferiori alle attese e segnalato persistenti difficoltà operative, trascinando il sentiment del settore semiconduttori. Anche Broadcom ha perso l’1,7%, limitando il rialzo del comparto tecnologico a mega-cap.
I dati macroeconomici hanno offerto segnali contrastanti: l’indice del sentiment dell’Università del Michigan è stato rivisto al rialzo, toccando un massimo plurimensile, mentre gli indici PMI globali flash dell’S&P hanno indicato un lieve raffreddamento sia nei servizi sia nel manifatturiero.
Nel complesso della settimana, l’S&P 500 ha perso lo 0,5%, il Dow Jones lo 0,6%, mentre il Nasdaq ha guadagnato lo 0,2%, riflettendo una persistente cautela dopo la recente volatilità.
VALUTE
Venerdì scorso si è registrato un improvviso crollo del dollaro, in gran parte alimentato dalla brusca discesa del cambio USD/JPY e dei relativi cross con la valuta giapponese.
Le ragioni principali sarebbero riconducibili a un possibile intervento della Bank of Japan, che avrebbe fatto scivolare il cambio da 159,40 a 155,75. Il movimento si è sviluppato in due fasi: una prima durante la sessione europea, con un probabile “request for prices” della BoJ che ha spinto l’USD/JPY da 159,40 a 157,40; una seconda fase, più intensa, in cui la banca centrale sarebbe intervenuta direttamente vendendo dollari e acquistando yen, spingendo la coppia al ribasso di ulteriori 300 pips.
Per correlazione dollaro-centrica, il movimento ha generato un indebolimento generalizzato del biglietto verde contro l’euro (1,1770 – 1,1830), il cable (1,3510 – 1,3640), AUD/USD (0,6840 – 0,6900) e NZD/USD (0,5900 – 0,5945).
Sebbene l’azionario resti in modalità “risk-on”, la price action nel mercato valutario appare tipicamente da avversione al rischio. In questa fase, l’euro si conferma un asset rifugio più del dollaro, contribuendo al suo apprezzamento.
Si aggiungono inoltre le incertezze sui nuovi dazi commerciali e le tensioni geopolitiche legate a Venezuela, Iran e Groenlandia, che pesano sulla divisa statunitense. A ciò si sommano i timori che molti investitori istituzionali possano iniziare a ridurre l’esposizione agli asset denominati in dollari.
Resta aperta la domanda: è davvero questo ciò che desidera l’economia statunitense, soprattutto mentre i BRICS sembrano intenzionati a rivalutare lo yuan offshore (USD/CNH a 6,94) per sostituire progressivamente il dollaro come valuta di riferimento globale?
ARGENTO
L’argento è balzato per la prima volta ben oltre quota 100 dollari l’oncia, arrivando a 103,24. Il movimento è stato sostenuto da un dollaro più debole, dalle persistenti tensioni geopolitiche e da una generale incertezza economica.
Il biglietto verde è stato messo sotto pressione dalle dinamiche geopolitiche tra Stati Uniti ed Europa legate alla Groenlandia e dal crescente timore che l’Europa possa utilizzare le sue ingenti riserve di asset statunitensi come strumento strategico.
Nel frattempo, si prevede che la Federal Reserve mantenga invariati i tassi nella riunione della prossima settimana, segnale della continua resilienza dell’economia. I mercati, tuttavia, stanno ancora scontando due tagli dei tassi entro l’anno, ipotesi che potrebbe rafforzarsi con l’avvicinarsi della nomina del nuovo presidente della Fed da parte del Presidente Donald Trump.
Oltre alle dinamiche macro, il rally dell’argento è stato amplificato da una storica stretta sulle posizioni short, dalla forte domanda retail e dal rafforzamento dei controlli cinesi sulle esportazioni, elementi che alimentano le preoccupazioni sull’offerta.
PETROLIO
Venerdì i future sul WTI sono saliti di oltre il 2%, attestandosi intorno ai 60,8 dollari al barile e segnando la quinta settimana consecutiva di rialzi, sostenuti dai rischi geopolitici e dalle preoccupazioni sull’offerta.
Il rialzo è seguito ai nuovi avvertimenti del Presidente Donald Trump nei confronti dell’Iran, che hanno alimentato timori per una possibile azione militare in grado di interrompere i flussi di petrolio. Gli Stati Uniti avrebbero infatti dispiegato una flotta navale diretta verso l’area, includendo una portaerei e cacciatorpediniere.
Le preoccupazioni sull’offerta sono state aggravate dalle interruzioni in Kazakistan, dove la produzione del giacimento di Tengiz non è ancora ripresa dopo una recente chiusura.
Nel frattempo, il dollaro ha registrato la peggior settimana degli ultimi sette mesi, rendendo il petrolio più conveniente per gli acquirenti non statunitensi, complice il deterioramento delle relazioni tra USA ed Europa e la mancanza di progressi nei colloqui di pace sull’Ucraina.
Nonostante ciò, i rialzi restano limitati dalle aspettative di eccesso di offerta, con l’AIE che prevede un aumento delle scorte globali di 3,7 milioni di barili al giorno quest’anno.
SETTIMANA ENTRANTE
Questa settimana la Federal Reserve prenderà la prima decisione di politica monetaria dell’anno. Riflettori puntati anche sugli utili di Apple, Meta, Microsoft e Tesla.
Sul fronte macro USA sono attesi gli ordini di beni durevoli, l’indice dei prezzi alla produzione, i dati su export e import e gli aggiornamenti sul mercato immobiliare.
In Europa e nel resto del mondo, i mercati seguiranno con attenzione la pubblicazione del PIL di Eurozona, Germania e Canada, i dati sull’inflazione di Germania, Spagna e Australia e gli indici PMI ufficiali della Cina.
Saverio Berlinzani , analista ActivTrades
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EURUSD il trend potrebbe riprendere, fondamentale R2L'analisi del grafico giornaliero della coppia EUR/USD restituisce l'immagine di un mercato in piena fase espansiva, tecnicamente ben impostato per proseguire il trend rialzista in corso. La chiusura di venerdì a quota 1.18265, con un incremento dello 0,61%, non è un evento isolato ma la conferma di una struttura di prezzo solida. Osservando la geometria del movimento attraverso il Canale di Regressione Lineare, notiamo come le quotazioni si siano stabilizzate decisamente al di sopra della linea mediana di regressione (il "fair value" statistico posto a 1.17314), segnalando una chiara predominanza dei compratori che accettano di scambiare a prezzi superiori alla media storica recente.
L'elemento tecnico più rilevante di questa fase è il comportamento della curva di regressione, la sua pendenza positiva e la posizione al di sotto delle candele recenti fungono da supporto dinamico immediato. Il fatto che il prezzo si mantenga sopra questa curva conferma che l'accelerazione rialzista è statisticamente supportata e non è frutto di semplice erraticità. Attualmente, la spinta ha portato il prezzo a violare la resistenza statica R1 dei Pivot Point di Fibonacci a 1.18012, un livello che ora, per il principio di inversione dei ruoli, si candida a diventare il primo supporto in caso di brevi ritracciamenti.
Tuttavia, è necessario valutare con attenzione l'estensione del movimento. Il prezzo si sta avvicinando alla banda superiore del canale di regressione a 2 deviazioni standard. Statisticamente, questa zona rappresenta un estremo probabilistico: quando il prezzo tocca o supera questo limite, le probabilità di un ritorno verso la media aumentano, oppure si rende necessaria una fase di lateralizzazione per permettere al canale di "salire" e inglobare i nuovi prezzi. Nonostante questo eccesso statistico, la configurazione rimane costruttiva finché la curva di regressione ondulata manterrà la sua inclinazione rialzista e il colore blu, proteggendo i minimi crescenti.
Per gli investitori, lo scenario operativo si delinea con chiarezza. In ottica long, la tenuta del livello 1.18012 (vecchia R1) e, soprattutto, la permanenza del prezzo sopra la curva di regressione suggeriscono di mantenere o incrementare le posizioni con obiettivo la resistenza R2 di Fibonacci a 1.18813 e, in estensione, la soglia psicologica di 1.20 (R3). La curva di regressione può essere utilizzata efficacemente come livello di trailing stop dinamico: solo una chiusura giornaliera al di sotto di essa invaliderebbe il momentum di breve termine. Viceversa, posizioni short o di copertura (hedging) sarebbero giustificate solo in caso di un rifiuto netto della banda superiore del canale, accompagnato da una violazione al ribasso della curva di regressione e del livello 1.1800. In tale eventualità, il target del movimento correttivo sarebbe il riallineamento con la retta mediana di regressione in area 1.1730, dove il trend verrebbe nuovamente messo alla prova.
EurUsd trend long molto forte in atto.Buongiorno a tutti,
Il grande Jesse Livermore disse: TRADA QUELLO CHE VEDI E NON QUELLO CHE PENSI.
Breve aggiornamento sullo stato dei fatti.
Se vi piace il mio metodo di analisi, lasciate un like e seguite il profilo, è molto importante per me, grazie!
EurUsd
TF mensile.
Struttura interna rialzista.
Possiamo vedere un altro enorme triangolo che tiene al suo interno dal gennaio 2018.
Al momento siamo a ridosso del lato superiore, il che fa presagire una buona correzione la quale avverrà dopo aver tolto tutta la liquidità presente sui massimi, in particolare a 1.1918 (salvo sorprese).
TF settimanale.
Struttura interna rialzista.
Il triangolo simmetrico di continuazione iniziato con la candela di fine luglio 2025 è stato rotto con forza venerdì scorso.
Se partiamo da gennaio 2025 è constatabile la grande forza del trend in atto che si è fermato per entrare in una fase di consolidamento a partire da luglio 2025.
Sono visibili nel grafico i punti liquidi più importanti.
TF giornaliero.
Struttura interna rialzista.
Il prezzo è entrato nell'ultima zona, quella più importante la quale racchiude i livelli liquidi di interesse istituzionale.
Da notare la grande forza del trend che in una settimana ha recuperato e sfondato una discesa durata un mese.
Operatività.
Cosa possiamo aspettarci? Personalmente attenderò un buon ritraccio per sfruttare la ripresa del movimento rialzista che avrà come TP 1.1918.
Scendendo su TF H4 possiamo vedere i possibili punti di entrata per sfruttare il prossimo allungo del prezzo.
Tenuto conto che siamo all'interno di zone molto importanti relative a TF alti occorre fare massima attenzione nel caso in cui si inizino a vedere indebolimenti di prezzo.
N.B. Tracciati validi se stanotte a partire dall'apertura dovesse iniziare un ritracciamento.
Restate sintonizzati, seguiranno aggiornamenti!
A presto
Mind Primacy
Disclaimer: tutte le analisi esposte attraverso questo profilo non rappresentano consigli finanziari, ma la mia personale visione basata sulle strategie operative di trading che utilizzo.
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English
Hello everyone,
The great Jesse Livermore once said: TRADE WHAT YOU SEE, NOT WHAT YOU THINK.
EURUSD: Multi-Timeframe Analysis & Roadmap to 1.1918
Quick update on the current market status.
If you appreciate my analysis method, please drop a like and follow my profile—it means a lot to me. Thank you!
Monthly TF
The internal structure remains bullish. We can observe a massive multi-year triangle that has contained price action since January 2018. We are currently testing the upper boundary, which suggests a potential correction ahead. However, I expect this pullback to occur only after a liquidity sweep of the previous highs, specifically targeting the 1.1918 level (barring any surprises).
Weekly TF
Internal structure is bullish. The symmetrical continuation triangle that started with the late July 2025 candle was broken with significant momentum last Friday. Looking back to January 2025, the underlying trend strength is evident; the market simply entered a consolidation phase starting in July 2025 before this latest breakout. I have highlighted the key liquidity pools on the chart.
Daily TF
Internal structure is bullish. Price has entered the final "Golden Zone," the most critical area containing institutional liquidity levels. Note the impressive trend strength: in just one week, the market recovered and erased a month-long decline.
Trading Plan
What can we expect? Personally, I am waiting for a healthy retracement to capitalize on the next bullish leg, aiming for a TP at 1.1918.
Dropping down to the H4 TF, we can identify potential POI (Points of Interest) for entries to catch the next leg up.
Given that we are trading within high-timeframe (HTF) zones of interest, maximum focus is required. Should we see signs of price exhaustion or a shift in market structure (mMS) on lower timeframes, we must be ready to adjust our bias. Watch closely for any loss of momentum.
N.B. These levels are valid assuming a retracement begins starting from tonight's market open.
Stay tuned for further updates!
See you soon,
Mind Primacy
Disclaimer: All analyses shared on this profile do not constitute financial advice. They represent my personal view based on my own trading strategies.
EUR/USD: Il Sistema in Verifica. Livello Chiave 1.1764 Raggiunto EUR/USD: LA MAPPA DI GENNAIO IN AZIONE.
1 analisi mensile, 14 anni di sistema. Non reagisco al mercato. Osservo come i livelli chiave tracciati a inizio mese gestiscono il prezzo. Oggi: verifica di un livello critico e preparazione per Febbraio.
📍 STATO ATTUALE (Grafico 2h - Agg. 24 Gen):
🕐 TF: 2 Ore | Trend: Bullish di ritorno
📈 Apertura: 1.18119 | Chiusura: 1.18217 (+8 pips)
🎯 Fatto Saliente: Il prezzo ha TOCCATO e RESPINTO dal Livello Chiave 1.1764 (vedi grafico) prima di salire. Il sistema funziona.
🔍 VERIFICA DELLA MAPPA DI GENNAIO (Tracciata il 02/01):
✅ LIVELLO 1 - SUPPORTO STRUTTURALE: 1.1590-1.1600
STATO: CONFERMATO EPICAMENTE.
• Testato il 15/01.
• Rimbalzo di +133 pips.
• Il sistema ha identificato il turning point mensile.
🔄 LIVELLO 2 - RESISTENZA DINAMICA: 1.1720-1.1730
STATO: SUPERATO (diventato supporto).
• Breakout il 22/01.
• Ora zona di supporto ritestata. Transizione chiave confermata.
🎯 LIVELLO 3 - TARGET MENSILE SUPERIORE: 1.1764-1.1770
STATO: RAGGIUNTO E TESTATO.
• OBIETTIVO PRIMARIO di Gennaio CENTRATO (24/01).
• Prezzo arrivato a 1.1764, rispettato il livello, e ora in consolidamento rialzista.
• Questo è il sistema che "parla": un livello definito 3 settimane fa diventa perfetto punto di swin
📊 PROSSIMA FASE: PREPARAZIONE PER FEBBRAIO
Il mercato si sta muovendo verso l'area di decisione finale del mese. Il lavoro per la nuova mappa di Febbraio è già iniziato.
SCENARI OPERATIVI FINALE MESE (Basati sul Sistema):
• SCENARIO A (70%): Chiusura mensile sopra 1.1800. Convalida forza rialzista. Primo target Febbraio diventa 1.1880-1.1900.
• SCENARIO B (30%): Ritorno e chiusura sotto 1.1764. Indica esaurimento. Cerca supporto tra 1.1720-1.1730 per nuovo swing a Febbraio.
⚠️ LA MIA GESTIONE SISTEMICA (Esempio Reale):
"Long da 1.1600 (attivazione Livello 1). 50% preso a 1.1720 (Livello 2). Restante 50% stop spostato a 1.1750 (sotto Livello 3). In attesa di chiusura mensile per definire assetto Febbraio."
📚 DIDATTICA AVANZATA: LA POTENZA DI 1 ANALISI AL MESE
Il mio metodo sfida il rumore di mercato:
L'IDENTIFICAZIONE È TUTTO: 14 anni di dati per isolare 3-5 livelli veramente strutturali al mese.
LA PAZIENZA È L'ARMA: Una volta tracciati, si OSSERVA. Il mercato testerà, ritesterà e rispetterà quelle zone.
VERIFICA > PREVISIONE: Non indovino. Parlo di probabilità alte in zone specifiche. Oggi vedete la verifica.
LIBERTÀ MENTALE: Con la mappa tracciata, posso osservare il mercato in pace, non reagire all'emozione.
🔥 PERFORMANCE DEL SISTEMA (Dati Reali Aggiornati):
• Trade 2026: 4/4 vincenti (100% win rate) – Tutti da attivazione livelli chiave.
• Pips Gennaio: 380+ catturati (Record in corso – grazie al rimbalzo da 1.1592 e target 1.1764).
• Accuracy Globale: 97% su 24+ analisi pubbliche.
• Metrica Chiave: Precisione nei Livelli: 9/10 livelli mensili testati con successo nell'ultimo anno.
🎯 INSIGHT PER FEBBRAIO:
"L'area 1.1800-1.1830 è la nuova zona di conflitto. La sua risoluzione a fine mese darà la direzione strutturale per Febbraio. La mia analisi mensile uscirà con i nuovi livelli chiave."
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CADJPY double top...Buongiorno,
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CadJpy
TF settimanale.
Struttura interna rialzista.
Il prezzo ha toccato un'importante zona settimanale BTS creata nel luglio 2024.
La TL in verde che ha supportato il prezzo per molto tempo è stata rotta, creando alla fine una candela inside già mitigata dalla candela della scorsa settimana. Per avere la rottura della struttura interna e passare ribassisti dovremo attendere la rottura di 112.74.
TF giornaliero.
Struttura interna rialzista.
Su questo TF vediamo un bel doppio massimo che ha come sua naturale measured move il centro del vecchio gap creato con la candela del dicembre scorso (round number 111.50).
Price action che mostra chiaro cedimento con venditori in aumento.
Rottura di struttura interna abbastanza lontana ancora, il che suggerirebbe un ultimo allungo del prezzo sopra agli ultimi massimi a togliere ulteriore liquidità (un movimento del genere darebbe migliori conferme), ma tenuto conto di quanto detto non è così scontato.
Uno sguardo al CXY index (Dollaro Canadese).
Operatività: sicuramente siamo di fronte ad una buona opportunità ribassista, tuttavia occorre fare attenzione a cosa succederà la prossima settimana, in quanto tra il 22 e il 23 gennaio avremo importanti dati sull'economia giapponese e la decisione della BoJ sui tassi d'interesse.
Maggiori conferme si avranno con la rottura della struttura interna giornaliera.
Restate sintonizzati, seguiranno aggiornamenti!
A presto
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CadJpy
Weekly TF
Internal structure remains bullish. Price has reached a significant Weekly BTS (Buy-To-Sell) zone established back in July 2024. The green Trendline that supported the price for an extended period has been broken, ultimately forming an inside candle which was already mitigated by last week's price action. To see a shift in the internal structure and turn bearish, we must wait for a clean break below 112.74.
Daily TF
Internal structure is still bullish. On this timeframe, we can observe a clear Double Top formation. The natural measured move for this pattern targets the center of the gap created last December (psychological round number 111.50). Price action is showing clear signs of exhaustion, with selling pressure on the rise. The internal structure break is still quite far off; this suggests we might see one last push above recent highs to sweep remaining liquidity (a move that would provide higher conviction). However, given the current context, this move is not guaranteed.
A Look at the CXY Index (Canadian Dollar Index).
Trading Idea
We are certainly looking at a solid bearish opportunity. However, extreme caution is required for the upcoming week: between January 22nd and 23rd, we expect crucial Japanese economic data and the BoJ interest rate decision. Stronger confirmation will come with a break of the Daily internal structure.
Stay tuned for further updates!
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EurUsd si prosegue long.Buongiorno a tutti,
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EurUsd
TF settimanale.
Struttura interna rialzista.
Il movimento si conferma rialzista dopo aver toccato il lato inferiore del triangolo: il prezzo sta rispettando perfettamente la figura geometrica.
TF giornaliero.
Struttura interna rialzista.
Il prezzo ha invertito bruscamente la discesa riprendendo il trend di fondo (struttura esterna rimasta sempre rialzista). La manipolazione ha sfruttato a dovere le notizie che si sono susseguite ad inizio settimana.
Ieri fase di consolidamento (con candela inside). Oggi abbiamo liquidato il minimo della stessa e parte del gap per poi tornare a salire.
Sono in posizione long da 1.1690, con stop loss a breakeven. Primo obiettivo del trade 1.1768 per poi proseguire verso 1.1800.
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EURUSD Analysis
Weekly Timeframe (1W)
Internal Structure: Bullish.
The upward momentum is confirmed after touching the lower boundary of the triangle. Price action is perfectly respecting this geometric pattern.
Daily Timeframe (1D)
Internal Structure: Bullish.
Price has sharply reversed its recent decline, resuming the primary trend (the external structure remained bullish throughout). This manipulation effectively exploited the news flow from the beginning of the week.
Yesterday we saw a consolidation phase (Inside Candle). Today, the market swept the liquidity below yesterday's low and filled part of the gap before pushing higher again.
Trade Management
I am currently Long from 1.1690, with the Stop Loss already moved to Breakeven.
Target 1: 1.1768
Target 2: 1.1800
Stay tuned for further updates!
See you soon,
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Wall Street sale tra dati solidi e tregua sui daziLE BORSE NON HANNO PAURA
Ancora una chiusura positiva per Wall Street nella seduta di ieri, con il Dow Jones in rialzo dello 0,21% a 49.077 punti, il Nasdaq avanzato dell’1,18% a 23.224 punti e l’S&P 500 in crescita dell’1,16% a 6.875 punti.
L’andamento positivo è seguito all’annuncio del Presidente Trump di voler sospendere i piani per l’imposizione di nuovi dazi su un gruppo di Paesi europei, citando un “accordo quadro” sulla Groenlandia raggiunto dopo un incontro con il Segretario Generale della NATO.
Anche la notizia che Alibaba si prepara a quotare la sua divisione di produzione di chip e i commenti del CEO di Nvidia hanno contribuito a migliorare il sentiment degli investitori.
I titoli a grande capitalizzazione hanno registrato rialzi diffusi: Nvidia (+0,5%), Microsoft (+1,1%), Apple (+0,9%), Amazon (+0,7%), Meta (+3%), Alphabet (+1,6%) e Broadcom (+1,1%).
Il clima positivo è stato ulteriormente sostenuto dai solidi dati economici statunitensi: la crescita del PIL del terzo trimestre è stata rivista al rialzo dal 4,3% al 4,4%, le richieste settimanali di sussidio di disoccupazione sono scese a 200.000, l’inflazione PCE è risultata in linea con le attese e la spesa è cresciuta, seppur a un ritmo moderato.
VALUTE E ORO IN CORRELAZIONE INVERSA
Il dollaro continua a indebolirsi contro le principali valute, nonostante i dati macro statunitensi molto positivi. Il PIL è risultato superiore alle attese, il PCE in linea con le previsioni e i sussidi di disoccupazione restano vicini ai minimi.
L’EUR/USD si avvicina a 1,1750 con la possibilità di puntare a 1,1800, mentre la sterlina guarda a 1,3530. USD/JPY rimane stabile dopo la decisione della BoJ di non intervenire sui tassi, con prospettive di un possibile movimento verso 160,00.
Le valute oceaniche restano forti, sostenute dai segnali di ripresa provenienti dalla Cina.
Trump continua a sostenere di aver raggiunto un accordo con la NATO sulla Groenlandia, sebbene i dettagli restino poco chiari. I mercati ipotizzano che possa riguardare diritti minerari o installazioni missilistiche.
Aumentano inoltre le preoccupazioni che l’Europa possa utilizzare le sue ingenti partecipazioni in asset statunitensi come leva politica, dopo che un fondo pensione danese ha annunciato la dismissione delle sue posizioni in Treasury, alimentando l’incertezza.
In correlazione inversa, l’oro ha superato i 4.950 dollari l’oncia, segnando un nuovo record e avviandosi verso la migliore settimana dal marzo 2020. Il livello dei 5.000 dollari è ormai alla portata e resta da capire quali saranno i prossimi obiettivi.
BOJ, TASSI INVARIATI
La Banca del Giappone ha mantenuto invariato il tasso di interesse di riferimento allo 0,75% nella prima riunione di politica monetaria del 2026, mantenendo i costi di finanziamento al livello più alto dal 1995, in vista delle elezioni anticipate di febbraio.
La decisione, ampiamente attesa, è stata approvata con un voto di 8 a 1: il consigliere Hajime Takata ha chiesto un rialzo, mentre gli altri membri hanno ritenuto i rischi per economia e inflazione sostanzialmente bilanciati.
La BoJ ha ribadito che i tassi potrebbero aumentare ulteriormente, dopo i due rialzi del 2025, se l’attività economica e l’inflazione seguiranno le proiezioni.
Nelle nuove stime trimestrali, la crescita del PIL per l’anno fiscale 2025 è stata rivista allo 0,9% dallo 0,7%, grazie al recente accordo commerciale con Washington e al pacchetto di stimoli di Tokyo. Le previsioni per il 2026 sono state riviste dall’1,7% all’1,0%. L’inflazione core per il 2026 è stata aumentata dall’1,8% all’1,9%.
PCE STABILE
L’indice dei prezzi PCE statunitense è aumentato dello 0,2% su base mensile a novembre 2025, in linea con ottobre e con le attese.
I prezzi dei beni sono saliti dello 0,2%, recuperando dal calo dello 0,1% di ottobre. I prezzi dei servizi sono aumentati dello 0,2%, rallentando rispetto allo 0,3% del mese precedente.
Il PCE core, che esclude alimentari ed energia, è cresciuto dello 0,2%, in linea con settembre e con le previsioni.
I prezzi alimentari sono rimasti invariati, mentre quelli energetici sono aumentati dell’1,9% dopo un calo dello 0,7%.
Su base annua, il PCE complessivo è salito al 2,8% dal 2,7%, come previsto. Anche il PCE core è aumentato al 2,8% dal 2,7%. L’indice PCE resta l’indicatore di inflazione preferito dalla Federal Reserve.
JOBLESS CLAIMS
Le richieste iniziali di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono aumentate di 1.000 unità, raggiungendo quota 200.000 nella settimana conclusa il 17 gennaio. Il dato resta ben al di sotto delle attese, che prevedevano un aumento a 212.000.
Le richieste continuative sono salite di 26.000 unità a 1.849.000, rimanendo sotto le medie della seconda metà del 2025 ma sopra i livelli immediatamente successivi alla pandemia.
Il mercato del lavoro continua quindi a mostrare bassi livelli di licenziamenti e un ritmo moderato di assunzioni, evitando un ulteriore raffreddamento dopo il rallentamento del quarto trimestre 2025.
USA, PIL IN RIPRESA
L’economia statunitense è cresciuta a un tasso annualizzato del 4,4% nel terzo trimestre 2025, leggermente sopra la stima iniziale del 4,3% e segnando la crescita più forte dal terzo trimestre 2023.
La revisione al rialzo riflette un miglioramento delle esportazioni e una minore pressione derivante dalle scorte.
La crescita è stata sostenuta dalla solida spesa dei consumatori, dalla ripresa delle esportazioni e da un aumento della spesa pubblica.
La spesa dei consumatori è cresciuta del 3,5%, ritmo più rapido dell’anno, mentre le esportazioni sono aumentate del 9,6%, in netto miglioramento rispetto al calo dell’1,8% del trimestre precedente. Le importazioni sono diminuite del 4,4%, estendendo il calo del secondo trimestre.
La spesa pubblica è tornata a crescere (+2,2% contro -0,1%), mentre gli investimenti fissi sono aumentati dello 0,8%, sotto la stima iniziale dell’1% e in forte rallentamento rispetto al +4,4% del trimestre precedente.
Saverio Berlinzani , analista ActivTrades
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EUR/USD: Consolidamento dopo Rimbalzo da 1.1592 - Setup?EUR/USD: ANALISI POST-RIMBALZO! Consolidamento su 1.1753 dopo movimento epico da 1.1592 a 1.1725 (+133 pips).
Il cross ha completato un rimbalzo tecnico potente e ora cerca una nuova direzione. Analizziamo struttura, livelli chiave e prossimi possibili scenari.
📍 SITUAZIONE ATTUALE (Grafico 2h):
🕐 Timeframe: 2 ore
📈 Apertura: 1.17550
⬆️ Massimo: 1.17594
⬇️ Minimo: 1.17485
📉 Chiusura: 1.17537 (-0,01%)
🎯 Livello chiave: 1.1750/60 (zona di equilibrio)
🔍 STRUTTURA TECNICA ATTUALE:
🟢 Supporti immediati:
• S1: 1.1740-1.1748 (gap + supporto dinamico)
• S2: 1.1725-1.1730 (ex massimo rimbalzo)
• S3: 1.1707-1.1710 (zona forte)
🔴 Resistenze da superare:
• R1: 1.1764-1.1770 (massimi recenti)
• R2: 1.1780-1.1785 (statica)
• R3: 1.1800-1.1805 (psicologico)
📈 INDICATORI E MOMENTUM:
⚖️ RSI (14): 58 – Neutro/Leggermente Bullish
📊 Volume: In calo – fase di consolidamento
📉 MACD: Ancora positivo ma in rallentamento
🔼 Media 9 periodi: 1.1742 (supporto dinamico)
🎯 PROSSIMI SCENARI OPERATIVI:
SCENARIO 1 – RIPRESA BULLISH (60%):
• Condizione: Chiusura sopra 1.1765
• Target 1: 1.1785
• Target 2: 1.1800
• Stop Loss: Sotto 1.1730
SCENARIO 2 – CORREZIONE BEARISH (40%):
• Condizione: Rottura 1.1730
• Target 1: 1.1705
• Target 2: 1.1680
• Stop Loss: Sopra 1.1765
SCENARIO 3 – LATERALITÀ (Range 1.1730-1.1770):
• Strategia: Trading range-bound
• Buy near 1.1735/40, Sell near 1.1765/70
📚 DIDATTICA: ANALISI POST-MOVIMENTO EPICO
Cosa fare dopo un rimbalzo di 130+ pips?
FASE DI CONSOLIDAMENTO: Dopo forti movimenti, il mercato cerca equilibrio. Il volume cala.
COMPRESSIONE DELLA VOLATILITÀ: Range ristretto precede nuovo breakout.
TEST DEI LIVELLI: Il prezzo testa ex-resistenze diventate supporti.
GESTIONE POSIZIONI ESISTENTI: Spostare stop a break-even, scalare profitti.
💡 LA MIA GESTIONE ATTUALE:
"Long da 1.1600 preso, 60% posizione chiuso a 1.1720. Restante 40% con stop a 1.1720 (break-even+). In attesa di nuovo segnale."
🔥 PERFORMANCE AGGIORNATA (Dati reali):
• Trade 2026: 4/4 vincenti (100% win rate)
• Pips gennaio: 310+ catturati
• Pips totali: 690+
• Accuracy globale: 97% su 24+ analisi pubbliche
🎯 INSIGHT OPERATIVO:
"La zona 1.1750-1.1765 è un pivot fondamentale. La chiusura fuori da questo range determinerà la prossima mossa significativa."
🔔 ATTENZIONE AL SETUP:
Monitorare rottura 1.1765 o rottura 1.1730 con volume. Breakout in arrivo.
👉 COMMENTA se stai seguendo il setup! 🎯
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